Giù la maschera alla green – economy! Le grandi opere sono tutte figlie della stessa speculazione!

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Filament.io 0 Flares ×

Per lunedì sera è stato organizzato un incontro dagli Ecologisti Democratici dal titolo ambivalente, “Scambi di vedute. Treni ad alta velocità: utili, inutili o dannosi?”. Basta dare un occhiata ai relatori invitati a parlare (Stefano Esposito senatore del PD, Damiano di Simine presidente di Legambiente Lombardia e Maurizio Tira assessore all’urbanistica di Desenzano ed esponente del Pd) per capire però di che cosa si tratta, o quantomeno immaginare il messaggio che verrà fatto passare durante quell’incontro. La conclusione inevitabile sarà che tutto sommato si tratta di una ferrovia, che è bene costruire perché altrimenti si dovranno realizzare altre autostrade ed è comunque preferibile ad aereo e macchine. Discorso che inevitabilmente si concluderà con frasi tipo: “Qualche soluzione alternativa al trasporto merci bisognerà pur trovarla…”.

E le proteste dei bresciani? Classificate come il rutto smorzato di chi traduce “la voglia di protesta contro il sistema nella battaglia contro un treno!” quando ci sono grandi opere più “cattive” da contrastare.

Pensieri che si inseriscono in perfetta continuità con le retoriche del “There is no alternative”, di chi pensa che politiche ambientali ed economia di mercato possano andare a braccetto, che, in fondo, la crescita economica troverà le soluzioni agli impatti ambientali.

Forse, più semplicemente, si sta scambiando la malattia per la cura del problema. Infatti non c’è differenza qualitativa tra le grandi opere, sono tutte figlie della stessa logica di mercato, legata alle speculazioni attorno alla rendita finanziaria (e le vicende giudiziarie attorno alle ditte costruttrici del TAV ce lo testimoniano chiaramente). Sono meccanismi economici, quindi, a reggere e giustificare la costruzione delle grandi opere (che siano autostrade, ferrovie o grandi eventi come Expo) e non esigenze ambientali o di gestione del territorio come si vorrebbe far credere.

Ed è in questo senso che andrebbero letti anche i tagli al trasporto regionale: il tentativo di trasformare, attraverso tagli e de-finanziamenti, un bene pubblico, accessibile e indispensabile, in un bene scarso, inefficiente e costoso, su cui è necessario intervenire con opere d’emergenza (meccanismo che si vede all’opera in ogni settore, dal mondo della formazione alla sanità, dal welfare alle bonifiche ambientali).

Oltre al fatto che le risorse impiegate nella costruzione del Tav potrebbero essere utilizzate per altre, più impellenti, priorità.

Due parole le vorremmo spendere inoltre sulla presenza del senatore del Pd Esposito. Riferendosi al movimento No Tav, si era già fermamente espresso il 20 luglio scorso affermando che “Se vogliamo debellare questa forma di guerra allo stato dobbiamo decapitare i mandanti politici e le organizzazioni che li sostengono”, aggiungendo tra l’altro che “…E’ sempre più chiaro come l’opposizione al treno non c’entri più nulla con le violenze messe in campo da questi delinquenti, la loro è una battaglia allo stato e come tale va repressa, senza esitazione alcuna”.

Affermazioni che non stupiscono. Ricordiamoci tutti che l’affare TAV, e più in generale il modello delle “grandi opere” nelle politiche messe in atto dal governo delle larghe intese, di cui il PD è l’artefice, vede come unica via d’uscita dalla crisi nuovo cemento, grandi infrastrutture e grandi eventi. Tutto a discapito della sovranità decisionale di chi vive e abita le città ed i territori.

Non dimentichiamo infine che sull’alta velocità Pd e Pdl sono vicini, e che il paladino-Esposito del “Sì alla grande opera” ha inoltre proposto un’alleanza con Lega Nord e Pdl.

Nella serata di lunedì dov’è lo spazio allo “Scambio di vedute”? Chi porterà la voce del NO TAV? Visto che durante un’intervista Esposito, alla domanda se teme ritorsioni dei No Tav, rispose: “…Di loro non ho paura. Questi sono buoni solo dietro una maschera anti-gas in 100-200 a fare il tiro al poliziotto. Quando li trovi fuori cambiano strada. Nella vita si scelgono delle battaglie e io ho scelto questa. Li aspetto, vengano.” Ecco, noi ci saremo! Per ribadire che la Sua presenza non è gradita a Brescia e che, uniti alla lotta dell’intero movimento No Tav, rivendicheremo il diritto alla resistenza attiva: contro la militarizzazione e la devastazione del territorio, contro l’imposizione violenta di una grande opera inutile e dannosa, contro la criminalizzazione del movimento e la negazione di diritti del cittadino.

Ricordiamoci inoltre che Esposito è lo stesso che questa estate dopo le violenze subite da Marta, attivista No Tav da Pisa presente in una contestazione in Val Susa, che denunciò oltre alle manganellate durante la carica della polizia anche di essere stata toccata nelle parti intime e insultata dalle “forze dell’ordine”, dichiarò sul suo profilo twitter: “Parte da Pisa per andare a fare la guerra allo Stato, prende giustamente, qualche manganellata e si inventa di essere stata molestata #bugia.”

Gli ricorderemo quindi che le pesanti e sessiste affermazioni su Marta accusata pubblicamente dal senatore di mentire, riguardano tutt*, perché “Se toccano una toccano tutte!”.

L’appuntamento per il presidio è quindi alle 20:00 di lunedì 16 dicembre davanti al Piccolo Teatro Libero di Sanpolino, Corso Bazoli 89!

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Filament.io 0 Flares ×