Archivi categoria: News

Tutte le notizie del Gruppo NoTAV Brescia

Turchia / NoTav: “Una faccia, una piazza”.

Un comunicato dalla piazza, serrata contro la violenza della polizia.
Chi sta vivendo su quelle strade quei momenti ed ha contribuito alla traduzione e condivisione di queste righe, mi racconta che è stato scritto con la lotta NoTav nel cuore,
e quindi con la speranza che quel movimento lo legga e lo faccia proprio.

Se ne diranno di cose, su questi quattro giorni. Si scrivera’, si parlera’, si tracceranno grandiosi scenari politici.

Ma che cose e’ successo veramente?

La resistenza per il parco di Gezi ha infiammato la capacita’ di gente come noi di autorganizzarsi ed agire – e per accenderla e’ bastata una scintilla. Abbiamo visto il corpo della resistenza stendersi verso di noi lungo il ponte del Bosforo, abbiamo visto il suo coraggio mentre combatteva per respingere gli idranti su Istiklal; Abbiamo visto le sue braccia in tutti quelli che, piegati da un’orgia di lacrimogeni, lottavano per mettere i compagni in salvo; abbiamo visto il corpo della resistenza in ogni negoziante che ci ha offerto il cibo, in ogni dottore sceso in strada per soccorrerci, in tutti quelli che hanno aperto la casa ai feriti, nelle nonne rimaste sveglie alla finestra a sbattere pentole tutta la notte contro la repressione.
La polizia ci aveva dichiarato guerra – ma non e’ riuscita a spezzare quel corpo. Ha finito le scorte di lacrimogeni contro di noi, ci ha gassati nei tunnel della metro, e’ venuta di notte a darci fuoco nelle tende, ha usato i proiettili di gomma.

L’uso folle dei gas lacrimogeni, 1 giugno 2013, piazza Taksim, Istanbul

Ma era bastata una scintilla per accendere il corpo della resistenza, e ormai poteva solo continuare. E quel che rimane di tutte queste esperienze, di tutte le nostre storie quel che resta di tutte le nostre, sara’ la linfa per questo corpo, sara’ memoria collettiva. Ci seguira’ in altre resistenze ed altre battaglie, ripetendocelo ancora e ancora: possiamo scegliercelo noi, il nostro destino, agendo collettivamente. Possiamo sceglierci quale vita vivere – e in quale citta’ vogliamo viverla.

Gezi e’ stato un viaggio fatto di tenacia, creativita’, determinazione, e coscienza. Dal parco la resistenza ha travolto piazza Taksim, e da Piazza Taksim via verso il resto del paese, finche’ Gezi e’ diventato per tutti noi lo spazio in cui tirar fuori tutta la rabbia contro chiunque voglia imporci come vivere nella nostra citta’. Adesso che questa rabbia l’abbiamo vista, che questa solidarieta’ l’abbiamo assaggiata, niente sara’ piu’ come prima. Nessuno di noi sara’ piu’ lo stesso. Perche’ abbiamo scoperto qualcosa del nostro essere insieme che mai prima avevamo visto. E non l’abbiamo solo visto: l’abbiamo creato insieme. Ci siamo visti far partire una scintilla, accendere il corpo della resistenza e farlo camminare.

La lotta per il parco di Gezi ha fatto scattare la rivolta giovanile di almeno due generazioni cresciute sotto i governi autoritari di Recep Tayyip Erdoğan e le imposizioni dell’AKP.

The day after, stamattina

Sono i figli delle famiglie sfrattate da Tarlabaşı in nome della speculazione edilizia, sono gli operai licenziati in nome della privatizzazione, i precari schiacciati ogni giorno sotto la ruota del profitto. Le lotte a venire faranno tesoro di questa rabbia. Ma c’e’ molto di piu’. La resistenza per il parco di Gezi ha cambiato lo la stessa definizione di quel che chiamiamo spazio pubblico, perche’ la battaglia per il diritto a restare in piazza Taksim ha stracciato l’egemonia del vantaggio economico come regola morale. Ha respinto il piano di riqualificazione col quale l’AKP avrebbe voluto sconvolgere il ruolo sociale dei nostri spazi urbani, cambiare le regole di come viviamo la nostra citta’, e a quale prezzo, e con quale estetica. Recep Tayyip Erdoğan ha provato a imporci la sua idea di piazza, ma oggi quello che e’ piazza Taksim lo abbiamo deciso noi cittadini: Taksim e Gezi park sono i nostri spazi pubblici.

Questa invece è Ankara, sempre ieri

Abbiamo visto che basta una scintilla per accendere il corpo della resistenza. Adesso sappiamo che ci portiamo dietro altre scintille per altre nuove battaglie. Adesso sappiamo di cosa siamo capaci quando lottiamo collettivamente contro l’esproprio dei nostri beni perche’ abbiamo scoperto cosa si prova a resistere. Da qui non retrocediamo. Sappiamo che basta un momento perche una scintilla prenda fuoco – e di scintille ne abbiamo ancora tante.
Questo e’ soltanto l’inizio – la lotta continua!

E qui sotto la risposta NoTav!

Cari compagni,

stiamo seguendo con solidarietà la vostra lotta al Parco Gezi di Istanbul.

La Val Susa ha una lunga storia di sgomberi, attacchi, assalti vigliacchi all’alba, carcere, di bulldozer mandati a distruggere le nostre terre. Non sono riusciti a prevalere grazie alla resistenza della nostra gente.

La vostra lotta è la nostra lotta. È la lotta per il futuro, consapevoli di rappresentare un pericolo per l’ordine costituito che si accanisce per batterci con ogni mezzo necessario, che vuole cancellarci perché sa che con noi e dopo di noi saranno in dieci, cento, mille.

Ma noi e voi abbiamo anche un’altra consapevolezza: sappiamo di poter vincere questa battaglia, perché abbiamo il tempo, le ragioni, i sogni e la caparbietà dalla nostra parte. E questo non può essere sconfitto né dai lacrimogeni, né dai tribunali.

Dal movimento No Tav, la nostra solidarietà

Il rapporto epistolare continua.

Cari compagni No TAV, fratelli di lotta; la Resistenza in Val di Susa, come la Resistenza per Gezi park, e’ una resistenza contro un sistema di interessi e poteri; un sistema di valori che vorrebbe toglierci cio’ che e’ nostro – lo spazio, la valle, il parco, e la possibilita’ di viverci – in nome di un “progresso” che, nei fatti, vuol dire solo il profitto dei pochi che ci investono. Questo profitto e’ una forma di oppressione del quale la polizia, i lacrimogeni, la censura mediatica, i tribunali, le accuse di vandalismo sono soltanto l’espressione piu’ esterna.La vostra solidarieta’ ci onora. Non soltanto per il prezzo che continuate a pagare con la vostra resistenza ma soprattutto per quello che voi, come ora noi, avete imparato dalla resistenza: la riappropriazione di cio’ che ci appartiene, il coraggio di restare, l’occupazione, l’autorganizzazione, la fiducia gli uni negli altri. In questi giorni a Gezi abbiamo imparato a lottare insieme nonostante le nostre molte differenze interne: contro i lacrimogeni, si’ ma anche contro la pioggia che ci allagava le tende. Insieme si vince una piazza, insieme si montano le barricate; e insieme si distribuiscono le coperte, si organizza il cibo, si smaltisce la spazzatura, si monta una radio, ci si reinventa una nuova quotidianita’. Come avete fatto voi in questi anni di occupazione in valle.Mentre i nostri compagni ad Ankara, Antakia, Adana, Izmir vengono attaccati in queste ore ancora una volta da quei poteri forti che noi di Istanbul abbiamo lasciato al di la’ delle barricate appena una settimana fa, noi in questa piazza che ora e’ nostra stiamo imparando a restare uniti e ad avere fiducia nella lotta che ci ha fatti incontrare. Non sappiamo quanto riusciremo a restare qui, non sappiamo ancora che ne sara’ della nostra resistenza dopo questi pochi giorni. Ma abbiamo imparato a lottare insieme. E che da qui si puo’ soltanto imparare ancora di piu’. E siamo sicuri che in questo vi siamo fratelli, nonostante la nostra distanza geografica.
La vostra resistenza e’ la nostra resistenza e questo e’ soltanto l’inizio – la lotta continua!

 

Tratte da: http://baruda.net

Tav, finora spesi oltre 50 milioni di euro. Ma non si sa come

La Direzione generale trasporti della Commissione europea non vuole rendere noto come sono stati utilizzati i finanziamenti europei destinati alla realizzazione della nuova linea ferroviaria ad alta velocità Lione-Torino. In questo modo violerebbe il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

Numerose sollecitazioni scritte sono state inviate negli ultimi sei mesi dall’associazione Re:Common alla Direzione spesi_oltre_500_milioni_per_la_tavgenerale trasporti della Commissione europea per sapere nel dettaglio quali studi e quali lavori sono stati pagati con i soldi dell’Ue e quindi dei contribuenti europei.

La Commissione europea ha negato la disponibilità a divulgare le informazioni in suo possesso, affermando che “i documenti fanno capo a soggetti terzi… che non intendono renderli pubblici e non crediamo che ci sia un interesse diffuso in proposito”.

Successivamente, incalzata dai ricorrenti anche sulla base del mancato rispetto dei principi contenuti nella Convenzione di Aarhus sull’accesso alle informazioni, alla fine del 2012 la Direzione generale trasporti della Commissione ha comunicato il valore dell’importo erogato fino ad oggi all’Italia (53.106.000 euro) senza entrare nel dettaglio.

Circa l’utilizzo del denaro la Direzione generale trasporti della Commissione ha specificato che “è una questione bilaterale tra i due Stati membri, la quale non prevede il coinvolgimento della Commissione”, di fatto lavandosene le mani e negando un ruolo di supervisione.

Adottando questa condotta la Direzione generale trasporti della Commissione avrebbe violato l’articolo 15 del Trattato che regolamenta il funzionamento dell’Ue, dal momento che la Commissione deve rispondere del suo operato ai cittadini, che devono sapere come vengono impiegati i loro soldi.

Nello specifico, le condizioni generali della Decisione di finanziamento prevedono che le richieste in merito ai pagamenti devono essere sostanziate da rapporti tecnici e rapporti finanziari, oltre che da informazioni su contratti, sub-contratti ed eventuali studi che riguardino il progetto. Non è quindi possibile che la Commissione europea non sia a conoscenza di come siano stati utilizzati i soldi dagli Stati Membri Italia e Francia.

Il rifiuto a rendere pubblica quest’informazione viola anche i principi della Convenzione di Aarhus in materia di accesso alle informazioni ambientali che privando i cittadini della conoscenza circa la destinazione dei fondi europei.

“Ricordiamo che la Torino-Lione è, così come la definisce il Movimento No TAV, una grande opera inutile e imposta, a cui si oppone la maggioranza deispesi_oltre_500_milioni_per_la_tav_2 Comuni della Valle di Susa per cui riteniamo che sia evidente l’esistenza di un interesse pubblico per avere accesso a tutte le informazioni relative alla realizzazione del progetto” ha dichiarato Paolo Prieri del Presidio Europa del Movimento No TAV.

“Invece di scoraggiare la partecipazione dei cittadini, la Commissione europea dovrebbe adottare una posizione neutrale e rispettare i pilastri dell’ordinamento europeo e il dettato della Convenzione di Aarhus, con questo atteggiamento dà manforte all’opacità dell’operazione Torino Lione” ha aggiunto Caterina Amicucci di Re:Common.

Per far valere le loro ragioni, Re:Common ed il Presidio Europa No TAV hanno fatto ricorso all’Ombudsman europeo che ha il compito di esaminare  le denunce relative ai casi di cattiva amministrazione che coinvolgono istituzioni e organismi dell’Unione europea e si augurano che il caso sia esaminato in tempi rapidi e approfonditamente.

LEGGI DALLA FONTE ORIGINALE –Re:Common su Altreconomia.it

ECOPARADE 2013: RECLAMA SALUTE!

15.6.2013 BRESCIA – ECOPARADE 2013: RECLAMA SALUTE

ecoparade

Brescia è una città nociva! Una città simbolo di speculazione su salute e territorio, dove la diffusa indignazione dei cittadini per la tragica situazione ambientale viene strumentalmente banalizzata da istituzioni e amministrazioni come inutile allarmismo.

Il caso Caffaro, le numerose industrie pesanti a ridosso dei centri abitati, le falde inquinate da materiali altamente inquinanti come pcb e cromo esavalente, una massiccia presenza di gassificatori, discariche speciali di ogni genere, l’ assegnazione alla nostra provincia di numerosi record di nocività… nulla di tutto questo può essere confuso per allarmismo.

Grazie all’ impagabile ed interminabile lavoro dei comitati cittadini ed attraverso numerosi casi mediatici, come il non recentissimo scandalo regionale su Formigoni e Nicoli Cristiani o come il recente servizio di Presa Diretta su Brescia e il caso Caffaro, siamo ben consci del livello di nocività che grava sulle nostra salute e delle speculazioni criminose che sono la causa di queste.

Siamo altresì consapevoli che si possa sbloccare questa vergognosa situazione solo costruendo un percorso di mobilitazione forte, dal basso, FATTO DA NOI CITTADINI SCHIERATI IN PRIMA PERSONA, determinato e auto organizzato, lontano dalle sirene di una politica, che mostra sempre più come suo unico e principale interesse la difesa del profitto personale a discapito del benessere di tutti.

Proprio questo è il nostro intento: diffondere informazione ed allargare la partecipazione alla lotta alle nocività, per reclamare le bonifiche e gli interventi necessari, per costruire alternative e per costringere le amministrazioni a fare il loro lavoro, cioè il nostro interesse, e per attribuire responsabilità a chi criminosamente ha speculato sulle nostre vite e sulla nostra terra.

In tale percorso di innalzamento del livello di attenzione e di lotta, la Rete Antinocività Bresciana e il collettivo Art@Hack, invitano all’ appuntamento annuale con l’ ECOPARADE, per continuare a diffondere ed allargare, anche in un momento di socialità, divertimento e riappropriazione di spazi pubblici, la lotta antinociva.

Art@Hack
Rete Antinocività Bresciana

CONCENTRAMENTO ORE 15.45 VIA NULLO (vicino via Milano)

Per informazioni, adesione comitati, etc.:
ecoparade@artathack.me

***********************************************

RISPETTA L’ AMBIENTE, TE STESSO E GLI ALTRI!

RICORDA
OGNI STREETPARADE È UNA MANIFESTAZIONE COME OGNI FREEPARTY È UN’ OCCUPAZIONE.
RESPECT THE MOVEMENT!
STAY UNDERGROUND & KEEP IT REAL !!!

CONTRIBUISCI A CREARE UN CLIMA DI AUTOGESTIONE… YOU ARE THE STREET!

***********************************************

*** CARRO NO-PCB/BONIFICHE ***
Genere musicale: Elektro, Techno, Acid
Con la partecipazione di:
COBAS Brescia – Comitato per l’ Ambiente Brescia Sud –
Comitato NoPCB Brescia Ovest – S.O.S. Scuola – Crustek – Guerrilla Radio – Modal Nodes

*** CARRO NO-INCENERITORE/INQUINAMENTO DELL’ ARIA/RIFIUTI ***
Genere musicale: Tekno, Hardtek, Tribe, Acid
Con la partecipazione di:
Comitato Spontaneo No Centrale a Biomasse Rodengo – Ne Abbiamo Pieni i Polmoni Gussago – MKN Brigade – Noise Slavery – Noise Squad

*** CARRO PARCHI/DISCARICHE/INQUINAMENTO DEL SUOLO ***
Genere musicale: Goa, Psytrance
Con la partecipazione di:
Antinocività Rezzato – Collina dei Castagni Castenedolo – Comitato Spontaneo Contro le Nocività – Moonlight Project

*** CARRO NO-TAV/VIABILITÀ ***
Genere musicale: Tekno, Hardtek, Tribe, Acid
Con la partecipazione di:
Comitato NOTAVbs – Legambiente – Doggod – Kimo Sound System – SaboTAZ

*** CARRO CONTRO LE NOCIVITÀ SOCIALI ****
Genere musicale: Reggae, Roots, Dub
Con la partecipazione di:
Brescia Rivolta il Debito – Cross Point / Presidio della Gru –
C.S. 28Maggio – Lab. Magmarap – Onderootz Family

*** CARRO ANTISPECISTA ***
Genere musicale: Electro, Drum n Bass, Dubstep
Con la partecipazione di:
Montichiari Contro Green Hill – Blame Society – Crossfuckers – MILF! – Uncontrolled Beat

*** CARRO ANTIPROIBIZIONISTA ***
Genere musicale: Tekno, Hardtek, Tribe, Acid
Con la partecipazione di:
Infoshock – Lab57 – Osservatorio Antiproibizionista Canapisa Crew – No Rulez – Outconnection – TeknoNoise

Alta velocità, bassa trasparenza

La Direzione generale trasporti della Commissione europea non vuole rendere noto come sono stati utilizzati i finanziamenti europei destinati alla realizzazione della nuova linea ferroviaria ad alta velocità Lione-Torino. In questo modo violerebbe il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

Numerose sollecitazioni scritte sono state inviate negli ultimi sei mesi dall’associazione Re:Common alla Direzione generale trasporti della Commissione europea per sapere nel dettaglio quali studi e quali lavori sono stati pagati con i soldi dell’Ue e quindi dei contribuenti europei.

La Commissione europea ha negato la disponibilità a divulgare le informazioni in suo possesso, affermando che “i documenti fanno capo a soggetti terzi… che non intendono renderli pubblici e non crediamo che ci sia un interesse diffuso in proposito”.
Successivamente, incalzata dai ricorrenti anche sulla base del mancato rispetto dei principi contenuti nella Convenzione di Aarhus sull’accesso alle informazioni, alla fine del 2012 la Direzione generale trasporti della Commissione ha comunicato il valore dell’importo erogato fino ad oggi all’Italia (53.106.000 euro) senza entrare nel dettaglio.
Circa l’utilizzo del denaro la Direzione generale trasporti della Commissione ha specificato che “è una questione bilaterale tra i due Stati membri, la quale non prevede il coinvolgimento della Commissione”, di fatto lavandosene le mani e negando un ruolo di supervisione.
Adottando questa condotta la Direzione generale trasporti della Commissione avrebbe violato l’articolo 15 del Trattato che regolamenta il funzionamento dell’Ue, dal momento che la Commissione deve rispondere del suo operato ai cittadini, che devono sapere come vengono impiegati i loro soldi.
Nello specifico, le condizioni generali della Decisione di finanziamento prevedono che le richieste in merito ai pagamenti devono essere sostanziate da rapporti tecnici e rapporti finanziari, oltre che da informazioni su contratti, sub-contratti ed eventuali studi che riguardino il progetto. Non è quindi possibile che la Commissione europea non sia a conoscenza di come siano stati utilizzati i soldi dagli Stati Membri Italia e Francia.
Il rifiuto a rendere pubblica quest’informazione viola anche i principi della Convenzione di Aarhus in materia di accesso alle informazioni ambientali che privando i cittadini della conoscenza circa la destinazione dei fondi europei.
“Ricordiamo che la Torino-Lione è, così come la definisce il Movimento No TAV, una grande opera inutile e imposta, a cui si oppone la maggioranza dei Comuni della Valle di Susa per cui riteniamo che sia evidente l’esistenza di un interesse pubblico per avere accesso a tutte le informazioni relative alla realizzazione del progetto” ha dichiarato Paolo Prieri del Presidio Europa del Movimento No TAV.
“Invece di scoraggiare la partecipazione dei cittadini, la Commissione europea dovrebbe adottare una posizione neutrale e rispettare i pilastri dell’ordinamento europeo e il dettato della Convenzione di Aarhus, con questo atteggiamento dà manforte all’opacità dell’operazione Torino Lione” ha aggiunto Caterina Amicucci di Re:Common.
Per far valere le loro ragioni, Re:Common ed il Presidio Europa No TAV hanno fatto ricorso all’Ombudsman europeo che ha il compito di esaminare  le denunce relative ai casi di cattiva amministrazione che coinvolgono istituzioni e organismi dell’Unione europea e si augurano che il caso sia esaminato in tempi rapidi e approfonditamente.
tratto da: altreconomia.it

Addio Franca: affetto e rispetto da tutti noi!

Si è spenta oggi Franca Rame, una gran donna. Coraggiosa, sempre schierata, di una cultura incredibile e forte, veramente forte, a tal punto che il potere l’ha vessata, violentata e ha tentato di spegnerla, ma grazie al suo cuore si è rialzata, portando avanti le battaglie di tutti e di tutte.

Insieme a Dario Fo fu tra le prime a prendere posizione a favore del Movimento Notav e anche per questo, non ti dimenticheremo mai.

Mi vergogno di questo paese, del capo, dei servi. Donne, su la testa.
Difendiamo la dignità.
Un popolo che non difende la dignità merita di esser governato da fantocci riempiti di vuoto.

tratto da: notav.info

BRESCIA MAGLIA NERA DELLE NOCIVITA’ AMBIENTALI e SOCIALI

Brescia ha ospitato l’arrivo del Giro ciclistico d’Italia vestendo la maglia nera, nel gergo ciclistico attribuita all’ultimo classificato.

In tema di integrazione, tutela dell’ambiente, recupero di aree inquinate, verde pubblico, salvaguardia della scuola pubblica, servizi sociali, diritto alla casa, trasporti pubblici, promozione di cultura antifascista Brescia è MAGLIA NERA.

La città della giunta Paroli – Rolfi primeggia invece nella classifica degli sperperi di denaro pubblico.

Molte sono le opere inutili per le quali sono stati bruciati milioni di euro, dallo spostamento della pensilina di Piazza Rovetta, all’asportazione delle panchine in centro storico, al progetto di parcheggio sotto il Cidneo, alla paventata ricollocazione della statua “Era Fascista”, al passaggio della TAV in città con un enorme spreco di denaro pubblico e con le conseguenti infiltrazioni mafiose.
Molte sono le iniziative di amici o inutili per le quali sono stati bruciati soldi pubblici, iniziative “padane”, tavolate di amici, sino all’arrivo dell’ultima tappa del Giro d’Italia.

Tutte operazioni che oltre a non portare benefici alla città hanno sottratto soldi pubblici ad emergenze drammatiche come quella dell’inquinamento da PCB e altre.
Operazioni spesso ideologiche utili solo ad accontentare qualche assessore e la manciata di voti che rappresenta.

Quegli stessi assessori protagonisti degli scandali di Brescia-Musei, all’acquisto di immobili, alle consulenze “d’oro” o dell’uso improprio delle carte di credito.

Brescia ha accolto il Giro d’Italia vestita a festa persino con i cassonetti tinti di rosa per la grande vetrina.

Noi l’abbiamo accolto con la maglia nera che si merita.

Ciao Don Gallo resisteremo anche per te!

“Alle ore 17.45 il cuore di Don Andrea Gallo ha cessato di battere,la comunità S.Benedetto e idealmente voi tutti siamo stretti intorno a lui”.

Con questo messaggio dal profilo ufficiale di Don Gallo gli amici e i compagni di Andrea annunciano quello che purtroppo sapevamo potesse accadere. Le parole per descrivere il Gallo  sono difficili da trovare perchè sarebbe tante per descrivere un uomo, un prete, un compagno che ci mancherà per sempre.

Ci dicevi e dicevi a tutti ” Io sto con chi protesta contro la Tav, sto con i ‘partigianì della Valle’, e noi vogliamo ricordarti come sempre abbiamo fatto in Valle di Susa, con il pugno chiuso alzato cantando Bella Ciao insieme.

Ciao Don Gallo, Resisteremo un minuto e un metro più di loro anche per te!

tratto da: www.notav.info

Don-Gallo2-300x224

INVITIAMO TUTTI A GUARDARE QUESTO VIDEO DI DON GALLO CHE SPIEGA I MOTIVI PER CUI E’ NO TAV

https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=xLrzLuvlU20#!

 

Basta con la Tav, ce lo chiede la Francia!

A Parigi è ormai deciso: per fermare l’indebitamento non c’è più spazio per la Torino-Lione!

no_tav1

Torino-Lione: a Lione non importa un granché. E’ una notizia “vecchia” per chi si occupa di mobilità ma vale la pena ricordarla a chiunque ripeta il mantra dei devastatori della Val Susa: «E’ l’Europa che ce lo chiede».

In realtà, Portogallo e Spagna hanno già rivisto ampiamente tutti i propositi sull’alta velocità e, del celeberrimo Corridoio Lisbona-Kiev, in Ucraina non se ne sa quasi nulla. In Francia ci sono importanti documenti che la stampa mainstream, con le dita spellate dalla furia di trascrivere veline sul terrorismo No Tav, non ha tempo di esaminare.

Lo fa Popoff, sperando siano utili a tutti i tifosi dell’alta velocità.

Bene, Jean-Louis Bianco in un rapporto risalente a marzo, sulla riforma della ferrovia francese, sostiene che sia il momento di non aumentare il debito (già oltre i 30 miliardi di euro) con la costruzione di nuove linee ferroviarie ad alta velocità (LGV), ma di cercare una forma intermedia tra i treni Tgv (Intercity) e Tet, train d’équilibre du territoire, i treni “Corallo”, come li chiamano in Francia. Bianco è un ex ministro dei trasporti incaricato delle consultazioni nell’autunno 2012 per ristrutturare il polo ferroviario pubblico. Dopo 200 audizioni si propone di aumentare le risorse aumentando la produzione di ferrovie di qualità e riflettere sulla tariffazione.

Nelle osservazioni conclusive, uscite in aprile e che preludono alla presentazione di un disegno di legge entro l’estate, Bianco fa macchina indietro rispetto agli sprechi causati dalla separazione «artificiale» delle gestioni dei treni e delle infrastrutture, auspica il ritorno a una casa madre e una maggiore attenzione ai treni pendolari.

Siamo sicuri che l’Europa non ci chieda invece di mollare le Grandi Opere e di rivoltarci contro la Bce?

 

Tratto da: http://popoff.globalist.it

Giro d’Italia: una pioggia di bandiere spegne le emittenti nazionali – Val di Susa

La pioggia non dà tregua e nevica sui rilievi e in alta quota. Così anche il Giro d’Italia ha dovuto oggi subire qualche modifica. La 14° tappa che doveva portare le 23 squadre in gara, da Cervere (Cn) al colle del Jafferau a Bardonecchia, attraverso la Val Chisone, Sestriere e Oulx, all’ultimo minuto ha dovuto percorrere l’adiacente Val di Susa per evitare l’abbondante nevicata che ha oggi ammantato nuovamente il Sestriere e l’arco alpino.

Via dunque da Cervere, attraverso l’imbocco della Val Sangone e poi i laghi di Avigliana, su per la Val di Susa, sino a ricongiungere il tracciato a Oulx, dove era comunque prevista originariamente la discesa da Cesana, per proseguire fino a Bardonecchia.

In Val di Susa la notizia del passaggio del Giro d’Italia è giunta attorno alle 12,30, e con un veloce passaparola i comitati No Tav sono riusciti a presidiare l’intero percorso, di paese in paese con striscioni e bandiere.

http://www.youtube.com/watch?v=qjKU5_4FfEg&feature=youtu.be

Al maltempo però non ha dovuto piegarsi il famoso e seguitissimo Giro, ma anche le trasmissioni televisive. Per la pioggia di bandiere presenti non sono riuscite a seguire gli atleti, lungo una valle decisa a dimostrare la sua partecipazione e la sua presenza, e una pervicace mancanza di rassegnazione che non si spegne, neanche sotto la pioggia che spegne i riflettori nazionali.

 

Tratto da: www.tgvallesusa.it

TAV: INFILTRAZIONE MAFIOSA ANCHE A BRESCIA

LA MINACCIA DELLE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA NELLA FILIERA TAV PIÙ SUBDOLA E PERICOLOSA DELLE PROTESTE VIOLENTE REVOCA DI DUE COMMESSE PER OLTRE 5 MILIONI DI EURO ANCHE IL TAR CONFERMA LA MISURA DELLE PREFETTURE

Non c’è solo l’emergenza delle proteste violente a minacciare la Tav. Più subdola e potenzialmente pericolosa è l’insidia rappresentata dalla criminalità organizzata. Ma sul super treno sembra proprio non esserci posto per le holding mafiose.

NO-TAV_NO-MAFIA

Attorno ai contestati e controversi maxi cantieri dell’Alta velocità ferroviaria sta prendendo forma uno scudo invisibile ma invalicabile per impedire le infiltrazioni criminali in un’opera da 3 miliardi di euro, un investimento troppo imponente per non stimolare l’appetito di cosche, n’drine e clan camorristici. E le maglie strette dall’opera coordinata di prevenzione promossa dalla Direzione investigativa antimafia di Milano e delle prefetture di Brescia e Bergamo, hanno fatto le prime «vittime». Una serie di indizi che fanno paventare il rischio di infiltrazioni mafiose sono costati a un’impresa edile della provincia di Parma, due subappalti, uno già assegnato e uno in corso di trattativa per l’assegnazione, legati alla realizzazione del tratto Treviglio-Brescia della Tav. Due «commesse» pesanti: una da 2,3 milioni per la realizzazione di piazzali di campi base e operativi nell’Ovest bresciano. L’altra da 2,8 per opere sul tracciato della linea ferroviaria. La risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro decisa dal Cepav2 era stata impugnata dall’impresa davanti al Tar di Brescia che ha respinto il ricorso. L’esclusione dai sub appalti era basata su due informative antimafia atipiche emesse dalle prefetture. Le informative antimafia atipiche sono una sorta di istruttoria sulle ditte impegnate in mega infrastrutture. Si controllano i certificati antimafia, le partecipazioni in altre società e persino eventuali legami di parentela, anche lontanissimi o acquisiti, con boss di mafia, ‘ndrangheta o camorra di impresari, tecnici e addetti. Se dalla verifica, solitamente affidata alla Dia e alla Guardia di finanza, emerge anche solo un lontanissimo «tanfo» di collusione con la criminalità, l’impresa finisce nella black list, e con un provvedimento interdittivo viene messa fuori gioco ed esclusa dai lavori o dalle forniture di materiale. Nel caso dell’impresa parmense, a far scattare il provvedimento sono stati una serie di indizi. In primo luogo la circostanza che l’amministratore unico napoletano, incensurato (nel frattempo rimpiazzato), «è stato – si legge sulla sentenza del Tar – indagato tra il 2000 e il 2002 dai carabinieri di Cefalù nell’ambito dell’operazione Caronte per concorso esterno in associazione mafiosa». Un altro episodio considerato significativo per l’emissione dell’informativa antimafia atipica è legato ad un incendio doloso avvenuto nel cantiere Tav a Modena: qui due mezzi di lavoro dell’impresa erano stati dati alle fiamme. Il quadro per l’azienda parmense si è aggravato ulteriormente quando è emerso che in passato aveva creato un’associazione temporanea d’imprese con un partner a sua volta sospettato di collegamenti con la criminalità organizzata «Ciascuno di questi episodi – scrive il Tar nella sua sentenza – potrebbe essere ridimensionato, se valutato isolatamente. Non è possibile però trascurare la rilevanza dell’insieme nelle informative antimafia. L’accumulo di indizi è un metodo legittimo e può fondare un giudizio negativo circa l’affidabilità morale dell’impresa».

 

Tratto da: bresciapoint.it