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24/2 APERICENA DI AUTOFINANZIAMENTO @SANTUARIO DEL FRASSINO A PESCHIERA DEL GARDA

SABATO 24 FEBBRAIO 2018
DALLE ORE 19.00

Siete tutti e tutte invitati/e presso la “SALA DEL PELLEGRINO” AL SANTUARIO DEL FRASSINO A PESCHIERA DEL GARDA per un aperitivo-cena, che ha lo scopo di raccogliere fondi per tutte le spese (legali, di stampa e di informazione) che il Coordinamento NO TAV BRESCIA-VERONA deve affrontare nella lotta contro quest’opera inutile e devastante per il nostro territorio.

Dopo una breve presentazione per gli ultimi aggiornamenti, staremo insieme in allegria condividendo una cena a buffet, consapevoli che contribuiremo al finanziamento delle iniziative che il Movimento No Tav Brescia Verona sta portando avanti.

Per la preparazione della cena collabora anche questa volta con noi il DES Basso Garda.

Nell’ottica di arrivare a ZERO RIFIUTI, preghiamo per quanto possibile di portarsi da casa piatto bicchiere e posate.

Vi aspettiamo numerosi e numerose!

 

 

 

 

Pioltello: lettera aperta dai no tav ai pendolari

Si rincorrono le notizie e le speculazioni sull’ennesima tragedia che colpisce un treno pendolari.
Morti, feriti, futuri invalidi, vite bruciate nel tragitto quotidiano casa-lavoro o università.
Suona strana una lettera dai No Tav, abbiate pazienza, leggete queste poche righe e capirete che molto abbiamo in comune.

Per prima cosa possiamo serenamente dire che siamo dalla vostra parte e ci stringiamo insieme a voi in questi giorni di rabbia e dolore.
L’argomento è chiaro e semplice: i treni e le linee ferroviarie sulle quali questi corrono.
Sono infrastrutture pubbliche, costruite e gestite con soldi pubblici, in buona sostanza pagate da tutti e tutte noi con le tasse oltre a biglietti ed abbonamenti. Sia chiaro: nessuno regala nulla, chi paga siamo sempre noi.
Impossibile cercare le colpe di inefficienze ed aumenti in quella ragnatela burocratica di Stato-Regioni che ci si trova davanti ogni giorno.

Con il grafico che vi abbiamo allegato, di fonte chiara ed inequivocabile, si può però ammirare il protagonismo della classe “pendolare”.
5,5 milioni di persone che si muovono ogni giorno sui treni di cui il 96% su treni regionali e metropolitane e il 4% su treni interregionali e ad alta velocità.
Chiarito questo concetto dobbiamo insieme capire dove i nostri soldi finiscano e come vengano spesi.
Se analizziamo la complessa spesa ferroviaria scopriremo che la costruzione delle nuove linee ad alta velocità TAV assorbono invece il 90% delle risorse e solo il restante 10% viene dedicato alle “manutenzioni” delle linee pendolari. Nella spesa totale ovviamente inseriamo anche il costo dei biglietti che paghiamo.

Per fare alcuni esempi, la costruzione della linea TAV Treviglio-Brescia, inaugurata (non ancora terminata) nel dicembre 2016, costruita non lontano dall’incidente, lunga meno di 40 km, con un risparmio totale di una manciata di minuti sulla percorrenza, è costata più di 50 milioni di euro al chilometro.
Il Terzo Valico costerà complessivamente 6,2 miliardi di euro con un costo a chilometro di ben 134 milioni di euro.
Il Tav in Valsusa costerà complessivamente 9630,25 milioni di euro con un costo al chilometro di ben 167,5 milioni di euro a km (delibera CIPE 67/2017).
Il Tav Brescia-Verona ha un costo di 54 milioni al km, costo preventivato mancando ancora il progetto definitivo completo.

Stiamo parlando di opere inutili prive di seri studi sul rapporto costi/benefici. Opere devastanti per i nostri territori che mettono a repentaglio la nostra salute e quella dei nostri figli.
Opere contro cui ci battiamo da anni e che sarebbero totalmente prive di senso anche se avessero un costo medio in linea con gli altri paesi europei (10 milioni di euro al km in Francia e 9 milioni di euro al km in Spagna).
Ci pare pertanto chiaro che la vera ragione per cui si investe moltissimo in alta velocità nulla ha a che fare con l’esigenza di ammodernare il paese, ma se mai con quella di ingrassare le tasche già gonfie delle grandi azienze costruttrici molto spesso implicate in gravissimi scandali.

La scoperta per molti di voi sarà a dir poco agghiacciante, dopo aver visto la “zeppa” di legno posta sotto al binario del deragliamento di Pioltello.
Cosa dovremmo avere in comune?
Lo Stato italiano, tramite RFI, costruisce con i nostri soldi linee ad alta velocità per una fascia ridotta e benestante di persone distruggendo i nostri territori e al tempo stesso ci abbandona (molti di noi sono pendolari come voi) ogni giorno su treni pendolari e linee metropolitane fatiscenti e pericolose.

Ecco dunque la comune disgrazia.
Una disgrazia che a parere nostro si doveva evitare.
Una disgrazia che però deve trovare giustizia.

notav.info
 notavterzovalico.info
notavbs.org

La Corte dei Conti NON ha approvato il TAV Bs-Vr: ma cosa sta succedendo?

La falsa notizia apparsa sui quotidiani locali bresciani e veronesi del 23 gennaio scorso, riguardante l’approvazione da parte della Corte dei Conti del progetto Tav Brescia – Verona,  ha coinvolto o sconvolto la vita di centinaia di persone: dalle centinaia di potenziali espropriati di case, ai comitati che si occupano di tutelare l’ambiente, ai frati del Frassino per la sorte del nostro patrimonio artistico e culturale, ai produttori che perderanno i loro terreni e le loro produzioni, a tutte le persone preoccupate delle sorti della nostra terra e della nostra salute.

Iniziamo col ricordare che l’approvazione di cui si discute non è del progetto nel suo intero,  bensì di un solo lotto costruttivo; l’uscita da Brescia e l’arrivo a Verona, ad esempio, sono ancora in fase di progettazione.
A seguito delle notizie apparse sui quotidiani e delle decine di chiamate e richieste di informazioni da parte di espropriati su quanto stava accadendo, con l’avvocato Fausto Scappini  abbiamo contattato la Corte dei Conti per verificare la veridicità della notizia.

La Corte dei Conti ci comunica che l’istruttoria è ancora in corso e che l’atto non è stato ancora registrato. Al giorno 23 gennaio, giorno dell’uscita degli articoli, alla Corte dei Conti non risultano pervenuti i documenti integrativi richiesti che avrebbero permesso di esprimere parere positivo o negativo al progetto.

Ferrovie dichiara allo stesso tempo di aver trasmesso i documenti richiesti dalla Corte dei Conti.
Come possiamo spiegare questo: è possibile che la Corte dei Conti, che ha come interlocutore il governo e non FS, non abbia ricevuto la documentazione. Quando FS deposita i documenti al governo non è scontato che immediatamente questo a sua volta lo giri alla Corte dei Conti.

È grave che Mazzoncini, direttore generale di FS dia già per scontato che l’invio della documentazione integrativa richiesta sia sufficiente per il conseguente parere favorevole della Corte dei Conti.
Come mai lo si considera un passaggio automatico? La Corte dei Conti potrebbe dichiarare che la documentazione ricevuta, ad esempio, non è esaustiva e non dare parere favorevole al progetto.
È bene ricordare che la Corte dei Conti ha un potere decisionale autonomo rispetto a Mazzoncini o al governo stesso.

Non vogliamo imputare la colpa di quanto accaduto interamente alla stampa, ci domandiamo come sia stato possibile che la Corte dei Conti, totalmente autonoma, si sia ritrovata costretta a smentire una notizia che sicuramente non può essere stata inventata. I giornali hanno infatti appreso la notizia dell’approvazione del lotto di progetto Tav dal sito internet del Cipe che dopo poco rimuove la notizia stessa.
La nostra sensazione è che ci siano forti pressioni affinché si termini l’iter procedurale entro le elezioni del 4 marzo prossimo.  Dopo le elezioni la situazione e le priorità del governo potrebbero cambiare.
Questa situazione ha comunque messo in luce una situazione di non trasparenza.

Tutte le notizie riguardanti questo progetto riteniamo debbano essere trattate con la massima fondatezza e delicatezza prima di essere divulgate. In questi anni abbiamo notato che è stato dato ampio spazio mediatico a ministri e politici che annunciano l’imminente apertura dei cantieri (dal 2014 che periodicamente viene annunciato come imminente.)
Come movimento abbiamo presentato alla Corte dei Conti una serie di documentazioni riguardanti il rapporto costi-benefici, valutazioni sulla copertura o meno del progetto, che ci auspichiamo possano servire al formarsi di una decisione così importante per il futuro di migliaia di persone e di chi ci sarà dopo di noi.
Il 15 febbraio inoltre si terrà la discussione al Consiglio di Stato del ricorso che come movimento No Tav abbiamo presentato. Questa riteniamo essere un’altra tappa importante per valutare quanto gli organismi amministrativi abbiano recepito tutte le criticità e le mancanze che tramite il ricorso abbiamo segnalato.

Mazzoncini ha inoltre dichiarato l’inizio dei cantieri per il mese di marzo. Vorremmo ricordare che qualora si decidesse di procedere senza l’occupazione d’urgenza i tempi burocratici previsti non rispecchiano nella verità quanto annunciato. Ci auspichiamo inoltre che non si decida di applicare l’occupazione d’urgenza perché a quel punto ci sarebbe il rischio per gli espropriati di un inizio di cantieri immediato.
Il caso del Tav si discute dal 1991, ci sembrerebbe assurda questa improvvisa accelerazione e forzatura, ricorrendo ad una vecchia legge poco utilizzata. Qualora ciò accadesse procederemo, sul piano legale, presso il Tar del Lazio impugnando il progetto e chiedendone la sospensione.

In attesa di queste importanti e fondamentali decisioni per il proseguimento o meno dell’iter dell’opera, nei territori bresciani sono comunque continuati lavori di trivellazione in deroga a tutte le normative in materia di lavori, in assenza di comunicazione delle amministrazioni dei comuni coinvolti, con superficiale e forviante comunicazione verso i proprietari dei terreni coinvolti, in prepotenza con i tanti che hanno provato a segnalarne le irregolarità. Anche questi lavori hanno generato sui territori coinvolti preoccupazioni e timori.

Richiamiamo tutti i Sindaci coinvolti dal progetto affinché smettano di non affrontare la questione Tav, con la scusante di non essere a conoscenza di quanto sta accadendo o di non averne informazioni sufficienti per informare e discuterne con la propria cittadinanza. È principalmente compito loro verificare che il loro comune e i loro cittadini vengano tutelati da abusi di questo tipo.

Torniamo a ribadire che tutti e tutte siamo interessati direttamente dalla possibile approvazione e costrizione di questo progetto, perché 80 milioni di euro al Km per un treno inutile, non sono ammissibili in un Italia in queste condizioni economiche.

Sottolineiamo alla stampa che, in assenza di comunicazione da parte delle amministrazioni, è l’unica insieme al Coordinamento a dare informazioni su ciò che sta accadendo. Non sono ammissibili errori quando in gioco non è solamente la sorte di un treno ma la vita delle persone.
Ci auspichiamo quindi che qualunque informazione data venga quindi trattata con la massima serietà e fondatezza senza generale inutile allarmismo, così come è stato per la falsa notizia dei giorni scorsi.

Coordinamento No Tav Brescia-Verona

Di seguito il susseguirsi di notizie uscite su alcune testate giornalistiche:

LE TRIVELLE DEL TAV SONO ARRIVATE ANCHE A BRESCIA!

Da fine 2017 abbiamo scoperto numerose trivelle lavorare sui territori da Brescia a Verona per eseguire i sondaggi finalizzati a terminare il progetto della tratta TAV Brescia-Verona.
In questi mesi come movimento No Tav abbiamo continuato a presidiare il territorio, vigilando e facendo sopralluoghi dove si vedono sorgere trivelle, organizzandoci, paese per paese, andando a tastare i terreni e opponendoci alla presenza di tecnici che eseguono rilevazioni.

Insieme a noi decine di proprietari terrieri o di immobili hanno deciso di dire NO a queste trivellazioni (gli stessi frati del Santurario del Frassino hanno deciso di opporsi e mandar via gli operai preposti ai lavori) convinti dell’inutilità e del disastro ambientale e sociale che quest’opera comporta.

I sondaggi di questi ultimi mesi sono stati eseguiti in campi, giardini, proprietà pubbliche e private, molte volte SENZA I PERMESSI del proprietario, senza mai esporre cartellonistica di cantiere, senza mai comunicazione (né da parte delle ditte a cui sono state affidate le trivellazioni, né da parte delle amministrazioni dei diversi territori) alla cittadinanza di quanto accade sui nostri territori.

Nella giornata di venerdì 19 gennaio 2018 abbiamo ricevuto numerose segnalazioni di una trivella in azione nei pressi del Parco Ducos a Brescia, in un terreno limitrofo all’attuale ferrovia.

Non sarà sicuramente l’unica: per questo invitiamo tutti e tutte ad aiutarci a tenere monitorato il territorio, segnalando la presenza di operai o trivelle lungo il possibile tracciato alla mail info@notavbs.org o sulle pagine facebook No Tav Brescia o Coordinamento No Tav Brescia-Verona.

Qualora invece le trivellazioni dovessero essere fatte in una vostra proprietà vi ricordiamo che poiché il progetto definitivo non ha ancora esaurito la procedura, NESSUNO in questo momento è AUTORIZZATO ad accedere alla vostra proprietà, se non con il vostro consenso o attraverso una procedura che prevede la notifica preventiva della necessità di introdursi nella vostra proprietà.
Se non viene fatta questa procedura avete il diritto di non fare entrare nessuno o di chiederne l’allontanamento.

Ricordiamo inoltre che, nonostante sia stato approvato a luglio 2017 il progetto di questa tratta come definitivo, mancano tra le altre cose: il progetto in uscita da Brescia, il progetto per l’arrivo a Verona, la valutazione di impatto ambientale aggiornata (VIA), l’adeguamento alle norme antisismiche, ecc. Mancanze gravissime che da mesi continuiamo a denunciare perché INACCETTABILI al proseguimento dell’opera.

Da anni denunciamo la pericolosità su diversi fronti di quest’opera e non abbiamo intenzione di fermarci, perché al di là di quanto raccontano la stampa e i vari politici o amministratori di turno questo progetto è ben lontano dal poterci far dire “non c’è più nulla da fare”, come ha confermato anche di recente la Corte dei Conti, rimandando il progetto al Ministero per “incompletezza documentale”.

Non ci stancheremo mai di ripetere che sui nostri territori trivelle, cantieri e cantierini del Tav non sono ben accetti da nessuna parte e il movimento NO TAV, fatto di persone diverse ma unite dalla volontà di difendere la propria terra, continuerà a percorrere ogni strada possibile per fermare quest’opera! 

Da Brescia a Verona: DE CHE SA PASA MIA! – striscioni in tutti i paesi

Da Brescia a Verona, passando per Molinetto, Mazzano, Lonato, Desenzano, Calcinato, Calcinatello, Ponte San Marco, e tutti gli altri paesi interessati dal possibile passaggio di quest’opera, il messaggio è chiaro: NON PERMETTEREMO LA DISTRUZIONE DELLA NOSTRA TERRA E LO SPERPERO DI DENARO PUBBLICO PER UN OPERA INUTILE E DANNOSA!

DE CHE SA PASA MIA!

#notav #fermarloèpossibile #fermarlotoccaanoi#dechesapasamia #notavbresciaverona

Blocco delle trivelle ieri a Calcinato: DA CHE SA PASA MIA!

Ieri mattina un gruppo di NO TAV che si oppongono alla costruzione del TAV Brescia-Verona hanno bloccato per qualche ora una trivella che stava lavorando nella zona di Calcinato, in località Sant’Anna.

La trivella di ieri mattina si trovava nello specifico nei terreni dove dovrebbe sorgere il cantiere della galleria di Lonato.
La galleria del TAV taglierà la falda acquifera sottostante provocando danni non solo al Comune di Lonato, così come denunciato anche dagli amministratori comunali dei comuni mantovani interessati dalle conseguenze del progetto.

Un’altra azione di disturbo per denunciare che questa inutile grande opera, senza il ben che minimo controllo delle amministrazioni locali, procede i suoi sondaggi esplorativi sui nostri territori nonostante le molteplici mancanze in sede progettuale e di finanziamenti.

Nonostante la nostra denuncia si sia svolta pacificamente con il preciso scopo di riportare alla luce quanto sta accadendo, le persone presenti sono state obbligate sotto minaccia di fermo dalle Forze dell’Ordine all’identificazione.

Forze dell’ordine in collaborazione con la Polizia Locale che, come abbiamo denunciato, hanno svolto controlli unicamente verso i NO TAV presenti senza verificare invece che i carotaggi fossero autorizzati, svolti e segnalati come da legge.

Nelle settimane precedenti erano state decine le segnalazioni di richiesta di accertamenti inoltrate da comitati locali e abitanti del posto ad Amministrazioni e alle Forze dell’ordine.

Richieste di verifica e accertamento che non hanno mai ricevuto risposta.

Continueremo con ogni mezzo a denunciare quanto sta accadendo sulle nostre terre perchè l’abbiamo detto e continueremo a ribadirlo: DA CHE SA PASA MIA!

L’EPIFANIA TUTTE LE TRIVELLE DEL TAV PORTA VIA

La Befana vien di notte e come vuole la tradizione in sella alla sua scopa porta doni a grandi e piccini.
Nelle sue tappe questa notte non poteva non fermarsi sulla collinetta di Calcinato dove in volo aveva avvistato ben 2 trivelle presenti per i carotaggi del TAV Brescia-Verona.

Anche lei è informata del fatto che il comune di Calcinato, se il TAV dovesse essere costruito, verrà diviso, deturpato, espropriato da quest’opera che non ci stancheremo mai di ripetere essere inutile, dannosa, costosa e anche un pò mafiosa.

E così ha deciso di fare un grande dono a tutti e tutte noi.
Le trivelle sanzionate dalla Befana questa notte ribadiscono un messaggio chiaro verso chi vorrebbe costruire questo scempio: DE CHE SA PASA MIA!

#notav #dechesapasamia #befana #trivelle #calcinato #notavbresciaverona

LA CORTE DEI CONTI RIMANDA IL PROGETTO TAV BRESCIA-VERONA PER INCOMPLETEZZA DOCUMENTALE!

Santa Lucia è arrivata!

La Corte dei Conti, ultimo step di approvazione del tav Brescia-Verona, rimanda il progetto al Ministero per “incompletezza documentale”.

Non è la vittoria, ma di certo il ritardo non sarà breve. Insomma, avevamo ragione noi: i cantieri non avrebbero mai aperto a gennaio 2018. E NON DOVRANNO APRIRE MAI!

Ci vediamo questa sera a Mazzano all’assemblea pubblica NO TAV!

#notav #dechesapasamia #notavbresciaverona

Un 8 dicembre in difesa dei territori: sanzionate le trivelle del TAV a Lonato!

Le trivelle in zona Lonato hanno effettuato nei giorni scorsi indagini sui terreni dove vorrebbero costruire una galleria Tav di 7,3 chilometri.

Come era prevedibile, grandi quantità di acqua emergono già a pochi metri di profondità.

I sindaci del mantovano hanno espresso grande preoccupazione per il futuro delle quattro importanti falde acquifere sottostanti, la stessa Italferr riconosce nel progetto definitivo che ci potranno essere conseguenze irrimediabili al patrimonio idrico così come segnalato nel documento del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI, PRIMA CHE LE CONSEGUENZE SIANO IRRIMEDIABILI, DOBBIAMO DIRE NO ALLA DISTRUZIONE DEI NOSTRI TERRITORI. 

La giornata di ieri, 8 DICEMBRE ha visto scendere per le strade i diversi movimenti che si battono per la difesa dei territori dalle speculazioni politiche ed economiche che ci vogliono imporre.
L’8 contro la repressione che è in atto.
L’8 per un sistema di sviluppo che rispecchi le reali necessità di chi vive i territori.
L’8 contro il malaffare e la corruzione che accompagnano le grandi opere inutili.
L’8 per i miei diritti.
L’8 CONTRO IL TAV E CONTRO TUTTE LE GRANDI OPERE INUTILI.
LO VOGLIAMO RIBADIRE: DE CHE SA PASA MIA! 
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