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I costruttori del Terzo Valico fanno soldi sulla pelle delle persone!

L’altro ieri su alcuni quotidiani sono uscite nuove intercettazioni ambientali riguardanti l’inchiesta che alcuni mesi fa portò all’arresto della cupola del Cociv, il consorzio che si sta occupando della costruzione del tratto di TAV chiamato “Terzo Valico”.
Un collega, riferendosi al rischio amianto, si rivolge ad Ettore Pagani, al tempo vice presidente del consorzio, con queste parole: “…il primo che si ammala è un casino…”. Ettore Pagani dal canto suo ribatte: “…tanto la malattia arriva fra trent’anni…”. Una risposta che dovrebbe far indignare chiunque sia una persona per bene, che testimonia come ai dirigenti del Cociv della salute dei cittadini e dei propri operai non interessi proprio nulla. Solo un intralcio da sacrificare sull’altare del profitto di un’opera miliardaria utile esclusivamente ad arricchire le tasche di Salini – Impregilo.

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Nulla di nuovo purtroppo per chi da anni si batte contro la costruzione dell’opera e per primo ha denunciato il rischio amianto legato alla costruzione del Terzo Valico. A quel tempo gli attivisti del movimento si sentirono dare degli allarmisti dai Sindaci intenti a gustarsi la torta delle opere compensative. In una provincia che continua a piangere i morti di Casale Monferrato la puzza di ipocrisia sta diventando nauseabonda. Rita Rossa e i suoi compari del PD sfilano a Casale Monferrato mentre autorizzano e sostengono la realizzazione di un’opera che potrebbe causare chissà quante nuove diagnosi di mesotelioma, carcinoma o asbestosi. Diagnosi che intanto arriveranno fra trent’anni come ha ricordato quello schifosissimo uomo dal nome di Ettore Pagani. Ma questa volta non ci sarà bisogno di lunghi ed estenuanti processi per trovare un colpevole. Già li conosciamo e sono quelli che questa opera l’hanno voluta e la stanno costruendo nonostante la contrarietà delle popolazioni locali e nonostante si sapesse dall’inizio che realizzare l’opera avrebbe significato spargere amianto ovunque.

Bisogna continuare a battersi, in gioco c’è la salute di noi tutti e quella dei nostri figli.

“Quando l’ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa dovere”

Bertolt Brecht

Ancora in marcia in Valverde per fermare il Terzo Valico!

Cravasco 6 febbraio. Chiudere i cantieri fermare il Terzo Valico: perché i costi, non solo economici, dell’amianto li pagheremo tutti…e perché serve solo a chi lo costruisce.

Centocinquanta persone sabato mattina sono nuovamente scese in strada a Isoverde per chiedere la chiusura dei Cantieri Terzo Valico, con una passeggiata fino al Cantiere di Cravasco, dove è stato organizzato un pranzo di fronte ai cancelli, bloccando l’accesso a tecnici e operai.
Diversi interventi da parte degli attivisti per evidenziare il malaffare e la devastazione che porta l’opera, con la consapevolezza che l’unico mezzo per fermarla è la partecipazione di ognuno.
Dopo il lavoro di vigilanza e costante presidio del territorio, effettuato dai Comitati No Terzo Valico quest’ estate che ha portato alla luce le modalità criminali con cui veniva gestito l’amianto, la determinazione è ancora più forte.

CO.CIV ha sospeso due gare d’ appalto, in ragione del vertiginoso aumento dei costi, per lo smaltimento delle amianto.
Abbiamo ragione di ipotizzare che questa sospensione sia propedeutica ad altre mosse da parte di Co.civ e degli altri “portatori di interesse”, finalizzate comunque a concludere l’Opera ad ogni costo, in attesa che vengano destinate ulteriori risorse economiche pubbliche. Che la questione economica che ruota attorno all’amianto sia cruciale in questo momento è confermato dalla preoccupazione dei 20 Governatori delle Regioni, allarmati per il Decreto del Presidente della Repubblica in via di approvazione che disciplina la gestione delle terre da scavo, e che prevede norme piu’ restrittive in presenza di amianto. L’ Assessore regionale ligure Giampedrone, si preoccupa dell’impatto che tale decreto avrebbe sui costi delle Grandi Opere, Terzo Valico in testa, subordinando la salute dei cittadini alla “priorità” di veder completata l’Opera, con un approccio alla questione che riteniamo totalmente inaccettabile.
Non esistono mediazione possibili per chi ha a cuore il futuro dei nostri territori, l’opera deve essere fermata: i costi sociali ed economici sono troppo elevati, i benefici nulli.

Valverde NoTav

Pubblichiamo una galleria fotografica e il servizio del Tgr Liguria.

TERZO VALICO: 19 SETTEMBRE BLOCCHI AI CANTIERI TRA AMIANTO E MAFIA

Nella giornata di sabato 19 settembre presso il cantiere di Radimero ad Arquata Scrivia il movimento NO TAV-NO TERZO VALICO, si è dato un appuntamento di lotta bloccando l’ingresso e i lavori del cantiere, uno dei più importanti del Terzo Valico.

Un blocco deciso dall’assemblea popolare dell’11 settembre in cui il movimento ha deciso unanimemente una serie di iniziative per denunciare la questione dell’amianto, minerale altamente tossico che provoca  malattie molto gravi all’apparato respiratorio a chi viene esposto alle sue polveri. La paura e la consapevolezza di cosa l’amianto possa fare è nella memoria di tutti: del resto i danni provocati dalle sue polveri sono ancora visibili nel Basso Piemonte considerando il disastro di Casale Monferrato dove risiedeva uno dei principali stabilimenti della Eternit, colosso svizzero capofila di tale nefanda produzione.

Nei cantieri dell’opera sono state rinvenute tracce di amianto a livelli a dir poco allarmanti ma la gestione di questi cantieri e dello smaltimento dell’amianto è stata affidata ad alla ditta HTR bonifiche, impresa già finita sotto inchiesta per i lavori del TAV di Firenze in quanto sospettata di infiltrazioni da parte della criminalità organizzata. Questo non può che destare ancora più preoccupazione e allarme nel popolo NO TAV locale.

Per l’ennesima volta, a posteri purtroppo, la ragione viene data ancora al movimento che da sempre denuncia la presenza di amianto in queste montagne (negata in ogni modo da chi vuole quest’opera) e denuncia la natura criminogena di queste grandi opere il cui unico fine è il dissipamento di risorse pubbliche a favore di imprese poco pulite, amiche di una classe politica intrallazzata con il mondo della malavita e il cui unico scopo è il saccheggio della ricchezza collettiva in barba ai territori e agli abitanti di queste zone.

Consideriamo inoltre che l’amianto non crea problemi solo nel momento dell’estrazione ma in tutto il processo di smaltimento vista la sua natura polverosa che lo rende facilmente veicolabile via aerea e che lo porta a depositarsi anche in zone distanti rispetto al punto di estrazione o dove viene trasportato, se in condizioni di insicurezza; questo fa capire bene la gravità e il timore delle popolazioni che stanno vivendo quotidianamente questo rischio.

La mancanza o la scarsa presenza di dati delle analisi dell’aria proprio nei giorni di ritrovamento ha messo maggiormente in allarme le popolazioni che vivono queste terre, già ampiamente martoriate dai cantieri e che proprio in queste settimane riniziano a vivere l’incubo che ogni poggia che nei prossimi mesi arriverà possa portare ancora morti e distruzione.

Lo stesso protocollo amianto firmato dalle amministrazioni regionali di Piemonte e Liguria con COCIV non chiarisce nulla rispetto ai comportamenti da effettuarsi in aree di cantiere in caso di tali ritrovamenti, il che lascia la questione in una palude legislativa in cui la malavita e la corruzione si infiltrano creando quei fenomeni di malaffare a danno di popolazioni e territorio da sempre denunciati dal movimento NO TAV, a partire dalla Val di Susa.

La giornata di blocco e colazione resistente di sabato è andata molto bene e si è riusciti per un giorno ad impedire che i lavori nel cantiere di Radimero andassero avanti.
Lavori che per altro stanno andando avanti come se nulla fosse, come se continuare a scavare non fosse rischioso per la vita e la salute di chi vive queste terre ma anche per gli operai che lavorano in questi cantieri, forse ignari o troppo disperati per capire effettivamente il rischio a cui sono sottoposti, i cui danni non sono rilevabili nel breve periodo ma che si ripercuoteranno nei decenni successivi.

Per questo il movimento NO TAV ha espresso la decisione di continuare a tenere alta la guardia per documentare le imprese di COCIV nel proprio territorio e i danni che questa inutile e dannosa opera continua a fare, continuando nel contempo ad informare i cittadini delle conseguenze che potrebbe avere sulle proprie vite.

E proprio in questo momento, dove sempre più si conferma quello che i NO TAV hanno sempre denunciato, ci domandiamo con che coraggio continuino la costruzione di quest’opera, pensando a quante persone sono state accusate di reati pesantissimi per fermare quest’opera inutile, a quante persone hanno preso manganellate e respirato gas velenosi.  Come pensate di risarcire questa gente e risanare questa terra? Quando pensate di smetterla con questa farsa del progresso? Quante altre terre volte ancora distruggere e quante altre popolazioni condannare a morte?  

LA LOTTA PAGA, ORA PAGHI CHI CI AVVELENA: vittoria del Comitato Spontaneo Contro le Nocività a Brescia

Ci sentiamo di condividere il comunicato che che il Comitato Spontaneo contro le Nocività ha diffuso in questi giorni, ennesimo esempio che quando la determinazione di chi vive le terre è forte e continuativa le lotte si possono vincere, la nostra terra può essere davvero difesa e si può dare una concreta speranza per un futuro migliore a queste terre e a chi le vivrà.

E ora continuiamo le nostre lotte diffuse sul territorio, insieme e determinati fino alla vittoria!

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Stando a quanto riportato negli ultimi giorni dai principali organi di informazione locale, il Gruppo Faustini s’è detto disponibile a ritirare il progetto per la discarica di amianto di via Brocchi.
La notizia è giunta non appena il comitato spontaneo contro le nocività ha dato inizio ad un presidio di 48 ore davanti al sito in questione, collocato all’interno del futuro Parco delle Cave.
Questo è il risultato di sei anni di lotta cominciata il 30 Luglio del 2009 con con un blocco delle ruspe che ha dato avvio ad un presidio permanente di oltre sei mesi davanti all’ingresso del sito impedendo l’inizio dei lavori di allestimento della discarica.
La battaglia è proseguita negli anni utilizzando tutti gli strumenti a nostra disposizione: manifestazioni, cortei, flash mob, blocchi del Consiglio Comunale, raccolte firme, ricorsi, partecipazione alle conferenze dei servizi ed ai tavoli di progettazione partecipata, volantinaggi, assemblee pubbliche, banchetti informativi e persino, nel 2012, uno sciopero della fame della durata di un mese sotto al portico della Loggia.
Nonostante quasi tutti fossero convinti che la discarica, essendo autorizzata, non avrebbe più trovato ostacoli, il comitato spontaneo contro le nocività non s’è mai arreso ed ha integrato la lotta con la conoscenza, studiando carte, documenti, progetti ed iter autorizzativi.
Nel percorso del comitato non sono mancati momenti di approfondimento circa i metodi di trattamento dell’amianto alternativi all’interramento per dimostrare che le discariche non sono una soluzione né a San Polo, né altrove.
Prima dell’inizio delle nostre mobilitazioni nessuno schieramento politico presente nel consiglio s’era apertamente contrapposto alla realizzazione del progetto, il cui percorso non aveva trovate né l’opposizone della giunta Corsini, né quella della Giunta Paroli; neppure ASL ed ARPA avevano preso una posizione decisamente contraria.
Durante le nostre ricerche abbiamo rilevato tutte le inesattezze e le superficialità degli organi di controllo.

La vittoria ottenuta, tuttavia, è solo parziale, in quanto prevede compensazioni che parrebbero favorire ancora una volta lo stesso imprenditore che in diverse occasioni ha dimostrato il proprio disinteresse nei confronti della salute della cittadinanza e dell’ambiente, persistendo nella realizzazione di cave e discariche anche al di fuori del territorio comunale.
Il blocco della discarica di amianto è solo il primo tassello per la concretizzazione del Parco delle Cave che deve essere bonificato da tante altre nocività (per citarne alcune il Cesio 137 della cava Piccinelli, il percolato della Ve-Part, il bitumificio Gaburri, la Bonomi Metalli…).
La lotta del comitato spontaneo contro le nocività non si ferma: proseguiremo nel segnalare e contestare qualunque nuovo disegno inquinante si frapponga tra chi lotta per la salute e la tutela dell’ambiente e la nascita del Parco Naturalistico delle Cave che rappresenta il giusto risarcimento per i danni ambientali e sanitari subiti per decenni dai residenti.
Ringraziamo per averci sostenuto nella nostra battaglia il Co.Di.S.A., LEGAMBIENTE e tutti i cittadini ed i comitati che ci hanno supportati.

“Les grands ne sont grands que parce que nous sommes à genoux: levons-nous.”

(“I grandi sono grandi solo perchè noi siamo in ginocchio: alziamoci”)

30.06.2015
Comitato Spontaneo Contro le Nocività

Abbattimenti in via Toscana: una settimana di solidarietà e informazione

LUNEDì 30 GIUGNO – ore 07:30

Questa mattina alcune persone si sono trovate nella zona di via Toscana, via interessata dagli espropri per il TAV a Brescia, per dare solidarietà agli espropriati, agli abitanti e ai negozianti, e fare informazione riguardo al passaggio dell’alta velocità. Faremo volantinaggio tra il traffico causato dai cantieri per la chiusura parziale di via Dalmazia, agli abitanti del quartiere, e dando la nostra solidarietà e aiuto ai negozianti gravemente penalizzati economicamente dai disagi del traffico e a tutte quelle persone che si trovano a vivere a ridosso dei cantieri, informandole dei rischi che corrono per la loro salute.
Infatti questa zona rientra ancora nel cono PCB e mancando qualsiasi forma di trasparenza riguardo ai lavori di quest’opera non sappiamo se sono stati effettuati dei carotaggi per misurare le concentrazioni di PCB, e se eventualmente se misurato saranno messe in atto le opportune misure di sicurezza per il trattamento dei terreni inquinati. Consideriamo che da rilevazioni private sono state trovate concentrazioni molto elevate nei giardini limitrofi agli espropri.
Inoltre negli scorsi giorni sono state stoccate lastre e tubi di amianto; non sappiamo purtroppo se gli operai hanno usato le precauzioni adeguate, considerando quello che era successo a maggio in via Roncadelle. Quello che sappiamo per certo è che come sempre le persone che abitano a ridosso del cantiere non sono state avvisate di nulla: ne dell’inizio dei lavori, ne dei tempi degli abbattimenti, ne della presenza di amianto.
Inoltre siamo molto preoccupati riguardo alla messa in sicurezza della zona riguardo alle polveri che si solleveranno con gli abbattimenti: da dichiarazioni precedenti da parte di Comune e Italferr si era detto che sarebbero state messe delle protezioni. Per ora sono state installate delle semplici reti da giardino oscuranti, alte circa tre metri, sicuramente del tutto inadatte se lo scopo dovesse essere tutelare l’aria della zona dalle polveri.

ore 07:40

Le persone che vogliono controllare il corretto svolgimento dei lavori e dare solidarietà a espropriati e abitanti sono state bloccate dalle forza dell’ordine!

ore 09:30

Da quando hanno iniziato a lavorare in via Toscana ha iniziato a radunarsi gente, chi per solidarietà, chi per vedere come iniziavano i lavori, chi sorpreso perchè non sapeva assolutamente niente. Le forze dell’ordine continuano a delimitare la zona oltre la quale non possiamo passare.

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L’abbattimento della prima palazzina è stato terminato in poche ore; durante la demolizione si è sollevata molta polvere: nessun mezzo di sicurezza è stato adoperato per tutelare la salute di chi abita nei pressi del cantiere: viene usato un solo idrante, palesemente insufficiente per ridurre le polveri sollevate.

ore 17:36

Dopo alcuni attimi di tensione dovuti allo sradicamento non necessario di alcuni alberi del giardino di una delle case di via Toscana, giardino che l’amministrazione ha preso l’impegno di tutelare e conservare per costruire una zona verde, i lavori proseguono e inizia l’abbattimento del condominio che fino a qualche mese fa era abitato da una ventina di famiglie.

Nel frattempo molte persone si stanno riunendo a ridosso dei cantieri e inizia a esserci molta preoccupazione tra i presenti perchè stanno facendo cadere i detriti della demolizione delle case sui sacchi stoccati a terra contenenti amianto, rischiando di lacerarli e disperdere le fibre nell’aria mettendo a rischio la salute di tutti!

ore 18:02

La risposta delle forze dell’ordine alle preoccupazioni della gente per l’amianto sono caschi e manganelli!

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ore 19:00

Cambio di guarda? Si duplicano! Il livello di repressione è veramente assurdo: ci sono più forze dell’ordine che operai (cosa non nuova dati i rapporti numerici in Val Susa) e le persone presenti sono tenute lontane non per effettive ragioni di sicurezza.

ore 19:10

Le persone presenti a monitorare via Toscana hanno deciso di fermarsi anche più tardi nella serata per dar modo a chi non è potuto venire oggi di informarsi e decidere cosa fare visti i gravissimi fatti successi oggi.

Nonostante ASL, arpa, Noe dei carabinieri, vigili urbani e polizia locale siano stati avvisati dei rischi per l’amianto a cui tutti siamo stati esposti a causa del mancato rispetto delle norme minime di sicurezza i lavori proseguono e nessuno si fa vedere…

Video POLVERI durante gli abbattimenti.

ore 20:30

Prima della fine dell’orario dei lavori sono sopraggiunti dopo le chiamate dei presenti due agenti della polizia locale in moto, e un tecnico dell’ASL.

I primi dopo aver scambiato due parole con gli operai del cantiere se ne sono andati, rispondendoci che non erano interessati a quello che avevamo da dire a riguardo, che sapevano già tutto e che avrebbero scritto il loro rapporto.

Il tecnico dell’ASL ha detto che dovranno procedere domani con maggiori valutazioni per verificare l’effettiva presenza dell’amianto e che intanto i lavori sono sospesi in parte.

MARTEDì 1 LUGLIO – ore 07:49

L’accoglienza in via toscana questa mattina…

ore 08:11

Sono appena riniziati gli abbattimenti in via Toscana. La demolizione della seconda palazzina procede a rilento per paura di eventuali cedimenti o crolli che mettano a rischio lavoratori, abitanti e binari limitrofi alla casa. Inoltre a quanto abbiamo capito parte della palazzina non può essere demolita fino a nuovi accertamenti dell’ASL.

Consigliamo a tutti di munirsi di mascherine perchè già dopo pochi minuti che sono iniziati gli abbattimenti l’aria inizia a essere irrespirabile e molto irritante.

ore 13:14

Gli abbattimenti sono stati interrotti per accertamenti dell’ASL, effettuati dopo nostra segnalazione, per il rischio di dispersione di amianto dovuto a tubature presenti all’interno dell’edificio e ai sacchi in cui è stoccato l’amianto non in sicurezza.

Questa è l’ennesima dimostrazione di come vengono fatti i lavori del TAV e che per tutelarsi le persone devono agire in prima persona! 

Anche questa mattina la solidarietà continua e tante persone continuano a passare ...e stasera alle 20:30 ci incontriamo anche con i negozianti della zona, molto preoccupati delle conseguenze delle loro attività!

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ore 16:47

L’ASL dopo i controlli fatti decide di far riprendere i lavori. Non si sa cosa sia stato trovato nelle cantine del condominio e come sia stato smaltito. ASL non dà risposte a noi che abbiamo segnalato il problema. 

Il tecnico dell’ASL dichiara però che i sacchi in cui è stoccato l’amianto e sui quali sono caduti numerosi detriti (anche di grosse dimensioni) non sono stati rotti, anche se la cosa a tutti i presenti sembra impossibile dato che abbiamo assistito alla scena. 

E’ da sottolineare come in ogni caso questi controlli all’interno del condominio dovevano essere fatti prima dell’inizio dei lavori.

ore 17:14

Sono ricominciati gli abbattimenti e i sacchi contenenti amianto vengono spostati all”interno dei garage espropriati. Questa operazione doveva essere fatta prima dell’inizio dei lavori, e anche in questo caso senza una nostra segnalazione chissà cosa sarebbe successo, sempre all’insaputa delle persone che abitano questa zona e di tutti i bresciani. 

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ore 20:30

Questa sera alcuni attivisti del movimento No Tav Brescia, alcuni ex residenti della zona e alcuni commercianti si sono trovati in via Toscana per discutere della situazione di questi giorni e affrontare le preoccupazioni dei commercianti.

Durante la serata è emersa nuovamente la totale disinformazione di chi viene coinvolto da questi lavori: i negozianti si sono trovati da un giorno all’altro con le prime strade chiuse, con relativi problemi dovuti al traffico. Oltre alle perdite economiche che già iniziano a farsi sentire, e che mettono in allarme molti negozianti della zona già colpiti dalla crisi economica, le preoccupazioni riguardano anche l’inquinamento dovuto al traffico.

I negozianti hanno deciso quindi nelle prossime settimane di formare un comitato per tutelarsi e procedere tutti uniti nelle decisioni che verranno prese. Nel parlare quello che è emerso chiaramente è la domanda del perché per chi perde la casa è previsto un indennizzo, per minimo che sia, mentre per chi perdere il lavoro o un attività non è prevista nessuna forma di indennizzo.

Ci è infatti giunta voce tramite i negozianti, che alcune attività di via Corsica e via Dalmazia hanno intenzione o hanno già disdetto il contratto di affitto considerando le gravi conseguenze economiche che 2 anni e più di cantieri avrebbero sulle loro attività e sulla loro vita.

MERCOLEDì 2 LUGLIO – ore 08:27

Gli abbattimenti in via Toscana sono appena iniziati…diverse persone sono già presenti a controllare lo svolgimento dei lavori. La situazione è abbastanza tesa per i ritardi che “per colpa nostra”, come hanno tenuto a sottolineare, sono stati accumulati ieri nel procedere dei lavori. 

Questa sera però dalle 19:00 cena di solidarietà in via toscana…

Il TAV è arrivato anche in città a Brescia.
Ha portato il suo carico di devastazione e saccheggio. 
Le ruspe stanno abbattendo case nel quartiere Don Bosco in via toscana.

Abitanti e solidali invitano tutte e tutti ad una cena in solidartietà a tutte le persone colpite dal TAV. 

QUESTA SERA, MERCOLEDì 2 LUGLIO A PARTIRE DALLE ORE 19.00. IN VIA TOSCANA BRESCIA.
Porta quello che vorresti trovare: del cibo da condividere, la tua musica, la tua arte.

LORO PORTANO DISTRUZIONE E CEMENTO
NOI CONDIVISIONE E SOLIDARIETA’

A SARA’ DURA

ore 10:41

Anche se dalle foto non si vede qui si sta alzando una nuvola di polvere enorme. Gli idranti che servirebbero a limitarla sono palesemente insufficienti. Inoltre l’ASL ieri ha detto che durante gli abbattimenti avrebbero l’obbligo di usare 3 idranti, con un getto che arrivi all’altezza massima della casa, mentre ne stanno usando 1 massimo 2 con un getto chiaramente insufficiente.

Come negli scorsi giorni comunque i lavoratori non usano spesso nemmeno le protezioni (quando è arrivata l’ASL però tutti indossavano caschetti e mascherine) e anche le forze dell’ordine continuano a respirare le polveri che si stanno sollevando.

Consigliamo nuovamente a chiunque passi in via Toscana di indossare e portare delle mascherine, anche se noi ne abbiamo sul posto parecchie da distribuire!

Nel pomeriggio hanno finito di abbattere anche la seconda palazzina; durante tutto il giorno ex abitanti, vicini, e molte altre persone sono passate in via Toscana..chi a portare la colazione ai primi arrivati, chi a portare un cioccolatino o dell’acqua fresca. La solidarietà e l’unione si fanno sentire e anche i più scettici iniziano a capire la nostra presenza e a supportarla per il bene di tutti.

Gli abitanti della zona iniziano anche a farsi domande sul dispiegamento esagerato di forze dell’ordine, palesemente inutili e pagate con i soldi di tutti per non fare nulla.

Vi aspettiamo per le otto per la cena di solidarietà!

Alessandra aggiornamento via toscana no tav

ore 20:07

Anche se non sono presenti camionette, per la prima volta da lunedì mattina (con presenza 24 ore su 24), ci sono due macchine della polizia, due macchine dei carabinieri e la digos a controllare il cantiere e tutte le persone che si stanno riunendo ora in via Toscana.

Più di 50 persone si sono trovate questa sera in via Toscana, condividendo insieme la cena e dando la propria solidarietà a chi ha perso la casa e alle persone che si trovano a vivere a ridosso dei cantieri, in condizioni veramente spaventose. Assenza di informazione, assenza di protezione per la salute e militarizzazione della via, anche per chi vi vive e lavora.

Durante la serata si è tenuta anche l’ultima riunione per l’Ecoparata di sabato dando un forte messaggio di solidarietà e condivisione anche da parte di altri comitati ambientalisti che si occupano di altre problematiche ambientali.

Il contrasto tra noi e loro è sempre più evidenteLORO PORTANO DISTRUZIONE E CEMENTO, NOI CONDIVISIONE E SOLIDARIETA’

GIOVEDì 3 LUGLIO – ore 08:39

I lavori di abbattimento sono ripresi. 
Ieri sera più di 50 persone si sono ritrovate a cenare in via Toscana: una serata di solidarietà e condivisione stile NO TAV!

Oggi alle 11:00 si terrà qui la conferenza stampa per l’ecoparata di sabato.

ore 09:13

I livelli di polvere sono di nuovo fuori controllo vista l’inadeguatezza degli idranti…che sono ancora 1 massimo 2 e non 3 come previsto!

ore 13:38

5 minuti: il tempo che il sindaco ha passato in via toscana..questa è la vicinanza ai cittadini! Il fatto che le persone che abitano a ridosso dei cantieri non siano state nemmeno informate dell’inizio dei lavori non è responsabilità sua. Il menefreghismo verso l’inquinamento creato nemmeno. I problemi dei negozianti della zona neppure…

ore 14:35

Anche l’abbattimento del condominio di via Toscana è terminato, sollevando polveri, e continuando a far uscire dal cantiere camion non in sicurezza: nonostante Cepav Due abbia rassicurato gli abitanti che i detriti sarebbero usciti con i camion coperti, abbiamo monitorato e non è così. I camion con i detriti che disperdono polvere non vengono ne bagnati ne coperti, quelli che trasportano altri materiali, come il ferro, hanno materiale che sporge dal bordo di diverse decine di centimetri. Il rispetto delle regole per la sicurezza è evidentemente un optional, e le forze dell’ordine al posto che controllare e segnalare queste anomalie continuano a controllare tutte le persone che invece si preoccupano della situazione allarmante.

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 ore 16:06

Forze dell’ordine pagate da noi per andare al bar o a passeggio.. con camionette sempre accese giusto per aumentare un po l’inquinamento della zona. Nonostante le lamentele dei presenti e degli abitanti della via l’atteggiamento di menefreghismo per la salute e per il rispetto delle persone continua. Per noi nulla di nuovo, ma la gente che passa resta molto stupita del trattamento “speciale” che stanno usando nei confronti di questo cantiere.

 VENERDì 4 LUGLIO – ore 09:05

I lavori in via Toscana procedono, ma l’abbattimento dell’ultima palazzina è stato rinviato di una settimana causa amianto. I sacchi di amianto stoccati nei garage espropriati vengono portarti via, mentre continua la bonifica della terza palazzina, contenente in diverse parti della casa grandi quantitativi di amianto.

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Le forze dell’ordine continuano a essere presenti in misura spropositata senza alcun motivo.

Decidiamo insieme di proseguire il controllo dei cantieri nelle prossime settimane, invitando tutti a tenere monitorata la situazione e a dare solidarietà e appoggio a chi è stato più coinvolto, non dimenticando che siamo comunque tutti coinvolti dalla costruzione e dalle conseguenze dei cantieri della costruzione di quest’opera. Sicuramente saremo presenti durante l’abbattimento dell’ultima palazzina, previsto teoricamente per il 14 luglio.

SABATO 5 LUGLIO – ore 19:30

In occasione del passaggio in via Zara, dell’Ecoparata 2014, manifestazione ambientalista,  via Toscana viene nuovamente messa in “sicurezza” con blindati e agenti in tenuta antisommossa. Gli attivisti presenti vengono anche “avvisati” che se qualora qualcuno provi ad avvicinarsi la risposta sarà chiara da parte delle forze dell’ordine.

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Amianto nei cantieri TAV di via Roncadelle

Rete Antinocivita’ Bresciana e No Tav Brescia hanno indetto per questa mattina una conferenza stampa nei pressi del cantiere TAV di via Roncadelle a Brescia.

Qui nelle scorse settimane sono iniziati lavori di smaltimento di rifiuti, che da parecchio tempo erano stati accumulati in cumuli di terra coperti da un sottile strato di cellofan.

Abbiamo scoperto solo da pochi giorni, quando hanno iniziato a insacchettare la terra contaminata, che la sostanza in questione è l’amianto. Questo è stato scoperto non grazie ad una denuncia all’ARPA o agli enti competenti, con successiva resa pubblica della notizia, ma andando direttamente noi ad indagare di cosa si trattava. Continua la lettura di Amianto nei cantieri TAV di via Roncadelle

Un’altra giornata in via Toscana!

LUNEDì 14 LUGLIO 2014 ore 9:21

Questa mattina in via Toscana avrebbero dovuto riprendere i lavori di abbattimento dell’ultima palazzina. Così avevano detto agli abitanti della via. Per ora è arrivato solo un operaio e non stanno procedendo con i lavori. La scorsa settimana hanno finito gli abbattimenti dei garage del condominio e hanno spianato e livellato tutta la zona. Ovviamente con le solite modalità, furgoni con macerie scoperte inclusi. Un gruppo di persone si è comunque riunito e monitorerà la situazione nei prossimi giorni portando anche solidarietà alle persone che vivevano in queste case. Invitiamo tutti e tutte a passare in via Toscana e in tutte le zone in cui questi cantieri hanno iniziato a lavorare per monitorare lo svolgimento dei lavori! Continua la lettura di Un’altra giornata in via Toscana!

I No Tav Brescia partecipano alla manifestazione di Arquata (AL) per difendere tutt* insieme la nostra terra!

Quella di ieri è stata una giornata molto importante per tutto il movimento No Tav e per la comunità di Arquata, comune nella provincia di Alessandria in Piemonte, in lotta contro il Terzo Valico. A nemmeno 24 ore dalla grande manifestazione a Pontedecimo in Valpolcevera, ieri erano presenti quasi 500 persone fra arquatesi e attivisti dei diversi comitati, scesi in piazza percorrendo le strade dell’ultimo comune piemontese al confine con la Liguria, fino al Presidio No Tav Terzo Valico di Radimero.

L’evento di ieri è stato organizzato velocemente, in risposta al fatto che la scorsa settimana nella mattinata di martedì 5 novembre Cociv (consorzio nato nel 1991, subcontraente generale di TAV SpA per la progettazione e la costruzione della Linea Ferroviaria ad Alta Velocità Tortona/Novi Ligure Genova) ha preso possesso di un’area che secondo i loro piani dovrebbe diventare il cantiere dove portare la “talpa” per iniziare lo scavo del tunnel di valico, tunnel lungo quasi 40 Km per la linea Genova-Tortona. Il terreno in questione, che dovrebbe essere interessato dai lavori, è, ad oggi, per metà stato espropriato e stato acquistato da Cociv, mentre per l’altra metà la proprietaria ha deciso di non scendere a patti e di lasciare il terreno ai comitati No Tav. E’  proprio in questo terreno che il comitato No Tav Terzo Valico ha costruito un presidio permanente.

La società che si occupa dei lavori con la presa di possesso dell’area espropriata ha iniziato a recintare la zona, disboscando e spianando il terreno. È proprio questo il terreno che ieri tutti i partecipanti alla manifestazione sono andati a liberare , liberandolo dalle reti e piantando nuovi alberi per riprenderne possesso e  ricollegarlo all’altra area non ancora espropriata diventata luogo simbolo del movimento, di aggregazione, discussione e lotta.

Presenti ieri da diverse realtà No Tav: da Alessandria, Genova, Pontedecimo, Tortona, fino a Brescia.

Provenienti da Ponte Decimo incontriamo alcuni attivisti presenti dopo la manifestazione di sabato, giornata molto importante per il Terzo Valico che ha visto presenti più di un migliaio di persone, e presenti anche ieri lanciando il messaggio di ritrovare la bellezza della nostra terra ribellandosi e liberandola.

Sono gli stessi cittadini di Arquata a raccontarci che la gente del paese sostiene il gruppo che sta lavorando contro il Terzo Valico perché tutto il paese è contrario a quest’opera. Il paese infatti è molto partecipativo, sono quasi tutti solidali con i movimenti locali, senza nessun tipo di contrapposizione.

Il movimento si oppone con tutti i mezzi che ha: iniziando dall’opposizione popolare cercando di aumentare il consenso, studiando i progetti e informando i cittadini. Ed è proprio di informazione che ieri abbiamo parlato con diverse persone.

Un rappresentate del Comitato Studentesco contro il Terzo Valico ci spiega che la prima preoccupazione all’interno delle scuole è quello di fare informazione anche perché, da parte di chi vuole quest’opera, non sono mai state spiegate le motivazioni e i vantaggi, mentre da parte di chi si oppone l’informazione viene fatta quotidianamente. I movimenti studenteschi stanno quindi negli anni cercando di far prendere una posizione ai loro coetanei, consci del fatto che i lavori inizieranno ora, ma, le generazioni più colpite saranno proprio le loro in futuro.

Un Consigliere comunale di Serravalle Scrivia ci dice, invece, che bisogna protestare contro il Terzo Valico perché è un opera ormai fuori dal tempo, che risale a 20 anni fa e quindi è decontestualizzata dalla situazione economica che stiamo affrontando. È un progetto costosissimo, finanziato solo in piccola parte, con grosse incognite sulla realizzazione globale dell’opera.

Parlando poi con un giovane abitante che si occupa di comunicazione capiamo subito che il problema alla base è che non viene fatto conoscere alle persone quello che si sta facendo e che sta succedendo nei loro territori, nemmeno da chi fa e si occupa del progetto. Non si hanno informazioni da chi decide di costruire quest’opera, e anche dopo ripetute richieste, con le lentezze burocratiche del caso, si incappa in personale non preparato a rispondere ai quesiti posti. Si parla ancor ‘oggi di un progetto iniziale, che potremmo definire “ideale”, non specificando invece nella realtà d’oggigiorno il progetto “reale”. E ovviamente da parte di chi dice “sì” al TAV viene tralasciata ogni risposta riguardante la risoluzione ai problemi che i No Tav sollevano.

La gente del posto è quindi arrivata alle informazioni tramite i giornali e i comitati che si oppongono a quest’opera; e dal momento che la stessa situazione si verifica ovunque, compresa la nostra città di Brescia, capiamo che il non parlarne è quindi una tattica, che sfrutta l’indifferenza delle persone verso determinate tematiche.

Inoltre come ripetuto da tutti i presenti ieri, quest’opera prevede modificazioni sostanziali del loro territorio senza alzare il livello di vivibilità e benessere, senza dare opportunità di lavoro nella loro zona, togliendo invece molto da un punto di vista ambientale e strutturale e mettendo a serio rischio la salute di tutti.

Ed è proprio la salute uno dei punti forti su cui basano la loro lotta ad Arquata: come ci racconta un membro del Comitato No Tav di Arquata, per anni e anni, Cociv ha infatti negato la presenza di amianto nelle zone interessate da lavori, e anche ora che non negano più la presenza di questo minerale, non rivelano pubblicante in che misura sia presente; dichiarano però di essere in grado di movimentarlo. Una contraddizione assai paradossale. La presenza di amianto è stata documentata dell’Arpa, da studi fatti per conto di Enel Green Power che voleva realizzare in queste zone un parco eolico. I dati delle analisi chimiche che si hanno parlano di concentrazioni di amianto di 250 g su 1 kg di roccia, quindi ¼ di questa terra è rappresentata da amianto. Concentrazioni altissime, dove il massimo di legge è 1 grammo per kg quindi qui sono 200 volte superiori ai limiti ed è proprio questa concentrazione altissima che fa si che questo sia considerato terreno pericoloso e rifiuto speciale. Detto questo è ovvio che, una volta estratti, i detriti dovrebbero andare in discariche apposite (probabilmente in Germania) portando quindi costi ulteriori che al momento non sono contemplati. Inoltre tutto l’amianto spostato verrebbe trasportato e depositato in zona Libarna e in altre cave della provincia, in camion non adatti al trasporto di rifiuti speciali e che rilascerebbero quindi amianto lungo il tragitto.

Se consideriamo che già il costo dell’opera è di 6,2 miliardi e, in questo preventivo non è stata presa in considerazione la presenza dell’amianto, si parla alla fine dei conti quasi di tirplicare il costo stesso se devono essere messe in atto le misure di smaltimento di questa pericolosissima sostanza.  Ma di questo ovviamente Cociv non parla, nemmeno quando dice di essere in grado di movimentarlo.

Tutti gli abitanti del posto parlano con timore di questo “mostro” chiamato amianto, perché tutti conoscono bene il pericolo di questo con la storia dell’Eternit di Casale. Per chi non lo sapesse infatti benchè sin dal 1962 fosse noto in tutto il mondo che la povere di amianto, generato dall’usura dei tetti e usata come materiale di fondo per i selciati, provoca una grave forma di cancro, il mesotelioma pleurico, in diverse città tra cui Casale Monferrato in provincia di Alessandria, la Eternit continuò a produrre manufatti, tentando di mantenere i propri operai in uno stato di totale ignoranza circa i danni (soprattutto a lungo termine) che le fibre di amianto provocano, al fine di prolungare l’attività dello stabilimento e quindi accrescere i profitti.

Nella zona di Casale Monferrato e nell’intera Provincia di Alessandria si contano migliaia di morti per esposizione ad amianto, morti avvenute perlopiù in silenzio. Ma i morti continueranno ad aumentare considerando che la malattia ha un periodo di incubazione di circa 30 anni e lo stabilimento disperdeva con dei potenti aeratori la polvere in tutta la città, contaminando anche le persone non legate alle attività produttive dell’Eternit.

E non sono solo questi i danni che i No Tav locali accusano: hanno paura di problemi dovuti al traffico dovuto ai lavori e soprattutto sono consapevoli del fatto che quando inizieranno a scavare per fare i lavori, dovranno passare sotto le sorgenti, interrompendole. Questo comporterebbe che in alcune zone si riuscirebbe ad utilizzare un acquedotto alternativo, anche se di minore qualità, mentre ,ad esempio Arquata, per tre anni, o forse più, rimarrebbe senza acquedotto e gli abitanti sarebbero costretti ad utilizzare autobotti. E tutto questo per costruire un opera che porterebbe un eventuale risparmio di una decina di minuti rispetto ai mezzi attualmente disponibili, considerando tra l’altro che le linee attuali sono già due e sono sottoutilizzate.  Basterebbe quindi potenziare quelle esistenti senza costruire quest’opera esageratamente costosa, che porterà danni ambientali e alla salute non indifferenti!

Durante la giornata di ieri, dove alcuni esponenti del gruppo No Tav Brescia hanno preso parte, il morale era alto, c’è tanta determinazione e la convinzione di essere dalla parte giusta. Tutti questi fattori hanno fatto sì che arrivati alle reti arancioni venisse fatto ciò che fosse giusto fare: abbattere quelle reti e ripiantare una decina di alberi laddove erano stati tagliati. È stato un momento molto emozionante, sia per gli abitanti del luogo sia per chi veniva da lontano, un gesto semplice ma pieno di significato. Un gesto che ha fatto sentire tutti più uniti alla propria terra, lasciando trapelare il messaggio che è proprio il ribellarsi a queste imposizioni che ci potrà far sconfiggere chi vuole distruggere Arquata e gli altri territori interessati dal progetto TAV.

Per quanto riguarda Arquata bisognerà vedere cosa succederà in futuro: nel frattempo proseguirà giorno e notte la presenza degli attivisti del comitato No Tav  Terzo Valico al presidio di Radimero.

I No Tav di Arquata lanciano inoltre come prossimo appuntamento quello nella serata di venerdì 15 Novembre alle 21:00 alla SOMS di Arquata Scrivia, in Piazza Vittorio Veneto n.1, dove si terrà un’assemblea popolare per decidere insieme i prossimi passi di mobilitazione, assemblea dove è stata invitata tutta la cittadinanza, amministratori pubblici compresi, per difendere la salute, soprattutto delle prossime generazioni, dal rischio amianto, per difendere gli acquedotti e le sorgenti dalla distruzione e per sostenere tutti insieme questa grande lotta. Incontro al quale seguirà, dopo qualche ora la partenza per la grande manifestazione in Val di Susa del 16 novembre. Questo ci fa capire come a questo susseguirsi continuo di impegni si può far fronte solo ed esclusivamente grazie alla generosità di centinaia di donne e uomini che in questa lotta stanno mettendo il cuore.

E come hanno dichiarato gli attivisti locali che abbiamo incontrato, oggi il movimento è più forte. Oltre quelle reti arancioni, ieri ha trovato dignità, generosità, condivisione e una nuova conferma che questa lotta sarà dura ma bisogna assolutamente vincerla.

Per difendere la propria terra, il proprio presente e il futuro dei propri figli!

Intervista a Eugenio del Comitato No Tav Terzo Valico VN870615

Intervista a Giovanni del Comitato Studentesco No Tav Terzo Valico VN870616

Intervista a Elio Pollero Consigliere Comunale di opposizione di Serravalle Scrivia VN870617

Intervista a Tiziana del Comitato No Tav Terzo Valico VN870618

Intervista a Marta di Alessandria VN870619

Intervista a un cittadino di Arquata VN870620

Intervista a Francesco (Ingegnere) VN870621

Intervento prima dell’inizio della manifestazione VN870623

Intervento al presidio di Radimero VN870627

Intervento al presidio di Radimero VN870629

Intervista a Francesco del Comitato No Tav Terzo Valico di Pontedecimo VN870631

Intervista a Frescesco del Comitato No Tav Terzo Valico Val Lemme e Tortona VN870632

Intervista a Diego Cambiaso, laureando in Giornalismo VN870633