Esposto alla Corte dei Conti: percorreremo ogni strada per fermare il TAV!

Questa mattina si è tenuta presso la Sala della Biblioteca di Peschiera del Garda una conferenza stampa indetta da noi per
presentare con l’avv. Fausto Scappini l’esposto alla Corte dei Conti che abbiamo notificato relativamente al progetto AV/AC Brescia-Verona.

Il progetto è al vaglio della Corte dei Conti proprio in questi giorni e noi auspichiamo che la Corte tenga conto dei gravi elementi che incidono negativamente sull’economicità dell’opera sia in termini di costi che in termini di benefici potenzialmente raggiungibili.

Riportiamo qui uno stralcio dell’esposto con i punti essenziali che abbiamo sollevato:

“Come risulta dal verbale della seduta del 15 dicembre 2016 dell’Assemblea Generale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici il progetto contestato è talmente inadeguato, anche in materia di sicurezza delle opere e di obsolescenza delle normative utilizzate per la redazione del progetto, da aver ottenuto il parere negativo dell’Assemblea del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che ha aspramente criticato la progettazione nonché l’inadeguatezza, anche tecnica, delle soluzioni adottate in base a della normativa ampiamente superata ed ha invitato il Governo a rivedere completamente il progetto – Lo stesso Governo, con il Documento di Programmazione Economica (deliberato dal Consiglio dei Ministri l’11 aprile 2017) ha disposto la revisione del progetto ( project review) della tratta AV/AV Brescia – Verona (quantomeno per lo shunt di Brescia) nonché la sua sottoposizione all’analisi costi – benefici .
Il progetto della tratta Brescia – Verona risulta ormai completamente stravolto rispetto al progetto originario, ma, grazie ad interpretazioni legislative a dir poco forzate, a provvedimenti
derogatori approvati ad hoc, ed alla “abnormità” del sistema di realizzazione dei lavori pubblici per lotti costruttivi non funzionali, si è pervenuti all’approvazione del progetto definitivo contenente la
dichiarazione di pubblica utilità, oltre il quale sarà difficile tornare indietro senza un grandissimo spreco di denaro pubblico. […]

La sensazione evidentissima che si ricava dall’approfondimento delle questioni direttamente o indirettamente connesse alla progettazione dell’Alta Velocità è quella di una situazione in cui ha avuto importanza solamente l’aspetto economico (scegliendo il progetto in assoluto più dispendioso) ed invece non sembra essere stata adeguatamente valutata la situazione ambientale ed economica del territorio (turismo, agricoltura ecc.), nè sembra essere stata comparata la situazione ambientale con le esigenze da perseguire con la tratta ferroviaria, anche a livello di valutazione degli interessi prevalenti né, infine, sembrano essere state valutate soluzioni alternative praticabili e rispondenti a ciò che chiede l’Europa.

Il parere della Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale espresso il 28 agosto 2003 non ha neppure preso in considerazione l’opzione zero e le opzioni alternative perché, nonostante la realizzazione della linea ferroviaria comporti gravi ripercussioni sul territorio, vi sarebbe una “limitata gravità degli impatti” con la “possibilità di limitazione dei medesimi” e tutto questo consentirebbe di escludere “la necessità di approfondire lo studio della c.d. alternativa 0” nonché la necessità di escludere le opzioni alternative.
Laddove il Governo Locale (Friuli Venezia Giulia) ha ritenuto troppo impattante sul territorio la linea a 300 km/h è stata scelta una tipologia (ammodernamento della linea tradizionale e tratta a 200
km/h) assai meno costosa e meno impattante.
La stessa modifica del tracciato approvata con il progetto definitivo, che ha eliminato lo shunt di Montichiari, dimostra che gli obbiettivi di ammodernamento potevano essere ottenuti anche con studi diversi e molto meno dispendiosi.
E’ bene ricordare inoltre che per la conformazione stessa del territorio e per la vicinanza delle fermate di sosta progettate quest’alta velocità non sarà mai nemmeno in grado di raggiungere
le velocità ipotizzate.
Da ultimo sembra utile ricordare al Giudice Contabile, dal momento che la situazione non è ancora irreversibile, che riguardo i costi dell’opera, nel primo rapporto della Commissione europea sulla corruzione nell’Ue (relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo – Relazione dell’Unione sulla lotta alla corruzione del 03/02/2014) si può leggere: “L’alta velocità è tra le opere infrastrutturali più costose e criticate per gli elevati costi unitari rispetto a opere simili. Secondo gli studi, l’alta velocità in Italia è costata 47,3 milioni di euro al chilometro nel tratto
Roma-Napoli, 74 milioni di euro tra Torino e Novara, 79,5 milioni di euro tra Novara e Milano e 96,4 milioni di euro tra Bologna e Firenze, contro gli appena 10,2 milioni di euro al chilometro della Parigi-Lione, i 9,8 milioni di euro della Madrid-Siviglia e i 9,3 milioni di euro della Tokyo-Osaka. In totale il costo medio dell’alta velocità in Italia è stimato a 61 milioni di euro al chilometro. Queste differenze di costo, di per sé poco probanti, possono rivelarsi però una spia, da verificare alla luce di altri indicatori, di un’eventuale cattiva gestione o di irregolarità delle gare per gli appalti pubblici”.
La nostra posizione riguardo questo progetto non cambia e proseguiamo determinati nella richiesta del rispetto delle leggi e delle normative, di cui le grandi opere non posso e non devono essere esenti, e della tutela dei cittadini che troppo ignari, con le proprie tasse, finanziano quest’enorme speculazione italiana.

Coordinamento No Tav Brescia-Verona

13/12 Assemblea pubblica NO TAV @Mazzano

Invitiamo tutti ad una assemblea pubblica nel comune di Molinetto di Mazzano il 13 dicembre alle ore 20:30

Da oltre vent’anni il progetto TAV Brescia – Verona minaccia la vita di migliaia di persone e il territorio compreso tra queste due città. Un progetto assolutamente inutile, lontano dal voler risolvere problematiche legate alla mobilità ferroviaria. Un progetto costoso, da oltre 60 milioni di euro al chilometro (oltre sei volte la media europea), che incide pesantemente sui disastrati conti pubblici italiani, togliendo risorse preziose a servizi essenziali quali istruzione, bonifiche ambientali e sanità. Un progetto dannoso per il territorio che attraversa con pesanti ricadute sia ambientali che economiche.

Non solo, il progetto ha subito pesanti stroncature dai massimi organi statali in materia di valutazione dei progetti infrastrutturali. Manca un adeguamento alle norme antisismiche attuali. Non c’è un analisi costi – benefici aggiornata. Manca un progetto per l’uscita dalla città di Brescia e uno per l’entrata a Verona. Manca la valutazione di un opzione zero come previsto dalle normative europee. Manca la possibilità di trasportare merci. Manca una Valutazione d’impatto ambientale aggiornata. Manca addirittura la copertura finanziaria per completare l’opera.

La cancellazione dello shunt di Montichiari, ossia la deviazione a sud della città di Brescia, modifica sostanzialmente il passaggio dell’Alta Velocità nel comune di Mazzano con un probabile quadruplicamento della linea a fianco di quella storica e la possibile apertura di un cantiere logistico dentro i confini di questo comune.

Nonostante le roboanti dichiarazioni che ormai da anni si susseguono, la battaglia contro questa Grande Opera Inutile e Imposta non è finita. Progetti alternativi esistono, meno impattanti per il territorio attraversato e più consoni ad un effettivo miglioramento della qualità del trasporto ferroviario.

Siamo assolutamente convinti che Fermarlo è possibile e che tocca a noi farlo!

Di tutto questo vorremmo parlarne insieme ai tecnici che da anni ci accompagnano in questa battaglia. Per questo invitiamo tutti ad una assemblea pubblica presso l’Aula Magna della scuola media A. Fleming di Mazzano, viale della Resistenza 2 (Molinetto di Mazzano) Mercoledì 13 Dicembre alle ore 20.30.

DA CHE SA PASA MIA!

La lotta dei No Tav Terzo Valico continua e ci siamo ripresi il terreno dei 101 di Pozzolo Formigaro

Sabato mattina più di cento uomini e donne del Movimento No Tav – Terzo Valico si sono ripresi il terreno dei 101 di Pozzolo Formigaro.

L’appuntamento era stato lanciato alcune settimane fa in risposta al posizionamento da parte di Cociv di alcune decine di metri di reti arancioni sul terreno che era stato acquistato collettivamente da 101 persone nel 2013.

Nel luglio dello scorso anno vi era stato il tentativo di esproprio da parte di Cociv, tentativo che, come è sempre stato ribadito in questo anno e mezzo, non è mai avvenuto: i tecnici del consorzio non hanno mai messo piede sul terreno, le fotografie che hanno fatto non hanno alcun valore poiché l’intero appezzamento era stato coperto da un telone proprio per evitare che fosse fotografato; oltre a questo, come più volte detto, non tutti i proprietari avevano ricevuto la convocazione per l’esproprio. Questi i fatti tecnici e burocratici.

Come è nella storia del Movimento nulla è stato lasciato al caso e forti delle palesi ragioni è stato presentato ricorso la Tar, ricorso che ad oggi deve ancora essere giudicato.

Questa, sommariamente, la vicenda.

Come l’esperienza insegna il Movimento ha molte carte da giocare e proprio per la posizione strategica del terreno, posto sul tracciato, è stato deciso di non far passare la provocazione del Cociv.

Quei pochi metri di rete non potevano e non dovevano rimanere sul terreno dei 101.

Appuntamento lanciato, risposta data.

Sul terreno dei 101 tornano a sventolare le bandiere con il treno barrato, le bandiere No Tav.

Dopo aver rimesso tutto “nella giusta direzione” un brindisi ha accompagnato il ritorno dei No Tav a casa!

Un brindisi festante per il Movimento, un brindisi di avvertimento per i “devastatori”.

Come è stato fatto in questo anno e mezzo gli occhi dei No Tav continueranno a vigilare.

Pronti a brindare ancora e ancora…

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Anche i frati del Frassino fanno allontanare i tecnici di Cepav 2: DA CHE SA PASA MIA!

Padre Giovanni di Maria, rettore del santuario della Madonna del Frassino a Peschiera del Garda, negli scorsi giorni ha personalmente allontanato i tecnici di Cepav2 dai terreni del santuario commentando in seguito che il TAV: “È un progetto per l’interesse di pochi contro il bene comune di tanti”.

Per l’ennesima volta i Frati del Frassino, importante realtà storico-culturale-religiosa del nostro territorio hanno sostenuto la battaglia No Tav facendo un vero e proprio atto di resistenza contro quest’opera.

I Frati hanno presenziato in questi anni a tante manifestazioni e iniziative informative No Tav, ospitandone anche alcune presso il loro Santuario, situato vicino all’omonimo Laghetto.

Proprio durante una di queste iniziative abbiamo “suggellato il patto del Frassino”, un patto fatto di presenza e resistenza, piantando un frassino NO TAV, che poi è stato benedetto, nei giardini davanti al Santuario.

Questo gesto di allontanamento dei tecnici fatto dai frati, che si aggiunge all’azione di parecchi proprietari terrieri o di immobili che in queste settimane hanno fatto allontanare, non permettendo le rilevazioni, i tecnici di Cepav, si aggiunge alle tante strade che insieme stiamo percorrendo per fermare il TAV.

 

Perchè come ribadiamo da anni questo progetto SI PUO’ ANCORA FERMARE con tutte le strade possibili, dalla resistenza, alla strada legale, che come ha anche ribadito caldamente il nostro avvocato Scappini sia alla serata informativa a Castelnuovo del Garda, sia al momento informativo dell’Aspettando il Critical Wine, è ancora assolutamente da percorre.

RICORDIAMO A TUTTI E TUTTE I PROPRIETARI DELLA TRATTA CHE POTREBBERO ESSERE ESPROPRIATI ALCUNE INFORMAZIONI:

1. Poiché il progetto definitivo non ha ancora esaurito la procedura, nessuno in questo momento è autorizzato ad accedere alla vostra proprietà, se non con il vostro consenso o attraverso una procedura che prevede la notifica preventiva della necessità di introdursi nella vostra proprietà. Se non viene fatta questa procedura avete il diritto di non fare entrare nessuno o di chiederne l’allontanamento.

 

2. Se vi arrivano comunicazioni, non siete tenuti a rispondere perché, al momento, non è attiva alcuna procedura di esproprio.
Non sapendo che tipo di comunicazioni potrebbero arrivare, vi informiamo che la risposta ad alcune comunicazioni potrebbe diventare vincolante l’esproprio stesso.
Nel caso non sappiate cosa fare potete contattare un attivista del Coordinamento No Tav che vi può aiutare a meglio comprendere il contenuto di quanto vi è stato recapitato.

3. Se decidete di aderire ad un incontro con Cepav 2 per verificarne le intenzioni, non firmate alcun accordo in prima istanza, in modo da guadagnare tempo per chiedere un parere ad un soggetto competente. Vi ricordiamo che se firmate subito non sarete più in grado di resistere in sede legale.

La difesa della nostra terra passa anche attraverso la conoscenza dei suoi prodotti

Aspettando il nostro primo Critical Wine che si terrà nel 2018, presso l’ agriturismo Armea oggi, immersi tra i vigneti vicini alla torre di San Martino della Battaglia, abbiamo fatto un assaggio locale dell’iniziativa che organizzeremo il prossimo anno.

Ringraziamo tutti i produttori che hanno deciso di partecipare a questa iniziativa portando i loro prodotti locali a valorizzare le bontà e tipicità del nostro territorio.

Ringraziamo l’Agriturismo Aremea e tutta la famiglia che ci ha ospitati e aiutati nell’iniziativa, rappresentativi del pesantissimo impatto che il progetto avrebbe su aziende, famiglie e territorio gardesano.

Una bellissima giornata #notav all’insegna dalla convivialità, della difesa del territorio e dei suoi fantastici prodotti!

PERCHE’ FERMARLO E’ ANCORA POSSIBILE, E TOCCA A TUTTI E TUTTE NOI!

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12/11 ASPETTANDO IL CRITICAL WINE @ DESENZANO DEL GARDA

 

Critical Wine è una manifestazione che da alcuni anni, in diverse città italiane, favorisce l’incontro tra piccole produzioni vinicole rispettose del lavoro contadino e della terra e gli appassionati di vini o più in generale i curiosi del mondo enogastronomico.

È un’iniziativa che parte dalla consapevolezza del legame tra la terra e l’uomo, pertanto volta a promuovere rapporti e visioni che non siano guidati da paradigmi di sfruttamento e consumismo.
Invita perciò ad una maggiore consapevolezza nella scelta dei prodotti valorizzando quelli che sono gli aspetti di eticità, solidarietà, cura del territorio, inclusività, promozione sociale e culturale

Aspettando il nostro primo critical wine che si terrà nel 2018, il COORDINAMENTO NOTAV BS-VR, invita tutti e tutte all’evento.
“ASPETTANDO IL CRITICAL WINE”
il 12 novembre presso l’ agriturismo Armea
(frazione di San Martino della Battaglia / Desenzano del Garda),
per un “ASSAGGIO” dell’iniziativa che organizzeremo il prossimo anno.

Abbiamo scelto questo luogo, in cui già durante la prima marcia No Tav a San Martino della Battaglia ci siamo fermati per fare una merenda ristoratrice, perchè simbolo di ciò che il TAV andrebbe a devastare, rappresentativo del pesantissimo impatto che il progetto avrebbe su aziende, famiglie e territorio

Durante la giornata troverete:

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DALLE ORE 10.30 STAND ENOGATRONOMICO 
(contributo a sostegno delle spese del coordinamento NOTAV Brescia-Verona)

DEGUSTAZIONE VINI di produttori locali, alcuni dei quali potrebbero essere direttamente colpiti dal passaggio del TAV. Durante la giornata sarà inoltre possibile comprare i vini esposti (parte del costo sarà devoluto al movimento NOTAV locale)

– ASSAGGI BIOLOGICI, LOCALI, EQUI E SOLIDALI:
In collaborazione con l’ass. “VERSO IL DISTRETTO DI ECONOMIA SOLIDALE del BASSO GARDA”
https://ciscappailgarda.wordpress.com/
e il progetto PICCOLA DISTRIBUZIONE ORGANIZZATA
http://www.pdobassogardabio.it/
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ORE 12:00 MOMENTO INFORMATIVO 
con i tecnici No Tav: il professor ERASMO VENOSI e l’avvocato FAUSTO SCAPPINI, che ci aggiorneranno sulle ultime novità riguardanti il progetto TAV.

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ORE 15:00 presentazione con AUTORE del libro 
“BANDITI DELL’ ALTA FELICITà”

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ORE 17:00 MUSICA E APERITIVO:
musica dal vivo con i “FIGLI UNICI” e aperitivo finale.

Siamo convinti che per fermare quest’opera la socialità e la conoscenza del territorio e delle sue bellezze siano alla base, ed è per questo che invitiamo tutti e tutte a partecipare a questa iniziativa che si terrà anche in caso di pioggia.

#notav #aspettandoilcriticalwine #fermarlotoccaanoi

9/11 assemblea pubblica NO TAV a Castelnuvo del Garda!

La minaccia del TAV continua a pesare sui nostri territori, ma in questi anni, anche grazie alla mobilitazione popolare e alle azioni legali fatte, siamo riusciti a ritardare la possibile costruzione di quest’opera.

Ora la situazione è sicuramente diversa rispetto ai precedenti anni ed è per questo che oltre alle innumerevoli iniziative sul territorio si è lanciata durante la marcia no tav a Calcinato del 7 ottobre un assemblea pubblica.

Durante la serata che questa volta sarà a Castelnuovo del Garda vi aggiorneremo su quanto sta succedendo in questi giorni sui nostri territori e insieme decideremo come proseguire la nostra lotta contro il TAV a salvaguardia di presente e futuro.

Ci vediamo il 9 novembre!

DE CHE SA PASA MIA!
DA CHI NO SE PASA MIA!

FERMARLO E’ ANCORA POSSIBILE E TOCCA ANCORA A TUTTI E TUTTE NOI!

Tecnici di Cepav2 nelle proprietà private e raccomandante di incontro per gli espropriandi: ecco come potete comportarvi!

Nonostante il progetto Alta Velocità Brescia-Verona ad oggi non sia ancora passato al vaglio della Corte dei Conti, non sia stato pubblicato ufficialmente in Gazzetta Ufficiale e non vi sia quindi la dichiarazione di pubblica utilità che consente l’esproprio, Cepav2, consorzio incaricato della progettazione e realizzazione dell’opera, tenta di avviare trattative personali relative agli indennizzi con i possibili espropriandi, dove si chiedono “incontri mirati a condividere attività e approfondimenti finalizzati ad anticipare le attività di esproprio”.

Inoltre, il Consorzio Eni Per l’Alta Velocità, con lettera del 6 ottobre scorso, comunica ad alcuni Comuni della tratta che a partire dal 16 ottobre 2017 fino a fine anno dovranno effettuare dei rilievi, e quindi entreranno nei terreni dei privati cittadini mentre i proprietari di case, terreni e giardini interessati ai rilievi non sanno nulla poiché a loro non è stata inviata alcuna comunicazione, né da parte di Cepav2 né da parte dei loro Comuni.

Accade quindi che ai Comitati No Tav locali arrivino continue segnalazioni di persone preoccupate e disorientate per essersi trovate dei tecnici all’interno delle loro proprietà̀ private senza che gli sia stata richiesta alcuna autorizzazione.

Sono state innumerevoli le volte in cui i comitati del Coordinamento No Tav Brescia-Verona hanno chiesto alle amministrazioni Comunali di tenere informati i propri cittadini della situazione in corso. Purtroppo gli interessi delle amministrazioni si sono concentrati per lo più sulle compensazioni da ricevere, mentre, come ha dichiarato di recente anche lo stesso Sindaco Legati di Calcinato, hanno sempre ritenuto che non vi sia nulla da comunicare ai soggetti che subiranno il sacrificio della loro proprietà, per evitare inutili allarmismi della popolazione.

Quando pensano di cominciare ad attivarsi questi amministratori bresciani e veronesi? Quando i danni saranno ormai irrimediabili ed il territorio devastato? Quando gli espropriati saranno già stati privati della loro proprietà con indennizzi del tutto insufficienti dovuti all’ingiusto meccanismo previsto dal sistema degli espropri più volte censurato dalle Corti Europee e comunque inidoneo ed insufficiente a risarcire il danno subito?

Tutti e tutte noi subiremo enormi danni dalla costruzione di quest’opera, ma siamo anche consapevoli che gli espropriandi subiranno gravissimi danni in termini economici e sociali se quest’opera venisse realizzata mentre le loro proprietà̀, già oggi, vengono trattate come se fossero già espropriate, senza alcun rispetto per le procedure legali e per le persone che vivono queste situazioni.

Qualsiasi Sindaco dei territori interessati dalla tratta non può̀ più permettersi di dichiarare di essere all’oscuro di queste situazioni perché i comitati No Tav lo hanno ripetutamente segnalato in questi anni e soprattutto perché è di dominio pubblico il recente incontro tra tutti gli amministratori della tratta e Cepav2.

Un Sindaco che abbia minimamente a cuore le sorti del proprio territorio e delle persone che lo abitano, ha il dovere primario di informarsi, di pretendere le informazioni necessarie per comprendere la situazione, e comunque deve attivarsi in ogni modo per far sì che quest’opera non venga realizzata e per evitare che avvengano situazioni come quelle descritte sopra a danno dei propri cittadini e del proprio territorio comunale.

Alla luce di quanto sta accadendo in questi giorni è bene sottolineare che non essendo ancora approvata la dichiarazione di pubblica utilità, gli espropriandi non sono legalmente tenuti a far entrare tecnici nelle loro proprietà senza la notificazione di un’autorizzazione, e possono chiederne l’allontanamento se trovati nella loro proprietà senza consenso.

Allo stesso modo non hanno un obbligo legale di sottoscrivere alcun documento, né sottostare ad alcuna trattativa o incontro preliminare in questa fase.

Il nostro consiglio è quello di evitare qualsiasi accordo sia verbale che scritto in questa fase ancora incerta di realizzazione dell’opera.

L’opera non è infatti interamente coperta dal punto di vista finanziario, e lo dimostra il fatto che il consorzio costruttore abbia comunicato alla Sindaca Legati di Calcinato che nessuna opera di compensazione, non strettamente legata alla linea ferroviaria, verrà finanziata, così come scritto nella delibera di giunta n. 94 del 26/9/2017. Avviare un’opera di questa portata senza la totale copertura finanziaria è inaccettabile per chiunque abbia un minimo di buon senso.

Per ulteriori aggiornamenti e per poterci confrontare su questa situazione, invitiamo tutti e tutte all’assemblea pubblica del prossimo 9 novembre che si terrà a Castelnuovo del Garda alle ore 21 presso la Sala Civica Libertà in Piazza della Libertà.

 

 

situazione, invitiamo tutti e tutte all’assemblea pubblica del prossimo 9 novembre che si terrà a Castelnuovo del Garda alle ore 21 presso la Sala Civica Libertà in Piazza della Libertà.

28/10 CASTIGLIONE (MN) INCONTRO CON SIMONA BALDANZI, ALTA VELOCITA’ E RISCHI AMBIENTALI

SABATO 28/10 H. 19 C/O CIRCOLO ARCI DALLÒ, PIAZZA UGO DALLÒ CASTIGLIONE DELLE STIVIERE.
Da oltre vent’anni il progetto dell’Alta Velocità tra Brescia e Verona minaccia il sistema idrogeologico dell’anfiteatro morenico gardesano, diviso su tre province. Le interferenze sono state inserite nel progetto dallo stesso General Contractor che dovrebbe realizzare l’opera e sottolineate anche dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Quest’ultimo ha bocciato pesantemente il progetto fin qui portato avanti, anche per via di queste problematiche. Si va dal rischio di prosciugamento del Lago del Frassino, sito tutelato dall’Unesco, alle interferenze con l’area umida del Lavagnone, si parla del possibile inquinamento delle acque di falda per via degli scavi delle gallerie al prosciugamento dei pozzi agricoli e delle aree umide localizzate a sud della tratta. Basti pensare all’area umida di Valle a Castiglione delle Stiviere o alle risorgive utilizzate per scopi irrigui dagli agricoltori della zona che rischiano di scomparire o di venire definitivamente alterate. Un vero e proprio danno a scapito delle comunità locali per un’opera definita inutile e costosa ormai non solo dai comitati che la contestano, ma anche dai massimi organi tecnici statali in materia di valutazione dei progetti delle Infrastrutture.
Per approfondire questi temi vi invitiamo a questo dibattito pubblico presso il Circolo Arci Dallò di Castiglione delle Stiviere al quale abbiamo invitato la scrittrice mugellana Simona Baldanzi, che ci racconterà l’esperienza del rapporto tra la sua terra natale e i cantieri dell’Alta Velocità Firenze – Bologna, e il sindaco di Medole, Benedetto Ruzzenenti, che da anni denuncia i rischi ambientali dell’apertura dei cantieri Tav sulle colline moreniche
 
Simona Baldanzi è una scrittrice italiana che vive nel Mugello. Tra i suoi libri troviamo “Figlia di una vestaglia blu”, che intreccia le vicende delle operaie tessili della Rifla a quelle degli operai del TAV in Mugello; “Mugello sottosopra” racconta le condizioni di lavoro nei cantieri delle Grandi Opere che attraversano questo territorio; “Il Mugello è una trapunta di terra” racconta invece di un viaggio a piedi tra Barbiana e Monte Sole e parla degli sconvolgimenti al sistema idrogeologico causati dal Tav. L’ultimo suo libro è Maldifiume uscito per Ediciclo (2016). Il suo sito è www.simonabaldanzi.it
Qui il link alle interviste di presentazione della serata realizzate da Radio Onda d’Urto

DE CHÉ SA PÁSA MÌA: resoconto della 7° marcia NO TAV! Ci vediamo il 9/11 per decidere insieme come proseguire questa lotta!

Si è da poco conclusa la marcia No Tav di sabato 7 ottobre nel territorio di Ponte San Marco – Calcinato (BS).
La settima marcia No Tav promossa dai comitati bresciani e veronesi negli ultimi anni lungo il tracciato del progetto alta velocità da Brescia a Verona.

Ad ogni concreta minaccia di avviare i cantieri abbiamo risposto con la nostra presenza nelle strade e nelle piazze, per dimostrare che questa grande inutile opera non la vogliamo.
“De che sa pasa mia” è stato lo slogan di apertura del corteo per ribadire che, quando i progetti altamente impattanti per il territorio non vengono concordati sui reali bisogni di chi ci vive, alle persone non resta che opporsi per salvare un ambiente già fortemente minato da discariche, cave, inceneritore e lottizzazioni edilizie devastanti.
“De che sa pasa mia” è l’avviso lanciato anche alle amministrazioni locali che anziché informare i propri cittadini e tentare tutte le vie possibili per fermare questo inutile treno, si siedono al tavolo con costruttori e tecnici per concordare compensazioni ridicole e a volte basate su accordi che i costruttori potranno stracciare in qualsiasi momento.
Lo dimostra la delibera di giunta del Comune di Calcinato n. 94 del 26/9/2017 che ha come oggetto l’incontro a porte chiuse con i tecnici di Italferr e Cepav2 avvenuto il 4 agosto scorso.
Un incontro non noto a opposizione e cittadini, un incontro in cui i costruttori dicono chiaramente che non ci saranno compensazioni se non strettamente legate alla costruzione dell’opera.
Un atto che un sindaco competente avrebbe rispedito al mittente, mentre la sindaca Legati ha pensato bene di sottoscrivere.
A cosa è servito quindi in questi anni giocare ad ottenere “compensazioni” anziché opporsi seriamente a quest’opera?

Questa resa incondizionata l’abbiamo pubblicata perché d’ora in poi ogni amministratore verrà messo di fronte alle proprie responsabilità, come il sindaco di Desenzano Malinverno che nonostante le grandi dichiarazioni di presenza alla marcia NO TAV non si è presentato.

Con un atto simbolico abbiamo quindi “delimitato” il Comune di Calcinato con quei nastri da cantiere che, a causa di questo modo di agire incapace ed inefficace, potranno essere posti sui nostri territori.
Abbiamo inoltre evidenziato con un finto incendio di fumogeni altre criticità, come i recenti e frequenti roghi della mega-discarica Faeco: un mostro ecologico come tanti se ne vedono nella provincia bresciana.
Una provincia e un territorio che avrebbero bisogno di una politica seria e lungimirante per affrontare i danni provocati dagli inquinanti sotterrati legalmente ed illegalmente nei propri terreni. Invece per i nostri amministratori e per il governo qui abbiamo bisogno di ulteriori autostrade come la fallimentare Bre.be.mi o inutili treni superveloci, forse per portarci lontano dai miasmi che siamo costretti a respirare ogni giorno.

L’autunno caldo dei No Tav, come hanno titolato i giornali locali, è appena iniziato e a breve verranno pubblicizzate le prossime iniziative informative, aggregative e legali che metteremo in campo.

Per questo invitiamo tutti e tutte alla prossima ASSEMBLEA PUBBLICA lanciata alla marcia no tav per GIOVEDì 9 NOVEMBRE alle ore 21:00 presso la Sala Civica Libertà in Piazza della Libertà 4 (sotto la biblioteca) a Castelnuovo del Garda per decidere ancora una volta insieme come proseguire la lotta contro il TAV.

Se gli amministratori si sono arresi prima ancora di cominciare a lottare, noi invece non staremo a guardare mentre vogliono ancora distruggere le nostre terre, le nostre case, il nostro futuro.

Siamo e saremo ancora qui, perché DE CHÉ SA PÁSA MÌA!

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