Ricorso contro il reitero del vincolo di esproprio e esposto all’Unesco per il Laghetto del Frassino

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Sabato 17 dicembre si è svolta a Peschiera una conferenza stampa nella quale sono state presentate le nuove azioni legali che, come coordinamento No Tav Brescia – Verona, abbiamo deciso di intraprendere. Innanzi tutto sono state depositate delle motivazioni aggiunte al ricorso al Tar già presentato. In particolare riguardanti:

  • l’illegittimità dell’ulteriore periodo di reiterazione del vincolo espropriativo (si arriverà alla cifra record di 19 ANNI DI VINCOLO DI ESPROPRIO SU CASE, TERRENI ED AZIENDE!);
  • la scadenza del vincolo espropriativo prima dell’approvazione della delibera del CIPE;
  •  l’illegittimità della pretesa di far valere la VAS (Valutazione ambientale strategica) appena approvata anche per il progetto definitivo dell’Alta Velocità, tratta Brescia – Milano dopo aver già espresso il parere di compatibilità tra il progetto preliminare ed il progetto definitivo. La VAS è stata infatti aggiunta in tutta fretta tramite il decreto n. 251 del 23 settembre 2016, dopo che, probabilmente, qualcuno si è accorto che mancava addirittura al piano generale dei trasporti del lontano 2001, contenete appunto il progetto di questa tratta.

Inoltre è stata fissata per il 9 gennaio 2017, con grande velocità, l’udienza presso il T.A.R. del Lazio riguardante il ricorso presentato dal Coordinamento. Per quelli presentati dai comuni del Garda e dal Consorzio Tutela Lugana D.O.C. non si conosce ancora la data.

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Infine è stato depositato un esposto all’Unesco per tutelare il laghetto del Frassino. L’ente delle Nazioni Unite è preposto alla tutela di questo sito dalla straordinaria importanza naturalistica e paesaggistica, patrimonio dell’umanità per la presenza di un sito palafitticolo e inserito dall’Unione Europea nella rete di tutela ambientale Natura 2000 (qui per maggiori info sul sito). Il laghetto è interessato infatti dai cantieri della tratta Brescia- Verona, che prevedono in questo luogo la realizzazione di una galleria che bypasserebbe il sito. I rischi idrogeologici, espressi anche dallo stesso general contractor nella valutazione ambientale presentata, sono enormi e si rischia il prosciugamento del lago nel giro di pochi anni. La galleria ridurrebbe del 12/15% l’afflusso dell’acqua di falda che alimenta da milioni di anni questo laghetto. A questa azione è seguito il plauso dei frati ospitati nel vicino Santuario del Frassino, uno dei più importanti luoghi di culto di tutto il Basso Garda che si troverebbe completamente circondato dai cantieri.

Un ultimo punto toccato riguarda alcune notizie trapelate dalla riunione coi sindaci presso il Consiglio superiore dei lavori pubblici, svoltasi lunedì 12 dicembre. La riunione, passaggio fondamentale nell’iter autorizzativo e che doveva esprimere parere favorevole o negativo al progetto, è stata rimandata. Sembrerebbe sia per gravi carenze progettuali e tecniche, sia perché nel progetto non sono state inserite nessuna delle richieste avanzate da alcune amministrazioni comunali. Torneremo comunque su quest’ultimo punto più avanti, una volta pubblicati i verbali ufficiali della riunione.

Per ascoltare gli audio della conferenza stampa rimandiamo al link della notizia riportata da Radio Onda d’Urto.

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