BRESCIA MAGLIA NERA DELLE NOCIVITA’ AMBIENTALI e SOCIALI

Brescia ha ospitato l’arrivo del Giro ciclistico d’Italia vestendo la maglia nera, nel gergo ciclistico attribuita all’ultimo classificato.

In tema di integrazione, tutela dell’ambiente, recupero di aree inquinate, verde pubblico, salvaguardia della scuola pubblica, servizi sociali, diritto alla casa, trasporti pubblici, promozione di cultura antifascista Brescia è MAGLIA NERA.

La città della giunta Paroli – Rolfi primeggia invece nella classifica degli sperperi di denaro pubblico.

Molte sono le opere inutili per le quali sono stati bruciati milioni di euro, dallo spostamento della pensilina di Piazza Rovetta, all’asportazione delle panchine in centro storico, al progetto di parcheggio sotto il Cidneo, alla paventata ricollocazione della statua “Era Fascista”, al passaggio della TAV in città con un enorme spreco di denaro pubblico e con le conseguenti infiltrazioni mafiose.
Molte sono le iniziative di amici o inutili per le quali sono stati bruciati soldi pubblici, iniziative “padane”, tavolate di amici, sino all’arrivo dell’ultima tappa del Giro d’Italia.

Tutte operazioni che oltre a non portare benefici alla città hanno sottratto soldi pubblici ad emergenze drammatiche come quella dell’inquinamento da PCB e altre.
Operazioni spesso ideologiche utili solo ad accontentare qualche assessore e la manciata di voti che rappresenta.

Quegli stessi assessori protagonisti degli scandali di Brescia-Musei, all’acquisto di immobili, alle consulenze “d’oro” o dell’uso improprio delle carte di credito.

Brescia ha accolto il Giro d’Italia vestita a festa persino con i cassonetti tinti di rosa per la grande vetrina.

Noi l’abbiamo accolto con la maglia nera che si merita.

Ciao Don Gallo resisteremo anche per te!

“Alle ore 17.45 il cuore di Don Andrea Gallo ha cessato di battere,la comunità S.Benedetto e idealmente voi tutti siamo stretti intorno a lui”.

Con questo messaggio dal profilo ufficiale di Don Gallo gli amici e i compagni di Andrea annunciano quello che purtroppo sapevamo potesse accadere. Le parole per descrivere il Gallo  sono difficili da trovare perchè sarebbe tante per descrivere un uomo, un prete, un compagno che ci mancherà per sempre.

Ci dicevi e dicevi a tutti ” Io sto con chi protesta contro la Tav, sto con i ‘partigianì della Valle’, e noi vogliamo ricordarti come sempre abbiamo fatto in Valle di Susa, con il pugno chiuso alzato cantando Bella Ciao insieme.

Ciao Don Gallo, Resisteremo un minuto e un metro più di loro anche per te!

tratto da: www.notav.info

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INVITIAMO TUTTI A GUARDARE QUESTO VIDEO DI DON GALLO CHE SPIEGA I MOTIVI PER CUI E’ NO TAV

https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=xLrzLuvlU20#!

 

Basta con la Tav, ce lo chiede la Francia!

A Parigi è ormai deciso: per fermare l’indebitamento non c’è più spazio per la Torino-Lione!

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Torino-Lione: a Lione non importa un granché. E’ una notizia “vecchia” per chi si occupa di mobilità ma vale la pena ricordarla a chiunque ripeta il mantra dei devastatori della Val Susa: «E’ l’Europa che ce lo chiede».

In realtà, Portogallo e Spagna hanno già rivisto ampiamente tutti i propositi sull’alta velocità e, del celeberrimo Corridoio Lisbona-Kiev, in Ucraina non se ne sa quasi nulla. In Francia ci sono importanti documenti che la stampa mainstream, con le dita spellate dalla furia di trascrivere veline sul terrorismo No Tav, non ha tempo di esaminare.

Lo fa Popoff, sperando siano utili a tutti i tifosi dell’alta velocità.

Bene, Jean-Louis Bianco in un rapporto risalente a marzo, sulla riforma della ferrovia francese, sostiene che sia il momento di non aumentare il debito (già oltre i 30 miliardi di euro) con la costruzione di nuove linee ferroviarie ad alta velocità (LGV), ma di cercare una forma intermedia tra i treni Tgv (Intercity) e Tet, train d’équilibre du territoire, i treni “Corallo”, come li chiamano in Francia. Bianco è un ex ministro dei trasporti incaricato delle consultazioni nell’autunno 2012 per ristrutturare il polo ferroviario pubblico. Dopo 200 audizioni si propone di aumentare le risorse aumentando la produzione di ferrovie di qualità e riflettere sulla tariffazione.

Nelle osservazioni conclusive, uscite in aprile e che preludono alla presentazione di un disegno di legge entro l’estate, Bianco fa macchina indietro rispetto agli sprechi causati dalla separazione «artificiale» delle gestioni dei treni e delle infrastrutture, auspica il ritorno a una casa madre e una maggiore attenzione ai treni pendolari.

Siamo sicuri che l’Europa non ci chieda invece di mollare le Grandi Opere e di rivoltarci contro la Bce?

 

Tratto da: http://popoff.globalist.it

Giro d’Italia: una pioggia di bandiere spegne le emittenti nazionali – Val di Susa

La pioggia non dà tregua e nevica sui rilievi e in alta quota. Così anche il Giro d’Italia ha dovuto oggi subire qualche modifica. La 14° tappa che doveva portare le 23 squadre in gara, da Cervere (Cn) al colle del Jafferau a Bardonecchia, attraverso la Val Chisone, Sestriere e Oulx, all’ultimo minuto ha dovuto percorrere l’adiacente Val di Susa per evitare l’abbondante nevicata che ha oggi ammantato nuovamente il Sestriere e l’arco alpino.

Via dunque da Cervere, attraverso l’imbocco della Val Sangone e poi i laghi di Avigliana, su per la Val di Susa, sino a ricongiungere il tracciato a Oulx, dove era comunque prevista originariamente la discesa da Cesana, per proseguire fino a Bardonecchia.

In Val di Susa la notizia del passaggio del Giro d’Italia è giunta attorno alle 12,30, e con un veloce passaparola i comitati No Tav sono riusciti a presidiare l’intero percorso, di paese in paese con striscioni e bandiere.

http://www.youtube.com/watch?v=qjKU5_4FfEg&feature=youtu.be

Al maltempo però non ha dovuto piegarsi il famoso e seguitissimo Giro, ma anche le trasmissioni televisive. Per la pioggia di bandiere presenti non sono riuscite a seguire gli atleti, lungo una valle decisa a dimostrare la sua partecipazione e la sua presenza, e una pervicace mancanza di rassegnazione che non si spegne, neanche sotto la pioggia che spegne i riflettori nazionali.

 

Tratto da: www.tgvallesusa.it

TAV: INFILTRAZIONE MAFIOSA ANCHE A BRESCIA

LA MINACCIA DELLE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA NELLA FILIERA TAV PIÙ SUBDOLA E PERICOLOSA DELLE PROTESTE VIOLENTE REVOCA DI DUE COMMESSE PER OLTRE 5 MILIONI DI EURO ANCHE IL TAR CONFERMA LA MISURA DELLE PREFETTURE

Non c’è solo l’emergenza delle proteste violente a minacciare la Tav. Più subdola e potenzialmente pericolosa è l’insidia rappresentata dalla criminalità organizzata. Ma sul super treno sembra proprio non esserci posto per le holding mafiose.

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Attorno ai contestati e controversi maxi cantieri dell’Alta velocità ferroviaria sta prendendo forma uno scudo invisibile ma invalicabile per impedire le infiltrazioni criminali in un’opera da 3 miliardi di euro, un investimento troppo imponente per non stimolare l’appetito di cosche, n’drine e clan camorristici. E le maglie strette dall’opera coordinata di prevenzione promossa dalla Direzione investigativa antimafia di Milano e delle prefetture di Brescia e Bergamo, hanno fatto le prime «vittime». Una serie di indizi che fanno paventare il rischio di infiltrazioni mafiose sono costati a un’impresa edile della provincia di Parma, due subappalti, uno già assegnato e uno in corso di trattativa per l’assegnazione, legati alla realizzazione del tratto Treviglio-Brescia della Tav. Due «commesse» pesanti: una da 2,3 milioni per la realizzazione di piazzali di campi base e operativi nell’Ovest bresciano. L’altra da 2,8 per opere sul tracciato della linea ferroviaria. La risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro decisa dal Cepav2 era stata impugnata dall’impresa davanti al Tar di Brescia che ha respinto il ricorso. L’esclusione dai sub appalti era basata su due informative antimafia atipiche emesse dalle prefetture. Le informative antimafia atipiche sono una sorta di istruttoria sulle ditte impegnate in mega infrastrutture. Si controllano i certificati antimafia, le partecipazioni in altre società e persino eventuali legami di parentela, anche lontanissimi o acquisiti, con boss di mafia, ‘ndrangheta o camorra di impresari, tecnici e addetti. Se dalla verifica, solitamente affidata alla Dia e alla Guardia di finanza, emerge anche solo un lontanissimo «tanfo» di collusione con la criminalità, l’impresa finisce nella black list, e con un provvedimento interdittivo viene messa fuori gioco ed esclusa dai lavori o dalle forniture di materiale. Nel caso dell’impresa parmense, a far scattare il provvedimento sono stati una serie di indizi. In primo luogo la circostanza che l’amministratore unico napoletano, incensurato (nel frattempo rimpiazzato), «è stato – si legge sulla sentenza del Tar – indagato tra il 2000 e il 2002 dai carabinieri di Cefalù nell’ambito dell’operazione Caronte per concorso esterno in associazione mafiosa». Un altro episodio considerato significativo per l’emissione dell’informativa antimafia atipica è legato ad un incendio doloso avvenuto nel cantiere Tav a Modena: qui due mezzi di lavoro dell’impresa erano stati dati alle fiamme. Il quadro per l’azienda parmense si è aggravato ulteriormente quando è emerso che in passato aveva creato un’associazione temporanea d’imprese con un partner a sua volta sospettato di collegamenti con la criminalità organizzata «Ciascuno di questi episodi – scrive il Tar nella sua sentenza – potrebbe essere ridimensionato, se valutato isolatamente. Non è possibile però trascurare la rilevanza dell’insieme nelle informative antimafia. L’accumulo di indizi è un metodo legittimo e può fondare un giudizio negativo circa l’affidabilità morale dell’impresa».

 

Tratto da: bresciapoint.it

BRESCIA CITTA’ DELLE MILLE NOCIVITA’

Un presidio contro le nocività ambientali si è svolto giovedì 16 maggio, a , in occasione della partenza delle . La mobilitazione dal titolo “Mille nocività” è stato indetto da Rab, Kollettivo Studenti in Lotta e Coordinamento Sos scuola.

Obiettivo: ribadire la necessità della bonifica immediata di scuole e parchi pubblici impestati dall’inquinamento da  prodotto dal sito Caffaro. “Nei luoghi della Brescia ricca e spensierata” si legge sul volantino di indizione del presidio “ portiamo la protesta e le nostre richieste”.

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E ancora: “La grave emergenza ambientale e sanitaria in cui Brescia si trova viene denunciata ormai da anni ma le istituzioni rimangono immobili a tutto ciò. E anche se cercano di farci credere che sia un problema economico quello ad esempio dell’assenza di bonifiche per il gravissimo inquinamento da PCB, i soldi non mancano ma vengono spesi per opere inutili, come ad esempio la TAV che nella sola tratta Treviglio-Brescia costa 2 miliardi e 50 milioni di euro. Quindi quale evento migliore per portare la nostra protesta e far sentire le nostre voci se non la Mille Miglia?”

Tav/Tac: quel Corridoio 5 che non esiste e che non esisterà mai

Circa un anno fa, il governatore del Piemonte, Roberto Cota, non so se consciamente o meno, pronunciò una frase che denunciava tutta l’inutilità del Tav: “la Tav rappresenta un’apertura psicologica all’Europa”. Forse per stimolare i neuroni europei  si potrebbe spendere decisamente di meno di quello che si è disposti a spendere per l’opera inutile, ma passiamo oltre.

Mi è venuta alla mente questa frase nel momento in cui ho finito di leggere un libro che tutti i soloni che sostengono aprioristicamente o con presunte buone ragioni il Tav/Tac, dovrebbero leggere. Il libro è “Binario morto” , di Andrea Debenedetti e Luca Rastello.

I due giornalisti hanno fatto quello che molti di noi hanno solo pensato: verificare lo stato dell’arte delCorridoio 5, quel famoso corridoio ferroviario ad alta velocità per le merci che da Lisbona dovrebbe raggiungere Kiev.

Innanzitutto, ecco che i nostri due viaggiatori hanno scoperto che anche ammesso e non concesso che si realizzasse il famoso corridoio, esso non partirebbe più da Lisbona (perché i portoghesi, che hanno un più di sale in zucca di noi, vi hanno rinunciato per gli alti costi), bensì da Algesiras, nel sud della Spagna.

Qui altra sorpresa: non è in programma nessuna nuova linea, bensì un ammodernamento di quella esistente, e solo comunque per trasportare passeggeri e non merci.

Così come pure è dedicata ai passeggeri la linea già esistente Madrid – Siviglia.

Nessun collegamento è previsto da Barcellona per superare i Pirenei, e, dato lo stato comatoso dell’economia iberica, è ben difficile prospettare che si realizzerà mai. Neppure ovviamente esiste al di là dei Pirenei, dai cugini francesi.

Passiamo al tratto italiano. L’alta velocità raggiungerà forse Brescia nel 2015 per celebrare quell’ulteriore spreco di pubblico denaro che è l’Expo, ma dopo Brescia e fino al confine sloveno è la palude. Nessun progetto approvato, nessuna intenzione di Rfi di intervenire economicamente, sogni irrealizzabili, quale quello di transitare sotto il Carso, che solo una mente malata potrebbe concepire con tutta l’acqua sotterranea che c’è (non per niente si parla di “fenomeno carsico”). E questo con buona pace della Serracchiani, nuovo governatore del Friuli, che, rappresentando il nuovo che avanza nel Pd, è da sempre favorevole all’alta velocità.

In Slovenia, l’alta velocità, intesa come collegamento con l’Italia, è stata archiviata definitivamente. Nessun interesse al riguardo, piuttosto l’interesse per una linea nord-sud, dove effettivamente transitano merci e passeggeri. Ma si tratterà di un ammodernamento dell’esistente per poter raggiungere una “velocità alta” per i treni, e non già di una nuova linea ad alta velocità.

Entrando in Ungheria, ci si accorge che si vuole puntare sulle autostrade e non sulla ferrovia: chi l’ha detto che il Corridoio 5 debba essere per forza realizzato con una nuova linea per treni ad alta velocità?

Infine, in Ucraina, la linea c’è già. Da Leopoli a Kiev: 541 chilometri che vengono percorsi alla media di 108,2 km/h…

Eppure se si guarda il sito di Rfi dedicato all’alta velocità/alta capacità si legge che lo scopo del nostro progetto è quello di “Aumentare la quantità e la qualità e dell’offerta ferroviaria italiana e l’ integrazione con la rete europea”.

Qualcuno potrebbe dire: “ma ci sei o ci fai?”.

Tratto da: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/07/tavtac-quel-corridoio-5-che-non-esiste-e-che-non-esistera-mai/585761/

Il caso di via Roncadelle: NO TAV BRESCIA incontra altre persone danneggiate dal passaggio della Tav in città

Come ormai è risaputo il passaggio della TAV per Brescia non creerà danni solo agli abitanti di via Toscana e del Villaggio Violino.

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Iniziano a farsi sentire anche le voci di via Roncadelle e di chi per il passaggio di questa “grande opera” dovrà sacrificare qualcosa di personale.

Ad essere colpiti dall’alta velocità, in questo frangente di territorio bresciano, sono alcune famiglie Rom, che verranno espropriate del campo di loro proprietà dove sono alloggiate le loro roulotte e nel quale vivono da più di 10 anni, e tre famiglie di una villa che vedranno espropriato, nella quasi totalità, il giardino adiacente la loro abitazione.

Come si può osservare dalla fotografia riportata qui sopra, la parte interessata dagli espropri è quella compresa tra la linea ferroviaria e la linea rossa.

Come è già successo per via Toscana e per il Violino, le modalità di intervento di Italferr sono le medesime: anche gli abitanti di  via Roncadelle hanno ricevuto la raccomandata dove veniva comunicato l’esproprio del loro proprietà solamente lo scorso agosto 2012.

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Anche in questo caso, non si ha nessuna notizia certa riguardo i tempi di esecuzione dei lavori e quello che effettivamente accadrà nella zona colpita.

Gli abitanti di via Roncadelle, già toccati dal vicino passaggio della BRE-BE-MI, dovranno affrontare il nascere di nuove problematiche legate al passaggio della Tav: la comunità Rom dovrà trovare e acquistare un’altra area dove collocare le roulotte, mentre le famiglie della villetta coinvolta saranno interessate dai cantieri e dai lavori della nuova linea ferroviaria. Linea ferroviaria che si avvicina considerevolmente alla loro abitazione e che non esclude la costruzione del muro di 8 metri davanti alla loro residenza.

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Il sentimento che unisce gli abitanti di via Roncadelle agli abitanti di via Toscana e del Villaggio Violino, è quello di un completo abbandono dei cittadini da parte delle istituzioni competenti, nella fattispecie il Comune di Brescia, di un’ incompleta e tardiva (ricordiamo che il progetto definitivo dell’opera risale al 2009) informazione riguardo ai lavori e agli espropri, oltre alla consapevolezza di una pesante ingiustizia subita. Ingiustizia resa ancora più gravosa dalla coscienza comune dell’ inutilità e dell’ assurdo sperpero di denaro pubblico che, una grande opera come l’ Alta Velocità, comporta.

Gli abitanti di Via Toscana di nuovo nel panico: tra meno di un anno senza casa!

Mercoledì 19 febbraio è stata recapitata ad alcuni abitanti di Via Toscana una nuova raccomandata da parte di Italferr.

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La raccomandata detta dei nuovi e sorprendenti tempi di Italferr: informa dell’ultimazione del progetto esecutivo, per la tratta AV/AC Milano-Verona, lotto funzionale Treviglio- Brescia, da parte dell’Appaltatore, indicando come data di inizio dei lavori preliminari maggio 2013 e sancisce la data di disponibilità degli edifici di Via Toscana e della
Viene rivolta inoltre la seguente richiesta “…tenuto conto dell’urgenza ” di verifica, tramite sopralluogo, degli immobili al fine di determinare l’indennità di espropriazione con la conseguente sottoscrizione di un apposito Verbale di Accordi, specifica che “…solo in tale ipotesi sarà possibile dar corso al pagamento dell’acconto secondo modalità che saranno definite, caso per caso, sulla base delle reali esigenze che ci saranno evidenziate durante gli incontri”.relativa procedura espropriativa, in attuazione al Provvedimento di Pubblica Utilità, per il mese di gennaio 2014.

Questa raccomandata giunge agli abitanti di via Toscana dopo quattro mesi di assoluto silenzio dall’incontro con Italferr ed il Comune di Brescia (sindaco on. Paroli avv. Adriano, assessori Vilardi avv. Paola e Labolani Mario) tenutosi i primi giorni di ottobre 2012, durante il quale furono informati che Italferr avrebbe iniziato sin da subito a contattare i proprietari per valutare gli immobili e che l’inizio dei lavori era previsto al villaggio Violino nel novembre 2013 con priorità operativa comunque alle “grandi opere” (sovrappasso tangenziale, fiume Mella, via Dalmazia, via Corsica etc…).

Risulta ad oggi evidente che Italferr sarebbe intenzionata ad entrare in possesso delle loro proprietà entro il prossimo gennaio: tale tempistica rende di fatto nulla l’ipotesi del Sindaco e dell’Amministrazione comunale di ricostruzione degli appartamenti come ipotizzato nella stessa sede d’incontro di ottobre 2012.

Da sottolineare e rendere noto è inoltre l’approccio decisamente poco collaborativo avuto con il personale di Italferr in occasione del limitato accesso agli atti effettuato dal Comitato via Toscana lo scorso dicembre, nel corso del quale i suddetti funzionari presentarono un arbitraria e  decisamente incompleta selezione dei documenti richiesti da vagliare.

Atteggiamento, questo, in netto contrasto con il diritto, sancito per legge, di visionare tutti i documenti inerenti l’opera al fine di verificare la legittimità di quanto gli abitanti di via Toscana stanno subendo.

Ne deriva quindi per i cittadini l’impressione di essere semplicemente un “problema sul percorso tracciato” da liquidare in breve tempo e con modalità alquanto discutibili.
Il Comitato via Toscana ancora una volta si chiede se è accettabile che per un’opera di “pubblica utilità”, come la Tav, si facciano ricadere sul singolo cittadino gli oneri economici: i costi legali, indispensabili a questo punto per aver tutelati i propri diritti, ed i costi relativi all’individuazione di una nuova casa e di un trasloco. Per non parlare dei danni morali  sicuramente non trascurabili.

Gli abitanti di via Toscana inoltre sottolineano il fatto che Italferr ha impiegato ben tre anni dalla delibera del CIPE per dargli una comunicazione e ora concede a loro dieci mesi per strutturare una stravolgimento di vita!

La TAV si avvicina….

Ieri pomeriggio in via Corsica due operai stavano facendo delle rilevazioni che serviranno per i

lavori ormai prossimi…ma ovviamente i cittadini non ne sanno nulla!

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Tante persone non sanno ancora che questa opera passerà accanto alla loro casa, tante persone non sanno che molto cittadini perderanno la loro casa per il passaggio di questo treno…ma soprattutto tante persone non sanno che si troveranno a convivere con un muro di 8 metri fuori dalla finestra o dal giardino di casa…

Il cittadino almeno dovrebbe essere  informato su quanto accadrà!

Informatevi!!