Anche i frati del Frassino fanno allontanare i tecnici di Cepav 2: DA CHE SA PASA MIA!

Padre Giovanni di Maria, rettore del santuario della Madonna del Frassino a Peschiera del Garda, negli scorsi giorni ha personalmente allontanato i tecnici di Cepav2 dai terreni del santuario commentando in seguito che il TAV: “È un progetto per l’interesse di pochi contro il bene comune di tanti”.

Per l’ennesima volta i Frati del Frassino, importante realtà storico-culturale-religiosa del nostro territorio hanno sostenuto la battaglia No Tav facendo un vero e proprio atto di resistenza contro quest’opera.

I Frati hanno presenziato in questi anni a tante manifestazioni e iniziative informative No Tav, ospitandone anche alcune presso il loro Santuario, situato vicino all’omonimo Laghetto.

Proprio durante una di queste iniziative abbiamo “suggellato il patto del Frassino”, un patto fatto di presenza e resistenza, piantando un frassino NO TAV, che poi è stato benedetto, nei giardini davanti al Santuario.

Questo gesto di allontanamento dei tecnici fatto dai frati, che si aggiunge all’azione di parecchi proprietari terrieri o di immobili che in queste settimane hanno fatto allontanare, non permettendo le rilevazioni, i tecnici di Cepav, si aggiunge alle tante strade che insieme stiamo percorrendo per fermare il TAV.

 

Perchè come ribadiamo da anni questo progetto SI PUO’ ANCORA FERMARE con tutte le strade possibili, dalla resistenza, alla strada legale, che come ha anche ribadito caldamente il nostro avvocato Scappini sia alla serata informativa a Castelnuovo del Garda, sia al momento informativo dell’Aspettando il Critical Wine, è ancora assolutamente da percorre.

RICORDIAMO A TUTTI E TUTTE I PROPRIETARI DELLA TRATTA CHE POTREBBERO ESSERE ESPROPRIATI ALCUNE INFORMAZIONI:

1. Poiché il progetto definitivo non ha ancora esaurito la procedura, nessuno in questo momento è autorizzato ad accedere alla vostra proprietà, se non con il vostro consenso o attraverso una procedura che prevede la notifica preventiva della necessità di introdursi nella vostra proprietà. Se non viene fatta questa procedura avete il diritto di non fare entrare nessuno o di chiederne l’allontanamento.

 

2. Se vi arrivano comunicazioni, non siete tenuti a rispondere perché, al momento, non è attiva alcuna procedura di esproprio.
Non sapendo che tipo di comunicazioni potrebbero arrivare, vi informiamo che la risposta ad alcune comunicazioni potrebbe diventare vincolante l’esproprio stesso.
Nel caso non sappiate cosa fare potete contattare un attivista del Coordinamento No Tav che vi può aiutare a meglio comprendere il contenuto di quanto vi è stato recapitato.

3. Se decidete di aderire ad un incontro con Cepav 2 per verificarne le intenzioni, non firmate alcun accordo in prima istanza, in modo da guadagnare tempo per chiedere un parere ad un soggetto competente. Vi ricordiamo che se firmate subito non sarete più in grado di resistere in sede legale.

La difesa della nostra terra passa anche attraverso la conoscenza dei suoi prodotti

Aspettando il nostro primo Critical Wine che si terrà nel 2018, presso l’ agriturismo Armea oggi, immersi tra i vigneti vicini alla torre di San Martino della Battaglia, abbiamo fatto un assaggio locale dell’iniziativa che organizzeremo il prossimo anno.

Ringraziamo tutti i produttori che hanno deciso di partecipare a questa iniziativa portando i loro prodotti locali a valorizzare le bontà e tipicità del nostro territorio.

Ringraziamo l’Agriturismo Aremea e tutta la famiglia che ci ha ospitati e aiutati nell’iniziativa, rappresentativi del pesantissimo impatto che il progetto avrebbe su aziende, famiglie e territorio gardesano.

Una bellissima giornata #notav all’insegna dalla convivialità, della difesa del territorio e dei suoi fantastici prodotti!

PERCHE’ FERMARLO E’ ANCORA POSSIBILE, E TOCCA A TUTTI E TUTTE NOI!

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12/11 ASPETTANDO IL CRITICAL WINE @ DESENZANO DEL GARDA

 

Critical Wine è una manifestazione che da alcuni anni, in diverse città italiane, favorisce l’incontro tra piccole produzioni vinicole rispettose del lavoro contadino e della terra e gli appassionati di vini o più in generale i curiosi del mondo enogastronomico.

È un’iniziativa che parte dalla consapevolezza del legame tra la terra e l’uomo, pertanto volta a promuovere rapporti e visioni che non siano guidati da paradigmi di sfruttamento e consumismo.
Invita perciò ad una maggiore consapevolezza nella scelta dei prodotti valorizzando quelli che sono gli aspetti di eticità, solidarietà, cura del territorio, inclusività, promozione sociale e culturale

Aspettando il nostro primo critical wine che si terrà nel 2018, il COORDINAMENTO NOTAV BS-VR, invita tutti e tutte all’evento.
“ASPETTANDO IL CRITICAL WINE”
il 12 novembre presso l’ agriturismo Armea
(frazione di San Martino della Battaglia / Desenzano del Garda),
per un “ASSAGGIO” dell’iniziativa che organizzeremo il prossimo anno.

Abbiamo scelto questo luogo, in cui già durante la prima marcia No Tav a San Martino della Battaglia ci siamo fermati per fare una merenda ristoratrice, perchè simbolo di ciò che il TAV andrebbe a devastare, rappresentativo del pesantissimo impatto che il progetto avrebbe su aziende, famiglie e territorio

Durante la giornata troverete:

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DALLE ORE 10.30 STAND ENOGATRONOMICO 
(contributo a sostegno delle spese del coordinamento NOTAV Brescia-Verona)

DEGUSTAZIONE VINI di produttori locali, alcuni dei quali potrebbero essere direttamente colpiti dal passaggio del TAV. Durante la giornata sarà inoltre possibile comprare i vini esposti (parte del costo sarà devoluto al movimento NOTAV locale)

– ASSAGGI BIOLOGICI, LOCALI, EQUI E SOLIDALI:
In collaborazione con l’ass. “VERSO IL DISTRETTO DI ECONOMIA SOLIDALE del BASSO GARDA”
https://ciscappailgarda.wordpress.com/
e il progetto PICCOLA DISTRIBUZIONE ORGANIZZATA
http://www.pdobassogardabio.it/
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ORE 12:00 MOMENTO INFORMATIVO 
con i tecnici No Tav: il professor ERASMO VENOSI e l’avvocato FAUSTO SCAPPINI, che ci aggiorneranno sulle ultime novità riguardanti il progetto TAV.

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ORE 15:00 presentazione con AUTORE del libro 
“BANDITI DELL’ ALTA FELICITà”

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ORE 17:00 MUSICA E APERITIVO:
musica dal vivo con i “FIGLI UNICI” e aperitivo finale.

Siamo convinti che per fermare quest’opera la socialità e la conoscenza del territorio e delle sue bellezze siano alla base, ed è per questo che invitiamo tutti e tutte a partecipare a questa iniziativa che si terrà anche in caso di pioggia.

#notav #aspettandoilcriticalwine #fermarlotoccaanoi

9/11 assemblea pubblica NO TAV a Castelnuvo del Garda!

La minaccia del TAV continua a pesare sui nostri territori, ma in questi anni, anche grazie alla mobilitazione popolare e alle azioni legali fatte, siamo riusciti a ritardare la possibile costruzione di quest’opera.

Ora la situazione è sicuramente diversa rispetto ai precedenti anni ed è per questo che oltre alle innumerevoli iniziative sul territorio si è lanciata durante la marcia no tav a Calcinato del 7 ottobre un assemblea pubblica.

Durante la serata che questa volta sarà a Castelnuovo del Garda vi aggiorneremo su quanto sta succedendo in questi giorni sui nostri territori e insieme decideremo come proseguire la nostra lotta contro il TAV a salvaguardia di presente e futuro.

Ci vediamo il 9 novembre!

DE CHE SA PASA MIA!
DA CHI NO SE PASA MIA!

FERMARLO E’ ANCORA POSSIBILE E TOCCA ANCORA A TUTTI E TUTTE NOI!

Tecnici di Cepav2 nelle proprietà private e raccomandante di incontro per gli espropriandi: ecco come potete comportarvi!

Nonostante il progetto Alta Velocità Brescia-Verona ad oggi non sia ancora passato al vaglio della Corte dei Conti, non sia stato pubblicato ufficialmente in Gazzetta Ufficiale e non vi sia quindi la dichiarazione di pubblica utilità che consente l’esproprio, Cepav2, consorzio incaricato della progettazione e realizzazione dell’opera, tenta di avviare trattative personali relative agli indennizzi con i possibili espropriandi, dove si chiedono “incontri mirati a condividere attività e approfondimenti finalizzati ad anticipare le attività di esproprio”.

Inoltre, il Consorzio Eni Per l’Alta Velocità, con lettera del 6 ottobre scorso, comunica ad alcuni Comuni della tratta che a partire dal 16 ottobre 2017 fino a fine anno dovranno effettuare dei rilievi, e quindi entreranno nei terreni dei privati cittadini mentre i proprietari di case, terreni e giardini interessati ai rilievi non sanno nulla poiché a loro non è stata inviata alcuna comunicazione, né da parte di Cepav2 né da parte dei loro Comuni.

Accade quindi che ai Comitati No Tav locali arrivino continue segnalazioni di persone preoccupate e disorientate per essersi trovate dei tecnici all’interno delle loro proprietà̀ private senza che gli sia stata richiesta alcuna autorizzazione.

Sono state innumerevoli le volte in cui i comitati del Coordinamento No Tav Brescia-Verona hanno chiesto alle amministrazioni Comunali di tenere informati i propri cittadini della situazione in corso. Purtroppo gli interessi delle amministrazioni si sono concentrati per lo più sulle compensazioni da ricevere, mentre, come ha dichiarato di recente anche lo stesso Sindaco Legati di Calcinato, hanno sempre ritenuto che non vi sia nulla da comunicare ai soggetti che subiranno il sacrificio della loro proprietà, per evitare inutili allarmismi della popolazione.

Quando pensano di cominciare ad attivarsi questi amministratori bresciani e veronesi? Quando i danni saranno ormai irrimediabili ed il territorio devastato? Quando gli espropriati saranno già stati privati della loro proprietà con indennizzi del tutto insufficienti dovuti all’ingiusto meccanismo previsto dal sistema degli espropri più volte censurato dalle Corti Europee e comunque inidoneo ed insufficiente a risarcire il danno subito?

Tutti e tutte noi subiremo enormi danni dalla costruzione di quest’opera, ma siamo anche consapevoli che gli espropriandi subiranno gravissimi danni in termini economici e sociali se quest’opera venisse realizzata mentre le loro proprietà̀, già oggi, vengono trattate come se fossero già espropriate, senza alcun rispetto per le procedure legali e per le persone che vivono queste situazioni.

Qualsiasi Sindaco dei territori interessati dalla tratta non può̀ più permettersi di dichiarare di essere all’oscuro di queste situazioni perché i comitati No Tav lo hanno ripetutamente segnalato in questi anni e soprattutto perché è di dominio pubblico il recente incontro tra tutti gli amministratori della tratta e Cepav2.

Un Sindaco che abbia minimamente a cuore le sorti del proprio territorio e delle persone che lo abitano, ha il dovere primario di informarsi, di pretendere le informazioni necessarie per comprendere la situazione, e comunque deve attivarsi in ogni modo per far sì che quest’opera non venga realizzata e per evitare che avvengano situazioni come quelle descritte sopra a danno dei propri cittadini e del proprio territorio comunale.

Alla luce di quanto sta accadendo in questi giorni è bene sottolineare che non essendo ancora approvata la dichiarazione di pubblica utilità, gli espropriandi non sono legalmente tenuti a far entrare tecnici nelle loro proprietà senza la notificazione di un’autorizzazione, e possono chiederne l’allontanamento se trovati nella loro proprietà senza consenso.

Allo stesso modo non hanno un obbligo legale di sottoscrivere alcun documento, né sottostare ad alcuna trattativa o incontro preliminare in questa fase.

Il nostro consiglio è quello di evitare qualsiasi accordo sia verbale che scritto in questa fase ancora incerta di realizzazione dell’opera.

L’opera non è infatti interamente coperta dal punto di vista finanziario, e lo dimostra il fatto che il consorzio costruttore abbia comunicato alla Sindaca Legati di Calcinato che nessuna opera di compensazione, non strettamente legata alla linea ferroviaria, verrà finanziata, così come scritto nella delibera di giunta n. 94 del 26/9/2017. Avviare un’opera di questa portata senza la totale copertura finanziaria è inaccettabile per chiunque abbia un minimo di buon senso.

Per ulteriori aggiornamenti e per poterci confrontare su questa situazione, invitiamo tutti e tutte all’assemblea pubblica del prossimo 9 novembre che si terrà a Castelnuovo del Garda alle ore 21 presso la Sala Civica Libertà in Piazza della Libertà.

 

 

situazione, invitiamo tutti e tutte all’assemblea pubblica del prossimo 9 novembre che si terrà a Castelnuovo del Garda alle ore 21 presso la Sala Civica Libertà in Piazza della Libertà.

28/10 CASTIGLIONE (MN) INCONTRO CON SIMONA BALDANZI, ALTA VELOCITA’ E RISCHI AMBIENTALI

SABATO 28/10 H. 19 C/O CIRCOLO ARCI DALLÒ, PIAZZA UGO DALLÒ CASTIGLIONE DELLE STIVIERE.
Da oltre vent’anni il progetto dell’Alta Velocità tra Brescia e Verona minaccia il sistema idrogeologico dell’anfiteatro morenico gardesano, diviso su tre province. Le interferenze sono state inserite nel progetto dallo stesso General Contractor che dovrebbe realizzare l’opera e sottolineate anche dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Quest’ultimo ha bocciato pesantemente il progetto fin qui portato avanti, anche per via di queste problematiche. Si va dal rischio di prosciugamento del Lago del Frassino, sito tutelato dall’Unesco, alle interferenze con l’area umida del Lavagnone, si parla del possibile inquinamento delle acque di falda per via degli scavi delle gallerie al prosciugamento dei pozzi agricoli e delle aree umide localizzate a sud della tratta. Basti pensare all’area umida di Valle a Castiglione delle Stiviere o alle risorgive utilizzate per scopi irrigui dagli agricoltori della zona che rischiano di scomparire o di venire definitivamente alterate. Un vero e proprio danno a scapito delle comunità locali per un’opera definita inutile e costosa ormai non solo dai comitati che la contestano, ma anche dai massimi organi tecnici statali in materia di valutazione dei progetti delle Infrastrutture.
Per approfondire questi temi vi invitiamo a questo dibattito pubblico presso il Circolo Arci Dallò di Castiglione delle Stiviere al quale abbiamo invitato la scrittrice mugellana Simona Baldanzi, che ci racconterà l’esperienza del rapporto tra la sua terra natale e i cantieri dell’Alta Velocità Firenze – Bologna, e il sindaco di Medole, Benedetto Ruzzenenti, che da anni denuncia i rischi ambientali dell’apertura dei cantieri Tav sulle colline moreniche
 
Simona Baldanzi è una scrittrice italiana che vive nel Mugello. Tra i suoi libri troviamo “Figlia di una vestaglia blu”, che intreccia le vicende delle operaie tessili della Rifla a quelle degli operai del TAV in Mugello; “Mugello sottosopra” racconta le condizioni di lavoro nei cantieri delle Grandi Opere che attraversano questo territorio; “Il Mugello è una trapunta di terra” racconta invece di un viaggio a piedi tra Barbiana e Monte Sole e parla degli sconvolgimenti al sistema idrogeologico causati dal Tav. L’ultimo suo libro è Maldifiume uscito per Ediciclo (2016). Il suo sito è www.simonabaldanzi.it
Qui il link alle interviste di presentazione della serata realizzate da Radio Onda d’Urto

DE CHÉ SA PÁSA MÌA: resoconto della 7° marcia NO TAV! Ci vediamo il 9/11 per decidere insieme come proseguire questa lotta!

Si è da poco conclusa la marcia No Tav di sabato 7 ottobre nel territorio di Ponte San Marco – Calcinato (BS).
La settima marcia No Tav promossa dai comitati bresciani e veronesi negli ultimi anni lungo il tracciato del progetto alta velocità da Brescia a Verona.

Ad ogni concreta minaccia di avviare i cantieri abbiamo risposto con la nostra presenza nelle strade e nelle piazze, per dimostrare che questa grande inutile opera non la vogliamo.
“De che sa pasa mia” è stato lo slogan di apertura del corteo per ribadire che, quando i progetti altamente impattanti per il territorio non vengono concordati sui reali bisogni di chi ci vive, alle persone non resta che opporsi per salvare un ambiente già fortemente minato da discariche, cave, inceneritore e lottizzazioni edilizie devastanti.
“De che sa pasa mia” è l’avviso lanciato anche alle amministrazioni locali che anziché informare i propri cittadini e tentare tutte le vie possibili per fermare questo inutile treno, si siedono al tavolo con costruttori e tecnici per concordare compensazioni ridicole e a volte basate su accordi che i costruttori potranno stracciare in qualsiasi momento.
Lo dimostra la delibera di giunta del Comune di Calcinato n. 94 del 26/9/2017 che ha come oggetto l’incontro a porte chiuse con i tecnici di Italferr e Cepav2 avvenuto il 4 agosto scorso.
Un incontro non noto a opposizione e cittadini, un incontro in cui i costruttori dicono chiaramente che non ci saranno compensazioni se non strettamente legate alla costruzione dell’opera.
Un atto che un sindaco competente avrebbe rispedito al mittente, mentre la sindaca Legati ha pensato bene di sottoscrivere.
A cosa è servito quindi in questi anni giocare ad ottenere “compensazioni” anziché opporsi seriamente a quest’opera?

Questa resa incondizionata l’abbiamo pubblicata perché d’ora in poi ogni amministratore verrà messo di fronte alle proprie responsabilità, come il sindaco di Desenzano Malinverno che nonostante le grandi dichiarazioni di presenza alla marcia NO TAV non si è presentato.

Con un atto simbolico abbiamo quindi “delimitato” il Comune di Calcinato con quei nastri da cantiere che, a causa di questo modo di agire incapace ed inefficace, potranno essere posti sui nostri territori.
Abbiamo inoltre evidenziato con un finto incendio di fumogeni altre criticità, come i recenti e frequenti roghi della mega-discarica Faeco: un mostro ecologico come tanti se ne vedono nella provincia bresciana.
Una provincia e un territorio che avrebbero bisogno di una politica seria e lungimirante per affrontare i danni provocati dagli inquinanti sotterrati legalmente ed illegalmente nei propri terreni. Invece per i nostri amministratori e per il governo qui abbiamo bisogno di ulteriori autostrade come la fallimentare Bre.be.mi o inutili treni superveloci, forse per portarci lontano dai miasmi che siamo costretti a respirare ogni giorno.

L’autunno caldo dei No Tav, come hanno titolato i giornali locali, è appena iniziato e a breve verranno pubblicizzate le prossime iniziative informative, aggregative e legali che metteremo in campo.

Per questo invitiamo tutti e tutte alla prossima ASSEMBLEA PUBBLICA lanciata alla marcia no tav per GIOVEDì 9 NOVEMBRE alle ore 21:00 presso la Sala Civica Libertà in Piazza della Libertà 4 (sotto la biblioteca) a Castelnuovo del Garda per decidere ancora una volta insieme come proseguire la lotta contro il TAV.

Se gli amministratori si sono arresi prima ancora di cominciare a lottare, noi invece non staremo a guardare mentre vogliono ancora distruggere le nostre terre, le nostre case, il nostro futuro.

Siamo e saremo ancora qui, perché DE CHÉ SA PÁSA MÌA!

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INFORMAZIONI DI SERVIZIO PER LA MARCIA NO TAV DI DOMANI @CALCINATO

Ricordiamo a tutti e tutte per la marcia di domani 7 ottobre

 2017: marcia NO TAV a Calcinato! di costruire e portare con noi uno SPAVENTAV, di cartone, stoffa o qualsiasi altro materiale che la
creatività vi suggerisca…. simbolo della difesa della terra, dei raccolti…. e ora contro quel mostro mangiatutto del TAV!

Qui trovate la leggenda e le istruzioni per costruirlo!

Per chi non potrà partire con noi e vuole raggiungerci durante la marcia IL PERCORSO é il seguente:
Piazzale Rovetta – via Statale 11 – via Rovadino – via XX Settembre –  via Marconi – via Matteotti – via Cimitero – via Stazione – Piazzale Rovetta

PER PARCHEGGIARE:
ci sono dei parcheggi a nord della chiesa in piazza Preistoria, altri in via Nenni e alcuni anche davanti al piazzale del concentramento.
Altri parcheggi si trovano in centro nel piazzale della Stazione ferroviaria o a a sud in via Stazione davanti all’asilo e davanti alle scuole elementari.
 
PER CHI VIENE CON I MEZZI PUBBLICI:
con il pullman Bs-Vr con partenza dalla stazione alle ore 13:10, 14:00, 14:10, 15:10, con fermata davanti alla chiesa.
Per il ritorno gli orari dei pullman sono: 17:55, 18:55, 19:55.
Ci vediamo DOMANI! #notav #marcianotav #7ottobre #calcinato

7 OTTOBRE: MARCIA NO TAV @ CALCINATO! FERMARLO TOCCA ANCORA A NOI!

INVITIAMO TUTTI E TUTTE A PARTECIPARE IL 7 OTTOBRE ALLA MARCIA NO TAV @ CALCINATO
CON RITROVO ALLE 14:00 A PONTE SAN MARCO (CALCINATO – BS) NEL PIAZZALE DELL’ORATORIO IN VIA DON ROVETTA 

PERCHE’ PARTECIPARE ALLA MARCIA NO TAV?

Da più di 20 anni la possibile costruzione del TAV Brescia-Verona pesa sui nostri territori e sulle persone che vivono sul tracciato di quest’ipotetico progetto.

Negli ultimi anni hanno iniziato a sbandierare che l’apertura dei cantieri era prossima, proponendo un progetto sempre più lontano dall’essere adeguato ai tempi nostri, dal momento che il progetto originario risale agli anni 90 e quindi a tempi con esigenze ben diverse da oggi, sia dal punto di vista economico che trasportistico.

A luglio 2017 è stato approvato un progetto definitivo, che di definitivo ha ben poco:
– manca un progetto per la partenza da Brescia;
– manca un progetto per l’arrivo a Verona;
– manca una valutazione di impatto ambientale (VIA) aggiornata;
– manca l’adeguamento alle norme antisismiche attuali;
– manca la possibilità di trasportare merci nonostante la linea sia chiamata Alta velocità/Alta capacità (i treni merci sono incompatibili per perso e per bassa velocità con il progetto TAV);
– manca la valutazione dei costi/benefici;
– manca la valutazione dell’opzione zero: come previsto dalle normative europee in tema di alta velocità, prima di costruire una nuova opera costosa e dannosa bisognerebbe riqualificare le linee ferroviarie presenti, ben lontane dal loro massimo potenziale d’utilizzo, garantendo così un servizio adeguato ed economicamente accessibile ad ogni fascia di popolazione.

La costruzione di questa tratta di TAV porterà nella nostra provincia centinaia di espropri di case e proprietà, disagi del traffico dovuti alla chiusura prolungata di vie principali per la viabilità urbana, perdite economiche per le attività limitrofe ai cantieri, svalutazioni delle case vicine ai cantieri, ma soprattutto anni di cantieri, con rumore, vibrazioni, polveri, mezzi pesanti ecc.

Ci domandiamo:
è mai possibile che una decisione così devastante, che segnerà indelebilmente il futuro della nostra provincia sia dal punto di vista paesaggistico e ambientale, sia da quello della viabilità interna, sia ancora da quello attinente all’inquinamento acustico ed elettromagnetico, possa essere presa nonostante siano tantissime le irregolarità procedurali e le mancanze tecniche del progetto stesso?
è mai possibile che le istituzioni non sentano il dovere di confrontarsi con la cittadinanza, valutando le reali necessità di chi abita queste terre?
è mai possibile che in una delle provincie più inquinate d’Italia venga data la priorità ad un’opera inutile anziché alle urgenti opere di bonifica dei territori dopo decenni di irresponsabili politiche industriali ed ambientali?

Siamo convinti, e lo ribadiamo da anni, che l’enormità di soldi investiti per questo progetto inutile e altamente dannoso, potrebbero essere reinvestiti per altri capitoli di spesa più vicini ai reali bisogni di chi vive questo paese: sanità, istruzione, pensioni, cultura, ricerca, mobilità sostenibile, ecc.

Questa linea ferroviaria costerà circa 80 milioni di euro a chilometro, mentre nel resto d’Europa, per tracciati simili spendono tra 6 e 16 milioni di euro a chilometro: CHI GUADAGNA REALMENTE DA QUESTE “GRANDI OPERE”? DOVE FINISCONO I FONDI PUBBLICI? QUANTO PESERA’ QUEST’OPERA SUL DEBITO PUBBLICO?

Per questi e tanti altri motivi continueremo a portare informazione e vi invitiamo a PARTECIPARE per costruire insieme una mobilitazione contro il TAV e decidere NOI dei nostri soldi pubblici e del futuro delle nostre terre.

Salviamo il nostro territorio da questo ennesimo scempio!

PARTECIPIAMO TUTTI E TUTTE PERCHE’ FERMARLO E’ ANCORA POSSIBILE E TOCCA A NOI!

#7ottobre #Calcinato #marcia #NOTAV #fermarloèpossibile #fermarlotoccaanoi