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“IL MOVIMENTO NO TAV HA RIDATO DIGNITA’ AL PAESE”

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Durante la seduta di oggi per il processo relativo alla rimozione dei sigilli della baita costruita dal Movimento NoTav in Clarea (Chiomonte), l’avvocato Cristina Patrito ha pronunciato un arringa molto coinvolgente ed appassionata che qui di seguito riportiamo nella versione testuale. Uno dei passi più rilevanti riguarda il ringraziamento fatto al Movimento NoTav  riconoscendogli il contributo dato per ridare dignità al Paese. Le argomentazioni portate a sostegno della legittimità della resistenza che si fondano nella Carta Costituzionale, non solo convincono ed appassionano ma danno anche spunto per riflessioni più profonde in relazione al modello di Democrazia che i Padri Costituenti  volevano lasciarci.

ecco il testo:

“Allora. Io vorrei cominciare con quello che non è un discorso, non vuole assolutamente essere un discorso di pura retorica o di sterile ideologia. E’ un discorso, secondo mè, a cui io tengo particolarmente e che comunque ritengo necessario per dare una concreta contestualizzazione dei fatti. E allora io voglio cominciare, sinceramente, ringraziando il Movimento NoTav. Io voglio ringraziarlo perché ha ridato al Paese una dignità che nel palazzo del potere, mi sembra evidente anche ultimamente, è ormai decisamente, definitivamente persa. Vorrei ringraziarlo perché ha ridato un ruolo a quello che è il fondamento di ogni cambiamento sociale e cioè un forte legame alla propria terra, alla propria storia, ai propri compagni di lotta. Ha ridato un ruolo al la passione civile, all’interesse civile alla passione civile. Vorrei ringraziarlo perché da 20 anni , dal 1989 con il comitato Habitat, da vent’anni si batte contro un legame micidiale di potere mediatico, di potere economico ed ahimè di potere istituzionale. E’ il più alto esempio degli ultimi vent’anni di democrazia dal basso. E’ il più alto esempio degli ultimi vent’anni di resistenza, ed il termine resistenza non deve essere guardato, ascoltato con perplessità o con diffidenza. Soprattutto per noi operatori del diritto il termine resistenza e di interesse enorme, è appassionante. Potrei fare mille citazioni ma, visti i tempi, visto un po l’aria che tira, io una citazione la farà, proprio sul diritto di resistenza e cito non un pericoloso anarco-insurrezionalista o un facinoroso, Dossetti, era un giovane appartenente alla Democrazia Cristiana. Nel ’46, neppure conosciuto ai dirigenti della Democrazia Cristiana, eppure Giuseppe Dossetti con grande passione partecipava per la Democrazia Cristiana all’Assemblea Costituente. Il 3 dicembre del ’46 presenta un progetto che prevede all’art. 3 e passerà poi all’Assemblea Costituente al Comitato dei Settantacinque, prevede l’articolo 3 il diritto di resistenza da inerire nella carta Costituzionale. Un art. 3 che recita “la resistenza individuale e collettiva agli atti  dei pubblici poteri che violino le libertà fondamentali, i diritti garantiti dalla presente Costituzione, è diritto e dovere di ogni cittadino”. E questa è la versione un po più sobria della Costituzione Francese del ’46 che all’art. 21 giunge a dire, “qualora un Governo violi le libertà o i diritti garantiti dalla Costituzione la resistenza, sotto ogni forma, è il più sacro dei diritti e il più imperioso dei doveri”. Il dibattito intorno a questa proposta, che poi viene accolta e viene portata nel progetto della Carta Costituzionale è un dibattito veramente appassionante e se sono intervenuti intellettuali, Padri della Patria, Gramsci, Togliatti ma io citerò, resto su questa linea, io citò Aldo Moro. Aldo Moro, decisamente non un grande ribelle, Ecco, Aldo Moro, e lo cito perché Aldo Moro si rivolge a noi, si rivolge al legislatore, si rivolge a lei, perché Aldo Moro dice nel suo intervento, si trova facilmente su internet, e sono tutti, lo ribadisco, di grande interesse. Aldo Moro dice, questa disposizione offrirebbe al legislatore penale e al giudice penale una sponda indispensabile per evitare che vengano sanzionati comportamenti sperati ad una difesa, ancorché extragiuridica, di diritti fondamentali. Il dibattito è stato lunghissimo, poi si è deciso di non inserirlo nella Carta Costituzionale perché implicito nella Carta Costituzionale stessa, perché implicito nell’art. 1 laddove dice che la sovranità popolare si esercita nei limiti e modi stabiliti dalla Carta Costituzionale e questi limiti e modi sono l’art. 9  e l’art. 32 della Costituzione, la tutela dell’ambiente, la tutela della salute. Sono intervenuti tutti sul TAV, sul Si Tav, il No Tav, e io questa mattina ho pensato, magari potrei citare un Si Tav, potrei citare un intellettuale famoso che si è pronunciato, nel senso del dire “la TAV si fà”, la TAV peraltro, ed è Massimo Cacciari. Massimo Cacciari ha detto il TAV si deve fare, il Tav va fatto, tutti abbiamo capito, tutti abbiamo capito, che il TAV è inutile, è dannoso, è una spreco di risorse ma va fatto. Ciononostante,  va fatto perché la maggioranza, non so quale sia la maggioranza a cui si riferiva Cacciari, comunque, la maggioranza ha deciso, la Democrazia non è un assemblea permanente. Allora, questo concetto di Democrazia per cui la maggioranza schiaccia la minoranza e toglie  ogni libertà alla minoranza non è Democrazia. Imparare la democrazia, Zagrebelsky, questa maggioranza semmai sarebbe Democrazia assolutistica o terroristica, questa si, signori Pubblici Ministreri, terroristica. Il Movimento NoTav, è 20 anni che si batte, dal 1989 con il comitato Habitat, e in vent’anni ha raccolto docenti universitari, professori, studenti, contadini, cittadini, avvocati ha riempito e riempie, paesi di poche migliaia o addirittura poche centinaia di abitanti, riempiono intere sale quando ci sono le assemblee. E’ una, è un esempio, davvero, di grande Democrazia partecipata.”

Le manifestazioni e le iniziative del 22 febbraio in Italia

22-febbraio

Le manifestazioni e le iniziative del 22 febbraio in Italia

Torino: al mattino 6 piazze tematiche: Piazza Baldissera: Comitati Valli di Lanzo e Venaria, No tunnell, Venaria (si treni pendolari), Piazza Madama Cristina: CUB, Operatori Sociali Non dormienti (welfare), Porta Susa: Comitato Torino e Cintura (No inc., No tangest, No MUOS) – No devastazioni del territorio), Via Garibaldi: Case occupate – difesa della terra e contro il terrorismo di stato, Porta Palazzo: ore 10,30 No Tav autogestione – No opere inutili, Piazza Nizza ore 13: sportelli casa, occupazioni abitative – Diritto all’abitare

Alle 15 in corteo, partenza Piazza Castello.

Novara: presidio ore 14 Piazza delle Erbe

Ivrea: presidio di fronte al carcere in Corso Vercelli 165 dalle ore 9.00 alle 12.00. Alle 14 sotto gli uffici della Cogeis di Quincinetto, inplicata nella devastazione dei territori (costruzione della TAV e del Pirogassificatore di Borgofranco)

Grugliasco: camminata rifiutizer-notav ore 9,30 ritrovo viale Gramsci (angolo Via Sabaudia), ore 10.00 inizio camminata lungo viale Gramsci, ore 11 arrivo al parco della Resistenza e della Pace

Pisa: piazza sabato 22 febbraio alle ore 15,30 in Logge dei Banchi. Manifestazione cittadina contro crisi, povertà e sfratti

Trento: corteo No Tav ore 14,30 Piazza Dante

Trieste: manifestazione ore 16 piazza Hortis

Pavia: presidio alle 15:00 in piazza della Vittoria

Pistoia: Piazza Gavinana (il Globo) ore 9-19 presidio informativo

Roma: Valerio vive, la rivolta continua. Ore 17 Via Monte Bianco corteo.

Genova: ore 15 Piazza San Lorenzo presidio No Tav-Tezo Valico

Pozzolo (località brusadini): presso presidio No Tav terzo Valico, ore ore 12,30 polentata, ore 15.00 passeggiata fino al cantiere

Firenze: manifestazione ore 15.00 Piazza Torquato Tasso

Brescia: manifestazione ore 15.00 piazzale della stazione ferroviaria

Martesana: ore 9.00 volantinaggio mercato di Melzo, ore 11,30 mercato di Pioltello. Ore 13 appuntamento stazione Pioltello-Limito per raggiungere Piazza Garibaldi (Mi) per corteo regionale

Milano: giornata diffusa di azioni e blocchi a sostegno del movimento NO Tav e dei compagni arrestati. Piazza 25 Aprile, vicino a stazione Garibaldi ore 14 per corteo regionale.

Ravenna: Ore 9:30 Corteo, partenza P. za Gandhi (Porta Adriana)

Belluno: dalle ore 14 presidio/assemblea presso il piazzale della Stazione

Asti: piazza marconi / fronte stazione, h 15 (contro criminalizzazione dei movimenti, contro la devastazione dei territori, casa e reddito per tutti

Caltanissetta: corteo No Muos contro la repressione delle lotte, ore 9.30 in Piazza Falcone e Borsellino

Modena: ore 15 via Farini (sotto sede A.I.P.O.)

Reggio Emilia: Manifestazione

Adria: manifestazione di tutti i comitati contro la autostrada Ortre-Mestre (NoOrMe)

Perugia: h 16 presidio presso Colelstrada, Uscita E45 (ingresso centro raccolta comunale)

Bari: ore 13.30: Pranzo sociale all’Ex Caserma Liberata, ore 16.30: concentramento all’Ex Caserma Liberata per il corteo cittadino, ore 21.00 concerto degli U Papun

Bologna: piazza Ravegnana, sotto le Due Torri ore 15, manifestazione

Legnago (VR), sabato 22 febbraio 2014, Piazza Garibaldi

Pesaro: ore 16 piazzale Lazzarini

Cremona: presidio sotto la prefettura dalle ore 10:00 alle ore 12:30

Cosenza: piazza XI settembre ore 18,30 presidio

Albano: presso discarica di Roncigliano, presidio dalle ore 8,30

Barletta: h 18.30 c.so Vittorio Emanuele (Eraclio)

Marina di Carrara: dalle 14.30 in piazza Ingolstadt a Marina di Carrara presidio solidale con Chiara, Mattia, Niccolò, Claudio e con tutto il movimento No Tav contro le nocività e il saccheggio ininterrotto dei territori

Oriolo Romano, Viterbo: Via di sottocantina 9.00-13.00 Mercato contadino, 10.30 Dibattito con una Valsusina, 13.00 Pranzo a sottoscrizione per le spese legali dei NoTAV

Cesena: presidio itinerante per le vie del centro della città. Ritrovo ore 16.30 alla Barriera.

Savona: presidio e volantinaggio piazza sisto IV ore 15.30

Benevento: ore 16.00 a piazza Castello (Rocca dei Rettori) per una Critical Mass, quindi controlla la pressione delle ruote della bici e vieni a pedalare, alle 18.00 si terrà un presidio in piazza Federico Torre, lungo il Corso Garibaldi

Mantova: ore 10.00 piazza Martiri di Belfiore asta di (s)vendità pubblica sotto le poste contro privatizzazioni e svendità Cassa Depositi e Prestiti, ore 15.30 di fianco ex palazzetto dello sport (dove vogliono costruire Esselunga) presidio solidale con la lotta NO TAV contro la cementificazione e la devastazione dei territori.

Taranto: ore 19 presso la biblioteca popolare  di Via Garibaldi 210

Ventimiglia: piazzale della stazione ore 11

Livorno : manifestazione ore 16.30 Piazza Attias

Napoli : manifestazione ore 15.30 Piazza Garibaldi

Siracusa : ore 17 Largo XXV Aprile

 

FACCIAMOCI SENTIRE: ROMPIAMO L’ISOLAMENTO DI CHIARA, CLAUDIO, MATTIA, NICCOLO’

isolamento

Chiara, Claudio, Niccolò e Mattia sono in carcere dall’inizio di dicembre 2013 con un’accusa assurda e pesantissima come quella di terrorismo.

Dopo essere stati trasferiti dal carcere di Torino nei reparti ad Alta sicurezza delle case circondariali di Roma, Ferrara e Alessandria, hanno subito il blocco dei colloqui (ristabilito per i soli familiari), la censura della corrispondenza e subiscono un regime di carcerazione ancora più duro di quello normalmente previsto per gli altri detenuti in Alta sicurezza, con l’isolamento totale (per Claudio) e il divieto di incontro e la riduzione delle ore d’aria (per Niccolò e Mattia).

Anche gli avvocati dei 4 notav hanno denunciato la situazione che stanno vivendo in carcere con un comunicato.

Facciamoci sentire attraverso lettere, email, fax e telefono chiedendo il ripristino dei loro diritti.

Scrivendo:

“Chiedo che a Chiara, Claudio, Niccolò e Mattia vengano riconosciuti tutti i diritti previsti dall’ordinamento penitenziario, che vengano tolti dall’isolamento e vengano revocati i divieti di incontro e colloquio attualmente in corso”.

Il tutto va indirizzato:

  • Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino

Corso Vittorio Emanuele II, 130

10138 Torino,

Tel: 011.4327111 (centralino)

Fax: 011.4327206

E-mail: procura.torino@giustizia.it

 

  • Al Tribunale di Torino

Sezione dei Giudici per le indagini preliminari

Corso Vittorio Emanuele II, 130

10138 Torino,

Tel: 011.4327111 (centralino)

Fax: 011 4327582

E-mail: tribunale.torino@giustizia.it

  • Al Ministero della Giustizia

via Arenula 70 – 00186 Roma
tel. +39 – 06 68851 (centralino)

Numero verde 848 800 110 

e-mail: callcenter@giustizia.it

  • Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria

Largo Luigi Daga, 2 – 00164 Roma
tel. +39 06.665911

 http://www.notav.info/movimento/rompiamo-lisolamento-di-chiaraclaudiomattia-e-niccolo/

#22FEBBRAIO: GIORNATA NAZIONALE DI MOBILITAZIONE E LOTTA NEI TERRITORI – BRESCIA

Il 22 febbraio ci troveremo alle 15:00 nel piazzale della Stazione Ferroviaria di Brescia per lottare insieme:

CONTRO L’ACCUSA DI TERRORISMO E LA CRIMINALIZZAZIONE DI CHI LOTTA

CONTRO LO SPERPERO DELLE RISORSE PUBBLICHE

PER LA LIBERAZIONE DI CHIARA, CLAUDIO, MATTIA E NICCOLO’ E DEGLI ALTRI NO TAV IMPUTATI E INDAGATI

PER RILANCIARE LA DIFESA DEL TERRITORIO E LE LOTTE LOCALI

PER UNA SOLA GRANDE OPERA: CASA, SALUTE E REDDITO PER TUTT*!

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Il 22 febbraio è stata lanciata dal Movimento No Tav una giornata di mobilitazione e lotta dislocata ognuno nel proprio territorio. Il lancio di questa data è stato indetto dalla necessità di rispondere alla gravissima situazione giuridica che si è venuta a creare con gli ultimi arresti e alla fantasiosa accusa di “terrorismo” formulata dalla procura di Torino.

Si parla di circa 600 imputati, più di un migliaio di indagati, decine di persone sottoposte a varie restrizioni (obbligo o divieto di dimora, foglio di via), multe da centinaia di migliaia di euro, un processo contro 53 NO TAV condotto in un’aula bunker, diversi attivisti da mesi agli arresti domiciliari.
In questi numeri si può leggere l’accanimento repressivo contro il movimento NO TAV a cui va aggiunto il nuovo capitolo “terrorismo”: in una delle tante passeggiate di lotta contro il cantiere di Chiomonte lo scorso agosto alcuni attivisti NO TAV sono stati indagati per “attentato con finalità di terrorismo”, e sottoposti per questo a misure restrittive e pene molto pesanti. Questo episodio per la Procura di Torino rappresenta un “attentato con finalità di terrorismo”, mentre per il movimento NO TAV si tratta di DIRITTO ALLA RESISTENZA.
Questa forzatura giuridica rappresenta quindi l’ultimo vergognoso tentativo di reprimere un movimento sociale che, in vent’anni di lotta, ha saputo produrre un’eccezionale patrimonio di saperi, di esperienze e di pratiche, trasformandolo di fatto in uno dei simboli della resistenza e della lotta contro le politiche di austerità. Una minaccia, quella contenuta in questo teorema giudiziario, che riguarda tutte le lotte sociali che in Italia contestano e si oppongono alle imposizioni del governo.
Ma nell’inchiesta della Procura torinese si va ben oltre: vengono utilizzati per la prima volta in Italia articoli che definiscono “terrorista” qualsiasi forma di resistenza a quanto deciso dai poteri economici e politici. Ogni imposizione dello Stato, secondo i Pm Rinaudo e Padalino, ammette tutt’al più la lamentela, ma non l’opposizione attiva. Insomma, in questo tentativo di attaccare frontalmente il movimento NO TAV si sperimentano dei modelli che potranno essere applicati in futuro ad ogni forma di dissenso reale.

Per rispondere a questa ondata repressiva il Movimento NO TAV ha convocato per il 22 febbraio una giornata nazionale di mobilitazione e di lotta ognuno nel proprio territorio destinata “a tutte quelle realtà che resistono e si battono contro lo spreco delle risorse pubbliche, contro la devastazione del territorio, per il diritto alla casa, per un lavoro dignitoso, sicuro e adeguatamente retribuito. Una mobilitazione comune in solidarietà ai compagni di lotta incarcerati, ai compagni di lotta già condannati, a quella innumerevole schiera di resistenti che ancora deve affrontare il giudizio per aver difeso i beni comuni, una giornata di lotta alla quale seguirà il 14 e 15 marzo un appuntamento a Roma per la difesa e la legittimità delle lotte sociali”.

Anche a Brescia quindi useremo questa giornata per denunciare anche nella nostra città la costruzione del TAV, l’ennesima inutile grande opera che inciderà sul martoriato territorio bresciano. Un’opera lontanissima da un qualsivoglia criterio di gestione sostenibile della mobilità, così come viene rappresentata da tutte quelle lobby economiche e forze politiche (sindaco di Brescia compreso) che ne sostengono la realizzazione. Ma bensì, rappresenta un enorme spreco di risorse pubbliche utilizzabili diversamente e, probabilmente, una delle più micidiali truffe organizzate nella storia recente di questo Paese, confezionataci direttamente dai soliti inciuci tra partiti, mafie e lobby economiche. Basti pensare alle vicende giudiziarie (corruzione, associazione a delinquere, smaltimenti illeciti) che coinvolgono Italferr, la ditta che ha in carico la progettazione e la realizzazione delle tratte bresciane, e le intercettazioni telefoniche che hanno portato all’arresto di uno dei boss dei rifiuti lombardi, Locatelli, già pronto a sotterrare scorie e veleni nei cantieri della tratta Treviglio – Brescia. Ultima, ma non meno importante, la costruzione del Tav rappresenta l’ennesima occasione per creare nuove povertà attraverso espropri, cantieri decennali, consumo di suolo e devastazione ambientale.

Denunceremo nuovamente anche il sistema delle grandi opere e dei grandi eventi che si sono rivelati nient’altro che una delle espressioni di quella “dittatura della finanza” che, anche attraverso le politiche di austerità, sta facendo pagare direttamente a tutti noi il dramma della crisi. Un sistema che arricchisce enormemente alcune, sempre più esigue, minoranze e, di fatto, toglie le basi materiali per condurre una vita dignitosa a fasce sempre più vaste di popolazione. Welfare, casa, sanità, istruzione, mobilità locale, bonifiche ambientali (ecc.) vengono relegate, ormai da anni, ad ultima voce di spesa nelle agende dei governi delle “larghe intese”.

Lo spirito di unità e determinazione percepito a seguito della mobilitazione del 20 gennaio a Brescia, dove lotte solo apparentemente lontane hanno saputo fare fronte comune e trovare reciprocamente forza nel sostenere le proprie vertenze, ci ha portati a dar vita insieme a diverse realtà bresciane un’altra giornata di lotta che denunci lo spreco di denaro pubblico e la devastazione che le grandi opere rappresentano per la nostra città e il suo territorio, denunciando nuovamente il biocidio in atto a Brescia e nella sua provincia, ma sopratutto per ribadire con forza il diritto naturale e costituzionale a resistere e ad opporsi alle scelte governative che tengono solo conto degli interessi dei potenti, delle lobby, delle banche e delle mafie a danno della popolazione.

Il 22 febbraio ci troveremo alle 15:00 nel piazzale della Stazione Ferroviaria di Brescia per lottare insieme:

CONTRO L’ACCUSA DI TERRORISMO E LA CRIMINALIZZAZIONE DI CHI LOTTA

CONTRO LO SPERPERO DELLE RISORSE PUBBLICHE

PER LA LIBERAZIONE DI CHIARA, CLAUDIO, MATTIA E NICCOLO’ E DEGLI ALTRI NO TAV IMPUTATI E INDAGATI

PER RILANCIARE LA DIFESA DEL TERRITORIO E LE LOTTE LOCALI

PER UNA SOLA GRANDE OPERA: CASA, SALUTE E REDDITO PER TUTT*!

A FIANCO DI ANDREA

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Solidali con Andrea, da un anno costretto a recarsi in caserma ogni giorno, oggi a firmare ci andiamo pure noi!

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Oggi, una rappresentanza dei comitati di Vaie, S.Antonio e Chiusa, più alcuni amici di paesi limitrofi, ha accompagnato Andrea in caserma per la consueta firma.
A difesa della caserma, un blindato, una decina di uomini in antisommossa più i soliti Digos che ronzavano intorno.
E’ il vice comandante di Susa ad aprire il cancello ad Andrea, e l’occasione è  buona per poter esplicitare con le parole i motivi che ci hanno spinto ad accompagnarlo.

Dieci mesi, ovvero 300 giorni consecutivi di firme inutili in caserma. Così il nostro amico, abitante di Vaie e attivista del locale comitato, si è trovato a impegare una parte del suo tempo giornaliero.
Non ripetiamo l’assurdità di una restrizione su un fatto non commesso, e che comunque, anche se commesso, sarebbe solamente un banale litigio tra alcuni no tav e un poliziotto in borghese.
Sappiamo benissimo che le nostre motivazioni e rimostranze avranno poco eco negli uomini in divisa, ma il messaggio che riteniamo importante esplicitare con queste iniziative è che nessuno di noi che sta lottando per difendere la Valle sarà mai lasciato solo, e nel contempo che non riusciremo mai ad abituarci a dei provvedimenti di una procura orami smaccatamente faziosa.

Un pensiere anche a Giobbe, che per lo stesso episodio ha passato mesi ai domiciliari e solo adesso ha la possibilità di uscire di casa anche se con  l’obbligo di dimora.
Naturalmente l’iniziativa la ripeteremo quanto prima sperando che Andrea e i no tav ancora privati in varie forme della libertà, siano presto “tutti liberi”!

Aggiornamento raccolta fondi a Brescia

lotte sociali

Con l’iniziativa di ieri sera abbiamo concluso la campagna raccolta fondi per la Val di Susa. Nei giorni scorsi avevamo fatto due bonifici da 400 e 550 euro . Questa mattina un altro da 870.  In totale quindi 1820 euro a cui bisogna aggiungere i 1000  versati dai Cobas di Brescia.  In Valle dopo aver raccolto i 215.000 euro che verranno versati su un fondo di garanzia ( per risarcire LTF  ma solo , ed eventualmente, dopo la conclusione delle procedure processuali ) la raccolta fondi continua per coprire le spese legali e per il sostegno ai No Tav incarcerati colpiti dalle misure restrittive. Alle 18.00 di venerdi 14 febbraio il totale raccolto era di 267.860,96 euro.

Grazie a tutte le realta’ e ai singoli e singole compagne che hanno partecipato a questa campagna. Vi aspettiamo lunedi sera, alle 21.00 al Magazzino 47 per organizzare insieme la giornata del 22 febbraio.

Qui foto e video dell’iniziativa di ieri sera al Carmine

https://www.facebook.com/notav.brescia/posts/220377458166073

https://www.youtube.com/watch?v=Xi2zJNwXDX4#t=22

No Tav Brescia

quattro

UNA PICCOLA STORIA VALSUSINA

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Scuola media di un paese della bassa Valle di Susa.

Una mattina come tante: campanella, tutti in classe, e mentre si chiacchera arriva il prof. “Oggi niente lezione, si va in palestra ad ascoltare l’arma dei carabinieri”

E così ci si “intruppa” e si prende posto.

Il carabiniere relatore spiega nei dettagli quanto bene fanno alla popolazione, spiega cos’è il bullismo e come loro possono intervenire in simili casi, che la loro missione è quella di aiutare i più deboli e fermare i cattivi, infine un bel video dove si vedono volanti sgommare, cattivoni arrestati e bambini salvati.

Tutto sembra finito nei migliori dei modi…ma c’è un ma. Perchè i bambini possono fare delle domande e la prima domanda la fa una piccola bambina che frequenta la prima media (11 anni!) che molto candidamente dice “Voi dite che fate tanto bene, ma in questa Valle io so che picchiate e manganellate i no tav, a me non sembra che facciate tutto sto bene”

Al che il carabiniere si dimostra per quello che è, e al posto di chiudere la questione con una battuta inizia un lungo panegirico contro i no tav: sono “disobbidienti” (usa prorpio questo termine) “non ascoltano come quando un bambino non ascolta la mamma” e in un crescendo wagneriano inizia a raccontare che si camuffano, tirano pietre e bombe, attaccano le reti e che fanno cose illegali e quest’ultima parola la ripete più volte.

La bambina ascolta, poi finito il panegirico, si ritrova ancora il micorfono in mano e allora ribatte “ma a me sembra che i primi ad essere illegali siete voi. Sparate dei gas lacrimogeni che sono vietati da tutto il mondo, proprio voi che dovreste essere legali” A quel punto succede quello che non ti aspetti.

Succede che tutti i bambini si mettono ad applaudire e osanarre la piccola bambina di prima e che il carabiniere non riesce più a parlare.

Lei in tutto quel clamore scoppia a piangere per l’emozione, mentre i tutti i bambini li sono adosso: chi  fa i complimenti, chi l’abbraccia, chi gli dice che è una piccola eroina.

Nelle ore dopo non si parla di altro. Della “primina” che ha azzitito il carabiniere

Vi assicuro che è’ tutto vero! raccontato dai diretti interessati.

DIRITTO DI RESISTENZA : VENERDI 14 FEBBRAIO PRESIDIO NO TAV AL CARMINE

14febbraio

 

Venerdi 14 febbraio si svolge un presidio informativo al Carmine ( Brescia ) a partire dalle 21.30 con vinbrule’, te’ caldo e musica per continuare a raccogliere fondi per la Valle, per le spese legali e per il sostegno ai No Tav incarcerati colpiti dalle misure restrittive. Iniziativa verso la manifestazione del 22 febbraio lanciata dal Coordinamento dei Comitati No Tav.

https://www.youtube.com/watch?v=Xi2zJNwXDX4#t=22

 lotte sociali

  quattro

DIRITTO DI RESISTENZA

Solidarieta’ ai no tav arrestati e ai movimenti per il diritto all’abitare

 Circa 600 imputati, più di un migliaio di indagati, decine di persone sottoposte a varie restrizioni (obbligo o divieto di dimora, foglio di via), multe da centinaia di migliaia di euro, un processo contro 53 no tav condotto in un’aula bunker, diversi compagni da mesi agli arresti domiciliari. In questi numeri si può leggere l’accanimento repressivo contro il movimento no tav. Nella crociata condotta dalla Procura di Torino si è aggiunto lo scorso agosto un nuovo capitolo: attivisti no tav indagati per “attentato con finalità di terrorismo” – e sottoposti per questo a misure restrittive – per una delle tante passeggiate di lotta contro il cantiere di Chiomonte.

 Dopo mesi di criminalizzazione mediatica, arriviamo al 9 dicembre, quando quattro notav(Chiara, Mattia, Claudio e Niccolò) vengono arrestati su mandato della Procura di Torino perché accusati di aver partecipato ad un’azione contro il cantiere avvenuta nella notte fra il 13 e il 14 maggio. Un’azione che, come già accaduto nelle pratiche del movimento, aveva danneggiato alcune attrezzature del cantiere. Per la Procura di Torino si tratta di “attentato con finalità di terrorismo”. Per il movimento no tav di diritto alla resistenza .

 In questo tentativo di attaccare frontalmente il movimento no tav si sperimentano dei modelli che potranno essere applicati in futuro ad ogni forma di dissenso reale. Lo dimostrano gli arresti scattati all’alba di giovedi 13 febbraio effettuati dalla Digos contro compagni molto noti nei movimenti sociali e per il diritto all’abitare a Roma.

 Per rispondere a questa ondata repressiva il Movimento NO TAV  ha convocato per il 22 febbraio una giornata nazionale di mobilitazione e di lotta ognuno nel proprio territorio  ” a tutte quelle realtà che resistono e si battono contro lo spreco delle risorse pubbliche, contro la devastazione del territorio, per il diritto alla casa, per un lavoro dignitoso, sicuro e adeguatamente retribuito. Una mobilitazione comune in solidarietà ai compagni di lotta incarcerati, ai compagni di lotta già condannati, a quella innumerevole schiera di resistenti che ancora deve affrontare il giudizio per aver difeso i beni comuni, una giornata di lotta alla quale seguirà il 14 e 15 marzo un appuntamento a Roma per la difesa e la legittimità delle lotte sociali”.

 Di fatto il Diritto alla Resistenza del Movimento No Tav viene in queste ore rivendicato da migliaia di persone che in tutta Italia , ( ma non solo ) hanno ( e stanno ) contribuendo alla raccolta fondi a favore dei no tav che in sole tre settimane ha superato quota 250.000 euro.

 IL 22 FEBBRAIO SAREMO IN PIAZZA ANCHE NOI

-contro lo spreco delle risorse pubbliche

-contro la devastazione del territorio

-contro il delirante utilizzo delle leggi da parte della procura e della magistratura torinese nei confronti dei NoTav

-in solidarietà a Chiara, Mattia, Claudio e Nico e a tutti quelli che devono affrontare il giudizio per aver difeso i beni comuni

-in difesa del diritto naturale e costituzionale di opporsi alle scelte governative che riteniamo sbagliate

Ascolta Alberto Perino storico attivista del Movimento No Tav sulla giornata del 22 febbraio

Ascolta Claudio Novaro avvocato di Chiara, Mattia, Claudio e Nico sulla surreale accusa di terrorismo nei confronti del Movimento No Tav

APPELLO DAI FAMILIARI DI CHIARA, CLAUDIO, MATTIA E NICCOLO’

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I familiari di Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò

In queste settimane avete sentito parlare di loro. Sono le persone arrestate il 9 dicembre con l’accusa, tutta da dimostrare, di aver assaltato il cantiere Tav di Chiomonte. In quell’assalto è stato danneggiato un compressore, non c’è stato un solo ferito. Ma l’accusa è di terrorismo perché “in quel contesto” e con le loro azioni presunte “avrebbero potuto” creare panico nella popolazione e un grave danno al Paese. Quale? Un danno d’immagine. Ripetiamo: d’immagine. L’accusa si basa sulla potenzialità di quei comportamenti, ma non esistendo nel nostro ordinamento il reato di terrorismo colposo, l’imputazione è quella di terrorismo vero e volontario. Quello, per intenderci, a cui la memoria di tutti corre spontanea: le stragi degli anni 70 e 80, le bombe sui treni e nelle piazze e, di recente, in aeroporti, metropolitane, grattacieli. Il terrorismo contro persone ignare e inconsapevoli, che uccideva, che, appunto, terrorizzava l’intera popolazione. Al contrario i nostri figli, fratelli, sorelle hanno sempre avuto rispetto della vita degli altri. Sono persone generose, hanno idee, vogliono un mondo migliore e lottano per averlo. Si sono battuti contro ogni forma di razzismo, denunciando gli orrori nei Cie, per cui oggi ci si indigna, prima ancora che li scoprissero organi di stampa e opinione pubblica. Hanno creato spazi e momenti di confronto. Hanno scelto di difendere la vita di un territorio, non di terrorizzarne la popolazione. Tutti i valsusini ve lo diranno, come stanno continuando a fare attraverso i loro siti. E’ forse questa la popolazione che sarebbe terrorizzata? E può un compressore incendiato creare un grave danno al Paese?

Le persone arrestate stanno pagando lo scotto di un Paese in crisi di credibilità. Ed ecco allora che diventano all’improvviso terroristi per danno d’immagine con le stesse pene, pesantissime, di chi ha ucciso, di chi voleva uccidere. E’ un passaggio inaccettabile in una democrazia. Se vincesse questa tesi, da domani, chiunque contesterà una scelta fatta dall’alto potrebbe essere accusato delle stesse cose perché, in teoria, potrebbe mettere in cattiva luce il Paese, potrebbe essere accusato di provocare, potenzialmente, un danno d’immagine. E’ la libertà di tutti che è in pericolo. E non è una libertà da dare per scontata.

Per il reato di terrorismo non sono previsti gli arresti domiciliari ma la detenzione in regime di alta sicurezza che comporta l’isolamento, due ore d’aria al giorno, quattro ore di colloqui al mese. Le lettere tutte controllate, inviate alla procura, protocollate, arrivano a loro e a noi con estrema lentezza, oppure non arrivano affatto. Ora sono stati trasferiti in un altro carcere di Alta Sorveglianza, lontano dalla loro città di origine. Una distanza che li separa ancora di più dagli affetti delle loro famiglie e dei loro cari, con ulteriori incomprensibili vessazioni come la sospensione dei colloqui, il divieto di incontro e in alcuni casi l’isolamento totale. Tutto questo prima ancora di un processo, perché sono “pericolosi” grazie a un’interpretazione giudiziaria che non trova riscontro nei fatti.

Questa lettera si rivolge:

Ai giornali, alle Tv, ai mass media, perché recuperino il loro compito di informare, perché valutino tutti gli aspetti, perché trobino il coraggio di indignarsi di fronte al paradosso di una persona che rischia una condanna durissima non per aver trucidato qualcuno ma perché, secondo l’accusa, avrebbe danneggiato una macchina o sarebbe stato presente quando è stato fatto..

Agli intellettuali, perché facciano sentire la loro voce. Perché agiscano prima che il nostro Paese diventi un posto invivibile in cui chi si oppone, chi pensa che una grande opera debba servire ai cittadini e non a racimolare qualche spicciolo dall’Ue, sia considerato una ricchezza e non un terrorista.

Alla società intera e in particolare alle famiglie come le nostre che stanno crescendo con grande preoccupazione e fatica i propri figli in questo Paese, insegnando loro a non voltare lo sguardo, a restare vicini a chi è nel giusto e ha bisogno di noi.

Grazie

I familiari di Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò

LTF NON CI FA PAURA

colpevoli

Non abbiamo parole per descrivere quanto stiamo provando tutti e tutte. Abbiamo raggiunto oggi la cifra alla quale Alberto, Loredana e Giorgio erano stati condannati a pagare perchè colpevoli di difendere la nostra terra.

Avevamo chiesto appoggio e solidarietà concreta ai notav di tutta Italia e la risposta è stata incredibile. Un gesto di cuore che dimostra chi è più forte: non bastano le condanne, le manette, le prigioni a piegare il nostro spirito combattiv; abbiamo fatto diventare un bonifico un atto di resistenza!

Ci batteremo in ogni modo per farla trovare lunga ad Ltf a cominciare dal processo, imbastito ad arte solo per arrivare a questa condanna con l’idea di spaventarci e piegarci uno per volta. Così non è stato ed ora proseguiamo con la campagna di raccolta fondi per le spese legali e per il sostegno ai NO TAV incarcerati e colpiti da misure restrittive.

Ci attrezziamo per resistere un minuto più di loro.

( La situazione alle 16:30 di oggi, 11 febbraio, è la seguente: 220.786,8 euro)