ERRI DE LUCA ASSOLTO: LA TAV VA SABOTATA PER DIFENDERE ARIA, ACQUA E TERRA!

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In un’aula stracolma di notav e giornalisti, alle 13, dopo l’interruzione delle 9.30, dopo che Erri de Luca ha letto una dichiarazione dove ribadiva la parola contraria, il giudice ha letto la sentenza: Assolto per non aver commesso il fatto!

Il processo imbastito contro lo scrittore Erri de Luca è la conferma di come la crociata contro i notav abbia passato così il segno che arriva a sfiorare il ridicolo.

Mentre il presidente del tribunale di Torino lamenta oltre 6000 cause ingolfate e ferme, ogni procedimento contro chi si oppone alla linea tav imbocca canali preferenziali, dove i noti pm con l’elmetto trovano il pieno appagamento alle proprie voglie d’inquisizione.

Se il processo per terrorismo, forzato in ogni sua parte, ha parzialmente subito una botta d’arresto nel suo capo d’accusa principale, oggi si celebra il processo alla parola, quella contraria, con tanta di quell’enfasi da superare le soglie del ridicolo per l’accusa in toga.

Erri ha retto l’assalto, stretto dal calore del popolo notav, dai suoi lettori e da pochi colleghi, ma è andato avanti, continuando a sostenere le sue affermazioni fino alla dichiarazione pre-condanna.

Del resto se si abbraccia la giusta causa notav bisogna andare così, fino in fondo, senza paura, convinti che la storia giudicherà questa lotta, non un magistrato, né tantomeno un tribunale.

In un paese normale, dove le contese politiche e sociali non si risolvono a colpi di condanna, ci sarebbe da chiedersi se dopo l’ennesima cantonata, spacciata come fiore all’occhiello, l’apparato giudiziario del sistema tav, non debba essere messo in condizioni di non far ingolfare i tribunali per l’ossessione notav, ma sappiamo che non sarà così, quindi per oggi, non dimenticando nessun notav inquisito o incarcerato, festeggiamo l’assoluzione di Erri e la vittoria della parola contraria, più forte (anche senza sentenze) delle parole del potere!

Una colorata giornata di lotta a Desenzano per dire ORA BASTA, FERMIAMO IL TAV!

Oggi a Desenzano volevamo scendere di nuovo in piazza per dire la nostra, per dar voce alle tante persone che da ormai un anno hanno deciso di opporsi, in diversi modi, a questo progetto. Innanzitutto era per noi importante ribadire l’inutilità’ di questa grande opera, con tutti i danni incommensurabili e su diversi piani che porterebbe al nostro territorio.
Ci tenevamo particolarmente a dire la nostra sugli scandali che hanno portato all’arresto del super manager del Ministero dei trasporti Incalza e alle dimissioni del Ministro Lupi in quanto anche la tratta TAV Brescia-Verona era uno dei pezzi centrali di questo sistema.
E di nuovo scendendo in piazza volevamo lanciare un messaggio ai nostri amministratori: nei territori che governano esiste una componente che quest’opera non la vuole, una componente che continua a crescere e che continuerà ad organizzarsi per fermarla. Avevamo a cuore anche di ribadire che i soldi per fare quest’opera non ci sono e che i pochi messi a disposizione sono quelli tolti al servizio sanitario nazionale, al welfare, alle bonifiche e alla prevenzione dal dissesto idrogeologico.
Tutte queste cose le abbiamo dette a modo nostro, in tanti e tante, uomini, donne, anziani e bambini, riempendo le strade e le piazze di Desenzano con cori, striscioni e bandiere.
Davanti al corteo un trattore, simbolo di uno delle tante attività che simboleggiano queste terre, guidato da uno dei possibili espropriati del TAV, con attaccato uno spaventav, il famoso spaventapasseri che ci aiuetrà a proteggere il nostro territorio dal TAV, che da diverso tempo sta diventando simbolo di questa lotta.
Tanti i cartelli che in diversi modi e con diversi slogan e frasi denunciavano lo sperpero di denaro a discapito di piccole opere utili per il nostro territorio e per chi lo vive.
E insieme a noi in corteo oltre alle delegazioni No Tav della Val di Susa, del Terzo Valico e del Trentino, anche il Comitato del Parco delle Colline e Moreniche e decine di comitati ambientalisti, insieme anche a tante delegazioni da diverse zone della lombardia e alcuni amministratori delle nostre province: un assessore di Castiglione delle Stiviere e i primi cittadini di Medole, Solferino e Monzambano che con orgoglio hanno sfilato insieme a noi per difendere i cittadini che rappresentano e il futuro di queste terre.

Oggi nessuno può negare che un vento nuovo soffia in questa provincia e che sarà in grado di rovinare i piani di chi vuole realizzare la Brescia-Verona.
Un grazie a tutti e tutte coloro che hanno reso possibile questa ennesima giornata di lotta. E insieme, lo fermeremo! 

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Sindaci: è ora di prendervi la responsabilità delle vostre decisioni! Ci sarete oggi a Desenzano?

Nelle scorse settimane tra le tante iniziative organizzate in preparazione alla manifestazione di oggi, è stato fatto un ulteriore passo di avvicinamento e sensibilizzazione non solo verso le persone che vivono questi territori ma anche verso chi dovrebbe tutelare l’incolumità di queste terre e delle persone che ci vivono, amministrando al meglio fondi e risorse con un occhio anche verso il futuro.
Attraverso la petizione di raccolta firme, proposta su tutto il territorio da Brescia a Verona e online, chiediamo il ritiro immediato del progetto.
Ma oltre a questa ulteriore azione per intralciare il proseguimento del progetto TAV sappiamo bene che, affinché questo avvenga, le nostre amministrazioni possono giocare un ruolo ben decisivo. Amministratori che, invece di appoggiare e ascoltare la cittadinanza, continuano imperterriti a ribadire che non sono al corrente di quello che succederà o che non possono fare nulla a tal riguardo. Se la seconda affermazione non è propriamente veritiera, la prima è addirittura vergognosa dal momento che, come primi cittadini, avrebbero il dovere di informarci e tutelarci prima di ogni altra cosa. A tal riguardo e’ stato spedito, da parte del Coordinamento No Tav Brescia-Verona, un invito ufficiale a tutti i comuni interessati dalla trattata, oltre 40, invitandoli personalmente a scendere in piazza insieme alle centinaia di persone che non vogliono quest’opera e a prendere una posizione chiara nei confronti di questo progetto. L’alternativa è chiara: o vi opponete insieme a noi oppure vi assumete la responsabilità della distruzione della nostra e vostra terra oltre all’immane sperpero di denaro pubblico.
Troppo semplice e opportunista non prendere una posizione chiara in attesa di mere compensazioni o, peggio, in attesa che il progetto diventi esecutivo. Troppo scontato non rilasciare dichiarazioni per non perdere una fetta di elettori.
E’ dovere di ogni sindaco schierarsi a favore o contro il Tav, ed è suo dovere farlo davanti alle persone che vi hanno votano, davanti alle persone che dovreste rappresentare oltre che tutelare con ogni mezzo possibile!
Oggi avremo un’ennesima prova di che persone, come Sindaci, rappresentano noi , la nostra terra, i nostri soldi e il nostro futuro! Vedremo chi si presenterà in piazza questo pomeriggio alle 14:30 a Desenzano insieme a tutti e tutte noi…

Turisti e lavoratori: siete pronti a dire addio alle bellezze e a tanti posti di lavoro del Garda? Noi NO ed è per questo che sabato saremo in piazza!

La marcia NO TAV di questo sabato si svolgerà a Desenzano del Garda e ovviamente il luogo scelto non è stato voluto per caso.
Il Garda, il più grande lago italiano, è la terza località turistica italiana più frequentata, e solo a Desenzano i posti di lavoro nel reparto turistico-commerciale e attività collegate, come certifica l’Unioncamere di Milano, si contano in 2.500 addetti.

Un turismo che negli anni non è solo cresciuto nei numeri (a Desenzano del Garda le presenze turistiche sono passate
dalle 425.000 del 1995 alle attuali 850.000) ma si è evoluto e raffinato, interessando non solo la fascia rivierasca, ma anche le vicine colline moreniche.

Un unico territorio, che integrandosi  armonicamente, offre non solo
a chi ci vive, ma anche al turista:
bellezze naturali, del lago e del suo entroterra, ricco di colline vista lago, verde, borghi antichi, zone umide e fiumi, da apprezzare anche in sella ad una bicicletta;
storia, non sono solo i luoghi del risorgimento italiano, ma anche dell’epoca romana (chi non conosce le grotte di Catullo?), abitati fin dall’età del bronzo. A Desenzano del Garda è stato rinvenuto l’aratro più antico del mondo, proprio a due passi da dove qualcuno ha deciso passi il TAV;
cultura, e ciò che offre viene completato dalle vicine città d’arte Verona e Mantova, e da Brescia con i suoi musei e le sue mostre;
agricoltura, come la viticoltura del Lugana doc, che non solo produce prodotti rinomati in tutto il mondo ma alimenta la filiera del “chilometro zero”.

Oggi anche chi giunge da lontano per godere di tutto questo, può arrivare a Desenzano e Peschiera del Garda scendendo, nelle importanti stazioni di queste due cittadine, da treni veloci a lunga percorrenza quali i “Frecciabianca”.
La costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità tra Brescia e Verona arrecherà a questo territorio immensi danni: saranno demolite cascine secolari, stalle, cantine, agriturismi, estirpati pregiati vigneti, la viabilità sarà sconvolta, tagliando i collegamenti tra il lago e il suo entroterra, e il paesaggio deturpato: quale panorama verrà offerto allo sguardo di chi salirà sulla sommità della torre monumentale di San Martino della Battaglia, quando il cantiere TAV sarà aperto?
Quali danni saranno arrecati al delicato sistema idrico di questa zona dagli scavi in galleria?
Chi vorrà ammirare in futuro il laghetto del Frassino a Peschiera del Garda, lo potrà ancora vedere o sarà stato prosciugato?
Il vicino Santuario sarà ancora oggetto di pellegrinaggio o le crepe causate dai lavori lo avranno reso inagibile?
Gli agricoltori avranno ancora acqua per irrigare le colture?

E il turista straniero, che dopo aver visitato Venezia, vorrà
soggiornare sul lago, dovrà scendere dal TAV a Verona per salire su un treno regionale, come quelli che i pendolari ben conoscono, sporchi, affollati, e con le porte che non si aprono?
Non bastavano i crolli a Pompei per farci sfigurare agli occhi del mondo? Vogliamo diventare famosi all’estero anche per aver devastato un gioiello quale il lago di Garda?
Se questo sciagurato progetto si realizzerà non saranno solo gli sfortunati proprietari dei terreni e degli edifici interessati dai lavori di costruzione ad essere espropriati, ma tutta la comunità che vive in questa zona e da questo territorio trae benessere, e chi sceglie questo territorio come luogo per le proprie vacanze.
Per il lago di Garda e le colline moreniche, la tutela del paesaggio, da anni di grandi cantieri e dal cemento di immensi calvavia e viadotti, non ha solo un valore sentimentale, ma anche economico.

Quanti posti di lavoro verranno persi per le attività chiuse? Quanto diminuirà il turismo se ci saranno km di cantieri e rumori assordanti accanto alle località ad oggi frequentate? Quanto perderanno di valore case, proprietà ed attività a ridosso di piloni di cemento armato, con vibrazioni e rumori dovuti al passaggio del futuro treno veloce?  Queste sono solo alcune delle tante domande che da mesi ci stiamo facendo e a cui nessuno ad oggi ha risposto, sopratutto pubblicamente. Nessun amministratore di queste zone ha avuto il coraggio di prendere voce seriamente e spiegare cosa potrebbe succedere a tutti noi.

Ed è per difendere la bellezza della nostra terra dallo scempio di un opera inutile, per chiedere che questi soldi vengano usati per quelle piccole opere che servono al territorio e alle persone che per sabato chiamiamo nuovamente a raccolta tutte le persone che vivono questi territori, ma anche quelle che non li vivono ma vogliono difendere quei pochi lembi di terra ancora “incontaminati” e vogliono investire i propri soldi in altri tipi di opere. Chiamiamo a raccolta anche tutti i sindaci di questo territorio, non solo come amministratori che dovrebbero tutelare noi e la terra su cui viviamo, ma anche come primi cittadini perchè la terra e il futuro di questa zone interessa anche loro.

Chiamiamo a raccolta sopratutto chi qui vive e lavora su questi territori perchè i danni che potrebbe provocare quest’opera in questo settore sono ad oggi quasi inimmaginabili per la maggior parte delle persone, sopratutto quelle che disgraziatamente si troverebbero proprio coinvolte.

Chiamiamo a raccolta chi ama questo territorio unico, perché lo difenda insieme a noi, dal TAV, per preservarlo oggi per le generazioni future!

Sabato ci troviamo alle 14:30 in piazza Enaudi (piazzale della stazione) a Desenzano ed è importante esserci perchè è il futuro di tutti e tutte noi che è in gioco! 

NON DELEGARE, PARTECIPA! PERCHE’ PER FERMARE IL TAV E IL SUO SCEMPIO C’E’ BISOGNO ANCHE DI TE!

Più di 1000 firme: si continua con gli #infonotavdays! Il 9 ottobre APERICENA NO TAV in Carmine a Brescia!

Il successo di questi #infonotavdays ci ha permesso in 3 giorni di raccogliere già più di 1000 firme dove da tutti i territori in centinaia di persone hanno espresso la loro contrarietà a quest’opera inutile e dannosa a favore di piccole opere utili per i nostri territori e chi li abita! Ma anche su internet da diverse parti d’italia si é voluto esprimere il proprio NO al TAv! E questo é solo l’inizio con donne e uomini di tutte le età, ma anche alcuni palrmanetari e i frati del Frassino.

E visto che noi NO TAV non molliamo mai venerdì sera venite in Carmine a Brescia per un apericena NO TAV, per firmare la petizione per fermare quest’opera, per ascoltare un pò di musica e vedere la mostra fotografica “tavrò ancora”!

Verso il corteo del 17 ottobre a Desenzano ci prepariamo scendendo ancora nelle strade e nei quartieri, informando e diffondendo l’iniziativa!

DALLE 19:30 APERICENA (anche per vegani e vegetariani), MUSICA, MOSTRA FOTOGRAFICA, RACCOLTA FIRME E INFORMAZIONI!

Vi aspettiamo numerosi!
NON DELEGARE, PARTECIPA!

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Brescia: NEWS IMPORTANTI dalla Loggia sulla Brescia-Verona!

Questa mattina, come sempre a porte chiuse, come sempre senza avvisare le persone, come sempre filtrati dalle penne giornalistiche, i nostri amministratori hanno preso parola a proposito del progetto TAV Brescia-Verona. Cerchiamo anche noi di fare un pò chiarezza su quello che sta succedendo visto il mondo in cui cercano di non far trapelare notizie, continuando a creare confusione e contraddicendosi di continuazione l’un l’altro.

Come già ben sappiamo il comune di Brescia ha approvato con il consiglio comunale del 17 novembre 2014 (con 29 voti favorevoli e uno contrario) il progetto TAV Brescia-Verona. Ma quale progetto ha approvato ci viene da domandarci visto che quello che ad oggi c’è prevede lo shunt per Montichiari contro il quale il comune di Brescia sta facendo la propria personale crociata?

Se speravamo di sapere qualcosa in più, le nostre speranze in parte son state esaudite oltre ad alcune conferme di quanto noi NO TAV da mesi continuiamo a fare emergere e la volontà del comune di Brescia, ingolosito dalle compensazioni, di far devastare nuovamente il nostro territorio cercando di ottenere al posto dello shunt il quadruplicamento in uscita da Brescia, che causerebbe tra le tante cose 200 espropri di case solo nella zona di via Ferri.

Il Comune per avvalorare la propria proposta smonta punto per punto la ridicola idea e utilità dello shunt di Montichiari.
Innanzitutto ha ribadito, come noi diciamo da sempre, che SULLE LINEE AD ALTA VELOCITÀ’ NON TRANSITANO I TRENI MERCI: nonostante la scusa del trasporto merci, per togliere quello su gomma più inquinante sia una delle più usate da chi vuole quest’opera per l’ennesima volta viene ribadito che non è così, e a dirlo non sono solo i NO TAV.
E’ infatti il parere di Regione Lombardia  stessa sul progetto Brescia Verona del 23 gennaio 2015 (D.G.R. n. 3055) a sottolinearlo: “Lo scenario di progetto non appare realistico in relazione all’indicazione delle tracce merci, considerando che ad oggi nessun servizio merci risulta transitare su alcuna tratta AV esistente in Italia […] nè risulta alcuna previsione in tal senso nel breve e medio periodo“.
I convogli merci quindi continueranno a circolare lungo la linea storica Milano-Venezia ed è stata ribadita e sottolineata più volte l’assenza di qualsiasi beneficio ambientale o trasportistico per questo lotto costruttivo.
Come ricordato questa mattina a Montichiari non è prevista alcuna fermata treni in quanto effettuerebbero solo servizi “fast” cioè senza fermate intermedie (anche perchè altrimenti non sarebbe nemmeno alta velocità se si fermasse ad ogni stazione).
Consideriamo tra l’altro che la stazione dell’alta velocità che vorrebbero costruire a Montichiari sarebbe tra le altre cose a 3,5 km dallo scalo aeroportuale.

Consideriamo però che le previsioni di sviluppo del nuovo Piano nazionale Aereoporti non giustificano una stazione AV in questa città: non rientra negli aeroporti di “particolare rilevanza strategica” e non rientra nemmeno in quelli di  “interesse nazionale” visto che non ne soddisfa i requisti. L’aeroporto di Montichiari è stato declassato a opera di “interesse regionale”.

I dati nell’immagine sotto in ogni caso parlano più di tante altre spiegazioni: vengono analizzati i numeri di passeggerei per gli aeroporti del Nord Italia nel 2014 e le previsioni nel 2030!

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Detto questa e dimostrata nuovamente l’inutilità del progetto con lo shunt di Monatichiari, dove lo stesso comune di Brescia per demolirlo ne sottolinea gli elevati costi ambientali e d’investimento, non possiamo concordare assolutamente sulla posizione presa dal comune stesso e da Regione Lombardia riguardo all’alternativa con passaggio da Brescia. Regione Lombardia ha dato il suo parere il 23 gennaio 2015 a riguardo: “l’assenza di un’uscita a 4 binari da Brescia in direzione Est costituisce una penalizzazione non accettabile per la capacità e l’efficienza complessiva del sistema ferroviario Milano-Brescia-Verona”.

Sappiamo anche che grazie a una nota pubblicata da RFI (Rete Ferroviaria Italiana) nel frattempo stanno procedendo alla redazione di uno studio di pre-fattibilità relativo al quadruplicamento della linea storica in uscita da Brescia, a detta loro tenendo comunque conto dei disagi che i cantieri causeranno di nuovo per anni alla nostra città e tenendo di nuovo conto di tutti gli espropri che dovranno essere fatti.

Si certo, a parole ne tengono conto, ma a fatti ancora nulla.
Nessuna assemblea pubblica è mai stata fatta per la Treviglio-Brescia e lo stesso iter lo stanno seguendo per la Brescia-Verona: sempre tutto a porte chiuse, mai un confronto con chi vive queste terre, mai un confronto con chi sarà più direttamente coinvolto con gli espropri, mai un parere della cittadinanza. Tutto viene deciso nei loro uffici, dietro scartofie e interessi economici. 

Ma in tutto questa confusione informazioni reali su quale sia effettivamente il progetto che sembra proseguire per il suo iter burocratico, e tra chi si esprime dicendo di preferire l’una o l’altra ipotesi, diventa chiaro ai nostri occhi il rischio di avere una doppia fregatura: è RFI stessa a dichiarare il 15 maggio 2015 che “laddove dovesse confermarsi la perseguibilità della soluzione del quadruplicamento in uscita da Brescia, la verifica in ordine alla necessità di realizzare comunque anche lo shunt potrebbe essere utilmente procrastinata alle risultante dell’aggiornamento dello studio interministeriale”.

Quindi oltre il danno la beffa: la proposta che porta avanti il comune di Brescia per i propri interessi potrebbe far si che non solo venga costruito il quadruplicamento da Brescia ma anche lo shunt, aumentando ancora i costi del progetto, devastando maggiormente città e provincia e creando un opera ancora più inutile e dannosa.

Ricordiamo che ad oggi dei 4 miliardi preventivati per il progetto che prevede lo shunt ce ne sono meno della metà, che coprirebbero solo la galleria di Lonato e Peschiera (salvo poi sapere che tra i costi preventivati e quelli effettivi c’è sempre un divario molto ampio).

Quello che fa sorridere, se non piangere, è che nonostante il comune di Brescia capeggiato da Del Bono porti avanti la proposta del quadruplicamento da Brescia facendo guerra allo shunt, è lo stesso comune che parla di “rimandare” la realizzazione di questi 32 km e non di ritirare e abbandonare questa parte di progetto.

Il comune propone tra l’altro, come alternativa, quella di collegare Brescia a Montichiari, qualora l’areoporto si dimostri utile, attraverso un nuovo binario di collegamento Brescia/Ghedi/Montichiari, questa volta a servizio sia di persone che di merci, attraverso il potenziamento della linea storica. Ma siamo cosi sicuri che una volta accontentato il nostro Comune si batta ancora contro un eventuale ultimo lotto costruttivo che potrebbe essere lo shunt? La proposta di Del Bono a nostro parere si esaurisce nella mera richiesta di compensazioni: e così il nostro sindaco, per l’ennesima volta, non pensa alla sua città ne ai suoi cittadini ma a meri interessi politico/economici.

E così per l’ennesima volta dobbiamo essere noi a prendere parola, a informare realmente e a far capire alle persone che è giunto il momento di smettere di delegare ed essere partecipi delle decisioni che ci riguardano!

Un primo passo è firmare la petizione che chiede il ritiro del progetto TAV Brescia-Verona promossa dal Coordinamento No Tav Brescia-Verona a favore del reale rammodernamento della linea storica e per investire i soldi pubblici in piccole opere utili per il territorio e chi lo abita…e poi vi aspettiamo il 17 ottobre per la marcia NO TAV a Desenzano

La Banca Europea non finanzierà il TAV Brescia-Verona!

IMG-20151007-WA0008L’eurodeputato Marco Zanni del Movimento 5 Stelle ed il consigliere  M5S del comune di Verona, Gianni Benciolini, hanno presentato rispettivamente una interrogazione a risposta scritta alla commissione Ue e un’istanza all’Olaf per bloccare i supposti finanziamenti, annunciati dall’ex Ministro Maurizio Lupi, da parte della Bei per il progetto alta velocità, tratta Brescia-Padova.

La commissione UE ha comunicato che «la Banca Europea per gli  investimenti non ha approvato e attualmente non è coinvolta nel progetto citato nell’interrogazione».

«La risposta della Commissione – dichiara Benciolini – smentisce completamente gli annunci di Lupi del 6.12.2014 pubblicati sul quotidiano nazionale il Sole 24 Ore on line, di cui si indica in questo link. Inoltre, anche l’ eventuale emanazione della delibera del Cipe è priva di qualsivoglia efficacia giuridica senza il nulla osta da parte della Corte dei Conti che, ai sensi della l. 19/1994, ha l’obbligo di valutare se il progetto alta velocità è finanziariamente sostenibile e compatibile con il bilancio. Suddetta Procura non è un ufficio “passacarte” ed infatti già nel 2008 ha annullato la delibera Cipe n.10/08 sul nodo di Verona per mancanza di copertura economica. Quindi, i quotidiani che danno per scontato un parere positivo  della Corte dei Conti operano una mistificazione della realtà», conclude Benciolini.

«Il bilancio dello stato – afferma Zanni –  non può garantire la realizzazione dell’opera e le dichiarazioni di Lupi al tempo di Incalza, ora Signorini, che assicuravano l’erogazione di finanziamenti ingenti da parte della Bei, sono state smentite anche dall’Olaf che infatti con una nota di agosto 2015 ha comunicato al consigliere Benciolini che la Bei non finanzierà il progetto ad alta velocità per le tratte citate.

Questa notizia per l’ennesima volta dovrebbe insegnarci a smetterla di delegare e fidarci di chi ci da informazioni di circostanza per addolcire la pillola, come istituzioni e da sempre più tempo i giornalisti: quest’opera la paghiamo noi, ma sopratutto la pagheranno le generazioni future!

E’ ora di dire basta: noi il TAV non lo vogliamo e faremo di tutto per fermarlo!

Per questo motivo  FIRMA la petizione per chiedere il ritiro del progetto a favore del rammodernamento della linea storica e di piccole opere utili!

La petizione NO TAV, FERMIAMO IL TAV E DIMOSTRIAMO CHE SIAMO TANTISSIMI!

 

Le ultime assemblee del Coordinamento dei comitati NO TAV Brescia-Verona, partecipate anche da molte persone che non fanno parte attivamente dei comitati,  hanno decretato all’unanimità che è giunto il momento di dare un segnale forte alle istituzioni e nel contempo dimostrare nuovamente che quest’opera, che lo Stato vorrebbe imporre, non è invece voluta da chi la paga e la subisce direttamente o indirettamente, cioè tutti e tutte noi.

Oltre al prossimo corteo del 17 ottobre a Desenzano, si è deciso quindi di dare forma ad una raccolta firme (sia cartacea che online) il cui obbiettivo è dare un segnale che, oltre alle migliaia di persone che partecipano attivamente alle numerose iniziative sul territorio, ce ne sono molte altre che sostengono con altre modalità la causa NO TAV.

Con questa raccolta firme alla quale potranno partecipare tutti  e tutte (la firma è prevista è prevista anche per i non maggiorenni, visto che saranno proprio le generazioni future le più coinvolte, e anche per chi non ha la cittadinanza italiana, visto che la terra e il futuro sono di tutti e tutte) vogliamo dare una prova tangibile di questa opposizione e farlo prima che sia troppo tardi, ovvero prima che il progetto sia esecutivo e inizino i primi cantieri sul territorio.

La petizione sarà firmabile a partire dagli info no tav days, il 2-3-4 ottobre, giorni in qui in tutta la tratta da Brescia a Verona ci saranno banchetti informativi, volantinaggi e flash mob in preparazione alla prossima marcia NO TAV che si terrà a Desenzano il prossimo 17 ottobre.

Firmare questa petizione non vuol dire semplicemente dire di NO al Tav Brescia-Verona, ma è una firma che potrà, insieme a tante altre azioni, aiutare ad inceppare il sistema delle grandi opere. Una firma che serve ad unirci, perchè siamo consapevoli che solo costruendo mobilitazioni in tutta Italia e tutti e tutte insieme possiamo cambiare le cose. Una firma per dire NO anche al TAV al Terzo Valico, in Val di Susa e in Trentino! Una firma per il nostro futuro!

FERMARLO E’ NOSTRO DOVERE, FERMARLO TOCCA NOI!

Di seguito riportiamo il testo della petizione che dal 1* ottobre sarà possibile firare anche on-line qui: PETIZIONE NO TAV ON-LINE

Ricordiamo inoltre che la raccolta firme proseguirà sia online che cartacea anche nei prossimi mesi e la troverete a tutte le iniziative che verranno organizzate.

 

I Sottoscritti / le Sottoscritte chiedono,

il ritiro del progetto dell’Alta Velocità sulla tratta Brescia – Padova, un progetto costosissimo, inutile e dannoso per il nostro territorio.

Brescia, Verona, Vicenza, Padova, sono tutte città importanti collocate su un itinerario di 165 chilometri. L’Alta Velocità su un percorso cosi breve non ha ragione di esistere!

Chiediamo la riqualificazione della linea storica, l’aumento e la modernizzazione dei treni, l’ottimizzazione dei servizi adattata alle richieste dell’utenza.

Pretendiamo che le risorse economiche destinate al progetto Alta Velocità vengano destinate a finanziare delle urgenti e utili al risanamento di strutture pubbliche su tutto il territorio Nazionale.