FORUM CONTRO LE GRANDI OPERE: L’INTERVENTO DEL COORDINAMENTO NO TAV BRESCIA – VERONA

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Filament.io 0 Flares ×

flavio2

Tante realtà No Tav italiane e non si sono confrontate sabato 18 luglio al Forum contro le grandi opere inutili e costose di Bagnaria Arsa (Udine), sulle lotte messe in campo nei diversi territori per fermare il Tav. Delegazioni dalla Val Susa, al Coordinamento No Tav Brescia – Verona, Vicenza, Portogruaro, Trento, al Friuli Venezia Giulia. Significativo l’intervento dei No Tav baschi che hanno spiegato il progetto e raccontato la loro lotta popolare al Tav basco. Tanti territorio uniti da un NO alle speculazioni, al malaffare, al non rispetto dei territori e delle persone che ci vivono su questi territori. Un’importante momento di confronto per tutti per proseguire insieme ed uniti questa opposizione. ‪#‎notav‬

http://www.notavfvg.altervista.org/

Flavio

Di seguito il testo dell’intervento del Coordinamento No Tav Brescia – Verona

Il progetto nasce nel lontano 1993, passando al 2003 con il progetto preliminare. La situazione è rimasta abbastanza incerta fino all’estate 2014 quando Cepav 2, con il sostegno del governo Renzi, ha impresso un’accelerata al progetto sostenuto dal decreto “Sblocca Italia” che ha stanziato i primi 700 milioni di euro per finanziare le gallerie di Lonato e di Peschiera del Garda e quindi il primo lotto dell’opera. La legge obbiettivo affida la realizzazione al consorzio Cepav 2 che già sta costruendo la tratta dell’alta velocità Treviglio-Brescia. Questo consorzio, oltre alla maggioranza ENI, è composto anche in quote minori da Pizzarotti, Condotte d’Acqua e Maltauro.
La tratta Brescia-Verona prevede 72 km più 12 interconnessioni con la linea esistente ed un costo preventivato intorno ai 4 miliardi di euro, partendo da Treviglio per collegarsi con un cosiddetto “shunt” a Montichiari dove è prevista la connessione con l’aeroporto D’annunzio. Da qui si collegherà con Calcinato, dove taglierà in due l’intero territorio del comune ed entrerà in seguito nel comune di Lonato dove è prevista una galleria naturale lunga 7 km con un fronte di 30 metri che taglierà la falda acquifera sottostante le colline moreniche del Garda. Uscirà dal territorio locale nei pressi del Lago del Lavagnone e quindi si immetterà nel comune di Desenzano; da qui poi proseguirà verso Verona attraversando Peschiera del Garda, altro punto dove è prevista una galleria naturale proprio sul lago del Frassino lunga quasi 2 km. La tratta prosegue per i comuni del basso garda veronese come Sona e Castelnuovo, dove sono previste delle gallerie artificiali lunghe oltre 3 km. A Verona poi ci sarà l’interconnessione più importante con un’altra linea TAV, la Verona-Brennero.
La Brescia-Verona è un progetto imponente che prevede 6,4 km in viadotto e 16,1 km in galleria. La linea affiancherà l’autostrada A4, della quale ostacolerà la viabilità per la durata dei cantieri nei pressi di Calcinato. Verranno realizzati inoltre 15 nuovi cavalcavia, 20 sottovia, 9 sottopassi poderali e 2 o più sottopassi pedonali.
Sopra il fiume Mincio all’altezza di Peschiera è previsto un ponte di 320 metri.
Oltre a queste opere ingegneristiche ci saranno anche muri fonoassorbenti nei pressi dei centri abitati e altre opere correlate per consentire il trasporto verso i vari cantieri che secondo il progetto dovrebbero sorgere lungo la tratta. In totale si stimano 15 milioni di metri cubi di terra per la realizzazione dell’opera; 10 milioni dovrebbero provenire dai territori locali e quindi da nuove cave di prestito.
Cepav 2 nelle ultime dichiarazioni ritiene di non apportare alcuna modifica al progetto nonostante le numerose richieste da parte di comitati, associazioni, comuni e semplici cittadini. L’unica modifica presa in considerazione è il salvataggio del Lavagnone dalla distruzione, una ben magra consolazione rispetto alla devastazione che la grande opera porterà nel resto del territorio del basso garda bresciano e veronese. Negli ultimi mesi inoltre sta trovando sempre più consensi l’ipotesi dell’accantonamento a data da destinarsi del cosiddetto shunt, mentre grazie alle pressioni del comune di Brescia pare che si rafforzi l’idea del quadruplicamento in città, ipotesi che comporterebbe certamente danni ancora più ingenti alla città di Brescia.
Lungo tutta la tratta saranno centinaia gli espropri di case previsti, in forte aumento se si optasse per l’opzione del quadruplicamento da Brescia, senza contare ovviamente tutte le proprietà di altro tipo.
Un progetto quindi che inciderebbe pesantemente sul territorio dal punto di vista ambientale ma anche economico e sicuramente infliggerebbe un danno all’economia locale molto duro, contando che l’area del Basso Garda è il terzo polo turistico d’Italia e buona parte della sua popolazione vive di turismo e di produzioni locali pregiate come il vino Lugana (si stimano 200 ettari perduti, circa il 25% del totale) e altri prodotti del settore primario particolari e ricercati che vengono anche esportati all’estero, senza contare tutto il settore agroturistico molto diffuso sul territorio.
Contro questo progetto la popolazione locale ha iniziato a mobilitarsi in modo più determinato circa un anno fa quando fin dalle prime assemblee pubbliche si è ribadita la necessità di opporsi alla realizzazione di quest’opera. Questo ha portato in breve tempo all’organizzazione delle prime grandi manifestazioni di San Martino della Battaglia e Lonato del Garda dove sono scese in piazza migliaia di persone. Da queste sono nati i primi comitati e hanno dato la spinta alla diffusione del movimento anche nel Basso Garda veronese che ha portato anche qui a diverse manifestazioni come quella di Peschiera del Garda e Castelnuovo. Il dato positivo è la diffusione sempre più a livello popolare dell’inutilità di quest’opera e quindi la sensazione dell’immane spreco e danno che essa rappresenta. Allo stato attuale delle cose l’inizio effettivo dei lavori potrebbe essere in autunno, ma i continui ritardi, rinvii, l’incertezza istituzionale del ministero delle infrastrutture ora alla guida di Del Rio, meno determinato ad iniziare nuove grandi opere, oltre che le novità riguardo ad ipotesi di cambiamento del progetto, potrebbero spostare ancora in avanti l’inizio dei cantieri. I vari comitati tengono alta la guardia e anche se ci sono state aperture riguardo a possibili cambiamenti del progetto, molte ipotesi alternative sono completamente da accantonare, come quella del quadruplicamento sopracitato, anche perché porterebbero danni rilevanti non diversi dal progetto iniziale, se non in alcuni casi addirittura superiori.
A prescindere dal danno arrecato dall’uno o dell’altro progetto consideriamo che in ogni caso vengono prese in considerazione come ditte a cui appaltare i lavori il solito sistema di appalti criminali che sta dietro a queste grandi opere. Quindi al di là delle proposte meno dannose resta da smantellare e da modificare radicalmente questo aspetto, senza prendere in considerazione l’uso di ditte e aziende coinvolte in scandali finanziari e collusioni con la criminalità organizzata.
Le ultime novità sono le 22 prescrizioni apportate al progetto da parte del ministero dell’ambiente che comporta un allontanamento dell’inizio dei lavori di parecchi mesi rispetto alla fine del 2015 che tanto professavano i fautori del TAV. Questa buona notizia ci da la consapevolezza che solo la lotta dal basso paga e porta risultati e forte di ciò il coordinamento dei comitati ha pensato di creare una grande mobilitazione per fine ottobre nel Basso Garda a Desenzano, la cui richiesta sarà la fine di questa grande opera in quanto se nei vertici dello Stato iniziano ad avere dubbi su essa, noi non gli abbiamo mai avuti ma solo certezze sull’inutilità, costo e danno che quest’opera procura all’ambiente ed agli abitanti. Alla data di ottobre tutti i comitati, associazioni e collettivi sono invitati a partecipare per dire tutti e tutte insieme NO a questo sistema il cui unico scopo è il saccheggio delle risorse locali e nazionali. Oltre a questa data il movimento NO TAV continuerà come da sempre sta facendo la propria opera di informazione territoriale tramite assemblee pubbliche, banchetti, volantinaggi, ecc…
In ogni caso che inizino presto o tardi il coordinamento dei comitati NO TAV Brescia-Verona è pronto a dare battaglia sia sul piano istituzionale che sul piano delle mobilitazioni. Ci vediamo nelle piazze e nei vigneti! PERCHE’ FERMARLO E’ POSSIBILE E TOCCA A TUTTI E TUTTE NOI!

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Filament.io 0 Flares ×