Le testimonianze dalla piazza di ieri a Brescia

Ieri in piazza abbiamo raccolto alcune interviste che raccontassero dai presenti quanto successo ieri in piazza. Di seguito pubblichiamo tutta la diretta tenuta ieri da radio onda d’urto ma sopratutto invitiamo tutti e tutte a guardare il video della prima carica ordinata attorno alle 17.20 di lunedì 23 marzo dal dottor Farinacci, funzionario di Questura.

BRESCIA: TERZO GIORNO DI CARICHE CONTRO MIGRANTI E ANTIRAZZIST* CHE SI RIPRENDONO PIAZZA LOGGIA

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Clicca qui per il video della prima carica ordinata attorno alle 17.20 di lunedì 23 marzo dal dottor Farinacci, funzionario di Questura.

Ore 24: il presidio lascia piazza Loggia liberata, “come insegnano i #notav – dicono i partecipanti…si parte e si torna assieme!” Domani MARTEDI ORE 16 PRESIDIO PIAZZA LOGGIA, SABATO 28 MARZO GRANDE CORTEO ANTIRAZZISTA, PER RIBADIRE CHE E’ E RIMANE UNA CITTA’ APERTA E LIBERA!

Ore 23: da piazza Loggia si leva alto il grido..”Brescia libera, liberi tutti! Domani martedì alle ore 16 presidio, sabato nuovo corteo…saremo migliaia!!!”

Ore 22.45: “un minuto più di voi!” Presidio ingrossato di 250 persone esce da piazza Rovetta e si riprende piazza Loggia!

22.35: secondo Ansa, arresto del migrante sarebbe da ricondurre a “lancio di una transenna”dopo le cariche poliziesche.

Ore 22.18: il presidio in piazza Rovetta va avanti ancora, ormai da tre giorni il movimento bresciano tiene testa a fdo. Intanto la Questura di ‪#‎brescia‬ è in superproduzione mediatica: ieri 9 (NOVE) comunicati stampa, oggi 6 (SEI) su ‪#‎permessosubito‬

Ore 22: presidio continua e torna a ingrossarsi. Il collegamento con Francesco, della Redazione, che ci racconta anche della “sparizione” di libri e zaini durante le cariche.Ascolta o scarica qui.

Ore 21.30: il presidio si siede a terra e non demorde, chiedendo a gran voce la liberazione dei migranti trattenuti tra domenica e oggi pomeriggio, lunedì. Sono sei: tre nel Cie di Bari, uno in stato di arresto (ignoto il motivo) e per due decisa l’espulsione immediata.

Ore 21: situazione fermati. 2 italiane (una compagna del csa Magazzino 47 e una…passante) rilasciate, un migrante arrestato (ignoto al momento il perchè) e per un altro disposta  espulsione immediata. In corso assemblea al presidio di piazza Rovetta.

Ore 20.40. I quattro fermati sono in Questura, le posizioni al vaglio del sostituto procuratore Lara Ghirardi. Presidio continua in piazza Rovetta.

Ore 20.00: i due compagni feriti sono stati dimessi e uno di loro sta raggiungendo il presidio in piazza Rovetta. La giovane compagna è stata dimessa dopo aver ricevuto quattro punti di sutura. Il presidio in piazza Rovetta prosegue a oltranza fino a che non verranno rilasciati i quattro compagni fermati. Rilanciato l’appuntamento per domani pomeriggio martedì con un presidio in Piazza Rovetta dalle 16. La lotta continua!!!!

Ore 19.15: La delegazione che ha incontrato la vicesindaco Laura Castelletti. Domani incontro con il sindaco DelBono. L’appello rimane quello di raggiungere piazza Rovetta. La corrispondenza e il resoconto con Umberto, uno dei membri della delegazione.

Le testimonianze dalla piazza raccolte da Marco della redazione. Ascolta.

Ore 18.50: La piazza si riempie con centinaia di solidali. Una delegazione è salita in Loggia per un incontro con la giunta. Due dei feriti dalle violente cariche ricoverati. Novità anche sulla situazione del migrante fermato domenica mattina con lo sgombero del presidio di piazza Vittoria: verrà rimpatriato in Pakistan con il volo delle 21.30 da Malpensa. La corrispondenza con Gabriele dell’associazione Diritti per tutti che ci racconta cosa sta accadendo e ricostruisce anche lui le cariche del pomeriggio. Ascolta.

foto farinacciore 17.30: Cariche al presidio di migranti e antirazzisti. Si sono verificate diverse cariche nei confronti dei primi compagni che si stavano concentrando in piazza Rovetta per il presidio lanciato dopo le due giornate di lotta del fine settimana. Non sono mancate fin da subito le provocazioni della Digos che ha sequestrato il furgone con l’impianto di amplificazione del Magazzino 47; poi le cariche violente. Diversi i feriti, tra loro anche una giovane ragazza del Kollettivo studenti in lotta. Quattro i compagni fermati, due migranti e due attivist*del csa Magazzino 47.  L’appello è quello di andare in piazza Rovetta!!!!

Le prime corrispondenze con le cariche con Umberto e Francesco della redazione. Ascolta

La corrispondenza sempre dal presidio con Umberto della redazione. Ascolta

La testimonianza delle cariche e il commento dell’avvocato dell’associazione Diritti per tutti, Manlio Vicini. Ascolta.

LUNEDì MATTINA – E’ stato un intero fine settimana di mobilitazione senza sosta per la Brescia meticcia, libera e solidale, quello appena trascorso.

Dopo lo sgombero poliziesco del presidio permanente di piazza Vittoria che migranti e antirazzisti avevano costruito dopo la manifestazione di sabato pomeriggio, avvenuto ieri mattina 22 marzo intorno alle 7.30, nel pomeriggio c’è stata una prima, importante, risposta con un migliaio di persone che hanno manifestato per le vie della città in un corteo spontaneo per lo sblocco della situazione legata alla sanatoria-truffa del 2012 e per chiedere la liberazione dei 4 migranti, sprovvisti di documentie vittime della stessa sanatoria truffa, trattenuti dalla polizia dopo lo sgombero: tre saranno rinchiusi nel CIE di Bari, per il quarto udienza di convalida dell’espulsione oggi pomeriggio alle ore 15.

Oggi la lotta continua: alle 17 di questo 23 marzo appuntamento in Piazza della Loggia per una manifestazione cui parteciperannopiazzaloggiaanche altre realtà, come il coordinamento No Tav Brescia-Verona. Per oggi era infatti prevista la visita a Brescia del dimissionato Ministro Lupi, autore dell’infame Piano casa e tra i più convinti sostenitori dell’inutile opera dell’alta velocità ferroviaria. Nonostante il forfait, l’appuntamento di mobilitazione è confermato.

Sarà l’occasione di fare il punto della situazione sulla lotta ad oltranza per i permessi di soggiorno e di manifestare tutte e tutti insieme per una sola grande opera: permessi di soggiorno, casa, reddito, dignità per tutte e tutti.  Vi proponiamo il confronto ai nostri microfoni tra Manlio Vicini, avvocato dell’Associazione Diritti per tutti, eDonatella Albini, capogruppo in consiglio comunale della civica “al lavoro con Brescia“, componente della maggiornaza in giunta. Ascolta o scarica

QUESTA TERRA E’ LA NOSTRA TERRA

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29 marzo giornata di approfondimento e incontro contro le grandi opere inutili verso il Cop 21 di Parigi

Domenica 29 marzo 2015, c/o Centro sociale Bocciodromo – via Rossi, 195 – Vicenza

In un territorio che parte dalle Alpi orientali e arriva fino al Golfo di Trieste, intersecandosi con la pianura Veneta e toccando la Laguna di Venezia, il modello economico legato alle grandi e medie opere inutili continua a determinare meccanismi di governance basati sull’intreccio tra affari e politica.

Che si tratti dei tracciati del TAV, di nuove superstrade e autostrade, di urbanizzazione forzata, del Mose o di nuove strutture ospedaliere, sono molteplici i punti che accomunano le analisi e le pratiche delle tante esperienza di lotta e resistenza territoriali presenti nel Nord-Est italiano. Operando una sorta di screening su ogni singola opera ci troviamo di fronte a inchieste giudiziarie per corruzione o per infiltrazioni mafiose, alle solite aziende che a tavolino si aggiudicano gli appalti (Mantovani spa, Maltauro, varie sigle della Legacoop, ditte edili della Compagnia delle Opere ecc.), a ricadute impattanti sull’ambiente e sulle vite dei cittadini, a sospensione dei processi democratici di decisione e imposizioni violente dall’alto senza il benché minimo coinvolgimento delle comunità locali. Dal punto di vista infrastrutturale inoltre, i cantieri delle grandi opere spesso collegano geograficamente, sia in superficie sia in galleria, le regioni del Nord-Est.

E’ attorno a questa premessa che EcoMagazine propone una giornata di incontri e di approfondimenti, il 29 marzo a Vicenza, invitando tutti i comitati di Trentino Alto-Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia che si oppongono con forza ad un modello di sviluppo e di società giunto a saturazione.
La proposta è innescare una discussione che spazierà su tante questioni ma partendo da un focus sulle implicazioni economico-finanziarie dei progetti di grandi opere dopo i cambiamenti di strategia profilatisi negli ultimi anni e consolidatisi con il decreto-legge Sblocca Italia e la legge di stabilità 2015.

L’idea è quella di costruire un momento di formazione, scambio di conoscenze e messa in comune di pratiche per comprendere meglio i meccanismi di finanziamento che stanno dietro alla politica delle grandi opere.

L’obiettivo è quello di consolidare e ampliare i processi di opposizione a questi progetti attraverso la creazione di un networking virtuoso in grado di connettere realmente esperienze locali differenti e spesso distanti tra loro.

Il sito eco-magazine.info, oltre ad essere contenitore di approfondimenti specifici legati alle questioni ambientali, può diventare strumento comune di inchiesta, monitoraggio territoriale e di controllo sul rispetto dei requisiti formali economico-finanziari dei progetti delle grandi opere.
Infine, all’interno della discussione, verrà messo a tema anche l’impatto a livello globale di un modello di sviluppo basato su grandi opere, sfruttamento del suolo e privatizzazione delle risorse, in particolare rispetto ai cambiamenti climatici. Un impatto che non può essere circoscritto nei confini sempre più stretti di un ambientalismo così come veniva concepito nel finire dello scorso secolo, ma che oramai investe direttamente tematiche legate al sociale, al lavoro, ai diritti e alla stessa idea di democrazia.

Nel tempo della finanziarizzazione dell’economia, dove i nostri territori e le risorse naturali sono messi a valore ed espropriati dai poteri forti e dalla grande finanza per un nuovo processo di accumulazione capitalista, il prossimo vertice sul clima, che si svolgerà a Parigi dal 30 novembre all’11 dicembre 2015, rappresenta un’importante occasione per i movimenti europei e mondiali di costruire una critica dal basso nei confronti delle istituzioni che continuano a non voler trovare soluzioni rispetto ad una crisi ambientale ed ecologica sempre più devastante.

L’appuntamento sarà organizzato del centro sociale Bocciodromo di Vicenza, nell’ambito dell’assemblea regionale veneta di Genuino Clandestino: per una contaminazione conviviale tra tutte le realtà che sono attive sulle stesse lotte.

Ore 10.30

Assemblea plenaria: i meccanismi di finanziamento delle grandi opere in Italia e nel Nord Est tra corruzione, affari, politica e potere

interventi di:

* Gianfranco Poliandri – redazione scientifica notavbrennero.info

* Mattia Donadel – OpzioneZero

* Ernesto Milanesi – giornalista

* Sebastiano Canetta – giornalista

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Pranzo conviviale con Genuino Clandestino del Veneto

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Ore 14.30

Assemblea plenaria: interventi dei comitati territoriali

coordina Riccardo Bottazzo direttore di eco-magazine.info

I progetti delle grandi opere nel Nord Est: costi economici, ambientali e l’impatto sulla democrazia locale nella loro realizzazione. Ricerca di obiettivi e campagne comuni

Solidarietà ai feriti e liberi tutti e tutte!

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Oggi alle 17:30 era prevista una manifestazione che vedeva scendere in piazza insieme il movimento no tav e per il diritto alla casa. Questa manifestazione non è stato nemmeno possibile iniziarla perché la violenza e la repressione poliziesca sono state le prime e uniche risposte date. Ragazzi e ragazze brutalmente feriti alla testa, cani e manganelli a impedire di nuovo alle persone di usare piazza della loggia come luogo di protesta e indignazione. Esprimiamo solidarietà alle persone ferite, tra cui un attivista del comitato no tav Brescia e chiediamo subito la liberazione di tutti e tutte le persone fermate e in questura da ore.

Siamo ancora in Largo Formentone a Brescia, raggiungeteci numerosi! La tensione è ancora forte e non lasceremo la piazza fino a quando non saranno tutti e tutte libere!

Il saluto a Maurizio Lupi dei No Tav Terzo Valico

Ciao Maurizio, dacci l’indirizzo di casa e ti manderemo un Rolex

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Caro Maurizio,

abbiamo letto il saluto a te rivolto da notav.info e abbiamo capito di essere stati dei grandissimi maleducati. Dopo questo intenso periodo passato insieme non ci siamo neppure degnati di rivolgerti due parole di addio. Noi ti ricordiamo come un uomo buono, talmente buono da averci invitati ufficialmente a incontrarti ad Ottobre del 2013 presso la Prefettura di Alessandria. Anche in quell’occassione fummo scortesi e rispondemmo che non avremmo mai parlato con tese il Governo non avesse preso in considerazione per il Terzo Valico l’opzione zero. In questo tempo passato insieme ti abbiamo visto col tuo immancabile caschetto da operaio e con il giubbino griffato Cociv a scorazzare per i cantieri e a spiegarci che senza il Terzo Valico il porto di Genova bla, bla, bla e ancora bla.

Poi abbiamo scoperto, ma noi non avevamo mai avuto dubbi, che il Terzo Valico è stato congegnato proprio per pagare tangenti e abbiamo saputo del versamento di 700.000 Euro fatto da una ditta del gruppo Gavio al genero del tuo amico Ercolino. Già Ercolino, quello che ti telefonava terrorizzato che i soldi del Terzo Valico potessero finire agli alluvionati di Genova e tu, uomo di buon cuore, lo rassicuravi che non sarebbe mai accaduto.

Maurizio, quasi ci dispiaciamo a vedere gli amici di merda che hai, quelli che ti hanno imposto di tagliarti la testa da solo, per provare a salvare ancora una volta il sistema delle grandi opere. Mauri, facci un ultimo favore, spiega a chi prenderà il tuo posto e a chi ti ha voltato le spalle senza neppure rivolgerti un hashtag #mauriziostaisereno che qui non molliamo di un millimetro e che il ritardo nella costruzione del Terzo Valico a causa nostra è destinato a continuare. Anzi Maurizio, pensandoci bene, non è meraviglioso che mentre tu hai dovuto mollare la poltrona noi continuiamo ad essere qui col coltello fra i denti determinati a difendere la nostra terra e a cacciare via per sempre i tuoi amichetti del Cociv?

Stai sereno Maurizio, prima di te ne abbiamo visti passare parecchi di Ministri e molti altri ne vedremo, ma stai pur certo che nessuno di loro avrà la gioia di tagliare il nastro del Terzo Valico.

Caro Maurizio addio, salutaci Perotti, Ercolino, Comunione e Liberazione, le cooperative bianche e rosse e tutti quelli che parlavano di progresso sapendo benissimo che in realtà si trattasse di semplicissima corruzione.

P.S: se ci fai avere l’indirizzo di casa cercheremo di farci perdonare per la nostra maleducazione e ti manderemo a casa un magnifico Rolex.

Tic, tac, tic, tac, tic, tac…

Lo senti Maurizio? E’ il tempo che manca a veder definitivamente tramontare il Terzo Valico.

LUPI SI E’ DIMESSO! ORA FERMIAMO IL TAV E IL PIANO CASA – ORE 17:30 PIAZZA LOGGIA

Era stata annunciata, per la data di lunedì 23 marzo, la visita nella nostra città dell’ormai dimesso ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi: il programma prevedeva un incontro a Palazzo Loggia, dove avrebbe incontrato la Giunta comunale per parlare di emergenza casa, per poi spostarsi al Pirellino, dove doveva incontrare i sindaci dei comuni interessati dal passaggio dell’Alta Velocità Brescia-Verona.

Ma dopo i fatti di cronaca degli ultimi giorni riguardo al sistema delle grandi opere, la stampa nazionale e tutti i principali portali web non hanno parlato di altro se non del suo coinvolgimento (e del figlio) nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Firenze. Inchiesta, che per l’ennesima volta, dimostra come le posizioni chiare dei NO TAV nei confronti di questo tema siano sempre più legittime e vere: una storia di gigantesche tangenti, appalti truccati, lievitazione dei costi, mancati controlli, regali e regalini nella migliore delle tradizioni italiane.
Evidentemente non scopriamo nulla di nuovo, ma allo stesso tempo è sempre più evidente il ruolo, del Governo e dell’intera classe politica, di sponda istituzionale per le speculazioni e i profitti di coloro che detengono la maggior parte della ricchezza, lontana anni luce dai bisogni di quella che è invece la maggioranza della popolazione.

Poco importa che oggi lo dica anche la magistratura, il Movimento No Tav lo va dicendo da sempre.
E anche se Lupi si è dimesso, molti nodi dovranno ancora venire al pettine, che dimostreranno sempre più l’illegittimità con cui questa devastante opera continua a essere portata avanti.

Lunedì 23 quindi anche se Lupi non sarà presente, date le ovvie ragioni, noi saremo comunque in Piazza Loggia, sotto l’ufficio del nostro sindaco e chiedendo nuovamente che tutti gli amministratori coinvolti dalla tratta Brescia-Verona prendano una posizione: è giunto il momento di smetterla di sedersi al tavolo della corruzione e del malaffare, svendendosi per due rotonde, un sottopassaggio o un cavalcavia.

Non potete più permettervi di stare zitti, di non prendere una posizione su quanto sta succedendo e non potete più disinteressarvi del passaggio di quest’opera sui vostri territori.

Questo silenzio altrimenti non fa che avvalorare la tesi di quanti hanno sempre temuto che anche i nostri primi cittadini siano parte di questo sistema marcio e corrotto.

Sia comunque ben chiara una cosa: non ci basta sapere che avevamo ragione, adesso dovete abbandonare l’idea di questo catastrofico progetto! Questo è il momento giusto in cui il progetto della folle Brescia-Verona (insieme a tanti altri) torni nel cassetto, prima che sia troppo tardi, prima che sia di nuovo compito dei cittadini difendere ad ogni costo la propria terra da amministratori corrotti, e da una politica che puzza solo di malaffare e criminalità organizzata. E’ questo il tempo di chiudere la partita una volta per tutte e lunedì saremo in piazza a ribadirlo!

Ci troviamo tutti e tutte, rumorosi e ben visibili con cartelloni e bandiere NO TAV, a partire dalle 17:30 in Piazza Loggia a Brescia, insieme a migranti, disoccupati, ambientalisti, studenti e lavoratori per ribadire nuovamente che L’UNICA GRANDE OPERA CHE VOGLIAMO E’ CASA, SALUTE, REDDITO E DIGNITA’ PER TUTTI E TUTTE!

SISTEMA GRANDI OPERE: LUPI SI E’ DIMESSO

Oggi abbiamo fatto la conferenza stampa davanti al Pirellino in via Dalmazia a Brescia per dire la nostra sull’inchiesta avviata dalla Procura di Firenze sul cosiddetto Sistema Grandi Opere e lanciare la mobilitazione popolare contro la presenza di Lupi atteso in citta’ lunedi prossimo ” per chiudere la conferenza dei servizi “.

Temiamo che Sindaci, costruttori, associazioni , consorzi e chi ne ha piu’ ne metta, che nei mesi scorsi facevano la fila davanti all’ufficio di Ercole Incalza a Roma per concertare compensazioni e mitigazioni ( diventando cosi’ parte integrante di quel Sistema)  dovranno aspettare ancora per mettere le mani su una torta che vale oltre quattro miliardi di euro ( e parliamo solo della tratta Brescia – Verona ). Noi Movimento No Tav ci siamo sempre dichiarati contrari alla costruzione del TAV  e il motivo principale era proprio perche’ non volevamo in nessun modo sentirci complici di quel Sistema ( come spieghiamo bene nel volantino che abbiamo presentato alla stampa) .

volantino LUPI a Brescia

Alla conferenza stampa erano presenti anche i reporter di Piazzapulita , la trasmissione di inchiesta che va’ in onda il lunedi su LA7. Non perdetevi la prossima puntata. Ci avevano contattato per conoscere da vicino chi il Tav lo subisce sulla propria pelle , a caro prezzo. Noi non siamo quelli delle ” ville o dei vigneti “ di cui bisogna avere paura, come dice una delle intercettazioni dell’inchiesta e che non fa altro che confermare che viviamo in uno Stato che riesce a essere forte con i deboli e debole con i forti, ma certamente siamo quelli che sanno da che parte stare . Senza se e senza ma.

http://www.bresciaoggi.it/stories/4616_bstv/1100703_video_no_tav_appello_a_non_incontrare_lupi/

http://www.bresciaoggi.it/stories/3300_garda/1101240_i_comitati_incalzano_lupi_sulla_bufera_giudiziaria_noi_lavevamo_previsto/

http://www.bresciaoggi.it/stories/3300_garda/1101242_costi_alle_stelle_progetto_ormai_insostenibile/

http://www.radiondadurto.org/2015/03/20/lupi-si-e-dimesso-una-battuta-darresto-per-le-grandi-opere-inutili/

http://www.vvox.it/2015/03/17/incalza-veneto-occhio-a-tav-e-mose/

http://www.notavterzovalico.info/2015/03/20/i-soldi-del-terzo-valico-agli-alluvionati-di-genova-e-lupi-rassicuro-incalza/

http://www.notavterzovalico.info/2015/03/20/e-il-tempo-di-chiudere-una-volta-per-tutte-la-partita-del-terzo-valico/

http://www.notav.info/post/ercole-incalza-il-grande-sacerdote-delle-grandi-opere/

http://www.notav.info/post/i-signorini-del-tav-il-delfino-di-incalza-nella-societa-di-virano/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/19/lupi-manager-racconta-sistema-paese-merda-fatto-i-soldi/1521770/

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Mappa dello scandalo : video Piazza Pulita 

Abbiamo accompagnato i reporter di Piazzapulita  a vedere i cantieri in via Toscana e in via Roncadelle . Lasciamo a voi i commenti.

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Incontro pubblico: TAV COSA FARE PER FERMARLO?

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Incontro Pubblico per capire bene le conseguenze del progetto TAV sul nostro territorio e come resistere insieme.

Parteciperà Erasmo Venosi, consulente esterno del comune di Peschiera del Garda e di Sona per aggiornarci sulle ultime novità del progetto, sui costi e sulle alternative al TAV.

Il Treno ad Alta Velocità è:

– INUTILE, perché non risolve il vero problema del trasporto passeggeri che è quello pendolare, di chi si muove quotidianamente su treni spesso fatiscenti, che magari vengono cancellati all’ultimo momento per rotture improvvise
– COSTOSO: 62 milioni di € al kilometro (avete letto bene, non è un errore di battitura) a carico di tutta la collettività per il profitto di pochi
– DEVASTANTE PER IL TERRITORIO, per l’ambiente, per le proprietà agricole, per le nostre case…

INCONTRO PUBBLICO
Mercoledì 25 Marzo h. 20.45
Sala Civica “Barbarani”
via Marconi, 5 – S. Bonifacio (VR)

FERMARLO E’ POSSIBILE!
FERMARLO TOCCA A TUTTE E TUTTI NOI!

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LUNEDì 23 – RIFIUTIAMO IL MINISTRO LUPI E IL TAV! PER UNA SOLA GRANDE OPERA: CASA, SALUTE, REDDITO E DIGNITA’ PER TUTTI E TUTTE!

L’uomo forte del TAV, anche per la tratta Brescia-Verona, Ercole Incalza è stato arrestato in questi giorni con accuse di corruzione, induzione indebita, turbata libertà degli incanti e altre violazioni relative alla pubblica amministrazione. Gli appalti finiti nell’indagine riguardano diverse grandi opere tra le quali la linea Alta velocità Milano-Verona. Indagini che arrivano fin dentro il Ministero delle Infrastrutture, guidato da Maurizio Lupi che, come annunciato dalla stampa locale,  sarà presente a Brescia il prossimo lunedì 23 marzo “per chiudere la conferenza dei servizi” riguardo alla costruzione del lotto Tav in questione.

Curiose coincidenze. E’ bene ricordare che Lupi e Incalza, infatti, sono gli stessi personaggi che lo scorso anno hanno “tirato fuori dal cassetto”, dove giaceva dimenticato da oltre dieci anni, il progetto per il TAV Brescia – Verona, intimidendo i nostri Comuni di aprire cantieri già entro il 2015. Il perche’ di questa curiosa accelerazione oggi è finalmente sotto gli occhi di tutti.
E’ bene non dimenticare inoltre che i nostri sindaci lacustri conoscono personalmente Ercole Incalza, che hanno incontrato svariate volte a Roma negli scorsi mesi, per sottoporre le diverse richieste di mitigazioni e compensazioni alla grande opera. Opera che vorrebbe, secondo i loro piani, trasformare il Basso Garda in un enorme cantiere per i prossimi dieci anni.

Vogliamo a tal proposito rammentare un passaggio dell’intervento che il Coordinamento No Tav Brescia-Verona ha fatto a Desenzano il 21 novembre scorso, durante il Consiglio Comunale aperto: “… A Roma i Sindaci hanno parlato con Ettore Incalza, direttore generale del Ministero delle Infrastrutture. Vorremmo ricordarvi che quest’uomo è più volte inquisito per tangenti e ora entrato nell’inchiesta della costruzione del Tav a Firenze insieme alla Lorenzetti. L’ Opera bresciana inoltre è bene tenere a mente che sarà affidata al consorzio Cepav 2 del quale fa parte la Maltauro finita nell’inchiesta sia per il Mose di Venezia che per Expo’ di Milano. I quattro miliardi di euro in gioco per quest’opera sono una montagna di soldi che fanno gola a tanti e questa è la cosa che più ci preoccupa. Per speculare e accaparrarsi questi soldi saranno purtroppo troppe le persone e le istituzioni disposte a mettere in secondo piano ambiente, salute, economica locale e vite delle persone, per un mero rendiconto economico o peggio di immagine”.

Parole fino ad oggi rimaste inascoltate. Ora, alla luce di queste indagini, chiediamo a gran voce che nessuno dei nostri “Primi Cittadini” abbia la volontà di incontrare il Ministro Lupi lunedì 23 marzo. Anzi, sarebbe onesto verso i propri cittadini, che ne venissero chieste le dimissioni immediate. Dimissioni immediate che dovrebbero essere richieste anche per Ettore Fermi, presidente di Metro Brescia e consulente del Consorzio Cepav 2 (ditta appaltata per i lavori del Tav), che risulta fra i 50 indagati nell’inchiesta su corruzione e tangenti. Noi da parte nostra chiediamo inoltre l’immediata sospensione del progetto Tav della tratta Brescia – Verona oltre all’istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sulle Grandi Opere.

Un sistema quello delle” Grandi Opere all’italiana” che hanno parassistato parecchie centinaia di miliardi di euro a tutti e tutte noi. Euro che possono essere utilizzati per bonificare un territorio fortemente inquinato come quello di Brescia e provincia, oppure per mettere in sicurezza le scuole dei nostri figli che cadono letteralmente a pezzi o per fronteggiare l’emergenza sociale di una crisi che lascia senza lavoro e senza casa migliaia di persone.

Lunedì scenderemo di nuovo in piazza non solo per contestare il sistema delle Grandi Opere, ma saremo insieme a disoccupati, migranti, studenti, precari, ambientalisti e chiunque decida di voler lottare contro questo sistema, che guarda al mero profitto di pochi, condannando noi tutti e tutte a vivere in un ambiente insalubre e dannoso, privandoci di diritti, salute e dignità. Perché in ogni caso continueremo a ribadire che L’UNICA GRANDE OPERA CHE VOGLIAMO SONO CASA, SALUTE, REDDITO E DIGINITA’ PER TUTTI E TUTTE.

In piazza lunedì saremo presenti anche a ricordare che solo poche settimane fa 47 attivisti No Tav della Val di Susa sono stati condannati a 140 anni complessivi di carcere. Gia’ allora pareva una chiara vendetta di Stato alla legittima Resistenza , ma oggi ancora di piu’, pare una punizione contro chi si oppone a un sistema corrotto e ingiusto.

Per questo lunedi 23 marzo ” accoglieremo” il Ministro Lupi insieme agli altri movimenti sociali che come noi credono ” a un altro mondo possibile ” in Piazza Loggia a partire dalle 14.00 e in seguito davanti al Pirellino in via Dalmazia.

Coordinamento No Tav Brescia – Verona

ANCHE LA TRATTA AD ALTA VELOCITA’ BRESCIA – VERONA NEL MIRINO DELLA PROCURA

ordinanza Firenze

 

Ci sono anche la Tav Brescia-Verona e il Consorzio Cepav Due tra gli indagati finiti nel mirino degli inquirenti  che hanno portato all’arresto del dirigente del ministero dei Lavori Pubblici Ercole Incalza, del suo collaboratore Sandro Pacella e degli imprenditori Stefano Perotti e Francesco Cavallo, presidente del Cda di Centostazioni Spa, società del gruppo Ferrovie dello Stato. L’inchiesta condotta dal procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo coinvolge cinquanta indagati. Tra le figure chiave l’ingegnere Stefano Perotti, responsabile della società Ingegneria Spm, a cui sono stati affidati incarichi di direzione lavori per la realizzazione di diverse «Grandi Opere», ferroviarie ed autostradali. Oltre alla tratta Milano -Verona, anche il nodo tav di Firenze per il sotto attraversamento della città, la tratta ferroviaria Firenze-Bologna, la tratta Genova – Milano Terzo Valico di Giovi,l’autostrada Civitavecchia – Orte – Mestre, l’autostrada Reggiolo Rolo – Ferrara, l’Autostrada Eas Ejder -Emssad in Libia, conferiti da Anas International Enterprise spa. Dall’indagine è emerso altresì come Perotti abbia influito illecitamente sulla aggiudicazione dei lavori di realizzazione del Palazzo Italia Expo.
Proprio il rapporto di «dipendenza» del controllore (che dovrebbe agire nell’interesse della pubblica amministrazione) con il controllato è stato sfruttato dagli indagati per la realizzazione dei propri fini di arricchimento illecito, facilitando l’accoglimento delle pretese degli esecutori dell’opera in termini di minori controlli e accettazione di riserve e varianti, con il conseguente incremento dei costi dell’opera e quindi dei guadagni.

Secondo l’inchiesta, appalti per 25 miliardi di euro in 10 anni furono affidati a società legate all’imprenditore Stefano Perotti con modifiche alla direzione dei lavori che permettevano di far lievitare i costi fino al 40%. Perotti affidava consulenze retribuite a Incalza che avrebbe influito in modo illecito sulla aggiudicazione dei lavori del ‘Palazzo Italia Expo’. Per questo filone d’inchiesta è indagato pure Antonio Acerbo, l’ex manager di Expo già arrestato lo scorso ottobre per la cosiddetta ‘cupola milanese degli appalti’.

Sempre dall’inchiesta spuntano poi “incarichi di lavoro procurati a Luca Lupi”, figlio del ministro delle Infrastrutture, il ciellino, Maurizio Lupi, che lunedì prossimo ha annunciato la propria visita a Brescia, al Pirellino, per incontrare i sindaci dei comuni coinvolti dal Tav verso Verona.

Comunicato stampa

Firenze, 16 marzo 2015

Sugli arresti eccellenti a seguito dell’inchiesta sul Passante TAV fiorentino

La giornata del 16 marzo 2015, oggi, sta mostrando una Italia schizofrenica: mentre a Torino si sta celebrando un processo allo scrittore Erri De Luca per “istigazione al sabotaggio”, a Firenze l’inchiesta partita dalle indagini sul “Passante TAV di Firenze” sta mostrando, ancora una volta, il vero volto delle grandi opere inutili, cioè un enorme verminaio di  corruzione e pessima economia che sta contribuendo in maniera sostanziale al disastro sociale ed economico italiano.
Le/i cittadine/i non possono che ringraziare la magistratura per aver sollevato il velo che copre il corpo in decomposizione del mondo delle infrastrutture. Le inchieste non fanno altro che confermare le denunce della cittadinanza attiva, in tutta Italia, che da più di un decennio sta indicando le gravissime anomalie del mondo delle grandi opere.
Ovviamente dovremo aspettare di leggere le motivazioni dei provvedimenti da parte della magistratura, ma il quadro che ormai abbiamo sotto gli occhi è abbastanza chiaro: qui non si tratta di qualche mela marcia – come si affanneranno presto a dire molti esponenti politici – ma di una finestra spalancata su un sistema complessivo di malaffare.
Ercole Incalza non è un dirigente qualunque: capo della Struttura di Missione del Ministero delle Infrastrutture sotto governi di tutti i colori, primo amministratore delegato di TAV S.p.A. che ha introdotto il sistema criminogeno del “general contractor all’italiana” e la spartizione del primo enorme regalo al sistema di grandi imprese parassitarie. Incalza ha presenziato a tutto il sistema delle grandi opere inutili che hanno parassitato parecchie centinaia di miliardi di euro agli Italiani.
Se, come pare, nessun politico è coinvolto nell’inchiesta, è tutta la politica nazionale e locale ad essere chiamata in causa. La magistratura ha svolto il suo compito, quello di scoprire reati commessi; al governo e al parlamento spetterebbe il compito di legiferare perché il sistema criminogeno che è stato messo in opera venisse smantellato.
Il Ministero del Tesoro dovrebbe cominciare a guardare cosa succede dentro le Ferrovie dello Stato, visto che ne controlla il 100% delle azioni: l’amministratore delegato Michele Mario Elia, di fronte alla denuncia del comitato fiorentino dell’esplosione dei costi del Passante, non ha trovato di meglio che minimizzare e affermare il falso dicendo che i cantieri fiorentini sono fermi. I lavori vanno avanti in maniera molto rallentata, ma i costi stanno volando alle stelle in maniera incontrollata davanti alla colpevole cecità della politica locale, nazionale e delle stesse FS.
Il Governo del premier più querulo della storia repubblicana si spera trovi non solo battute di spirito, ma strumenti per smantellare completamente il sistema criminogeno delle infrastrutture e lo stesso decreto sblocca-Italia che è nella scia della “legge obiettivo”, uno dei più fallimentari provvedimenti degli ultimi decenni: le opere concluse sono solo l’8%, mentre il flusso di denaro verso il sistema politico-economico-mafioso si è mantenuto costante e generoso.
Ormai è chiaro a tutti: il sistema di deregulation delle grandi opere non è finalizzato ad una più efficiente realizzazione delle stesse, ma a garantire un generoso finanziamento del sistema parassitario che le gestisce.
Ad una politica seria resterebbe solo una cosa da fare: sabotare questo vergognoso malaffare.

Comitato No Tunnel TAV Firenze

http://www.notavterzovalico.info/2015/03/16/arrestato-incalza-gestione-illecita-grandi-opere-fra-cui-il-terzo-valico/

http://www.notav.info/post/arrestato-incalza-cade-un-pezzo-del-sistema-tav/

http://www.notav.info/post/incalza-e-lillegittimo-utilizzo-della-legge-obiettivo-per-il-mantenimento-dellappalto-del-2005-per-il-tunnel-di-venaus/

http://www.notav.info/post/incalza-uno-degli-imprenditori-arrestati-procuro-lavori-al-figlio-di-lupi/

http://www.radiondadurto.org/2015/03/16/grandi-opere-un-vero-affare-davvero-chi-si-ribella-e-il-criminale/

http://www.radiondadurto.org/2015/03/16/tav-arrestato-ercole-incalza-luono-forte-degli-appalti-pubblici/

 

 

 

VERONA: DOMENICA 22 MARZO PRESIDIO NO TAV A VIN ITALY

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Domenica 22 marzo a Verona davanti ai cancelli del Salone Internazionale del vino ci saranno anche gli attivisti No Tav per ricordare ai visitatori ( ma anche ai vignaioli ) che la ” grande inutile opera” portera’ un danno notevolissimo alla pregiata viticoltura del Basso Garda

Volantino definitivo vinitaly

facebook.com/No-Tav-Verona

facebook.com/cittadini contro il disastro TAV 

facebook.com/Comitato-No-TAV-di-Peschiera-Castelnuovo-Sona-Sommacampagna

Gli attivisti No Tav veronesi si ritroveranno in assemblea lunedi 16 marzo per decidere l’indizione di una nuova passeggiata popolare no tav dopo quella che si è tenuta il 14 febbraio a Peschiera del Garda. Intanto sono gia’ state organizzate due assemblee di incontro con gli espropriati : una il 16 aprile per la zona di Peschiera- Castelnuovo e una il 23 aprile per Sona-Sommacampagna.

Il 25 marzo invece dibattito pubblico a  San Bonifacio con Erasmo Venosi e Marta Vanzetto per iniziare a discutere anche della tratta Verona – Vicenza.

Gli attivisti No Tav della tratta bresciana si ritrovano in assemblea martedi 17 marzo per decidere anch’essi l’indizione di una passeggiata popolare da tenersi in primavera: presumibilmente la scelta questa volta’ sara’ su Calcinato  , paese pesantemente colpito dagli espropri e a due passi da dove potrebbe aprire il primo cantiere ( gia’ finanziato ) della tratta Brescia – Verona.

 

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