Archivi categoria: No Tav Brescia

Autobus dalla Valle Scrivia per la marcia No Tav a San Martino della Battaglia

passeggiata popolare manifesto

I Comitati NO TAV Brescia-Verona organizzano per domenica 5 ottobre 2014 una passeggiata popolare a San Martino della Battaglia, una delle terre che verrà segnata dal passaggio dell’alta velocità della tratta Brescia-Verona. Molte volte gli attivisti bresciani No Tav hanno raggiunto la Valle Scrivia per portare solidarietà alle donne e agli uomini che lottano contro la realizzazione del Terzo Valico. Il 5 ottobre è il giorno giusto in cui andare a rendere una piccola parte della solidarietà che ci è sempre stata dimostrata.

Per questa ragione i comitati della Valle Scrivia organizzano un autobus per raggiungere San Martino della Battaglia. Il costo del viaggio è 20 Euro andata/ritorno e bisogna prenotarsi obbligatoriamente al numero 3393590806.

Orari e percorso dell’autobus:

Arquata Scrivia ore 9 e 30  Piazza Caduti davanti all’edicola

Serravalle Scrivia ore 9 e 45 Piazza Paolo Bosio (piazza del mercato)

Novi Ligure ore 10 Piazza della stazione FS

Pozzolo Formigaro ore 10 e 15 centro commerciale ex Giovi (davanti al distributore di benzina)

Tortona (anche per pontecuronesi) ore 10 e 30 Movicentro (davanti alla stazione FS)

Alessandria ore 10 e 50 Piazza Garibaldi (lato San Paolo)

Il ritorno è previsto con partenza da San Martino della Battaglia alle ore 19

Riportiamo da notavbs.org l’appello di indizione della passeggiata popolare

NO ALL’ALTA VELOCITÀ BRESCIA-VERONA: INUTILE, COSTOSA, DANNOSA!

– 2 miliardi e 800 milioni di euro di spesa preventivati per la realizzazione della tratta ferroviaria Alta Velocità Brescia – Verona per un costo al Chilometro di 28,5 milioni di euro.
– Decine di case, cascine e aziende abbattute, decine di famiglie espropriate e sfrattate.
– Intere frazioni e quartieri isolati per anni da cantieri decennali (come a Campagna nel comune di Lonato), che sorgeranno in molti casi a ridosso di siti dal grande valore storico e naturalistico (sito archeologico del Lavagnone, Lago del Frassino, ecc.).
– 2 milioni e 245 mila metri quadrati di suolo agricolo consumati. Tra questi andranno persi per sempre circa 300 ettari (sui 1300 complessivi, circa il 20%) di vigneti del Lugana, con un danno economico stimato attorno a 14 milioni di euro annui.
– Un tunnel di 7 km sotto la cittadina di Lonato che creerà grossi scompensi idrici a questo territorio, interrompendo come una diga il flusso della falda acquifera dalle colline a nord del paese verso la pianura posta a sud (con il rischio che si prosciughino i pozzi per uso agricolo posti a sud della galleria e il conseguente innalzamento della falda a nord)
– Nuove cave per rifornire di ghiaia e sabbia l’opera e (quindi) nuove discariche in cui smaltire le rocce di smarino. Il TAV, uscendo da Brescia, attraverserà la famigerata “necropoli delle discariche”, cioè quella fascia di territorio che dai quartieri di S. Polo e Buffalora arriva a Montichiari, passando per Castenedolo, Mazzano e Calcinato, dove si registra una delle più alte concentrazioni di cave e discariche d’Europa, molte delle quali in attesa da anni di bonifiche mai arrivate.
– Il consorzio Cepav 2, a cui è stata affidata (senza gara d’appalto) la realizzazione dell’opera, è coinvolto, attraverso le ditte che ne fanno parte, in tutti i maggiori scandali recenti riguardanti le grandi opere (Maltauro s.p.a per Expo, Condotte d’acqua s.p.a. per il Mose, ecc.).
– Intanto il trasporto pubblico locale langue in uno stato comatoso dopo continui tagli di corse lungo l’attuale tratta Brescia-Verona, non ultimo il taglio degli 8 treni interregionali veloci Milano-Venezia, utilizzati quotidianamente da oltre 10000 persone.

Tutto questo mentre nessuno riesce ancora a comprendere quali vantaggi porterà quest’infrastruttura, rimasta ferma ad un progetto di oltre 20 anni fa.
Questi potrebbero essere alcuni dei motivi per dire NO alla realizzazione di questa ennesima grande opera inutile. Ma il passaggio del TAV significherà anche la perdita definitiva e inaccettabile di una parte consistente del patrimonio storico-culturale e ambientale del territorio gardesano, già compromesso da anni di gestione dissennata, risorsa inestimabile per riprogettare il territorio in chiave sostenibile e da lasciare a disposizione a tutte le generazioni che verranno.
Per questo motivo vogliamo dar vita ad una passeggiata in uno dei luoghi simbolo del nostro territorio. Per ricordarci e ricordare a chi ci governa che la nostra terra non è in vendita.

FERMARLO E’ POSSIBILE, FERMARLO TOCCA A NOI!

Domenica 5 ottobre 2014 ore 14:00 – Piazza Concordia – Passeggiata popolare No Tav

NON DELEGARE, PARTECIPA!

http://www.notavterzovalico.info/2014/09/18/autobus-dalla-valle-scrivia-per-la-marcia-no-tav-a-san-martino-della-battaglia/

LUNEDI 22 SETTEMBRE ASSEMBLEA POPOLARE NO TAV A MONTICHIARI

montichiari

Lunedi 22 settembre si tiene a Montichiari la quinta assemblea popolare No Tav  del percorso ” Fermarlo tocca a noi ” verso la manifestazione del 5 ottobre. Appuntamento alle 21 presso la sala ex-biblioteca di via XXV Aprile.

La TAV aumenterà ulteriormente l’antropomorfizzazione di Montichiari. Non resterà più brughiera in quella zona. Gli abitanti che subiranno la pressione maggiore saranno i residenti della località fascia d’oro. Sara’ poi difficile vivere nelle frazioni di Rò , Vighizzolo, S.Giustina, dove si avrà a Nord la TAV , a est le discariche  a Ovest l’aeroporto.

Nell’immagine  sottostante vediamo la probabile biforcazione della linea TAV nel comune di Calcinato.
Dalla biforcazione di Calcinato  ci sarà una bretella che passerà a nord dell’aeroporto d’Annunzio e l’altra linea andrà a Brescia  affinancandosi alla linea storica. La linea entrerà in città. Il passaggio in città sarà costoso in termini di espropi ed abbattimenti d’immobili sia industriali  che residenziali. Molte persone hanno già perso la casa in via Toscana a Brescia.   Stessa devastazione subiranno anche gli immobili dei cittadini di  Calcinato.

 

montichiari2

 

In quest’altra immagine possiamo invece vedere dove si posizionerà la linea TAV rispetto al centro storico di Montichiari ed a Vighizzolo.
E’ stata evidenziata anche la futura viabilità stradale in progetto che affiancherà l’aeroporto per congiungersi a nord alla corda molle ed a sud alla strada lenese.

montichiari3

 

In questa ultima immagine possiamo invece vedere nel dettaglio il passaggio della lina TAV sul territorio monteclarense.
Il comune di Montichiari sarà attraversato per circa 2,72 Km interessando una area di 43’500 metri quadri.
Pari a circa 11 campi da calcio regolamentari.
Dovranno essere espropiati una parte di edifici industriali e poi abbattuti  per creare la fascia di rispetto alla ferrovia.
Le prime abitazioni residenziali della località fascia d’oro  disterranno circa 350 metri. Con convogli ferroviari a velocità superiori di 200Km/h, gli abitanti  si accorgeranno sicuramente dei transiti sebbene si presumono l’installazione di barriere sonore.

montichiari4

PRESIDIO INFORMATIVO ALLA FESTA DELL’UVA DI LUGANA DI SIRMIONE

sanmartino1

Week-end di mobilitazione contro il treno ad alta velocità sul Garda. Sabato 13 e domenica 14 settembre i Comitati No Tav Brescia-Verona sono presenti con un banchetto informativo alla Festa dell´uva, a Lugana di Sirmione, dalle 19 alle 23.
«ALTRE DECINE di case, cascine e aziende abbattute, altre decine di famiglie espropriate e sfrattate: intere frazioni e quartieri verranno isolati per anni da cantieri che sorgeranno in molti casi a ridosso di siti dal grande valore storico e naturalistico – osserva il movimento No Tav in una nota -. Più di un milione di metri quadrati di suolo agricolo sarà consumato. Tra questi andranno persi il 20% dei vigneti del Lugana. Persi per sempre. E va messo in preventivo un danno economico stimato attorno ai 14 milioni di euro annui. Un tunnel di 7 chilometri sotto la cittadina di Lonato,  creerà grossi scompensi idrici a questo territorio».
«Intanto – rilevano sempre i No Tav – il nostro trasporto pubblico locale langue in uno stato comatoso dopo continui tagli di corse lungo l´attuale tratta Brescia-Verona, non ultimo il taglio degli 8 treni interregionali veloci Milano-Venezia, utilizzati quotidianamente da oltre diecimila persone. Si tagliano i treni accessibili economicamente a tutti e si costruiscono percorsi e treni costosi e inutili, riservati a pochi». Una scelta che, secondo i No Tav , ricadrà inevitabilmente su tutta la comunità.

sanmartino3
Il programma di attività e iniziative preparate dai comitati proseguira con la passeggiata popolare di domenica 5 ottobre, quando i No Tav partiranno alle ore 14 da Piazza Concordia a San Martino della Battaglia , passeranno davanti alla Torre per poi attraversare il percorso dei vigneti del Lugana e dare informazioni alle abitazioni nei luoghi interessati al passaggio della TAV.

sanmartino4

In diretta dal palco di ‪#‎festaradio‬… 

valesale
“Due anni fa, alcuni cittadini bresciani salirono su questo palco denunciando e ricordando a tutti che il TAV riguarda anche Brescia e i bresciani. Si parlava allora della tratta Treviglio-Brescia. Due anni fa si parlava di case espropriate che sarebbero state abbattute, giardini espropriati che sarebbero stati distrutti, ricordi di tante vite vissute che sarebbero stati cancellati per sempre. Ecco, oggi, due anni dopo, queste case, giardini e ricordi non esistono più! 
Il TAV, il treno ad alta velocità che secondo lo Stato dovrebbe risolvere i nostri problemi di trasporto, è arrivato a Brescia con il suo carico di distruzione. Il TAV non ha coscienza, spazza via tutto senza chiedere il permesso a nessuno, distrugge, mentre il trasporto pubblico per i cittadini, quello vero, quello che serve, viene ridimensionato e i pendolari vengono assiepati in treni sempre meno frequenti e sempre più obsoleti. 
Il TAV non si ferma a Brescia: più di 2 miliardi di euro preventivati per la realizzazione della nuova tratta ferroviaria Brescia – Verona, più di 28 milioni di euro al km. Ripeto, 28 milioni di euro per km!
Altre decine di case, cascine e aziende abbattute, altre decine di famiglie espropriate e sfrattate. Intere frazioni e quartieri verranno isolati per anni da cantieri che sorgeranno in molti casi a ridosso di siti dal grande valore storico e naturalistico. Più di 1 milione di kilometri quadrati di suolo agricolo consumati. Tra questi andranno persi per sempre circa il 20% dei vigneti del Lugana, con un danno economico stimato attorno a 14 milioni di euro annui. Un tunnel di 7km sotto la cittadina di Lonato creerà grossi scompensi idrici a questo territorio.
L’alta velocità, uscendo da Brescia, attraverserà inoltre la famigerata “necropoli delle discariche”, cioè quella fascia di territorio che dai quartieri di S. Polo e Buffalora arriva a Montichiari, passando per Castenedolo, Mazzano e Calcinato, dove si registra una delle più alte concentrazioni di cave e discariche d’Europa, molte delle quali in attesa da anni di bonifiche mai arrivate.
Sapete chi si occupa di questi lavori? Il consorzio Cepav 2, a cui è stata affidata la realizzazione dell’opera, senza gara d’appalto, ricordiamolo, è lo stesso coinvolto, attraverso le ditte che ne fanno parte, in tutti i maggiori scandali recenti riguardanti le grandi opere (Maltauro s.p.a per Expo a Milano, Condotte d’acqua s.p.a. per il Mose a Venezia).
Intanto il nostro trasporto pubblico locale langue in uno stato comatoso dopo continui tagli di corse lungo l’attuale tratta Brescia-Verona, non ultimo il taglio degli 8 treni interregionali veloci Milano-Venezia, utilizzati quotidianamente da oltre 10000 persone. Si tagliano i treni accessibili economicamente a tutti e si costruiscono treni costosi e inutili per pochi.
Il TAV è a Brescia ora, e vorrebbe uscire dalla nostra città. E’ compito nostro far si che questo NON accada. FERMARLO TOCCA A NOI, e possiamo e dobbiamo farcela!
Per questo motivo da due anni il gruppo NO TAV BRESCIA lavora sul territorio per informare, monitorare i lavori e creare una forte opposizione. Insieme ai comitati di Brescia, del Basso Garda e di Verona vogliamo dar vita ad lotta unita di contrapposizione a questa inutile e dannosa opera. Lunedi 1 settembre a Calcinato ci riuniremo in un’ assemblea pubblica per portare avanti questa opposizione. Domenica 5 ottobre invece faremo una passeggiata nelle terre del Lugana che, se non ci impegniamo a fermare il Tav, scompariranno per sempre. Due iniziative per ricordarci e ricordare a chi ci governa, che la NOSTRA TERRA non è in vendita!!”. 
Vi invitiamo a partecipare, ad informarvi ed informare.
Per maggiori informazioni passate al nostro banchetto informativo che trovate qui tutti i giorni in festa a fianco dell’ ‪#‎ENoTav‬ e ‪#‎Barrio47‬ e visitare il nostro sito internet www.notavbs.org

La quarta via dell’Alta Velocità Bresciana

Leggiamo su un articolo del Corriere della Sera Brescia le dichiarazioni di Del Bono e della Loggia sulla loro nuova posizione per quanto riguarda il tracciato dell’Alta Velocità che dovrà collegare Brescia a Verona nei prossimi anni, “ipotesi avanzata da Valerio Prignachi una decina d’anni fa, quando l’attuale presidente di Brescia Mobilità era assessore provinciale ai Trasporti”.

Siamo nel ridicolo.

La proposta prevede di raddoppiare i binari della Brescia-Parma fin quasi a Montirone, per poi curvare a 90° verso ovest per andare a toccare l’aeroporto di Montichiari, con due curve a gomito in pochissimi chilometri. Alla faccia dell’Alta Velocità. Perché l’aeroporto di Montichiari? Perché il ministro Lupi, dal quale il sindaco Del Bono e l’assessore Manzoni sono stati il 17 Luglio, sostiene che l’aeroporto sarà l’hub delle merci di tutto il nord italia.

Tra l’altro, quando il sindaco va a parlare di TAV a Roma, non sarebbe il caso di informare i suoi cittadini? Visto che stiamo ancora aspettando l’assemblea pubblica che avrebbe spiegato i vantaggi dell’Alta Velocità alla nostra città, dobbiamo anche venire a conoscenza dai giornali quasi un mese dopo che ha incontrato il Ministro dei Trasporti per sapere come fare uscire questo treno da Brescia?

Dopo il delirio del progetto preliminare che divide in due la tratta per toccare Brescia per poi riunirsi ed andare a distruggere i vigneti del Lugana DOC, eccellenza del Basso Garda, dopo il delirio della proposta di continuare da Brescia sulla linea storica raddoppiando i binari, la follia di questa enorme chicane che di Velocità non ha nulla.

Il gruppo NoTav Brescia propone una quarta via, all’attenzione del sindaco Del Bono, dell’assessore Manzoni e del ministro Lupi: non farla. E’ l’opzione con i massimi vantaggi per tutti.


L’articolo del Corriere della Sera Brescia
http://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/14_agosto_06/tav-il-veneto-ora-l-ipotesi-sfruttare-brescia-parma-7133ed78-1d42-11e4-863e-cfd50bac8a56.shtml

NO TAV : UNITI E DIVERSI. QUESTA E’ LA NOSTRA FORZA

soccorso no tav

Nessuna divisione all’interno del movimento No Tav bresciano/veronese. Il percorso ” Fermarlo Tocca a Noi “ è iniziato con un’assemblea pubblica il 7 luglio scorso a Lonato. Nello stesso posto ci sono state altre due assemble, sempre pubbliche e altrettanto partecipate, il 21 luglio e il 4 agosto. L’idea iniziale è quella di costruire insieme la passeggiata No Tav del 5 ottobre e durante i nostri incontri decidiamo insieme come farlo, nel rispetto di tutte le posizioni e delle diverse sensibilita’ che emergono . Durante il percorso che stiamo facendo abbiamo capito che la cosa migliore da fare è che nascano comitati in ogni paese situato lungo la tratta Brescia-Verona. Ogni comitato agira’ in piena autonomia nel suo territorio e decidera’ quali azioni e politiche portare avanti per contrastare il TAV.  Quando ci troviamo come Coordinamento mettiamo in comune le esperienze fatte per correggere e migliorare la strategia che portiamo avanti. Camminiamo domandando con la consapevolezza che il percorso da fare è lungo e difficile, ma con altrettanta consapevolezza pensiamo che la Grande Opera vada fermata. Fermarlo tocca a noi, uniti e diversi questa è la nostra forza. Si parte e si torna tutti insieme.
Di seguito il testo dell’articolo di Alessandro Gatta uscito oggi sul Bresciaoggi
giovedì 07 agosto 2014 – PROVINCIA – Pagina 27
OPERE & TERRITORIO. Dopo l´ultima assemblea degli attivisti a Lonato spunta l´idea dei «blitz» contro l´alta velocità
Tav, la protesta ora alza il tiro:
nascono i gruppi d´intervento
Il coordinamento bresciano in campo contro ispezioni e sopralluoghi: «Basterà un sms per far arrivare gli attivisti a bloccare tecnici e operai»
«Fermarlo tocca a noi». E non in senso lato. Ma intervenendo direttamente dove prima o poi dovrà passare l´Alta Velocità, pronti a bloccare i lavori in prima linea. Il grido di battaglia lo lancia il gruppo No Tav Brescia, dopo la terza assemblea andata in scena a Lonato lo scorso lunedì, e che ha coinvolto un centinaio di persone. «Non solo attivisti No Tav e militanti navigati – spiegano – ma anche cittadini che saranno direttamente coinvolti dal passaggio dell´Alta Velocità».
SULLA FUTURA tratta gardesana infatti si sono (ri)accesi i riflettori a pochi giorni della notizia del decreto Sblocca Italia, da cui partiranno i fondi per la realizzazione della ferrovia superveloce. Tra Lonato e Desenzano, Calcinato e San Martino, dopo aver pure incontrato i sindaci di vari comuni, si starebbero infatti muovendo tecnici e ingegneri arrivati da Roma per le prime misurazioni. «Alcuni contadini presenti in assemblea – fanno sape! re ancora i No Tav – hanno raccontato di aver trovato persone sui loro campi, che piazzavano picchetti e scattavano fotografie senza alcun tipo di autorizzazione». Altri invece «si sarebbero rifiutati di far entrare nella loro attività i tecnici impedendo quindi che potessero fare fotografie o quant´altro».
Una situazione il cui epicentro sarebbe poi Calcinato, «dove ormai da diverse settimane gli uomini di ItalFerr stanno perlustrando la zona in lungo e in largo».
FUNZIONARI al lavoro, spiegano gli attivisti, anche nella zona industriale di Desenzano, e nei pressi del casello dell´autostrada. Da qui la scelta di costituire un vero e proprio Soccorso No Tav: «Quando i tecnici si presenteranno scatterà una catena di Sms che farà arrivare sul posto gli attivisti No Tav, per fermare i lavori». Altro tema caldo l´eventualità della realizzazione di una linea di tralicci per il trasporto dell´energia elettrica: «Secondo le testimonia! nze raccolte, dalla centrale elettrica situata nei pressi dell! a Sala King partirà una linea ad alta tensione che servirà per alimentare la Tav. Questa linea dovrà avere, per legge, una fascia di rispetto di 150 metri per lato, e sarà quindi molto larga. Facile immaginare che saranno molte le attività commerciali e anche industriali colpite nella zona».
IN ASSEMBLEA presentate anche le prossime iniziative: una prima sessione di volantinaggio, il 14 agosto, alla Festa del Vino di San Martino. E una passeggiata No Tav sulle colline del Lugana, il prossimo 5 ottobre. Aspettando una nuova assemblea di coordinamento, prevista il primo di settembre a Calcinato, in cui si discuterà della realizzazione di gruppi di lavoro per i vari Comuni interessati dai cantieri.
Il dado è tratto. «e fermarlo tocca a noi». Ma nell´unità del coordinamento comunque ancora traspare una doppia anima: quella locale, forse più istituzionale, e quella cittadina, sicuramente più movimentista e militante.

 

 

FERMARLO TOCCA A NOI: REPORT ASSEMBLEA 4 AGOSTO

Dopo le due assemblee del 7 e 21 luglio anche quella del 4 agosto ha avuto una grande partecipazione di persone , non solo attivisti No Tav e militanti navigati, ma anche cittadini che saranno direttamente coinvolti dal passaggio della linea ad Alta Velocita’. Insomma tre riunioni in piena estate molto partecipate dimostrano che ormai il problema TAV nel Basso Garda sta’ esplodendo e la mobilitazione è destinata a crescere sia nel numero di iniziative che verranno messe in campo , sia nel numero di persone che verranno coinvolte. Tanti i presenti arrivati da Lonato e Desenzano, ma anche cittadini di Calcinato, Ponte San Marco, Ciliverghe, Mazzano, Rezzato e Sirmione . E naturalmente ben rappresentati anche Brescia e Verona. L’obiettivo dichiarato del gruppo è proprio quello di creare un comitato No Tav in ogni paese della tratta Brescia-Verona .

Si comincera’ con Calcinato dove il primo settembre è in programma la prossima assemblea , la quarta, del percorso “ Fermarlo Tocca a Noi “ verso la passeggiata No Tav sulle colline del Lugana del 5 ottobre. Nel mezzo un volantinaggio che si terra’ il 14 agosto a San Martino durante la sagra del paese. Come gia’ era successo nell’assemblea precedente nel corso del dibattito ci sono state testimonianze importanti: alcuni funzionari di una ditta che deve svolgere lavori preliminari all’avvio dei cantieri della TAV hanno “ visitato “ nei giorni scorsi la zona industriale di Desenzano posta a sud del casello dell’autostrada.

Secondo le testimonianze raccolte dalla centrale elettrica situata nei pressi della Sala King vicino alla “fornace romana” partira’ una linea ad alta tensione che servira’ per alimentare la TAV . Questa linea dovra’ avere , per legge, una fascia di rispetto di 150 metri per lato , sara’ quindi molto larga, ed andra’ ad unirsi alla fascia che avra’ la stessa TAV . Facile immaginare quindi che saranno molte le attivita’ commerciali e industriali colpite nella zona .

Secondo le testimonianze raccolte dal gruppo No Tav molti proprietari si sono rifiutati di far entrare nelle loro attivita’ i tecnici impedendo quindi che potessero fare fotografie e quant’altro. Una situazione simile si è verificata a Calcinato dove ormai da diverse settimane “ gli uomini di ITALFERR “ ( o chiunque sia ) stanno perlustrando la zona in lungo e in largo. Alcuni contadini presenti in assemblea hanno testimoniato di aver trovato persone sui loro campi che piazzavano picchetti e scattavano fotografie senza alcun tipo di autorizzazione.

L’assemblea ha quindi deciso la costituzione di una sorta di Soccorso No Tav : quando i tecnici si presentano scattera’ una catena di SMS che fara’ arrivare sul posto gli attivisti No Tav pronti a bloccare i lavori . In fase di creazione anche una mail-list che sara’ attiva nel giro di qualche giorno con gia’ un centinaio di indirizzi che sono stati raccolti nelle tre assemble che si sono svolte fino ad ora.

cropped-IMG_01781.jpg

La tratta Brescia – Verona lunga 73 Km per un costo preventivato di 2 miliardi e 800 milioni di euro deve fare i conti anche con congiunture economiche non particolarmente favorevoli. Innanzitutto è rimasta fuori ( come Terzo Valico e tunnel del Brennero ) dall’elenco delle grandi opere finanziate dal decreto Sblocca Italia. Questo non vuol dire che si tratta di opere definitivamente cancellate, ma più pragmaticamente che per loro, al momento, non c’è copertura finanziaria. Il decreto del governo per il momento si impegna a finanziare opere per 30,4 miliardi di euro. Le conferme più significative riguardano l’Alta Velocità Napoli-Bari, finanziata per 2,9 miliardi, l’Alta Velocità Torino-Lione (2,9), l’Autostrada Orte-Mestre (10,4). Un fiume di denaro per grandi e inutili opere che al di la’ delle dichiarazioni di facciata certamente non serviranno a migliorare la “ congiuntura economica “ del PIL che proprio oggi segna , per quanto riguarda il secondo trimestre 2014, un dato decisamente negativo. Un -0,2% al di sotto delle previsioni ottimistiche sbandierate dal Governo che pongono l’Italia di fatto in “ recessione tecnica “. Ci interessano poco i dati Istat e crediamo che un piu’ o un meno non bastino a determinare il grado di ricchezza e benessere di un paese. Crediamo pero’ che la direzione che prendono i soldi pubblici debba interessare noi e tutti i cittadini che hanno a cuore la salute delle persone e dell’ambiente.

ANALISI DEL PROGETTO DI ALTA VELOCITA’

Mercoledi 5 marzo si è tenuto a Brescia un incontro di auto formazione organizzato da SEL sulla questione della TAV . Un analisi del progetto di Alta Velocita’ sotto l’aspetto della procedura autorizzativa , trasportistico, dei costi e delle modifiche intervenute sulla classificazione delle terre da scavo e rocce diventate “ improvvisamente “ sottoprodotti. A presiedere l’incontro Erasmo Venosi , membro del Comitato Scientifico della conferenza permanente dei Sindaci per le tratte ad AV del Nord Est ed ex consulente del Ministero dei Trasporti nel Governo Prodi. Continua la lettura di ANALISI DEL PROGETTO DI ALTA VELOCITA’

BRESCIA: ANCORA RIFIUTI TOSSICO NOCIVI IN UN CANTIERE DEL TAV AL VILLAGGIO VIOLINO

VILLAGGIO VIOLINO

Al Villaggio Violino sono state abbattute alcune abitazioni espropriate per far posto ai cantieri del TAV. Come potete vedere dalle fotografie,  anche qui sono state trovate sostanze tossico nocive durante gli scavi. Si tratta dell’ottavo ritrovamento in pochi km di TAV da Travagliato a Brescia. Ma è una cifra in ribasso . Lo ha detto il Dott. Gianpaolo Oneda responsabile bonifiche dell’ARPA di Brescia in un incontro che alcuni attivisti del gruppo No Tav Brescia hanno avuto con lui nella giornata di martedi 20 maggio. Secondo il tecnico dell’ARPA i ritrovamenti sono tantissimi: praticamente lungo tutta la linea e un susseguirsi di ” scoperte nocive “.  Stessa cosa era accaduta durante i lavori di costruzione della BREBEMI. E’ bene notare come non sia stata data nessuna comunicazione alla cittadinanza, da parte delle istituzioni, circa gli abbattimenti, il proseguo dei lavori, e i ritrovamenti. Continua la lettura di BRESCIA: ANCORA RIFIUTI TOSSICO NOCIVI IN UN CANTIERE DEL TAV AL VILLAGGIO VIOLINO