16/17 Luglio: incontriamoci in Valle di Susa! PARTENZA ANCHE DA BRESCIA!

A breve forniremo maggiori informazioni per la partenza da Brescia con una macchinata per raggiungere la Val di Susa!

da notav.info

Il nostro Paese sta vivendo una lunga stagione di crisi che dopo molti anni, diversi Premier e Presidenti della Repubblica passati, continua ad acuirsi riversandone le conseguenze sempre di più sulla popolazione più debole e sui territori in cui viviamo.

La diseguaglianza cresce a dismisura per politiche economiche che aumentano le differenze sociali in questo Paese: dalle riforme della scuola al job act, la politica istituzionale non è capace, e non vuole scientemente, dare risposte soddisfacenti alle reali necessità della popolazione.

Anzi, tutte le riforme ispirate dall’Europa dei confini e dei muri, mirano ad impoverire e togliere diritti a chi ne ha già pochi, e fornire privilegi e ricchezze a chi è già ricco.

Lo sfruttamento dei territori, con la progettazione di grandi o piccole opere (inutili e costose), è ormai prassi perché tale azione, rimane forse l’unica in grado di drenare soldi pubblici (gli unici fondi europei che vengono dispensati senza troppe prescrizioni) e favorire partiti e aziende connesse.
L’Europa fortifica confini e frontiere per non permettere la libera circolazione dei migranti, ma è pronta ad abbatterle (bucando le montagne se necessario) per far circolare merci e flussi finanziari.
A questo quadro è necessario aggiungere la deriva ben poco democratica e sempre più autoritaria, del confronto politico con le istanze sollevate dai movimenti.

La politica istituzionale, colpevole e incapace, delega a magistratura e forze dell’ordine il ruolo dello stato, e lascia gestire con gli strumenti del manganello e delle manette, i conflitti in campo.

Al bisogno di casa sempre più uomini e donne rispondono con l’occupazione di alloggi sfitti e le istituzioni sanno rispondere con sfratti, sgomberi e legislazione d’emergenza (art.5 e leggi sugli sfratti a sorpresa).

I territori in lotta, come quello della Valle di Susa, vengono militarizzati e gli attivisti incarcerati e vessati di denunce e misure cautelari tentando di depotenziare ogni spinta di resistenza.
A tutto questo, non possiamo che rispondere uniti, facendo tesoro delle pratiche e delle intelligenze che tutti abbiamo messo in campo per difendere i nostri territori e la nostra dignità.

Difendere i nostri territori oggi non è più da considerarsi solo come una pratica locale, ma assume forme concrete di autodifesa sociale del presente di un numero sempre maggiore di persone.
Di fronte a chi nega anche i minimi diritti costituzionali ed oggi intende riscriverne i principi cardine, non possiamo non rispondere, perché ne va del futuro e della libertà di tutti e tutte.
A partire da noi, ripartendo dalle nostre lotte, invitiamo i movimenti, le realtà territoriali e di lotta ad un’ assemblea nazionale che si terrà nella terra ribelle della Valle di Susa il 16 e il 17 luglio 2016, con l’intento di costruire una mobilitazione nazionale comune.

Movimento Notav

19 luglio esproprio del terreno No Tav di Pozzolo @ Terzo Valico! DIFFONDIAMO E PARTECIPIAMO!

Condividiamo e diffondiamo l’appuntamento del 19 luglio per resistere ancora insieme all’esproprio del terreno No Tav del Terzo Valico e per ribadire la nostra contrarietà qui e ovunque contro ogni progetto inutile, devastante e costoso!

Ci risiamo. Il 19 luglio alle ore 9,30 Cociv vuole espropriare il terreno collettivo di Pozzolo Formigaro comprato da 101 No Tav – Terzo Valico. Intanto segnatevi la data e tenetevi liberi. Seguiranno aggiornamenti. Massima diffusione per favore.

Per approfondire:

Rfi si intesta il terreno dei 101 di Pozzolo. I No Tav preparano la resistenza

Decreto di esproprio per il terreno collettivo dei No Tav a Pozzolo

La carica dei 101 No Tav – Terzo Valico in prima fila

Questa sera MANIFESTAZIONE #NOTAV @VICENZA! PARTECIPIAMO NUMEROSI!

QUESTA SERA, ORE 20:30 
MANIFESTAZIONE NO TAV @ Vicenza
PARTENZA dall’ anfiteatro di Via Baracca

PARTECIPIAMO NUMEROSI, PERCHE’ FERMARLO TOCCA A TUTTI E TUTTE NOI INSIEME!

Entro il mese di giugno si terrà il Consiglio Comunale che voterà una delle analisi comparative del progetto TAV per Vicenza. Viene data per scontata la costruzione della linea Alta Velocità e si chiede a i cittadini di scegliere, con un sondaggio farsa, se spostare la stazione in Fiera oppure tenere quella in Viale Roma.

Non viene però messa in discussione l’utilità di quest’opera, non si parla delle su criticità e dell’impatto devastante che avrebbe dal punto di vista ambientale, urbanistico ed economico, Inoltre Vicenza rischia di perdere il prestigioso marchio dell’Unesco per tutte le grandi opere degli ultimi anni che hanno devastato il suo paesaggio architettonico e artistico.

Le nuove analisi comparative prevedono anche un progetto viabilistico per i Ferrovieri; una nuova strada dell’Arsenale che passa dietro i condomini di Via Rossi aumentando traffico e smog, abbattimento del cavalcavia Ferreto de Ferreti e un maxi ponte in Via Maganza per collegare il quartiere con Viale Milano. Siamo contrari a questa completa trasformazione del nostro quartiere che comporterebbe più cemento e più traffico oltre a costringerci ad anni di pesanti cantieri.

Per tutti questi motivi vi invitiamo a partecipare alla manifestazione popolare per giovedì 23 Giugno alle ore 20.30. Partiremo dall’anfiteatro di Via Baracca e attraverseremo le strade del quartiere per esprimere la nostra opposizione a un progetto che non guarda al bene dei cittadini ma che serve invece l’interesse dei poteri forti. L’invito è rivolto non solo ai cittadini del quartiere ma a tutta la città e ai paesi della provincia attraversati dalla futura TAV.

Comitato Popolare dei Ferrovieri

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75 ettari di vigneti dovrebbero essere distrutti per il TAV BRESCIA-VERONA…fermarlo tocca a noi!

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Lo sapete che non meno di 75 ettari di vigneti, ovvero 750.000 metri quadrati, saranno espropriati per sempre, o asserviti ed occupati per anni dai cantieri per la costruzione del TAV Brescia-Verona?

Nella foto ecco alcuni dei vigneti di San Martino della Battaglia, precisamente della “selva capuzza”, vicino alla torre, zona che verrebbe pesantemente devastata dalla vicinissima presenza dei cantieri per la costruzione dell’alta velocità.

[* il dato sul PIL è estrapolato dallo studio commissionato dal Consorzio di tutela Lugana DOC del prof. Pugno, docente del politecnico di Milano]

QUESTO E’ UNO DEI TANTI DANNI DEL TAV.
QUESTO E’ UN ALTRO MOTIVO PER FERMARLO!

‪#‎notav‬ ‪#‎savelugana‬ ‪#‎lugana‬ ‪#‎fermarloèpossibile‬ ‪#‎fermarlotoccaanoi‬‪#‎notavbresciaverona‬ ‪#‎sanmartinodellabattaglia‬

4/6 dalle 14:30 – AGORÀ Pubblica in Broletto @ Brescia – BASTA VELENI!

SABATO 4 GIUNGO 2016
DALLE 14:30 @ PIAZZA BROLETTO – BRESCIA

Il 10 aprile scorso a Brescia migliaia di persone sono scese in piazza per dire Basta Veleni!

Un fiume in piena composto da bambini, genitori, studenti, pensionati, comitati, associazioni e alcuni amministratori locali ha chiesto un cambio radicale nella gestione del territorio, rivendicando per sé e per le generazioni che verranno il diritto a vivere in un ambiente salubre.

Troppo spesso negli ultimi decenni in questa provincia la ricerca del profitto economico a tutti i costi ha prevaricato sulle reali esigenze del territorio e delle persone che lo abitano sostenuta dalle politiche di chi ha governato Brescia e provincia.

Ma aldilà di qualche dichiarazione fatta ai giornali, nessuna risposta concreta è arrivata dalle istituzioni. Nemmeno sul testo della moratoria su cave e discariche, che il tavolo “Basta Veleni” ha redatto e sottoposto a tutte le istituzioni locali, provinciali e regionali come primo passo verso un futuro sostenibile.

Per questo motivo abbiamo deciso di dar vita ad un primo momento di discussione collettiva nel quale vogliamo decidere insieme come proseguire.

Un primo momento di confronto pubblico nel quale condividere saperi ed esperienze per iniziare a rendere reale e concreto il cambiamento radicale che abbiamo chiesto in migliaia il 10 aprile scorso.

Abbiamo deciso di farlo davanti alla sede della
provincia di Brescia, nel cortile del Broletto, in quanto istituzione maggiormente coinvolta nelle scelte che riguardano le politiche ambientali a Brescia.

Abbiamo inoltre invitato gli amministratori locali, per ricordare loro ancora una volta che non sono semplici burocrati, ma garanti della salute e del futuro del proprio territorio e delle persone che lo abitano.


Essere presenti a questo importante appuntamento per confrontarsi e rispondere agli interrogativi e alle richieste dei Cittadini, dimostrerà che è finito il tempo delle promesse vane, ma che si faranno seguire alle parole i fatti, affinchè la situazione in questa città e provincia cambi.

PARTECIPIAMO NUMEROSI!

AGORà PUBBLICA BV 4-6

11/6: corteo NO TAV al 3° Valico – “Con l’acqua e la salute non si scherza! Sabato 11 giugno corteo ad Alessandria”

Sabato 11 giugno alle ore 16, con partenza da Viale della Repubblica, si svolgerà ad Alessandria una grande manifestazione indetta dai Comitati di Base della Valle Bormida per difendere la falda acquifera di Sezzadio – Predosa dal progetto di una discarica. I cittadini della valle hanno fatto appello a tutti i comitati che in provincia difendono l’ambiente, il territorio e la salute ad unirsi alla marcia popolare.

Come Movimento No Tav – Terzo Valico abbiamo deciso non solo di aderire alla manifestazione ma di investire tutte le nostre forze per la riuscita della giornata.

Pensiamo che l’11 giugno sia l’occasione giusta per far ritrovare insieme nella stessa piazza migliaia di cittadini che in ogni angolo del territorio provinciale si oppongono alle scelte sbagliate di una classe politica corrotta totalmente piegata agli interessi di chi, per ragioni di profitto, vorrebbe devastare impunemente il nostro territorio.

Sabato 11 Giugno saremo in piazza per affermare ancora una volta che bisogna fermare il Terzo Valico, un’opera inutile, devastante per l’ambiente e la salute di tutti.
Saremo in piazza contro le discariche che Cociv (consorzio costruttore del Terzo Valico) vorrebbe utilizzare ad Alessandria e che Rita Rossa si appresta nuovamente ad autorizzare.
Saremo in piazza per difendere le nostre falde acquifere e i nostri acquedotti che verranno compromessi e distrutti se la costruzione del Terzo Valico dovesse proseguire.
Saremo in piazza per difendere la nostra salute e quella dei nostri figli dal rischio amianto.
Saremo in piazza contro le infiltrazioni della camorra e della ‘ndrangheta all’interno dei cantieri.
Saremo in piazza contro il Partito Democratico e tutta la classe politica che sostiene le ragioni di questo scempio.

Invitiamo tutti i movimenti, i comitati, le associazioni e i cittadini che si battono in difesa della propria terra ad unirsi a noi e ai Comitati di Base della Valle Bormida.

Movimento No Tav – Terzo Valico
www.notavterzovalico.info

Scarica e diffondi i materiali della manifestazione

Alcuni comuni dicono NO al TAV per problemi di tipo sanitario, economico e di sicurezza!

 

E’ notizia di qualche settimana fa che un piccolo paese della Savoia, a meno di 10km da Saint-Jean-de-Maurienne,  ha votato all’unanimità in consiglio comunale contro il passaggio dei camion responsabili di trasportare materiale di scarto del cantiere del TAV Torino-Lione nella parte francese.

Dopo varie proposte alquanto fantasiose di TELT sul passaggio di questi mezzi e sullo stoccaggio finale dello smarino, si è giunti a quella definitiva sul transito attraverso la Maurienne in zone densamente popolate.

Il consiglio comunale si dice dunque preoccupato in quanto, secondo le stime, da settembre prossimo il passaggio dovrebbe essere quello di un camion ogni due minuti, e questo comporterebbe problemi di tipo sanitario, economico e di sicurezza.

Problemi comuni anche alla Val di Susa, che già ad oggi con il solo tunnel esplorativo di Chiomonte vanta un notevole quantitativo di materiale di scarto con il conseguente passaggio di mezzi in tutta la Valle e lo spargimento di polveri pericolose su tutto il nostro territorio.
Anche in questo caso i signori del Tav non si smentiscono mai, e una volta di più ci rendiamo conto di quanto quest’opera sia solo un’enorme truffa a danno delle popolazioni e dei territori, per finanziare i conti in banca dei soliti noti a capo di governi o partiti che giocano questa partita sulle nostre teste.

Esprimiamo quindi la nostra solidarietà al comune di Montricher-Albanne e a tutti quelli che lottano contro questo progetto.

Avanti No Tav!

Qui di seguito il link dell’articolo. http://france3-regions.francetvinfo.fr/alpes/savoie/en-maurienne-la-commune-de-montricher-albanne-conteste-l-organisation-du-chantier-tunnel-euralpin-lyon-turin-994319.html

Cantiere Tav della Val di Susa: un anno di ritardo e lo pagherà l’Italia

Secondo il cronoprogramma del 2011 lo scavo della tratta fissa del tunnel geognostico di Chiomonte – fino a 5765 metri – sarebbe dovuto durare 689 giorni.
Il cronoprogramma aggiornato al 2015 allunga la durata dello scavo a 1084 giorni, con una dilatazione dei tempi di 395 giorni. Oltre un anno di ritardo. Chi pagherà per questo ritardo? Secondo i documenti di Telt a rimetterci sarà l’Italia, che pagherà da sola l’ultimo tratto del tunnel, senza il cofinanziamento di Francia e Unione Europea.

Ma andiamo con ordine. Nel cronoprogramma stilato da Telt nell’ottobre 2011 lo scavo con la talpa sarebbe dovuto incominciare il 2 maggio 2014, e arrivare alla fine della tratta fissa il 20 marzo 2016. In realtà iniziarono con largo anticipo il 12 Novembre 2013, come attesta l’Action Status Report per il cofinanziamento europeo. Quasi sei mesi di vantaggio sono stati persi strada facendo e a loro si è aggiunto ulteriore ritardo. Il cronoprogramma di Telt redatto nel 2015 indica infatti come termine della tratta fissa il 31 ottobre 2016. Lo scavo della tbm durerebbe quindi 36 mesi anziché i 23 previsti inizialmente.

Lo scavo del tunnel geognostico non finisce però con la tratta fissa. Il Cipe (86/2010) ha autorizzato e finanziato un tunnel “con una lunghezza complessiva di circa 7,5 Km”. Rimangono quindi ancora altri 2 km conclusa la tratta fissa, la cosiddetta tratta opzionale. E quando pensa di finirli Telt? Secondo il cronoprogramma del 2011 la talpa avrebbe impiegato 210 giorni per terminare questa parte finale. Il cronoprogramma 2015 riduce incredibilmente a 150 giorni quest’ultima fase portando il termine dello scavo al 1 aprile 2017 e la fine dei lavori al 2 ottobre 2017; ma è un altro l’aspetto importante. Nell’ultimo cronoprogramma c’è scritto esplicitamente che l’ultima tratta sarà “financé à 100% par l’Italie”. Merci!

Lo scavo in clamoroso ritardo e parte dello scavo totalmente a carico dell’Italia, senza cofinanziamento francese o europeo: le previsioni dei detrattori dell’opera sembrano concretizzarsi una dopo l’altra.

Qualcuno chiederà mai conto a chi dichiarava solennemente che i lavori per l’intero cunicolo esplorativo sarebbero terminati entro il 2015?

Quel cantiere è un pozzo che ingoia soldi che potrebbero essere utilizzati per qualcosa di utile per tutti, non sarà mai troppo tardi per porre fine a questo spreco.

da SpintadalBasso 

Rapporto ISPRA sul consumo di territorio: Lombardia e Veneto tra le peggiori! Vogliamo continuare così?

Nel nostro Paese si continua a consumare suolo e la seconda edizione del Rapporto ISPRA fornisce un quadro completo sull’avanzata della copertura artificiale del nostro territorio.

L’intera pubblicazione è scaricabile gratuitamente a questo link.

Dei tantissimi dati presenti vorremmo soffermarci su alcuni punti che trovano ai vertici della classifica le Regioni Veneto e Lombardia:

  • nel 2013, in 15 regioni viene superato il 5% di suolo consumato, con il valore percentuale più elevato in Lombardia e in Veneto intorno al 10%
  • in termini assoluti, le province di Roma e Torino superano, entrambe abbondantemente, i 50.000 ettari di suolo consumato, a cui seguono Brescia e Milano seguono con valori superiori ai 40.000 ettari, mentre Napoli, Verona, Cuneo, Lecce, Padova, Treviso, Salerno, Bari e Venezia hanno valori compresi tra i 30.000 e i 35.000 ettari.
  • a livello comunale, i maggiori valori di superficie consumata si riscontrano a Roma (quasi 30.000 ettari) e nei principali comuni capoluoghi di provincia dopo Roma: Milano, Torino, Napoli, Venezia, Palermo, Ravenna, Parma, Genova, Verona, Catania, Taranto, Bari, Ferrara e Reggio nell’Emilia, tutti con oltre 4.000 ettari di suolo consumato).

consumo suolo per regione 2015 - veneto e lombardia

consumo suolo dagli anni 50 - Lombardia

Si sottolinea che le aree naturali e seminaturali minacciate sono quasi totalmente situate nelle zone costiere, nelle pianure e nei fondovalle montani; facendo  una stima di suolo consumato “effettivo”, che tenga conto della concreta possibilità di un suolo ad essere degradato, individuando cioè quelle aree che per caratteristiche geomorfologiche o perché occupate da corpi idrici, possono considerarsi protette naturalmente dalla minaccia antropica. Con diverse stime spicca di nuovo che tra la “top-10” ci sono di nuovo Lombardia e Veneto per percentuale di suolo “effettivo” consumato.

consumo suolo effettivo - lombardia venero

Inoltre secondo IUTI tra il 1990 e il 2008 l’espansione delle aree urbane netta è stata pari a quasi 500.000 ettari, passando dal 5,5% della superficie nazionale al 7,1%, con un incremento di 1,6 punti percentuali.  Anche in rapporto alla superficie territoriale le regioni con il più alto incremento di aree urbane risultano il Veneto, il Lazio e la Lombardia.

% terra alterata direttamente o indirettamente - Lombardia e veneto

Vogliamo davvero continuare così? Pensate a quanto il TAV Brescia-Verona-Vicenza andrà ad incidere sull’aumento dei livelli di consumo di territorio, già vergognosi, in Lombardia e Veneto se quest’opera dovesse essere costruita.

E’ davvero questa il futuro che scegliamo per le nostre terre e le prossime generazioni?

Air Liquide di Castelnuovo del Garda: l’ennesimo pericolo del TAV sottovalutato!

Nella documentazione tecnica finalizzata all’ottemperanza delle prescrizioni dichiarate non ottemperate dal decreto direttoriale PROT. DVADEC‐2015‐0000205 del 22 GIUGNO 2015 di Cepav Due troviamo:

Nella fascia di territorio interessata dal progetto AV/AC Brescia–Verona è presente uno stabilimento a rischio di incidente rilevante (ai sensi del D.Lgs 105/2015) in particolare si tratta dello stabilimento Air Liquide (centrale di produzione gas) sito nel comune di Castelnuovo del Garda (VR);

Nello specifico la distanza minima tra il confine dello stabilimento Air Liquide e la recinzione del sedime
ferroviario è di 131,60 m.
L’infrastruttura ferroviaria è dunque esterna alla zona di sicuro impatto in caso di incidente (fino a 64 metri) ed alla zona di danno (fino a 100 metri) e risulta interna alla sola zona
cosiddetta di “attenzione” (fino a 540 metri) e relativa all’ambito di influenza dell’evento, non credibile, di rottura catastrofica del serbatoio di ossigeno.

Cepav Due dichiara che “Il 25 febbraio 2014 il Comune di Castelnuovo del Garda ha presentato il piano di emergenza esterna della Ditta Air liquide”. Ma come si è evidenziato nel documento stesso “ad oggi il Piano di Emergenza Esterno redatto da parte del Prefetto risulta ancora in bozza non ancora ufficialmente emesso.”

Pertanto, Cepav Due non ha “potuto” ottemperare alla prescrizione 15.1 della Delibera CIPE 120/2003 e non ha disposto la scheda di emergenza RFI da allegare al PEE, e si giustifica argomentando che “tale documentazione sarà verificata / aggiornata non appena si disporrà del PEE emesso dal Prefetto”.

Questo fatto per noi è gravissimo e ci impegneremo per verificare come procede l’ennesima non ottemperanza alle prescrizioni perchè a nostro parere sotto valutare ulteriormente il rischio ambientale nel folle progetto di costruzione di quest’opera dimostra ancora che questo progetto non è adatto, nè pensato, per le caratteristiche del nostro territorio, oltre a essere inutile e costosissimo. Ma sopratutto ci dimostra che gli interessi delle ditte che vogliono costruire quest’opera calpestano, e continueranno a farlo se glielo permetteremo, la nostra salute e il futuro dei nostri territori.

lo sapevi che 4