Notificato il ricorso al TAR contro il TAV Brescia-Verona: non staremo di certo a guardare, fermarlo tocca a noi con ogni strada possibile!

Il Coordinamento No Tav Brescia-Verona ha promosso un ricorso al Tar collettivo impugnando il decreto n. 50 del 22/02/2016. Questa azione collettiva ha avuto l’adesione, oltre che del Coordinamento No Tav Brescia-Verona, di più di 50 soggetti tra Associazioni, Aziende, Privati Cittadini ed Enti Religiosi aventi sede nazionale o nei comuni bresciani e veronesi interessati.

Le Associazioni aderenti sono: Comitato Cittadini di Calcinato, Comitato Castelnuovo Futura, Comitato Parco delle Colline Moreniche del Garda, Legambiente Onlus – associazione nazionale, Medicina Democratica-movimento di lotta per la salute onlus, Consorzio delle Colline Moreniche del Garda, Terra Viva Verona.

Ha aderito tra gli enti locali il Comune di Medole e tra i soggetti a carattere religioso l’Istituto Don Calabria di Verona.

Inoltre, hanno aderito cinque parlamentari del Movimento Cinque Stelle che hanno trasferito il proprio ufficio parlamentare presso la casa di un espropriando di Calcinato: Vito Crimi, Tatiana Basilio, Ferdinando Alberti, Claudio Cominardi, Girgis Sorial.

Con il decreto n. 50 del 22/02/2016 il Ministero dell’Ambiente ha determinato la positiva conclusione dell’istruttoria di verifica di ottemperanza del progetto definitivo del lotto funzionale Brescia – Verona della linea AV/AC tratto Milano – Verona alle prescrizioni poste con il progetto preliminare approvato dal CIPE con delibera n. 120/2003. In sostanza, il Ministero ha dato il via libera al CIPE per l’approvazione del progetto definitivo e per la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera che consentirà l’espropriazione delle aree interessate dal tracciato. Il decreto n. 50/2016, pur rappresentando un atto inserito nel procedimento che si concluderà con l’approvazione del progetto definitivo, ha una sua autonomia e può essere impugnato davanti al Giudice Amministrativo.

Il decreto 50/2016 presenta gravi vizi e lacune che si possono far valere in sede processuale e come Coordinamento No Tav Brescia-Verona riteniamo che ogni azione legale vada intrapresa per tentare di fermare un’opera che non presenta alcuna utilità per il nostro territorio e che creerà gravi danni all’economia locale, al turismo e alla vita quotidiana di tutti gli abitanti.

I vizi sollevati con il ricorso sono, in estrema sintesi, i seguenti:

1) violazione dei trattati europei in materia di appalti: libertà di stabilimento, libera prestazione di servizi, divieto di restrizioni del movimento di capitali;

2) richiesta di rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia della Comunità Europea per violazione delle norme sull’affidamento dei lavori pubblici;

3) mancata o tardiva sottoposizione del piano generale dei trasporti e quindi del progetto alta velocità alla Valutazione di Impatto Ambientale (VAS);

4) assenza, nella Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), della valutazione dell’opzione zero (utilizzare, migliorandola, la struttura ferroviara esistente) o di opzioni alternative;

5) mancata conformità del progetto definitivo a numerose prescrizioni del CIPE imposte con il progetto preliminare approvato nel 2003;

6) compromissione del Laghetto del Frassino, oasi naturalistica di elevata importanza e sito UNESCO, il quale rischia il prosciugamento a causa dei lavori in galleria.

7) mancata analisi dei rapporti costi-benefici;

8) richiesta di dichiarare costituzionalmente illegittimo il decreto legge n. 133/2008 (decreto Berlusconi che ha revocato la revoca delle concessioni ai general contractors disposta dal governo Prodi);

9) mancata valutazione delle prescrizioni imposte dalla Commissione VIA (valutazione impatto ambientale);

10) nullità del contratto intercorrente tra Rete Ferroviaria Italiana e general contractor per contrarietà a norme imperative, quali sono le norme sull’affidamento mediante gara d’appalto.

Anche sette Comuni ed il Consorzio del Lugana hanno depositato ricorso al Tar impugnando lo stesso provvedimento.
Riteniamo che ciò sia avvenuto anche grazie alla positiva spinta dei movimenti No Tav che da anni svolgono attività informativa sui nostri territori.
Pensiamo sia vergognoso che la stragrande maggioranza dei comuni bresciani non abbia fatto lo stesso: sarà impossibile per loro dimostrare ai propri cittadini che hanno fatto tutto il possibile per difendere le loro comunità locali e questo noi glielo ricorderemo puntualmente.

Riteniamo inoltre che, al di là del risultato giuridico di questo ricorso, che sappiamo essere esposto a pressioni politiche ed economiche fortissime, debba essere considerato l’enorme risultato politico: per la prima volta si è creato un fronte comune compatto di enti locali, consorzi, associazioni e privati che HANNO DETTO UN CHIARO NO a quest’opera inutile, devastante e costosissima.

Un treno definito ad “alta velocità” quando sappiamo benissimo che per questioni meramente tecniche non raggiungerà mai i 300 chilometri orari (per distanze brevi tra una stazione e l’altra e tempi insufficienti di accelerazione e frenata); quando sappiamo benissimo che l’Unione Europea (v. direttiva europea per l’alta velocità), non ci ha mai imposto l’alta velocità e che il corridoio ferroviario richiesto C’E’ GIA’ ed è la linea storica esistente la quale, con un adeguamento tecnologico (Sistema Controllo Marcia Treno SCMT) potrebbe supportare fino a 130-150 treni in più e sulla quale GIA’ VIAGGIANO la Freccia Rossa e Italo.

Il Ministro Delrio, ieri in tour nel bresciano, ha dichiarato che i cantieri partiranno entro il 2016. Lo dichiarò anche il suo predecessore Lupi, che dovevano partire nel 2014, e sappiamo com’è andata a finire. Noi, contestandolo in due presidi, a Padenghe e a Castenedolo, gli abbiamo ribadito la nostra contrarietà. Gli abbiamo consegnato anche una copia del ricorso, chiedendogli di valutare se sia sensato continuare su questa strada quando la comunità locale è fortemente contraria. Se vuole riprendere il dialogo con la comunità locale, come ci ha detto, lo deve fare partendo dall’opzione zero, mai valutata nell’iter procedurale, non dall’obbiettivo di ridurre l’impatto di questo progetto, obbiettivo impossibile, salvo che i treni non si mettano a volare.

Noi di certo non staremo a guardare mentre distruggeranno il nostro già martoriato territorio.
Continueremo le nostre attività informative, di piazza e legali, guardando in quest’ultimo caso all’Europa.

Arrivederci alla prossima puntata, ministro!
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Perchè siamo qui? Per cambiare le cose! – intervento di apertura del corteo BASTA VELENI..

Buongiorno a tutti e tutte e benvenuti a questa grande manifestazione per dire insieme BASTA VELENI nella nostra città e provincia.

Sappiamo tutti di vivere in territori gravemente malati, in cui ci ammala e si muore per l’inquinamento. Questa  stessa provincia è stata in silenzio per anni lasciando spazio all’industrializzazione selvaggia che ha portato allo scenario spaventoso in cui ci ritroviamo a vivere oggi. In nome del lavoro e del profitto, tutto è stato lecito, e oggi ne paghiamo le conseguenze.

La marcia di oggi nasce dall’esigenza di tante persone, persone attive in diverse lotte a favore dell’ambiente e della salute nella nostra provincia, stufe di sentire minimizzare l’emergenza ambientale, e soprattutto stufe di delegare a chi svende per meri profitti la nostra terra e la nostra salute.

Unendoci e confrontando le varie esperienze è risultato ancora più chiaro a tutti che bisogna fare qualcosa per cambiare le cose: non c’è più tempo di aspettare, è giunto il momento di agire.

Non si può continuare ad accettare che ci venga detto che i soldi per le bonifiche e il risanamento ambientale non ci sono, mentre per gli investenti in grandi opere inutili, utili solamente ad arricchire appalti mafiosi ed interrare rifiuti, il TAV o BRE.BE.MI ne sono esempi, ci sono stati e ci vorrebbero essere. Questi soldi sono pubblici, quindi di tutti e tutte noi. Questi soldi dovrebbero essere investiti per opere che servono al nostro territorio. Ci servono le bonifiche, ci servono scuole e infrastrutture sicure ed efficienti….

E’ sotto gli occhi di tutti il quotidiano saccheggio delle risorse naturali del territorio bresciano, aria, terra e acqua sono inquinate: trivellazioni per la ricerca di idrocarburi, fiumi inquinati con morie di pesci continue, impianti di stoccaggio per il gas, nuove cave e discariche, centrali a biomasse, un inceneritore che ogni giorno attira rifiuti speciali da tutta Italia.

PER NOI E’ ORA DI DIRE BASTA!

Oggi marceremo per le strade di Brescia per rivendicare il diritto alla salute e al futuro che ci vengono negati dall’inquinamento e da un modello economico che mette il profitto davanti a tutto. Oggi marceremo non solo per chi c’è, ma anche per chi oggi ha deciso che non era importante, perché il diritto alla salute è di tutti. Oggi marceremo per noi  e per chi ci sarà perché è nostro dovere lasciare una terra sana in cui vivere alle generazioni future, ai nostri figli.

Oggi scendiamo in piazza anche:

– per pretendere una moratoria che blocchi nuove cave e nuove discariche

– per ottenere una drastica riduzione delle emissioni, e smetterla di sentirci dire che portare a passeggio cani e bambini o fare sport all’aperto non ci fa bene, che a volte è meglio chiudere le finestre di casa perché la nostra aria è malata

–  per ribadire la nostra contrarietà a progetti inutili (Tav Brescia-Verona, autostrada della Valtrompia) che distruggono il territorio e saranno un debito economico e paesaggistico gravissimo per la generazioni future,

– per abbandonare le logiche energetiche del secolo scorso legate all’incenerimento rifiuti e agli stoccaggi di gas nella bassa bresciana. L’inceneritore non fa sparire i rifiuti, li rendere rifiuti ancora più pericolosi che entrano nella nostra aria, nella nostra terra, nella nostra acqua..

Come facciamo a dire che non siamo tutti interessati? Tutti viviamo su questa terra, ne mangiamo i prodotti, ne respiriamo l’aria, ne beviamo e usiamo l’acqua. L’inquinamento non risparmia nessuno, riguarda tutti!

Oggi siamo qui infine per denunciare le responsabilità di chi ha governato il nostro territorio negli ultimi decenni, mettendo in secondo piano la nostra salute e il nostro futuro. Non si sentano assolti a tal proposito alcuni degli amministratori che oggi sono scesi in piazza, le cui contraddizioni in materia di ambiente, salute e futuro sono troppe e che per anni il loro silenzio è costato e costa tutt’oggi malattie e morte.

Potremmo parlare per ore di tutti i problemi della nostra provincia ma ci sono state e ci saranno tante occasioni per farlo…oggi Basta Veleni vuole essere un punto d’inizio per tutte quelle persone che hanno a cuore il futuro di questa provincia, con la consapevolezza che sarà un percorso lungo e difficile, che ha bisogno della partecipazione e della voglia di lottare di ognuno di noi.

Per cui buona manifestazione a tutti e tutte e che ognuno si porti a casa un pezzettino di entusiasmo che speriamo essere in grado di trasmettervi.. e come ci insegnano i Macognari: NOI SIAMO PIU’ FORTI DI CHI CI VUOLE MORTI!

INFORMAZIONI UTILI PER IL CORTEO BASTA VELENI DI DOMANI: VI ASPETTIAMO NELLO SPEZZONE NO TAV!

Tutte le informazioni per IL CORTEO BASTA VELENI  di domani le trovate qui! #versoil10aprile #bastaveleni

VI ASPETTIAMO NELLO SPEZZONE NO TAV!

– PARTENZE COLLETTIVE
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RITARDI NELLA TREVIGLIO-BRESCIA: IMMAGINATE IN PROPORZIONE COSA SARA’ PER LA BRESCIA-VERONA

Di oggi la notizia apparsa sul Giornale di Brescia per cui secondo il cronogramma ufficiale via Corsica, una delle arterie principali della nostra città, che avrebbe dovuto riaprire lunedì scorso, 4 aprile, in realtà resterà chiusa fino al prossimo autunno.

Colpa dei cantieri Tav e ora per la riapertura di via Corsica si parla di novembre 2016.

Questo vorrà dire tra le tante cose ancora disagi per il traffico e per le attività economiche limitrofe, già enormemente penalizzate  da questi cantieri.

E se per un’opera così piccola come la Treviglio-Brescia ci sono stati tutti questi problemi e ritardi, ricordando che era interamente finanziata, cosa potremmo auspicarci dalla costruzione di una possibile Brescia-Verona? Dai 7 anni preventivati di cantieri, quanti ne aggiungeranno di ritardi?

Considerando che si vorrebbe costruire un opera su un progetto vecchio di più di 20 anni, senza valutazione d’impatto ambientale, senza prendere seriamente in considerazioni i danni che porteranno i lavori, come le conseguenze delle vibrazioni sul Monastero del Frassino o i danni idrici per la costruzione del tunnel di Lonato per citarne alcuni.
Ma sopratutto considerando che ad oggi l’opera è stata finanziata in minima parte e considerando il periodo di crisi, per cui i soldi non ci sono, rischieremmo di trovarci deturpato  il nostro territorio per un l’inizio di un’opera che non vedrà mai la fine e che è già “vecchia” ancora prima di partire. E’ questo che vogliamo per il nostro territorio?

Noi diciamo NO ed è anche per questo motivo che domenica scenderemo in piazza a Brescia insieme ad altre decine di comitati che si occupano di difesa del territorio e della salute per dire BASTA VELENI, per dire basta alle grandi opere inutili e imposte, perchè il nostro territorio ha bisogno di altro, bonifiche in primis!

Vi aspettiamo nello spezzone NO TAV attrezzati per essere visibili e colorati con bandiere e cartelli!

Appuntamenti per le partenze collettive dalla provincia verso la manifestazione Basta Veleni del 10 aprile a Brescia – articolo in aggiornamento

MILANO – treno
appuntamento alla stazione di Lambrate ore 11.30
https://www.facebook.com/events/1598855553769546/

DESENZANO – treno
appuntamento alla stazione di Desenzano ore 13.45
https://www.facebook.com/events/698372573638894/

CALCINATO – auto & metropolitana
Partenza con auto proprie dalle scuole elementari di Calcinatello ore 13.30, lasciando le auto alla fermata metro di Sant’Eufemia

LONATO – pullman (da prenotare gratis)
partenza alle 13:30 dal piazzale della chiesa di Castel Venzago fraz. di Lonato

PARTECIPAZIONE ALLA MARCIA DEL 10 APRILE A BRESCIA – “BASTA VELENI”

BORGOSATOLLO – bicicletta
partenza da piazza Castello alle 13.30

MONTICHIARI – pullman (da prenotare gratis)
partenza prevista alle ore 13.30 davanti alle poste e il ritorno da Brescia alle ore 17.30
PRENOTAZIONI AL N. 334/7150693 o all’evento
https://www.facebook.com/events/801516783312946/

TRAVAGLIATO – pullman (fino a esaurimento posti)
(gli altri proseguiranno con delle macchinate insieme)
ORE 13:00 parcheggio nuovo Polo dell’Infanzia (ASILO PARROCCHIALE) via del Gabaneto 1

BERLINGO – pullman (da prenotare gratis)
partenza da Berlingo piazzale scuole medie alle ore 13,25.
Per chi fosse interessato può chiamare il 3393356265 .

VISANO – treno
Si parte con il treno delle 13.39

GHEDI – treno
partenza da Ghedi alle 13.45

(articolo in aggiornamento…)

 

 

4/4 – ORE 20:00 -PRESIDIO E ASSEMBLEA DAVANTI ALL’INCENERITORE DI BRESCIA #VERSOIL10APRILE

Lunedì sera dalle 20.00 si terrà un presidio con un’assemblea pubblica in cui si parlerà dell’inceneritore di Brescia; siete tutti invitati ad intervenire e portare il vostro contributo.

Anche questo evento è una tappa del percorso che ci porterà alla grande manifestazione del 10 Aprile in cui cammineremo per le vie della nostra città per dire tutti insieme: BASTA VELENI!

NON DELEGARE, PARTECIPA e porta quello che vuoi trovare da condividere insieme…cibo, bevande, ecc.

Vi aspettiamo numerosi!

LINK DELL’EVENTO DI LUNEDI: https://www.facebook.com/events/1062334580496061/
Link della manifestazione del 10 aprile: https://www.facebook.com/events/190585431302368/

inceneritori

8/04 Dibattito su TAV, discariche e inceneritore a Brescia verso il 10 aprile @ CSA Magazzino 47

VENERDÌ 8 APRILE 2016
CSA MAGAZZINO 47 – via industriale, Bs
Dibattito su TAV, discariche e inceneritore a Brescia verso il corteo del 10 aprile #bastaveleni

Il 10 aprile a Brescia più di 44 comitati ambientalisti scenderanno in piazza per dire un chiaro NO all’uso scellerato e distruttivo del nostro territorio e della nostra salute nella piattaforma di #bastaveleni.
Anche il CSA Magazzino 47 ha deciso di sostenere questa iniziativa organizzando un incontro informativo l’8 Aprile dalle ore 19 presso l’enolibreria del CSA Magazzino 47 per parlare e discutere delle condizioni di salute della nostra città e delle mille criticità ambientali che la affliggono. Un territorio il nostro pesantemente colpito dalle logiche di sfruttamento e devastazione del neoliberismo i cui veleni e le scorie della produzione capitalista poi ricadono sulla popolazione che dopo essere stata consumata dalle pessime condizioni di lavoro si ritrova poi a morire a causa dei veleni propagati in nome del profitto.
Nel dibattito ci si confronterà con Gianluca Cuc di Rifiuti Zero che ci parlerà dell’inceneritore di Brescia e i suoi effetti, con il comitato NO Macogna riguardo alle discariche ed alla loro esperienza di lotta e con Roberto Saleri del Coordinamento dei Comitati NO TAV Brescia-Verona che invece ci parlerà delle grandi opere inutili, dannose e costose che vogliono imporci sulle nostre teste.

Link dell’evento: https://www.facebook.com/events/1698658143685032/

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TRENTINO – Un buon risultato del movimento NO TAV: la Landservice rinuncia ai carotaggi

La Landservice di Bolzano stava collaborando al progetto del TAV in Trentino. Una sua trivella era stata bloccata per tre giorni e tre notti nell’ottobre 2014 dai no tav e dalla popolazione di Marco di Rovereto. A parte due eseguiti di nascosto, gli altri cinque carotaggi erano stati sospesi grazie alla mobilitazione.

Il 27 ottobre scorso, una trivella della stessa ditta è stata portata di nascosto e scortata dalla Celere a sud di Trento (alle Novaline, sopra Mattarello) per riprendere i carotaggi funzionali alla nuova ferrovia del Brennero.

Sia il 28 ottobre, sia il 7 novembre la trivella è stata di nuovo bloccata, con alcuni no tav che vi si sono arrampicati sopra per tutta la giornata.

A difendere la trivella c’erano i reparti antisommossa di carabinieri e polizia, che il 7 novembre hanno manganellato, ferito e gasato decine di manifestanti. La Landservice, perseverando in questi lavori, era corresponsabile sia delle devastazioni previste dal TAV sia delle violenze della polizia.

Nel novembre 2015, a Bolzano, si era tenuto un presidio davanti alla sede legale della Lanservice per dire: ritirati dai lavori del TAV!

Oggi siamo venuti a sapere che la Landservice si è ritirata dall’appalto per i carotaggi funzionali al TAV (per i danni economici subiti e per la pericolosità dei lavori). Non credendo agli imprenditori illuminati sulla via di Damasco, per noi questo è il risultato della mobilitazione no tav. I blocchi della trivella, a Marco nell’ottobre 2014 come alle Novaline nell’ottobre-novembre 2015, hanno rappresentato dei passaggi importanti, sia dal punto di vista pratico sia da quello comunicativo. Dopo il presidio di tre giorni e tre notti a Marco, la partecipazione all’acquisto collettivo del terreno no tav di Acquaviva è più che raddoppiata in due settimana; dopo i blocchi della trivella alle Novaline, sia la fiaccolata di Mattarello sia il corteo del 14 novembre a Trento hanno avuto una composizione, un’intensità e un entusiasmo che derivavano proprio dall’elemento vivo della lotta. Nel silenzio in cui i promotori dell’opera vorrebbero tenere confinata la questione del TAV, la lotta popolare – in cui ognuno mette quello che si sente e che può – crea dibattito, sbugiarda la controparte e soprattutto alimenta la fiducia in ciò che si può fare insieme, dal basso.

Un movimento, se vuole essere un movimento di lotta e non semplicemente di opinione, non deve mai staccarsi dalla materialità del progetto che dichiara di voler impedire. Il TAV è fatto di decisioni politiche, di propaganda mediatica, di soldi pubblici; ma è fatto anche di ditte costruttrici, trivelle, recinzioni, cemento e tondini; è fatto di banche che lo finanziano (come la Sparkasse con il tunnel di base del Brennero) e di poliziotti che lo difendono. Concentrarsi solo su alcuni aspetti (quelli più comodi o più spettacolari) è un errore.

Sbugiardare le menzogne di un Rossi, di un Gilmozzi o di un De Col è necessario (l’abbiamo fatto per anni e continueremo a farlo); ma gli interessi in ballo sono troppo grandi perché possiamo essere così ingenui da pensare di convincere i promotori con i ragionamenti, i dati o il buon senso. Lorsignori possono anche sentirsi onnipotenti, ma non è così. Senza le ditte che eseguono i lavori (compresi quelli preliminari come i carotaggi), i discorsi istituzionali restano parole al vento. E infatti le “tregue” (cambi di progettazione, sospensione dei carotaggi) il movimento le ha conquistate sul campo, non certo per gentile concessione.

Una ditta che si ritira è dunque cosa buona a cui dare il massimo di pubblicità (non a caso la controparte ha taciuto la notizia riguardante la Landservice).

La strada è ancora lunga, ma ci sembra quella giusta. Lo abbiamo detto, scritto e urlato: la gente come noi non molla mai.

Besenello, 14 marzo 2016

assemblea dei comitati no tav del Trentino

1° aprile – DIFENDIAMO LA CASA COMUNE – Dall’enciclica Laudato sii di Papa Francesco alle nocività ambientali di Brescia e provincia

Venerdì 1 aprile presso l’oratorio Santa Maria in Silva a Brescia, in via Sardegna 24, alle ore 20:45 il tavolo di lavoro Basta Veleni organizza una serata informativa in vista della manifestazione del 10 aprile a Brescia.

DIFENDIAMO LA CASA COMUNE
Dall’enciclica Laudato sii di Papa Francesco alle nocività ambientali di Brescia e provincia

Interverranno:
* Don Fabio Corazzina
* Comitato Cittadini Calcinato (ARIA)
* Comitato Ambiente Brescia Sud (ACQUA)
* Comitato No Triv Lombardia (TRIVELLAZIONI)
con l’intervento di Pietro Dammarco, autore del libro “Trivelle d’Italia” VERSO IL REFERENDUM DEL 17 APRILE
* Coordinamento No Tav Brescia-Verona (TERRA)

Durante la serata verranno letti alcuni passi dell’enciclica Laudato sii di Papa Francesco, l’enciclica sull’ambiente dove si spiega di come il ritmo di consumo, di spreco e di alterazione dell’ambiente abbia superato le possibilità del pianeta in maniera tale che lo stile di vita attuale, essendo insostenibile, può sfociare solamente in catastrofi, come di fatto sta già avvenendo periodicamente in diverse regioni.

Tra le tante cose si parla anche dei mezzi pubblici che devono costituire un servizio, non possono risolversi in un trattamento indegno delle persone a causa dell’affollamento, della scomodità o della scarsa frequenza dei servizi e dell’insicurezza.

Si parla anche di acqua potabile e pulita che rappresenta una questione di primaria importanza, perché è indispensabile per la vita umana e per sostenere gli ecosistemi terrestri e acquatici. In realtà, l’accesso all’acqua potabile e sicura dovrebbe essere un diritto umano essenziale.

Inoltre emerge che, quando compaiono eventuali rischi per l’ambiente che interessano il bene comune presente e futuro, questa situazione richieda che le decisioni siano basate su un confronto tra rischi e benefici ipotizzabili per ogni possibile scelta alternativa; questo vale soprattutto se un progetto può causare un incremento nello sfruttamento delle risorse naturali, nelle emissioni e nelle scorie, nella produzione di rifiuti, oppure un mutamento significativo nel paesaggio, nell’habitat di specie protette o in uno spazio pubblico. La cultura consumistica, che dà priorità al breve termine e all’interesse privato, può favorire pratiche troppo rapide o consentire l’occultamento dell’informazione.

Ma dobbiamo anche ricordare che quando si analizza l’impatto ambientale di qualche iniziative economica, si è soliti considerare gli effetti sul suolo, sull’acqua e sull’aria, ma non sempre si include uno studio attento dell’impatto sulla biodiversità, come se la perdita di alcune specie o di gruppi animali o vegetali fosse qualcosa di poco rilevante.

Ma quello che infine conta è che l’educazione alla responsabilità ambientale può incoraggiare vari comportamenti che hanno un’incidenza diretta e importante nella cura per l’ambiente, come evitare l’uso di materiale plastico o di carta, ridurre il consumo di acqua, differenziare i rifiuti, cucinare solo quanto ragionevolmente si potrà mangiare, trattare con cura gli altri esseri viventi, utilizzare il trasporto pubblico o condividere un medesimo veicolo tra varie persone, piantare alberi, spegnere le luci inutili.

Non bisogna pensare che questi sforzi non cambieranno il mondo. La crisi ecologica è un appello a una profonda conversione interiore.
La sobrietà, vissuta con libertà e consapevolezza, è liberante. Non è meno vita, non è bassa intensità, ma tutto il contrario.

Si può aver bisogno di poco e vivere molto.

VI ASPETTIAMO NUMEROSI!

DIFENDIAMOLACASACOMUNE1APRILE

 

 

Val Susa: oggi operazione dei carabinieri contro i No Tav – SOLIDARIETA’ A TUTTI E TUTTE!

Solidarietà a tutti e tutte i NO TAV che per l’ennesima volta subiscono la repressione poliziesca che cerca ancora e in ogni modo, anche i più vigliacchi, di intimidire, spaventare, e smorzare gli animi di chi lotta per salvare il proprio territorio e il futuro di questo paese.

Nonostante i ripetuti tentativi che da più di 20 anni mettete in atto non siete e non riuscirete mai a fermare l’intero movimento NO TAV, perchè andremo avanti tutti e tutte insieme, ognuno nel proprio territorio, fino alla vittoria!

Solidarietà a tutti e tutte da tutti gli uomini e le donne che si oppongono al Tav Brescia-Verona.

E’ iniziata stamattina sul presto in Valsusa un’operazione giudiziara da parte dei carabinieri contro diversi No Tav con la perquisizione anche della Credenza di Bussoleno e del presidio di Venaus (pare dispensando numerose minacce).

Protagonisti di questa vicenda 8  attivisti No Tav del Comitato di Lotta Popolare di Bussoleno e degli NPA.  Gli agenti si sono recati in maniera prepotente nelle abitazioni dei ragazzi e, oltre alla perquisizione degli oggetti personali di ognuno, sono anche state fatte delle perquisizioni personali (spogliati nudi) tentando di umiliarli e intimorirli . In seguito, sono stati portati tutti tra le caserme di Susa e Rivoli  e li  a quattro di loro sono sono stati notificati gli arresti domiciliari con tutte le restrizioni, mentre agli altri l’obbligo di firma giornaliero.

Appena saputa la notizia, sono subito arrivate da parte degli abitanti di Bussoleno dimostrazioni di solidarietà.

L’episodio incriminato è un’azione di solidarietà svoltasi a Bussoleno il 17/09/2015, a seguito di una cena degli NPA in Clarea, quando un attivista  li presente era stato inseguito e fermato in paese per un “controllo” e diversi altri No Tav, saputa la notizia, erano accorsi per vedere cosa stesse capitando senza però mai far precipitare la situazione.

Ricordiamo che in quell’occasione specifica alcuni agenti, oltre ad aver aggredito verbalmente le persone presenti, erano scivolati in squallidi luoghi comuni  razzisti del tipo ” Ho avuto meno problemi con rumeni e albanesi che con voi”. Inoltre di fronte alla normale reazione della gente della valle ad affermazioni di quello stampo, uno di loro ha risposto ” Se ci fosse il fascismo non ci sarebbe il problema della vostra protesta”.

A tal proposito ci fa sorridere che proprio una delle frasi che li avrebbe infastiditi al punto da applicare misure cautelari, è stata proprio “Siete dei fascisti”, considerando poi anche il fatto che negli uffici dei Carabinieri di Susa pare che spuntino qua e la calendari del duce e spillette fasciste.

La militarizzazione di quel giorno della Valle dopo l’iniziativa degli NPA e l’azione giudiziaria di oggi hanno il sapore dell’intimidazione verso chi  continua a mantenere costante l’iniziativa in Clarea, ed è un evidente segnale del fatto che chi sta a difendere il fortino giorno e notte, sia stanco e frustrato. Se da una parte infatti abbiamo la questura che mette in campo operazioni politiche assolutamente sottotono per cercare di indebolire il movimento, dall’altra abbiamo i carabinieri che fanno operazioni in pompa magna giusto per dimostrare che ci sono e sono attivi sul territorio e nella degradante difesa di quel cantiere illegittimo.

Ma come sempre sapremo rispondere come merita…inutile dire che anche questo ennesimo tentativo di intimidazione non ci spaventa e continueremo a lottare, come da 25 anni ad oggi, sempre a testa alta!

Solidarietà a Giulia, Guido, Fulvio, Andrea, Luca, Giorgio, Stefano e Paolo! Avanti No Tav!