Tutti gli articoli di redazione

NO TAV : VERSO LA MOBILITAZIONE NAZIONALE DEL #22F

ingiustizia

Circa 600 imputati, più di un migliaio di indagati, decine di persone sottoposte a varie restrizioni (obbligo o divieto di dimora, foglio di via), multe da centinaia di migliaia di euro, un processo contro 53 no tav condotto in un’aula bunker, diversi compagni da
mesi agli arresti domiciliari. In questi numeri si può leggere l’accanimento repressivo contro il movimento no tav. Nella crociata condotta dalla Procura di Torino si è aggiunto lo scorso agosto un nuovo capitolo: attivisti no tav indagati per “attentato con finalità di terrorismo” – e sottoposti per questo a misure restrittive – per una delle tante passeggiate di lotta contro il cantiere di Chiomonte.

Dopo mesi di criminalizzazione mediatica, arriviamo al 9 dicembre, quando quattro notav(Chiara, Mattia, Claudio e Niccolò) vengono arrestati su mandato della Procura di Torino perché accusati di aver partecipato ad un’azione contro il cantiere avvenuta nella notte fra il 13 e il 14 maggio. Un’azione che, come già accaduto nelle pratiche del nostro movimento, aveva danneggiato alcune attrezzature del cantiere. Per la Procura di Torino si tratta di “attentato con finalità di terrorismo”. Per il movimento no tav di diritto alla resistenza .

L’accusa di “terrorismo” comporta delle pene molto pesanti. Ma nell’inchiesta della Procura torinese si va ben oltre: vengono utilizzati per la prima volta in Italia articoli che definiscono “terrorista” qualsiasi forma di resistenza a quanto deciso dai poteri economici e politici. Ogni imposizione dello Stato, secondo i Pm Rinaudo e Padalino, ammette tutt’al più la lamentela, ma non l’opposizione attiva. Insomma, in questo tentativo di attaccare frontalmente il movimento no tav si sperimentano dei modelli che potranno essere applicati in futuro ad ogni forma di dissenso reale.

Per rispondere a questa ondata repressiva il Movimento NO TAV , tramite comunicato stampa diffuso dal Coordinamento dei Comitati No Tav della Val di Susa ha convocato per il 22 febbraio una giornata nazionale di mobilitazione e di lotta ognuno nel proprio territorio  ” a tutte quelle realtà che resistono e si battono contro lo spreco delle risorse pubbliche, contro la devastazione del territorio, per il diritto alla casa, per un lavoro dignitoso, sicuro e adeguatamente retribuito. Una mobilitazione comune in solidarietà ai compagni di lotta incarcerati, ai compagni di lotta già condannati, a quella innumerevole schiera di resistenti che ancora deve affrontare il giudizio per aver difeso i beni comuni, una giornata di lotta alla quale seguirà nella metà di marzo un appuntamento a Roma per la difesa e la legittimità delle lotte sociali”.

Sentiamo Lele Rizzo del Comitato popolare di lotta e del Centro Sociale Askatasuna di Torino sull’importanza della mobilitazione del 22 febbraio

Mentre in Val di Susa andranno al cantiere di Chiomonte a Torino nella mattina del 22 febbraio si svolgeranno numerose piazze tematiche mentre al pomeriggio ci sara’ una manifestazione di movimento. Sentiamo Dana del CS Askatasuna di Torino

22-febbraio

Nell’appello si legge anche ” In preparazione della giornata di lotta si invita ad effettuare assemblee sui territori per sensibilizzare la popolazione sia su questi temi sia sui progetti che si contrastano”. Tante quindi le assemblee in programma nei prossimi giorni e tante quelle che si sono gia’ svolte.

TERZO VALICO

I No Tav Terzo Valico si trovano al presidio di Pozzolo Loc. Brusadini per una polentata alle 12.30 e poi alle 15.00 passeggiata fino al cantiere aperto presso la cascina Romanellotta  dove sono iniziati i lavori preparatori per realizzare quella che dovrebbe essere la cava piu’ estesa di tutta la linea con superficie equivalente a 160 campi di calcio dove verranno estratti 2 milioni di metri cubi di ghiaia che sarà sostituita con altrettanti metri cubi di materiale inquinante. A Genova l’appuntamento è alle 15.00 in Piazza San Lorenzo

Sentiamo Claudio di No Tav  Terzo Valico

BRESCIA

I no tav bresciani si sono riuniti in assemblea popolare lunedi 10 febbraio presso la Palestra Popolare Antirazzista di via Nullo 12 . No Tav bs invita tutti e tutte a una mobilitazione cittadina :- per rispondere all’appello del movimento No Tav in vista del 22 febbraio e dar vita a una giornata di mobilitazione nei territori
– per continuare nella costruzione di un percorso collettivo verso l’unita’ delle lotte
– per respingere con forza la criminalizzazione e la repressione delle lotte sociali
– per fermare il biocidio in atto a Brescia e nella sua provincia, che mina ogni possibilità di costruire un futuro per tutti noi
– per ribadire con forza il diritto naturale e costituzionale a resistere e ad opporsi alle scelte governative che tengono solo conto degli interessi delle lobby, delle banche e delle mafie a danno della popolazione
PER UNA SOLA GRANDE OPERA: CASA, SALUTE E REDDITO PER TUTTI! Sabato 22 febbraio il ritrovo è per le 15.00 nel piazzale della Stazione Ferroviaria
Sentiamo Roberto Saleri  di No Tav Brescia

TRENTO

I No Tav del trentino si sono trovati lunedi 10 febbraio presso la Sala Circoscrizionale di via Perini a Trento. Sono intervenuti gli avvocati dei No Tav in carcere. Si è trattato di un incontro importante perché, oltre ad esprimere solidarietà ai no tav colpiti dalla repressione, è servito anche per rilanciare l’opposizione al TAV in Trentino, visto che il Consiglio provinciale del 29 gennaio, con una percentuale bulgara, si è espresso a favore dell’opera. La tratta Verona – Monaco ha in progetto un buco lungo 55 km attraverso il Brennero.
Massimo No tav Trentino Ascolta

A Trento l’appuntamento per sabato 22 è alle 15.00 in Piazza Dante

Sentiamo Federica di No Tav  Trento

MILANO

Milano l’assemblea si è tenuta ieri sera presso il Cox 18. Presenti tutte le realta’ di movimento milanesi. In definizione l’organizzazione di una manifestazione che sappia intrecciarsi anche con le lotte a difesa del territorio in corso da settimane .  Macho di ZAM Ascolta

FIRENZE

A Firenze le assemblee organizzative si svolgono presso gli Spazi Liberati, aggregazione sociale composta da tante realta’ del territorio. Anche qui si va verso l’organizzazione di una manifestazione cittadina  che sappia parlare al territorio e quindi dire no allla privatizzazione del servizio pubblico locale, no all’inceneritore , no alla galleria di 7 km della TAV che passa sotto la citta’.Laura di Spazi Liberati   Ascolta

Tanti quindi gli appuntamenti in via di definizione per il 22 febbraio cosi’ come tanti altri sono gia’ definiti :

TRIESTE : ore 16 Piazza Hortis corteo promosso da “NOTAV TRIESTE
inquisiti e solidali”

RAVENNA – Ore 9:30- Corteo “NO TAV” – Partenza P. za Gandhi (Porta Adriana)

ROMA  corteo in ricordo di Valerio Verbano ore 17 via Monte Bianco

VENETO http://www.eco-magazine.info/eco-news/4007/il-veneto-affoga-nel-cemento-30n-proclama-due-giornate-di-mobilitazione-venerdi-21-e-sabato-22-febbraio.html

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MOBILITA’ SOSTENIBILE PER TUTTI

PROTESTA PENDOLARI

Una decina di pendolari ha deciso di occupare i binari della stazione di Treviglio per protestare contro la cancellazione del treno “Verona-Milano” che ferma a Romano di Lombardia alle 8.03. E’ il treno più usato da lavoratori e studenti. L’avviso di cancellazione è stato comunicato solo 15 minuti prima, causando non pochi disagi alle persone in attesa di raggiungere il posto di lavoro o l’università.

I pendolari sono stati costretti a salire sul “Brescia-Sesto San Giovanni” delle 8.15, giunto a Romano con sole tre carrozze e già pieno. Molte persone non sono riuscite nemmeno a salire perché i convogli erano completamente intasati, con gente ammassata in piedi. Alla stazione di Treviglio, per protesta, una decina di persone hanno occupato i binari bloccando il treno per circa trenta minuti. Il personale delle Ferrovie dello Stato ha avvertito le forze dell’ordine. Sul posto sono giunti carabinieri, che hanno ristabilito la calma. Di fronte alle proteste degli altri pendolari, rimasti sul treno, i manifestanti hanno deciso di liberare i binari. La situazione è però sempre più tesa. Lavoratori e studenti non riescono più a sostenere il viaggio quotidiano verso Milano in condizioni così precarie.

Che risposte si possono dare per evitare che anche il ” diritto alla mobilta” diventi l’ennesima guerra tra poveri, tra chi viaggia per raggiungere il posto di lavoro o di studio e chi sul treno o in stazione sta’ gia’ lavorando?

In questi giorni abbiamo letto e ascoltato le dichiarazioni di Rifondazione e Legambiente sulla questione TAV Brescia – Verona. Contrari all’Alta Velocità e all’attuale percorso, chiedono e sostengono come opzione alternativa il quadruplicamento in sede della linea storica per rispondere alle esigenze di mobilità del nostro territorio, per contenere i costi di realizzazione ed evitare un maggiore consumo di suolo. Su questa proposta ci pare interessante intervenire, aldilà dei dati tecnici, per fare alcune considerazioni di carattere politico e per sollecitare un dibattito con queste componenti con cui condividiamo la battaglia contro il sistema delle grandi opere.

La prima considerazione parte dalla natura di queste grandi opere. Esse rappresentano la concretezza dei meccanismi economici speculativi legati ai profitti della rendita finanziaria e alla concentrazione di enormi capitali nelle mani di quelle lobby economiche, che di fatto monopolizzano anche la vita politica di questo paese (la vicenda Imu – Bankitalia è solo l’ultimo capitolo di questa storia). In questo senso, quindi, le grandi opere non possono e non devono semplicemente essere considerate come singoli progetti più o meno impattanti, più o meno realizzabili tecnicamente. Ma bensì rappresentano un meccanismo di espropriazione diretta della ricchezza a favore dei grandi capitali finanziari, che in maniera oramai feudale dominano e consumano le risorse di ogni territorio (questo vale sia che si tratti di una ferrovia, sia che si tratti di un’autostrada o di un grande evento come Expo o una qualche grande manifestazione sportiva).

Proprio per questo ci pare troppo limitante ridurre l’opposizione al Tav a Brescia alla richiesta di un quadruplicamento della linea Brescia – Verona. Lasciando per un momento stare la questione dei tagli a servizi fondamentali come sanità, istruzione, ricerca, welfare, cura del territorio, bonifiche, ecc., sono anni ormai che assistiamo alla dismissione del trasporto locale, regionale e finanche di quei treni a lunga percorrenza che connettevano il Nord e il Sud della penisola con il resto d’Europa (vedi la fine degli intercity notturni e dei regionali veloci Milano – Venezia). Sempre più numerose corse sono state soppresse, le tariffe aumentano e tutto ciò non è altro che la diretta conseguenza dell’avvento dell’alta velocità e della privatizzazione di Trenitalia. Ormai evitare di viaggiare su treni sovraffollati, sporchi e in ritardo è diventato un bene di lusso.

Il diritto alla mobilità è un diritto fondamentale della persona. Oggi più che mai, in città soffocate dal traffico, pensare e riprogettare la mobilità in chiave sostenibile diventa centrale: dalla riduzione del traffico pesante (che può avvenire solo attraverso la rilocalizzazione dei sistemi produttivi e lo spegnimento di tutti quegli impianti industriali inutili e sovrastimati, vedi, ad esempio, cementifici, acciaierie e inceneritori) a nuovi sistemi di mobilità collettiva ed accessibile. Ma sappiamo bene che questa ristrutturazione non può essere lasciata allo stesso mercato che oggi ci impone le grandi opere come destino ineludibile. Un processo che deve per forza di cose parlare il lessico dei beni comuni, della progettazione partecipata e della cooperazione sociale, tenendo ben lontano il dogma del profitto a tutti i costi e ogni fondamentalismo sviluppista (quello che sta dietro ad espressioni del tipo “Ma qualcosa bisognerà pur fare”, “non si può tornare al passato”, ecc.).

Per questo motivo ci sentiamo di rilanciare in questa maniera … altro che quadruplicamento della linea, mobilità sostenibile e accessibile per tutti!

#10febbraio – ASSEMBLEA PUBBLICA NO TAV: verso il 22 febbraio!

LUNEDI 10 FEBBRAIO ORE 21.00
PALESTRA POPOLARE ANTIRAZZISTA
VIA NULLO 12 – BRESCIA

Il 22 febbraio è stata lanciata dal Movimento NoTav una giornata di mobilitazione e lotta dislocata ognuno nel proprio territorio. Il lancio di questa data è stato indetto dalla necessità di rispondere alla gravissima situazione giuridica che si è venuta a creare con gli ultimi arresti e alla fantasiosa accusa di “terrorismo” formulata dalla procura di Torino. Questa forzatura giuridica rappresenta l’ultimo vergognoso tentativo di reprimere un movimento sociale che, in vent’anni di lotta, ha saputo produrre un’eccezionale patrimonio di saperi, di esperienze e di pratiche, trasformandolo di fatto in uno dei simboli della resistenza e della lotta contro le politiche di austerità. Una minaccia, quella contenuta in questo teorema giudiziario, che riguarda tutte le lotte sociali che in Italia contestano e si oppongono alle imposizioni del governo.

Come collettività di persone, in questi mesi, ci siamo mossi per tentare di contrastare la costruzione del TAV a Brescia, l’ennesima inutile grande opera che inciderà sul martoriato territorio bresciano. Un’opera, non ci stancheremo mai di denunciarlo, che è lontanissima da un qualsivoglia criterio di gestione sostenibile della mobilità, così come viene rappresentata da tutte quelle lobby economiche e forze politiche (sindaco di Brescia compreso) che ne sostengono la realizzazione. Ma bensì, rappresenta un enorme spreco di risorse pubbliche utilizzabili diversamente e, probabilmente, una delle più micidiali truffe organizzate nella storia recente di questo Paese, confezionataci direttamente dai soliti inciuci tra partiti, mafie e lobby economiche. Basti pensare alle vicende giudiziarie (corruzione, associazione a delinquere, smaltimenti illeciti) che coinvolgono Italferr, la ditta che ha in carico la progettazione e la realizzazione delle tratte bresciane, e le intercettazioni telefoniche che hanno portato all’arresto di uno dei boss dei rifiuti lombardi, Locatelli, già pronto a sotterrare scorie e veleni nei cantieri della tratta Treviglio – Brescia. Ultima, ma non meno importante, la costruzione del Tav rappresenta l’ennesima occasione per creare nuove povertà attraverso espropri, cantieri decennali, consumo di suolo e devastazione ambientale.

Per questa ragione, insieme a decine di migliaia di persone, abbiamo attraversato Roma il 19 ottobre, togliendo l’ultima maschera al sistema delle grandi opere e dei grandi eventi. Questi si sono rivelati nient’altro che una delle espressioni di quella “dittatura della finanza” che, anche attraverso le politiche di austerità, sta facendo pagare direttamente a tutti noi il dramma della crisi. Un sistema che arricchisce enormemente alcune, sempre più esigue, minoranze e, di fatto, toglie le basi materiali per condurre una vita dignitosa a fasce sempre più vaste di popolazione. Welfare, casa, sanità, istruzione, mobilità locale, bonifiche ambientali (ecc.) vengono relegate, ormai da anni, ad ultima voce di spesa nelle agende dei governi delle “larghe intese”.

Lo spirito di unità e determinazione percepito a seguito di quel corteo, ci ha fatto accogliere con entusiasmo l’importante data di mobilitazione del 20 gennaio a Brescia, dove lotte solo apparentemente lontane hanno saputo fare fronte comune e trovare reciprocamente forza nel sostenere le proprie vertenze. Ed è proprio a partire dalla forza e dallo spirito percepiti in questa data che vorremmo dar vita ad un’altra giornata di lotta che denunci lo spreco di denaro pubblico e la devastazione che le grandi opere rappresentano per la nostra città e il suo territorio.

 Invitiamo quindi tutti e tutte a dar vita un’assemblea cittadina :

– per rispondere all’appello del movimento No Tav e dar vita a una giornata di mobilitazione nei territori

– per continuare nella costruzione di un percorso collettivo verso l’unita’ delle lotte

– per respingere con forza la criminalizzazione e la repressione delle lotte sociali

– per fermare il biocidio in atto a Brescia e nella sua provincia, che mina ogni possibilità di costruire un futuro per tutti noi

– per ribadire con forza il diritto naturale e costituzionale a resistere e ad opporsi alle scelte governative che tengono solo conto degli interessi delle lobby, delle banche e delle mafie a danno della popolazione

PER UNA SOLA GRANDE OPERA: CASA, SALUTE E REDDITO PER TUTTI!

No Tav Brescia

Qui il link dell’evento facebook: https://www.facebook.com/events/647864728588353/?ref=22

APERITIVO RACCOLTA FONDI PER LA VAL SUSA: TERRORISTA è LO STATO

Leggiamo in questi giorni l’appello di appoggio e solidarietà mandato dalla Val Susa riguardo l’aiuto concreto che serve per affrontare il risarcimento di 214.180,40 euro a Ltf per aver ostacolato i sondaggi della ferrovia Torino- Lione, pena palesemente usata al fine di stroncare la lotta NO TAV sulla quale già gravano ingenti spese per sostenere le difese legali.

Con molta umiltà, ma altrettanta dignità e fiducia, dalla Valle chiedono quindi a tutti di dare un concreto appoggio aiutandoli economicamente, ed è per questo che abbiamo deciso di raccogliere fondi anche nella nostra città e provincia da mandare per sostenere la lotta!

Anche a Brescia, come in tutta Italia , parte quindi la campagna di raccolta fondi in solidarietà alla lotta della Val di Susa.

Vi invitiamo DOMENICA 9 FEBBRAIO alle ore 19,00 a partecipare all’aperitivo di raccolta fondi presso ”La Zona” in via San Francesco d’Assisi a Collebeato (Bs)

Qui l’evento facebook della serata a Collebeato: https://www.facebook.com/events/646531748747554/

Per gli altri punti di raccolta fondi da Brescia visitate questa pagina!

Chi tocca uno tocca tutti e Alberto, Loredana e Giorgio non saranno soli, ma sostenuti da un popolo intero!

#7febbraio – Contro l’imposizione di nocività: confronto tra esperienze di lotta a Ivrea

Una sempre meno riconosciuta ragione di Stato cerca di farsi forte con ogni mezzo sulla comunità valsusina in lotta. All’auto organizzazione, alle esperienze di condivisione e alla solidarietà vengono contrapposte le più svariate misure repressive.

I tentacoli della piovra devastatrice di territori sempre più spesso incontrano l’opposizione di chi quei territori li vive. Un’opposizione che, in molti casi, si deve dotare di strumenti indipendenti dalla rappresentanza politica, troppo spesso affiancata agli interessi economici.

Dal progetto per l’alta velocità in Val Susa alle antenne militari di Niscemi, dall’inceneritore di Brescia – il più grande d’Europa – fino ad arrivare al pirogassificatore di Borgofranco non si contano le nocività che industriali e politicanti cercano di imporci.

Resistere a queste nocività, insieme, significa a volte iniziare a costruire qualcosa di diverso.

L’appuntamento è per venerdì 7 febbraio alle ore 21:00 alla Sala di Santa Marta ad Ivrea.

Alla serata parteciperanno Comitato No Tav Brescia, Rete Antinocività Bresciana e Radio Onda d’Urto, insieme a un compagno del comitato No Tav dell’Alta Valle di Susa.

La serata è organizzata da Individualità contro il pirogassificatore Alpi Libere.

ivrea1

 

ivrea2

ivrea3

 

ivrea4

ivrea5

 

ivrea6

 

 

 

 

 

NON SI E’ FATTO MALE NESSUNO. I RAGAZZI SONO IN PALESTRA

Scuola caduta calcinacci

“Non si è fatto male nessuno. I ragazzi sono in palestra”. Un biglietto attaccato in fretta e furia davanti alla scuola media di Sarezzo, per tranquillizzare le mamme, arrivate in massa alla scuola  media Giorgio La Pira di Sarezzo dopo aver saputo del crollo della soffitta in una classe durante l’orario di lezione. Solo la prontezza di riflessi dell’insegnante, che ha invitato gli alunni a mettersi sotto i banchi,  ha evitato la tragedia per quello che inizialmente era stato percepito come un terremoto. Dal soffitto si sono infatti staccati non solo calcinacci ma anche mattoni di grosse dimensioni.
Erano circa le dieci quando all’interno della classe Terza C, situata al primo piano dell’istituto, l’insegnante di lettere Patrizia Augugliaro ha sentito un leggero scricchiolio provenire dal soffitto vicino alla porta di ingresso dell’aula.
L’insegnante in un attimo ha chiesto ai ragazzi di ripararsi sotto i banchi, seguendo il protocollo previsto in caso di sisma. Qualche istante dopo una parte del soffitto è crollato: l’intonaco e parte del laterizio di una soletta hanno avuto un cedimento e del calcinaccio accompagnato da qualche mattone è caduto nell’aula.
Nessun ferito, nemmeno un graffio ai danni dei giovanissimi studenti perché il cedimento è avvenuto vicino alla porta d’ingresso, lontano dai banchi, dalla cattedra e dagli studenti. La classe è stata subito raccolta nel corridoio, mentre è stato attivato il piano di evacuazione e i 469 ragazzi hanno raggiunto la palestra dell’istituto.

E’ andata bene. Non sempre è stato cosi’. L’8 gennaio scorso uno studente di 17 anni è morto dopo essere precipitato nel vuoto in un pozzo luce che si trova all’interno dell’area adibita all’ educazione fisica della succursale del liceo scientifico `De Giorgi´ a Lecce. Il ragazzo avrebbe fatto un volo di una decina di metri, colpa di una griglia che all’improvviso ha ceduto facendolo precipitare giù .

Proprio pochi giorni fa il Rapporto ” Ecosistema scuola ” redatto da Legambiente fotografava una situazione a dir poco allarmante per le scuole italiane. Edifici vecchi, poco sicuri, in alcuni casi senza permessi ed esposti in aree a rischio. Il report – che prende in esame 94 capoluoghi e le scuole dell’infanzia, elementari e medie – segnala  “ancora troppi gli edifici vecchi, privi di sicurezza: oltre il 60% delle scuole sono state costruite prima del 1974, il 37,6% ha bisogno di interventi di manutenzione urgente, il 38,4% si trova in aree a rischio sismico, il 40% sono prive del certificato di agibilità, e il 60% non ha il certificato di prevenzione incendi“.

In tutto Legambiente ha preso in esame 5.301 edifici scolastici, di questi il 4,8% è stato costruito tra il 2001 e il 2002 e “solo lo 0,6% è stato edificato con criteri di bioedilizia (12 comuni hanno investito in questo settore)”. Solo l’8,8% è stato costruito con criteri antisismici. La verifica di vulnerabilità sismica è stata realizzata “solo sul 27,3% degli edifici”. E “nei comuni che si trovano in area a rischio sismico e idrogeologico” è stata fatta “solo per il 21,1% degli edifici”. Nel 2012 l’investimento medio per la manutenzione straordinaria ad edificio scolastico è stato di 30, 345 euro ( 30 euro ???? ).

Ancora oggi non esiste un monitoraggio sistematico dello stato di sicurezza delle scuole italiane. Famiglie e studenti sono ancora in attesa dell’ anagrafe dell’edilizia scolastica, attesa dal 1996, anno dell’entrata in vigore della legge 23 che la istituiva . Bisogna inoltre che venga data la possibilità agli enti locali di operare in deroga al Patto di Stabilità per investire sulla messa in sicurezza.

Il Ministero ha recentemente stanziato 300 milioni per l’edilizia scolastica con il “Decreto del Fare” e con il decreto “Mille proroghe” ci sono 700 milioni di fondi europei per il Sud inutilizzati e usabili per le scuole di Campania, Calabria, Puglia e Sicilia. Ma per mettere in sicurezza le nostre scuole servono 12 miliardi. La TAV in Val di Susa ha un costo stimato tra i 17 e i 35 miliardi di euro ( a seconda delle fonti…  . Sarebbero utilissimi per mettere a punto  un vero e proprio piano di prevenzione e messa in sicurezza degli edifici, creando in modo capillare economia locale e per orientare la nostra forte industria dell’edilizia verso la riqualificazione ambientale e antisismica.

Purtroppo l’intelligenza e le buone pratiche virtuose non appartengono a questa classe politica.

L’UNICA VERA GRANDE OPERA CASA REDDITO SALUTE

 

BRE-BE-MI: un fallimento preannunciato stile “grandi opere inutili”

E’ di oggi la notizia che la Bre-Be-Mi, uno dei cavalli di battaglia delle grandi opere inutile stile alta velocità, per ora non prevede distributori sul suo tracciato.

1546245_785858151427742_409343403_n

Oltre ad essere un ecomostro, un magazzino di veleni ed un generatore di debito pubblico è anche un fallimento preannunciato. Infatti nessun petroliere per ora, nonostante l’apertura della nuova strada sia prevista per il 1° luglio, si è sentito al sicuro per investire aprendovi una pompa di benzina.

Anche la terza gara pubblica per l’assegnazione del servizio carburanti nelle due stazioni di servizio che saranno realizzate a Caravaggio è andata quindi deserta. Per le altre due stazioni, previste nel Bresciano, non sono state ancora indette gare per l’assegnazione dei relativi servizi. Il motivo consiste proprio nelle difficoltà che la società Brebemi sta incontrando per far entrare in funzione le stazioni di Caravaggio.

Questa però è solo un punto di vista dell’accaduto.

Dall’altra parte questo potrebbe essere solo la prima di tante conferme della totale inutilità di questa autostrada. Ovviamente inutilità che riguarda chi ogni giorno percorre le provincie di Brescia, Bergamo e Milano. Inutilità che si trasforma ben presto in utilità per chi con il cemento riesce a muovere grandi capitali. E per la Brebemi parliamo di veri e propri colossi della finanza italiana chiamati a investire i propri capitali per l’opera: Intesa San Paolo, Banca innovazione infrastrutture e sviluppo (sempre gruppo San Paolo), Ubi, Banco di Brescia, Credito Bergamasco, Banca di credito cooperativo di Treviglioa, Unicredit, Monte Paschi Siena, Ubi, Credito bergamasco e la pubblica Cassa depositi e prestiti.

A gestirla saranno invece Autostrade Lombarde SpA, azienda che ha come soci Autostrada Brescia-Verona-Vicenza-Padova, Autostrade Centropadane, Milano Serravalle – Milano Tangenziali, il colosso della public utility lombarda A2A, associazioni industriali, camere di commercio ed enti locali.

I casi allora sono due: o il mercato non crede a questo investimento e allo sviluppo della mobilità su strada, o la Brebemi ha talmente bisogno di soldi, per ripagare i debiti generati dai costi di costruzione che ha tenuto altissime le commission fee e le royalties sul carburante al punto da scoraggiare tutti i colossi petroliferi.

Ricordiamo inoltre che se la nuova autostrada aprirà a luglio, il collegamento finale con la tangenziale di Milano, tra Segrate e Melzo, non sarà pronto. Questo comporterà un notevole rallentamento del traffico, tanto da far perdere l’unico vantaggio che pare avere quest’opera: arrivare da Brescia a Milano solo 5 minuti prima!

A quanto pare o per guadagnare qualche minuto di tempo (ricordiamo che il guadagno di tempo nella costruzione del lotto di alta velocità tra Treviglio e Brescia è stimato a poco più di 10 minuti) c’è davvero chi crede che l’inquinamento, la distruzione delle nostre case, terre e terreni sia un giusto prezzo da pagare, o anche qui per l’interesse di pochi si mette a rischio il futuro di tutti.

Il fallimento è preannunciato, con la speranza però che questo ci serva per non permettere un altro scempio per il nostro territorio!

 

Lettera di Chiara, attivista No Tav, dal carcere delle Vallette

Carcere delle Vallette, 20 gennaio 2014

Se potessi scegliere mi troverei proprio dove sono.
Tra i sentieri della Valle, per le vie di Torino, con i miei compagni o specchiandomi negli occhi di donne e uomini sconosciuti, imparando ad ascoltare, scegliendo di aspettare, correndo più veloce.
Mi troverei dove si scopre il sapore dolce e intenso della lotta, qualcuno ti stringe la mano che trema e si getta il cuore oltre l’ostacolo. Lì dove il caldo, continuo e tenace abbraccio della solidarietà non permette a chi è isolato di sentirsi solo, libera la passione di chi è prigioniero e riempie la stanza di presenze amiche. 
Mi sono chiesta qualche volta perché non accontentarmi del privilegio di cittadinanza, avere quasi di sicuro una casa, qualche figlio, qualche modo di mettere la pagnotta a tavola. Ma quando scopri che la libertà e l’umanità sono un’altra cosa, quando ti accorgi che gli unici motori della politica e dei gruppi di potere sono il privilegio e il saccheggio, è troppo tardi per tornare indietro. Sei entrato in un altro mondo, che è dove sono io adesso. 
In questo luogo non c’è spazio per coloro che misurano la propria misura morale su codici e leggi. Buttare in strada chi non paga l’affitto o in un lager chi non ha documenti, produrre scorie nucleari, salvare il capitale e distribuire miseria, militarizzare e devastare territori. Tutto a norma di legge, in democrazia. Anche il dissenso a condizione che non si metta davvero di traverso alla realizzazione dei piani inesorabili del progresso e del profitto.
Ma quando troppi zoccoli inceppano l’ingranaggio, se un uomo, una piazza o una popolazione diventano imprevedibili ed efficaci, è possibile sentire il rumore delle lame che si affilano. Il corpo delle leggi a difesa delle proprietà pubblica e privata, gonfia tutti i suoi muscoli. Se si scende in strada il giorno sbagliato (o giusto?), insieme ai sampietrini si può raccoglier il macigno della Devastazione e Saccheggio. Se si assume una pratica radicale contro il sistema sociale, è pronta la scure dell’Associazione Sovversiva (o, con un salto in più di fantasia, dell’Associazione a Delinquere). Per tutto il resto si prepara la gabbia del Terrorismo. Qualunque opposizione reale procura danni e rallenta l’avanzata dei progetti, alla fine ogni azione e lotta efficace potrebbero essere imbrigliate in questa categoria di repressione. Lo scopo è facile da individuare: una punizione esemplare per qualcuno, un monito lanciato a tutti gli altri.
Certo, l’idea di tutti gli anni di carcere evocati da tutte quelle parole stringe lo stomaco in una morsa. È molto più doloroso però immaginarsi inermi a guardare il mondo devastato per il vantaggio di pochi. Da tutti noi, che abbiamo imparato la differenza tra giusto e legale e assaporato il gusto di riprenderci le strade e i boschi, con la minaccia della galera non otterranno un granché. E neanche ci inganneranno con il valore simbolico delle loro accuse, perché sappiamo da dove nasce il terrore e ne conosciamo i manganelli, i gas, le reti. E gli eserciti, le armi, le sbarre.
Non dobbiamo avere paura. Lasciamola respirare a quelli che vivono blindati in un’esistenza spesa a difesa dei propri privilegi e delle proprie mire di saccheggio.
Io, in questa gabbia ho i polmoni pieni della libertà che ho imparato ad amare lottando, tra i sentieri e per le vie.
E come me molti altri. Voi. Solidali, complici e inarrestabili.

Chiara

Ricordiamo che Chiara è stata trasferita e il nuovo indirizzo al quale scriverle è: 

Chiara Zenobi
Casa Circondariale Rebibbia
via Bartolo Longo, 92
00156 Roma

BASSO GARDA LA TAV PASSA ANCHE QUI

san martin

 

La tratta dell’Alta Velocità passa anche sul lago di Garda ma quale sarà il tracciato? E che ne sarà delle persone che ci vivono? Siamo informati su cosa stà per succederci?
A Brescia gli esproprio sono già cominciati !
Due appuntamenti per informarsi e discutere con Dario Ballotta (esperto di Mobilità e viabilità di Legambiente) e con Maurizio Zanini del Comitato di Via Toscana dove sono in corso gli espropri (che ci porterà delle testimonianze su come Italfer si sà muovendo con gli espropri)

– Primo appuntamento venerdì 7 febbraio ore 20.30 a San Martino della Battaglia (Desenzano) – via Unità d’Italia 95 presso il Centro Sociale

– Secondo appuntamento martedì 18 febbraio ore 20.30 nella frazione Campagna di Lonato d/G (zona del primo cantiere) – presso Fuori Zona in via Campagna sotto n. 4

Ad entrambi gli appuntamenti le Amministrazioni comunali sono invitate per il confronto con i cittadini

https://www.facebook.com/events/625197844196434/

NO TAV: COLPEVOLI DI DIFENDERE LA NOSTRA TERRA E I BENI COMUNI. CHIEDIAMO A TUTTI UN APPOGGIO E UNA SOLIDARIETA’ CONCRETA – Raccolta fondi da Brescia

 Leggiamo in questi giorni l’appello di appoggio e solidarietà mandato dalla Val Susa riguardo l’aiuto concreto che serve per affrontare il risarcimento di 214.180,40 euro  a Ltf per aver ostacolato i sondaggi della ferrovia Torino- Lione, pena palesemente usata  al fine di stroncare la lotta NO TAV sulla quale già gravano ingenti spese per sostenere le difese legali.

Con molta umiltà, ma altrettanta dignità e fiducia, dalla Valle chiedono quindi a tutti di dare un concreto appoggio aiutandoli economicamente, ed è per questo che abbiamo deciso di raccogliere fondi anche nella nostra città e provincia da mandare per sostenere la lotta!

Anche a Brescia, come in tutta Italia , parte quindi la campagna di raccolta fondi in solidarietà alla lotta della Val di Susa.

PUNTI DI RACCOLTA:

  • Studi di Radio Onda d’Urto in via Luzzago 2b a Brescia
    Dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 19:00 E il sabato e la domenica dalle 9:00 alle 12:00. Info: 03045670.
    Clicca qui per ascoltare lo spot di Radio Onda d’Urto. 
  • C.S. 28 Maggio in via Europa 59 a Rovato
    Venerdì e sabato dalle 21 fino a chiusura e la domenica dalle 15 fino a chiusura + quando è aperto in base ai giorni
  • C.S. Magazzino 47 in via Industriale a Brescia
    Il venerdì dalle 16:00 alle 20:00 in enoteca (durante il mercato del Magazzino)
  • Bar Battaglie (Iaio) in via delle Battaglie 66 a Brescia
    Tutti i giorni durante l’orario di apertura del bar
  • Circolino di Radio Onda d’Urto in via Battaglie 29  a Brescia
    Durante l’orario di apertura del bar
  • Caffè Letterario Primo Piano in via Cesare Beccaria 10 a Brescia
    Durante l’orario di apertura del bar
  • La Zona in via San Francesco d’Assisi  a Collebeato (Bs)
    Domenica 9 febbraio ore 19:00 durante un’aperitivo di raccolta fondi per la Valle organizzata dal gruppo No Tav Brescia

NOTAVLIBERIBRESCIA

Per chi volesse in ogni caso procedere con un bonifico  può farlo sul c/c intestato a DAVY PIETRO CEBRARI MARIA CHIARA – IBAN IT22L0760101000001004906838

Vogliamo che tutti capiscano che non bastano le denunce, le galere, i processi, ecc. per battere il movimento NO TAV. E nemmeno questa intimidazione, fatta da chi si rifugia dietro ad espedienti perché incapace di convincere della bontà dell’opera una popolazione intera e buona parte dei cittadini italiani.

Non ci lasceremo intimidire nemmeno da questo, per noi il ragionamento è semplice: chi tocca uno tocca tutti e Alberto, Loredana e Giorgio non saranno soli, ma sostenuti da un popolo intero!

 

Altri articoli interessanti da leggere o lettere di appello:

Colpirne tre per zittirne migliaia….

La democrazia non è in affitto…

Intervista al sindaco Loredana Bellone…