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16/9 @ Calcinato – “L’uomo eredita la terra e la custodisce per lasciarla intatta ai suoi figli”

Invitiamo tutti e tutte a partecipare  all’evento “L’uomo eredita la terra e la custodisce per lasciarla intatta ai suoi figli” organizzato  dal Comitato Cittadini Calcinato a cui parteciperemo anche noi No Tav Brescia-Verona.

L’evento si terrà nel pomeriggio di sabato 16/09/2017 presso Piazza Pertini a Calcinatello con ritrovo alle ore 15.30.

Il corteo si avvierà per le ore 16.00 e saranno i bambini, i veri protagonisti della passeggiata con colori e tanto “chiasso”.
Alle ore 18.00 ritrovo in Campo Fiera, zona adiacente a Piazza
Pertini, per assistere al dibattito tenuto da esperti ambientalisti. Durante il dibattito, per i bambini/ragazzi saranno allestiti laboratori ludico–didattici a cura dei gruppi FIVERADIO e SEMIDARTE.

Per la gioia di grandi e piccini durante l’evento sarà a disposizione un trenino.
La serata, per chi lo desidera, darà la possibilità di cenare con un ricco menù gestito dall’Ente Fiera di Santa Maria per poi proseguire con buona musica.

Con questo evento il Comitato Cittadini Calcinato propone “un pomeriggio diverso” a misura di famiglia sul proprio territorio per confronto, coinvolgimento e sensibilizzazione verso una
tema importante come quella ambientale.

L’invito è stato esteso ai comitati ambientali bresciani perché crediamo nell’importanza di condividere le nostre criticità anche con chi, purtroppo, vive le nostre stesse problematiche.
Sostenitori della manifestazione saranno i comitati del tavolo provinciale BASTA VELENI, di cui il Comitato Cittadini Calcinato fa parte.

Contiamo sulla vostra partecipazione perché soltanto insieme si potrà davvero tutelare e custodire una terra dataci in prestito da riconsegnare nel migliore dei modi alle generazioni future.

Il Comitato Cittadini Calcinato è un’associazione avente come scopo la tutela dell’ambiente, della salute del territorio e dei beni culturali e ambientali del Comune di Calcinato e limitrofi. Opera sul
territorio a titolo gratuito esclusivamente per la difesa dello stesso.
Sino ad oggi ha potuto sostenere i costi necessari per lo svolgimento delle attività tramite autofinanziamento dei membri del comitato e grazie al sostegno dei cittadini che rispondendo alle varie attività associative organizzate hanno consentito di poter effettuare un lavoro capillare di informazione riguardo tutte le criticità del territorio Grazie all’aiuto e la generosità della cittadinanza locale abbiamo potuto sostenere spese legali sia per effettuare ricorsi sia per difenderci da “diffide” pervenute da azienda locale contro l’operato del comitato.
I ricorsi promossi sino ad oggi sono stati cinque, sostenuti solo dopo un’attenta valutazione sia di costi che di meriti, al fine che l’azione promossa servisse al raggiungimento degli obiettivi e fosse
di aiuto concreto al Comune di Calcinato e ai cittadini locali.

I ricorsi depositati nel 2016:
– Aprile 2016 – Ricorso in consiglio di Stato a difesa dei cittadini calcinatesi contro la Linea
Tav BRESCIA VERONA
– Ottobre 2016 – Ricorso in consiglio di Stato a difesa dei cittadini calcinatesi contro la linea
Tav BRESCIA-VERONA specificatamente contro reitero del vincolo espropriativo;
– Ricorso in Consiglio di Stato in merito all’indice di pressione;
– Febbraio 2017 – Ricorso presso il Tar di Brescia contro Regione Lombardia e Gedit in merito
alla richiesta di sospensiva della VIA per ampliamento Gedit.
– Luglio 2017 – quatto giorni prima dell’approvazione del progetto esecutivo della TAV BRESCIA Verona abbiamo depositato il ricorso in Consiglio di Stato contro la sentenza del 09.01.2017 che sarà discussa a Roma il 31.08.2017.

DESENZANO ASSEMBLEA PUBBLICA VENERDÌ 26 MAGGIO: “IL LAGO E SCARICHI”

Il Comitato Ambiente e Territorio di Desenzano organizza

Scarichi a lago. Lago e spiagge usate per scaricare rifiuti fognari.
Venerdi 26 maggio 2017 alle ore 20.30 presso la Sala Brunelli in Via Carducci a Desenzano del Garda, il CAT Vi invita a partecipare ad un incontro pubblico dove verrà mostrata l’indagine aperta sugli scarichi a lago, quanto emerso dall’incontro con la municipalizzata Garda Uno e quello che sarà del percorso per arrivare ad una soluzione per questo vergognoso problema.

Per chi volesse maggiori informazioni qua un breve report dell’incontro avvenuto ad inizio maggio tra alcuni attivisti del CAT e funzionari di Garda Uno.

Alcuni comuni dicono NO al TAV per problemi di tipo sanitario, economico e di sicurezza!

 

E’ notizia di qualche settimana fa che un piccolo paese della Savoia, a meno di 10km da Saint-Jean-de-Maurienne,  ha votato all’unanimità in consiglio comunale contro il passaggio dei camion responsabili di trasportare materiale di scarto del cantiere del TAV Torino-Lione nella parte francese.

Dopo varie proposte alquanto fantasiose di TELT sul passaggio di questi mezzi e sullo stoccaggio finale dello smarino, si è giunti a quella definitiva sul transito attraverso la Maurienne in zone densamente popolate.

Il consiglio comunale si dice dunque preoccupato in quanto, secondo le stime, da settembre prossimo il passaggio dovrebbe essere quello di un camion ogni due minuti, e questo comporterebbe problemi di tipo sanitario, economico e di sicurezza.

Problemi comuni anche alla Val di Susa, che già ad oggi con il solo tunnel esplorativo di Chiomonte vanta un notevole quantitativo di materiale di scarto con il conseguente passaggio di mezzi in tutta la Valle e lo spargimento di polveri pericolose su tutto il nostro territorio.
Anche in questo caso i signori del Tav non si smentiscono mai, e una volta di più ci rendiamo conto di quanto quest’opera sia solo un’enorme truffa a danno delle popolazioni e dei territori, per finanziare i conti in banca dei soliti noti a capo di governi o partiti che giocano questa partita sulle nostre teste.

Esprimiamo quindi la nostra solidarietà al comune di Montricher-Albanne e a tutti quelli che lottano contro questo progetto.

Avanti No Tav!

Qui di seguito il link dell’articolo. http://france3-regions.francetvinfo.fr/alpes/savoie/en-maurienne-la-commune-de-montricher-albanne-conteste-l-organisation-du-chantier-tunnel-euralpin-lyon-turin-994319.html

10 aprile: BASTA VELENI – Manifestazione per il diritto alla salute e al futuro – ore 14:30 ritrovo al Parco Gallo (Brescia)

DOMENICA 10 APRILE 2016
ORE 14:30 RITROVO @ PARCO GALLO (BRESCIA)
MANIFESTAZIONE PER IL DIRITTO ALLA SALUTE E AL FUTURO! E’ ORA DI CAMBIARE: BASTA VELENI!

Una provincia malata dove i rifiuti sotterrati superano le stime fatte per descrivere il biocidio della terra dei fuochi campana.
Una provincia dove si muore, nonostante l’epidemiologia fatichi a trovare maniere efficaci per descrivere ciò che i bresciani vivono sulla propria pelle.
Una provincia addormentata, nella quale decenni di industrializzazione selvaggia lasciano un’eredità pesantissima.

E mentre diventa impossibile negare i costi sociali enormi che l’inquinamento produce quotidianamente, il futuro di questo territorio rimane fortemente incerto.
Mentre si continua a minimizzare l’emergenza ambientale, allontanando sempre più le possibilità ad accedere alle risorse per le bonifiche, continua il saccheggio delle risorse naturali del territorio bresciano: trivellazioni per la ricerca di idrocarburi, impianti di stoccaggio per il gas, richieste per nuove cave e discariche, grandi opere costruite e inutili (Bre.Be.Mi. e Tav su tutte), centrali a biomasse, un inceneritore che ogni giorno attira rifiuti speciali da tutta Italia, ecc.
Ma qualcosa si muove: decine di comitati negli ultimi anni hanno fatto emergere la cruda realtà, ottenendo anche il blocco di alcuni progetti.
Non solo, la loro azione si è fatta “esperta” e propositiva, attivando risorse scientifiche, umane e tecnologiche in grado di ripensare l’uso del territorio in maniera alternativa e realmente sostenibile.

TUTTO CIO’ NON BASTA, BISOGNA PORTARE IN PIAZZA TANTE PERSONE:
– per pretendere una moratoria che blocchi nuove cave e nuove discariche;
– per ottenere una drastica riduzione delle emissioni;
– per ribadire la propria contrarietà a progetti inutili (Tav Brescia-Verona, autostrada della Valtrompia);
– per rifiutare le logiche energetiche e neoliberiste contenute nello Sblocca Italia, dalle trivellazioni nella bassa bresciana all’incenerimento rifiuti;
– per ribadire le responsabilità di chi ha governato il nostro territorio negli ultimi decenni e per chiedere un cambio radicale nella gestione del territorio.

UNA MARCIA PER RIVENDICARE IL SACROSANTO
DIRITTO A VIVERE IN UN AMBIENTE SALUBRE.

UNA MARCIA CONTRO LE MAFIE: SONO LORO A GESTIRE IL BUSINESS DEI RIFIUTI ANCHE NEL NORD ITALIA.

UNA MARCIA PER LA DIGNITA’, NOSTRA E DELLE GENERAZIONI CHE VERRANNO, ESCLUSE DA OGNI PROCESSO DECISIONALE.

A breve maggiori informazioni su percorso, ecc.

Segui l’evento facebook per rimanere aggiornato!

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BRE-BE-MI: un fallimento preannunciato stile “grandi opere inutili”

E’ di oggi la notizia che la Bre-Be-Mi, uno dei cavalli di battaglia delle grandi opere inutile stile alta velocità, per ora non prevede distributori sul suo tracciato.

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Oltre ad essere un ecomostro, un magazzino di veleni ed un generatore di debito pubblico è anche un fallimento preannunciato. Infatti nessun petroliere per ora, nonostante l’apertura della nuova strada sia prevista per il 1° luglio, si è sentito al sicuro per investire aprendovi una pompa di benzina.

Anche la terza gara pubblica per l’assegnazione del servizio carburanti nelle due stazioni di servizio che saranno realizzate a Caravaggio è andata quindi deserta. Per le altre due stazioni, previste nel Bresciano, non sono state ancora indette gare per l’assegnazione dei relativi servizi. Il motivo consiste proprio nelle difficoltà che la società Brebemi sta incontrando per far entrare in funzione le stazioni di Caravaggio.

Questa però è solo un punto di vista dell’accaduto.

Dall’altra parte questo potrebbe essere solo la prima di tante conferme della totale inutilità di questa autostrada. Ovviamente inutilità che riguarda chi ogni giorno percorre le provincie di Brescia, Bergamo e Milano. Inutilità che si trasforma ben presto in utilità per chi con il cemento riesce a muovere grandi capitali. E per la Brebemi parliamo di veri e propri colossi della finanza italiana chiamati a investire i propri capitali per l’opera: Intesa San Paolo, Banca innovazione infrastrutture e sviluppo (sempre gruppo San Paolo), Ubi, Banco di Brescia, Credito Bergamasco, Banca di credito cooperativo di Treviglioa, Unicredit, Monte Paschi Siena, Ubi, Credito bergamasco e la pubblica Cassa depositi e prestiti.

A gestirla saranno invece Autostrade Lombarde SpA, azienda che ha come soci Autostrada Brescia-Verona-Vicenza-Padova, Autostrade Centropadane, Milano Serravalle – Milano Tangenziali, il colosso della public utility lombarda A2A, associazioni industriali, camere di commercio ed enti locali.

I casi allora sono due: o il mercato non crede a questo investimento e allo sviluppo della mobilità su strada, o la Brebemi ha talmente bisogno di soldi, per ripagare i debiti generati dai costi di costruzione che ha tenuto altissime le commission fee e le royalties sul carburante al punto da scoraggiare tutti i colossi petroliferi.

Ricordiamo inoltre che se la nuova autostrada aprirà a luglio, il collegamento finale con la tangenziale di Milano, tra Segrate e Melzo, non sarà pronto. Questo comporterà un notevole rallentamento del traffico, tanto da far perdere l’unico vantaggio che pare avere quest’opera: arrivare da Brescia a Milano solo 5 minuti prima!

A quanto pare o per guadagnare qualche minuto di tempo (ricordiamo che il guadagno di tempo nella costruzione del lotto di alta velocità tra Treviglio e Brescia è stimato a poco più di 10 minuti) c’è davvero chi crede che l’inquinamento, la distruzione delle nostre case, terre e terreni sia un giusto prezzo da pagare, o anche qui per l’interesse di pochi si mette a rischio il futuro di tutti.

Il fallimento è preannunciato, con la speranza però che questo ci serva per non permettere un altro scempio per il nostro territorio!

 

#20 GENNAIO – BRESCIA SI SOLLEVA: ASSEDIAMO L’INCENERITORE!

20gennaioNella settimana di mobilitazione e lotta nazionale, che inizierà il 15 gennaio, la giornata del 20 gennaio sarà per Brescia, come per tante altre città, una giornata in cui si potranno connettere le lotte. Dal diritto alla casa al trasporto pubblico, alla salute, allo studio, al reddito, alla difesa dell’ambiente e del patrimonio pubblico, all’accoglienza e alla libertà di movimento.

Sarà una giornata di lotta per una diversa qualità della vita che vada a denunciare nuovamente una sofferenza e un disagio profondi, verso questa condizione di precarietà che pesa sulle vite di tutt*.

La giornata del 20 gennaio nasce a livello nazionale come giornata della “rabbia metropolitana e dei territori” , giornata da impiegare in scioperi e assedi in difesa della nostra terra contro le grandi opere, con blocchi della produzione e rifiuto a un lavoro precario, con la richiesta del riconoscimento dei diritti di cittadinanza, allo studio, alla salute, alla dignità.

E proprio nella nostra città, partendo da questi presupposti come non colpire e denunciare l’inceneritore di Brescia, il più grande d’Europa? Il 22 gennaio si svolgerà’ la Conferenza dei Servizi in Regione per discutere la richiesta da parte di A2a di bruciare su tre linee 800.000 tonnellate di rifiuti senza più distinguere tra rifiuti speciali e urbani e senza fissare alcun limite ai rifiuti speciali da bruciare. Siamo, inoltre, venuti a conoscenza del fatto che già oggi vengono importate 350.000 tonnellate di rifiuti provenienti da tutta Italia per far funzionare a pieno regime l’inceneritore a fronte di una produzione bresciana di rifiuti urbani che si assesta attorno alla stessa cifra. La richiesta è contenuta nel procedimento per il rinnovo dell’AIA per l’inceneritore di Brescia che verrà discussa in Regione.

Prendendo atto di ciò, vorremmo porre l’attenzione su quello che da alcuni anni sta succedendo nei martoriati territori della provincia bresciana dove abitiamo. Si sono infatti moltiplicate in Regione le richieste, sia di ampliamento sia di nuove installazioni, per impianti di trattamento di ceneri e rifiuti speciali provenienti in larga parte anche dall’inceneritore di Brescia. Si tratta di progetti molto controversi che insistono su una provincia già fortemente martoriata per la presenza di discariche (68 per la precisione) e di grossi impianti industriali dannosi e nocivi, il sito Caffaro ne è un esempio. Progetti contro i quali siamo costretti a lottare perché costituiscono una minaccia seria e gravosa per la salute e per le possibilità di vita di chi abita questi territori.

Alla luce di questi fatti risulta evidente che l’incenerimento non è una soluzione al problema della gestione dei rifiuti, ma anzi, come testimoniano le vicende che ci troviamo ad affrontare, ne aggrava ulteriormente la situazione. Noi siamo assolutamente convinti che il problema dei rifiuti lo si possa risolvere solo valorizzando pratiche virtuose di riciclaggio e riuso dei materiali (ad esempio con la raccolta differenziata porta a porta).

Non possiamo più tollerare che vengano importate da tutta Italia centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti speciali, per mantenere in vita un impianto evidentemente mal funzionante e sovrastimato, alimentando così un circuito che devasta la nostra provincia e la nostra salute!

LE 800.000 TONNELLATE DI RIFIUTI BRUCIATI OGNI ANNO SI DIVIDONO IN:
CIRCA 350.000 URBANI BRESCIANI
CIRCA 100.000 SPECIALI BRESCIANI
CIRCA 50.000 URBANI IMPORTATI
CIRCA 300.000 SPECIALI IMPORTATI

PRETENDIAMO QUINDI LA CHIUSURA IMMEDIATA DELLA TERZA LINEA, COME PRIMO PASSO VERSO LA CHIUSURA DELL’INCENERITORE!

DICIAMO NO ALL’IMPORTAZIONE DI RIFIUTI DA FUORI!

DICIAMO SI ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA!

VI ASPETTIAMO LUNEDI’ 20 ALLE ORE 9:00 IN VIA CODIGNOLE, DAVANTI ALL’INCENERITORE!

ASSEDIAMOLINCENERITORERete Antinocività Bresciana

20 dicembre: Presentazione del libro “IL PAESE DEI VELENI” – incontro con gli autori

“Tra i comitati, i movimenti, le associazioni che in questi anni si sono opposti agli inceneritori, alla Tav, alle trivellazioni dei nostri mari, a tutte le Ilva che avvelenano l’Italia, c’è una società civile che ha deciso di assumersi la responsabilità del Paese che abbiamo ricevuto in prestito dalle generazioni future. E non vuole essere complice di chi l’ha saccheggiato.
È arrivato il momento di riconoscere che il miracolo economico italiano ha un lato oscuro che, dietro la facciata del benessere e del lavoro per tutti, ha nascosto una realtà fatta di scorie e rifiuti tossici, di diossine e benzoapirene, piombo e arsenico. Un miracolo che del miracoloso ha ormai perso anche il ricordo. Macchiato di sangue, piuttosto, e di un cambiamento genetico che ha generato una rivoluzione epidemica delle patologie cronico-degenerative (dai tumori alle malattie cardiocircolatorie, dalle malattie neuro-degenerative a quelle del sistema immunitario). Il sistema industriale italiano si fonda su una totale noncuranza delle condizioni ambientali e del rispetto della salute che non è più nè accettabile nè sostenibile.” Continua la lettura di 20 dicembre: Presentazione del libro “IL PAESE DEI VELENI” – incontro con gli autori

La Valle in marcia con il suo diritto alla Resistenza

Un’altra giornata storica, di quelle che rimangono e ci spingono a guardare sempre più avanti. 30.000, 40.000 poco importa, oggi è sfilato l’orgoglio della Valle che Resiste con le sue famiglie, i suoi bambini, i suoi pensionati combattivi, i suoi giovani resistenti.

La manifestazione indetta contro la militarizzazione, a Susa dove è più evidente (cantiere/fortino escluso) si è fin da subito trasformata in una forma di partecipazione collettiva capace, ancora una volta, di prendersi in mano il proprio futuro, dimostrandolo con la lotta.

La giornata era iniziata con gli asfissianti posti di blocco al casello di Rivoli e per le statali della Valle, dove un nutrito numero di pattuglie della polizia effettuava minuziosi controlli per non far dimenticare a nessuno perchè si andava alla manifestazione.

La partenza così come il finale, in piazza d’armi, somigliava ad una festa di paese, mangiare, bere e banchetti lungo cui incontrare amici e notav di ogni parte d’Italia.

Poi la manifestazione da Susa a Susa con gli striscioni e i cartelli autoprodotti capaci con una frase di legare le lotte che ci sono in Italia, parlare dei bisogni del paese e di come spendere i soldi pubblici. In testa i nostri bambini con il treno di gomma piuma, poi i sindaci notav fieri di esserci, gli studenti e poi il popolo notav, compatto e determinato come sempre, ma anche gioso e felice della giornata di sole.

Una manifestazione notav come quelle di sempre ma con un qualcosa in più: oggi scendevano in piazza i “terrroristi”, il nemico pubblico dei Caselli e del Pd, quelli per cui ci sono più soldati procapite che in Afganistan. E la prova è stata superata, la Valle si toglie dall’imbuto in cui la volevano far finire per mirare più in alto, per guardare più avanti, aprendo nuove prospettive alla sua resistenza.

Siamo scesi in piazza dopo l’accensione della talpa nel cantiere, che continua a non avere l’elettricità sufficiente per lavorare se non 10 minuti per qualche show, e se qualcuno pensava di trovare un popolo rassegnato è rimasto molto deluso.

Mentre si manifestava a Napoli e nei Paesi Baschi, il nostro fiume in piena cresceva legando le lotte e non dimenticandosi di nessuno. “Fratelli nella lotta, figli della stessa rabbia” cantava una canzone, e così è stato anche a Susa.

Gli interventi finali sono stati moltissimi e non sono mancati i notav del terzo valico, un saluto dei notav baschi, gli amici di sempre e le facce note, ma in particolare Luca, del coordianamento di lotta per la casa di Roma, ci ha portato la forza e il coraggio del 19 ottobre e dell’assedio continuo, trasmettendo alla Valle la determinazione di chi lotta per un futuro dignitoso e ci prova fino ai portoni dei palazzi del potere. Per questo ci si vedrà a Roma il 20 novembre, perchè dobbiamo dire tutti insieme come si spendono i soldi pubblici e che Casa e reddito sono l’unica grande opera di cui questo paese ha bisogno, da subito.

Abbiamo dimostrato oggi che passano trattati internazionali, talpe senza elettricità, procuratori generali, politici da strapazzo, commissari di governo, ma qui, in questa Valle dovranno sempre fare i conti con i notav!

Nota di colore: per la questura eravamo 7 mila…

 

Articolo tratto dahttp://www.notav.info

La Val Susa: una forza che contagia

Arrivati a Susa ho capito tutto. Ho capito cosa smuove trentamila persone, proveniente da tutta Italia, a recarsi in una piccola città in provincia di Torino per manifestare. E’ l’aria che si respira a Susa.  E’ quell’aria tipica della vicinanza alla montagna, fresca e pulita. Il paesaggio mozzafiato di maestose montagne innevate immerse nel verde, la tranquillità e la solidarietà di chi vive lontano dalla frenesia della città industrializzate. Per le strade camminavano centinaia di bambini, ragazzi, adulti ed anziani. Sarebbero questi i black block di cui raccontano i media? Sono queste persone, che tentano di salvare la valle in cui vivono, i pericolosi sovversivi, paragonati a terroristi per la legge, ripresi e umiliati dalle istituzioni? Sono uomini e donne uniti da più di vent’anni con un unico obbiettivo: salvare la loro valle dalla distruzione. Guardandomi intorno risulta cosi facile, ora, capirne il perché.

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La Val Susa e’ molto di più di quanto ci si possa aspettare. E’ soprattutto una grande energia che puoi percepire solamente vivendola di persona. La forza e la consapevolezza che combattere per qualcosa in cui si crede, al giorno d’oggi, non e’ inutile. La tenacia di chi dopo anni, dopo aver visto la militarizzazione del luogo in cui vive, portata avanti, con una dignità e sicurezza invidiabili, la propria causa nonostante tutto.  E’ una forza che contagia.

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I No Tav Brescia non hanno mancato l’invito. Quasi un centinaio di bresciani, hanno preso arte  alla manifestazione portando testimonianza diretta di quanto sta succedendo anche nelle nostre terre. Gli obbiettivi sono comuni: fermare il passaggio del Tav.
I pensieri sono comuni: fermare un’ inutile sperpero di denaro pubblico per un’ opera vana. Denaro pubblico, che in un momento di crisi come questo, potrebbe servire a ridare ossigeno al sistema scolastico, sanitario, ai servizi pubblici e sociali, alla ricerca, alla bonifica e tanto altro.

La manifestazione si e’ snodata alle ore 14:00, a partire da Piazza D’armi, per quasi 5 km, lungo le strade che circondano Susa. Un corteo che vedeva schierati in prima fila decine di bambini, seguiti a ruota dai rappresentanti delle amministrazioni locali (qui molte delle stesse istituzioni si oppongono all’ alta velocità) e da decine di comitati No Tav delle diverse parti d’ Italia. Un corteo che è stato anche una grande festaIMG_0311
Non sono mancati i momenti toccanti e di informazione. Episodio significativo è stato sicuramente il fermarsi del corteo davanti all’ Hotel Napoleon, uno dei rifugi delle centinaia di militari che presidiano la Valle, intonando a gran voce, con l’aiuto della banda cittadina, una “Bella ciao” che non nascondeva la rabbia e il dolore di chi vive in questi luoghi. La presenza  massiccia e prepotente di militari è tangibile ovunque, pensiamo che in Valle la presenza pro-capite di soldati è maggiore che in Afghanistan. Un posto di blocco al casello di Rivoli attendeva, inoltre, fin dalla mattinata, tutti i manifestanti, richiedendo il riconoscimento di ciascuno dei partecipanti alla manifestazione.

La giornata si è conclusa nuovamente in Piazza D’armi con un breve momento di informazione IMG_0399lasciando spazio alla voce dei diversi comitati No Tav dislocati in tutta Italia e in Europa. Non trascurabile è la forte accusa di falsa informazione, rivolta ai media e alle istituzioni, lanciata dai valsusini. Nei giorni scorsi, infatti, era stata diffusa la notizia che la “famosa talpa” aveva iniziato a scavare la Valle. Notizia assolutamente smentita dai locali che informano che la talpa non ha sufficiente energia elettrica per funzionare e, la sua accensione si è limitata solamente ai 10 minuti di riprese video per i Tg nazionali. Notizie queste che fanno riflettere su quanto l’informazione, spesso, sia pilotata dagli interessi.

Anche i No Tav Bescia hanno partecipato a questo momento, ribadendo l’assoluta mancanza di informazioni riguardo i lavori e le intenzioni  delle tratte Treviglio-Brescia e Brescia-Verona.

E come dicono in Valle “ A sarà dϋra”… ma noi non molliamo!

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Domenica 24 novembre: l’appuntamento è a Desenzano!

Fra le infrastrutture finanziate nella Legge di stabilità che il Governo sta per sottoporre al Parlamento c´è anche la tratta Brescia-Verona dell´alta velocità ferroviaria, quella che dovrebbe passare sulle colline moreniche del Garda.

Viene quindi convalidato il progetto preliminare del 1993: l’implacabile linea retta del Treno ad Alta Velocità si abbatterà sulle colline moreniche e sul lago di Garda non considerando:

– la pesante compromissione di un territorio unico: l’anfiteatro morenico del Garda;
– la distruzione di una consistente porzione di territorio, oggi importante distretto economico agricolo di eccellenza per la produzione del Lugana. (20% della superficie destinata a vitigno);
– il problema idrogeologico che si verrebbe a creare;
– la scure che si abbatterebbe sul contesto economico e turistico del basso Garda con un cantiere che causerebbe disagi e limiterebbe l’economia turistica dei luoghi per almeno un decennio;
– il parere contrario espresso dalla Corte dei Conti il 7 Luglio 2011 “….l’opera PREGIUDICA L’EQUITA’ INTERGENERAZIONALE, caricando in modo sproporzionato su generazioni future (si arriva in alcuni casi al 2060) i vantaggi ipotetici goduti da quelle attuali.

E, più in generale, non considerando che la profonda e pesante crisi che ha investito l’Italia chiede investimenti in ben altri settori. Il tasso di disoccupati e povertà che ci vede fra i primi posti della classifica europea lo impone.

Il Coordinamento NO TAV Basso Garda-Alto Mantovano esprime ancora una volta il suo parere contrario ad un’opera ormai dimostrata inutile (350 pareri di massimi esperti, retromarcia” degli altri Paesi coinvolti) e troppo onerosa per l’attuale situazione economica italiana.

Il Coordinamento sostiene con forza che il potenziamento della linea esistente rappresenta la soluzione meglio realizzabile in termini di tempi e di costi decisamente molto inferiori a qualsiasi altra opzione (Comunità Europea – Gazzetta Ufficiale CEE n. L 228/1 del 9.9.1996: sollecitare il riassetto delle vie ferroviarie esistenti evitando di creare nuovi corridoi di disturbo in siti intatti). Qualunque ipotesi di trasferimento a sud del tracciato ci trova contrari in quanto vorrebbe dire trasferire altrove i problemi che si creerebbero sul Garda.

Preso atto che la maggior parte delle Amministrazioni che si troveranno coinvolte nel passaggio del TAV hanno espresso parere negativo, il Coordinamento NO TAV invita i Sindaci ad adoperarsi affinché il problema venga portato a conoscenza di tutti gli abitanti dei luoghi interessati, visto che la maggior parte della popolazione è ignara di ciò che sta capitando sul proprio territorio.

Il Coordinamento continuerà il suo lavoro di informazione con gazebi e con un presidio indetto per il 24 novembre in Piazza Malvezzi a Desenzano del Garda dalle ore 15 alle ore 18.

Coordinamento NO TAV Basso Garda – Alto Mantovano

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