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PROGRAMMA CAMPEGGIO VENAUS 1/7 SETTEMBRE 2014

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Come preannunciato alcune settimane fa il Movimento No Tav invita tutti e tutte ad una settimana di mobilitazione dal 1 al 7 settembre per concludere insieme l’estate di lotta.

Per l’occasione il campeggio di Venaus garantirà la possibilità di sistemarsi con le tende e l’accoglienza tipica delle nostre valli e del nostro stare insieme.

Una settimana di mobilitazione questa che vedrà tutti, dagli studenti ai “meno giovani” della  Valle, impegnati in diverse iniziative di lotta, culturali e di dibattito.

Lanciamo quindi un appello a tutti coloro che vorranno e potranno esserci, per costruire insieme un altro pezzo di questa storia contro chi devasta i territori e impoverisce le nostre vite.

Ci vediamo a settembre No Tav!

Qui di seguito pubblichiamo una bozza del programma che è ancora in fase di aggiornamento e col passare dei giorni sarà meglio specificato e completato:

LUNEDì 1/09

h. 16.00 assemblea di apertura campeggio studentesco
h. 22.00 concerto
MARTEDì 2/09
h. 10.00 volantinaggio mercato di Susa e iniziativa di lotta in paese
h. 21.30 assemblea “Intercettazioni e difesa della privacy” pillole di paranoia, a cura di autistici, introduzione 
ai meccanismi di intercettazione e difesa.
MERCOLEDì 3/09
h. 6.00 colazione over 50 ai cancelli della centrale di Chiomonte
h.10.30 assemblea Studaut
h.13.00 pranzo ai cancelli di Chiomonte (per gli studenti)
h. 21.30 dj set
GIOVEDì 4/09
h. 10.30 Assemblea lotte territoriali
h. 21.30 proiezione video “Fermarci è impossibile”
h. 23.00 dj set da Fano No Tav
VENERDì 5/09
h. 10.30 assemblea di chiusura campeggio studentesco
h. 15.00 tornei
h. 22.00 spettacolo teatrale a cura degli Interezza. A seguire dj set musicale.
SABATO 6/09
h. 14-18 “Rugby per tutti” (rugby di base per bimbi e per chiunque voglia provare)
h. 18.30-19.30 presentazione del torneo
h. 21.00 passeggiata notturna al cantiere.  Musica al presidio a cura degli amici del rugby
DOMENICA 7/09
h. 9.00/14.00 torneo di rugby
h. 14.00/16.30 premiazioni
h. 17.00 assemblea chiusura settimana di mobilitazione
Partecipera’ anche una delegazione di No Tav Brescia
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ANCHE L’ALTA VELOCITA’ BRESCIA-VERONA BOCCIATA DALLO “SBLOCCA ITALIA”

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Mentre il governo Renzi prepara l’ennesimo irresponsabile decreto in favore delle grandi opere, destinando oltre 30 miliardi di euro (soldi pubblici) per contestatissimi progetti finiti spesso nel calderone di numerose inchieste giudiziarie, una buona notizia sembra riguardare il progetto dell’Alta Velocità tra Brescia-Verona.
Nonostante i proclami del ministro ciellino Maurizio Lupi che la indicava come opera fondamentale, il progetto è stato bocciato dal decreto “Sblocca Italia” e con tutta probabilità al momento non riceverà il finanziamento di 1,29 miliardi di euro promesso dal ministro.
Per l’ufficialità della notizia bisognerà aspettare il 29 Agosto in cui l’elenco definitivo delle opere finanziate arriverà in consiglio dei Ministri.
Evidentemente la paura che possano accendersi forti proteste nel bresciano attorno alla realizzazione di quest’opera sta inducendo il governo a muoversi con maggiore cautela.
Aspettiamo quindi con ansia il 29 agosto e rinnoviamo l’invito a partecipare il 1 settembre ad una nuova assemblea pubblica a Calcinato verso la passeggiata sulle colline moreniche del 5 ottobre.

http://www.repubblica.it/politica/2014/08/06/news/elenco_opere_decreto_sblocca_italia-93227787/

http://www.notavterzovalico.info/2014/08/08/sblocca-italia-blocca-per-ora-il-terzo-valico/

Loro finanziano le grandi opere. Tu non avrai piu’ la pensione http://www.notav.info/post/pensioni-a-bassa-velocita/

 

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La quarta via dell’Alta Velocità Bresciana

Leggiamo su un articolo del Corriere della Sera Brescia le dichiarazioni di Del Bono e della Loggia sulla loro nuova posizione per quanto riguarda il tracciato dell’Alta Velocità che dovrà collegare Brescia a Verona nei prossimi anni, “ipotesi avanzata da Valerio Prignachi una decina d’anni fa, quando l’attuale presidente di Brescia Mobilità era assessore provinciale ai Trasporti”.

Siamo nel ridicolo.

La proposta prevede di raddoppiare i binari della Brescia-Parma fin quasi a Montirone, per poi curvare a 90° verso ovest per andare a toccare l’aeroporto di Montichiari, con due curve a gomito in pochissimi chilometri. Alla faccia dell’Alta Velocità. Perché l’aeroporto di Montichiari? Perché il ministro Lupi, dal quale il sindaco Del Bono e l’assessore Manzoni sono stati il 17 Luglio, sostiene che l’aeroporto sarà l’hub delle merci di tutto il nord italia.

Tra l’altro, quando il sindaco va a parlare di TAV a Roma, non sarebbe il caso di informare i suoi cittadini? Visto che stiamo ancora aspettando l’assemblea pubblica che avrebbe spiegato i vantaggi dell’Alta Velocità alla nostra città, dobbiamo anche venire a conoscenza dai giornali quasi un mese dopo che ha incontrato il Ministro dei Trasporti per sapere come fare uscire questo treno da Brescia?

Dopo il delirio del progetto preliminare che divide in due la tratta per toccare Brescia per poi riunirsi ed andare a distruggere i vigneti del Lugana DOC, eccellenza del Basso Garda, dopo il delirio della proposta di continuare da Brescia sulla linea storica raddoppiando i binari, la follia di questa enorme chicane che di Velocità non ha nulla.

Il gruppo NoTav Brescia propone una quarta via, all’attenzione del sindaco Del Bono, dell’assessore Manzoni e del ministro Lupi: non farla. E’ l’opzione con i massimi vantaggi per tutti.


L’articolo del Corriere della Sera Brescia
http://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/14_agosto_06/tav-il-veneto-ora-l-ipotesi-sfruttare-brescia-parma-7133ed78-1d42-11e4-863e-cfd50bac8a56.shtml

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NO TAV : UNITI E DIVERSI. QUESTA E’ LA NOSTRA FORZA

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Nessuna divisione all’interno del movimento No Tav bresciano/veronese. Il percorso ” Fermarlo Tocca a Noi “ è iniziato con un’assemblea pubblica il 7 luglio scorso a Lonato. Nello stesso posto ci sono state altre due assemble, sempre pubbliche e altrettanto partecipate, il 21 luglio e il 4 agosto. L’idea iniziale è quella di costruire insieme la passeggiata No Tav del 5 ottobre e durante i nostri incontri decidiamo insieme come farlo, nel rispetto di tutte le posizioni e delle diverse sensibilita’ che emergono . Durante il percorso che stiamo facendo abbiamo capito che la cosa migliore da fare è che nascano comitati in ogni paese situato lungo la tratta Brescia-Verona. Ogni comitato agira’ in piena autonomia nel suo territorio e decidera’ quali azioni e politiche portare avanti per contrastare il TAV.  Quando ci troviamo come Coordinamento mettiamo in comune le esperienze fatte per correggere e migliorare la strategia che portiamo avanti. Camminiamo domandando con la consapevolezza che il percorso da fare è lungo e difficile, ma con altrettanta consapevolezza pensiamo che la Grande Opera vada fermata. Fermarlo tocca a noi, uniti e diversi questa è la nostra forza. Si parte e si torna tutti insieme.
Di seguito il testo dell’articolo di Alessandro Gatta uscito oggi sul Bresciaoggi
giovedì 07 agosto 2014 – PROVINCIA – Pagina 27
OPERE & TERRITORIO. Dopo l´ultima assemblea degli attivisti a Lonato spunta l´idea dei «blitz» contro l´alta velocità
Tav, la protesta ora alza il tiro:
nascono i gruppi d´intervento
Il coordinamento bresciano in campo contro ispezioni e sopralluoghi: «Basterà un sms per far arrivare gli attivisti a bloccare tecnici e operai»
«Fermarlo tocca a noi». E non in senso lato. Ma intervenendo direttamente dove prima o poi dovrà passare l´Alta Velocità, pronti a bloccare i lavori in prima linea. Il grido di battaglia lo lancia il gruppo No Tav Brescia, dopo la terza assemblea andata in scena a Lonato lo scorso lunedì, e che ha coinvolto un centinaio di persone. «Non solo attivisti No Tav e militanti navigati – spiegano – ma anche cittadini che saranno direttamente coinvolti dal passaggio dell´Alta Velocità».
SULLA FUTURA tratta gardesana infatti si sono (ri)accesi i riflettori a pochi giorni della notizia del decreto Sblocca Italia, da cui partiranno i fondi per la realizzazione della ferrovia superveloce. Tra Lonato e Desenzano, Calcinato e San Martino, dopo aver pure incontrato i sindaci di vari comuni, si starebbero infatti muovendo tecnici e ingegneri arrivati da Roma per le prime misurazioni. «Alcuni contadini presenti in assemblea – fanno sape! re ancora i No Tav – hanno raccontato di aver trovato persone sui loro campi, che piazzavano picchetti e scattavano fotografie senza alcun tipo di autorizzazione». Altri invece «si sarebbero rifiutati di far entrare nella loro attività i tecnici impedendo quindi che potessero fare fotografie o quant´altro».
Una situazione il cui epicentro sarebbe poi Calcinato, «dove ormai da diverse settimane gli uomini di ItalFerr stanno perlustrando la zona in lungo e in largo».
FUNZIONARI al lavoro, spiegano gli attivisti, anche nella zona industriale di Desenzano, e nei pressi del casello dell´autostrada. Da qui la scelta di costituire un vero e proprio Soccorso No Tav: «Quando i tecnici si presenteranno scatterà una catena di Sms che farà arrivare sul posto gli attivisti No Tav, per fermare i lavori». Altro tema caldo l´eventualità della realizzazione di una linea di tralicci per il trasporto dell´energia elettrica: «Secondo le testimonia! nze raccolte, dalla centrale elettrica situata nei pressi dell! a Sala King partirà una linea ad alta tensione che servirà per alimentare la Tav. Questa linea dovrà avere, per legge, una fascia di rispetto di 150 metri per lato, e sarà quindi molto larga. Facile immaginare che saranno molte le attività commerciali e anche industriali colpite nella zona».
IN ASSEMBLEA presentate anche le prossime iniziative: una prima sessione di volantinaggio, il 14 agosto, alla Festa del Vino di San Martino. E una passeggiata No Tav sulle colline del Lugana, il prossimo 5 ottobre. Aspettando una nuova assemblea di coordinamento, prevista il primo di settembre a Calcinato, in cui si discuterà della realizzazione di gruppi di lavoro per i vari Comuni interessati dai cantieri.
Il dado è tratto. «e fermarlo tocca a noi». Ma nell´unità del coordinamento comunque ancora traspare una doppia anima: quella locale, forse più istituzionale, e quella cittadina, sicuramente più movimentista e militante.

 

 

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FERMARLO TOCCA A NOI: REPORT ASSEMBLEA 4 AGOSTO

Dopo le due assemblee del 7 e 21 luglio anche quella del 4 agosto ha avuto una grande partecipazione di persone , non solo attivisti No Tav e militanti navigati, ma anche cittadini che saranno direttamente coinvolti dal passaggio della linea ad Alta Velocita’. Insomma tre riunioni in piena estate molto partecipate dimostrano che ormai il problema TAV nel Basso Garda sta’ esplodendo e la mobilitazione è destinata a crescere sia nel numero di iniziative che verranno messe in campo , sia nel numero di persone che verranno coinvolte. Tanti i presenti arrivati da Lonato e Desenzano, ma anche cittadini di Calcinato, Ponte San Marco, Ciliverghe, Mazzano, Rezzato e Sirmione . E naturalmente ben rappresentati anche Brescia e Verona. L’obiettivo dichiarato del gruppo è proprio quello di creare un comitato No Tav in ogni paese della tratta Brescia-Verona .

Si comincera’ con Calcinato dove il primo settembre è in programma la prossima assemblea , la quarta, del percorso “ Fermarlo Tocca a Noi “ verso la passeggiata No Tav sulle colline del Lugana del 5 ottobre. Nel mezzo un volantinaggio che si terra’ il 14 agosto a San Martino durante la sagra del paese. Come gia’ era successo nell’assemblea precedente nel corso del dibattito ci sono state testimonianze importanti: alcuni funzionari di una ditta che deve svolgere lavori preliminari all’avvio dei cantieri della TAV hanno “ visitato “ nei giorni scorsi la zona industriale di Desenzano posta a sud del casello dell’autostrada.

Secondo le testimonianze raccolte dalla centrale elettrica situata nei pressi della Sala King vicino alla “fornace romana” partira’ una linea ad alta tensione che servira’ per alimentare la TAV . Questa linea dovra’ avere , per legge, una fascia di rispetto di 150 metri per lato , sara’ quindi molto larga, ed andra’ ad unirsi alla fascia che avra’ la stessa TAV . Facile immaginare quindi che saranno molte le attivita’ commerciali e industriali colpite nella zona .

Secondo le testimonianze raccolte dal gruppo No Tav molti proprietari si sono rifiutati di far entrare nelle loro attivita’ i tecnici impedendo quindi che potessero fare fotografie e quant’altro. Una situazione simile si è verificata a Calcinato dove ormai da diverse settimane “ gli uomini di ITALFERR “ ( o chiunque sia ) stanno perlustrando la zona in lungo e in largo. Alcuni contadini presenti in assemblea hanno testimoniato di aver trovato persone sui loro campi che piazzavano picchetti e scattavano fotografie senza alcun tipo di autorizzazione.

L’assemblea ha quindi deciso la costituzione di una sorta di Soccorso No Tav : quando i tecnici si presentano scattera’ una catena di SMS che fara’ arrivare sul posto gli attivisti No Tav pronti a bloccare i lavori . In fase di creazione anche una mail-list che sara’ attiva nel giro di qualche giorno con gia’ un centinaio di indirizzi che sono stati raccolti nelle tre assemble che si sono svolte fino ad ora.

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La tratta Brescia – Verona lunga 73 Km per un costo preventivato di 2 miliardi e 800 milioni di euro deve fare i conti anche con congiunture economiche non particolarmente favorevoli. Innanzitutto è rimasta fuori ( come Terzo Valico e tunnel del Brennero ) dall’elenco delle grandi opere finanziate dal decreto Sblocca Italia. Questo non vuol dire che si tratta di opere definitivamente cancellate, ma più pragmaticamente che per loro, al momento, non c’è copertura finanziaria. Il decreto del governo per il momento si impegna a finanziare opere per 30,4 miliardi di euro. Le conferme più significative riguardano l’Alta Velocità Napoli-Bari, finanziata per 2,9 miliardi, l’Alta Velocità Torino-Lione (2,9), l’Autostrada Orte-Mestre (10,4). Un fiume di denaro per grandi e inutili opere che al di la’ delle dichiarazioni di facciata certamente non serviranno a migliorare la “ congiuntura economica “ del PIL che proprio oggi segna , per quanto riguarda il secondo trimestre 2014, un dato decisamente negativo. Un -0,2% al di sotto delle previsioni ottimistiche sbandierate dal Governo che pongono l’Italia di fatto in “ recessione tecnica “. Ci interessano poco i dati Istat e crediamo che un piu’ o un meno non bastino a determinare il grado di ricchezza e benessere di un paese. Crediamo pero’ che la direzione che prendono i soldi pubblici debba interessare noi e tutti i cittadini che hanno a cuore la salute delle persone e dell’ambiente.

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CALCINATO : INIZIATE LE INDAGINI PRELIMINARI PER L’APERTURA DEI CANTIERI DELLA TAV

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Giovani tecnici armati di fonometri e macchine fotografiche stanno da diverse settimane setacciando in lungo e in largo le vie e le contrade di Calcinato e delle sue frazioni . Una mappatura capillare del territorio per studiare ( e quindi in previsione mitigare ) quello che sara’ l’impatto sul territorio e sulla popolazione dell’apertura dei cantieri dell’Alta Velocita’in quella zona. Continua a leggere

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FERMARLO TOCCA A NOI ( seconda assemblea) : LUNEDI 21 LUGLIO A LONATO DEL GARDA

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Grande partecipazione di pubblico all’assemblea No Tav che si è svolta lunedi 7 luglio a Lonato del Garda promossa da No Tav Brescia , Collettivo Autonomo Gardesano e No Tav Basso Garda e che ha visto la partecipazione anche di realta’ arrivate da fuori provincia, Mantova e Verona, per costruire iniziative di informazione e mobilitazione sul territorio in grado di contrastare l’ avvio dei cantieri dell’alta velocita’ ormai prossimi all’apertura.

Due sostanzialmente le decisioni prese: una manifestazione da tenere il prossimo autunno nella zona delle colline del Lugana e cercare un ‘area dove dar vita a un presidio permanente nella zona di Campagna di Lonato .  Per dare gambe e concretezza a questi progetti è stata indetta una nuova assemblea che si svolgerà’ lunedi 21 luglio sempre alle 20.30 alla Saletta di via Zambelli 22 a Lonato del Garda.

Il progetto esecutivo della tratta al alta velocita’  Brescia-Verona è ormai prossimo a essere completato ( anche se non completamente finanziato ) e quindi realisticamente i primi cantieri potrebbero partire nel 2016. Occorre muoversi per tempo e farsi trovare pronti.

Presidio Permanente: l’idea è quella di acquistare collettivamente un terreno e ” costruirci ” sopra un Presidio , sull’esempio di quanto fatto in Valsusa e nel Terzo Valico. Strada che stanno percorrendo anche i No Tav Trentini. Presidio permanente che diventa luogo di ” coscientizzazione ” e informazione della lotta No Tav , oltre che luogo di aggregazione e socialita’ . ” Mentre lotti pratichi il cambiamento  ” amano ripetere spesso in Valsusa riportando l’esperienza dei presidi. L’area individuata dovrebbe essere vicino alla Frazione Campagna di Lonato dove sorgera’ un cantiere gigantesco, o in alternativa nei pressi della Chiesa di Sant’Anna a Calcinato dove ci sara’ l’imbocco della galleria di 7 km che passera’ sotto il Comune di Lonato.

Passeggiata No Tav : l’idea è quella di costruire una mobilitazione sulle colline moreniche del Basso Garda , in particolare nella zona del Lugana, per il prossimo autunno , al termine della vendemmia ( data ipotizzata 5 ottobre ). Una passeggiata tra le cantine dei viticoltori e i campi dei piccoli contadini biologici che sappia quindi coniugare mobilitazione e aspetto ludico-aggregativo mettendo in relazione tra loro persone, territorio, realta’ produttive.

La Tav nel Basso Garda

L’inizio dell’opera, o meglio la cantierizzazione dell’opera, nel tratto Bresciano dell’Alta Velocità è individuato nel Comune di Lonato dove è prevista la realizzazione di un doppia galleria di 7 km per un fronte di 30 metri che attraversa Lonato per riemergere in Comune di Desenzano e proseguire poi per Verona.

L’inizio del cantiere TAV a Lonato significa un decennio di ulteriore isolamento per la frazione Campagna posta a ridosso dell’area di cantiere, che vedrebbe interrotta la possibilità di raggiungere il centro del paese e la direttrice verso Brescia. Da notare che nell’area dove si prevede di localizzare il cantiere e le attrezzature per la realizzazione dello scavo manca completamente una adeguata viabilità per un cantiere di simili proporzioni. Si accede alla SS per Brescia e Verona passando a ridosso del capoluogo, inoltre per arrivare alla SS Lenese è necessario il rifacimento del ponte sull’autostrada e una bretella che aggiri la strettoia al centro della frazione Campagna.

Il tracciato causa gravi interferenze con alcune importanti aziende locali situate sul tracciato della ferrovia e costrette a dislocare altrove il prodotto finito perché la linea passa nel bel mezzo dei piazzali di stoccaggio. Evidenti sono ancora i problemi di trattamento in loco dello “smarino” di scavo che è un rifiuto speciale, e naturalmente necessiterà di apposite discariche per il conferimento. Nuove cave di prestito sorgeranno per sostenere la necessità di calcestruzzo e ghiaie, malgrado 7 km di galleria rimangono un affare per coloro che avranno opportunità di estrarre enormi quantità di ghiaia e sabbia.

La galleria che attraversa le colline ad una profondità variabile ma fino a 30 metri causerebbe una barriera al deflusso delle falde sotterranee con problemi di prosciugamento dei pozzi a sud del paese e innalzamenti di falda a nord.

Fuori della galleria di Lonato, in territorio di Desenzano del Garda, si distende l’anfiteatro morenico del Basso Garda con le sue colture a vitigno DOC, di Lugana oltre che ad un ambiente collinare di insostituibile ricchezza storica, naturale e culturale . Qui la linea alta velocità passa in rilevato e trincee, di elevato potenziale distruttivo del territorio. Si prevede il consumo di suolo di migliaia di ettari con la distruzione, così come denunciano da anni le associazioni dei viticoltori, di numerosi vigneti (si parla di circa 250 ha di superficie vitata, pari al 20% di tutta la produzione del Lugana, con una perdita economica pari a 14 milioni di euro annui).

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FERMARLO TOCCA A NOI! ASSEMBLEA PUBBLICA LUNEDI 7 LUGLIO A LONATO

Mentre a Brescia sta arrivando l’alta velocità con il suo carico di disagi (traffico stravolto per due anni in mezza città), devastazione (26 famiglie sfrattate, numerose altre espropriate di giardini e murate dietro a pannelli di cemento di 6 m d’altezza) e probabilmente malaffare (le ditte che la realizzano sono le stesse degli scandali Expo e Mose), il ministro di Comunione e Liberazione Lupi  continua la sua opera di propaganda attorno al Tav. In particolare, recentemente, ha definito come prioritaria la realizzazione della Brescia-Padova, inserita nel cosiddetto “Sblocca Italia”.

Aldilà del tono propagandistico delle sue esternazioni, quest’opera rappresenta l’ennesimo esempio dello spreco di risorse pubbliche (soldi nostri!) che il sistema delle grandi opere ormai incarna in Italia, ossia una cupola in cui partiti politici, imprese costruttrici e mafie continuano ad accumulare enormi ricchezze a danno di tutti noi.

L’inutilità di quest’opera appare ormai in tutta la sua evidenza, come ci dimostrano i continui de- finanziamenti al trasporto pubblico locale e la soppressione dei treni regionali, che ha causato, ad esempio, il raddoppio dei tempi di percorrenza sulla Brescia – Padova nell’ultimo anno.

A questa motivazione va aggiunto l’enorme danno che questa infrastruttura, se non viene bloccata, arrecherebbe al territorio del Basso Garda sia in termini ambientali che in termini economici.

Innanzitutto il consumo di suolo di migliaia di ettari di suolo agricolo con la distruzione, così come denunciano da anni le associazioni dei viticoltori, di numerosi vigneti (si parla di circa 250ha di superficie vitata, pari al 20% di tutta la produzione del Lugana, con una perdita economica pari a 14 milioni di euro annui). Intere frazioni e località di pregio, poi, verrebbero isolate da cantieri decennali, provocando così grandi disagi alle popolazioni residenti e al turismo, oltre a numerosissimi espropri e abbattimenti che ci dovranno, per forza di cose, essere. Nel progetto sono previsti anche dei tunnel (a Lonato il più grande) che sconvolgerebbero l’approvvigionamento idrico della zona e i cui danni, soprattutto all’agricoltura, sono difficilmente stimabili preventivamente, col rischio che si vengano a creare nuove aree aride a valle di questi scavi (la devastazione causata dalla realizzazione dei tunnel TAV nel Mugello ci dimostra la concretezza di questo rischio).

Sappiamo che queste opere per decenni hanno potuto viaggiare con il consenso di una classe politica corrotta che ne spianava (e continua a spianare) la strada sul piano legislativo e abbandona ogni tipo di discussione democratica attorno alla loro effettiva utilità.

Questo fatto ci deve dare la consapevolezza che solo costruendo percorsi di mobilitazione popolare si possono fermare questi progetti.

Sappiamo che il tempo stringe, ma fermare il TAV è possibile.

Perché la nostra terra non è in (s)vendita. Perché il tav non è progresso, ma solo corruzione e malaffare. Perché abbiamo l’obbligo di dare un futuro dignitoso a noi e a tutte le generazioni che verranno.

Per questi motivi invitiamo persone, associazioni, realtà politiche, comitati a dare vita ad un’assemblea pubblica per cominciare a costruire l’opposizione al Tav Brescia-Verona .

Ci vediamo il 7 luglio a Lonato presso la saletta della biblioteca, in via Zambelli 22,  alle 20.30.

FERMARLO E’ POSSIBILE, FERMARLO TOCCA A NOI!

Volantino da stampare e diffondere – FERMARLO TOCCA A NOI

Il percorso dell'Alta Velocità a Brescia

«Tav sul Garda, i numeri di una catastrofe»

Il percorso dell'Alta Velocità a Brescia

Addio a 2 milioni e 450 mila metri di territorio e a 14 milioni di euro annui di produzione vinicola. Nella sola Desenzano saranno espropriati 125 ettari.

Sono numeri impressionanti quelli esposti dal Consorzio dei produttori del vino Lugana Doc, che per la prima volta offre una stima dettagliata dell’impatto della Tav Brescia-Verona, e lancia un’ultimo appello alla politica per un ripensamento di questo tracciato, del quale è in corso la progettazione definitiva.

PER I SOLI 9 CHILOMETRI dell’area vinicola, sui colli morenici tra Desenzano, Pozzolengo e Peschiera, sotto i cantieri dell’immensa infrastruttura ferroviaria saranno cancellati fino a 245 ettari di territorio agricolo, in massima parte coltivato a vigneto. Sono 2 milioni e 245mila metri quadrati di terra cementificata e di viti estirpate per sempre,

«Una perdita irreversibile, una ricaduta definitiva – aggiunge Luca Formentini, presidente del Consorzio del Lugana -: un’infrastruttura del genere non la togli più, dalla Tav indietro non si torna».
Da Desenzano a Pozzolengo, secondo il Consorzio del Lugana, saranno sacrificati 135 ettari di vigneti per la sede ferroviaria, più altri 90 ettari per aree di cantiere. E fanno 225. Ma sono stime «conservative», perchè contando altri ingombri (adeguamenti della viabilità stradale, allungamento dei cavalcavia, il campo-base logistico dietro al Monte Alto di Desenzano) si arriverebbe a occupare 245 ettari.

A DESENZANO l’impatto maggiore tra i paesi della Lugana: addio a 75 ettari agricoli per la sede ferroviaria e ad altri 50 per aree di cantiere e viabilità, oltre ai disagi per il necessario allungamento di 9 cavalcavia autostradali, visto che la Tav correrà parallela alla A4. Sarebbero 25 le aziende agricole desenzanesi a subire espropri.
A Pozzolengo, per soli 2 chilometri di ferrovia, si perderebbero 30 ettari più 10 per i cantieri, oltre a dover allungare 2 cavalcavia. A Peschiera, su 2,5 chilometri, via 35 ettari per la sede ferroviaria e 30 per cantieri e interconnessioni.

A che prezzo tutto questo? dal Consorzio fanno un calcolo: 14 milioni di euro di fatturati annui andrebbero perduti dalla mancata produzione di vino, stimando una resa media di 11.600 bottiglie per ettaro. Addio al 20% del prodotto.

Niente da fare? «Questi numeri – spiega Formentini – li inseriremo nella lettera al presidente del consiglio Matteo Renzi, lettera che è quasi pronta e che spedirò dopo il Vinitaly. Gli spiegheremo che cosa rischia il nostro territorio e proporremo soluzioni meno impattanti». Con quali speranze di successo non si sa.