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Le mani della ‘ndrangheta sul Terzo Valico

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un’inchiesta a cura della redazione di notavterzovalico.info e del Comitato No Tav – Terzo Valico di Tortona

 

La notizia della sospensione dell’attività di due aziende per infiltrazioni mafiose non stupisce nessuno dalle nostre parti. Trattasi della Ruberto Srl di proprietà di Daniele Ruberto (vedi visura camerale) e della Idrotecnica di proprietà di Francesco Ruberto (vedi visura camerale), entrambe con sede a Tortona in Piazza Ester Mietta 4. Che Francesco Ruberto avesse legami con la criminalità e in particolare con il clan dei Gaglianò lo sapevano anche i sassi. Idem che avesse subito delle condanne per tangenti nel caso Ezio Dò, per l’aggressione ed il pestaggio ai danni di un ambientalista facente parte di coloro che manifestavano contro la cava Cementir di Voltaggio e per aver gestito senza autorizzazione una discarica di rifiuti a Bosco Marengo. Ma anche chi non avesse prestato attenzione alle pesanti dicerie sul suo conto avrebbe dovuto aprire gli occhi dopo l’agguato che fu teso all’imprenditore nel 2007, quando fu preso a colpi di pistola e riuscì a fuggire buttandosi nei campi con il suo suv. Quello che si fa un po’ più fatica a digerire è che esistano precise direttive che impongono di dedicare la minima attenzione possibile al fenomeno. Solo la Stampa dedica un articolo al fatto, facendo tra l’altro passare le due aziende (una edile e una di smaltimento rifiuti, i settori preferiti dalla ‘ndrangheta) come due ditte qualunque, mentre sono invece tra le principali della nostra provincia. Ditte che possono vantare la costruzione dell’outlet di Serravalle, tanto per dirne una.
La triste verità è che nella nostra omertosa provincia parlare di ‘ndrangheta è qualcosa di socialmente ed economicamente sconveniente. Altrimenti non si spiega come mai gli enti continuino a dare permessi per aprire cave ben sapendo chi le gestisce e i Comuni continuino a servirsi di ditte di famiglie mafiose. Chi gestisce cave versa oneri al Comune, anche un euro a metro cubo di materiale scavato, e pecunia non olet. Se poi i buchi vengono riempiti con rifiuti tossici non è colpa loro. In Alessandria, per fare un altro esempio, dopo l’arresto del consigliere Giuseppe Caridi, condannato in appello per appartenenza alla ‘ndrangheta, ci si aspettava che il Comune facesse piazza pulita della rete di affari legata all’ex sindaco Fabbio. Invece eccolo lì, il fratello del mafioso, con la sua ditta di impiantistica elettrica egemone sul mercato alessandrino, farsi intervistare di fianco al nuovo Sindaco, come principale sponsor della festa di capodanno. Le vetrine della sua azienda in via Maggioli, ai bei tempi della giunta Fabbio, erano una bacheca elettorale del fratello. È cambiata l’amministrazione ma lui è sempre in sella, sempre a prendere appalti dal Comune, in cambio di un’elemosina per organizzare qualche festa in una città che ormai di soldi non ne ha più. Come a Genova, quando l’ex sindaco Marta Vincenzi sosteneva che non c’era alternativa a Gino Mamone, re delle bonifiche, con un’interdizione antimafia e varie inchieste pendenti, perché i mezzi che aveva lui non li aveva nessuno.
È grazie a questi meccanismi che oggi le istituzioni possono bloccare due delle principali aziende della Provincia senza che quasi nessuno se ne accorga. La ‘ndrangheta c’è, ma non diciamolo troppo forte. Niente conferenze stampa, niente telecamere, niente domande. Addirittura, secondo quanto riporta la Stampa, l’interdizione (non si capisce nemmeno se si tratti di un blocco totale delle attività o di un’interdizione dagli appalti con la pubblica amministrazione) risale a quest’estate, ad opera di Prefettura e Provincia.

 

Fiutando imbarazzo nel silenzio degli enti (perché bloccare due ditte con accuse così pesanti e non renderlo noto?), abbiamo fatto uno di quei “controllini” che, a quanto pare, solo noi sappiamo fare. Non perché siamo più bravi, ma perché siamo gli unici che possono permettersi di essere sinceri e non hanno paura di scrivere la verità.
Risulta che l’azienda che gestisce ed è proprietaria di parte di una delle cave destinate ad accogliere lo smarino del Terzo Valico, la cava Montemerla di Tortona situata accanto a scuole, al bordo di un popoloso quartiere e a fianco di un centro commerciale, il sito più grande nella zona del tortonese destinato ad ospitare circa 2.200.000 mt. cubi di smarino provenienti dai cantieri, sia la Euroter s.r.l.
Essa è di proprietà della signora Bettarello Giuliana Patrizia (vedi visura camerale) e ha la sede legale a Tortona sempre in Piazza Ester Mietta al civico numero 4. Guarda caso trattasi dello stesso indirizzo in cui hanno sede le due ditte dei Ruberto che hanno subito la sospensione per infiltrazione mafiosa. Sempre casualmente il Signor Ruberto Francesco e la Signora Bettarello Giuliana Patrizia risultano rispettivamente Socio e Amministratore Unico della T.R. Inerti Srl, un’altra ditta del settore sempre con sede in Piazza Ester Mietta al civico numero 4 (vedi visura camerale). Tutte coincidenze? Noi non avendone mai viste siamo pronti a scommetere di no e per avere ulteriore conferma del legame fra Ruberto e la Montemerla siamo andati a farci un giro in zona e parlando con gli abitanti ci siamo sentiti dire che Ruberto ha lavorato e lavora all’interno della cava. Se qualcuno avesse ancora dei dubbi lo invitiamo a farsi un giro da quelle parti. Ironia della sorte la Montemerla non era inzialmente prevista come cava da utilizzarsi per lo smarino del Terzo Valico e fu la Provincia di Alessandria a proporne l’inserimento nel piano cave come si evince dalla Relazione Istruttoria Finale (vedi pagina 23) preparata dall’Unità di Progetto “Terzo Valico”. Documento di relazione al Consiglio Provinciale del 15 Dicembre 2005 che diede parere favorevole, nonostante le dure contestazioni dei No Tav, al progetto definitivo del Terzo Valico.

 

Ora viene spontaneo farsi alcune domande. Ruberto ha interessi nella realizzazione del Terzo Valico? Considerato che nella cava operano persone legate alla ‘ndrangheta, non sarebbe il caso di controllare cosa si trova nel sottosuolo? Data la stessa premessa, è opportuno concedere l’utilizzo dell’area per lo stoccaggio dello smarino del Terzo Valico? È lecito pensare che la criminalità organizzata possa aver stretto accordi con il general contractor Cociv (Impregilo 64% – Società Italiana per Condotte d’Acqua 31% – Civ Spa 5%) per gestire lo smarino attraverso la ditta tortonese? Qualcuno ha il coraggio di dire che sarebbe la prima volta? Considerato che la presenza delle mafie sul nostro territorio è storicamente accertata dalla presenza di numerosissime aree inquinate da rifiuti tossici, che alcuni responsabili sono stati in passato individuati e arrestati, sembra intelligente aver firmato con Impregilo un protocollo antimafia che è più che altro un’autocertificazione? Tra quanti anni si potrà dire senza essere presi per matti che la nostra provincia è stata e continua ad essere terra di conquista delle mafie? Come mai e in base a quali valutazioni tecniche la Provincia di Alessandria chiese di considerare l’utilizzo della Montemerla salvo poi negli anni successivi non autorizzare per ben due volte un progetto di discarica nel medesimo sito considerata la collocazione in zona esondabile dal torrente Grue?
Ecco, queste sono le domande che un giornalista vero farebbe.

 

Nel nostro piccolo, dal 2011 abbiamo cominciato a tracciare una mappa, sicuramente parziale, degli affari di queste organizzazioni nella nostra zona. La Praga Holding di Persegona e Boggeri ha subappaltato molti lavori, oltre a Ruberto, alla R.G. Costruzioni dell’affiliato alla ‘ndrangheta Romeo, dall’outlet di Serravalle ai palazzi Euronovi di Novi Ligure. Sempre loro hanno goduto del buon lavoro del mafioso Caridi come capo della commissione politiche del territorio di Alessandria per la speculazione edilizia operata a San Bartolomeo. Per tacere degli appalti pubblici, musei, strade che hanno “regalato” ai mafiosi. Ora, con il Terzo Valico, sono nuovamente all’opera le grandi ditte e il loro inevitabile sottobosco.

 

Ancora una volta possiamo affermare con forza che lottare contro il Terzo Valico è lottare contro la presenza della ‘ndrangheta e delle mafie in generale nel nostro territorio. Ancora una volta possiamo affermare con altrettanta forza che essere favorevoli al Terzo Valico significa, come minimo, far finta di non sapere e soprattutto non voler vedere. In altre terre la chiamano omertà. E anche in questa terra esistono sia gli omertosi sia donne e uomini che seguendo l’esempio di Peppino Impastato non hanno paura di gridare che le mafie sono una montagna di merda.

 

Per chi volesse approfondire….. 

http://www.notavterzovalico.info/2014/01/22/le-mani-della-ndrangheta-sul-terzo-valico/

 

#20gennaio: le lotte si uniscono e Brescia si solleva!

Questa mattina grande giornata di lotta in cui a difesa di casa, reddito e salute si sono connesse diverse realtà: insieme ai comitati ambientalisti, per il diritto alla casa e agli studenti abbiamo denunciato di nuovo una sofferenza e un disagio profondi verso questa condizione di precarietà che pesa sulle nostre vite.

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Tre manifestazioni iniziate con obbiettivi diversi si sono poi unite per dar vita ad un unico presidio in via Lamarmora davanti alla sede di A2A. Da una parte i comitati ambientalisti, sostenuti anche dalla presenza  di alcuni esponenti della Rete No Inceneritori Emilia Romagna (intervenuti durante l’incontro su “il paese dei veleni“), hanno bloccato per più di un ora l’ingresso ai tir carichi di rifiuti che si dirigevano all’inceneritore, per denunciare e lanciare nuovamente l’allarme sul livello di inquinamento e il pericolo per la salute a cui sono sottoposti quotidianamente tutti i cittadini bresciani.

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Nel frattempo in un’altra zona della città il corteo degli studenti ha manifestato contro le politiche del Governo raggiungendo poi, insieme agli ambientalisti, il presidio davanti alla sede di A2A organizzato dall’associazione Diritti per Tutti e del Comitato Provinciale contro gli sfratti.

Tutti insieme abbiamo bloccato l’ingresso agli uffici e in tarda mattinata una delegazione è stata ricevuta nella sede della multiutility, dove come sempre non è stata data nessuna risposta, se non con frasi fatte, ovvietà e “rimbalzandosi la palla” senza prendersi responsabilità di alcun tipo!

Ma noi ora siamo determinati più che mai, e non ci stuferemo di lottare, portando avanti una lotta che ha un obbiettivo comune ma porta dentro di sè diverse realtà, ognuna con un obbiettivo ben preciso, ma unite tutte dalla volontà di vivere in un paese e in una città che dia la priorità a diritti fondamentali come la casa, il reddito e la salute per tutti i suoi cittadini.

Pensiamo quindi sia fondamentale lottare per la salute e il nostro ambiente, ed è per questo che abbiamo deciso di aggiungere “salute” allo slogan nato il 19 Ottobre, perché nella nostra città la salute non viene più considerato un diritto del cittadino.
Ricordiamoci che la salute però è un nostro diritto e lo è anche vivere in un ambiente sano che deve essere tutelato e salvaguardato.

Consideriamo infatti che già nella conferenza di Stoccolma sull’ambiente del 1972  si parlava del diritto dell’uomo a vivere in un ambiente la cui qualità consenta una vita dignitosa e confortevole, avendo a tal proposito la solenne responsabilità di proteggere e migliorare l’ambiente per le generazioni presenti e future.

Ed è proprio questo che stiamo facendo, lottiamo per i nostri diritti fondamentali e non solo per noi ma sopratutto per le generazioni che verranno.

Così sotto lo slogan “UNA SOLA GRANDE OPERA: CASA, SALUTE E REDDITO PER TUTT*” ci prepariamo per il 22 febbraio, con la speranza che nella nostra città sia un’altra giornata in cui unire le lotte e manifestare insieme convinti che l’unico modo che abbiamo per avere una vita dignitosa e un futuro migliore sia lottare per prenderceli!

http://www.socialcast.eu:8080/podcasts/homepage-radio/20012014-bresciasisolleva-presidio-inceneritore

 

Trovate altre informazioni su:

http://www.bresciaoggi.it/stories/dalla_home/626359_a2a_nel_mirino_il_corteo_e_le_tensioni/

http://www.bresciaoggi.it/stories/dalla_home/626361_gli_ambientalisti_in_coro_ridimensionare_il_tu/

http://www.bresciapoint.it/ambiente/item/ambiente-diritti-e-studenti-a-brescia-si-accende-la-protesta

http://www.bresciatoday.it/cronaca/brescia-manifestazione-a2a.html

http://www.bsnews.it/notizia/30641/20_01_2014_BRESCIA_Ambientalisti_protestano_contro_linceneritore_di_A2A_bloccati_tre_camion_di_rifiuti

http://www.quibrescia.it/cms/2014/01/20/tre-cortei-davanti-ad-a2a/

http://brescia.corriere.it/brescia/notizie/cronaca/14_gennaio_20/brescia-a2a-ambientalisti-contro-l-inceneritore-bloccati-tre-camion-rifiuti-0bf7d566-81af-11e3-8a88-1094d7bd0d52.shtml

http://www.giornaledibrescia.it/in-citta/mattina-di-proteste-davanti-ad-a2a-tre-cortei-in-uno-1.1818078

http://www.infoaut.org/index.php/blog/metropoli/item/10349-#20g-a-brescia-tre-cortei-si-uniscono-sotto-la-multiutility-a2a

http://www.radiondadurto.org/2014/01/21/brescia-incontro-del-bono-ambientalisti-sui-rifiuti-e-gli-appetiti-di-a2a/

#24 e 25 gennaio: spettacolo di teatro NO TAVEVO DETTO

A pochi giorni dall’inizio dei lavori dell’alta velocità nella nostra città noi continuiamo a fare informazione e a cercare di avvicinare più gente possibile a sensibilizzarsi su cos’è la lotta No Tav.  A fine gennaio vi proponiamo quindi un doppio appuntamento con lo spettacolo di teatro “NO TAVevo detto” dei Teatri della Viscosa  a Roè Volciano e a Brescia! Ecco gli appuntamenti:

VENERDI’ 24 gennaio 2014 ore 20:30
presso Auditorium Comunale di ROE’ VOLCIANO
in via Giuseppe Verdi a Roè Volciano (Bs)

SABATO 25 gennaio 2014 ore 20:30 
presso Oratorio Santa Maria in Silva
in via Sardegna n. 14 a BRESCIA

Qui potete vedere il promo dello spettacolo, mentre se volete maggiori informazioni potete seguire l’evento facebook!

NO TAVEVO DETTO e’ un percorso di informazione e riflessione rispetto al tema dei treni ad alta velocita’ in Italia nonche’ una riflessione su come l’informazione venga manipolata dai politici e dalla maggioranza dei mezzi di comunicazione ufficiali. Questo spettacolo di controcultura pone il conflitto e la capacita’ di agire dei cittadini come un metodo efficace per tutelare la vita delle persone, contro la classe corrotta che ci governa di volta in volta. Schierati quindi contro le speculazioni che ricadono sulla vita di tutti, ma con un sogno nel cassetto: allargare la capacita’ di immaginare un’esistenza migliore!

Vi aspettiamo numerosi!

Qui potete ascoltare la trasmissione di Radio Onda d’Urto con l’intervista a Teatri della Viscosa, ai genitori della scuola Bettinzoli e Alessandra dei No Tav Brescia!

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NO TAVevo detto è un percorso di informazione e riflessione rispetto al tema dei treni ad alta velocità in Italia nonché una riflessione su come l’informazione venga manipolata dai politici e dalla maggioranza dei mezzi di comunicazione ufficiali.

Un percorso che segue le tappe principali dell’alta velocità in Italia: Afragola(NA), Tor Sapienza (RM), Mugello (FI) e infine la Val di Susa.

La protagonista Maria diventa ferroviera, convinta sostenitrice del progetto dell’Alta Velocità, inizia un percorso nel tempo (dai primi anni 90) e nello spazio, che la porta a conoscere le varie realtà devastate dalla grande opera. 

IL viaggio di Maria sarà sia personale, attraverso il lavoro, la casa, il mutuo; sia collettivo attraverso la voce di altri personaggi e le loro storie.
Un percorso che culmina con la consapevolezza che la realtà è fatta delle nostre scelte e se questa consapevolezza può sembrare scontata a livello intellettuale non lo è nella vita di tutti i giorni.

Il progetto No Tavevo detto nasce con l’ambizione di non essere civile ma tornare ad essere politico, teatranti direttamente coinvolti come attori e cittadini. Non solo testimoni o narratori di fatti storici, ma anche di parte, schierati contro le speculazioni che ricadono sulla vita di tutti. Schierati contro il disagio del lavoro che non rende liberi e con ancora un sogno nel cassetto: allargare la capacità di immaginare un’esistenza migliore. 

Ma non basta immaginare, è necessario fare una scelta, decidere il percorso ed essere pronti alle conseguenze. Non solo dicendolo ma con la pratica del fare ognuno con le proprie capacità ed il proprio agire, il nostro è: fare teatro.

Abbiamo scelto di fare attraverso questo spettacolo un passo ulteriore verso la così detta controcultura che pone il conflitto e la capacità di agire dei cittadini, non come valvola di sfogo, ma come un metodo efficace per tutelare la vita delle persone, contro la classe corrotta che ci governa di volta in volta.
Fare uno spettacolo dichiaratamente NO TAV ci pone ai margini dell’ufficialità, è una scelta fatta attraverso l’esperienza della val di susa, di quello che significa un territorio militarizzato e di quello che significa scegliere un argomento non gradito.

Teatranti e commedianti della nostra epoca ci mettiamo al servizio della società, senza parenti, senza padroni e senza padrini. 

Fuori dagli intellettualismi, rigori tecnici e sperimentali, ma utilizzandone quanto basta per trovare un dialogo con le persone, una complicità umana spesso perduta.

La narrazione, il canto, la maschera e un buon allenamento all’improvvisazione sono i capisaldi di questo lavoro.

Percorriamo una via di mezzo tra l’arte e la vita, una via che non si disinteressa della realtà, tuttavia, non vuole una mimesi totale di ciò che rappresenta. Immagina situazioni e stati emotivi trovando nell’assurdità comica o tragica la stessa natura dei sogni. 

Teatranti della Viscosa

RIUSCITO IL BLOCCO DEL CANTIERE DI VOLTAGGIO

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Era stato annunciato con largo anticipo l’obiettivo della giornata odierna: bloccare per un’intera giornata i lavori del cantiere del Terzo Valico di Voltaggio, dove da alcune settimane è ricominciato lo scavo di una delle quattro gallerie di servizio. Trattasi del “famoso” cantiere dell’ex foro pilota che a metà anni novanta venne sequestrato su ordine della magistratura con l’accusa a Cociv di truffa aggravata ai danni dello stato per aver iniziato abusivamente lo scavo della galleria di servizio senza averne le autorizzazioni.

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I No Tav – Terzo Valico si sono distinti in questi anni per dire quello che pensano e fare quello che dicono, così ancora prima dell’alba i due diversi luoghi di ritrovo al posteggio del cimitero di Voltaggio e a Molini hanno iniziato a riempirsi. Puntuali come gli orologi intorno alle 5 e 45 oltre duecento No Tav – Terzo Valico hanno bloccato l’accesso al cantiere per impedire che operai e mezzi potessero raggiungerlo e iniziare a lavorare. All’interno della grande area solo silenzio, con ogni probabilità già agli operai del turno notturno era stato detto di starsene a casa vista l’iniziativa di lotta del movimento.

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Così, nonostante una pioggia battente che non ha dato tregua ai manifestanti, il presidio controllato a distanza da un imponente dispositivo di sicurezza messo in campo dalle questure di Alessandria e Genova, è proseguito fino alle ore 16 raggiungendo l’obiettivo che si era prefissato. Oggi in Vallemme i devastatori del Cociv e i loro fidi scudieri della Lauro Spa sono rimasti a guardare e il movimento ha dimostrato concretamente che è possibile fermare i lavori. Come successe ad Arquata a Novembre e a Trasta a Dicembre, una nuova iniziativa di lotta ha dimostrato che i cantieri non sono inviolabili ed è grande la consapevolezza che questo sia uno dei terreni su cui giocare la lotta contro la costruzione del Terzo Valico.

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Nell’appello di indizione della giornata di lotta era scritto: “…Entrare, scavalcare, togliere, levare, abbattere, invadere, ostacolare, sabotare, chiudere, fermare, pregare, legarsi, incatenarsi, sedersi davanti, tagliare, non collaborare, disobbedire, bloccare sono tutti verbi che ben spiegano quante e quali siano le possibilità per arrecare disturbo e intralcio ai cantieri del Terzo Valico…” Oggi si è ostacolato e bloccato concretamente un cantiere, da domani è un altro giorno e vedremo che cosa succederà e quali saranno le prossime iniziative messe in campo dal movimento.

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L’unica certezza è che la lotta contro il Terzo Valico è lungi dal fermarsi. E’ destinata a proseguire fintanto che Cociv non se ne andrà una volta per sempre dalle valli interessate dal progetto.

http://www.notavterzovalico.info/

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#20 GENNAIO – BRESCIA SI SOLLEVA: ASSEDIAMO L’INCENERITORE!

20gennaioNella settimana di mobilitazione e lotta nazionale, che inizierà il 15 gennaio, la giornata del 20 gennaio sarà per Brescia, come per tante altre città, una giornata in cui si potranno connettere le lotte. Dal diritto alla casa al trasporto pubblico, alla salute, allo studio, al reddito, alla difesa dell’ambiente e del patrimonio pubblico, all’accoglienza e alla libertà di movimento.

Sarà una giornata di lotta per una diversa qualità della vita che vada a denunciare nuovamente una sofferenza e un disagio profondi, verso questa condizione di precarietà che pesa sulle vite di tutt*.

La giornata del 20 gennaio nasce a livello nazionale come giornata della “rabbia metropolitana e dei territori” , giornata da impiegare in scioperi e assedi in difesa della nostra terra contro le grandi opere, con blocchi della produzione e rifiuto a un lavoro precario, con la richiesta del riconoscimento dei diritti di cittadinanza, allo studio, alla salute, alla dignità.

E proprio nella nostra città, partendo da questi presupposti come non colpire e denunciare l’inceneritore di Brescia, il più grande d’Europa? Il 22 gennaio si svolgerà’ la Conferenza dei Servizi in Regione per discutere la richiesta da parte di A2a di bruciare su tre linee 800.000 tonnellate di rifiuti senza più distinguere tra rifiuti speciali e urbani e senza fissare alcun limite ai rifiuti speciali da bruciare. Siamo, inoltre, venuti a conoscenza del fatto che già oggi vengono importate 350.000 tonnellate di rifiuti provenienti da tutta Italia per far funzionare a pieno regime l’inceneritore a fronte di una produzione bresciana di rifiuti urbani che si assesta attorno alla stessa cifra. La richiesta è contenuta nel procedimento per il rinnovo dell’AIA per l’inceneritore di Brescia che verrà discussa in Regione.

Prendendo atto di ciò, vorremmo porre l’attenzione su quello che da alcuni anni sta succedendo nei martoriati territori della provincia bresciana dove abitiamo. Si sono infatti moltiplicate in Regione le richieste, sia di ampliamento sia di nuove installazioni, per impianti di trattamento di ceneri e rifiuti speciali provenienti in larga parte anche dall’inceneritore di Brescia. Si tratta di progetti molto controversi che insistono su una provincia già fortemente martoriata per la presenza di discariche (68 per la precisione) e di grossi impianti industriali dannosi e nocivi, il sito Caffaro ne è un esempio. Progetti contro i quali siamo costretti a lottare perché costituiscono una minaccia seria e gravosa per la salute e per le possibilità di vita di chi abita questi territori.

Alla luce di questi fatti risulta evidente che l’incenerimento non è una soluzione al problema della gestione dei rifiuti, ma anzi, come testimoniano le vicende che ci troviamo ad affrontare, ne aggrava ulteriormente la situazione. Noi siamo assolutamente convinti che il problema dei rifiuti lo si possa risolvere solo valorizzando pratiche virtuose di riciclaggio e riuso dei materiali (ad esempio con la raccolta differenziata porta a porta).

Non possiamo più tollerare che vengano importate da tutta Italia centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti speciali, per mantenere in vita un impianto evidentemente mal funzionante e sovrastimato, alimentando così un circuito che devasta la nostra provincia e la nostra salute!

LE 800.000 TONNELLATE DI RIFIUTI BRUCIATI OGNI ANNO SI DIVIDONO IN:
CIRCA 350.000 URBANI BRESCIANI
CIRCA 100.000 SPECIALI BRESCIANI
CIRCA 50.000 URBANI IMPORTATI
CIRCA 300.000 SPECIALI IMPORTATI

PRETENDIAMO QUINDI LA CHIUSURA IMMEDIATA DELLA TERZA LINEA, COME PRIMO PASSO VERSO LA CHIUSURA DELL’INCENERITORE!

DICIAMO NO ALL’IMPORTAZIONE DI RIFIUTI DA FUORI!

DICIAMO SI ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA!

VI ASPETTIAMO LUNEDI’ 20 ALLE ORE 9:00 IN VIA CODIGNOLE, DAVANTI ALL’INCENERITORE!

ASSEDIAMOLINCENERITORERete Antinocività Bresciana

FRATELLI DI TAV

fratelli di tav

Il Circolo di Radio Onda D’Urto presenta:

FRATELLI DI TAV

Effetti collaterali del “treno ad alta velocità” (documentario, colore, 2008).
Una video-inchiesta sull’impatto della TAV lungo la penisola italiana. Lo scenario che si dipana analizzando l’impatto che questa “Grande Opera” esercita sui territori che attraversa – in termini ambientali, sociali ed economico/finanziari – è sorprendente.
Altrettanto sorprendenti ed esemplari le proteste delle popolazioni che quell’impatto, inevitabilmente, subiscono. “Fratelli di Tav” combina il racconto di queste lotte ad una spinosa inchiesta sui rapporti tra criminalità organizzata, imprese e corruzione politica – rapporti anch’essi ad “Alta Velocità” – intercorsi nella realizzazione della Tav.
Un’analisi scomoda che svela quali inquietanti dettagli siano sepolti tra cemento e binari sotto ogni tratto della ferrovia che, lentamente ed a costi esorbitanti, viene portato a termine.

Un documentario di Manolo Luppichini e Claudio Metallo

http://vimeo.com/26226413
Durante l’iniziativa parteciperanno membri del gruppo No Tav Brescia e Michele del C.S.A Magazzino 47.

DOMENICA 19 GENNAIO ORE 17.00
Circolo Di Radio Onda D’urto
Via Battaglie 29
Brescia

 

Comunicato Stampa. Sabato 22 febbraio 2014. Giornata Nazionale di Lotta

Comunicato Stampa

13 gennaio 2014

Sabato 22 febbraio 2014

Giornata Nazionale di Lotta

IL COORDINAMENTO DEI COMITATI NO TAV

riunito a Villar Focchiardo mercoledì 8 gennaio 2014

ha valutato attentamente

la gravissima situazione giuridica venutasi a creare con gli ultimi arresti di Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò, per i quali è stato costruito un castello accusatorio studiato apposta per intimorire  tutte le sacrosante lotte che anche grazie al Movimento NO TAV stanno crescendo in tutto il Paese.

Ha infatti  rilevato

che nelle carte dell’inchiesta gli inquirenti, forzando il piano strettamente giuridico, hanno sostenuto una tesi squisitamente politica. Infatti, dopo aver fatto una breve storia degli atti legislativi e dei vertici internazionali che hanno portato all’installazione del cantiere di Chiomonte, i magistrati sostengono che si tratta di procedure democratiche.
Quindi l’azione contro il cantiere – assieme allo stillicidio di pratiche di contrasto di cui il faldone giudiziario fornisce un ampio elenco – viene definita “terroristica” non tanto per le sue caratteristiche specifiche, ma in quanto si oppone alla democraticità di una decisione intergovernativa.
Se tutte le imposizioni dello Stato hanno un involucro legale, cioè sono formalmente basate sul Diritto, tutto ciò che mette realmente in discussione un progetto statale è dunque passibile di “terrorismo”. Con questa impostazione rimane solo   la possibilità di  dissentire in modo platonico, di diventare un movimento di opinione.
Dare invece concretezza al proprio NO, che in fondo è la caratteristica essenziale del movimento no tav, risulta quindi antidemocratico : il totalitarismo parla oggi un linguaggio diverso. “Non ti stanno bene le nostre imposizioni democratiche? Dunque sei un terrorista, ti sbatto in galera e butto via la chiave”.
Ricordando
che nei momenti epocali,  lo Stato ed i “poteri forti” attaccano frontalmente il nemico nei suoi punti di forza e non in quelli più deboli, diventa evidente che l’impiego della categoria di terrorismo contro il movimento no tav – per ciò che questo esprime e che simboleggia – è un avviso per tutti, per qualsiasi movimento di lotta.
Diventa  terrorista dunque  chiunque contesti le decisioni dello stato e viene smantellato il patto sociale pensato dalla costituente.
A seguire fino in fondo la logica della procura torinese, la natura “terroristica” della lotta contro il TAV non sta in un suo preteso “salto di qualità”, bensì nelle sue stesse premesse: in quel NO di cui vent’anni di esperienze, saperi, confronti, azioni non sono che il coerente sviluppo.
Non essersi rassegnati nemmeno di fronte ai manganelli, ai gas, alle ruspe, ai Lince, agli arresti, al terrorismo mediatico: questo è il crimine che contiene tutti gli altri.
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Per questi motivi il Movimento NO TAV
INDICE E PROPONE PER IL 22 FEBBRAIO
UNA GIORNATA NAZIONALE DI MOBILITAZIONE E DI LOTTA
OGNUNO NEL PROPRIO TERRITORIO
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a tutte quelle realtà che resistono e si battono contro lo spreco delle risorse pubbliche, contro la devastazione del territorio, per il diritto alla casa, per un lavoro dignitoso, sicuro e adeguatamente remunerato. Una giornata nazionale di lotta, territorio per territorio in difesa del diritto naturale e costituzionale di opporsi alle scelte governative che tengono solo conto degli interessi dei potentati, delle lobby, delle banche e delle mafie a danno della popolazione.
Una mobilitazione comune contro il delirante utilizzo delle leggi da parte della procura e della magistratura torinese e in solidarietà ai compagni di lotta incarcerati, ai compagni di lotta già condannati, a quella innumerevole schiera di resistenti che ancora deve affrontare il giudizio per aver difeso i beni comuni, una giornata di lotta alla quale seguirà nella metà di marzo un appuntamento a Roma per la difesa e la legittimità delle lotte sociali.
In preparazione della giornata di lotta si invita ad effettuare assemblee sui territori per sensibilizzare la popolazione sia su questi temi sia sui progetti che si contrastano.
In Valsusa sui progetti di spostamento dell’autoporto di Susa a San Didero, di spostamento della pista di Guida Sicura da Susa ad Avigliana e della ferrovia nel territorio di Borgone.

Proposta approvata dal coordinamento dei comitati del Movimento NO TAV.

NO-TAV-TORINO-LIONE

Articolo tratto da: http://www.tgvallesusa.it/

 

NO TAV: MOBILITAZIONE CONTINUA, DALLA VAL SUSA AI NO TERZO VALICO.

Proseguono in valle di Susa le mobilitazioni del movimento no tav, nonostante la repressione e la demonizzazione. Ieri pomeriggio, domenica 12 gennaio, l’appuntamento, a sorpresa, era presso la caserma Ceccaroni di Rivoli, alle porte della valle di Susa dove le truppe degli alpini alloggiano e da dove ogni giorno i pulmini carichi di militari partono verso il cantiere tav di Chiomonte. Cariche contro i no tav sia attorno al perimetro militare che per le vie di Rivoli, con identificazioni del centinaio di presenti.

L’intervista con Francesco Richetto, movimento No Tav.

Ieri le botte, oggi invece – puntuale più dei treni dei pendolari, in perenne ritardo – la criminalizzazione di tutto il movimento popolare antialtavelocità. Il tribunale del riesame di Torino ha confermato l’arresto dei quattro attivisti No Tav in carcere dallo scorso 9 dicembre per i fatti al cantiere di Chiomonte del 14 maggio 2013. Confermata anche l’ipotesi di reato di attentato con finalità terroristiche formulata dai pm Rinaudo e Padalino.

Il senatore Pd Sì Tav Stefano Esposito ha invece denunciato di aver trovato sull’uscio di casa, dentro un sacchetto della spazzatura, tre bottiglie definite “incendiarie”. Accanto c’era un biglietto, continua Esposito, con scritto “Torna in prefettura, altrimenti farai bum bum ora che non c’è più il procuratore Caselli a proteggerli”. Nel foglio, non firmato, ci sarebbero minacce anche ad altri esponenti politici.

NO TERZO VALICO – Ancora Tav ma cambiamo scenario. Sabato 18 la lotta si sposta dalla Val di Susa al Terzo Valico, vicino Alessandria. In calendario, dal pomeriggio in avanti, il blocco del cantiere del paese Voltaggio, vicino Ronco Scrivia, a pochi passi dal parco naturale delle Capanne di Marcarolo.

Stamattina, lunedì 13 gennaio, presentata l’iniziativa.

Sentiamo Claudio, No Tav Terzo Valico.

 

Articolo tratto da: http://www.radiondadurto.org/

Nasce il coordinamento tra tutti gli imputati/e NOTAV

E’ nato un coordinamento tra tutti gli imputati coinvolti in processi relativi alla lotta NO TAV.

Il coordinamento, per agevolare la comunicazione tra i vari componenti, si è dotato di una mail-list. Vista l’attuale difficoltà a raggiungere tutte le persone coinvolte, l’adesione e l’iscrizione alla list sono aperte a ogni imputato che ne farà richiesta (contattare processonotav@inventati.org specificando in quale processo o inchiesta si è imputati).

E’ in fase di elaborazione una banca dati in cui inserire i vari procedimenti sia per avere una visione corretta ed esaustiva della repressione in atto contro il movimento NO TAV sia in previsione di una pubblicazione in cui venga resa pubblica la dimensione del fenomeno. Chiunque sia coinvolto in procedimenti legali o sia a conoscenza di altri che lo sono e non sono al corrente dell’iniziativa è pregato di contattare Guido che si sta occupando della raccolta dati (gfissore@alice.it). Si è deciso anche di includere nel coordinamento gli imputati di procedimenti in altri tribunali (oltre Torino) per iniziative locali solidali alla lotta in Val Susa.

Nella sua prima riunione il coordinamento imputati ha deciso di proporre al coordinamento dei comitati NO TAV l’indizione a breve di una giornata di mobilitazione in tutta Italia a sostegno del movimento NO TAV, anche per rispedire al mittente l’accusa di “terrorismo” e in solidarietà con i compagni arrestati e indagati, una giornata che sia anche occasione di rilancio delle varie lotte territoriali. A seguire si è pensato a una settimana di campagna diffusa in tutta Italia per lanciare una grande manifestazione nazionale da tenersi a Torino.

All’udienza del 23 dicembre prima di lasciarci si è fatta largo la proposta, da estendere a tutte le compagne e compagni di tutti i processi contro il movimento NO TAV, di tenere la prossima assemblea del coordinamento imputati domenica 19 Gennaio 2014 (sempre a Torino alle 14 in luogo da indicare), perché successiva all’assemblea dei comitati e perché facilitata dalla coincidenza delle udienze del processone di venerdì 17 e lunedì 20 gennaio.

Articolo tratto da: http://www.notav.info/post/nasce-il-coordinamento-tra-tutti-gli-imputatie-notav/

Torino – Irruzione in sede Italferr in solidarietà con prigionieri No Tav

In concomitanza con l’udienza al Tribunale del Riesame per Claudio, Mattia, Niccolò e Chiara, arrestati il 9 dicembre, alcuni no tav hanno deciso di salutare i 4 compagni senza organizzare però un presidio davanti al tribunale. Per far sentire la propria solidarietà hanno allora occupato la sede di Italferr in corso Principe Eugenio 3/C a Torino. Entrati nella sede i solidali hanno interrotto una riunione in corso di svolgimento e affisso uno striscione alle finestre dei locali del primo piano, distribuendo e leggendo al megafono un volantino. Dopo una decina di minuti al grido: “Giu le mani dalla Valsusa”, i no tav sono usciti disperdendosi nel vicino mercato di Porta Palazzo.

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Segue il testo del volantino distribuito durante l’iniziativa:


Il Tav non ci piace, i collaborazionisti neppure.

Eccoci ancora una volta… i No Tav non hanno bisogno di presentazioni. Siamo una gatta da pelare per il governo e la polizia, uno spauracchio da agitare ogni volta che fa comodo su giornali e televisioni. La nostra determinazione a lottare, a batterci per preservare la terra in cui viviamo, ci ha reso noti ovunque. Non ci siamo piegati ai ricatti e alle minacce, abbiamo resistito alle truppe d’occupazione, ai manganelli e ai lacrimogeni… neppure con gli arresti sono riusciti a intimorirci.  Oggi però hanno passato il segno, chiudendo in galera 4 nostri compagni con accuse pesantissime di terrorismo. Il fatto in questione è un gesto di sabotaggio, un attacco notturno al cantiere dell’alta velocità di Chiomonte durante il quale sono stati incendiati alcuni mezzi. Ci preme precisare subito che una tale pratica, a prescindere da chi siano gli autori, ci appartiene in pieno. Distruggere degli strumenti di devastazione per reagire ad un’occupazione militare è il minimo indispensabile e ci auguriamo che si ripeta quanto più possibile. Il terrorismo invece è quello di chi si aggrappa al profitto con qualsiasi mezzo, chi ricorre ad ogni sorta di violenza per poter continuare a devastare una valle e accelerare la circolazione di merci, valore, denaro.  Terrorista è chi racconta menzogne accuratamente preconfezionate per servire gli interessi del suo padrone, diffamando ed esponendo alla gogna chi lotta.  Terrorista è chiunque collabori alla costruzione del Tav, chi firma gli appalti, chi contribuisce a preparare la linea e cura gli aspetti tecnico- progettuali insieme alle istituzioni. Terrorista è chi sottoscrive le autorizzazioni, chi garantisce per l’impatto ambientale e molto altro…Terrorista è Italferr, la società ingegneristica del Gruppo Ferrovie dello Stato, che ricopre questi ruoli ed è responsabile di tutti i nodi dell’alta velocità in Italia, compresi la Torino-Lione ed il terzo valico. Dietro il Tav e tutta la violenza che lo sostiene ci sono anche i signori che occupano questo ufficio… per questo motivo siamo venuti a visitarli e a ricordargli che sono degli sporchi collaborazionisti. Italferr e tutti i responsabili del Tav sono nostri nemici. Non avranno vita facile.

Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò liberi!
Terrorista è chi costruisce il Tav… Terrorista è chi ci comanda 

 

Articolo tratto da: http://www.informa-azione.info