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PROGRAMMA CAMPEGGIO VENAUS 1/7 SETTEMBRE 2014

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Come preannunciato alcune settimane fa il Movimento No Tav invita tutti e tutte ad una settimana di mobilitazione dal 1 al 7 settembre per concludere insieme l’estate di lotta.

Per l’occasione il campeggio di Venaus garantirà la possibilità di sistemarsi con le tende e l’accoglienza tipica delle nostre valli e del nostro stare insieme.

Una settimana di mobilitazione questa che vedrà tutti, dagli studenti ai “meno giovani” della  Valle, impegnati in diverse iniziative di lotta, culturali e di dibattito.

Lanciamo quindi un appello a tutti coloro che vorranno e potranno esserci, per costruire insieme un altro pezzo di questa storia contro chi devasta i territori e impoverisce le nostre vite.

Ci vediamo a settembre No Tav!

Qui di seguito pubblichiamo una bozza del programma che è ancora in fase di aggiornamento e col passare dei giorni sarà meglio specificato e completato:

LUNEDì 1/09

h. 16.00 assemblea di apertura campeggio studentesco
h. 22.00 concerto
MARTEDì 2/09
h. 10.00 volantinaggio mercato di Susa e iniziativa di lotta in paese
h. 21.30 assemblea “Intercettazioni e difesa della privacy” pillole di paranoia, a cura di autistici, introduzione 
ai meccanismi di intercettazione e difesa.
MERCOLEDì 3/09
h. 6.00 colazione over 50 ai cancelli della centrale di Chiomonte
h.10.30 assemblea Studaut
h.13.00 pranzo ai cancelli di Chiomonte (per gli studenti)
h. 21.30 dj set
GIOVEDì 4/09
h. 10.30 Assemblea lotte territoriali
h. 21.30 proiezione video “Fermarci è impossibile”
h. 23.00 dj set da Fano No Tav
VENERDì 5/09
h. 10.30 assemblea di chiusura campeggio studentesco
h. 15.00 tornei
h. 22.00 spettacolo teatrale a cura degli Interezza. A seguire dj set musicale.
SABATO 6/09
h. 14-18 “Rugby per tutti” (rugby di base per bimbi e per chiunque voglia provare)
h. 18.30-19.30 presentazione del torneo
h. 21.00 passeggiata notturna al cantiere.  Musica al presidio a cura degli amici del rugby
DOMENICA 7/09
h. 9.00/14.00 torneo di rugby
h. 14.00/16.30 premiazioni
h. 17.00 assemblea chiusura settimana di mobilitazione
Partecipera’ anche una delegazione di No Tav Brescia
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FERMARLO TOCCA A NOI: REPORT ASSEMBLEA 4 AGOSTO

Dopo le due assemblee del 7 e 21 luglio anche quella del 4 agosto ha avuto una grande partecipazione di persone , non solo attivisti No Tav e militanti navigati, ma anche cittadini che saranno direttamente coinvolti dal passaggio della linea ad Alta Velocita’. Insomma tre riunioni in piena estate molto partecipate dimostrano che ormai il problema TAV nel Basso Garda sta’ esplodendo e la mobilitazione è destinata a crescere sia nel numero di iniziative che verranno messe in campo , sia nel numero di persone che verranno coinvolte. Tanti i presenti arrivati da Lonato e Desenzano, ma anche cittadini di Calcinato, Ponte San Marco, Ciliverghe, Mazzano, Rezzato e Sirmione . E naturalmente ben rappresentati anche Brescia e Verona. L’obiettivo dichiarato del gruppo è proprio quello di creare un comitato No Tav in ogni paese della tratta Brescia-Verona .

Si comincera’ con Calcinato dove il primo settembre è in programma la prossima assemblea , la quarta, del percorso “ Fermarlo Tocca a Noi “ verso la passeggiata No Tav sulle colline del Lugana del 5 ottobre. Nel mezzo un volantinaggio che si terra’ il 14 agosto a San Martino durante la sagra del paese. Come gia’ era successo nell’assemblea precedente nel corso del dibattito ci sono state testimonianze importanti: alcuni funzionari di una ditta che deve svolgere lavori preliminari all’avvio dei cantieri della TAV hanno “ visitato “ nei giorni scorsi la zona industriale di Desenzano posta a sud del casello dell’autostrada.

Secondo le testimonianze raccolte dalla centrale elettrica situata nei pressi della Sala King vicino alla “fornace romana” partira’ una linea ad alta tensione che servira’ per alimentare la TAV . Questa linea dovra’ avere , per legge, una fascia di rispetto di 150 metri per lato , sara’ quindi molto larga, ed andra’ ad unirsi alla fascia che avra’ la stessa TAV . Facile immaginare quindi che saranno molte le attivita’ commerciali e industriali colpite nella zona .

Secondo le testimonianze raccolte dal gruppo No Tav molti proprietari si sono rifiutati di far entrare nelle loro attivita’ i tecnici impedendo quindi che potessero fare fotografie e quant’altro. Una situazione simile si è verificata a Calcinato dove ormai da diverse settimane “ gli uomini di ITALFERR “ ( o chiunque sia ) stanno perlustrando la zona in lungo e in largo. Alcuni contadini presenti in assemblea hanno testimoniato di aver trovato persone sui loro campi che piazzavano picchetti e scattavano fotografie senza alcun tipo di autorizzazione.

L’assemblea ha quindi deciso la costituzione di una sorta di Soccorso No Tav : quando i tecnici si presentano scattera’ una catena di SMS che fara’ arrivare sul posto gli attivisti No Tav pronti a bloccare i lavori . In fase di creazione anche una mail-list che sara’ attiva nel giro di qualche giorno con gia’ un centinaio di indirizzi che sono stati raccolti nelle tre assemble che si sono svolte fino ad ora.

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La tratta Brescia – Verona lunga 73 Km per un costo preventivato di 2 miliardi e 800 milioni di euro deve fare i conti anche con congiunture economiche non particolarmente favorevoli. Innanzitutto è rimasta fuori ( come Terzo Valico e tunnel del Brennero ) dall’elenco delle grandi opere finanziate dal decreto Sblocca Italia. Questo non vuol dire che si tratta di opere definitivamente cancellate, ma più pragmaticamente che per loro, al momento, non c’è copertura finanziaria. Il decreto del governo per il momento si impegna a finanziare opere per 30,4 miliardi di euro. Le conferme più significative riguardano l’Alta Velocità Napoli-Bari, finanziata per 2,9 miliardi, l’Alta Velocità Torino-Lione (2,9), l’Autostrada Orte-Mestre (10,4). Un fiume di denaro per grandi e inutili opere che al di la’ delle dichiarazioni di facciata certamente non serviranno a migliorare la “ congiuntura economica “ del PIL che proprio oggi segna , per quanto riguarda il secondo trimestre 2014, un dato decisamente negativo. Un -0,2% al di sotto delle previsioni ottimistiche sbandierate dal Governo che pongono l’Italia di fatto in “ recessione tecnica “. Ci interessano poco i dati Istat e crediamo che un piu’ o un meno non bastino a determinare il grado di ricchezza e benessere di un paese. Crediamo pero’ che la direzione che prendono i soldi pubblici debba interessare noi e tutti i cittadini che hanno a cuore la salute delle persone e dell’ambiente.

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CALCINATO : INIZIATE LE INDAGINI PRELIMINARI PER L’APERTURA DEI CANTIERI DELLA TAV

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Giovani tecnici armati di fonometri e macchine fotografiche stanno da diverse settimane setacciando in lungo e in largo le vie e le contrade di Calcinato e delle sue frazioni . Una mappatura capillare del territorio per studiare ( e quindi in previsione mitigare ) quello che sara’ l’impatto sul territorio e sulla popolazione dell’apertura dei cantieri dell’Alta Velocita’in quella zona. Continua a leggere

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FERMARLO TOCCA A NOI ( seconda assemblea) : LUNEDI 21 LUGLIO A LONATO DEL GARDA

ASSEMBLEA lONATO

 

Grande partecipazione di pubblico all’assemblea No Tav che si è svolta lunedi 7 luglio a Lonato del Garda promossa da No Tav Brescia , Collettivo Autonomo Gardesano e No Tav Basso Garda e che ha visto la partecipazione anche di realta’ arrivate da fuori provincia, Mantova e Verona, per costruire iniziative di informazione e mobilitazione sul territorio in grado di contrastare l’ avvio dei cantieri dell’alta velocita’ ormai prossimi all’apertura.

Due sostanzialmente le decisioni prese: una manifestazione da tenere il prossimo autunno nella zona delle colline del Lugana e cercare un ‘area dove dar vita a un presidio permanente nella zona di Campagna di Lonato .  Per dare gambe e concretezza a questi progetti è stata indetta una nuova assemblea che si svolgerà’ lunedi 21 luglio sempre alle 20.30 alla Saletta di via Zambelli 22 a Lonato del Garda.

Il progetto esecutivo della tratta al alta velocita’  Brescia-Verona è ormai prossimo a essere completato ( anche se non completamente finanziato ) e quindi realisticamente i primi cantieri potrebbero partire nel 2016. Occorre muoversi per tempo e farsi trovare pronti.

Presidio Permanente: l’idea è quella di acquistare collettivamente un terreno e ” costruirci ” sopra un Presidio , sull’esempio di quanto fatto in Valsusa e nel Terzo Valico. Strada che stanno percorrendo anche i No Tav Trentini. Presidio permanente che diventa luogo di ” coscientizzazione ” e informazione della lotta No Tav , oltre che luogo di aggregazione e socialita’ . ” Mentre lotti pratichi il cambiamento  ” amano ripetere spesso in Valsusa riportando l’esperienza dei presidi. L’area individuata dovrebbe essere vicino alla Frazione Campagna di Lonato dove sorgera’ un cantiere gigantesco, o in alternativa nei pressi della Chiesa di Sant’Anna a Calcinato dove ci sara’ l’imbocco della galleria di 7 km che passera’ sotto il Comune di Lonato.

Passeggiata No Tav : l’idea è quella di costruire una mobilitazione sulle colline moreniche del Basso Garda , in particolare nella zona del Lugana, per il prossimo autunno , al termine della vendemmia ( data ipotizzata 5 ottobre ). Una passeggiata tra le cantine dei viticoltori e i campi dei piccoli contadini biologici che sappia quindi coniugare mobilitazione e aspetto ludico-aggregativo mettendo in relazione tra loro persone, territorio, realta’ produttive.

La Tav nel Basso Garda

L’inizio dell’opera, o meglio la cantierizzazione dell’opera, nel tratto Bresciano dell’Alta Velocità è individuato nel Comune di Lonato dove è prevista la realizzazione di un doppia galleria di 7 km per un fronte di 30 metri che attraversa Lonato per riemergere in Comune di Desenzano e proseguire poi per Verona.

L’inizio del cantiere TAV a Lonato significa un decennio di ulteriore isolamento per la frazione Campagna posta a ridosso dell’area di cantiere, che vedrebbe interrotta la possibilità di raggiungere il centro del paese e la direttrice verso Brescia. Da notare che nell’area dove si prevede di localizzare il cantiere e le attrezzature per la realizzazione dello scavo manca completamente una adeguata viabilità per un cantiere di simili proporzioni. Si accede alla SS per Brescia e Verona passando a ridosso del capoluogo, inoltre per arrivare alla SS Lenese è necessario il rifacimento del ponte sull’autostrada e una bretella che aggiri la strettoia al centro della frazione Campagna.

Il tracciato causa gravi interferenze con alcune importanti aziende locali situate sul tracciato della ferrovia e costrette a dislocare altrove il prodotto finito perché la linea passa nel bel mezzo dei piazzali di stoccaggio. Evidenti sono ancora i problemi di trattamento in loco dello “smarino” di scavo che è un rifiuto speciale, e naturalmente necessiterà di apposite discariche per il conferimento. Nuove cave di prestito sorgeranno per sostenere la necessità di calcestruzzo e ghiaie, malgrado 7 km di galleria rimangono un affare per coloro che avranno opportunità di estrarre enormi quantità di ghiaia e sabbia.

La galleria che attraversa le colline ad una profondità variabile ma fino a 30 metri causerebbe una barriera al deflusso delle falde sotterranee con problemi di prosciugamento dei pozzi a sud del paese e innalzamenti di falda a nord.

Fuori della galleria di Lonato, in territorio di Desenzano del Garda, si distende l’anfiteatro morenico del Basso Garda con le sue colture a vitigno DOC, di Lugana oltre che ad un ambiente collinare di insostituibile ricchezza storica, naturale e culturale . Qui la linea alta velocità passa in rilevato e trincee, di elevato potenziale distruttivo del territorio. Si prevede il consumo di suolo di migliaia di ettari con la distruzione, così come denunciano da anni le associazioni dei viticoltori, di numerosi vigneti (si parla di circa 250 ha di superficie vitata, pari al 20% di tutta la produzione del Lugana, con una perdita economica pari a 14 milioni di euro annui).

https://www.facebook.com/events/634538463320324/

info@notavbs.org

 

 

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FERMARLO TOCCA A NOI! ASSEMBLEA PUBBLICA LUNEDI 7 LUGLIO A LONATO

Mentre a Brescia sta arrivando l’alta velocità con il suo carico di disagi (traffico stravolto per due anni in mezza città), devastazione (26 famiglie sfrattate, numerose altre espropriate di giardini e murate dietro a pannelli di cemento di 6 m d’altezza) e probabilmente malaffare (le ditte che la realizzano sono le stesse degli scandali Expo e Mose), il ministro di Comunione e Liberazione Lupi  continua la sua opera di propaganda attorno al Tav. In particolare, recentemente, ha definito come prioritaria la realizzazione della Brescia-Padova, inserita nel cosiddetto “Sblocca Italia”.

Aldilà del tono propagandistico delle sue esternazioni, quest’opera rappresenta l’ennesimo esempio dello spreco di risorse pubbliche (soldi nostri!) che il sistema delle grandi opere ormai incarna in Italia, ossia una cupola in cui partiti politici, imprese costruttrici e mafie continuano ad accumulare enormi ricchezze a danno di tutti noi.

L’inutilità di quest’opera appare ormai in tutta la sua evidenza, come ci dimostrano i continui de- finanziamenti al trasporto pubblico locale e la soppressione dei treni regionali, che ha causato, ad esempio, il raddoppio dei tempi di percorrenza sulla Brescia – Padova nell’ultimo anno.

A questa motivazione va aggiunto l’enorme danno che questa infrastruttura, se non viene bloccata, arrecherebbe al territorio del Basso Garda sia in termini ambientali che in termini economici.

Innanzitutto il consumo di suolo di migliaia di ettari di suolo agricolo con la distruzione, così come denunciano da anni le associazioni dei viticoltori, di numerosi vigneti (si parla di circa 250ha di superficie vitata, pari al 20% di tutta la produzione del Lugana, con una perdita economica pari a 14 milioni di euro annui). Intere frazioni e località di pregio, poi, verrebbero isolate da cantieri decennali, provocando così grandi disagi alle popolazioni residenti e al turismo, oltre a numerosissimi espropri e abbattimenti che ci dovranno, per forza di cose, essere. Nel progetto sono previsti anche dei tunnel (a Lonato il più grande) che sconvolgerebbero l’approvvigionamento idrico della zona e i cui danni, soprattutto all’agricoltura, sono difficilmente stimabili preventivamente, col rischio che si vengano a creare nuove aree aride a valle di questi scavi (la devastazione causata dalla realizzazione dei tunnel TAV nel Mugello ci dimostra la concretezza di questo rischio).

Sappiamo che queste opere per decenni hanno potuto viaggiare con il consenso di una classe politica corrotta che ne spianava (e continua a spianare) la strada sul piano legislativo e abbandona ogni tipo di discussione democratica attorno alla loro effettiva utilità.

Questo fatto ci deve dare la consapevolezza che solo costruendo percorsi di mobilitazione popolare si possono fermare questi progetti.

Sappiamo che il tempo stringe, ma fermare il TAV è possibile.

Perché la nostra terra non è in (s)vendita. Perché il tav non è progresso, ma solo corruzione e malaffare. Perché abbiamo l’obbligo di dare un futuro dignitoso a noi e a tutte le generazioni che verranno.

Per questi motivi invitiamo persone, associazioni, realtà politiche, comitati a dare vita ad un’assemblea pubblica per cominciare a costruire l’opposizione al Tav Brescia-Verona .

Ci vediamo il 7 luglio a Lonato presso la saletta della biblioteca, in via Zambelli 22,  alle 20.30.

FERMARLO E’ POSSIBILE, FERMARLO TOCCA A NOI!

Volantino da stampare e diffondere – FERMARLO TOCCA A NOI

Il percorso dell'Alta Velocità a Brescia

«Tav sul Garda, i numeri di una catastrofe»

Il percorso dell'Alta Velocità a Brescia

Addio a 2 milioni e 450 mila metri di territorio e a 14 milioni di euro annui di produzione vinicola. Nella sola Desenzano saranno espropriati 125 ettari.

Sono numeri impressionanti quelli esposti dal Consorzio dei produttori del vino Lugana Doc, che per la prima volta offre una stima dettagliata dell’impatto della Tav Brescia-Verona, e lancia un’ultimo appello alla politica per un ripensamento di questo tracciato, del quale è in corso la progettazione definitiva.

PER I SOLI 9 CHILOMETRI dell’area vinicola, sui colli morenici tra Desenzano, Pozzolengo e Peschiera, sotto i cantieri dell’immensa infrastruttura ferroviaria saranno cancellati fino a 245 ettari di territorio agricolo, in massima parte coltivato a vigneto. Sono 2 milioni e 245mila metri quadrati di terra cementificata e di viti estirpate per sempre,

«Una perdita irreversibile, una ricaduta definitiva – aggiunge Luca Formentini, presidente del Consorzio del Lugana -: un’infrastruttura del genere non la togli più, dalla Tav indietro non si torna».
Da Desenzano a Pozzolengo, secondo il Consorzio del Lugana, saranno sacrificati 135 ettari di vigneti per la sede ferroviaria, più altri 90 ettari per aree di cantiere. E fanno 225. Ma sono stime «conservative», perchè contando altri ingombri (adeguamenti della viabilità stradale, allungamento dei cavalcavia, il campo-base logistico dietro al Monte Alto di Desenzano) si arriverebbe a occupare 245 ettari.

A DESENZANO l’impatto maggiore tra i paesi della Lugana: addio a 75 ettari agricoli per la sede ferroviaria e ad altri 50 per aree di cantiere e viabilità, oltre ai disagi per il necessario allungamento di 9 cavalcavia autostradali, visto che la Tav correrà parallela alla A4. Sarebbero 25 le aziende agricole desenzanesi a subire espropri.
A Pozzolengo, per soli 2 chilometri di ferrovia, si perderebbero 30 ettari più 10 per i cantieri, oltre a dover allungare 2 cavalcavia. A Peschiera, su 2,5 chilometri, via 35 ettari per la sede ferroviaria e 30 per cantieri e interconnessioni.

A che prezzo tutto questo? dal Consorzio fanno un calcolo: 14 milioni di euro di fatturati annui andrebbero perduti dalla mancata produzione di vino, stimando una resa media di 11.600 bottiglie per ettaro. Addio al 20% del prodotto.

Niente da fare? «Questi numeri – spiega Formentini – li inseriremo nella lettera al presidente del consiglio Matteo Renzi, lettera che è quasi pronta e che spedirò dopo il Vinitaly. Gli spiegheremo che cosa rischia il nostro territorio e proporremo soluzioni meno impattanti». Con quali speranze di successo non si sa.

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Abbattimenti in via Toscana: una settimana di solidarietà e informazione

LUNEDì 30 GIUGNO – ore 07:30

Questa mattina alcune persone si sono trovate nella zona di via Toscana, via interessata dagli espropri per il TAV a Brescia, per dare solidarietà agli espropriati, agli abitanti e ai negozianti, e fare informazione riguardo al passaggio dell’alta velocità. Faremo volantinaggio tra il traffico causato dai cantieri per la chiusura parziale di via Dalmazia, agli abitanti del quartiere, e dando la nostra solidarietà e aiuto ai negozianti gravemente penalizzati economicamente dai disagi del traffico e a tutte quelle persone che si trovano a vivere a ridosso dei cantieri, informandole dei rischi che corrono per la loro salute.
Infatti questa zona rientra ancora nel cono PCB e mancando qualsiasi forma di trasparenza riguardo ai lavori di quest’opera non sappiamo se sono stati effettuati dei carotaggi per misurare le concentrazioni di PCB, e se eventualmente se misurato saranno messe in atto le opportune misure di sicurezza per il trattamento dei terreni inquinati. Consideriamo che da rilevazioni private sono state trovate concentrazioni molto elevate nei giardini limitrofi agli espropri.
Inoltre negli scorsi giorni sono state stoccate lastre e tubi di amianto; non sappiamo purtroppo se gli operai hanno usato le precauzioni adeguate, considerando quello che era successo a maggio in via Roncadelle. Quello che sappiamo per certo è che come sempre le persone che abitano a ridosso del cantiere non sono state avvisate di nulla: ne dell’inizio dei lavori, ne dei tempi degli abbattimenti, ne della presenza di amianto.
Inoltre siamo molto preoccupati riguardo alla messa in sicurezza della zona riguardo alle polveri che si solleveranno con gli abbattimenti: da dichiarazioni precedenti da parte di Comune e Italferr si era detto che sarebbero state messe delle protezioni. Per ora sono state installate delle semplici reti da giardino oscuranti, alte circa tre metri, sicuramente del tutto inadatte se lo scopo dovesse essere tutelare l’aria della zona dalle polveri.

ore 07:40

Le persone che vogliono controllare il corretto svolgimento dei lavori e dare solidarietà a espropriati e abitanti sono state bloccate dalle forza dell’ordine!

ore 09:30

Da quando hanno iniziato a lavorare in via Toscana ha iniziato a radunarsi gente, chi per solidarietà, chi per vedere come iniziavano i lavori, chi sorpreso perchè non sapeva assolutamente niente. Le forze dell’ordine continuano a delimitare la zona oltre la quale non possiamo passare.

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L’abbattimento della prima palazzina è stato terminato in poche ore; durante la demolizione si è sollevata molta polvere: nessun mezzo di sicurezza è stato adoperato per tutelare la salute di chi abita nei pressi del cantiere: viene usato un solo idrante, palesemente insufficiente per ridurre le polveri sollevate.

ore 17:36

Dopo alcuni attimi di tensione dovuti allo sradicamento non necessario di alcuni alberi del giardino di una delle case di via Toscana, giardino che l’amministrazione ha preso l’impegno di tutelare e conservare per costruire una zona verde, i lavori proseguono e inizia l’abbattimento del condominio che fino a qualche mese fa era abitato da una ventina di famiglie.

Nel frattempo molte persone si stanno riunendo a ridosso dei cantieri e inizia a esserci molta preoccupazione tra i presenti perchè stanno facendo cadere i detriti della demolizione delle case sui sacchi stoccati a terra contenenti amianto, rischiando di lacerarli e disperdere le fibre nell’aria mettendo a rischio la salute di tutti!

ore 18:02

La risposta delle forze dell’ordine alle preoccupazioni della gente per l’amianto sono caschi e manganelli!

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ore 19:00

Cambio di guarda? Si duplicano! Il livello di repressione è veramente assurdo: ci sono più forze dell’ordine che operai (cosa non nuova dati i rapporti numerici in Val Susa) e le persone presenti sono tenute lontane non per effettive ragioni di sicurezza.

ore 19:10

Le persone presenti a monitorare via Toscana hanno deciso di fermarsi anche più tardi nella serata per dar modo a chi non è potuto venire oggi di informarsi e decidere cosa fare visti i gravissimi fatti successi oggi.

Nonostante ASL, arpa, Noe dei carabinieri, vigili urbani e polizia locale siano stati avvisati dei rischi per l’amianto a cui tutti siamo stati esposti a causa del mancato rispetto delle norme minime di sicurezza i lavori proseguono e nessuno si fa vedere…

Video POLVERI durante gli abbattimenti.

ore 20:30

Prima della fine dell’orario dei lavori sono sopraggiunti dopo le chiamate dei presenti due agenti della polizia locale in moto, e un tecnico dell’ASL.

I primi dopo aver scambiato due parole con gli operai del cantiere se ne sono andati, rispondendoci che non erano interessati a quello che avevamo da dire a riguardo, che sapevano già tutto e che avrebbero scritto il loro rapporto.

Il tecnico dell’ASL ha detto che dovranno procedere domani con maggiori valutazioni per verificare l’effettiva presenza dell’amianto e che intanto i lavori sono sospesi in parte.

MARTEDì 1 LUGLIO – ore 07:49

L’accoglienza in via toscana questa mattina…

ore 08:11

Sono appena riniziati gli abbattimenti in via Toscana. La demolizione della seconda palazzina procede a rilento per paura di eventuali cedimenti o crolli che mettano a rischio lavoratori, abitanti e binari limitrofi alla casa. Inoltre a quanto abbiamo capito parte della palazzina non può essere demolita fino a nuovi accertamenti dell’ASL.

Consigliamo a tutti di munirsi di mascherine perchè già dopo pochi minuti che sono iniziati gli abbattimenti l’aria inizia a essere irrespirabile e molto irritante.

ore 13:14

Gli abbattimenti sono stati interrotti per accertamenti dell’ASL, effettuati dopo nostra segnalazione, per il rischio di dispersione di amianto dovuto a tubature presenti all’interno dell’edificio e ai sacchi in cui è stoccato l’amianto non in sicurezza.

Questa è l’ennesima dimostrazione di come vengono fatti i lavori del TAV e che per tutelarsi le persone devono agire in prima persona! 

Anche questa mattina la solidarietà continua e tante persone continuano a passare ...e stasera alle 20:30 ci incontriamo anche con i negozianti della zona, molto preoccupati delle conseguenze delle loro attività!

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ore 16:47

L’ASL dopo i controlli fatti decide di far riprendere i lavori. Non si sa cosa sia stato trovato nelle cantine del condominio e come sia stato smaltito. ASL non dà risposte a noi che abbiamo segnalato il problema. 

Il tecnico dell’ASL dichiara però che i sacchi in cui è stoccato l’amianto e sui quali sono caduti numerosi detriti (anche di grosse dimensioni) non sono stati rotti, anche se la cosa a tutti i presenti sembra impossibile dato che abbiamo assistito alla scena. 

E’ da sottolineare come in ogni caso questi controlli all’interno del condominio dovevano essere fatti prima dell’inizio dei lavori.

ore 17:14

Sono ricominciati gli abbattimenti e i sacchi contenenti amianto vengono spostati all”interno dei garage espropriati. Questa operazione doveva essere fatta prima dell’inizio dei lavori, e anche in questo caso senza una nostra segnalazione chissà cosa sarebbe successo, sempre all’insaputa delle persone che abitano questa zona e di tutti i bresciani. 

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ore 20:30

Questa sera alcuni attivisti del movimento No Tav Brescia, alcuni ex residenti della zona e alcuni commercianti si sono trovati in via Toscana per discutere della situazione di questi giorni e affrontare le preoccupazioni dei commercianti.

Durante la serata è emersa nuovamente la totale disinformazione di chi viene coinvolto da questi lavori: i negozianti si sono trovati da un giorno all’altro con le prime strade chiuse, con relativi problemi dovuti al traffico. Oltre alle perdite economiche che già iniziano a farsi sentire, e che mettono in allarme molti negozianti della zona già colpiti dalla crisi economica, le preoccupazioni riguardano anche l’inquinamento dovuto al traffico.

I negozianti hanno deciso quindi nelle prossime settimane di formare un comitato per tutelarsi e procedere tutti uniti nelle decisioni che verranno prese. Nel parlare quello che è emerso chiaramente è la domanda del perché per chi perde la casa è previsto un indennizzo, per minimo che sia, mentre per chi perdere il lavoro o un attività non è prevista nessuna forma di indennizzo.

Ci è infatti giunta voce tramite i negozianti, che alcune attività di via Corsica e via Dalmazia hanno intenzione o hanno già disdetto il contratto di affitto considerando le gravi conseguenze economiche che 2 anni e più di cantieri avrebbero sulle loro attività e sulla loro vita.

MERCOLEDì 2 LUGLIO – ore 08:27

Gli abbattimenti in via Toscana sono appena iniziati…diverse persone sono già presenti a controllare lo svolgimento dei lavori. La situazione è abbastanza tesa per i ritardi che “per colpa nostra”, come hanno tenuto a sottolineare, sono stati accumulati ieri nel procedere dei lavori. 

Questa sera però dalle 19:00 cena di solidarietà in via toscana…

Il TAV è arrivato anche in città a Brescia.
Ha portato il suo carico di devastazione e saccheggio. 
Le ruspe stanno abbattendo case nel quartiere Don Bosco in via toscana.

Abitanti e solidali invitano tutte e tutti ad una cena in solidartietà a tutte le persone colpite dal TAV. 

QUESTA SERA, MERCOLEDì 2 LUGLIO A PARTIRE DALLE ORE 19.00. IN VIA TOSCANA BRESCIA.
Porta quello che vorresti trovare: del cibo da condividere, la tua musica, la tua arte.

LORO PORTANO DISTRUZIONE E CEMENTO
NOI CONDIVISIONE E SOLIDARIETA’

A SARA’ DURA

ore 10:41

Anche se dalle foto non si vede qui si sta alzando una nuvola di polvere enorme. Gli idranti che servirebbero a limitarla sono palesemente insufficienti. Inoltre l’ASL ieri ha detto che durante gli abbattimenti avrebbero l’obbligo di usare 3 idranti, con un getto che arrivi all’altezza massima della casa, mentre ne stanno usando 1 massimo 2 con un getto chiaramente insufficiente.

Come negli scorsi giorni comunque i lavoratori non usano spesso nemmeno le protezioni (quando è arrivata l’ASL però tutti indossavano caschetti e mascherine) e anche le forze dell’ordine continuano a respirare le polveri che si stanno sollevando.

Consigliamo nuovamente a chiunque passi in via Toscana di indossare e portare delle mascherine, anche se noi ne abbiamo sul posto parecchie da distribuire!

Nel pomeriggio hanno finito di abbattere anche la seconda palazzina; durante tutto il giorno ex abitanti, vicini, e molte altre persone sono passate in via Toscana..chi a portare la colazione ai primi arrivati, chi a portare un cioccolatino o dell’acqua fresca. La solidarietà e l’unione si fanno sentire e anche i più scettici iniziano a capire la nostra presenza e a supportarla per il bene di tutti.

Gli abitanti della zona iniziano anche a farsi domande sul dispiegamento esagerato di forze dell’ordine, palesemente inutili e pagate con i soldi di tutti per non fare nulla.

Vi aspettiamo per le otto per la cena di solidarietà!

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ore 20:07

Anche se non sono presenti camionette, per la prima volta da lunedì mattina (con presenza 24 ore su 24), ci sono due macchine della polizia, due macchine dei carabinieri e la digos a controllare il cantiere e tutte le persone che si stanno riunendo ora in via Toscana.

Più di 50 persone si sono trovate questa sera in via Toscana, condividendo insieme la cena e dando la propria solidarietà a chi ha perso la casa e alle persone che si trovano a vivere a ridosso dei cantieri, in condizioni veramente spaventose. Assenza di informazione, assenza di protezione per la salute e militarizzazione della via, anche per chi vi vive e lavora.

Durante la serata si è tenuta anche l’ultima riunione per l’Ecoparata di sabato dando un forte messaggio di solidarietà e condivisione anche da parte di altri comitati ambientalisti che si occupano di altre problematiche ambientali.

Il contrasto tra noi e loro è sempre più evidenteLORO PORTANO DISTRUZIONE E CEMENTO, NOI CONDIVISIONE E SOLIDARIETA’

GIOVEDì 3 LUGLIO – ore 08:39

I lavori di abbattimento sono ripresi. 
Ieri sera più di 50 persone si sono ritrovate a cenare in via Toscana: una serata di solidarietà e condivisione stile NO TAV!

Oggi alle 11:00 si terrà qui la conferenza stampa per l’ecoparata di sabato.

ore 09:13

I livelli di polvere sono di nuovo fuori controllo vista l’inadeguatezza degli idranti…che sono ancora 1 massimo 2 e non 3 come previsto!

ore 13:38

5 minuti: il tempo che il sindaco ha passato in via toscana..questa è la vicinanza ai cittadini! Il fatto che le persone che abitano a ridosso dei cantieri non siano state nemmeno informate dell’inizio dei lavori non è responsabilità sua. Il menefreghismo verso l’inquinamento creato nemmeno. I problemi dei negozianti della zona neppure…

ore 14:35

Anche l’abbattimento del condominio di via Toscana è terminato, sollevando polveri, e continuando a far uscire dal cantiere camion non in sicurezza: nonostante Cepav Due abbia rassicurato gli abitanti che i detriti sarebbero usciti con i camion coperti, abbiamo monitorato e non è così. I camion con i detriti che disperdono polvere non vengono ne bagnati ne coperti, quelli che trasportano altri materiali, come il ferro, hanno materiale che sporge dal bordo di diverse decine di centimetri. Il rispetto delle regole per la sicurezza è evidentemente un optional, e le forze dell’ordine al posto che controllare e segnalare queste anomalie continuano a controllare tutte le persone che invece si preoccupano della situazione allarmante.

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 ore 16:06

Forze dell’ordine pagate da noi per andare al bar o a passeggio.. con camionette sempre accese giusto per aumentare un po l’inquinamento della zona. Nonostante le lamentele dei presenti e degli abitanti della via l’atteggiamento di menefreghismo per la salute e per il rispetto delle persone continua. Per noi nulla di nuovo, ma la gente che passa resta molto stupita del trattamento “speciale” che stanno usando nei confronti di questo cantiere.

 VENERDì 4 LUGLIO – ore 09:05

I lavori in via Toscana procedono, ma l’abbattimento dell’ultima palazzina è stato rinviato di una settimana causa amianto. I sacchi di amianto stoccati nei garage espropriati vengono portarti via, mentre continua la bonifica della terza palazzina, contenente in diverse parti della casa grandi quantitativi di amianto.

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Le forze dell’ordine continuano a essere presenti in misura spropositata senza alcun motivo.

Decidiamo insieme di proseguire il controllo dei cantieri nelle prossime settimane, invitando tutti a tenere monitorata la situazione e a dare solidarietà e appoggio a chi è stato più coinvolto, non dimenticando che siamo comunque tutti coinvolti dalla costruzione e dalle conseguenze dei cantieri della costruzione di quest’opera. Sicuramente saremo presenti durante l’abbattimento dell’ultima palazzina, previsto teoricamente per il 14 luglio.

SABATO 5 LUGLIO – ore 19:30

In occasione del passaggio in via Zara, dell’Ecoparata 2014, manifestazione ambientalista,  via Toscana viene nuovamente messa in “sicurezza” con blindati e agenti in tenuta antisommossa. Gli attivisti presenti vengono anche “avvisati” che se qualora qualcuno provi ad avvicinarsi la risposta sarà chiara da parte delle forze dell’ordine.

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ANALISI DEL PROGETTO DI ALTA VELOCITA’

Mercoledi 5 marzo si è tenuto a Brescia un incontro di auto formazione organizzato da SEL sulla questione della TAV . Un analisi del progetto di Alta Velocita’ sotto l’aspetto della procedura autorizzativa , trasportistico, dei costi e delle modifiche intervenute sulla classificazione delle terre da scavo e rocce diventate “ improvvisamente “ sottoprodotti. A presiedere l’incontro Erasmo Venosi , membro del Comitato Scientifico della conferenza permanente dei Sindaci per le tratte ad AV del Nord Est ed ex consulente del Ministero dei Trasporti nel Governo Prodi. Continua a leggere

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BRESCIA: ANCORA RIFIUTI TOSSICO NOCIVI IN UN CANTIERE DEL TAV AL VILLAGGIO VIOLINO

VILLAGGIO VIOLINO

Al Villaggio Violino sono state abbattute alcune abitazioni espropriate per far posto ai cantieri del TAV. Come potete vedere dalle fotografie,  anche qui sono state trovate sostanze tossico nocive durante gli scavi. Si tratta dell’ottavo ritrovamento in pochi km di TAV da Travagliato a Brescia. Ma è una cifra in ribasso . Lo ha detto il Dott. Gianpaolo Oneda responsabile bonifiche dell’ARPA di Brescia in un incontro che alcuni attivisti del gruppo No Tav Brescia hanno avuto con lui nella giornata di martedi 20 maggio. Secondo il tecnico dell’ARPA i ritrovamenti sono tantissimi: praticamente lungo tutta la linea e un susseguirsi di ” scoperte nocive “.  Stessa cosa era accaduta durante i lavori di costruzione della BREBEMI. E’ bene notare come non sia stata data nessuna comunicazione alla cittadinanza, da parte delle istituzioni, circa gli abbattimenti, il proseguo dei lavori, e i ritrovamenti. Continua a leggere