passeggiata popolare volantino

Passeggiata popolare NO TAV – San Martino della Battaglia

I Comitati NO TAV Brescia-Verona organizzano per domenica 5 ottobre 2014 una passeggiata popolare a San Martino della Battaglia, una delle terre che verrà segnata dal passaggio dell’alta velocità della tratta Brescia-Verona.
La passeggiata sarà la prima di tante iniziative che vedranno i comitati NO TAV della zona attivi per contrastare il passaggio dell’alta velocità nelle nostre terre, per ricordarci e ricordare a chi ci governa che la nostra terra non è in vendita!

ORE 14:00
RITROVO in Piazza Concordia a San Martino della Battaglia

ORE 14:30
PARTENZA PASSEGGIATA

Percorso previsto: Piazza della Pace (o Concordia), via Unita’ d’Italia, via Colli Storici (SP 13),
via Bonata – localita’ Ortaglia (Torre), via Bonata -localita’ Parantonello, via Bonata – localita’ Armea,
via Morone, via dei Colli Storici, via Unita’ d’Italia, Piazza della Pace (o Concordia)

ORE 18:30
RISTORO E MUSICA in Piazza Concordia a San Martino della Battaglia

A breve vi forniremo maggiori dettagli sull’organizzazione della giornata….

Per maggiori informazioni:

Evento facebook

Pagina facebook NO TAV BRESCIA

Pagina facebook COORDINAMENTO NO TAV BASSO GARDA – COLLINE MORENICHE

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NO ALL’ALTA VELOCITÀ BRESCIA-VERONA: INUTILE, COSTOSA, DANNOSA!

– 2 miliardi e 800 milioni di euro di spesa preventivati per la realizzazione della tratta ferroviaria Alta Velocità Brescia – Verona per un costo al Chilometro di 28,5 milioni di euro.
– Decine di case, cascine e aziende abbattute, decine di famiglie espropriate e sfrattate.
– Intere frazioni e quartieri isolati per anni da cantieri decennali (come a Campagna nel comune di Lonato), che sorgeranno in molti casi a ridosso di siti dal grande valore storico e naturalistico (sito archeologico del Lavagnone, Lago del Frassino, ecc.).
– 2 milioni e 245 mila metri quadrati di suolo agricolo consumati. Tra questi andranno persi per sempre circa 300 ettari (sui 1300 complessivi, circa il 20%) di vigneti del Lugana, con un danno economico stimato attorno a 14 milioni di euro annui.
– Un tunnel di 7 km sotto la cittadina di Lonato che creerà grossi scompensi idrici a questo territorio, interrompendo come una diga il flusso della falda acquifera dalle colline a nord del paese verso la pianura posta a sud (con il rischio che si prosciughino i pozzi per uso agricolo posti a sud della galleria e il conseguente innalzamento della falda a nord)
– Nuove cave per rifornire di ghiaia e sabbia l’opera e (quindi) nuove discariche in cui smaltire le rocce di smarino. Il TAV, uscendo da Brescia, attraverserà la famigerata “necropoli delle discariche”, cioè quella fascia di territorio che dai quartieri di S. Polo e Buffalora arriva a Montichiari, passando per Castenedolo, Mazzano e Calcinato, dove si registra una delle più alte concentrazioni di cave e discariche d’Europa, molte delle quali in attesa da anni di bonifiche mai arrivate.
– Il consorzio Cepav 2, a cui è stata affidata (senza gara d’appalto) la realizzazione dell’opera, è coinvolto, attraverso le ditte che ne fanno parte, in tutti i maggiori scandali recenti riguardanti le grandi opere (Maltauro s.p.a per Expo, Condotte d’acqua s.p.a. per il Mose, ecc.).
– Intanto il trasporto pubblico locale langue in uno stato comatoso dopo continui tagli di corse lungo l’attuale tratta Brescia-Verona, non ultimo il taglio degli 8 treni interregionali veloci Milano-Venezia, utilizzati quotidianamente da oltre 10000 persone.

Tutto questo mentre nessuno riesce ancora a comprendere quali vantaggi porterà quest’infrastruttura, rimasta ferma ad un progetto di oltre 20 anni fa.
Questi potrebbero essere alcuni dei motivi per dire NO alla realizzazione di questa ennesima grande opera inutile. Ma il passaggio del TAV significherà anche la perdita definitiva e inaccettabile di una parte consistente del patrimonio storico-culturale e ambientale del territorio gardesano, già compromesso da anni di gestione dissennata, risorsa inestimabile per riprogettare il territorio in chiave sostenibile e da lasciare a disposizione a tutte le generazioni che verranno.
Per questo motivo vogliamo dar vita ad una passeggiata in uno dei luoghi simbolo del nostro territorio. Per ricordarci e ricordare a chi ci governa che la nostra terra non è in vendita.

FERMARLO E’ POSSIBILE, FERMARLO TOCCA A NOI!

Domenica 5 ottobre 2014 ore 14:00 – Piazza Concordia – Passeggiata popolare No Tav

NON DELEGARE, PARTECIPA!

 

MANIFESTO DELL’EVENTO

passeggiata popolare manifesto

VOLANTINO (fronte)

passeggiata popolare flyer-01

VOLANTINO (retro)

passeggiata popolare flyer-02

Torre con scheletro

NO TAV NO SBLOCCA ITALIA

Torre con scheletro

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (la n.212/2014) il  12 settembre 2014 il decreto legge n.133 meglio conosciuto come “Sblocca Italia”. Quasi quattro miliardi di euro vengono destinati alle grandi ( e inutili come la Brebemi …) opere tra cui la Tav Napoli-Bari, il Terzo Valico,  Brescia-Verona…

Ma è l’impianto generale del decreto che ci deve preoccupare. Un provvedimento che segnala un deciso cambio di fase nelle politiche governative e che promuove un piano complessivo di aggressione ai beni comuni. Oltre al rilancio delle  grandi opere infatti il decreto prevede misure per favorire la dismissione del patrimonio pubblico, l’incenerimento dei rifiuti, nuove perforazioni per la ricerca di idrocarburi e la costruzione di gasdotti, oltre a semplificare e deregolamentare le bonifiche.

Inoltre il  Forum dei Movimenti per l’Acqua, evidenzia la gravità di quelle norme che, celandosi dietro la foglia di fico della mitigazione del dissesto idrogeologico (Capo III, art. 7), mirano di fatto alla privatizzazione del servizio idrico. Infatti, con questo decreto si modifica profondamente la disciplina riguardante la gestione del bene acqua arrivando ad imporre un unico gestore in ciascun ambito territoriale e individuando, sostanzialmente, nelle grandi aziende e multiutilities, di cui diverse già quotate in borsa, i poli aggregativi.

il governo italiano ha inoltre deciso di fare un grosso favore alle compagnie petrolifere, attribuendo alle attività di rigassificazione e trasporto del gas in Italia e in Europa e a quelle di prospezione, ricerca ed estrazione di idrocarburi e stoccaggio sotterraneo del gas, “carattere di interesse strategico […] di pubblica utilità, urgenti e indifferibili”. Infatti, gli articoli 36, 37 e 38 del capo IX riguardante “Misure urgenti in materia di energia”, più di ogni altra norma del settore upstream, sono stati scritti appositamente, ed in maniera stringente, per favorire la categoria. In un colpo solo sono state risolte tutte le paure delle multinazionali del petrolio e del gas: tempi lunghi per l’approvazione dei progetti, impedimenti ed opposizioni dei territori, lentissimo ritorno degli investimenti ed insostenibilità di infrastrutture dai costi elevati e scarsamente redditizi. In sostanza, lo “Sblocca Italia” ha come obiettivo il raddoppio delle estrazioni nazionali di idrocarburi -sulla falsa riga della Strategia energetica nazionale (Sen) varata dal governo Monti-, affermazione del proprio potere decisorio su tutti i progetti energetici considerati strategici – sulla falsa riga della modifica dell’articolo 117 della Costituzione, contenuto nel del Titolo V, oggi impantanatosi tra contrattazioni politiche e possibile incostituzionalità dovuta alla prevista applicazione della clausola di supremazia in esso inserita -, nonché l’aumento delle entrate fiscali dello Stato.

Ma non solo. Il decreto prevede l’esclusione controllata delle royalties dal Patto di Stabilità in cambio dell’aumento delle attività petrolifere.

Il tentativo di svincolare dal Patto di Stabilità interno le royalties incassate dalle regioni dove sono in atto attività di estrazione di idrocarburi è partito dallaRegione Basilicata. Infatti, con Legge Regionale n.17 dell’11 luglio 2014, recante “Misure urgenti concernenti il Patto di Stabilità interno” il governatore lucano, Marcello Pittella, ha perseguito la strada della “sussistenza”, cercando di utilizzare liberamente per la spesa corrente, e senza vincoli, gli introiti petroliferi. Una legge che lo Stato ha deciso di impugnare il 10 settembre 2014 e che il governo Renzi ha pensato di riportare nell’impianto dello “Sblocca Italia” regolamentandola con l’articolo 36 ed a proprio vantaggio.

Se l’articolo 37 dispone misure urgenti per l’approvvigionamento e il trasporto del gas naturale, attribuendo carattere strategico a tutti gasdotti nazionali ed internazionali, come il Tap (Trans adriatic pipeline), localizzati nel nostro Paese -nonché ai porti interessati da opere strettamente collegate allo sviluppo di progetti energetici strategici, come potrebbe essere Taranto con Tempa Rossa-, l’articolo 38 è una vera e propria rivoluzione, accolta positivamente da Federpetroli (Federazione internazionale del settore petrolifero) ed Assomineraria (Associazione mineraria italiana per l’industria mineraria e petrolifera). E non poteva essere altrimenti, perché vengono riportate in capo ai ministeri competenti le autorizzazioni ambientali per le concessioni offshore, mentre per quelle in terraferma si fa riferimento a generiche “intese” -in odore di illegittimità- con le Regioni interessate, tutte in seno ad un titolo concessorio unico (concesso dal ministero dello Sviluppo economico). Per le procedure di Valutazione d’impatto ambientale (Via) relative ad istanze di ricerca, permessi di ricerca e concessioni di coltivazione, invece, la competenza passa al ministero dell’Ambiente e non più alle Regioni. L’obiettivo è snellire il tempo delle autorizzazioni ed evitare impedimenti dai territori.

Lo “Sblocca Italia” libera la Orte-Mestre. Il gioco è tutto in un comma, il secondo dell’articolo 4, che modifica il “decreto del Fare” del 2013 aprendo le porte della “defiscalizzazione” per l’autostrada tra Lazio e Veneto, e garantendo così all’opera benefici per quasi 2 miliardi di euro.

Come se non bastasse il decreto è anche un regalo alle lobby dell’incenerimento dei rifiuti. Secondo il governo di Matteo Renzi, tali impianti “concorrono allo  sviluppo  della raccolta  differenziata  e  al  riciclaggio   mentre   deprimono   il fabbisogno  di  discariche”. Inoltre, specifica l’articolo 35 comma 1 dello “Sblocca Italia”, “tali impianti di   termotrattamento costituiscono infrastrutture e insediamenti strategici di  preminente interesse  nazionale ai fini della tutela della salute e dell’ambiente”. L’obiettivo è quello di ampliare la rete esistente di inceneritori e di utilizzare al massimo della loro capacita’ quelli esistenti.

NO TAV NO SBLOCCA ITALIA.

Partecipiamo in massa alla manifestazione del 5 ottobre.

Ore 14.00 Piazza Concordia San Martino della Battaglia

 

passeggiata popolare manifesto

Autobus dalla Valle Scrivia per la marcia No Tav a San Martino della Battaglia

passeggiata popolare manifesto

I Comitati NO TAV Brescia-Verona organizzano per domenica 5 ottobre 2014 una passeggiata popolare a San Martino della Battaglia, una delle terre che verrà segnata dal passaggio dell’alta velocità della tratta Brescia-Verona. Molte volte gli attivisti bresciani No Tav hanno raggiunto la Valle Scrivia per portare solidarietà alle donne e agli uomini che lottano contro la realizzazione del Terzo Valico. Il 5 ottobre è il giorno giusto in cui andare a rendere una piccola parte della solidarietà che ci è sempre stata dimostrata.

Per questa ragione i comitati della Valle Scrivia organizzano un autobus per raggiungere San Martino della Battaglia. Il costo del viaggio è 20 Euro andata/ritorno e bisogna prenotarsi obbligatoriamente al numero 3393590806.

Orari e percorso dell’autobus:

Arquata Scrivia ore 9 e 30  Piazza Caduti davanti all’edicola

Serravalle Scrivia ore 9 e 45 Piazza Paolo Bosio (piazza del mercato)

Novi Ligure ore 10 Piazza della stazione FS

Pozzolo Formigaro ore 10 e 15 centro commerciale ex Giovi (davanti al distributore di benzina)

Tortona (anche per pontecuronesi) ore 10 e 30 Movicentro (davanti alla stazione FS)

Alessandria ore 10 e 50 Piazza Garibaldi (lato San Paolo)

Il ritorno è previsto con partenza da San Martino della Battaglia alle ore 19

Riportiamo da notavbs.org l’appello di indizione della passeggiata popolare

NO ALL’ALTA VELOCITÀ BRESCIA-VERONA: INUTILE, COSTOSA, DANNOSA!

– 2 miliardi e 800 milioni di euro di spesa preventivati per la realizzazione della tratta ferroviaria Alta Velocità Brescia – Verona per un costo al Chilometro di 28,5 milioni di euro.
– Decine di case, cascine e aziende abbattute, decine di famiglie espropriate e sfrattate.
– Intere frazioni e quartieri isolati per anni da cantieri decennali (come a Campagna nel comune di Lonato), che sorgeranno in molti casi a ridosso di siti dal grande valore storico e naturalistico (sito archeologico del Lavagnone, Lago del Frassino, ecc.).
– 2 milioni e 245 mila metri quadrati di suolo agricolo consumati. Tra questi andranno persi per sempre circa 300 ettari (sui 1300 complessivi, circa il 20%) di vigneti del Lugana, con un danno economico stimato attorno a 14 milioni di euro annui.
– Un tunnel di 7 km sotto la cittadina di Lonato che creerà grossi scompensi idrici a questo territorio, interrompendo come una diga il flusso della falda acquifera dalle colline a nord del paese verso la pianura posta a sud (con il rischio che si prosciughino i pozzi per uso agricolo posti a sud della galleria e il conseguente innalzamento della falda a nord)
– Nuove cave per rifornire di ghiaia e sabbia l’opera e (quindi) nuove discariche in cui smaltire le rocce di smarino. Il TAV, uscendo da Brescia, attraverserà la famigerata “necropoli delle discariche”, cioè quella fascia di territorio che dai quartieri di S. Polo e Buffalora arriva a Montichiari, passando per Castenedolo, Mazzano e Calcinato, dove si registra una delle più alte concentrazioni di cave e discariche d’Europa, molte delle quali in attesa da anni di bonifiche mai arrivate.
– Il consorzio Cepav 2, a cui è stata affidata (senza gara d’appalto) la realizzazione dell’opera, è coinvolto, attraverso le ditte che ne fanno parte, in tutti i maggiori scandali recenti riguardanti le grandi opere (Maltauro s.p.a per Expo, Condotte d’acqua s.p.a. per il Mose, ecc.).
– Intanto il trasporto pubblico locale langue in uno stato comatoso dopo continui tagli di corse lungo l’attuale tratta Brescia-Verona, non ultimo il taglio degli 8 treni interregionali veloci Milano-Venezia, utilizzati quotidianamente da oltre 10000 persone.

Tutto questo mentre nessuno riesce ancora a comprendere quali vantaggi porterà quest’infrastruttura, rimasta ferma ad un progetto di oltre 20 anni fa.
Questi potrebbero essere alcuni dei motivi per dire NO alla realizzazione di questa ennesima grande opera inutile. Ma il passaggio del TAV significherà anche la perdita definitiva e inaccettabile di una parte consistente del patrimonio storico-culturale e ambientale del territorio gardesano, già compromesso da anni di gestione dissennata, risorsa inestimabile per riprogettare il territorio in chiave sostenibile e da lasciare a disposizione a tutte le generazioni che verranno.
Per questo motivo vogliamo dar vita ad una passeggiata in uno dei luoghi simbolo del nostro territorio. Per ricordarci e ricordare a chi ci governa che la nostra terra non è in vendita.

FERMARLO E’ POSSIBILE, FERMARLO TOCCA A NOI!

Domenica 5 ottobre 2014 ore 14:00 – Piazza Concordia – Passeggiata popolare No Tav

NON DELEGARE, PARTECIPA!

http://www.notavterzovalico.info/2014/09/18/autobus-dalla-valle-scrivia-per-la-marcia-no-tav-a-san-martino-della-battaglia/

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montichiari

LUNEDI 22 SETTEMBRE ASSEMBLEA POPOLARE NO TAV A MONTICHIARI

montichiari

Lunedi 22 settembre si tiene a Montichiari la quinta assemblea popolare No Tav  del percorso ” Fermarlo tocca a noi ” verso la manifestazione del 5 ottobre. Appuntamento alle 21 presso la sala ex-biblioteca di via XXV Aprile.

La TAV aumenterà ulteriormente l’antropomorfizzazione di Montichiari. Non resterà più brughiera in quella zona. Gli abitanti che subiranno la pressione maggiore saranno i residenti della località fascia d’oro. Sara’ poi difficile vivere nelle frazioni di Rò , Vighizzolo, S.Giustina, dove si avrà a Nord la TAV , a est le discariche  a Ovest l’aeroporto.

Nell’immagine  sottostante vediamo la probabile biforcazione della linea TAV nel comune di Calcinato.
Dalla biforcazione di Calcinato  ci sarà una bretella che passerà a nord dell’aeroporto d’Annunzio e l’altra linea andrà a Brescia  affinancandosi alla linea storica. La linea entrerà in città. Il passaggio in città sarà costoso in termini di espropi ed abbattimenti d’immobili sia industriali  che residenziali. Molte persone hanno già perso la casa in via Toscana a Brescia.   Stessa devastazione subiranno anche gli immobili dei cittadini di  Calcinato.

 

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In quest’altra immagine possiamo invece vedere dove si posizionerà la linea TAV rispetto al centro storico di Montichiari ed a Vighizzolo.
E’ stata evidenziata anche la futura viabilità stradale in progetto che affiancherà l’aeroporto per congiungersi a nord alla corda molle ed a sud alla strada lenese.

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In questa ultima immagine possiamo invece vedere nel dettaglio il passaggio della lina TAV sul territorio monteclarense.
Il comune di Montichiari sarà attraversato per circa 2,72 Km interessando una area di 43’500 metri quadri.
Pari a circa 11 campi da calcio regolamentari.
Dovranno essere espropiati una parte di edifici industriali e poi abbattuti  per creare la fascia di rispetto alla ferrovia.
Le prime abitazioni residenziali della località fascia d’oro  disterranno circa 350 metri. Con convogli ferroviari a velocità superiori di 200Km/h, gli abitanti  si accorgeranno sicuramente dei transiti sebbene si presumono l’installazione di barriere sonore.

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PRESIDIO INFORMATIVO ALLA FESTA DELL’UVA DI LUGANA DI SIRMIONE

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Week-end di mobilitazione contro il treno ad alta velocità sul Garda. Sabato 13 e domenica 14 settembre i Comitati No Tav Brescia-Verona sono presenti con un banchetto informativo alla Festa dell´uva, a Lugana di Sirmione, dalle 19 alle 23.
«ALTRE DECINE di case, cascine e aziende abbattute, altre decine di famiglie espropriate e sfrattate: intere frazioni e quartieri verranno isolati per anni da cantieri che sorgeranno in molti casi a ridosso di siti dal grande valore storico e naturalistico – osserva il movimento No Tav in una nota -. Più di un milione di metri quadrati di suolo agricolo sarà consumato. Tra questi andranno persi il 20% dei vigneti del Lugana. Persi per sempre. E va messo in preventivo un danno economico stimato attorno ai 14 milioni di euro annui. Un tunnel di 7 chilometri sotto la cittadina di Lonato,  creerà grossi scompensi idrici a questo territorio».
«Intanto – rilevano sempre i No Tav – il nostro trasporto pubblico locale langue in uno stato comatoso dopo continui tagli di corse lungo l´attuale tratta Brescia-Verona, non ultimo il taglio degli 8 treni interregionali veloci Milano-Venezia, utilizzati quotidianamente da oltre diecimila persone. Si tagliano i treni accessibili economicamente a tutti e si costruiscono percorsi e treni costosi e inutili, riservati a pochi». Una scelta che, secondo i No Tav , ricadrà inevitabilmente su tutta la comunità.

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Il programma di attività e iniziative preparate dai comitati proseguira con la passeggiata popolare di domenica 5 ottobre, quando i No Tav partiranno alle ore 14 da Piazza Concordia a San Martino della Battaglia , passeranno davanti alla Torre per poi attraversare il percorso dei vigneti del Lugana e dare informazioni alle abitazioni nei luoghi interessati al passaggio della TAV.

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manifestopersito

MERCOLEDI 10 SETTEMBRE GIORNATA DI RESISTENZA AGLI ESPROPRI

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Come già abbondantemente annunciato nei giorni scorsi mercoledì 10 settembre il Cociv vorrebbe espropriare il terreno su cui sorge parte del Presidio No Tav – Terzo Valico di Radimero ad Arquata e il terreno a Serravalle, nel bosco di Moriassi, del “nostro” Sandro (nella foto di copertina con il suo ombrello ad una manifestazione in Valsusa), recentemente mancato all’affetto dei suoi cari e di tutti i militanti No Tav – Terzo Valico. L’ennesima prova di forza da parte del consorzio e della classe poltica che sostiene la realizzazione del Terzo Valico, un’opera inutile, devastante per l’ambiente e pericolosa per la salute di tutti i cittadini.

I comitati di Arquata e Serravalle insieme al movimento tutto hanno deciso ancora una volta di resistere all’esecuzione degli espropri. Lo si farà con le stesse modalità di resistenza utilizzatenella giornata del 30 luglio con qualche accorgimento in più figlio dell’esperienza accumulata in quella giornata. Sarà quindi una resistenza pacifica e molto determinata nell’impedire che i tecnici del Cociv possano raggiungere le aree a rischio esproprio. Una modalità che ha permesso la crescita del consenso intorno alle ragioni del movimento e che ha determinato la grande risposta della fiaccolata del 3 agosto ad Arquata dopo le cariche e i lanci di lacrimogeni al gas CS da parte delle forze dell’ordine.

Per accogliere tutti i solidali non residenti in Valle Scrivia che vorranno raggiungere Arquata per aiutare la legittima resistenza del Movimento No Tav – Terzo Valico verrà allestito a partire dalle ore 18 di martedì 9 settembre un campeggio libero presso il Presidio No Tav – Terzo Valico di Radimero ad Arquata. Occorre portarsi la tenda, un sacco a pelo, una torcia e preferibilmente scarponi.

L’appuntamento mercoledì 10 settembre è per tutti alle ore 6 puntuali presso il piazzale delle Vaie di Arquata per poi formare tutti i blocchi necessari ad impedire che gli espropri vengano eseguiti.

Qui si può scaricare il manifesto/volantino della giornata e chiediamo a tutti di diffonderlo coi mezzi ritenuti più opportuni. Alla festa di Novi del 30 e 31 agosto e presso i comitati si può trovare già stampato in formato A5 e A3.

Qui si può scaricare una piantina dei luoghi interessati dagli espropri del 10 settembre. La cartina già stampata si può trovare sul retro del volantino A5.

La terra non si espropria, la dignità non si compra.

http://www.notavterzovalico.info/

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PROGRAMMA CAMPEGGIO VENAUS 1/7 SETTEMBRE 2014

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Come preannunciato alcune settimane fa il Movimento No Tav invita tutti e tutte ad una settimana di mobilitazione dal 1 al 7 settembre per concludere insieme l’estate di lotta.

Per l’occasione il campeggio di Venaus garantirà la possibilità di sistemarsi con le tende e l’accoglienza tipica delle nostre valli e del nostro stare insieme.

Una settimana di mobilitazione questa che vedrà tutti, dagli studenti ai “meno giovani” della  Valle, impegnati in diverse iniziative di lotta, culturali e di dibattito.

Lanciamo quindi un appello a tutti coloro che vorranno e potranno esserci, per costruire insieme un altro pezzo di questa storia contro chi devasta i territori e impoverisce le nostre vite.

Ci vediamo a settembre No Tav!

Qui di seguito pubblichiamo una bozza del programma che è ancora in fase di aggiornamento e col passare dei giorni sarà meglio specificato e completato:

LUNEDì 1/09

h. 16.00 assemblea di apertura campeggio studentesco
h. 22.00 concerto
MARTEDì 2/09
h. 10.00 volantinaggio mercato di Susa e iniziativa di lotta in paese
h. 21.30 assemblea “Intercettazioni e difesa della privacy” pillole di paranoia, a cura di autistici, introduzione 
ai meccanismi di intercettazione e difesa.
MERCOLEDì 3/09
h. 6.00 colazione over 50 ai cancelli della centrale di Chiomonte
h.10.30 assemblea Studaut
h.13.00 pranzo ai cancelli di Chiomonte (per gli studenti)
h. 21.30 dj set
GIOVEDì 4/09
h. 10.30 Assemblea lotte territoriali
h. 21.30 proiezione video “Fermarci è impossibile”
h. 23.00 dj set da Fano No Tav
VENERDì 5/09
h. 10.30 assemblea di chiusura campeggio studentesco
h. 15.00 tornei
h. 22.00 spettacolo teatrale a cura degli Interezza. A seguire dj set musicale.
SABATO 6/09
h. 14-18 “Rugby per tutti” (rugby di base per bimbi e per chiunque voglia provare)
h. 18.30-19.30 presentazione del torneo
h. 21.00 passeggiata notturna al cantiere.  Musica al presidio a cura degli amici del rugby
DOMENICA 7/09
h. 9.00/14.00 torneo di rugby
h. 14.00/16.30 premiazioni
h. 17.00 assemblea chiusura settimana di mobilitazione
Partecipera’ anche una delegazione di No Tav Brescia
valesale

In diretta dal palco di ‪#‎festaradio‬… 

valesale
“Due anni fa, alcuni cittadini bresciani salirono su questo palco denunciando e ricordando a tutti che il TAV riguarda anche Brescia e i bresciani. Si parlava allora della tratta Treviglio-Brescia. Due anni fa si parlava di case espropriate che sarebbero state abbattute, giardini espropriati che sarebbero stati distrutti, ricordi di tante vite vissute che sarebbero stati cancellati per sempre. Ecco, oggi, due anni dopo, queste case, giardini e ricordi non esistono più! 
Il TAV, il treno ad alta velocità che secondo lo Stato dovrebbe risolvere i nostri problemi di trasporto, è arrivato a Brescia con il suo carico di distruzione. Il TAV non ha coscienza, spazza via tutto senza chiedere il permesso a nessuno, distrugge, mentre il trasporto pubblico per i cittadini, quello vero, quello che serve, viene ridimensionato e i pendolari vengono assiepati in treni sempre meno frequenti e sempre più obsoleti. 
Il TAV non si ferma a Brescia: più di 2 miliardi di euro preventivati per la realizzazione della nuova tratta ferroviaria Brescia – Verona, più di 28 milioni di euro al km. Ripeto, 28 milioni di euro per km!
Altre decine di case, cascine e aziende abbattute, altre decine di famiglie espropriate e sfrattate. Intere frazioni e quartieri verranno isolati per anni da cantieri che sorgeranno in molti casi a ridosso di siti dal grande valore storico e naturalistico. Più di 1 milione di kilometri quadrati di suolo agricolo consumati. Tra questi andranno persi per sempre circa il 20% dei vigneti del Lugana, con un danno economico stimato attorno a 14 milioni di euro annui. Un tunnel di 7km sotto la cittadina di Lonato creerà grossi scompensi idrici a questo territorio.
L’alta velocità, uscendo da Brescia, attraverserà inoltre la famigerata “necropoli delle discariche”, cioè quella fascia di territorio che dai quartieri di S. Polo e Buffalora arriva a Montichiari, passando per Castenedolo, Mazzano e Calcinato, dove si registra una delle più alte concentrazioni di cave e discariche d’Europa, molte delle quali in attesa da anni di bonifiche mai arrivate.
Sapete chi si occupa di questi lavori? Il consorzio Cepav 2, a cui è stata affidata la realizzazione dell’opera, senza gara d’appalto, ricordiamolo, è lo stesso coinvolto, attraverso le ditte che ne fanno parte, in tutti i maggiori scandali recenti riguardanti le grandi opere (Maltauro s.p.a per Expo a Milano, Condotte d’acqua s.p.a. per il Mose a Venezia).
Intanto il nostro trasporto pubblico locale langue in uno stato comatoso dopo continui tagli di corse lungo l’attuale tratta Brescia-Verona, non ultimo il taglio degli 8 treni interregionali veloci Milano-Venezia, utilizzati quotidianamente da oltre 10000 persone. Si tagliano i treni accessibili economicamente a tutti e si costruiscono treni costosi e inutili per pochi.
Il TAV è a Brescia ora, e vorrebbe uscire dalla nostra città. E’ compito nostro far si che questo NON accada. FERMARLO TOCCA A NOI, e possiamo e dobbiamo farcela!
Per questo motivo da due anni il gruppo NO TAV BRESCIA lavora sul territorio per informare, monitorare i lavori e creare una forte opposizione. Insieme ai comitati di Brescia, del Basso Garda e di Verona vogliamo dar vita ad lotta unita di contrapposizione a questa inutile e dannosa opera. Lunedi 1 settembre a Calcinato ci riuniremo in un’ assemblea pubblica per portare avanti questa opposizione. Domenica 5 ottobre invece faremo una passeggiata nelle terre del Lugana che, se non ci impegniamo a fermare il Tav, scompariranno per sempre. Due iniziative per ricordarci e ricordare a chi ci governa, che la NOSTRA TERRA non è in vendita!!”. 
Vi invitiamo a partecipare, ad informarvi ed informare.
Per maggiori informazioni passate al nostro banchetto informativo che trovate qui tutti i giorni in festa a fianco dell’ ‪#‎ENoTav‬ e ‪#‎Barrio47‬ e visitare il nostro sito internet www.notavbs.org