La mamma di Mattia a Lonato: non possiamo stare a guardare, uniti ce la possiamo fare!

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Pubblichiamo di seguito l’intervento della mamma di Mattia, uno dei ragazzi NO TAV in carcere da più di un anno, con l’accusa di terrorismo sabato 22 novembre al termine della passeggiata popolare .

Non abbiamo potuto mancare a questa seconda passeggiata No Tav.
Il ricordo della precedente in mezzo ai vigneti del lugana rimarrà per sempre nella nostra memoria.
La mia famiglia e una delegazione del Comitato Libero Dissenso, , sono qui per ribadire che dobbiamo difendere quello che ci è caro: la terra, il nostro futuro, il futuro dei nostri figli e la nostra libertà di dissenso da decisioni imposte dallo Stato.
Vogliamo Impedire che si abbattano case, esproprino e avvelenino terre in nome del guadagno di pochi corrotti.
Quella del Tav è un’opera inutile e dannosa e servirà ad arricchire i soliti noti,portando con se’ devastazione e impoverimento . Opporre Resistenza a questi tentativi di calpestare la democrazia partecipata è un dovere.
Sono la mamma di uno dei ragazzi arrestati quasi un anno fa e accusato di terrorismo per aver incendiato un compressore nel cantiere del Tav di Chiomonte, in Val Susa. Mattia e i suoi compagni sono chiusi in carcere ad Alta Sorveglianza e trattati come terroristi pericolosi senza che nessuno si sia fatto male, non un’unghia spezzata.

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In un Paese dove chi ruba milioni di soldi pubblici non fa un giorno di galera, in un Paese dove vengono assolti i responsabili della morte di Stefano Cucchi , dove vengono assolti i responsabili dei 3000 morti per amianto ecco che 4 ragazzi (e poi altri 3) vengono prontamente consegnati alla giustizia, sono già da un anno in carcere e su di loro grava una richiesta di 10 anni di prigione, superiore a quella che potrebbe essere una condanna per omicidio volontario. Oltre alla prigione richieste di risarcimento per centinaia di migliaia di euro, tra le quali spicca quella del sindacato di polizia, Sap (quello ricordate che applaudì gli assassini di Aldrovandi) che lamentano un calo degli iscritti per danno d’immagine!
Non voglio dimenticare i 53 imputati del Processone No Tav, anche per loro richieste di pena smisurata e quasi 2 milioni di euro di risarcimento.
Questa e’ L’ Italia sotto i nostri occhi, questa e’ l’arroganza e la determinazione con cui qualcuno sta cercando di difendere i propri interessi, che poi spesso coincidono con quelli della mafia e dell’ndrangheta.
Ho un rimpianto, non esserci stata da subito vicina a Mattia e ai suoi compagni in una lotta che è sacrosanta. Averla sempre condivisa nelle sue ragioni, certo, ma non aver mai partecipato attivamente. Ora capisco, nel difendere ciò che piu’ mi è caro che non possiamo stare a guardare, non possiamo delegare altri, è arrivato il momento di esserci davvero. Insieme possiamo fermare il Sistema Tav e Fermarlo tocca a noi!

Uniti ce la possiamo fare!

 

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