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BRESCIA: ANCORA RIFIUTI TOSSICO NOCIVI IN UN CANTIERE DEL TAV AL VILLAGGIO VIOLINO

VILLAGGIO VIOLINO

Al Villaggio Violino sono state abbattute alcune abitazioni espropriate per far posto ai cantieri del TAV. Come potete vedere dalle fotografie,  anche qui sono state trovate sostanze tossico nocive durante gli scavi. Si tratta dell’ottavo ritrovamento in pochi km di TAV da Travagliato a Brescia. Ma è una cifra in ribasso . Lo ha detto il Dott. Gianpaolo Oneda responsabile bonifiche dell’ARPA di Brescia in un incontro che alcuni attivisti del gruppo No Tav Brescia hanno avuto con lui nella giornata di martedi 20 maggio. Secondo il tecnico dell’ARPA i ritrovamenti sono tantissimi: praticamente lungo tutta la linea e un susseguirsi di ” scoperte nocive “.  Stessa cosa era accaduta durante i lavori di costruzione della BREBEMI. E’ bene notare come non sia stata data nessuna comunicazione alla cittadinanza, da parte delle istituzioni, circa gli abbattimenti, il proseguo dei lavori, e i ritrovamenti.

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VIA TOSCANA

Martedi 20 maggio gli attivisti No Tav hanno tenuto una conferenza stampa in via Toscana per denunciare il fatto che all’interno delle palazzine abitava ancora una persona fino a ieri, presumibilmente rimasta senza luce da alcuni giorni, dati i lavori di A2A nell’area espropriata  per la chiusura degli allacciamenti. E’ stata occasione questa, per rilasciare alcune osservazioni in merito alla cosiddetta ” comunicazione ”  e “trasparenza” che il Comune sta’ facendo sul tema. Ne parliamo in questo articolo.

http://notavbs.org/nonrispostecomunedibrescia.html

Alla conferenza stampa ha partecipato anche Domenico Finiguerra, candidato per la Lista Tsipras, che si trovava in citta’ e che ha “visitato” i cantieri della TAV ascoltando alcune testimonianze dei cittadini coinvolti in prima persona dai cantieri.

Valentina Zanini – prima parte ampa No Tav – uno

Valentina Zanini – parte due

Domenico Finiguerra – candidato Lista Tsipras alle Europee del 25 maggio v

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VIA RONCADELLE

Via Roncadelle PRIMA e DOPO l’inizio dei cantieri TAV. Questa è la barriera fonoassorbente “poco invasiva” che il Comune di Brescia ha concordato con Italferr. Gli abitanti come sempre non sono stati informati, e da un giorno all’altro si sono trovati murati nelle proprie abitazioni.  Lunedì 19 maggio la via è stata chiusa e presidiata dalle forze dell’ordine. Gli abitanti hanno appreso della chiusura totale della via, solamente la sera prima ( domenica 18 maggio) attraverso alcuni cartelli posti lungo la strada.  Anche a Brescia il Tav diventa una questione di ordine pubblico?

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Amianto nei cantieri TAV di via Roncadelle

Rete Antinocivita’ Bresciana e No Tav Brescia hanno indetto per questa mattina una conferenza stampa nei pressi del cantiere TAV di via Roncadelle a Brescia.

Qui nelle scorse settimane sono iniziati lavori di smaltimento di rifiuti, che da parecchio tempo erano stati accumulati in cumuli di terra coperti da un sottile strato di cellofan.

Abbiamo scoperto solo da pochi giorni, quando hanno iniziato a insacchettare la terra contaminata, che la sostanza in questione è l’amianto. Questo è stato scoperto non grazie ad una denuncia all’ARPA o agli enti competenti, con successiva resa pubblica della notizia, ma andando direttamente noi ad indagare di cosa si trattava.

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Denunciamo quindi per l’ennesima volta la scandalosa realtà in cui si trova Brescia: questo, risulterebbe essere il settimo ritrovamento di sostanze nocive, in poco più di 2 Km di tratta in fase di esecuzione dell’alta velocità, nei nostri territori.

Come sempre la salute dei cittadini non viene tutelata: in Via Roncadelle gli abitanti che hanno subito gli espropri dei loro terreni e che convivono ad oggi con i cantieri del TAV, non sono stati informati dagli enti competenti e dalle amministrazione circa i rischi che stanno correndo per la loro salute. E in questo particolare caso, sappiamo quanto l’amianto sia disperdibile nell’aria e quanto sia nocivo per la salute delle persone.

In questi giorni abbiamo tenuto sotto controllo il cantiere e abbiamo notato anche diverse irregolarità per quanto riguarda la gestione di questa “bonifica”: i lavoratori spesso non indossano le misure di sicurezza adeguate,  lavorando senza protezioni a pelle e mani nude, spesso senza mascherine adatte a proteggere le vie respiratorie dalle fibre di amianto, con atteggiamenti di noncuranza della gravità della situazione.

Ci domandiamo prima di tutto da dove provengano questi rifiuti; ci domandiamo dove ed in che modo sarà smaltita questa terra contaminata (considerando che le ditte che si stanno occupando dei lavori dell’alta velocità a Brescia sono già state precedentemente indagate per smaltimento illecito di rifiuti); ci domandiamo perché, in una situazione di precario equilibrio ambientale come Brescia, le amministrazioni continuino a non fare nulla per tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini.

E di quanto sia grave la situazione ambientale bresciana ne abbiamo la conferma ogni giorno: è di ieri la notizia dell’acqua non potabile nel quartiere di San Bartolomeo a Brescia, dove privatamente alcuni abitanti hanno fatto analizzare l’acqua del loro rubinetto trovando valori di cromo esavalente fuori dai limiti di legge, con concentrazioni che rendono l’acqua NON POTABILE. Il cromo esavalente ritrovato è pari a 65 microgrammi/L, fuori dal limite imposto dei 50 microgrammi/L. La cosa realmente sconcertante è il fatto che  queste analisi sono datate metà marzo, successive quindi a quelle del 25 febbraio, quando un prelievo effettuato dall’ Asl nel punto rete più vicino all ’abitazione in questione, certificava invece una presenza di cromo inferiore ai 5 microgrammi/litro.

Questa è l’ennesima conferma di come gli enti preposti e le amministrazioni tentino di tranquillizzare la popolazioni sulle problematiche ambientali e sul pericolo per la nostra salute, e di quando in realtà la situazione sia rischiosa e dannosa per tutti!

Per quanto riguarda il cantiere di via Roncadelle e i ritrovamenti di amianto ci domandiamo anche per quale motivo questo ritrovamento non sia stato denunciato e il cantiere non sia stato fermato, nello stesso modo in cui è successo qualche settimana fa nel cantiere TAV di via Dalmazia dove era stato trovato dell’altro amianto.

E’ inoltre preoccupante il quantitativo di sacchi di terra che stanno continuando a stoccare, smuovendo quotidianamente la terra e  disperdendo fibre di amianto a danno degli abitanti coinvolti e dei lavoratori non tutelati.

La conferenza stampa è stata l’occasione anche per ribadire le motivazioni della manifestazione che si svolgerà a Brescia il prossimo 10 maggio : in quella occasione le realtà di movimento scenderanno in piazza insieme ai comitati che lottano contro le nocività per denunciare  “il grave inquinamento a tutti i livelli di Brescia e provincia che la fa sempre più assomigliare a una Terra dei Fuochi del Nord Italia”.

 Qui potete vedere il video dei cantieri TAV da Ospitaletto fino a via Roncadelle.

Qui il servizio di Teletutto

Qui potete ascoltare l’intervista di questa mattina di Radio Onda d’Urto

Articolo di Radio Onda d’Urto

Articolo di quibrescia.it

 

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BRESCIA: ANCORA RIFIUTI INDUSTRIALI NEI CANTIERI TAV

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Sigilli giovedi scorso 6 marzo, anche se la notizia è emersa solo ieri 9 marzo, messi dalla Polizia Ferroviaria di Brescia a una vasta zona dell’area Piccola velocità di Brescia, dove sono in corso i lavori per il Tav. L’area coinvolta è quella a sud dello scalo ferroviario, in via Dalmazia.

Ritrovati nel sottosuolo, a poche centinaia di metri dalle abitazioni e a fianco della linea ferroviaria, rifiuti altamente pericolosi ed in particolare amianto. Sacchi trasparenti coprono ora il materiale che Arpa dovrà analizzare.

Si tratta del quinto ritrovamento di rifiuti tossici industriali nel bresciano lungo due chilometri di Tav: Brescia, Rovato, Ospitaletto, Castegnato e Travagliato, in una provincia comunque già disseminata di suo di inquinanti di ogni genere.

Vi proponiamo il confronto sul tema ai microfoni di Radio Onda d’Urto tra Pietro Gorlani, giornalista de “Il Corriere Brescia” esperto di tematiche ambientali, e Dario Balotta, di Legambiente Brescia. Ascolta o scarica il contributo

Non è certo una peculiarità bresciana: solo pochi giorni fa, a Torino, scienziati e ambientalisti avevano denunciato che le polveri sollevate dal Tav in val di Susa hanno un’alta radioattività naturale legata al “decadimento dell’uranio”. Gigi Ricchetto, No Tav Val di Susa. Ascolta o scarica

Leggi anche

http://www.quibrescia.it/cms/2014/03/10/amianto-in-via-dalmazia-stop-ai-lavori-tav/

http://www.quibrescia.it/cms/2014/03/10/amianto-cromo-e-pcb-le-croci-di-brescia/

http://www.antinocivitabs.org/venerdi-14-marzo-assemblea-stop-biocidio-brescia.html

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Un’altra giornata in via Toscana!

LUNEDì 14 LUGLIO 2014 ore 9:21

Questa mattina in via Toscana avrebbero dovuto riprendere i lavori di abbattimento dell’ultima palazzina. Così avevano detto agli abitanti della via. Per ora è arrivato solo un operaio e non stanno procedendo con i lavori. La scorsa settimana hanno finito gli abbattimenti dei garage del condominio e hanno spianato e livellato tutta la zona. Ovviamente con le solite modalità, furgoni con macerie scoperte inclusi. Un gruppo di persone si è comunque riunito e monitorerà la situazione nei prossimi giorni portando anche solidarietà alle persone che vivevano in queste case. Invitiamo tutti e tutte a passare in via Toscana e in tutte le zone in cui questi cantieri hanno iniziato a lavorare per monitorare lo svolgimento dei lavori!

ore 14:09

Partitella post pranzo? No Tav è anche questo!

ore 15:32

La digos identifica (senza un motivo valido) tutte le persone presenti in via Toscana.. il cantiere però è fermo in attesa di accertamenti dell’ ASL per la presenza di amianto!

ore 19:00

Durante tutta la giornata si sono presentati solo dei tecnici per delle rilevazioni riguardanti il corso d’acqua presebte a ridosso del cantiere.

I lavori di abbattimento sono stati sospesi fino a nuovo ordine dell’ASL per la presenza e la rimozione dell’amianto presente nella terza palazzina che deve ancora essere abbattuta.
Nei prossimi giorni dovrebbero procedere con i lavori e sicuramente alcune persone saranno presenti per monitorare l’andamento dei lavori e per dare solidarietà alle persone espropriate e a chi vive ai ridosso dei cantieri (e non viene nemmeno informato dei lavori).

La scorsa settimana hanno inoltre installato una centralina per monitorare l’inquinamento acustico, anche se immaginiamo che come sempre i dati rilevati non verranno resi pubblici. Inoltre negli scorsi giorni sono stati prelevati anche dei campioni di terreno, presumibilmente per valutare la presenza di PCB da noi denunciata. O almeno ce lo auguriamo. Ci impegneremo affinchè vengano fornite risposte ai cittadini a riguardo dei valori rilevati a tal proposito.

Nella giornata di oggi inoltre il cantiere di via Dalmazia è rimasto completamente fermo, nonostante la viabilità fosse comunque ridotta a un solo senso di marcia. Ci domandiamo se questi giorni “morti” andranno ad aumentare il tempo di chiusura della via.

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I disagi dovuti al traffico ovviamente continuano e in particolare dopo pranzo e nel tardo pomeriggio le vie del quartiere sono veramente congestionate di automobili.

Nei prossimi giorni comunicheremo anche nuove date che abbiamo in programma: riproporremo un momento di solidarietà e informazione serale, coinvolgendo anche gli abitanti della zona e i negozianti, facendo informazione e spiegando come questi lavori vengono fatti e l’importanza di mettersi in prima persona a monitorare la prosecuzione dei lavori.

Invitiamo nei prossimi giorni tutti e tutte a tenere monitorati i lavori di questi cantieri che, anche per la velocità con cui stanno proseguendo, molto spesso non lavorano in maniera corretta, esponendo tutti a rischi ambientali e per la salute anche molto gravi (come è successo in via Roncadelle con l’amianto).

 MARTEDì 15 LUGLIO ore 16:19

Durante tutta la giornata di oggi i lavori non sono proseguiti nel cantiere di via Toscana; gli abbattimenti dovrebbero iniziare domani in mattinata. In ogni caso la solidarietà e la condivisione che si sta dando in via Toscana continua e durante tutto il giorno numerose persone sono state presenti a monitorare la situazione! Invitiamo di nuovo tutti e tutte a passare nei prossimi giorni!

MERCOLEDì 16 LUGLIO ore 08:33

Questa mattina il cantiere di via toscana è ancora fermo. Nessuno si è ovviamente preoccupato di informare gli abitanti della zona della situazione. Qui sono presenti già alcune persone a monitorare la situazione…immancabilmente presenti le forze dell’ordine pagate con i soldi pubblici inutilmente!

ore 09:17

Sono arrivati poco fa due operai a lavorare nell’ultima casa di via toscana la cui demolizione è ferma in attesa dell’autorizzazione dell’ASL per l’elevata presenza di amianto.

ore 12:37

I due operai presenti nell’ultima casa che non è ancora stata abbattuta in via Toscana stanno rimuovendo tutti i teli, tubi e protezioni che erano stati messi nelle scorse settimane per rimuovere l’amianto presente nella casa. Presumiamo quindi che domani possano iniziare gli abbattimenti, ma nemmeno agli abitanti della via vengono date informazioni a proposito delle tempistiche dei lavori. 

Continuiamo a invitare tutti e tutte a tenere monitorati i cantieri che stanno lavorando in città!

GIOVEDì 17 LUGLIO ore 08:24

Questa mattina i lavori di abbattimento sono ancora fermi e al cantiere per ora non lavora nessuno. Le uniche ruspe al lavoro sono quelle per la manutenzione della rete del gas. Gli abitanti della via iniziano ad essere parecchio nervosi data l’assenza di informazioni e il protrarsi dei disagi.

ore 10:12

La digos per il terzo giorno in questa settimana identifica tutti i presenti in via toscana…iniziano a preparare la lista nera dei cattivissimi NO TAV di Brescia?

ore 10:23

Un tecnico di Italferr arriva e si stupisce del fatto che il cantiere sia fermo e non ci sia nessuno a lavorare.
Sembra una barzelletta ma….

ore 14:16

Dopo qualche giorno di silenzio, sono tornati gli operai che si stanno occupando di finire di svuotare una delle case vittime del TAV che poi sarà demolita completamente…
Alcune persone sono ancora presenti in via Toscana a tener sotto controllo la situazione e sembra che domani mattina riprendano i lavori di abbattimento!

VENERDI’ 18 LUGLIO ore 08:17

I lavori questa mattina in via toscana sono iniziati e ora procedono a spostare i sacchi contenenti amianto fuori dalla casa prima di procedere con l’abbattimento.

ore 09:11

Gli abbattimenti sono iniziati…due idranti al posto di tre, polveri che già dopo pochi minuti sono fuori controllo e sacchi con stoccato l’amianto ai piedi della ruspa con il rischio che vengano lacerati!

ore 11:47

I lavori di abbattimenti proseguono e in via toscana sono presenti diversi abitanti della zona e alcune persone espropriate..

ore 15:10

I livelli di polveri sollevate oggi usando un solo idrante….

ore 18:53

L’abbattimento delle ultime case di via Toscana è finito.. mancano solamente da abbattere gli ultimi garage in cui erano state trovate nelle scorse settimane elevate quantità di amianto. I lavori proseguiranno anche durante il fine settimana probabilmente per recuperare i giorni scorsi in cui sono dovuti rimanere fermi. 

Gli abitanti della via non sono stati informati nemmeno di questo, ma la cosa non ci stupisce! 

Ricordiamo a tutti l’importanza di tenere monitorato l’andamento di questi cantieri e l’appuntamento per martedì prossimo per la cena di solidarietà in via Toscana!

LUNEDì 21 LUGLIO ore 18:38

Durante il fine settimana i lavori al cantiere di via Toscana non sono proseguiti. Durante tutta la giornata di oggi hanno provveduto a portar via le macerie dell’ultima palazzina abbattuta. I camion addetti ovviamente sono usciti dal cantiere tutti scoperti (giustificabile in parte per quelli bagnati dalla pioggia, ma non ha piovuto tutto il tempo in quantità tale da bagnare adeguatamente le macerie perchè non facessero polveri) e addirittura un camion è uscito senza targa.

L’abbattimento dei garage non è ancora stato effettuato, ma agli abitanti della via non sono state date nuovamente notizie a tal proposito.

Il cantiere di via Dalmazia rimane ancora fermo, nonostante la strada sia chiusa al traffico creando disagi e inquinamento alla zona, mentre il cantiere di via Roncadelle procede molto rapidamente. Ecco alcune foto di aggiornamento sulla situazione di via Roncadelle.

 

 

 

 

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Ora sono sette: NON LASCIAMOLI SOLI – qui gli indirizzi di tutti

L’11 luglio scorso altri tre ragazzi (Graziano, Francesco e Lucio) sono stati arrestati con l’accusa di aver partecipato all’azione della notte tra il 13 e 14 maggio 2013 al cantiere No Tav.

A differenza di Chiara, Mattia, Claudio e Niccolò, in questo caso non è stato contestato loro il terrorismo. Questo in ragione della sentenza della Cassazione che aveva annullato l’ordinanza (qui) per i primi quattro arresti. I pm hanno però fatto sapere che anche i tre sono indagati per quel reato, il che significa che stanno ancora cercando prove.

Dunque ora i ragazzi detenuti in carcere per un compressore andato a fuoco sono sette.

 

Anche per i nuovi tre ci sono spese da affrontare: avvocati, trasferte, diaria. Invitiamo quindi chi voglia dare un proprio contributo a usare la cassa istituita dal movimento No Tav che già viene usata per gli altri quattro detenuti e che trovate qui

 

http://notavliberi.noblogs.org/files/2014/02/CASSA-NO-TAV-9-DICEMBRENUOVA.jpg

 

Se volete scrivere ai sette ragazzi, questi sono gli indirizzi:

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Graziano Mazzarelli 
casa circondariale
via Paolo Perrone 4
Borgo San Nicola
73100 Lecce

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Francesco Sala

casa circondariale “San Vittore”
piazza Filangeri 2

20123 Milano

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Lucio Alberti
casa circondariale “San Vittore”
piazza Filangeri 2
20123 Milano

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Niccolò Blasi

casa circondariale San Michele

Strada Casale 50/A

15121 Alessandria

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Mattia Zanotti

casa circondariale San Michele

Strada Casale 50/A

15121 Alessandria

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Chiara Zenobi

casa circondariale “Lorusso e Cutugno”

via Maria Adelaide Aglietta 35

10151 Torino

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Claudio Alberto

casa circondariale “Lorusso e Cutugno”

via Maria Adelaide Aglietta 35

10151 Torino

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Lettera di Chiara dal carcere.

Sarebbe estremamente lungo e difficile esprimersi su ognuna delle innumerevoli cose dette e fatte in solidarietà nei nostri confronti. È più facile mettere insieme le suggestioni, i pensieri leggeri e quelli pesanti, un po’ di nostalgia dolce, qualche perplessità e riversare tutto su questi fogli.

Un continuo e impressionante succedersi di messaggi pubblici e privati, di prese di posizione, iniziative ed azioni, individuali e collettive, hanno puntellato questi mesi. Questo flusso di affetto ci ha tenuto sempre il cuore al caldo e riempito lo stomaco di farfalle, sensazioni che a volerle descrivere mancano le parole. Nessuno di noi si è mai sentito “stremato” o fiaccato dalla detenzione. La galera è lo stesso corto circuito di logica e di umanità per chiunque ci ha a che fare e quasi tutti l’affrontano, a differenza di ciò che è successo a noi, privi di qualsiasi sostegno affettivo, economico e legale, e senza nessuno che si strappi pubblicamente le vesti.

Non c’è stato un solo momento in cui ci siamo sentiti vittime, pure se a qualcuno (incredibilmente pochi per la verità) è ingenuamente sfuggito di mano di descriverci come tali, rivolgendosi alla stampa o addirittura alla politica, a cui non è mai stata nostra intenzione dire o chiedere niente.

(Per coerenza ed onestà non posso fare a meno di dire che provo una totale sfiducia per la categoria dei giornalisti e per quella dei politici di qualsiasi sponda o colore. Per entrambe l’unico interesse è la vendita del proprio prodotto commerciale e l’asservimento alla ricerca del consenso, adoperandosi per lo più per essere i portavoce dell’altrui cattiva coscienza. Ed entrambe, alla bisogna, possono mettersi la maschera dei sovversivi, dei sinceri democratici o dei boia a seconda del luogo e del tempo in cui si esprimono. I giornalisti che non si riconoscono in quanto appena detto sono probabilmente disoccupati, o lo saranno presto, o sono relegati ai margini della pubblica diffusione delle notizie. In ogni caso non potranno che ammettere di dividere il tetto e spesso il pane con qualunquisti, avvoltoi e sciacalli).

Scegliere di opporsi alla follia dello status quo può essere gravido di conseguenze. Non da ultimo il venire identificati come i nemici dell’umanità: malfattori,provocatori, violenti. Terroristi.

Non sentirsi vittime non significa certo accettare queste definizioni, ma riconoscere che un’ipocrisia tanto sfacciata quanto complice governa questo mondo. La stessa che riesce a chiamare “sviluppo” la continua e progressiva distruzione delle fonti di vita di ogni specie vivente, che è pronta a mandare alla forca chi riduce in frantumi i vetri di qualche gigante dello sfruttamento (umano ed ambientale), ma che “ignora” la devastazione che l’ENI, in nome del popolo italiano,porta ovunque posa le zampe. Che si indigna e tira fuori il petto se un tutore dell’ordine (e del privilegio) si sbuccia un ginocchio, ma nasconde la testa nella sabbia quando qualcuno viene deturpato per sempre o termina la sua vita in una caserma o in una prigione.

Eccetera, eccetera.

La realtà, senza veli, è triste e terribile. Ma a forza di guardarla bene capita anche di innamorarsi di un sogno di libertà, di autodeterminazione, di giustizia senza l’inganno della Legge, e di cercarlo ovunque si manifesti all’improvviso.

Io l’ho visto. In un Cie in fiamme. Nella fuga precipitosa di un ufficiale giudiziario che, Diritto alla mano,voleva sbattere qualcuno in mezzo a una strada. Nello sfregio ad un simbolo della disuguaglianza sociale. In una scritta sfacciata lungo le “preziose” vie del centro.

E l’ho vista sullo svincolo di un’autostrada, al tramonto, dopo tre giorni passati a dividere la rabbia e la paura per la vita di quel fratello appesa ad un filo a causa della solerzia dei servi del Tav. Migliaia di persone che sanno solo di non volersi muovere da lì. Qualcuno prepara una zuppa, altri danno fuoco a una barricata. E non solo per la polizia, è difficile identificare e capire chi fa cosa. Arrivano alla fine. Un mare di caschi blu. Inizia un lungo spingi spingi. Noi in saliti, visi scoperti, disarmati. Cerco tra gli altri i volti dei miei compagni. Nessuno di noi avrebbe mai scelto di essere così vulnerabile: ad un esame di guerriglia urbana, avremmo preso zero. Ma ci guardiamo sorridendo. Intorno a noi centinaia di persone cantano all’unisono “La Valsusa paura non ne ha”. Non è incoscienza, tutti sanno come andrà a finire. Ma il tempo si fa denso, i corpi si dilatano fondendosi e nessuno vorrebbe essere da un’altra parte.

Vaglielo a spiegare poi a certi omuncoli di bassa statura morale che non è dentro una legge che troveranno le parole per raccontare quella bellezza. E la determinazione, e la tenacia.

Ma a quanto pare non ci fanno paura, con le loro parole. Il concetto di terrorismo serve solo a prendere per il naso gli sciocchi e gli uomini di cattiva volontà. Questo è quello che è davvero successo con i nostri arresti. Non sono solo i soliti, testardi sovversivi a rispedire le accuse al mittente. Sono in molti ad annusare l’inganno e a capire dove va a parare: l’asso nella manica del terrorismo (non nuovo ad essere usata per reprimere chi lotta contro l’oppressione e lo sfruttamento e la devastazione) da applicare alle lotte sociali, et voilà. Ma la Procura, o chi per essa, fa male i suoi conti. Pensa di prepararsi un terreno su cui camminerà facilmente. Pensa di giocare d’anticipo e invece arriva troppo tardi. Ormai non c’è più modo che individui caparbi, intestarditi da un No ventennale, si facciano incastrare da qualche scaltro parolaio. E se su un piano sombolico l’accusa di terrorismo è già naufragata, potrebbe non passare neanche da un punto di vista legale. Ed è un bene che lo Stato non si fornisca tanto facilmente degli strumenti con cui terrorizzare molte lotte e molti lottatori. Non è possibile, però, ragionare molto oltre su quello che avviene nelle aule di tribunale. Non possiamo di certo aspettarci una pacca sulla spalla.

Ma la rivendicazione collettiva che si è incredibilmente dispiegata di quell’atto di sabotaggio riempie di forza. Perché siamo andati molto oltre dal dire che i terroristi sono loro. Siamo arrivati a dire che sotto quei cappucci, all’ombra di quella luna di maggio, c’erano i volti di tutti gli uomini e le donne che quel maledetto treno non lo vogliono. Le categorie di innocenza e colpevolezza scompaiono, diventano roba da scartoffie e contabili. “Quella notte c’eravamo tutti”. Nessuna sentenza potrebbe farci sentire più liberi di questa frase.

Chiara

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Cena di solidarietà presso il cantiere di via Toscana

I lavori per la realizzazione del treno ad alta velocità (TAV Treviglio-Brescia) sono iniziati e i numerosi cantieri all’opera stanno distruggendo e inquinando il nostro territorio…

MARTEDì 22 LUGLIO CENA DI SOLIDARIETA’ presso il cantiere di VIA TOSCANA

A PARTIRE DALLE 19:00 
Porta quello che vorresti trovare: del cibo da condividere, la tua musica, la tua arte…ma anche una palla per giocare insieme!

A SEGUIRE:
Momento informativo sulla situazione dei cantieri e ricerca di soluzioni collettive ai problemi emersi anche per i negozianti e gli abitanti della zona

LORO PORTANO DISTRUZIONE E INQUINAMENTO, NOI CONDIVISIONE E SOLIDARIETA’

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IN MARCIA CONTRO IL TAV: PRESIDIO ITINERANTE IN VALSUSA DAL 17 AL 27 LUGLIO

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LA VALSUSA IN MARCIA CONTRO IL TAV

LA VALSUSA CONTRO TUTTE LE NOCIVITÀ

Campeggio itinerante da Avigliana a Chiomonte, dal 17 al 27 luglio 2014

Nel 2006 il Movimento NO TAV della Valle di Susa fece una marcia sino a Roma incontrando le realtà in lotta a difesa dei propri territori e i numerosi sostenitori e amici diffusi in tutta Italia

Oggi il Movimento NO TAV della Valle di Susa chiama tutti i movimenti di lotta, tutti gli amici e i propri sostenitori ad una marcia in Valle di Susa.

Tappe della marcia: Avigliana, Vaie, San Didero, Bussoleno, San Giuliano di Susa, Venaus, Chiomonte.

Camminata a bassa velocità per dire no alle grandi opere, inutili e dannose, imposte alla popolazione, causa della devastazione delle nostre valli e dello spreco di denaro pubblico.

Camminata contro il controllo e la militarizzazione del territorio, per rispedire al mittente l’attacco repressivo contro il Movimento NO TAV.

Per ribadire che vogliamo Chiara, Claudio, Mattia, Nicco, Forgi e Paolo liberi insieme a noi.
Per informare e informarsi, per partecipare e condividere .

Per sostenere la Resistenza NO TAV….. perchè insieme si può battere il progetto Tav ….. perchè insieme si vince.

Non delegare…. Partecipa! Il Movimento NO TAV

PROGRAMMA

17 luglio – Avigliana (pernottamento ad Avigliana)

dalle ore 15: arrivo e sistemazione partecipanti nella zona dello Spazio Sociale del VisRabbia.

ore 17,30 NOTAV Torino e cintura , il comitato NOTAV Collina morenica e Valsangone,il comitato NOTAV Ciriè Valli di Lanzo si incontrano al Municipio di Buttigliera Alta dalle per raggiungere a piedi Piazza del Popolo ad Avigliana alle 19 circa .

dalle ore 18: Serata di apertura in Piazza del Popolo, banchetti, informazione sullo stato dell’avanzamento del cantiere, situazione de* prigionier*, presentazione della marcia, ecc. .

a seguire: cena condivisa .

dopo cena: intrattenimento musicale con Alessio Lega e Ice Eyes Band.

18 luglio – Avigliana / Sant’Ambrogio / Vaie (pernottamento a Vaie)

ore 9: partenza della marcia da Avigliana a Vaie, fermata a S.Ambrogio e incontro inPiazza XXV aprile con il comitato locale e l’amministrazione cittadina (con dono da parte del Movimento di una bandiera NO TAV e una bandiera per la libertà de* quattro NO TAV accusat* di terrorismo. Le bandiere verranno donate ad ogni amministrazione)

pranzo al sacco nei vicini giardinetti

prosecuzione verso Chiusa S.Michele passando nella zona delle cave

Arrivo a Vaie e sistemazioni in area presidio.

alle ore 18: incontro sul tema ‘Storia del presidio e prospettive di lotta’

a seguire: cena nell’area del presidio di Vaie.

alle ore 21,30: proiezione del docufilm di Fulvio Grimaldi “Fronte Italia-Partigiani del 2000, dai No Tav ai No Muos, tutti i NO della resistenza in giro per l’Italia.”

dibattito con l’autore .

a seguire: musica.

19 luglio – Vaie / Sant’Antonino / Villarfocchiardo / San Didero (pernottamento a San Didero)

alle ore 9: partenza da Vaie verso San Didero. Arrivo Sant’Antonino con volantinaggio e presenza di banchetti al mercato

Pranzo a Villarfocchiardo (offerto dal comitato locale) e incontro con l’amministrazione cittadina

Da Villarfocchiardo partenza per San Didero.

Arrivo e sistemazione dei partecipanti. Incontro con l’amministrazione cittadina.

A seguire, volantinaggio e iniziative musicali a passeggio per il paese .

Cena organizzata dai No Tav Trento .

Alle ore 21: incontro / confronto tra le realtà espressioni delle lotte territoriali : No Tav Trento, No Tav Terzo Valico, No Mous, La Zad, etc.

20 luglio – San Didero / Borgone di Susa (pernottamento a San Didero)

Alle ore 9: colazione al campeggio a San Didero e pranzo autogestito al presidio.

Alle ore 15: passeggiata sino al “Maometto” di Borgone, storia del luogo racconti storici e leggende.

Cena al presidio di Borgone.

Alle ore 21,30: incontro – il presidio si racconta e incontra i partecipanti alla marcia – .

Alle ore 24 Rientro al campeggio a San Didero.

21 luglio – San Didero / Bussoleno (pernottamento a Bussoleno)

Alle ore 9: partenza da San Didero in direzione Bussoleno.

Nel percorso iniziative di lotta .

Arrivo in paese e piazzamento tende alle spalle del salone polivalente

Pranzo autogestito con invito ai valligiani a portare da casa del cibo da condividere .

Iniziative in piazza con presenza di mostre fotografiche, banchetti documentazione, gadget, ecc.

Ore 18 incontro di una delegazione con l’amministrazione cittadina.

Alle ore 18: in piazza del Mulino spettacolo teatrale dal titolo ‘Vincenzina Franti operaia punk’ con Ugo e Fra’ Diavolo, spettacolo che traccia, attraverso canzoni più e meno note, il percorso delle lotte operaie in Italia dalla seconda guerra mondiale ai giorni nostri.

Aperitivo

Cena ore 19.00 – 19.30 cena al polivalente (se possibile all’aperto) organizzata da i No Tav di Bussoleno

Alle ore 21: Assemblea Popolare presso il centro Polivalente con lancio della marcia popolare del 26 Luglio da Giaglione a Chiomonte.

22 luglio – Bussoleno / Susa (pernottamento a San Giuliano di Susa)

ore 9 partenza da Bussoleno verso Foresto e l’area dell’Isolabella (interessata dal progetto)

ore 10.30 momento informativo sui terreni a cura dei tecnici no tav Luca Giunti e Mario Cavargna

a seguire breve consiglio comunale aperto in cui si delibererà la contrarietà all’opera con la partecipazione e l’invito ai sindaci della futura unione dei comuni e soprattutto dei paesi limitrofi come Susa (cantierizzazione gemella con nastro trasportatore ecc.)

ore 12 arrivo a Foresto presso i giardini comunali con pranzo organizzato dagli amici del comitato no tav di Foresto e musica .

ore 14 visita all’orrido di Foresto con introduzione naturalistica a cura del guardiaparco e guida naturalistica Luca Giunti (5 min a piedi dai giardini)

ore 15 partenza verso Susa con due possibilità, pista ciclabile in piano che costeggia la ferrovia o in alternativa sentiero dei Ginepri che attraversa il parco e l’oasi xerotermica dell’orrido di Foresto

lunghezza tappa totale 7.2 km

Bussoleno (polivalente) – Foresto 4.3 km

Foresto – Susa (presidio no tav) 2.9 km

Arrivo a Susa , sistemazione .

Incontro con l’amministrazione cittadina di Susa

Cena al presidio No Tav- Lupi delle Alpi,organizzata dal comitato No Tav Susa – Mompantero.

Serata in piazza 4 Novembre a Susa (ex piazza del Sole) con banchetti, mostra fotografica, interventi.

Alle ore 21 ,30 : “ Voci dal carcere “spettacolo teatrale.

Ore 22,30 canti popolari a cura dell ‘Anonima Coristi “.

Ore 24 rientro al presidio con “Casseruolata” contro le truppe di occupazione.

23 luglio – Susa / Venaus (pernottamento a Venaus)

Alle ore 9: partenza da Susa verso Venaus , nel percorso iniziative di lotta rivolte contro le ditte e le truppe di occupazione .

Alle ore 12: arrivo e sistemazione dei partecipanti al presidio di Venaus .

Pranzo autogestito, con invito ai valligiani a portare cibo da condividere

Incontro con l’amministrazione cittadina.

Pomeriggio alle cascate e/o passeggiata per i dintorni.

Alle ore 20: Cena -Pizzata a cura dei pizzaioli di Milano e della Valle.

Alle ore 21,30: presentazione della rivista “Il Compressore“, presenti gli autori.

24 luglio – Venaus (pernottamento a Venaus o in Clarea)

Alle ore 9: partenza da Venaus verso la Val Clarea effettuando lavori di pulizia dei sentieri lungo il percorso.

Campeggio in Val Clarea per i più sportivi, gli altri possono tenere come campo base Venaus .

Alle ore 18: al presidio di Venaus incontro dibattito con antinuclearisti francesi.

Alle ore 20,30: cena autogestita al presidio di Venaus e/o in Val Clarea .

Alle ore 22: serata musicale a Venaus.

25 luglio – Venaus (pernottamento a Venaus o in Clarea)

Verifica sentieri e lavori al presidio Garavella di Chiomonte in preparazione della marcia popolare del 26 luglio.

Pranzo al sacco.

Ritorno al campeggio di Venaus o in Val Clarea .

Alle ore 20,30: Cena offerta dai Comitati No tav Torino e cintura e NOTAV Ciriè Valli di Lanzo.

Alle ore 22 dibattito: l’appello di Francoforte e le lotte in Valle ,alla Zad, a Barcellona, ecc .

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26 luglio – Venaus (pernottamento a Venaus o in Clarea)

Alle ore 14: marcia popolare Giaglione /Chiomonte.

A fine marcia festa al presidio Garavella con musica, giocoleria, ecc.

Portare cibo e bevande , strumenti musicali, ecc

A seguire battitura al cancello della centrale .

27 luglio – Venaus

Dalle ore 9: PANICO – Mercatino da paura.    Mercatino dei produttori per la libera lavorazione dei prodotti agricoli

Alle ore 16: assemblea al presidio di Venaus : bilancio marcia, iniziative e proposte per il mese di Agosto e l’autunno a venire.

Alle ore 20,30: Cena autogestita con invito ai valligiani a portare cibo da condividere

Dalle ore 22: Serata musicale.

IL MOVIMENTO NO TAV

 

ESPO

NO TAV TERZO VALICO : IL MOVIMENTO RESPINGE ANCORA GLI ESPROPI

ESPO

Un’altra giornata di lotta, festa, solidarietà, complicità, cooperazione quella messa in campo dal movimento ieri a Serravalle nei pressi della galleria della Crenna. Ad essere a rischio esproprio il grande terreno di una militante storica del comitato serravallese contro il Terzo Valico. Dalle 7 del mattino è andato in scena il solito copione con un centinaio di donne e uomini che si sono alternati fino a mezzanotte nei tre presidi allestiti fra colazioni, pranzi, cene, discussioni, gavettoni, partite a calcio e a carte. Bisogna esserci ai presidi per capire quel clima di determinazione e libertà che si respira solo quando una comunità scende in lotta in difesa della propria terra. Dall’altra parte, come sempre, decine di uomini tristi rinchiusi nei loro blindati o nelle caserme ad aspettare l’ordine, impartito da qualche loro superiore, di scendere in strada e fare i conti coi No Tav. Poco importa se anche alcuni di loro vivono nei territori a rischio distruzione, se anche i loro figli dovranno respirare l’amianto. Hanno scelto di obbedire a ordini senza domandarsi se siano giusti o sbagliati, hanno barattato la libertà con l’obbedienza.

Per fortuna l’ordine non è arrivato e anche ieri la giornata è scivolta via tranquilla. La massiccia presenza di No Tav dalle prime ore del mattino ha scongiurato l’intervento delle forze dell’ordine in ausilio al Cociv per permettergli di prendere possesso dell’area presidiata dai militanti. Sembra di aver capito che anche questa volta Cociv si sia mosso come un elefante in una cristalleria, inviando le lettere di esproprio senza averlo concordato con Prefettura e Questura e da qui sia derivato l’atteggiamento morbido di queste giornate. L’arroganza di questi signori non ha limite, come dimostrato quando hanno tentato mercoledì scorso di aggirare uno dei blocchi dei No Tav e quando si sono visti fermare hanno risposto a precisa domanda “siamo cittadini”. Peccato che i cittadini, quelli per bene, si conoscano tutti in piccoli paesi come Arquata e Serravalle e loro siano invece nella categoria dei cittadini senza scrupoli che vorrebbero saccheggiare una terra non loro esclusivamente per il proprio tornaconto personale e per quello dei loro padroni. Forse con la loro provocazione speravano di scatenare una risposta che gli permettesse di chiedere l’intervento della forza pubblica, ma a distanza di anni dovrebbero aver capito di trovarsi di fronte a donne e uomini pacifici il cui unico intento è fermare una grande opera che anche loro sanno essere del tutto inutile.

Così, arrivati al 16 di luglio, mancano 368 giorni alla scadenza della dichiarazione di pubblica utilità, termine entro il quale dovranno realizzare tutti gli espropri utili alla realizzazione del Terzo Valico. Una grande patata bollente, considerata la determinazione dimostrata dai comitati nell’impedire che questo accada. Per aggirare l’ostacolo hanno offerto ai proprietari fino a cinque volte il prezzo di mercato dei loro terreni e delle loro case per raggiungere un accordo bonario e, si badi bene, lo hanno fatto con soldi pubblici che dovrebbero essere utilizzati per scopi più nobili. In alcuni casi ci sono riusciti, in altri no e c’è chi ha dimostrato sul campo quanto i comitati siano riusciti ad affermare che dietro l’esproprio anche di un piccolo terreno vi sia un’idea più grande, quella della difesa della propria terra. Adesso sembra che rinunceranno a costruire una nuova strada fra Arquata e Serravalle per aggirare uno zoccolo duro di espropriati determinato a non scendere a patti. Resteranno comunque altri espropri da eseguire e troveranno sempre centinaia di donne e uomini pronti ad impedirglielo.

Ci riproveranno e quando lo faranno, con ogni probabilità, non ci andranno giù leggeri. Troveranno come sempre ad attenderli la dignità di chi sa di essere dalla parte giusta. Le idee di donne e uomini contro i profitti di una grande multinazionale, la democrazia dal basso contro la finta democrazia dall’alto che ha trovato in Matteo Renzi un ottimo interprete, l’onestà contro il malaffare, la difesa della natura, dell’ambiente e della vita contro la sua distruzione.

“Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.” diceva Ghandi.

Non ci resta che vincere.

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TRENTINO – FERMIAMO IL TAV METRO PER METRO: CAMPAGNA PER L’ACQUISTO COLLETTIVO DI UN TERRENO

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Il Coordinamento Trentino NO TAV lancia la campagna per acquistare un terreno, sul tracciato della nuova ferrovia ad alta velocità Brennero-Verona, che diventerà un punto di riferimento per resistere ad un’opera inutile e creare le basi per un presidio permanente dove si possa discutere, sviluppare nuove idee di resistenza a questo progetto, condividere esperienze e saperi.

Agli aderenti all’iniziativa viene chiesta la disponibilità ad acquistare un metro quadrato di terreno il cui costo si aggirerà intorno alla cifra di 30 euro massimo; sarà poi cura del comitato, una volta messa a punto la procedura per l’acquisto, ricontattare tutti per la conferma.

Per dare la tua disponibilità o ricevere informazioni scrivi a : metropermetronotav@gmail.com o chiama i numeri 328 6811009 / 327 1794873 a partire dalle 16.00.

Qui il link dove scaricare la documentazione per aderire al progetto

http://www.notavbrennero.info/doc/campagna-acquisto-terreno-collettivo-presidio-no-tav-trentino-documentazione