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La Val Susa: una forza che contagia

Arrivati a Susa ho capito tutto. Ho capito cosa smuove trentamila persone, proveniente da tutta Italia, a recarsi in una piccola città in provincia di Torino per manifestare. E’ l’aria che si respira a Susa.  E’ quell’aria tipica della vicinanza alla montagna, fresca e pulita. Il paesaggio mozzafiato di maestose montagne innevate immerse nel verde, la tranquillità e la solidarietà di chi vive lontano dalla frenesia della città industrializzate. Per le strade camminavano centinaia di bambini, ragazzi, adulti ed anziani. Sarebbero questi i black block di cui raccontano i media? Sono queste persone, che tentano di salvare la valle in cui vivono, i pericolosi sovversivi, paragonati a terroristi per la legge, ripresi e umiliati dalle istituzioni? Sono uomini e donne uniti da più di vent’anni con un unico obbiettivo: salvare la loro valle dalla distruzione. Guardandomi intorno risulta cosi facile, ora, capirne il perché.

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La Val Susa e’ molto di più di quanto ci si possa aspettare. E’ soprattutto una grande energia che puoi percepire solamente vivendola di persona. La forza e la consapevolezza che combattere per qualcosa in cui si crede, al giorno d’oggi, non e’ inutile. La tenacia di chi dopo anni, dopo aver visto la militarizzazione del luogo in cui vive, portata avanti, con una dignità e sicurezza invidiabili, la propria causa nonostante tutto.  E’ una forza che contagia.

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I No Tav Brescia non hanno mancato l’invito. Quasi un centinaio di bresciani, hanno preso arte  alla manifestazione portando testimonianza diretta di quanto sta succedendo anche nelle nostre terre. Gli obbiettivi sono comuni: fermare il passaggio del Tav.
I pensieri sono comuni: fermare un’ inutile sperpero di denaro pubblico per un’ opera vana. Denaro pubblico, che in un momento di crisi come questo, potrebbe servire a ridare ossigeno al sistema scolastico, sanitario, ai servizi pubblici e sociali, alla ricerca, alla bonifica e tanto altro.

La manifestazione si e’ snodata alle ore 14:00, a partire da Piazza D’armi, per quasi 5 km, lungo le strade che circondano Susa. Un corteo che vedeva schierati in prima fila decine di bambini, seguiti a ruota dai rappresentanti delle amministrazioni locali (qui molte delle stesse istituzioni si oppongono all’ alta velocità) e da decine di comitati No Tav delle diverse parti d’ Italia. Un corteo che è stato anche una grande festaIMG_0311
Non sono mancati i momenti toccanti e di informazione. Episodio significativo è stato sicuramente il fermarsi del corteo davanti all’ Hotel Napoleon, uno dei rifugi delle centinaia di militari che presidiano la Valle, intonando a gran voce, con l’aiuto della banda cittadina, una “Bella ciao” che non nascondeva la rabbia e il dolore di chi vive in questi luoghi. La presenza  massiccia e prepotente di militari è tangibile ovunque, pensiamo che in Valle la presenza pro-capite di soldati è maggiore che in Afghanistan. Un posto di blocco al casello di Rivoli attendeva, inoltre, fin dalla mattinata, tutti i manifestanti, richiedendo il riconoscimento di ciascuno dei partecipanti alla manifestazione.

La giornata si è conclusa nuovamente in Piazza D’armi con un breve momento di informazione IMG_0399lasciando spazio alla voce dei diversi comitati No Tav dislocati in tutta Italia e in Europa. Non trascurabile è la forte accusa di falsa informazione, rivolta ai media e alle istituzioni, lanciata dai valsusini. Nei giorni scorsi, infatti, era stata diffusa la notizia che la “famosa talpa” aveva iniziato a scavare la Valle. Notizia assolutamente smentita dai locali che informano che la talpa non ha sufficiente energia elettrica per funzionare e, la sua accensione si è limitata solamente ai 10 minuti di riprese video per i Tg nazionali. Notizie queste che fanno riflettere su quanto l’informazione, spesso, sia pilotata dagli interessi.

Anche i No Tav Bescia hanno partecipato a questo momento, ribadendo l’assoluta mancanza di informazioni riguardo i lavori e le intenzioni  delle tratte Treviglio-Brescia e Brescia-Verona.

E come dicono in Valle “ A sarà dϋra”… ma noi non molliamo!

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