Ora sono sette: NON LASCIAMOLI SOLI – qui gli indirizzi di tutti

L’11 luglio scorso altri tre ragazzi (Graziano, Francesco e Lucio) sono stati arrestati con l’accusa di aver partecipato all’azione della notte tra il 13 e 14 maggio 2013 al cantiere No Tav.

A differenza di Chiara, Mattia, Claudio e Niccolò, in questo caso non è stato contestato loro il terrorismo. Questo in ragione della sentenza della Cassazione che aveva annullato l’ordinanza (qui) per i primi quattro arresti. I pm hanno però fatto sapere che anche i tre sono indagati per quel reato, il che significa che stanno ancora cercando prove. Continua la lettura di Ora sono sette: NON LASCIAMOLI SOLI – qui gli indirizzi di tutti

Lettera di Chiara dal carcere.

Sarebbe estremamente lungo e difficile esprimersi su ognuna delle innumerevoli cose dette e fatte in solidarietà nei nostri confronti. È più facile mettere insieme le suggestioni, i pensieri leggeri e quelli pesanti, un po’ di nostalgia dolce, qualche perplessità e riversare tutto su questi fogli.

Un continuo e impressionante succedersi di messaggi pubblici e privati, di prese di posizione, iniziative ed azioni, individuali e collettive, hanno puntellato questi mesi. Questo flusso di affetto ci ha tenuto sempre il cuore al caldo e riempito lo stomaco di farfalle, sensazioni che a volerle descrivere mancano le parole. Nessuno di noi si è mai sentito “stremato” o fiaccato dalla detenzione. La galera è lo stesso corto circuito di logica e di umanità per chiunque ci ha a che fare e quasi tutti l’affrontano, a differenza di ciò che è successo a noi, privi di qualsiasi sostegno affettivo, economico e legale, e senza nessuno che si strappi pubblicamente le vesti.

Non c’è stato un solo momento in cui ci siamo sentiti vittime, pure se a qualcuno (incredibilmente pochi per la verità) è ingenuamente sfuggito di mano di descriverci come tali, rivolgendosi alla stampa o addirittura alla politica, a cui non è mai stata nostra intenzione dire o chiedere niente.

(Per coerenza ed onestà non posso fare a meno di dire che provo una totale sfiducia per la categoria dei giornalisti e per quella dei politici di qualsiasi sponda o colore. Per entrambe l’unico interesse è la vendita del proprio prodotto commerciale e l’asservimento alla ricerca del consenso, adoperandosi per lo più per essere i portavoce dell’altrui cattiva coscienza. Ed entrambe, alla bisogna, possono mettersi la maschera dei sovversivi, dei sinceri democratici o dei boia a seconda del luogo e del tempo in cui si esprimono. I giornalisti che non si riconoscono in quanto appena detto sono probabilmente disoccupati, o lo saranno presto, o sono relegati ai margini della pubblica diffusione delle notizie. In ogni caso non potranno che ammettere di dividere il tetto e spesso il pane con qualunquisti, avvoltoi e sciacalli).

Scegliere di opporsi alla follia dello status quo può essere gravido di conseguenze. Non da ultimo il venire identificati come i nemici dell’umanità: malfattori,provocatori, violenti. Terroristi.

Non sentirsi vittime non significa certo accettare queste definizioni, ma riconoscere che un’ipocrisia tanto sfacciata quanto complice governa questo mondo. La stessa che riesce a chiamare “sviluppo” la continua e progressiva distruzione delle fonti di vita di ogni specie vivente, che è pronta a mandare alla forca chi riduce in frantumi i vetri di qualche gigante dello sfruttamento (umano ed ambientale), ma che “ignora” la devastazione che l’ENI, in nome del popolo italiano,porta ovunque posa le zampe. Che si indigna e tira fuori il petto se un tutore dell’ordine (e del privilegio) si sbuccia un ginocchio, ma nasconde la testa nella sabbia quando qualcuno viene deturpato per sempre o termina la sua vita in una caserma o in una prigione.

Eccetera, eccetera.

La realtà, senza veli, è triste e terribile. Ma a forza di guardarla bene capita anche di innamorarsi di un sogno di libertà, di autodeterminazione, di giustizia senza l’inganno della Legge, e di cercarlo ovunque si manifesti all’improvviso.

Io l’ho visto. In un Cie in fiamme. Nella fuga precipitosa di un ufficiale giudiziario che, Diritto alla mano,voleva sbattere qualcuno in mezzo a una strada. Nello sfregio ad un simbolo della disuguaglianza sociale. In una scritta sfacciata lungo le “preziose” vie del centro.

E l’ho vista sullo svincolo di un’autostrada, al tramonto, dopo tre giorni passati a dividere la rabbia e la paura per la vita di quel fratello appesa ad un filo a causa della solerzia dei servi del Tav. Migliaia di persone che sanno solo di non volersi muovere da lì. Qualcuno prepara una zuppa, altri danno fuoco a una barricata. E non solo per la polizia, è difficile identificare e capire chi fa cosa. Arrivano alla fine. Un mare di caschi blu. Inizia un lungo spingi spingi. Noi in saliti, visi scoperti, disarmati. Cerco tra gli altri i volti dei miei compagni. Nessuno di noi avrebbe mai scelto di essere così vulnerabile: ad un esame di guerriglia urbana, avremmo preso zero. Ma ci guardiamo sorridendo. Intorno a noi centinaia di persone cantano all’unisono “La Valsusa paura non ne ha”. Non è incoscienza, tutti sanno come andrà a finire. Ma il tempo si fa denso, i corpi si dilatano fondendosi e nessuno vorrebbe essere da un’altra parte.

Vaglielo a spiegare poi a certi omuncoli di bassa statura morale che non è dentro una legge che troveranno le parole per raccontare quella bellezza. E la determinazione, e la tenacia.

Ma a quanto pare non ci fanno paura, con le loro parole. Il concetto di terrorismo serve solo a prendere per il naso gli sciocchi e gli uomini di cattiva volontà. Questo è quello che è davvero successo con i nostri arresti. Non sono solo i soliti, testardi sovversivi a rispedire le accuse al mittente. Sono in molti ad annusare l’inganno e a capire dove va a parare: l’asso nella manica del terrorismo (non nuovo ad essere usata per reprimere chi lotta contro l’oppressione e lo sfruttamento e la devastazione) da applicare alle lotte sociali, et voilà. Ma la Procura, o chi per essa, fa male i suoi conti. Pensa di prepararsi un terreno su cui camminerà facilmente. Pensa di giocare d’anticipo e invece arriva troppo tardi. Ormai non c’è più modo che individui caparbi, intestarditi da un No ventennale, si facciano incastrare da qualche scaltro parolaio. E se su un piano sombolico l’accusa di terrorismo è già naufragata, potrebbe non passare neanche da un punto di vista legale. Ed è un bene che lo Stato non si fornisca tanto facilmente degli strumenti con cui terrorizzare molte lotte e molti lottatori. Non è possibile, però, ragionare molto oltre su quello che avviene nelle aule di tribunale. Non possiamo di certo aspettarci una pacca sulla spalla.

Ma la rivendicazione collettiva che si è incredibilmente dispiegata di quell’atto di sabotaggio riempie di forza. Perché siamo andati molto oltre dal dire che i terroristi sono loro. Siamo arrivati a dire che sotto quei cappucci, all’ombra di quella luna di maggio, c’erano i volti di tutti gli uomini e le donne che quel maledetto treno non lo vogliono. Le categorie di innocenza e colpevolezza scompaiono, diventano roba da scartoffie e contabili. “Quella notte c’eravamo tutti”. Nessuna sentenza potrebbe farci sentire più liberi di questa frase.

Chiara

Cena di solidarietà presso il cantiere di via Toscana

I lavori per la realizzazione del treno ad alta velocità (TAV Treviglio-Brescia) sono iniziati e i numerosi cantieri all’opera stanno distruggendo e inquinando il nostro territorio…

MARTEDì 22 LUGLIO CENA DI SOLIDARIETA’ presso il cantiere di VIA TOSCANA

A PARTIRE DALLE 19:00 
Porta quello che vorresti trovare: del cibo da condividere, la tua musica, la tua arte…ma anche una palla per giocare insieme!

A SEGUIRE:
Momento informativo sulla situazione dei cantieri e ricerca di soluzioni collettive ai problemi emersi anche per i negozianti e gli abitanti della zona

LORO PORTANO DISTRUZIONE E INQUINAMENTO, NOI CONDIVISIONE E SOLIDARIETA’

cena di solidarietà in via toscana

IN MARCIA CONTRO IL TAV: PRESIDIO ITINERANTE IN VALSUSA DAL 17 AL 27 LUGLIO

presidio itinerante

 

LA VALSUSA IN MARCIA CONTRO IL TAV

LA VALSUSA CONTRO TUTTE LE NOCIVITÀ

Campeggio itinerante da Avigliana a Chiomonte, dal 17 al 27 luglio 2014

Nel 2006 il Movimento NO TAV della Valle di Susa fece una marcia sino a Roma incontrando le realtà in lotta a difesa dei propri territori e i numerosi sostenitori e amici diffusi in tutta Italia

Oggi il Movimento NO TAV della Valle di Susa chiama tutti i movimenti di lotta, tutti gli amici e i propri sostenitori ad una marcia in Valle di Susa.

Tappe della marcia: Avigliana, Vaie, San Didero, Bussoleno, San Giuliano di Susa, Venaus, Chiomonte.

Camminata a bassa velocità per dire no alle grandi opere, inutili e dannose, imposte alla popolazione, causa della devastazione delle nostre valli e dello spreco di denaro pubblico.

Camminata contro il controllo e la militarizzazione del territorio, per rispedire al mittente l’attacco repressivo contro il Movimento NO TAV.

Per ribadire che vogliamo Chiara, Claudio, Mattia, Nicco, Forgi e Paolo liberi insieme a noi.
Per informare e informarsi, per partecipare e condividere .

Per sostenere la Resistenza NO TAV….. perchè insieme si può battere il progetto Tav ….. perchè insieme si vince.

Non delegare…. Partecipa! Il Movimento NO TAV

PROGRAMMA

17 luglio – Avigliana (pernottamento ad Avigliana)

dalle ore 15: arrivo e sistemazione partecipanti nella zona dello Spazio Sociale del VisRabbia.

ore 17,30 NOTAV Torino e cintura , il comitato NOTAV Collina morenica e Valsangone,il comitato NOTAV Ciriè Valli di Lanzo si incontrano al Municipio di Buttigliera Alta dalle per raggiungere a piedi Piazza del Popolo ad Avigliana alle 19 circa .

dalle ore 18: Serata di apertura in Piazza del Popolo, banchetti, informazione sullo stato dell’avanzamento del cantiere, situazione de* prigionier*, presentazione della marcia, ecc. .

a seguire: cena condivisa .

dopo cena: intrattenimento musicale con Alessio Lega e Ice Eyes Band.

18 luglio – Avigliana / Sant’Ambrogio / Vaie (pernottamento a Vaie)

ore 9: partenza della marcia da Avigliana a Vaie, fermata a S.Ambrogio e incontro inPiazza XXV aprile con il comitato locale e l’amministrazione cittadina (con dono da parte del Movimento di una bandiera NO TAV e una bandiera per la libertà de* quattro NO TAV accusat* di terrorismo. Le bandiere verranno donate ad ogni amministrazione)

pranzo al sacco nei vicini giardinetti

prosecuzione verso Chiusa S.Michele passando nella zona delle cave

Arrivo a Vaie e sistemazioni in area presidio.

alle ore 18: incontro sul tema ‘Storia del presidio e prospettive di lotta’

a seguire: cena nell’area del presidio di Vaie.

alle ore 21,30: proiezione del docufilm di Fulvio Grimaldi “Fronte Italia-Partigiani del 2000, dai No Tav ai No Muos, tutti i NO della resistenza in giro per l’Italia.”

dibattito con l’autore .

a seguire: musica.

19 luglio – Vaie / Sant’Antonino / Villarfocchiardo / San Didero (pernottamento a San Didero)

alle ore 9: partenza da Vaie verso San Didero. Arrivo Sant’Antonino con volantinaggio e presenza di banchetti al mercato

Pranzo a Villarfocchiardo (offerto dal comitato locale) e incontro con l’amministrazione cittadina

Da Villarfocchiardo partenza per San Didero.

Arrivo e sistemazione dei partecipanti. Incontro con l’amministrazione cittadina.

A seguire, volantinaggio e iniziative musicali a passeggio per il paese .

Cena organizzata dai No Tav Trento .

Alle ore 21: incontro / confronto tra le realtà espressioni delle lotte territoriali : No Tav Trento, No Tav Terzo Valico, No Mous, La Zad, etc.

20 luglio – San Didero / Borgone di Susa (pernottamento a San Didero)

Alle ore 9: colazione al campeggio a San Didero e pranzo autogestito al presidio.

Alle ore 15: passeggiata sino al “Maometto” di Borgone, storia del luogo racconti storici e leggende.

Cena al presidio di Borgone.

Alle ore 21,30: incontro – il presidio si racconta e incontra i partecipanti alla marcia – .

Alle ore 24 Rientro al campeggio a San Didero.

21 luglio – San Didero / Bussoleno (pernottamento a Bussoleno)

Alle ore 9: partenza da San Didero in direzione Bussoleno.

Nel percorso iniziative di lotta .

Arrivo in paese e piazzamento tende alle spalle del salone polivalente

Pranzo autogestito con invito ai valligiani a portare da casa del cibo da condividere .

Iniziative in piazza con presenza di mostre fotografiche, banchetti documentazione, gadget, ecc.

Ore 18 incontro di una delegazione con l’amministrazione cittadina.

Alle ore 18: in piazza del Mulino spettacolo teatrale dal titolo ‘Vincenzina Franti operaia punk’ con Ugo e Fra’ Diavolo, spettacolo che traccia, attraverso canzoni più e meno note, il percorso delle lotte operaie in Italia dalla seconda guerra mondiale ai giorni nostri.

Aperitivo

Cena ore 19.00 – 19.30 cena al polivalente (se possibile all’aperto) organizzata da i No Tav di Bussoleno

Alle ore 21: Assemblea Popolare presso il centro Polivalente con lancio della marcia popolare del 26 Luglio da Giaglione a Chiomonte.

22 luglio – Bussoleno / Susa (pernottamento a San Giuliano di Susa)

ore 9 partenza da Bussoleno verso Foresto e l’area dell’Isolabella (interessata dal progetto)

ore 10.30 momento informativo sui terreni a cura dei tecnici no tav Luca Giunti e Mario Cavargna

a seguire breve consiglio comunale aperto in cui si delibererà la contrarietà all’opera con la partecipazione e l’invito ai sindaci della futura unione dei comuni e soprattutto dei paesi limitrofi come Susa (cantierizzazione gemella con nastro trasportatore ecc.)

ore 12 arrivo a Foresto presso i giardini comunali con pranzo organizzato dagli amici del comitato no tav di Foresto e musica .

ore 14 visita all’orrido di Foresto con introduzione naturalistica a cura del guardiaparco e guida naturalistica Luca Giunti (5 min a piedi dai giardini)

ore 15 partenza verso Susa con due possibilità, pista ciclabile in piano che costeggia la ferrovia o in alternativa sentiero dei Ginepri che attraversa il parco e l’oasi xerotermica dell’orrido di Foresto

lunghezza tappa totale 7.2 km

Bussoleno (polivalente) – Foresto 4.3 km

Foresto – Susa (presidio no tav) 2.9 km

Arrivo a Susa , sistemazione .

Incontro con l’amministrazione cittadina di Susa

Cena al presidio No Tav– Lupi delle Alpi,organizzata dal comitato No Tav Susa – Mompantero.

Serata in piazza 4 Novembre a Susa (ex piazza del Sole) con banchetti, mostra fotografica, interventi.

Alle ore 21 ,30 : “ Voci dal carcere “spettacolo teatrale.

Ore 22,30 canti popolari a cura dell ‘Anonima Coristi “.

Ore 24 rientro al presidio con “Casseruolata” contro le truppe di occupazione.

23 luglio – Susa / Venaus (pernottamento a Venaus)

Alle ore 9: partenza da Susa verso Venaus , nel percorso iniziative di lotta rivolte contro le ditte e le truppe di occupazione .

Alle ore 12: arrivo e sistemazione dei partecipanti al presidio di Venaus .

Pranzo autogestito, con invito ai valligiani a portare cibo da condividere

Incontro con l’amministrazione cittadina.

Pomeriggio alle cascate e/o passeggiata per i dintorni.

Alle ore 20: Cena -Pizzata a cura dei pizzaioli di Milano e della Valle.

Alle ore 21,30: presentazione della rivista “Il Compressore“, presenti gli autori.

24 luglio – Venaus (pernottamento a Venaus o in Clarea)

Alle ore 9: partenza da Venaus verso la Val Clarea effettuando lavori di pulizia dei sentieri lungo il percorso.

Campeggio in Val Clarea per i più sportivi, gli altri possono tenere come campo base Venaus .

Alle ore 18: al presidio di Venaus incontro dibattito con antinuclearisti francesi.

Alle ore 20,30: cena autogestita al presidio di Venaus e/o in Val Clarea .

Alle ore 22: serata musicale a Venaus.

25 luglio – Venaus (pernottamento a Venaus o in Clarea)

Verifica sentieri e lavori al presidio Garavella di Chiomonte in preparazione della marcia popolare del 26 luglio.

Pranzo al sacco.

Ritorno al campeggio di Venaus o in Val Clarea .

Alle ore 20,30: Cena offerta dai Comitati No tav Torino e cintura e NOTAV Ciriè Valli di Lanzo.

Alle ore 22 dibattito: l’appello di Francoforte e le lotte in Valle ,alla Zad, a Barcellona, ecc .

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26 luglio – Venaus (pernottamento a Venaus o in Clarea)

Alle ore 14: marcia popolare Giaglione /Chiomonte.

A fine marcia festa al presidio Garavella con musica, giocoleria, ecc.

Portare cibo e bevande , strumenti musicali, ecc

A seguire battitura al cancello della centrale .

27 luglio – Venaus

Dalle ore 9: PANICO – Mercatino da paura.    Mercatino dei produttori per la libera lavorazione dei prodotti agricoli

Alle ore 16: assemblea al presidio di Venaus : bilancio marcia, iniziative e proposte per il mese di Agosto e l’autunno a venire.

Alle ore 20,30: Cena autogestita con invito ai valligiani a portare cibo da condividere

Dalle ore 22: Serata musicale.

IL MOVIMENTO NO TAV

 

NO TAV TERZO VALICO : IL MOVIMENTO RESPINGE ANCORA GLI ESPROPI

ESPO

Un’altra giornata di lotta, festa, solidarietà, complicità, cooperazione quella messa in campo dal movimento ieri a Serravalle nei pressi della galleria della Crenna. Ad essere a rischio esproprio il grande terreno di una militante storica del comitato serravallese contro il Terzo Valico. Dalle 7 del mattino è andato in scena il solito copione con un centinaio di donne e uomini che si sono alternati fino a mezzanotte nei tre presidi allestiti fra colazioni, pranzi, cene, discussioni, gavettoni, partite a calcio e a carte. Bisogna esserci ai presidi per capire quel clima di determinazione e libertà che si respira solo quando una comunità scende in lotta in difesa della propria terra. Dall’altra parte, come sempre, decine di uomini tristi rinchiusi nei loro blindati o nelle caserme ad aspettare l’ordine, impartito da qualche loro superiore, di scendere in strada e fare i conti coi No Tav. Poco importa se anche alcuni di loro vivono nei territori a rischio distruzione, se anche i loro figli dovranno respirare l’amianto. Hanno scelto di obbedire a ordini senza domandarsi se siano giusti o sbagliati, hanno barattato la libertà con l’obbedienza.

Per fortuna l’ordine non è arrivato e anche ieri la giornata è scivolta via tranquilla. La massiccia presenza di No Tav dalle prime ore del mattino ha scongiurato l’intervento delle forze dell’ordine in ausilio al Cociv per permettergli di prendere possesso dell’area presidiata dai militanti. Sembra di aver capito che anche questa volta Cociv si sia mosso come un elefante in una cristalleria, inviando le lettere di esproprio senza averlo concordato con Prefettura e Questura e da qui sia derivato l’atteggiamento morbido di queste giornate. L’arroganza di questi signori non ha limite, come dimostrato quando hanno tentato mercoledì scorso di aggirare uno dei blocchi dei No Tav e quando si sono visti fermare hanno risposto a precisa domanda “siamo cittadini”. Peccato che i cittadini, quelli per bene, si conoscano tutti in piccoli paesi come Arquata e Serravalle e loro siano invece nella categoria dei cittadini senza scrupoli che vorrebbero saccheggiare una terra non loro esclusivamente per il proprio tornaconto personale e per quello dei loro padroni. Forse con la loro provocazione speravano di scatenare una risposta che gli permettesse di chiedere l’intervento della forza pubblica, ma a distanza di anni dovrebbero aver capito di trovarsi di fronte a donne e uomini pacifici il cui unico intento è fermare una grande opera che anche loro sanno essere del tutto inutile.

Così, arrivati al 16 di luglio, mancano 368 giorni alla scadenza della dichiarazione di pubblica utilità, termine entro il quale dovranno realizzare tutti gli espropri utili alla realizzazione del Terzo Valico. Una grande patata bollente, considerata la determinazione dimostrata dai comitati nell’impedire che questo accada. Per aggirare l’ostacolo hanno offerto ai proprietari fino a cinque volte il prezzo di mercato dei loro terreni e delle loro case per raggiungere un accordo bonario e, si badi bene, lo hanno fatto con soldi pubblici che dovrebbero essere utilizzati per scopi più nobili. In alcuni casi ci sono riusciti, in altri no e c’è chi ha dimostrato sul campo quanto i comitati siano riusciti ad affermare che dietro l’esproprio anche di un piccolo terreno vi sia un’idea più grande, quella della difesa della propria terra. Adesso sembra che rinunceranno a costruire una nuova strada fra Arquata e Serravalle per aggirare uno zoccolo duro di espropriati determinato a non scendere a patti. Resteranno comunque altri espropri da eseguire e troveranno sempre centinaia di donne e uomini pronti ad impedirglielo.

Ci riproveranno e quando lo faranno, con ogni probabilità, non ci andranno giù leggeri. Troveranno come sempre ad attenderli la dignità di chi sa di essere dalla parte giusta. Le idee di donne e uomini contro i profitti di una grande multinazionale, la democrazia dal basso contro la finta democrazia dall’alto che ha trovato in Matteo Renzi un ottimo interprete, l’onestà contro il malaffare, la difesa della natura, dell’ambiente e della vita contro la sua distruzione.

“Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.” diceva Ghandi.

Non ci resta che vincere.

TRENTINO – FERMIAMO IL TAV METRO PER METRO: CAMPAGNA PER L’ACQUISTO COLLETTIVO DI UN TERRENO

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Il Coordinamento Trentino NO TAV lancia la campagna per acquistare un terreno, sul tracciato della nuova ferrovia ad alta velocità Brennero-Verona, che diventerà un punto di riferimento per resistere ad un’opera inutile e creare le basi per un presidio permanente dove si possa discutere, sviluppare nuove idee di resistenza a questo progetto, condividere esperienze e saperi.

Agli aderenti all’iniziativa viene chiesta la disponibilità ad acquistare un metro quadrato di terreno il cui costo si aggirerà intorno alla cifra di 30 euro massimo; sarà poi cura del comitato, una volta messa a punto la procedura per l’acquisto, ricontattare tutti per la conferma.

Per dare la tua disponibilità o ricevere informazioni scrivi a : metropermetronotav@gmail.com o chiama i numeri 328 6811009 / 327 1794873 a partire dalle 16.00.

Qui il link dove scaricare la documentazione per aderire al progetto

http://www.notavbrennero.info/doc/campagna-acquisto-terreno-collettivo-presidio-no-tav-trentino-documentazione

Prossimi appuntamenti estivi con NO TAV BRESCIA

VENERDì 18 LUGLIO ore 20:30
presso la Casa delle Associazioni in via Cimabue 16 a Brescia

Il Movimento 5 Stelle organizza un incontro informativo “DOPO EXPO E MOSE TAV? CARO TAV QUANTO CI COSTI!”

Saremo presenti per intervenire in particolare sulla questione degli espropri di Brescia.

Info: https://www.facebook.com/events/677420822311103/?fref=ts

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VENERDì 18 – SABATO 19 – DOMENICA 20 LUGLIO
presso la Cascina del Parco Gallo

Avremo un banchetto informativo e con vari gadget no tav per tutta la durata della festa, il 18 dalle 18:00 a 00:00, il 19 e il 20 dalle 10:00 a 00:00.
Inoltre domenica mattina alle ore 10:00 faremo un incontro informativo intitolato “Colazione a bassa velocità”.

Info: http://www.veganinfesta.it/programma_det.php?id=187

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LUNEDì 21 LUGLIO ore 20:30
presso la Saletta di via Zambelli 22 a Lonato del Garda

Seconda assemblea pubblica “FERMARLO TOCCA A NOI” per costruire insieme un’opposizione al TAV Brescia-Verona.

Info: http://notavbs.org/fermarlo-tocca-seconda-assemblea-lunedi-21-luglio-lonato-garda.html

https://www.facebook.com/events/634538463320324/?fref=ts

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13-30 AGOSTO 
presso la Festa di Radio Onda d’Urto

Banchetto informativo e con gadget no tav, insieme agli altri comitati della Rete Antinocività Bresciana e ad altre realtà ambientaliste di Brescia e provincia.

Info: http://festaradio.org/

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Nei prossimi giorni comunicheremo anche altre date di iniziative a cui parteciperemo o che organizzeremo.

Questa mattina arresti No Tav a Milano e Lecce

Diamo notizia brevemente, in attesa che giungano informazioni più complete, dell’arresto avvenuto stamane di 3 attivisti del movimento (2 a Milano e 1 a Lecce).

Verso le 5,30 di questa mattina la polizia, armi alla mano, si è presentata in diverse abitazioni con il mandato di perquisizione e tre sono gli arresti per ora confermati.

Il fatto contestato è di aver partecipato all‘assalto notturno al cantiere della Tav di Chiomonte tra il 13 e il 14 maggio 2013, lo stesso episodio per cui sono in carcere dal 9 dicembre scorso Chiara, Niccolò, Mattia e Claudio con l’accusa di terrorismo.

Dopo la sentenza della cassazione pare che l’accusa per i tre arresti di stamane sia diversa, ossia fabbricazione e porto di “armi da guerra e congegni esplosivi”, danneggiamento, incendio e violenza a pubblico ufficiale aggravata. I capi di imputazione sono ovviamente ancora da confermare.

La firma delle misure è sempre la stessa, quella dei pm con l’elmetto Padalino e Rinaudo che continuano la loro crociata contro i No tav e cercano un riscatto personale, proprio per lo stesso procedimento, dopo la sentenza di cassazione che gli ha restituito la sproporzione delle accuse mosse contro i No Tav ancora in carcere.

Seguiranno aggiornamenti.

La violenza del Tav – di Alessandra Zanini

Sentiamo spesso parlare dai media nazionali di violenza legata al movimento NO TAV, ma pochi raccontano quale sia invece la ben più devastante violenza del TAV.

Violenza è imporre un opera inutile e dannosa, è espropriare, è non informare le persone dei rischi a cui sono sottoposti. Violenza è distruggere, è inquinare, è mettere a serio rischio la salute delle persone.

C’è poi la brutalità delle forze dell’ “ordine” che devono garantire il sopruso con manganellate, lacrimogeni, e impedendo che la popolazione possa agire in qualsiasi modo. Se questo vi sembra lontano da noi, la realtà è che non è così.
Violenza non sono solo le manganellate della polizia, violenza è anche arrivare davanti a quella che è stata casa mia per 26 anni e non potermi avvicinare liberamente perchè bloccata dalle forze dell'”ordine”, privandomi in questo modo di alcuni diritti solo perchè esprimo un ideale.

Violenza è vedere la mia casa, stanza per stanza, essere abbattuta, senza un motivo valido, senza rispetto alcuno.
Stanza per stanza, sono stata privata della mia intimità di casa, sono stata derubata dei miei ricordi.

Violenza è vedere una ruspa sradicare senza pietà un albero che è cresciuto con me, nel mio giardino e vederlo portar via da un camion, vedendo solo qualche foglia in lontananza sbucare ed allontanarsi per sempre. Questa per voi non è violenza?

E di fronte a tutto questo la violenza che viene attribuita ai NO TAV altro non è che difesa: tutela della propria terra, dei propri ideali e del futuro contro la violenza che viene praticata nella costruzione di quest’opera.

E non c’è altro da dire: la violenza è proprio la ragione di chi ha torto e questa ne è la dimostrazione.

Ma quello che loro non sanno è che un ideale non si abbatte, e la violenza che continuano a perpetuare creerà solo condivisione e solidarietà.

Un grazie speciale a chi ci è stato vicino in questi giorni durissimi, negli scorsi 2 anni ma sopratutto a tutti quelli che porteranno avanti questa lotta insieme a noi per impedire che altra violenza e altre ingiustizie continuino a essere portate avanti.

Alessandra Zanini

T’avrei voluta ancora

 

 

 

Gli espropri si bloccano, le recinzioni si abbattono – Terzo Valico

Da No Tav Terzo Valico

Si concluderà fra poche ore una nuova giornata di lotta che ha visto il Movimento No Tav – Terzo Valico impegnato ad impedire l’esecuzione di alcuni espropri nei Comuni di Arquata e Serravalle. Per riuscire nell’intento le donne e gli uomini del movimento hanno allestito quattro blocchi a protezione delle aree a rischio esproprio e così come avvenuto nella giornata di ierisono riusciti a proteggere le terre che Cociv avrebbe voluto espropriare. Gli emissari dei devastatori hanno provato ad avvicinarsi ad alcuni terreni ma hanno presto ingranato la retromarcia della loro automobile appena hanno visto la presenza dei No Tav. Le molte forze dell’ordine presenti hanno seguito a distanza l’evolversi della giornata e anche oggi non sono intervenute in ausilio al Cociv.

Il 10 luglio rappresenta una data dal forte valore simbolico per il movimento considerato che nel 2012 vi fu il primo tentativo di esproprio a Libarna (il cortile di un’abitazione che doveva essere espropriato anche oggi) e che nel 2013 andò in scena una splendida giornata di lotta a Trasta che costò decine di denunce e dieci fogli di via ad altrettanti attivisti dei comitati piemontesi. Sul fronte espropri adesso ci saranno alcuni giorni per rifiatare e poi martedì 15 luglio si tornerà in strada nuovamente per bloccare le immissioni in possesso. L’appuntamento per tutti è alle ore 7,00 puntuali presso il bar della Libarna e i presidi continueranno come sempre fino a mezzanotte.

Intanto di pari passo con le iniziative di impedimento degli espropri proseguono le iniziative di disturbo ai cantieri del Cociv. Nei giorni scorsi l’intera area di Moriassi, a cavallo fra Arquata e Serravalle, è stata bonificata dalla presenza delle recinzioni del consorzio, un segnale di benvenuto a chi avrebbe voluto realizzare gli espropri ieri e oggi.

I signori del Cociv se ne devono fare una ragione: gli espropri continueranno ad essere ostacolati, le reti continueranno a cadere, loro se ne dovranno andare per sempre da una terra che non gli appartiene e che vorrebbero devastare per i loro “sporchi” profitti.

questo link si può ascoltare l’intervista ad Egio del Comitato No Tav – Terzo Valico di Arquata realizzata da Radio Onda d’Urto, sotto la galleria fotografica della giornata e il servizio del Tg3 Piemonte edizione delle 12 e 30.