Cantiere Tav della Val di Susa: un anno di ritardo e lo pagherà l’Italia

Secondo il cronoprogramma del 2011 lo scavo della tratta fissa del tunnel geognostico di Chiomonte – fino a 5765 metri – sarebbe dovuto durare 689 giorni.
Il cronoprogramma aggiornato al 2015 allunga la durata dello scavo a 1084 giorni, con una dilatazione dei tempi di 395 giorni. Oltre un anno di ritardo. Chi pagherà per questo ritardo? Secondo i documenti di Telt a rimetterci sarà l’Italia, che pagherà da sola l’ultimo tratto del tunnel, senza il cofinanziamento di Francia e Unione Europea.

Ma andiamo con ordine. Nel cronoprogramma stilato da Telt nell’ottobre 2011 lo scavo con la talpa sarebbe dovuto incominciare il 2 maggio 2014, e arrivare alla fine della tratta fissa il 20 marzo 2016. In realtà iniziarono con largo anticipo il 12 Novembre 2013, come attesta l’Action Status Report per il cofinanziamento europeo. Quasi sei mesi di vantaggio sono stati persi strada facendo e a loro si è aggiunto ulteriore ritardo. Il cronoprogramma di Telt redatto nel 2015 indica infatti come termine della tratta fissa il 31 ottobre 2016. Lo scavo della tbm durerebbe quindi 36 mesi anziché i 23 previsti inizialmente.

Lo scavo del tunnel geognostico non finisce però con la tratta fissa. Il Cipe (86/2010) ha autorizzato e finanziato un tunnel “con una lunghezza complessiva di circa 7,5 Km”. Rimangono quindi ancora altri 2 km conclusa la tratta fissa, la cosiddetta tratta opzionale. E quando pensa di finirli Telt? Secondo il cronoprogramma del 2011 la talpa avrebbe impiegato 210 giorni per terminare questa parte finale. Il cronoprogramma 2015 riduce incredibilmente a 150 giorni quest’ultima fase portando il termine dello scavo al 1 aprile 2017 e la fine dei lavori al 2 ottobre 2017; ma è un altro l’aspetto importante. Nell’ultimo cronoprogramma c’è scritto esplicitamente che l’ultima tratta sarà “financé à 100% par l’Italie”. Merci!

Lo scavo in clamoroso ritardo e parte dello scavo totalmente a carico dell’Italia, senza cofinanziamento francese o europeo: le previsioni dei detrattori dell’opera sembrano concretizzarsi una dopo l’altra.

Qualcuno chiederà mai conto a chi dichiarava solennemente che i lavori per l’intero cunicolo esplorativo sarebbero terminati entro il 2015?

Quel cantiere è un pozzo che ingoia soldi che potrebbero essere utilizzati per qualcosa di utile per tutti, non sarà mai troppo tardi per porre fine a questo spreco.

da SpintadalBasso 

Rapporto ISPRA sul consumo di territorio: Lombardia e Veneto tra le peggiori! Vogliamo continuare così?

Nel nostro Paese si continua a consumare suolo e la seconda edizione del Rapporto ISPRA fornisce un quadro completo sull’avanzata della copertura artificiale del nostro territorio.

L’intera pubblicazione è scaricabile gratuitamente a questo link.

Dei tantissimi dati presenti vorremmo soffermarci su alcuni punti che trovano ai vertici della classifica le Regioni Veneto e Lombardia:

  • nel 2013, in 15 regioni viene superato il 5% di suolo consumato, con il valore percentuale più elevato in Lombardia e in Veneto intorno al 10%
  • in termini assoluti, le province di Roma e Torino superano, entrambe abbondantemente, i 50.000 ettari di suolo consumato, a cui seguono Brescia e Milano seguono con valori superiori ai 40.000 ettari, mentre Napoli, Verona, Cuneo, Lecce, Padova, Treviso, Salerno, Bari e Venezia hanno valori compresi tra i 30.000 e i 35.000 ettari.
  • a livello comunale, i maggiori valori di superficie consumata si riscontrano a Roma (quasi 30.000 ettari) e nei principali comuni capoluoghi di provincia dopo Roma: Milano, Torino, Napoli, Venezia, Palermo, Ravenna, Parma, Genova, Verona, Catania, Taranto, Bari, Ferrara e Reggio nell’Emilia, tutti con oltre 4.000 ettari di suolo consumato).

consumo suolo per regione 2015 - veneto e lombardia

consumo suolo dagli anni 50 - Lombardia

Si sottolinea che le aree naturali e seminaturali minacciate sono quasi totalmente situate nelle zone costiere, nelle pianure e nei fondovalle montani; facendo  una stima di suolo consumato “effettivo”, che tenga conto della concreta possibilità di un suolo ad essere degradato, individuando cioè quelle aree che per caratteristiche geomorfologiche o perché occupate da corpi idrici, possono considerarsi protette naturalmente dalla minaccia antropica. Con diverse stime spicca di nuovo che tra la “top-10” ci sono di nuovo Lombardia e Veneto per percentuale di suolo “effettivo” consumato.

consumo suolo effettivo - lombardia venero

Inoltre secondo IUTI tra il 1990 e il 2008 l’espansione delle aree urbane netta è stata pari a quasi 500.000 ettari, passando dal 5,5% della superficie nazionale al 7,1%, con un incremento di 1,6 punti percentuali.  Anche in rapporto alla superficie territoriale le regioni con il più alto incremento di aree urbane risultano il Veneto, il Lazio e la Lombardia.

% terra alterata direttamente o indirettamente - Lombardia e veneto

Vogliamo davvero continuare così? Pensate a quanto il TAV Brescia-Verona-Vicenza andrà ad incidere sull’aumento dei livelli di consumo di territorio, già vergognosi, in Lombardia e Veneto se quest’opera dovesse essere costruita.

E’ davvero questa il futuro che scegliamo per le nostre terre e le prossime generazioni?

18/5: serata informativa NO TAV @ Lonato

La devastazione che porterà a Campagna di Lonato il passaggio dell’alta velocità è uno dei danni maggiori che la possibile costruzione di quest’opera avrà sul nostro territorio.

Il Comitato NO TAV Lonato e il Coordinamento NO TAV Brescia-Verona organizzano una serata informativa sul tema e durante la serata ci saranno anche interventi sull’impatto del TAV per quanto riguarda i comuni di Calcinato e Desenzano.

Mercoledì 18 maggio ore 20:30 presso la sala adiacente al campo sportivo a Campagna di Lonato di viale Roma 67.

Vi aspettiamo!IMG_20160513_082403

 

16/05: accogliamo Delrio a Vicenza – NO TAV- NO GRANDI OPERE

Condividiamo l’appuntamento del Comitato Popolare dei Ferrovieri di Vicenza.

Lunedì 16 maggio il Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio arriverà in Visita a Vicenza, all’Officina Manutenzione Ciclica di Trenitalia nel quartiere dei Ferrovieri. Sarà accompagnato dalla nuova amministratrice delegata di Trenitalia Barbara Morgante. E’ evidente che Delrio verrà a discutere di TAV e della Valdastico Nord, le due future grandi opere che secondo i programmi del Ministero dovrebbero investire Vicenza e la sua provincia.

Noi che insieme ad altri comitati, lottiamo contro l’Alta Velocità e l’impatto devastante che avrebbe sul territorio, non possiamo mancare a questo appuntamento. Saremo presenti con un presidio rumoroso e colorato per dimostrare che non possiamo accettare la devastazione della nostra terra per interessi dei poteri forti.

Vicenza rischia di perdere il marchio dell’Unesco per il Dal Molin, Borgo Berga e la futura Tav. Il nostro quartiere verrebbe squarciato con due nuovi binari, una nuova strada, un ponte ecc. Inoltre, nel lotto tra Verona e Altavilla c’è già un progetto definitivo che non rispetta nessuna regola dell’iter progetTuale dove la valutazione di impatto ambientale viene eseguita da Lande spa, una ditta indagata per legami con la Camorra.

Per questo e per tanti altri motivi, saremo presenti Lunedì all’arsenale ferroviario in Via dell’Arsenale Ferrovieri alle 14:00

Vi aspettiamo.

I numeri del disastro tav: la ghiaia estratta per costruire la BS-VR potrebbe ricoprire l’area urbanizzata di Desenzano per 1 metro di altezza!

Il 18 aprile 2015 sul Corriere di Bergamo appariva questo articolo:
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Decine e decine di camion hanno movimentato quotidianamente terra attraversando il centro di Pumenengo, mettendo in pericolo pedoni e ciclisti per mesi. Camion carichi di ghiaia e sabbia destinati alla costruzione dell’Alta Velocità Treviglio-Brescia.

In paesi come Pumenengo (dove il centro abitato è attraversato dalla strada provinciale 127 che conduce a Calcio, dove sorgevano i cantieri Tav) ogni giorno un flusso di 120 camion tra andata a ritorno ha transitato per la via principale del paese.

Un continuo andare e venire tra il timore che si potesse verificare un nuovo incidente come quello accaduto a Caravaggio, quando una pensionata di 65 anni fu travolta e uccisa da un camion in manovra, tra i disagi dovuti all’aumento del traffico, tra la paura di un aumento dell’inquinamento dell’aria dovuto al circolo di mezzi pensanti in prossimità di case ed edifici pubblici.

Se il transito e la messa in sicurezza di questi materiali sono stati fatti come per cantieri di Via Toscana a Brescia, dove nello spostamento della terra venivano smosse polveri ed inquinanti ( Via Toscana rientra nel cono PCB, o il caso dell’amianto di via Roncadelle), la preoccupazione di chi abita questo Comune è stata più che lecita.

Alla luce di tutto questo, immaginiamo cosa potrebbe accadere per i cantieri del TAV Brescia-Verona dove serviranno 10 MILIONI E 200 MILA METRI CUBI DI GHIAIA per costruire l’opera.

Per farci un’idea dell’enorme quantità di materiale prelevato abbiamo provato a fare un esempio più concreto: la quantità di ghiaia estratta è la stessa che potrebbe ricoprire l’intera superficie urbanizzata di Desenzano per 1 metro di altezza.

Lo sapevi che 2

Quanti camion passeranno fuori dalle nostre case?
Quante ore di traffico?
Quanto inquinamento aggiunto?
Quanti incidenti ci saranno?
Ma sopratutto, ne vale la pena?

 La risposta per noi è sempre NO ed è per questo che domani, sabato 14 maggio, parteciperemo alla MARCIA NO TAV a San Michele Extra (VR) perchè FERMARE QUESTO SCEMPIO E’ POSSIBILE, MA TOCCA A TUTTI E TUTTE NOI!

22/05 biciclettata NO TAV @Desenzano con laboratorio di spaventav, merenda, musica e danze!

Una biciclettata per dire NO alla TAV !

Domenica 22 maggio vi aspettiamo a Desenzano del Garda per una biciclettata popolare in difesa del nostro territorio, sfileremo per le vie della città puntando ancora il dito sull’inutilità di questa grande opera. Continueremo la nostra battaglia di libertà e resistenza !
Questa biciclettata sarà un’altro piccolo passo da fare tutti insieme, partecipando numerosi !
Alle ore 15,00 ritrovo e partenza alle Piscine di Desenzano, il percorso sarà a sorpresa.
A seguire merenda al PARCO DEL LAGHETTO, musica e danze, porta magliette, vestaglie e cappelli che non usi più, ci serviranno per creare i nostri nuovi e temibili SpavenTav che presto invaderanno i nostri territori in difesa della nostra terra, della nostra salute e del nostro futuro.

Vi aspettiamo !

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14/5: MARCIA CONTRO IL TAV @ VERONA! PARTECIPIAMO TUTTI E TUTTE PER DIRE #NOTAV

Sabato 14 maggio ore 15:00
Piazza del Popolo – San Michele Extra – Verona (VR)

Il 14 MAGGIO i comitati NO TAV di Verona organizzano una manifestazione per le vie di SAN MICHELE EXTRA per dimostrare che esiste una sempre più ampia opposizione popolare al Treno ad Alta Velocità. Partiremo alle 15 da Piazza del Popolo dove torneremo verso le 17. Ci saranno interventi di chiarimento delle nostre posizioni, gazebo con possibilità di merenda, gadget NO TAV.

Siamo contro un progetto inutile, costoso, devastante per l’ambiente e il bilancio dello Stato. Costerà circa 90 milioni di € al km. Pensate a quante cose si potrebbero fare con il costo di un paio di km di TAV: scuole messe a norma, servizi sociali decenti, magari qualche soldo in più alle pensioni più basse…..

Siamo per l’ammodernamento della linea esistente, per finanziamenti utili a lavoratori e studenti pendolari che ogni giorno sperimentano le conseguenze di un trasporto regionale non all’altezza di un paese civile

Siamo contro il continuo consumo di territorio, per il rispetto di quel poco che ancora resta di ambiente vivibile come ad es. il GIAROL GRANDE che verrebbe sicuramente devastato dai lavori per il TAV.

Siamo per la bonifica dei territori colpiti dall’inquinamento delle falde acquifere nell’Est veronese: pensate che proprio da lì passerà il tracciato TAV. Quali conseguenze avrà sulla ricarica delle falde, in comuni già colpiti da devastanti alluvioni come Soave, San Bonifacio e Monteforte d’Alpone?

Siamo contro un progetto che prevede DANNI PER MOLTI, PROFITTI PER POCHI, A SPESE DI TUTTI: perché il TAV lo pagheremo tutti, con i tagli alla sanità, il mancato aumento delle pensioni, i tagli alla scuola…..

FERMARLO E’ POSSIBILE – FERMARLO TOCCA A NOI

IL 14 MAGGIO DI NUOVO TUTTI E TUTTE A MARCIARE PER LA DIFESA DEL NOSTRO TERRITORIO!

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27/4: presidio “Denunciateci TUTTI per aver DIFESO LA NOSTRA SALUTE!” al tribunale di Brescia

 E dopo il grande successo della manifestazione del 10 aprile siamo pronti di nuovo a sostenere chi ingiustamente negli scorsi anni è stato condannato per difendere la salute di tutti e tutte noi!
Ci ritenete ancora “4 gatti allarmisti” dopo aver portato 12 mila persone in piazza? Noi sappiamo che non è così, che se vogliamo cambiare le cose dobbiamo attivarci, ed è per questo che dobbiamo sostenere tutti i denunciati partecipando numerosi mercoledì mattina al presidio, perchè protestare contro una città malata e per avere maggiori informazioni è un diritto, non un reato!

Appuntamento il 27 aprile alle 11.30 davanti al tribunale di Brescia.

*************************************************************************Rinvio al 27 aprile. Questa la decisione del Pm nel processo contro nove attivisti che il 30 aprile occuparono l’ufficio del direttore generale di Asl Brescia, dottor Scarcella Carmelo.
L’occupazione avveniva in modo totalmente pacifico e aveva lo scopo di tenere alta l’attenzione su una problematica da anni denunciata nella nostra città riguardante il ruolo di Asl Brescia nella comunicazione con i cittadini e nella trasparenza delle informazioni date.
Per anni è stato denunciato l’assenteismo “voluto e programmato” della massima istituzione bresciana per la tutela della nostra salute. Nessuna informazione certa sulle conseguenze che i cittadini possono subire a causa di un ambiente ricco di criticità e ormai da anni “malato”.
Aria, acqua e suolo devastati dall’accanimento industriale degli ultimi decenni, sono stati e sono tuttora portatori di malattie ormai certe.
I PCB classificati come cancerogeni certi sono stati per anni dichiarati non nocivi per la nostra salute. Più di una volta il direttore Generale di Asl ha dichiarato di stare tranquilli e non preoccuparsi.
L’acqua che fino a pochi mesi fa aveva un valore di cromo esavalente molto alto (e anche il cromo esavalente è un cancerogeno certo) è stata consumata per anni senza che nessuno desse informazioni sui possibili danni alla salute.
L’aria che respiriamo è malata, le malattie legate all’apparato respiratorio sono in continuo aumento e colpiscono prevalentemente i bambini, più fragili e delicati vista la giovane età.
Di tutto questo Asl e i suoi vertici non hanno mai fatto parola, a Brescia parlare di malattie legate alle condizioni ambientali è un tabù.
Cosa possiamo fare noi cittadini? Nacque quindi l’idea di occupare l’ufficio del diretto Generale per dare un segnale forte alla città e alle istituzioni anche in vista della manifestazione che si svolse poi il 10 maggio 2014 denominata STOP BIOCIDIO.
La risposta delle istituzioni è stata chiara. Nove persone sono state denunciate e oggi subiscono un processo che noi riteniamo ingiusto e intimidatorio. Ingiusto perché chi cerca risposte e non viene ascoltato ha il diritto di manifestare il proprio dissenso e intimidatorie perché denunciare chi si espone in prima persona è un chiaro messaggio a tutti..”non oltrepassate certi limiti o verrete denunciati”
Alcuni di noi presenti erano il 30 aprile 2014 presso Asl e oggi sono qui fuori per esprimere la totale solidarietà agli amici imputati in questo assurdo processo. E oltre a noi anche tanti altri vogliono esprimere la loro solidarietà. Ecco perché il tavolo BASTA VELENI ha lanciato e promosso questo presidio.

Montecchio, Verona e Vicenza: 3 appuntamenti per informarsi sul TAV!

Triplice appuntamento per informarsi sulla tratta Verona-Vicenza nelle prossime settimane, con esperti, testimonianze degli espropriati della tratta Treviglio-Brescia, testimonianze degli attivisti della Brescia-Verona e tanti aggiornamenti e novità su cosa sta succedendo nei nostri territori. E’ ORA DI INFORMARSI!

MARTEDì 26 APRILE – VICENZA
ore 20:30 @ Scuola Media Carta – Ferrovieri
evento facebook per maggiori informazioni QUI

Ne parleremo con:
Erasmo Venosi – fisico esperto in infrastrutture e impatti ambientali
Francesca Leder – docente di Urbanistica all’Università di Ferrara
Attiviste del Comitato No Tav Brescia

VENERDì 29 APRILE – VERONA
ore 20:45 @ Cinema teatro nuovo di San Michele E.
Via Vincenzo Monti 7 C

Ne parleremo con:
Erasmo Venosi – fisico esperto in infrastrutture e impatti ambientali
Marta Vanzetto – esperta di dirtto ambientale
Rappresentanti degli espropriati della tratta Treviglio-Brescia

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MARTEDì 3 MAGGIO – MONTECCHIO MAGGIORE (VI)
ore 20:30 @ sala San Paolo in piazza San Paolo

Ne parleremo con:
Maunel Brusco – consigliere regionale del Movimento 5 stelle
Circolo culturale “NO TAV” – La Mesa
Rappresentanti degli espropriati della tratta Treviglio-Brescia

 

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Notificato il ricorso al TAR contro il TAV Brescia-Verona: non staremo di certo a guardare, fermarlo tocca a noi con ogni strada possibile!

Il Coordinamento No Tav Brescia-Verona ha promosso un ricorso al Tar collettivo impugnando il decreto n. 50 del 22/02/2016. Questa azione collettiva ha avuto l’adesione, oltre che del Coordinamento No Tav Brescia-Verona, di più di 50 soggetti tra Associazioni, Aziende, Privati Cittadini ed Enti Religiosi aventi sede nazionale o nei comuni bresciani e veronesi interessati.

Le Associazioni aderenti sono: Comitato Cittadini di Calcinato, Comitato Castelnuovo Futura, Comitato Parco delle Colline Moreniche del Garda, Legambiente Onlus – associazione nazionale, Medicina Democratica-movimento di lotta per la salute onlus, Consorzio delle Colline Moreniche del Garda, Terra Viva Verona.

Ha aderito tra gli enti locali il Comune di Medole e tra i soggetti a carattere religioso l’Istituto Don Calabria di Verona.

Inoltre, hanno aderito cinque parlamentari del Movimento Cinque Stelle che hanno trasferito il proprio ufficio parlamentare presso la casa di un espropriando di Calcinato: Vito Crimi, Tatiana Basilio, Ferdinando Alberti, Claudio Cominardi, Girgis Sorial.

Con il decreto n. 50 del 22/02/2016 il Ministero dell’Ambiente ha determinato la positiva conclusione dell’istruttoria di verifica di ottemperanza del progetto definitivo del lotto funzionale Brescia – Verona della linea AV/AC tratto Milano – Verona alle prescrizioni poste con il progetto preliminare approvato dal CIPE con delibera n. 120/2003. In sostanza, il Ministero ha dato il via libera al CIPE per l’approvazione del progetto definitivo e per la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera che consentirà l’espropriazione delle aree interessate dal tracciato. Il decreto n. 50/2016, pur rappresentando un atto inserito nel procedimento che si concluderà con l’approvazione del progetto definitivo, ha una sua autonomia e può essere impugnato davanti al Giudice Amministrativo.

Il decreto 50/2016 presenta gravi vizi e lacune che si possono far valere in sede processuale e come Coordinamento No Tav Brescia-Verona riteniamo che ogni azione legale vada intrapresa per tentare di fermare un’opera che non presenta alcuna utilità per il nostro territorio e che creerà gravi danni all’economia locale, al turismo e alla vita quotidiana di tutti gli abitanti.

I vizi sollevati con il ricorso sono, in estrema sintesi, i seguenti:

1) violazione dei trattati europei in materia di appalti: libertà di stabilimento, libera prestazione di servizi, divieto di restrizioni del movimento di capitali;

2) richiesta di rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia della Comunità Europea per violazione delle norme sull’affidamento dei lavori pubblici;

3) mancata o tardiva sottoposizione del piano generale dei trasporti e quindi del progetto alta velocità alla Valutazione di Impatto Ambientale (VAS);

4) assenza, nella Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), della valutazione dell’opzione zero (utilizzare, migliorandola, la struttura ferroviara esistente) o di opzioni alternative;

5) mancata conformità del progetto definitivo a numerose prescrizioni del CIPE imposte con il progetto preliminare approvato nel 2003;

6) compromissione del Laghetto del Frassino, oasi naturalistica di elevata importanza e sito UNESCO, il quale rischia il prosciugamento a causa dei lavori in galleria.

7) mancata analisi dei rapporti costi-benefici;

8) richiesta di dichiarare costituzionalmente illegittimo il decreto legge n. 133/2008 (decreto Berlusconi che ha revocato la revoca delle concessioni ai general contractors disposta dal governo Prodi);

9) mancata valutazione delle prescrizioni imposte dalla Commissione VIA (valutazione impatto ambientale);

10) nullità del contratto intercorrente tra Rete Ferroviaria Italiana e general contractor per contrarietà a norme imperative, quali sono le norme sull’affidamento mediante gara d’appalto.

Anche sette Comuni ed il Consorzio del Lugana hanno depositato ricorso al Tar impugnando lo stesso provvedimento.
Riteniamo che ciò sia avvenuto anche grazie alla positiva spinta dei movimenti No Tav che da anni svolgono attività informativa sui nostri territori.
Pensiamo sia vergognoso che la stragrande maggioranza dei comuni bresciani non abbia fatto lo stesso: sarà impossibile per loro dimostrare ai propri cittadini che hanno fatto tutto il possibile per difendere le loro comunità locali e questo noi glielo ricorderemo puntualmente.

Riteniamo inoltre che, al di là del risultato giuridico di questo ricorso, che sappiamo essere esposto a pressioni politiche ed economiche fortissime, debba essere considerato l’enorme risultato politico: per la prima volta si è creato un fronte comune compatto di enti locali, consorzi, associazioni e privati che HANNO DETTO UN CHIARO NO a quest’opera inutile, devastante e costosissima.

Un treno definito ad “alta velocità” quando sappiamo benissimo che per questioni meramente tecniche non raggiungerà mai i 300 chilometri orari (per distanze brevi tra una stazione e l’altra e tempi insufficienti di accelerazione e frenata); quando sappiamo benissimo che l’Unione Europea (v. direttiva europea per l’alta velocità), non ci ha mai imposto l’alta velocità e che il corridoio ferroviario richiesto C’E’ GIA’ ed è la linea storica esistente la quale, con un adeguamento tecnologico (Sistema Controllo Marcia Treno SCMT) potrebbe supportare fino a 130-150 treni in più e sulla quale GIA’ VIAGGIANO la Freccia Rossa e Italo.

Il Ministro Delrio, ieri in tour nel bresciano, ha dichiarato che i cantieri partiranno entro il 2016. Lo dichiarò anche il suo predecessore Lupi, che dovevano partire nel 2014, e sappiamo com’è andata a finire. Noi, contestandolo in due presidi, a Padenghe e a Castenedolo, gli abbiamo ribadito la nostra contrarietà. Gli abbiamo consegnato anche una copia del ricorso, chiedendogli di valutare se sia sensato continuare su questa strada quando la comunità locale è fortemente contraria. Se vuole riprendere il dialogo con la comunità locale, come ci ha detto, lo deve fare partendo dall’opzione zero, mai valutata nell’iter procedurale, non dall’obbiettivo di ridurre l’impatto di questo progetto, obbiettivo impossibile, salvo che i treni non si mettano a volare.

Noi di certo non staremo a guardare mentre distruggeranno il nostro già martoriato territorio.
Continueremo le nostre attività informative, di piazza e legali, guardando in quest’ultimo caso all’Europa.

Arrivederci alla prossima puntata, ministro!
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