Stop that train: Sabato 27 Ottobre serata informativa nel quartiere di Via Toscana

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  1. IL FRONTE DEL NO SCEGLIE MUSICA E IRONIA
    LA SERATA. Nell’oratorio della parrocchia di Santa Maria in Silva
    La provocazione: «Un cm di alta velocità corrisponde a 144 pirli, 360 the e a 240 vin brulè»
    Una serata per dire «No» alla Tav. Se il progetto dell’Alta velocità sembra andare dritto per la sua strada, lo stesso fanno i Comitati sorti in opposizione al passaggio della linea in terra bresciana. Ieri sera, all’oratorio di Santa Maria in Silva di via Sardegna, si è tenuta una serata intitolata «Stop that train!», organizzata a sostegno di chi perderà la casa per il passaggio dei binari dell’Alta velocità in via Toscana: all’evento hanno partecipato in tanti, segno che la vicenda comincia a smuovere la sensibilità dei bresciani. Tre gruppi musicali hanno fatto da sottofondo alla serata, intervallati dagli interventi del Comitato di via Toscana e del Coordinamento No Tav del Basso Garda. Dalle 19 era attivo anche un ricco «aperitivo di beneficenza»: il ricavato andrà a sostenere le famiglie sfrattate.
    All’interno della sala non mancavano i cartelloni che ricordano il costo dell’opera: quattro
    centimetri di Tav equivalgono a un anno di pensione; tre metri a quattro sezioni di scuola materna; 500 metri a un ospedale con 1.200 posti letto; un chilometro equivale invece a un anno di tasse universitarie per 250 mila studenti, o a 55 nuovi treni per i pendolari. E non mancavano i cartelloni ironici: uno di questi ricordava che un centimetro di Tav corrisponde a «144 pirli, 360 the, 240 vin brulè». L’IRONIA AMARA è stata utilizzata da Maurizio Zanini, portavoce del Comitato di via Toscana, che ha commentato l’avviso pubblicato venerdì da Italferr sul nostro quotidiano, in cui si comunica la scelta dell’azienda che realizzerà i lavori della Tav a Brescia: «Era a pagina 44, e ho dovuto ingrandirlo a dismisura per renderlo in formato A4». Nel corso della serata sono intervenuti i membri del Coordinamento No Tav Basso Garda-Colline Moreniche, che hanno ribadito le loro ragioni in opposizione all’Alta velocità. «Il passaggio dei binari avviene in un territorio di grande valore ambientale, turistico e paesaggistico: i cantieri rovineranno tutto, con gravi danni anche al settore produttivo. A Lonato sarà costruito un tunnel di 7 chilometri che arriverà a Desenzano, e altri 2 saranno realizzati nel Veronese». Quella del Coordinamento del Basso Garda non è un’opposizione basata solo sul passaggio della Tav nel Bresciano: la critica
    riguarda il progetto, impugnando anche la legge 228/1 del 1996 emanata dalla Comunità europea, che sollecita il riassetto delle vie ferroviarie prima di creare nuovi corridoi impattanti sull’ambiente.
    «Ci opponiamo anche allo spostamento del progetto nel Mantovano: la Tav non è di alcuna utilità, e la Corte di Cassazione ha riconosciuto episodi di infiltrazioni mafiose in Val di Susa». L’intervento di Zanini ha ribadito il sentimento di sofferenza dei residenti di via Toscana: «Ci presentano belle statistiche, numeri destinati a essere cancellati con un bel tratto di matita. Ma dentro le case ci sono 70 cuori, 140 occhi che spesso piangono. E poi troveremo un centinaio di bambini della scuola materna che per mesi respireranno polvere, e 60 persone che avranno come “nuovo vicino” un bel muro». La speranza per i residenti di via Toscana è nelle parole del sindaco Adriano Paroli, che ha garantito loro il pieno sostegno. Domani sera il Comitato s’incontrerà per la prima volta con la Cooperativa La Famiglia, per verificare la possibilità di costruire nuove abitazioni per gli sfrattati.
    DAL BRESCIAOGGI

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