Domani sera ASSEMBLEA PUBBLICA NO TAV @LONATO: DE CHE SA PASA MIA!

Hanno approvato un progetto che come diciamo da mesi di definitivo ha solo la volontà politica di continuare al di là di tutto, per aprire un nuovo cantiere-bancomat sventrando la nostra terra inutilmente.
 
Un progetto che se rispettasse la legge non sarebbe stato approvato perchè non ha tutti i contenuti che la legge impone, tra cui:
 
– assenza di una valutazione di impatto complessiva dell’opera
– 309 prescrizioni che stravolgono completamente il tracciato
– violazione delle norme sulla partecipazione dei cittadini
– il continuo frazionamento prima in lotti funzionali e ora il lotti costruttivi non funzionali pur di accelerare l’iter
– inottemperanza al parere del consiglio superiore dei lavori pubblici, massimo organo tecnico consultivo dello stato
– inottemperanza di quello che prevedeva il progetto preliminare
– non adeguamento / aggiornamento alla vigente normativa antisismica
– ma soprattutto MANCA L’OPZIONE ZERO oltre che il fatto di prendere in considerazione altre opzioni alternative
 
Come diciamo da anni contro questo progetto abbiamo sempre più ragioni per opporci, a tutela non solo della nostra salute e della qualità di vita dei nostri territori, ma sopratutto per il futuro di queste terre, dei loro prodotti e paesaggi caratteristici.
 
Per questo ci vediamo domani sera per aggiornarci su quanto sta succedendo e decidere insieme cosa fare: I CANTIERI ORA POSSONO APRIRE, GLI ESPROPRI INIZIARE. STA A NOI DECIDERE COSA FARE INSIEME!
 
 
 
Fermarlo tocca ancora a noi, senza nessuna delega, percorrendo ogni strada possibile! CI VEDIAMO DOMANI SERA!
 
#DECHESAPASAMIA #fermarloèpossibile #fermarlotoccaanoi #notav #coordinamentonotavbresciaverona #lonato #tav #cantieri #assemblea

Ancora ricorsi legali contro questo folle progetto: va fermato in ogni modo!

La lotta  contro la linea alta velocità Bs-Vr non si ferma. A distanza di pochi giorni dalla firma del contratto integrativo tra RFI e Cepav Due, che a brevissimo potrebbe dare avvio ai lavori, il Coordinamento No Tav Brescia-Verona torna all’attacco sul piano giudiziario con ben 5 nuovi ricorsi. La scorsa settimana si è tenuta a Peschiera del Garda, presso la Sala del Pellegrino al Santuario del Frassino, la nostra conferenza stampa per illustrare i ricorsi presentati da centinaia tra cittadini privati, imprese, enti pubblici ed associazioni per impugnare la Delibera del CIPE n. 42 del 10 luglio 2017, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 24.03.2018, con la quale viene approvato il progetto definitivo della tratta TAV Brescia-Verona.

Continua così il nostro percorso di lotta contro questa opera che di “grande” ha solo i costi e i danni che provocherà alle persone e ai territori interessati. Come nelle iniziative precedenti, riteniamo che ogni azione legale vada intrapresa per tentare di fermare questo disastro, come una delle tante strade che abbiamo deciso di percorrere per intralciare e fermare questo progetto.

Alla conferenza stampa era presente il nostro legale, l’Avv. Fausto Scappini che ha spiegato tutti i contenuti riguardanti i ricorsi presentati riassunti in 10 motivi:

  1. come già sottolineato nel precedente ricorso, non sono state considerate dal Cipe tutte le insufficienze riguardanti il progetto definitivo.

Il testo unico sugli appalti individua esattamente i contenuti del progetto definitivo (oltre che del preliminare e dell’esecutivo). SE IL CIPE AVESSE RISPETTATO LA LEGGE QUESTO PROGETTO DEFINITIVO NON SAREBBE STATO APPROVATO PERCHE’ NON HA TUTTI I CONTENUTI CHE LA LEGGE IMPONE.

Quindi il Cipe ha approvato un progetto illegittimo perchè ha risolto il problema rinviando al progetto esecutivo, attraverso delle prescrizioni ciò che invece la legge impone per il progetto definitivo.

2. Le modifiche imposte con queste 309 prescrizioni avrebbero dovuto imporre un integrazione della valutazione di impatto ambientale (VIA) perchè sono modifiche molto importanti (es. rivisitazione di alcuni cantieri, che non vengono eliminati ma verrà ristudiato il piano dei cantieri; altre ancora più gravi come l’adeguamento alla normative antisismica e strutturale vigente, ecc.). Anche sulla variante dello shunt, e quindi l’uscita dell’alta velocità da Brescia, il CIPE ammette che bisognerà fare la VIA, ma solo per questo tratto. In questo modo si continua a frazionare un progetto che in origine andava da Milano a Venezia, in tanti progetti e tante piccole VIA e quindi NON CI SARA’ MAI UNA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTATE CHE CONSIDERI L’OPERA NEL SUO COMPLESSO.

3. Il progetto definitivo ha tutta una serie di momenti procedimentali che prevedono controlli da parte di una serie di enti pubblici, tra cui per esempio il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, ma anche partecipativi come le osservazioni dei cittadini, la partecipazione delle associazioni, ecc.. Il progetto esecutivo questi momenti non li ha, quindi questa operazione di rinviare al progetto esecutivo ciò che si sarebbe dovuto soddisfare con il progetto definitivo ha VIOLATO LE NORME SULLA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI CHE AVEVANO DIRITTO DI CONOSCERE LE MODIFICHE INTRODOTTE CON 309 PRESCRIZIONI NEL PROGETTO DEFINITIVO MA CHE VERRANNO SODDISFATTE CON IL PROGETTO ESECUTIVO.

4. E’ stata contestata nuovamente la MANCANZA DELL’OPZIONE ZERO E DELLA PRESA IN CONSIDERAZIONE DI OPZIONI ALTERNATIVE, già contenute nel precedente ricorso.

5. CONTINUA AD ESSERE ASSENTE LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE STRATEGICA (VAS), una valutazione che deve essere fatta sui piani di carattere generale, in questo caso sul piano generale dei trasporti, che risale al 2001, e questa valutazione non è mai stata fatta. Il governo ha tentato di ovviare a questa illegittimità avviando nel dicembre del 2016 la VAS sull’allegato infrastrutture che conteneva anche la Brescia-Verona. Le sovrintendenze hanno bocciato questa VAS perché non erano in grado di compiere una valutazione sugli effetti sui beni culturali e architettonici, oltre che ambientale, in quanto i progetti erano troppo indefiniti.

6. CONTESTA LA POSSIBILITÀ’ DI FRAZIONALE L’OPERA ORIGINARIA PRIMA IN LOTTI FUNZIONALI E POI IN LOTTI COSTRUTTIVI NON FUNZIONALI: in origine era Milano-Venezia, poi hanno iniziato a fare Milano-Treviglio + Treviglio-Brescia + Brescia- Verona + Verona-Vicenza, Vicenza-Venezia.

I lotti funzionali, come la tratta Brescia-Verona, sono stati poi divisi in lotti costruttivi non funzionali per garantire la speditezza al procedimento di approvazione del progetto; a nostro parere questo non era possibile, soprattutto perchè i lotti costruttivi non si inseriscono in un quadro progettuale complessivo. L’attraversamento di Brescia così come l’arrivo a Verona non ci ad esempio sono del progetto considerato “definitivo”.

7. INOTTEMPERANZA AL PARERE DEL CONSIGLIO SUPERIORE DEI LAVORI PUBBLICI (CSLP): il CSLP aveva posto molte censure al progetto ed ha detto che dovevano essere ottemperate con il progetto definitivo, da sottoporre nuovamente al CSLP. Ciò non è stato fatto. Il problema è stato risolto con le 309 prescrizioni e rinviando al progetto esecutivo tutte le prescrizioni e le censure che aveva fatto il massimo Organo tecnico consultivo dello Stato.

8. Anche se già contestato, anche con questo provvedimento, NON E’ STATO OTTEMPERATO QUELLO CHE PREVEDEVA IL PROGETTO PRELIMINARE.

9. E’ stata contestata la VIOLAZIONE DI ALCUNE NORME CHE PREVEDONO L’OBBLIGO DI ADEGUAMENTO ALLA NORMATIVA VIGENTE ANTISISMICA E ADEGUAMENTO ALLE NORME TECNICHE DI COSTRUZIONE PIU’ RECENTI: è uno dei vizi più eclatanti che aveva posto il CSLP e che non poteva essere risolto rinviandolo al progetto esecutivo.

10. Infine è stato posto un VIZIO DI CARENZA DI MOTIVAZIONE E DI ISTRUTTORIA, perchè anche del progetto definitivo ci sono delle situazioni talmente abnormi ed eclatanti da non essere credibili: un progetto definitivo, che dichiara la pubblica utilità e autorizza l’ente espropriante ad entrare nelle proprietà degli altri deve almeno contenere con precisioni quali sono le aree che verranno occupate, dove si metterà la rotonda, dove si farà una strada, ecc. questo progetto definitivo invece ha delle carenze di istruttoria che sono clamorose e quindi sono state eccepite in questo nuovo ricorso.

Anche per i non esperti del settore è chiaro capire che questo progetto di definitivo non ha nulla se non la volontà di una politica collusa di portarla a termine (o meglio, ad apertura) a tutti i costi.

Aspettiamo ancora risposta dell’udienza di febbraio discussa davanti al Consiglio di Stato contro gli atti con i quali il Governo ha espresso il giudizio positivo di ottemperanza del progetto definitivo alle prescrizioni imposte con il progetto preliminare……………..

Fermarlo tocca a noi, con ogni strada possibile!

Con la rabbia nel cuore solidarietà alla Val Susa colpita dalle frane di fango

Ecco il risultato degli incendi dello scorso autunno in Val di Susa: un nubifragio primaverile in quota e subito acqua e fango arrivano fino in paese con una frana che si è staccata proprio dai pendii devastati dagli incendi, costringendo decine di persone ad evacuare le proprie abitazioni.
Quando da anni si denuncia la mancanza di messa in sicurezza dei territori a favore dello sperpero dei soldi pubblici per opere dannose come il TAV questo è il risultato.

Fortunatamente, come sempre, fin da subito la popolazione valsusina si è mossa in solidarietà degli abitanti di Bussoleno colpiti dalla frana e da diverse zone di Italia tanti volontari si stanno muovendo per portare il loro aiuto, perchè non possiamo mai delegare nulla a questo Stato che ha ben altre priorità.

La nostra solidarietà va a tutti e tutte le persone colpite da questa ennesima tragedia che ci dimostra che quello che da 30 anni il popolo NO TAV dice è sempre e solo più vero e tangibile sulla nostra pelle.

Fermiamo quest’opera inutile e dannosa perchè noi e i territori in cui viviamo abbiamo bisogno di altro!

FORZA NO TAV, FORZA VAL SUSA!

Di seguito il comunicato di notav.info:

No questa volta non aspettiamo a dire le cose come stanno, perchè siamo stufi, amareggiati e molto, molto arrabbiati.

Siamo di fronte ad una tragedia che ci dimostra, con tutta la violenza che solo la natura sa esprimere, come il nostro territorio abbia bisogno di cura, di manutenzione, di una vera politica di messa in sicurezza.

Siamo travolti dalle frane di fango che giungono fino ai nostri paesi, travolgendo le nostre case senza trovare nessun ostacolo: nella loro corsa non trovano più barriere naturali perchè bruciate durante gli incendi di mesi fa.

Incendi che ci avevano dimostrato come nel territorio della grande opera non ci siano i soldi per qualche canadair in più, ed oggi le conseguenze sono pesantissime, come avevamo sperato non avvenisse mai. E invece dalla siccità di quest’inverno siamo passati alle piogge copiose di questi giorni e come era normale e purtroppo prevedibile, ecco il conto che ci viene presentato, tutto in una volta.

No questa volta non possiamo aspettare a indicare le colpe di quanto sta avvenendo perchè chi ha responsabilità politiche di voler costruire il Tav e amministrare la Regione si deve sentire responsabile di questa situazione.

E’ criminale chi vuole ancora il Tav e non vuole abbandonare un progetto inutile in favore di tante piccole opere utili di cura e messa in sicurezza di un territorio che ne ha veramente bisogno. Siamo alla quarta frana in poco tempo a Bussoleno e non abbiamo mai visto i papaveri della Regione, intervenire, stanziare fondi, mettere in cima alle priorità la salvaguardia di una valle ferita dal fuoco e a rischio  e oggi colpita dall’acqua e dal fango.

Abbiamo invece sentito dire a Chiamparino, presidente della Regione “Finché sono qui prima di bloccare la Tav devono passare sul mio corpo”.

Ha detto proprio così e non lo abbiamo visto mettersi davanti alle nostre case per farsi passare sopra dal fango, come non lo avevamo visto farsi passare sopra dagli incendi per fermare il fuoco mesi fa.

No, lui dice che “che per bloccarla devono passarmi sopra” perchè anche di fronte ad una realtà schiacciante sulle necessità dalle Valle di Susa e del Paese intero, si schiera a favore dei grandi interessi e delle prorità del sistema tav, di cui è un buon custode.

No questa volta non possiamo aspettare e vi accusiamo subito, senza paura, perchè forti delle nostre ragioni e feriti nel nostro orgoglio di comunità, che ancora una volta dovrà fare da sè e fare a meno di voi, politici ipocriti, chiusi nei bei palazzi barocchi a fare il tifo per i cantieri militarizzati.

Non possiamo dire che vi passeremmo volentieri sopra, ma la tentazione è veramente tanta.

Forza Valsusa!

ps: Come Movimento No Tav anche in questo caso dobbiamo dimostrarci uniti e non lasciare sole le persone coinvolte in questa emergenza! 
L’appuntamento è per domani mattina alle ore 9 presso “La Credenza” di Bussoleno.
Diamo una mano concreta a chi ha bisogno : portiamo tutto l’occorrente per liberare le case da fango e detriti.

E se fosse come si dice in queste ore che Chiamparino potrebbe venire a Bussoleno per la sua parata davanti alle macchine fotografiche dei giornalisti, sapremo trovare il tempo da dedicargli.

 

RFI e Cepav due firmano oggi il contratto del primo lotto Alta Velocità Brescia-Verona: VERGOGNATEVI MAFIOSI!

La paura che questo progetto inutile, dannoso e mafioso saltasse era talmente grande da subire l’ennesima accelerazione.

Proprio oggi che c’era un passaggio di testimone di ministri?

Proprio dopo i paginoni sui quotidiani locali comprati dagli industriali che pregavano il governo di non rinunciare al “progresso”?

Proprio ora che una vera possibile valutazione costi e benefici poteva far saltare tutto?

VERGOGNATEVI MAFIOSI DELINQUENTI.

COME SEMPRE, SAREMO NOI #NOTAV A FERMARLO! #FINOALLAVITTORIA

 

(Teleborsa) – Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) e il Consorzio Cepav due, di cui Saipem attualmente detiene una partecipazione pari al 59%, hanno firmato oggi il contratto per la realizzazione del primo lotto costruttivo della tratta Alta Velocità/Alta Capacità Brescia – Verona.

La commessa ha un valore di 1,645 miliardi di euro mentre la quota di competenza Saipem è di circa 970 milioni di euro.

Il contratto, spiega la società ingegneristica, prevede la realizzazione di un tracciato ferroviario di circa 48 km, compresi i 2,2 km dell’interconnessione “Verona Merci”, di collegamento con l’asse Verona – Brennero, che interessa le Regioni Lombardia e Veneto e, in particolare, le Province di Brescia, Mantova e Verona.

Fonte: https://www.teleborsa.it/AMP/News/2018/06/06/saipem-rfi-e-cepav-due-firmano-contratto-primo-lotto-alta-velocita-brescia-verona-337.html

Mazzoncini, amministratore delegato di FS e primo sostenitore del TAV BS-VR, indagato per turbativa d’asta in concorso e corruzione tra privati nella gara d’appalto per il servizio di trasporto pubblico locale a Parma

Mentre sui giornali continuano le roboanti dichiarazioni dell’amministratore delegato di FS Renato Mazzoncini, che da anni è tra i più convinti sostenitori e promotori del TAV Brescia-Verona, e anche oggi, nonostante manchi ancora la firma del contratto integrativo che da mesi è in sospeso, rilascia dichiarazioni ai giornali dando per certo l’avvio dei cantieri per quest’anno, scopriamo qualcosa di più su questo personaggio.

Sono anni che sentiamo la stessa solfa uscire dalle dichiarazioni di Mazzoncini spesso in visita a Brescia dal sindaco Del Bono per concordare il passaggio del TAV per Brescia, chissà con quali promesse di compensazioni.

Ma è di oggi l’ennesima notizia che non ci stupisce: dieci indagati nell’inchiesta della Procura di Parma avviata dopo la gara d’appalto per il servizio di trasporto pubblico locale.

Coinvolti i vertici di Smtp e di Busitalia e i tre componenti della commissione aggiudicatrice, un consulente di Smtp e l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Renato Mazzoncini. Busitalia è infatti controllata del Gruppo Fs.

Lo scrive la Gazzetta di Parma, il reato contestato è turbativa d’asta in concorso. A vario titolo ipotizzati anche i reati di soppressione di documenti e corruzione fra privati.

Il nome di maggior peso fra tutti gli indagati, ovvero quello di Renato Mazzoncini, amministratore delegato e direttore generale delle Ferrovie dello Stato, il gruppo di cui fa parte Trenitalia e, appunto, anche Busitalia, ha come reati attribuiti turbativa d’asta in concorso e corruzione tra privati.

E’ sempre la stessa storia, gira che ti rigira, stessi nomi che emergono, stesse modalità, stesso marcio.

Davvero vogliamo lasciare nelle mani di questi delinquenti il futuro della nostra provincia e l’investimento di migliaia di euro di soldi pubblici per costruire un’opera vecchia, inutile e dannosissima a discapito di un trasporto sostenibile e accessibile a tutti e tutte?

Per maggiori info:

http://www.gazzettadiparma.it/news/gweb-/517405/busitalia–ecco-i-nomi-di-tutti-gli-indagati.html#.WxFbafOBULL.whatsapp

http://parma.repubblica.it/cronaca/2018/06/01/news/gara_per_il_trasporto_pubblico_a_parma_dieci_indagati-197885907/

Due brevi video per spiegare la situazione attuale del TAV Brescia-Verona

In quest’ultimo mese la questione Tav è tornata prepotentemente a riempire le cronache dei quotidiani. L’incertezza politica nazionale e le elezioni locali hanno spinto gli amministratori a rilasciare continue dichiarazioni pro o contro l’opera.

Ecco la nostra risposta a queste continue dichiarazioni, al continuo allarmismo e alla superficialità con cui viene affrontato questo tema delicatissimo!

Inoltre, come si fa a dare per certa, per l’ennesima volta dopo anni, l’apertura dei cantieri del TAV Brescia-Verona quando una delle ditte costruttrici si trova in una situazione veramente gravissima?

Parliamo della grave situazione economica e giudiziaria in cui Condotte d’Acqua S.p.A. (consorzio di Cepav2 per il 12%) verte contro cui abbiamo preparato diversi atti legali.

Non lasciamo distruggere la nostra terra e il nostro futuro da questi DELINQUENTI!

Basta perdere tempo: IL TAV VA FERMATO – Comunicato stampa del 26.5.2018 e presentazione diffide ed esposti

In quest’ultimo mese la questione Tav è tornata prepotentemente a riempire le cronache dei quotidiani. L’incertezza politica nazionale e le elezioni locali hanno spinto gli amministratori a rilasciare continue dichiarazioni pro o contro l’opera.

Dichiarazioni che per la città di Brescia hanno un peso politico elettorale particolare.
Esattamente una settimana fa infatti, il bresciano Amministratore Delegato di FS Renato Mazzoncini, in occasione dell’ennesima inaugurazione di un nuovo tassello del rifacimento della stazione di Brescia, ha ribadito e dato per certo che “…la partita dell’alta velocità secondo Ferrovie è comunque una questione considerata chiusa” e che il contratto con Cepav2, ultimo tassello dell’iter procedurale, “…si può ritenere praticamente firmato”. Dai quotidiani locali apprendiamo sempre tramite le dichiarazioni di Mazzoncini che “…la firma definitiva è questione di giorni, ma loro (Cepav2) sono già partiti” e che i lavori non saranno impattanti per la città di Brescia.

Per l’ennesima volta, dal febbraio 2016, ciclicamente si annuncia l’apertura di un cantiere della Brescia-Verona. Queste dichiarazioni propagandistiche, oltre a non trovare alcun riscontro nei fatti, pongono una serie di interrogativi che Mazzoncini non prende minimamente in considerazione.

Primo tra tutti la grave situazione economica e giudiziaria in cui Condotte d’Acqua S.p.A. (consorzio di Cepav2 per il 12%) verte. E’ sempre di queste settimane infatti l’arresto del presidente di Condotte Duccio Astaldi per corruzione e tangenti, ed è di qualche giorno fa lo sciopero di centinaia di dipendenti per la non chiara situazione in cui versa la società che al momento non ha ancora comunicato un piano industriale per uscire dalla crisi. Un dettaglio questo non trascurabile considerando che Condotte è la terza azienda italiana di costruzioni e che è esposta per 767 milioni di euro verso le banche e per 1 miliardo di euro verso i fornitori.

Com’è possibile che in Italia venga appaltato, senza gara d’appalto ricordiamolo, un consorzio come Cepav2, che ha al suo interno imprese corrotte come Condotte, per la realizzazione di un’opera di così grande portata?

E’ un caso che in piena campagna elettorale a Brescia, l’AD di FS venga proprio in città a sostenere un progetto che nemmeno è stato completato nella sua fase di progettazione? (ricordiamo le 309 prescrizioni imposte per la realizzazione).

Com’è possibile rassicurare la cittadinanza bresciana che l’impatto dell’opera sarà minimo se non esiste ancora un progetto per l’uscita da Brescia?

Più che l’inaugurazione della Sala Freccia in stazione di Brescia, ci è sembrata una non casuale vetrina politica in sostegno dell’uscente Sindaco di Brescia del Pd, Emilio Del Bono, ricandidato alle prossime elezioni di giugno. Un’ennesima vetrina politica con “nuove”  e commedianti proclamazioni di avvio immediato dei lavori che proverebbero a mettere in secondo piano la politica nazionale che invece sembrerebbe voler mettere in discussione opere inutili, superate, costose e dannose come il TAV.
Forse l’uscente Sindaco Del Bono con la sua giunta, che fin dall’inizio del loro mandato hanno spinto e appoggiato la realizzazione di quest’opera nel centro della città, non sono più in grado di giustificare la necessità della realizzazione del TAV alla luce degli ultimi scandali e del cambio di opinione politica nazionale sull’opera? Incertezza che ha costretto la giunta bresciana a chiamare in campo un personaggio come l’Amministratore Delegato di FS in rassicurazione della realizzazione prossima e certa dell’opera tanto agognata.

Alla luce di quanto sta accadendo, increduli della superficialità con cui la politica ed FS discutono di un’opera di tale portata e del futuro dei nostri territori, in data 21.05.2018 abbiamo inviato tre comunicazioni ufficiali per denunciare alcune procedure che potrebbero essere messe in atto in merito all’iter della linea AV/AC Brescia – Verona.

In particolare abbiamo depositato un esposto-denuncia alla Procura Generale presso Corte dei Conti della Regione Lombardia e Veneto (scaricabile esposto prefetto NO TAV BS-VR maggio 2018), un atto di diffida e messa in mora al Ministero delle Infrastrutture – Al Ministero Delrio e al Nuovo Ministro delle Infrastrutture e per conoscenza al presidente di A.N.AC Sig. Raffaele Cantone, ed infine un esposto ai Prefetti di Brescia e di Verona e per conoscenza a tutti i mezzi di comunicazione.

I documenti, composti da una premessa rilevante la situazione finanziaria in cui si trova la Società Italiana per Condotte d’Acqua S.p.A, della sua richiesta di concordato in bianco a causa di una pesante ristrutturazione dei debiti, del mancato rilascio da parte di alcune sedi dell’INPS del DURC (il Documento Unico di Regolarità Contributiva è il documento con il quale si dichiara la regolarità contributiva nei confronti di INPS, INAIL e, per le imprese tenute ad applicare i contratti del settore dell’edilizia, di Casse edili.) per mancati versamenti contributivi necessari ad effettuare qualsiasi appalto pubblico; diffidano e portano a conoscenza le modalità in cui sono state utilizzate le risorse economiche pubbliche, le modalità di affidamento degli appalti, la mancanza di una analisi seria dei costi e benefici, intimano a non formalizzare nessun atto contrattuale con il General Contractor CEPAV DUE pena la diretta responsabilità e la chiamata a rispondere in giudizio.

Dopo 30 anni di storia italiana NO TAV sappiamo che non esistono governi ed amministratori amici: ci possono essere governi ed amministratori meno ostili, più favorevoli, altri decisamente ostili, ma sono i fatti che contano, non le parole spese. Ci aspettiamo una posizione più netta sulle grandi opere e non deleghiamo più nessuno in difesa dei nostri territori, dei nostri soldi pubblici, delle nostre priorità e della salute.

Basta perdere tempo, basta slogan propagandistici basati sul nulla, basta parole, fermiamo davvero il TAV.

 

Coordinamento NO TAV Brescia-Verona

Pubblicati i risultati della campagna NO2 NO GRAZIE a Brescia e provincia. Il TAV? L’ennesimo fattore negativo per la qualità dell’aria!

Vogliamo pubblicare alcune immagini tratte dalla mappa creata da 300 persone che a Brescia e provincia hanno aderito all’iniziativa proposta da Basta Veleni per campionare l’inquinamento dell’aria da NO2.
 
Nel 40% dei punti di campionamento i risultati superano la media mensile di 40 μg /m3. Questo vuol dire che 4 campionatori su 10 sono risultati fuori dai limiti di legge.
 
Il 99% dei campionatori risulta invece superare il limite precauzionale consigliato per la tutela della salute di 20 μg /m3.
 
Nelle immagini in allegato NESSUNA delle centraline situate nei pressi dell’attuale linea ferroviaria ha valori inferiori ai 30 μg /m3.

 
Questo vuol dire che, come per il resto della provincia, anche queste zone sono già altamente inquinate, e il rischio ambientale rappresentato dall’inquinamento da polveri sottili e particolato (PM10 e PM2,5), oltre che degli ossidi di azoto, e in particolare proprio l’NO2, derivante dalla possibile apertura di nuovi maxi cantieri è allarmante.
 
Gran parte della popolazione in questo caso sarebbe esposta a tale rischio generato durante la fase di costruzione dall’emissione dei motori a combustione, dagli scavi, dagli spostamenti di materiali, dal continuo passaggio di mezzi dei tecnici dei cantieri, ecc. ecc.
 
Ci sentiamo tremare al sol pensiero.
 
Ricordiamo, tra le tante, la linea Tav di Bologna, dove durante la fase di costruzione ci sono stati centinaia di sforamenti dei livelli del Pm10, per la precisione dal 2006 al 2009 sono stati 416 i superamenti dei livelli di polveri sottili rispetto a quanto consentito dalla legge. E l’NO2 prodotto da tutti i mezzi?
 
Anche durante la costruzione della Treviglio-Brescia, dove in paesi come Pumenengo (dove il centro abitato è attraversato dalla strada provinciale 127 che conduce a Calcio, dove sorgevano i cantieri Tav) ogni giorno un flusso di 120 camion tra andata a ritorno ha transitato per la via principale del paese.
Un continuo andare e venire tra il timore che si potesse verificare un nuovo incidente come quello accaduto a Caravaggio, quando una pensionata di 65 anni fu travolta e uccisa da un camion in manovra, tra i disagi dovuti all’aumento del traffico, tra la paura di un aumento dell’inquinamento dell’aria dovuto al circolo di mezzi pensanti in prossimità di case ed edifici pubblici.
 
Alla luce di tutto questo, immaginiamo cosa potrebbe accadere per i cantieri del TAV Brescia-Verona dove serviranno decine di metri cubi di ghiaia per costruire l’opera, dove le dimensioni dei cantieri e gli anni che dovrebbero impiegarci nulla hanno a che vedere con quelli della Treviglio-Brescia, opera ben più piccola e “facile” da costruire per la conformazione del territorio.
 
Purtroppo questo è solo uno dei tantissimi rischi a cui potremmo andare incontro qualora quest’opera venisse costruita.
E non solo chi abita vicino alla tratta pagherà le pesanti conseguenze di questo scempio ambientale, anche in termini di quantità di NO2 presenti nell’aria e le relative conseguenze per la salute.
 
E’ anche per questo motivo, che da anni denunciamo, che non possiamo permettere che quest’opera distruttiva inquini ancora di più il nostro territorio martoriato e metta ancora più a rischio la salute di tutti e tutte noi.
 
Per maggiori informazioni sui risultati del campionamento visita: http://bastavelenibrescia.wordpress.com/2018/05/15/sono-arrivati-i-risultati-della-campagna-no2-no-grazie-a-brescia-e-provincia/
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Espropriandi, frontisti, associazioni e comuni: nuovo appello per far ricorso insieme contro il TAV – adesione entro 8 maggio 2018!

Da Brescia a Verona, aprile 2018

 Con deliberazione n. 42 del 10 luglio 2017, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 24 marzo 2018 il CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) ha approvato il progetto definitivo della tratta Brescia Est-Verona (escluso il nodo di Verona) della linea ferroviaria AV/AC Milano Verona.

Vi informiamo che potete impugnare il provvedimento dinnanzi il Tar del Lazio, facendo valere, nel Vostro interesse, i gravi vizi giuridici di questo provvedimento.

Un atto amministrativo che se non viene impugnato entro i 60 giorni dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, diviene definitivo e non può più essere successivamente contestato davanti al Giudice Amministrativo.

Vi facciamo presente che l’atto approvato dal Cipe comporta la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera, che rende possibile l’invio ai destinatari dei decreti di esproprio e anche di provvedimenti di “occupazione d’urgenza” dei terreni necessari ai lavori per la costruzione dell’opera. L’impugnazione del solo decreto di esproprio, una volta che Vi sarà notificato, potrà riguardare unicamente l’importo dell’indennizzo.

I soggetti legittimati ad impugnare la deliberazione del CIPE sono sicuramente gli espropriandi, i soggetti che abitano a ridosso della linea e che riceveranno danni dall’opera (frontisti) ed i Comuni il cui territorio è interessato dalla linea AV/AC. Si ritiene che siano legittimate anche le associazioni ambientali a carattere locale che abbiano nel proprio statuto la tutela del territorio, in tutte le sue forme.

Il Coordinamento No Tav Brescia-Verona, formato da comitati e cittadini che negli ultimi anni stanno svolgendo attività informativa e di opposizione su quest’opera altamente distruttiva per il nostro territorio, promuove un nuovo RICORSO AL TAR relativo a questa delibera Cipe.

A tal fine, ci avvaliamo del sostegno di un avvocato esperto in diritto amministrativo e la consulenza di professionisti esperti in materie tecniche. Come Coordinamento No Tav Brescia Verona riteniamo che ogni azione legale vada intrapresa per tentare di fermare un’opera che non presenta alcuna utilità per il nostro territorio e che creerà gravi danni all’economia locale, al turismo e alla vita quotidiana di tutti gli abitanti.

Per gli espropriandi è FONDAMENTALE impugnare ANCHE questi atti in quanto ci sono una serie di gravi vizi e lacune che possono essere fatti valere in sede legale.

 Tale impugnazione non Vi danneggerà, ma anzi aumenterà la Vostra forza contrattuale in sede di un eventuale futuro esproprio (come già avvenuto in casi concreti) e, soprattutto, unisce le forze per un’azione legale collettiva che aumenta le probabilità di un esito positivo.

I frontisti, non direttamente espropriati ma che verranno comunque danneggiati dall’opera con la diminuzione di valore della proprietà, potrebbero non fare valere eventuali danni derivanti dalle attività di cantiere, come i danni agli edifici, se omettono di impugnare il progetto definitivo, come già successo con la costruzione di altre tratte TAV in Italia.

 Anche i soggetti che sono destinatari del nuovo tracciato che sostituisce lo shunt di Montichiari e che prevede il passaggio dell’alta velocità all’interno della città di Brescia sono legittimati a presentare il ricorso contro tale decisione del Governo. Anzi, la mancata contestazione ora potrebbe compromettere nel futuro l’impugnazione contro il progetto preliminare ed il progetto definitivo dato che la nuova localizzazione avviene con la deliberazione n. 42/2017 del CIPE.

E’ ovviamente possibile per il singolo espropriando e frontista fare ricorso autonomamente, ma partecipare al ricorso collettivo riduce fortemente i costi legali.

L’interesse all’adesione va comunicato via mail all’indirizzo info@notavbs.org ENTRO L’ 8 MAGGIO 2018 mandandoci in allegato:

  • PER CHI NON HA MAI PARTECIPATO AI RICORSI:

1- il mandato (ALLEGATO “SCHEDA MANDATO”, diversa per associazioni o espropriati/frontisti) con la scheda dei dati necessari per conferire mandato all’avv. Fausto Scappini per impugnare la deliberazione n. 42/2017 al TAR per il Lazio e per i successivi adempimenti. DA SCARICARE IN FONDO ALL’ARTICOLO!

2- copia di tutti i documenti specifici elencati nella scheda di mandato (diversi per associazioni e privati)

  • PER CHI HA GIA’ PARTECIPATO AI RICORSI:

1- la conferma di voler partecipare anche a questo ricorso mandando una mail all’indirizzo info@notavbs.org, specificando che avete già partecipato in precedenza ai nostri ricorsi legali (non serve infatti ricompilare la scheda dei dati ne mandare in allegato i documenti specifici richiesti).

◄◄◄ IMPORTANTE ►►► Successivamente PER TUTTI (sia chi ha già partecipato ai ricorsi, sia per i nuovi ricorrenti) dovrà essere sottoscritto il mandato in un apposito incontro in presenza del nostro legale:

il giorno 12 dalle 9 alle 14 presso l’agriturismo Aremea a Desenzano del Garda presso località Armea – 25015 Desenzano del Garda BS

il giorno 18 maggio dalle 19 alle 22 presso il Santuario del Frassino a Peschiera del Garda presso Loc. Frassino 4 – 37019 Peschiera del Garda VR

I costi, consistenti nel contributo unificato e nelle spese di domiciliazione a Roma, saranno tanto più limitati, tanto maggiore sarà il numero dei partecipanti (in ogni caso, per questo ricorso, non supererà l’importo di adesione di € 100,00 a testa).

L’importo verrà versato direttamente in contanti nel momento della firma.

Per chi ha difficoltà con l’uso del computer, potete contattare via telefono, anche per ogni ulteriore informazione, i referenti di zona:

– LORETTA per Castelnuovo del Garda: 377 953 3284

– PAOLO per Peschiera del Garda: 349 619 5779

– RENATO G. per Somma Campagna: 347 269 5021

– RENATO per Verona: 338 266 3156

– LAURA per Calcinato: 338 224 3648

– RAFFAELLA per Desenzano: 333 180 5432

– ALESSANDRA per Brescia e Mazzano: 3385484351

– ANNALISA per Lonato: 3200559686

Il tempo che purtroppo abbiamo a disposizione in questo momento è poco per cui chiediamo la collaborazione di tutti e tutte voi per fare un vero e proprio passa parola di casa in casa, per cercare di coinvolgere più persone possibili, in modo da essere veramente un’unione che fa la forza. Essere in tanti è nell’interesse di tutti e tutte, sia per una questione di costi, sia per una questione di forza davanti al tribunale, sia per dimostrare nuovamente che questo territorio vuole altro per il suo futuro.

 Coordinamento No Tav Brescia-Verona

ALLEGATI:

14.4 @ DESENZANO ASSEMBLEA PER TUTTI E TUTTE I/LE POSSIBILI ESPROPRIATI/E E FRONTISTI/E DEL TAV DA BRESCIA A VERONA

Il 24.3.2018 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 70 la delibera n. 42 del 10/07/2017 con la quale il C.I.P.E. ha approvato il progetto definitivo della tratta Brescia – Verona dell’alta velocità.
La delibera contiene la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera e questo vuol dire che il General Contractor Cepav Due è autorizzato a partire con i primi espropri riguardanti il primo lotto costruttivo (da Mazzano a Verona esclusa), le operazioni preliminari e l’apertura dei cantieri.

Tutto questo avviene nonostante il progetto “definitivo” non abbia quasi nulla di definitivo dato che il CIPE ha imposto 309 prescrizioni da soddisfare con il progetto esecutivo.
Nel frattempo, nonostante l’adempimento di queste prescrizioni imporrebbe quasi un rifacimento del progetto intero, possono partire anche gli espropri.

Come diciamo da sempre tutti e tutte siamo interessati dalla costruzione del TAV, ma c’è chi pagherebbe il peso di quest’opera ancora più direttamente sulla propria pelle.
Non solo gli espropriati saranno colpiti, ma anche i “frontisti” (le prime abitazioni non espropriate a ridosso dei cantieri), ma in generale chiunque abiti nelle zone a ridosso dei cantieri.

Se il TAV dovesse essere costruito, anni di cantiere sarebbero fortemente impattanti e andrebbero a gravare sulla quotidianità e sulla qualità di vita di chiunque abiti nei paesi coinvolti con: modifiche alla viabilità con chiusure di strade, traffico di mezzi pesanti quotidianamente a qualunque ora, polveri e spostamento di materiali inquinanti, problema smaltimento materiali, barriere fonoassorbenti alte 9 metri, vibrazioni, rumore, ecc.

Visto che da anni abbiamo deciso che le strade possibili da percorrere contro il TAV sono tante, e la prima è L’INFORMAZIONE vi invitiamo a quest’incontro per informarvi su cosa hanno approvato, le tempistiche e decidere insieme cosa possiamo fare.

Durante l’assemblea sarà presente il nostro avvocato Fausto Scappini che presenterà tutta la parte legale e saranno presentate anche testimonianze di come sono avvenuti e si sono affrontati gli espropri per il TAV in altre parti d’Italia.

Vi aspettiamo all’assemblea riservata agli espropriati e frontisti della tratta tav BS-VR che si terrà SABATO 14 APRILE 2018 ALLE ORE 17:00 PRESSO LA SALA PELER PRESSO PALAZZO TODESCHINI IN PIAZZA MALVEZZI (Via Porto Vecchio) A DESENZANO DEL GARDA.