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22 novembre: PASSEGGIATA NO TAV A LONATO – FERMARLO E’ POSSIBILE, FERMARLO TOCCA A NOI

Il grande successo di partecipazione delle recenti mobilitazioni contro il progetto dell’Alta Velocità Brescia-Verona mostra la concreta possibilità che si crei un movimento popolare capace di bloccare quest’opera inutile, costosa e fortemente dannosa per il territorio e l’economia bresciana. L’entusiasmo e la partecipazione che accompagnano le assemblee mano a mano che vengono organizzate nei paesi mostrano la volontà di intraprendere questa battaglia affinchè si riprenda in mano il futuro di un territorio tanto bistrattato negli ultimi decenni.

Nonostante questo, sappiamo che il consorzio Cepav 2, il general contractor che ha in carico la realizzazione dell’opera, mostra tutta l’intenzione a voler aprire i cantieri entro la metà del 2015, forte di un sistema legislativo che ancora ci impone le grandi opere come investimenti prioritari per il Paese. Il progetto definitivo è stato infatti depositato e il 6 novembre ci sarà a Roma la prima conferenza dei servizi, mentre il 25 dello stesso mese scadranno i termini per le osservazioni in vista della verifica d’ottemperanza.
Mano a mano che il progetto viene sviscerato, emergono sia la superficialità con cui è stato redatto, sia le enormi ricadute per il territorio (viabilità di cantiere segnata su cartografie vecchie di trent’anni, zone di stoccaggio di materiali interne ad aree con vincolo archeologico e tutelate dall’Unesco, ecc.).
Nemmeno il finanziamento da 1,5 miliardi di euro, sbandierato dal consorzio e (secondo loro) inserito nell’ultima legge di stabilità, pare avere dei riscontri reali. Ai limiti della follia, inoltre, la richiesta di apertura di 6 nuove cave di prestito localizzate in quei comuni che oggi registrano la più alta densità di cave e discariche d’Europa.
E mentre dal dibattito pubblico scompaiono i riferimenti all’utilità dell’opera, soluzioni alternative, più praticabili e sostenibili, sono già state individuate. Come, ad esempio, il potenziamento della linea storica oggi sottoutilizzata, che garantirebbe, inoltre, un risparmio consistente di risorse pubbliche che potrebbero essere destinate per opere ben più utili al territorio e alla collettività (collettore del Garda, bonifiche ambientali, sanità, edilizia scolastica, ecc.).
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CALCINATO: SOCCORSO NO TAV BLOCCA I TECNICI DI CAPAV2

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Sabato 15 novembre 2014 – Intorno alle 12 di questa mattina alcuni funzionari e tecnici di Cepav 2 (ditta che ha in appalto la costruzione della tratta Alta Velocità Brescia-Verona) si sono presentati all’ ingresso di una proprietà di Calcinatello (frazione di Calcinato – Bs) accompagnati da un Caterpillar cui successivamente si è aggiunta una trivella. Questi hanno sostenuto, quando l’abitante affitturario di terreno ed immobile (uno degli immobili che dovranno essere abbattuti per far spazio alla linea ad Alta Velocità) ha chiesto spiegazioni ed avvisato la proprietà, di dover cominciare alcuni scavi sul terreno. Dopo la resistenza verbale dell’interessato, hanno desistito rimanendo comunque in zona per alcune ore cercando di attuare la stessa pratica in altre proprieta’.

Stando alla testimonianza di chi rischiava di subire questo originale “esproprio”, e di chi, grazie al tam-tam innescatosi all’interno di un vero e proprio “soccorso No Tav”, è accorso in aiuto, questo tentativo di avvio degli scavi sarebbe del tutto illegittimo: non preavvisato e precedente ad un “via libera” ufficiale definitivo ai lavori della tratta in questione.

I tecnici di Cepav2 potranno entrare solo , se e quando l’opera diventa di “pubblica utiità , necessità e ugenza”…..quindi dopo l’approvazione del progetto definitivo . Tale progetto è in procedura di valutazione di impatto ambientale presso la comissione speciale Via ( speciale perchè valuta solo le opere strategiche di cui all’allegato infrastrutture al documento di economia e finanza ) . A fine istruttoria la commissione trasmette al ministro dell’ ambiente e a quello dei beni culturali il rapporto della commissione che sarà poi inviato al Cipe. Questo integrato dai presidenti di Lombardia e Veneto approveranno il progetto definitivo che produce i suoi effetti dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Cittadini di Calcinato e dei paesi del basso Garda, attiviste e attivisti dei comitati popolari locali, facenti parte del coordinamento No Tav Brescia-Verona, sono rimasti in zona per tutto il pomeriggio per controllare i movimenti della ruspa e della trivella.

A Calcinato in questi mesi il tema certamente più discusso è quello del passaggio della nuova linea ferroviaria ad alta velocità sul territorio. Per informare i cittadini sui contenuti del progetto definitivo di questa grande opera inutile e dannosa l’amministrazione comunale ha programmato tre incontri pubblici. Uni si è svolto giovedì 13 novembre alle ore 20.30 all’oratorio di via Santa Maria a Calcinatello; gli altri sono in programma lunedì 17 all’Auditorium Bertini di Calcinato e martedì 25 all’ oratorio di via Don Rovetta  a Ponte San Marco. Gli attivisti No Tav saranno presenti per chiedere conto a chi di dovere di queste ” pratiche illegali di inizio lavori ”

Secondo il progetto Calcinato sarà fra i comuni maggiormente colpiti . Il Tav entrerà nel suo territorio dalla frazione Calcinatello, in località Quattro Vie, attraversando l’area dove ora si trova il canile San Rocco. Qui è prevista la confluenza del tratto proveniente da Brescia con quello dall’aeroporto di Montichiari, creando di fatto un enorme incrocio.  Il sedime interessato al passaggio della ferrovia avrà una larghezza di alcune decine di metri e oltre ai binari ci saranno anche aree di salvaguardia e opere di contenimento (muri, terrapieni, ecc.).

Proseguendo, la linea correrà a nord a fianco dell’autostrada A4 Milano-Venezia, quindi passerà appena al di là del cavalcavia di via Stazione (interessando anche la fornace vecchia e l’attiguo deposito edile, con possibili conseguenze per il recente quartiere edificato in via Morti Sant’Amos), attraverserà il monte e, infine, in località Cascina Faccendina (a sud della chiesetta dei Santi Anna e Gioacchino) scenderà in trincea verso il tunnel (con profondità di almeno 40 metri) che porterà il Tav in galleria sotto Lonato per riemergere dopo Desenzano in zona Lavagnone. Il tutto in un territorio che negli ultimi anni ha subito notevole danni ambientali, interessato da cave, discariche e depositi abusivi di materiali inquinanti.

Questo il calendario degli eventi in programma nelle prossime 48 ore verso la passeggiata No Tav di sabato 22 novembre a Lonato.

Domenica 16 : volantinaggio alla manifestazione MercanAntico di Lonato dalle 9 alle 17

Lunedi 17 : ore 15 presidio in Piazza della Loggia a Brescia in occasione del Consiglio Comunale  dedicato al TAV

Lunedi 17 : partecipazione di massa all’assemblea pubblica che si terra’ a Calcinato all’Auditorium Bertini

Martedi 18 : assemblea pubblica a Lonato presso la Bibblioteca alle 20.30 promossa dal Coordinamento No Tav Basso Garda – Alto Mantovano

http://www.radiondadurto.org/2014/11/15/tav-brescia-verona-blitz-illegittimo-di-cepav2-a-calcinatello/

 

 

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BRESCIA: LUNEDI 17 NOVEMBRE PRESIDIO NO TAV ORE 15 PIAZZA LOGGIA

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Lunedì 17 novembre si svolgerà a Brescia il consiglio comunale nel quale si voterà la delibera con le osservazioni da presentare in Conferenza dei servizi a Roma per il progetto dell’Alta velocità Brescia-Verona. Una delibera che contiene diverse osservazioni che di fatto smontano la pretesa utilità di questa opera infrastrutturale e che, a progetto definitivo presentato, mostra ancor di più tutta la sua pesantezza in termini di danni ambientali e economici al nostro territorio. Continua a leggere

libero dissenso

Chiesti 9 anni e 6 mesi per i quattro notav

libero dissenso

Siamo giunti alle richieste dei pm per il processo a carico di Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò in carcere dal 9 dicembre scorso con l’accusa di terrorismo. I pm con l’elmetto, Padalino e Rinaudo, estromessi dall’arringa finale al maxiprocesso si concentrano qui e danno sfogo a tutte le esibizioni di codici, ricostruzioni e protagonismo che non hanno potuto rappresentare nell’alto processo.

Eccoli quindi esibirsi in una ricostruzione inverosimile di quella notte e arrivare a parlare di “organizzazione paramilitare”, di attentato, di volontà di far male.

Lessico utile ad alzare il prezzo della condanna che alla fine viene formulata in 9 anni e 6 mesi per i notav. «Violenza armata e organizzata in modo paramilitare per acquisire consensi e per costringere lo Stato a retrocedere.

I due Pm (con Rinaudo in testa) hanno definito il danneggiamento di un compressore (perchè di quello si parla in sintesi) come “un atto di guerra” per arrivare ad un “attacco alla personalità dello Stato”, come se il compressore fosse Napolitano.

“Ci può piacere o no – ha argomentato sempre Rinaudo- che venga costruita questa linea ferroviaria, ognuno ha sua opinione, ma ormai quest’opera è stata decisa dallo Stato” e “attraverso queste condotte – ha detto – si attaccano scelte e interessi fondamentali dello Stato: scelte di politica economica, di politica internazionale e anche ambientali”. E gli stessi poliziotti “non sono stati aggrediti come singoli, ma come rappresentati dello stato”.

Non c’era da aspettarsi altro dal duo con l’elmetto, richieste altissime per fame di successo e credibilità e per continuare quella crociata intrapresa contro il movimento notav, alzando di volta in volta la posta, proprio mentre il “sistema tav” perde credibilità e credito giorno dopo giorno.

Non lasceremo soli, come abbiamo sempre fatto, Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò, e questa sera ci troveremo a Chiomonte, il miglior modo per dimostrare che “liberare tutti vuol dire lottare ancora”

Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò liberi subito! Libertà per i notav!

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#veritàperLAquila

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E’ il giorno della rabbia a L’Aquila dove è in corso ( giovedi 13 novembre )  una manifestazione promossa dai familiari delle vittime del terremoto indignati per la sentenza di assoluzione emessa dal collegio giudicante della Corte d’Appello che ha così ribaltato il giudizio di primo grado che aveva condannato a 6 anni – per omicidio colposo e lesioni – i 7 ‘scienziati’ componenti la così detta Commissione Grandi Rischi che, riunita il 31 marzo 2009 a L’Aquila, aveva fornito – stando al giudice monocratico – ‘false rassicurazioni’. “Il fatto non sussiste”, hanno invece sentenziato i giudici d’appello. Un pronunciamento che ha indignato la città.

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Stasera, cittadine e cittadini sono in piazza per esprimere il proprio ‘doloroso dissenso’ e per chiedere, ancora una volta, verità e giustizia. Per dire ‘No’ ad uno Stato che assolve se stesso.

Numerosi gli striscioni apparsi in citta’ nei giorni scorsi. Quello dei Red Blue Eagles alla rotonda di Piazza d’Armi ‘Grandi rischi, molte storie ce lo hanno già insegnato: è inutile fare un processo quando è contro lo Stato’, l’altro del comitato 3e32/Casematte sul ponte di via Vicentini ‘Grandi rischi: lo stato uccide, si assolve e se la ride. L’Aquila, dove sei?’, infine l’ultimo firmato dai ragazzi dell’Asilo Occupato, in viale Duca degli Abruzzi, ‘Lo Stato assolve, L’Aquila non perdona’, troverà un primo momento per incontrarsi ed elaborare l’ennesimo schiaffo ricevuto.

“In questa storia politica e scienza si compenetrano”, si legge in un comunicato del 3e32. “La scienza non ha fatto il suo dovere e si è asservita alla politica in modo totalmente irresponsabile. Per questo è colpevole ma, a quanto pare, la giustizia è un lusso che noi ‘poveracci’ non possiamo permetterci. Eravamo presenti alla Corte d’Appello: non sarà certo una sentenza di un tribunale a farci cambiare opinione, né a cambiare la verità storica che tutti conosciamo bene. Vogliamo vivere in questa città, ricostruirla, e continueremo a lottare per farlo”.

Il 23 novembre nuova manifestazione.

#veritàperLAquila

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CREDITO ESAURITO : COMUNICATO DEL MOVIMENTO NO TAV

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IL Movimento No TAV e l’Opposizione francese alla Lyon-Turin richiamano l’attenzione dei media su quanto sotto riportato

A) Il Tunnel di Base della Torino-Lione costa oltre 12 miliardi di euro e non 8,5. Lo dicono i conti che RFI è tenuta a fare per legge.
B) L’Europa ha solo 5,5 miliardi di euro per progetti di questo tipo (core network), quindi è matematicamente impossibile che ne assegni la maggior parte (3,4 miliardi di euro) alla Torino-Lione.
C) L’Italia ha solo 1,37 miliardi di euro per la Torino-Lione, insufficienti a cofinanziare l’opera: sono quelli disponibili entro il 2020.
A+B+C= la Torino-Lione è morta, il Governo ha una stupenda occasione per destinare questo fiume di denaro a piccole opere utili a tutti gli italiani.

Testo del comunicato stampa

A) Ieri al Senato le Ferrovie e il Governo hanno fatto una pessima figura. Nessuno è stato in grado di spiegare in termini comprensibili quale sia il vero costo del Tunnel di Base (57 km) della Torino-Lione. L’asino è cascato sulla rivalutazione. I costi delle opere pubbliche sono soggetti a rivalutazione, non per colpa dell’inflazione ma per tenere conto di: revisione prezzi, oneri finanziari, adeguamenti progettuali e imprevisti (frequenti nei tunnel). Per legge il CIPE decide in base al “costo rivalutato a vita intera” e non sulle supposizioni dell’architetto di turno. I calcoli di RFI considerano una rivalutazione annua del 3,5%, il medesimo indice utilizzato nell’Analisi Costi Benefici di Virano e nel Progetto Definitivo di LTF. Il risultato fa oltre 12 miliardi di euro. La verità si saprà esclusivamente quando sarà effettuata una certificazione del costo da parte di un soggetto completamente terzo, come previsto nell’Accordo Italia- Francia del 30 gennaio 2012.

B) I fondi europei sono quelli del bando “2014 CEF Transport Multi-annual Call”. Per progetti “core network” come questo, il bando dispone di soli 5,5 miliardi di euro, ai quali ambiscono numerosi progetti in differenti Stati membri. Tra Brennero (3,4 miliardi di euro) e Torino-Lione (altri 3,4), l’Italia da sola vorrebbe contributi superiori a tale cifra. Se si aggiungono gli altri “pretendenti” europei (ad esempio i progetti Fehmarn Belt e Seine-Scheldt), i desideri sono oltre il doppio della disponibilità. Pertanto è matematicamente impossibile che la Torino-Lione riceva dalla UE 3,4 miliardi di euro, ovvero il 40% propagandato dai fautori dell’opera.

C) Nel Bilancio dello Stato, il cofinanziamento nazionale della Torino-Lione fa appello ad un’autorizzazione di spesa della Legge di Stabilità 2014 (capitolo MIT 7532). I fondi allocati ammontano complessivamente a 2,56 miliardi di euro, spalmati fino al 2029. L’Europa erogherà contributi esclusivamente su spese effettuate entro il 2020 (questo è il periodo di riferimento del bando in corso). I soldi a bilancio in anni successivi al 2020 non sono utilizzabili. Pertanto, con i fondi assegnati entro il 2020, attualmente l’Italia può coprire solo 1,37 miliardi di euro, sensibilmente meno di quelli richiesti per cofinanziare la Torino-Lione.

Questi elementi sono verificabili da qualsiasi cittadino su documenti pubblici: Contratto di Programma RFI, Progetto Definitivo LTF, Regolamenti CEF e TEN-T e relativo bando europeo, Legge di Stabilità dello Stato.
Il CIPE non è in grado di autorizzare l’opera, mancando tutti i presupposti: Valutazione di Impatto Ambientale (ferma da due anni), approvazione del Progetto Definitivo (idem), definizione certa del “costo a vita intera” (A), certezza del contributo europeo (B), disponibilità finanziaria nazionale (C).
Il Governo Italiano ha davanti a sé una stupenda occasione: anziché lasciarlo ingoiare dall’inutile Tunnel di Base della Torino-Lione, usi questo fiume di denaro per le piccole opere veramente utili agli italiani. Buon lavoro.

Le slide della presentazione avvenuta oggi.

qui in pdf – 12N.creditoesaurito.r

da notav.info

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DIFENDIAMO LA NOSTRA TERRA DAL TAV

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Proponiamo due iniziative ” fotografiche ” verso la manifestazione del 22 novembre con la speranza di coinvolgervi tutti e tutte.

Le vigne del Lugana, il sito Unesco del Lavagnone, l’oasi protetta del Frassino… le nostre terre sono minacciate dal passaggio del TAV nella zona del Basso Garda e delle colline moreniche.

Mandateci le foto dei luoghi dove abitate per fare vedere a tutti e tutte la bellezza dei territori dove abitiamo , Difenderli è giusto e necessario.

Le foto condivise su FB con  #savemoreniche  saranno pubblicate in questo album. Fermarlo è possibile.Fermarlo tocca a noi.

DIFENDIAMO LA NOSTRA TERRA DAL TAV 

Inoltre stiamo preparando un calendario per il 2015 che ci dia la carica per affrontare il nuovo anno lottando tutti e tutte insieme contro il TAV!

Mandateci le vostre foto degli scorsi di anni di lotta No Tav a Brescia e provincia e le pubblicheremo sul calendario!

‪#‎notav‬ ‪#‎notavbresciaverona‬ ‪#‎insiemesivince‬ ‪#‎fermarloèpossibile‬‪#‎fermarlotoccaanoi‬ ‪#‎calendario2015‬

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Carrara: in migliaia occupano il Comune per l’alluvione!

 

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Aggiornamento lunedi 10 novembre

Una cinquantina di persone hanno trascorso la notte nel municipio occupato di Carrara. La sede del Comune era stata occupata sabato dopo una assemblea di centinaia di persone, intenzionate a continuare finché la giunta, accusata di non aver garantito la sicurezza dei cittadini, non si sarà dimessa, senza però bloccare l’attività amministrativa e degli uffici. Intanto 300 operai, marmisti delle ditte alluvionate, hanno occupato un ponte sulla città e chiedono che le istituzioni mettano le loro aziende in condizione di riaprire.

da Radio Onda d’Urto

La cronaca di quanto emerso dall’assemblea di ieri sera da Francesca, della “Casa Rossa Occupata” . Ascolta o scarica

Vi proponiamo anche delle interviste realizzate tra i presenti all’occupazione del Comune.Ascolta o scarica

https://www.facebook.com/groups/Nonabbandonarelacitta/

da infoaut.org

Sabato 8 novembre è stata convocata una manifestazione davanti al comune di Carrara, a cui hanno partecipato anche tantissimi cittadini massesi. L’iniziativa nasce dopo l’ennesima catastrofe annunicata: da tre anni a questa parte i territori tra Massa e Carrara vengono distrutti da ripetute alluvioni. Alle calamità naturali si associano responsabilità ben individuabili: cementificazione e speculazioni avallate dalle istituzioni.

Alla manifestazione hanno partecipato in oltre duemila tra famiglie alluvionate e solidali. All’arrivo del sindaco, e alle sue parole “la giunta non si sente responsabile” la rabbia dei cittadini è esplosa e la polizia ha dovuto scortarlo dentro al comune, allontanado i manifestanti con cariche e manganellate. Il presidio è durato ancora qualche ora ed ha occupato il comune, pretendendo le dimissioni immediate del sindaco Angelo Zubbani. Il comune è ancora occupato dai cittadini indignati e inferociti contro una classe politica che propone solo speculazioni e distruzioni del territorio.

Questa situazione è comune anche ai territori liguri e del basso Piemonte, oltre che a quelli toscani e con il decreto “Sblocca Italia” saranno ulteriormente avallate soluzioni speculative e la costruzione di opere inutili. La cronicità delle alluvioni in tutta Italia non è dovuta al brutto tempo ma è l’effetto di un sistema di sviluppo basato sull’ iper cementificazione e sul saccheggio dei territori.

Aggiornamento ore 18.00: continua l’occupazione del comune di Carrara. Alle 20.00 è stata indetta un’assemblea cittadina.

Ore 22.00: un’affollatissima assemblea decide l’occupazione a oltranza del palazzo civico. Oltre 200 i carrarini tra dentro e fuori

9/11 ore 12:00 Dopo un’assemblea mattutina al ponte argine crollato è stata convocata per le 17 una nuova assemblea nel palazzo civico occupato.

 

Di seguito il comunicato del CSOA Casa Rossa Occupata.

Almeno 2000 persone stamani al presidio sotto il comune a Carrara per chiedere le dimissioni di sindaco e giunta, dopo più di 2 ore quando finalmente il sindaco si è presentato dicendo che “loro non si sentono responsabili” la rabbia della popolazione è esplosa. Oltre 200 persone, tra cittadini colpiti dall’alluvione dei giorni scorsi e solidali accorsi al presidio hanno letteralmente assaltato il palazzo costringendo il sindaco a rifugiarso all’interno.

Zubbani, già sindaco 2 anni fa durante l’ultma alluvione, continua a negare le proprie responsabilità nonostante i cittadini avessero segnalato anche ufficialmente che i lavori per la messa in sicurezza del territorio o non erano stati fatti o erano fatti male, 4 milioni di euro stanziati a livello provinciale e ancora non si vogliono dimettere.

La rabbia delle decine di famiglie che stanno tuttora spalando il fango e contando i danni fatte alle proprie abitazioni, è esplosa in un vero e proprio assedio al palazzo comunale, costringendo le forze dell’ordine a scappare e barricarsi dentro la sala consiliare per poi doverla cedere ai cittadini che hanno deciso di occuparla fisicamente fino a quando la giunta comunale non rassegnerà le proprie dimissioni.

Stasera alle ore 20 è stata indetta un’assemblea facciamo appello a tutti i solidali di accorrere al comune di Carrara.

 

CSOA Casa Rossa

 

 

 

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VERONA: LUNEDI 10 NOVEMBRE PRESIDIO NO TAV

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Lunedi 10 novembre una trentina di attivisti No Tav veronesi hanno presidiato l’ingresso della Provincia di Verona. All’interno il presidente del neonato ente di 2° livello (quindi non eletto dai cittadini) Antonio Pastorello (lista Tosi) stava incontrando i sindaci dei quattro comuni veronesi interessati dal passaggio della linea ad Alta Velocità: Castelnuovo del Garda, Peschiera del Garda, Sommacampagna e Sona. L’obiettivo dell’incontro era quello di trovare una posizione comune tra gli enti locali sulla questione compensazioni . L’obiettivo dei militanti NoTav, invece, ribadire la netta contrarietà ad un opera devastante, assolutamente inutile e che servirà solo a gonfiare le tasche delle imprese colluse con la criminalità organizzata (come dimostrano le inchieste su Maltauro riguardanti il Mose ed Expo2015).
Soprattutto ricordare che, al contrario di quanto sostengono alcuni pubblici amministratori, FERMARLO E’ POSSIBILE, FERMARLO TOCCA A NOI!!
Il prossimo momento di mobilitazione sarà la Passeggiata Popolare a Lonato del Garda (BS) organizzata per sabato 22 novembre. Da Verona gli attivisti No Tav partiranno tutte e tutti insieme con il treno regionale delle 13.23 (ferma anche a Castelnuovo, Peschiera e Desenzano), quindi l’appuntamento è per le 12.30/13.00 fuori dalla stazione di Verona Porta Nuova.

“Solo partecipando in prima persona alla lotta contro il mostro TAV- scrivono i No Tav sulla pagina FB –  possiamo salvare il nostro territorio dal saccheggio perpetrato dal governo Renzi (e da quelli che l’hanno preceduto) e consentito (a cambio di compensazioni economiche) dagli amministratori locali della Lega Nord.”

Sentiamo Jack No Tav Verona

http://www.reportgarda.com/2014/11/10/provincia-incontro-i-sindaci-per-tav-treno-non-si-puo-fermare-renzi-potrebbe-raccontare-balle-sui-finanziamenti/

Cittadini contro il disastro TAV 

No Tav Verona 

http://www.larena.it/stories/379_citta/935386_tav_risorse_confermate_il_nodo_verona_procede/

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IL GOVERNO ACCELERA SULLA BRESCIA – VERONA. SABATO 22 NOVEMBRE COMITATI ANCORA IN MARCIA CONTRO L’OPERA INUTILE

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articolo da radiondadurto.org

Conferenza dei servizi ieri, giovedì 6 novembre, a Roma sulla tratta Brescia-Verona del Tav.

Agli amministratori bresciani e veneti dei comuni interessati dal passaggio e dall’impatto ambientale della linea ad alta velocità, la direzione generale del ministero delle infrastrutture ha comunicato che le scadenze della realizzazione dell’inutile grande opera sono strette: il 24 novembre scadrà il termine per le osservazioni e il 29 novembre si terrà la seconda e conclusiva conferenza dei servizi. Continua a leggere