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GdB: “Tra sei mesi viaggeremo sulla Brebemi” – Cari bresciani non c’è niente da festeggiare!

Questa mattina sul Giornale di Brescia c’era un articolo intitolato “Tra sei mesi viaggeremo sulla Brebemi“.

Cari bresciani non c’è proprio nulla da festeggiare a riguardo: quest’opera è costata il triplo di quanto era stato preventivato con una devastazione di 900 ettari di suolo agricolo e un “guadagno” in tempo di soli 5 minuti sul percorso Brescia -Milano!

Ricordiamo a tutti che questo progetto è totalmente assurdo in quanto prevedere che il flusso dei veicoli si rigetti, in prossimità di Milano, nuovamente sulla rete esistente, congestionandola!

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Questo è l’ennesimo spreco di risorse pubbliche, dove i soldi di tutt* vengono investiti a guadagno di pochi e a discapito degli altri! Questi soldi potevano essere in parte utilizzati per sistemare e/o aggiornare le strade esistenti, e la restante parte per l’ambiente, le bonifiche, l’istruzione, la sanità, ecc.

Invece la costruzione di quest’ennesima opera inutile ha regalato e regalerà ha tutt* un incremento del traffico su gomma, inquinamento acustico e atmosferico, devastazione del territorio, distruzione dell’assetto idrogeologico e paesaggistico delle campagne, danni e chiusure di aziende agricole, espropri e svalutazione del valore degli immobili residenziali dei paesi attraversati da tangenziale ed autostrada, stritolati dai capannoni e dai Centri Commerciali.

L’UNICA GRANDE OPERA CHE VOGLIAMO: CASA, SALUTE E REDDITO PER TUTT*!

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NOI NON DIMENTICHIAMO: SAPPIAMO CHI E’ STATO!

Invitiamo tutti a guardare la puntata di ieri sera di #presadiretta intitolata “Morti di Stato”: ribadiamo sempre più forte il nostro NO AGLI ABUSI IN DIVISA, affinchè casi come quelli di Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi, Michele Ferrulli, Riccardo Rasman, Giuseppe Uva, Paolo Scaroni, Stefano Gugliotta, Tommaso De Michiel e tanti, troppi altri non si ripetano MAI PIU’, Diaz compresa! Senza ovviamente dimenticare Sole e Baleno, prima vittime della repressione #notav!

Pretendiamo quindi l’introduzione del reato di tortura e del numero identificativo sulle divise delle forze dell’ordine! Invitiamo inoltre tutti non solo a parlarne e condividere queste tragedie, ma anche ad agire non facendo mai sentire sole le famiglie di queste vittime dello Stato!

NOI NON DIMENTICHIAMO: SAPPIAMO CHI E’ STATO!

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Diaz, arrestata la polizia. Val Susa, quando arrestiamo la repressione?

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Il 31 Dicembre 2013 ci racconta due episodi molto diversi e distanti nel tempo, ma che hanno una psicosi del tutto simile e comune alla gestione del disordine pubblico nel nostro paese.

Passato quasi sotto totale silenzio, se non su alcuni giornali di Genova amplificati poi dai media di controinformazione come infoaut.org, è dell’ultimo giorno dell’anno la decisione di arrestare Spartaco Mortola, ex capo della digos di Genova, e Giovanni Luperi, ex capo analista dei Servizi Segreti ora in pensione, con l’accusa di massacro e per l’introduzione di prove false volte a giustificare l’irruzione delle forze dell’ordine durante l’assalto alla Scuola Diaz. I giudici non hanno accettato la richiesta degli imputati di affidamento ai servizi sociali, condannandoli a ben 8 mesi (Mortola) e un anno (Luperi) da scontare agli arresti domiciliari, con la possibilità di comunicare e di avere anche qualche ora di libertà durante il giorno. Si chiude così la vicenda processuale durata 13 anni, che vede la maggior parte delle bestie manganellanti in divisa antisommossa, anonime dietro le visiere dei loro caschi, perfettamente impunite.
Non che questi tre condannati abbiano subito gravi conseguenze da questa condanna. Per dirne una Spartaco Mortola dopo il Luglio 2001 è stato trasferito a gestire la situazione in Val Susa, e successivamente, con già una condanna in secondo grado con l’interdizione per cinque anni dai pubblici uffici, alla direzione della Polfer di Torino.
Invece i manifestanti arrestati durante gli scontri degli stessi giorni sono in carcere praticamente da allora con l’accusa di devastazione e saccheggio. Come se aggredire la vetrina di un bancomat o di un supermercato (a cui per altro molti condannati hanno solo assistito) fosse un delitto molto più grave di fabbricare false prove per giustificare un attacco vendicativo con sapore di squadrismo contro manifestanti semiaddormentati.

Seguiamo Spartaco Mortola in Val Susa, anche se ormai lui se n’è allontanato. Il 31 Dicembre, mentre la giustizia ancora una volta cercava di dare il contentino alla rabbia folle dei movimenti, un gruppo di persone di mezza età si trovava al presidio della Clarea in Val Susa per brindare al nuovo anno, il 22esimo di resistenza NoTav. Bevono spumante, fanno scoppiare qualche fuoco d’artificio. Mentre stanno per scendere, la carica della polizia sulla “retroguardia”, giusto per ricordare che il 22esimo anno non sarà migliore dei precedenti, anzi.
Con la Val Susa completamente militarizzata, con le accuse di terrorismo da parte della stampa e gli arresti degli attivisti che si susseguono ad ogni occasione, non sarà un anno facile.

Perché la giustizia italiana è strana. Mi fa venire in mente Benigni in Johnny Stecchino quando dice di “non toccare le banane”, pensando che siano quelle la causa del tentato omicidio ai suoi danni. Qui è lo stesso. Se vuoi manifestare non toccare le reti. Certi simboli. Certi argomenti. Sono quelli che fanno paura ai sistemi di potere. Se tagli le reti di un cantiere vai in carcere. Se picchi un manifestante che sta facendo resistenza passiva invece no. Se ordini l’assalto ad una scuola piena di persone che si stanno preparando a dormire per far sfogare gli uomini a cui hai affidato l’ordine pubblico, per farli vendicare della tensione a cui sono stati sottoposti, 8 mesi di carcere. Se devasti la vetrina di un bancomat 10 anni.

Questa strana Italia. Mi immagino un turista inglese, di ritorno da una vacanza tra le montagne della Val Susa prima che le stuprino con l’ennesima devastazione ambientale che, quando un’amico gli chiede com’è andata, risponde:

“Se vai in Italia, non toccare le reti!”

Potrebbe essere pericoloso. Che cazzo, sono reti, mica altri esseri umani, no?

 

Articolo tratto da: http://www.aforismidiunpazzo.org

#26 dicembre: serata di autofinanziamento, informazione e musica @ C.s. 28 maggio di Rovato

NO COMPROMISE JUST DUBWISE #15: Stop that train!

Giovedì 26 dicembre a partire dalle 19.00 APERICENA di autofinanziamento del gruppo No Tav Brescia (vegan); a seguire dalle 21.00 PROIEZIONE, PRESENTAZIONE E DIBATTITO.

Durante la serata inoltre potrete trovare il nostro banchetto informativo dove trovare anche le felpe no tav, spillette e adesivi e il foglio per iscriversi alla nostra mailing list per rimanere sempre aggiornati sulle nostre iniziative e sulle notizie che riguardano la nostra città e in generale la lotta No Tav!

Infine dalle 24.00 MILITANT SOUND SYSTEM SESSION con:

-EARTH RESISTENCE DUB SOUND (BG)
-AFRIKAN CHILDREN (TO)
-UNITED ROOTS SOUND SYSTEM (TO sud)
-ONDEROOTZ FAMILY SOUND SYSTEM (BS)

Vi aspettiamo al C.S. 28Maggio in viale Europa, Rovato (BS)!

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La serata è organizzata in collaborazione con diverse realtà: ART@HACK – C.S. 28MAGGIO – NOTAV BS – ONDEROOTZ FAMILY SOUND SYSTEM

 

 

E’ TEMPO DI APRIRE UN PERCORSO NAZIONALE CONTRO I VELENI

“Poi una sera vai a Brescia a presentare Il paese dei veleni in una palestra popolare proprio accanto alla Caffaro. Ci sono un sacco di persone ed il libro va a ruba. Parliamo da un ring di boxe e viene fuori una discussione preziosissima. E’ tempo di aprire un percorso nazionale contro i veleni “. Sintetizza cosi’ sulla sua pagina FB Antonio Musella la serata di presentazione del libro Il paese dei veleni avvenuta venerdi 20 dicembre alla Palestra Popolare Antirazzista di Brescia . Pensiamo abbia ragione. Continua la lettura di E’ TEMPO DI APRIRE UN PERCORSO NAZIONALE CONTRO I VELENI

20 dicembre: Presentazione del libro “IL PAESE DEI VELENI” – incontro con gli autori

“Tra i comitati, i movimenti, le associazioni che in questi anni si sono opposti agli inceneritori, alla Tav, alle trivellazioni dei nostri mari, a tutte le Ilva che avvelenano l’Italia, c’è una società civile che ha deciso di assumersi la responsabilità del Paese che abbiamo ricevuto in prestito dalle generazioni future. E non vuole essere complice di chi l’ha saccheggiato.
È arrivato il momento di riconoscere che il miracolo economico italiano ha un lato oscuro che, dietro la facciata del benessere e del lavoro per tutti, ha nascosto una realtà fatta di scorie e rifiuti tossici, di diossine e benzoapirene, piombo e arsenico. Un miracolo che del miracoloso ha ormai perso anche il ricordo. Macchiato di sangue, piuttosto, e di un cambiamento genetico che ha generato una rivoluzione epidemica delle patologie cronico-degenerative (dai tumori alle malattie cardiocircolatorie, dalle malattie neuro-degenerative a quelle del sistema immunitario). Il sistema industriale italiano si fonda su una totale noncuranza delle condizioni ambientali e del rispetto della salute che non è più nè accettabile nè sostenibile.” Continua la lettura di 20 dicembre: Presentazione del libro “IL PAESE DEI VELENI” – incontro con gli autori

Esposito non parla a Brescia: la Val Susa ringrazia i bresciani.

Doveva essere una serata “in famiglia” dedicata al Tav, al piccolo Teatro di Sanpolino più per ascoltare le solite panzane sottoforma di slogan mal formulati di “Bingo” Esposito e convincersi che la Torino-Lione è bella e buona.

La sede era piccola perchè di questi tempi il Pd ha imparato a non aspettarsi le folle ma i No Tav bresciani, non invitati, l’hanno riempita e altri si assiepavano fuori surclassando cosi il numero degli spettatori con tessera (c’era anche Fiorenzo Bertocchi di PRC, “a titolo personale” – ci tiene a dichiarare) per fare il contradditorio. Dietro lo striscione «L’unica velocità che vogliamo è quella delle bonifiche», i No Tav spingevano per entrare ostacolati da una decina di Digos e un drappello di agenti che però non hanno potuto impedire l’entrata in massa e la fragorosa battitura sulle pareti.

“Bingo” è arrivato con la sua auto blindata e ha sfoggiato il consueto facile builismo da dietro la scorta, anche un po’ bluffando (i bresciani non sanno come corre con o senza scorta), visto che giocava fuori casa: “Sono stato più volte nell’occhio del ciclone in Val di Susa, figuriamoci se mi faccio problemi per un pugno di No Tav».

Sta di fatto che dopo un’ora di tentativi, la bella riunione si è sconvocata per tempi migliori. Il Nostro non l’ha presa bene: «Ogni volta che mi muovo per partecipare a dibattiti sul tema, qualcosa succede regolarmente, ma non mi era mai successo di andarmene», (bugia!) ha commentato prendendosela anche un po’ con gli organizzatori.

La Val Susa ringrazia i bresciani.

 

Articolo tratto da: http://www.tgvallesusa.it

16 dicembre: Esposito se ne va senza mettere in scena il solito teatrino Si Tav del PD

Non sono nemmeno passate 2 ore dal presidio NoTAV al Piccolo Teatro Libero di San Polino e già cominciano le mistificazioni… Gli attivisti NoTAV Brescia sono stati bloccati ancora prima che cominciasse l’incontro, non perché la capienza della sala era già stata raggiunta ma perché la polizia aveva ordini in tal senso… Così Esposito, che usa con leggerezza parole come “democrazia” (e dopo dovrebbe sciaquarsi la bocca) può farsi lo stesso il suo spot elettorale sui manifestanti violenti. Continua la lettura di 16 dicembre: Esposito se ne va senza mettere in scena il solito teatrino Si Tav del PD

BRESCIA: NIENTE CONVEGNO PER L’OPERA INUTILE. #NOTAV 1 – SEN.ESPOSITO (PD) 0.

“Esposito voleva i no tav, i no tav sono arrivati, il dibattito è stato sospeso! E finita con un corteo in quartiere. NO TAV FINO ALLA VITTORIA!”.

Così, sul proprio profilo Fb, i No Tav Brescia sintetizzano la serata di lotta di lunedì 16 dicembre, con cui una settantina di attivist* antialtavelocità e delle realtà antagoniste bresciane hanno riscaldato un gelido lunedì sera nel quartiere di San Polo. Continua la lettura di BRESCIA: NIENTE CONVEGNO PER L’OPERA INUTILE. #NOTAV 1 – SEN.ESPOSITO (PD) 0.