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Delrio in visita a Brescia per promuovere le grandi opere inutili e costose

Oggi il ministro Delrio è stato in visita a Brescia per parlare di Tav e Autostrada della Val Trompia con le amministrazioni locali.

Oggi il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, insieme all’amministratore delegato del Gruppo FS Italia Renato Mazzoncini e l’Amministratore Delegato di Rete Ferroviaria Italiana Maurizio Gentile, ha preso parte ad un viaggio di collaudo della linea Tav Treviglio-Brescia che verrà inaugurata il prossimo 10 dicembre dallo stesso Renzi.

Oggi Delrio ha nuovamente dichiarato che entro fine anno termineranno le procedure autorizzative anche per le tratte Tav Brescia-Verona e Verona-Padova e si apriranno nuovi cantieri.

Un tour questo per sponsorizzare le grandi opere inutili in progetto nel territorio bresciano.

Oggi, mentre era in corso in provincia l’incontro con i sindaci dei comuni interessati dalla tratta, abbiamo voluto dare un segnale con un messaggio chiaro: il nostro territorio non si arrenderà all’idea di essere devastato dai progetti di un governo che cura solo gli interessi delle lobbie.

Non abbiamo bisogno di grandi opere, ma di bonifiche e politiche sociali che risolvano gli enormi problemi di chi oggi vive il nostro territorio.
Al ministro e al governo Renzi non possiamo che lanciare un chiaro messaggio: ci vediamo il 10 dicembre!

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Delrio: il TAV Brescia-Verona non verrà costruito né quest’anno né mai!

Ieri è andato in scena il solito teatrino dei politicanti che vorrebbero decidere del nostro futuro, senza tenere minimamente conto di cosa vogliano in realtà i territori che sporadicamente visitano.

Nella scorsa giornata infatti,  il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio ha visitato Brescia, Padenghe e Castenedolo ribadendo in più occasioni che il tratto di Tav Treviglio-Brescia verrà inaugurato a dicembre (al viaggio inaugurale parteciperà anche il premier Renzi) e che per il progetto TAV Brescia-Verona l’avvio dei cantieri  è previsto entro fine anno, partendo dalle gallerie sul Garda. Resta aperta invece la questione shunt.
Il ministro ha ribadito inoltre la centralità di Brescia nel “famoso corridoio mediterraneo” e di come il progetto Tav non sia fondamentale per lo sviluppo dell’aeroporto di Montichiari.
Non la pensa nello stesso modo Bonometti,  presidente degli industriali bresciani, che ha dichiarato qualche settimana fa che è fiducioso sul “decollo” del d’Annunzio se si riuscirà a coniugare cargo leggero, pesante e passeggeri, proprio grazie all’arrivo del collegamento con l’alta velocità.

Dal momento che le grandi opere inutili e dannose sembrano non bastare mai, si è deciso di sbloccare anche l’Autostrada della Val Trompia i cui lavori, a sua detta, dovrebbero partire a breve.

In questo tour dell’ipocrisia il ministro (era stato invitato a Padenghe ad inaugurare una nuova piazza, l’ennesima opera “utile” costata 2 milioni di euro, mentre a Castenedolo sedeva ad un tavolo di discussione sull’Enciclica di Papa Francesco),  è stato accompagnato da personaggi profondamente ambigui: dall’ex sindaco di Brescia del PD Paolo Corsini (è colui che grazie alle sue “amicizie” di partito con la Lorenzetti , arrestata per appalti mafiosi sul TAV di Firenze, ha portato alla costruzione del TAV Treviglio-Brescia; ed è sempre grazie a lui se Brescia non si è costituita a parte civile nel processo Caffaro e ora ne paghiamo le conseguenze in tutti i sensi), a Groli e Del Bono, sindaci rispettivamente di Castenedolo e Brescia che nelle scorse settimane abbiamo visto scendere in piazza con noi nel corteo di Basta Veleni, quando in realtà sono i primi soggetti a spingere affinché il TAV Brescia-Verona venga realizzato.
In entrambi gli incontri si sarebbe dovuto discutere di difesa, sviluppo, tutela e amore del territorio e della natura.
Uno strano concetto di difesa, sviluppo e territorio quello dei nostri politici, ben distante dal volere delle popolazioni che vivono questi territori.

Ed è per questo motivo che ieri decine di persone sono scese nelle piazze: per dimostrare la contrarietà a questo modello di sviluppo che privilegia la costruzione di nuove faraoniche e costose opere inutili, a discapito di grandi opere urgenti ed essenziali come le bonifiche, ad esempio.

Il Coordinamento No Tav Brescia-Verona, insieme ai comitati ambientalisti di Brescia e provincia, ha deciso di contestare rumorosamente questa farsa: con che diritto questi politici discutono di futuro e di tutela ambientale, quando quotidianamente svendono e distruggono le bellezze e unicità dei nostri paesaggi, compromettendo irreversibilmente ecosistemi,  rubando soldi alle necessità reali di questi territori? Con che diritto rilasciano dichiarazioni su come sarà il nostro futuro senza aver mai acconsentito di confrontarsi pubblicamente con noi?

Anche nella giornata di ieri non c’è stato spazio per il dialogo. I manifestanti sono rimasti inascoltati e tenuti a debita distanza da un ingente schieramento di forze dell’ordine.

Quello che forse il ministro Delrio non vuole vedere e sentire, e tanti altri politici locali con lui, è che in questi anni qualcosa nei nostri territori è cambiato. Le persone che vivono queste terre non sono più intenzionate a subire speculazioni che vanno a discapito della salute, dell’ambiente e della spesa pubblica. 

La nostra terra, la nostra salute e il nostro futuro non saranno svenduti a meri interessi economici e speculativi.
Le lobby e le mafie che ruotano intorno a queste opere non decideranno al posto nostro.

Il movimento No Tav continuerà ad opporsi a tutto questo con ogni mezzo a sua disposizione, oggi e nei giorni a venire.
Lo dobbiamo a coloro che hanno già subito ingiustamente l’esproprio della propria casa e dei propri terreni, e sopratutto lo dobbiamo a quanti sono potenzialmente espropriandi e si sentono ogni giorno impotenti, indifesi e non ascoltati.  Lo dobbiamo a coloro che ancora oggi non si rendono conto che in gioco c’è il futuro e la salute di tutti e tutte e lo dobbiamo a chi verrà dopo di noi, perché è nostro dovere lasciare questo mondo vivibile.

Il ministro Delrio può annunciare quanto vuole che i cantieri Tav apriranno nel 2016. A suo tempo, anche l’ex ministro Lupi aveva annunciato l’inizio dei lavori sul Garda entro la fine del 2014.

Prima di rilasciare inutili dichiarazioni, i nostri politici farebbero bene a ricordare che ad oggi non c’è ancora un progetto definitivo per il Tav Brescia-Verona, ne tanto meno i soldi per la costruzione (se non una minima parte)!

Un’ultima riflessione: ma Delrio e company, sono cosi sicuri di aver veramente letto l’enciclica di Papa Francesco?  La risposta per noi, anche questa volta, è NO!13077075_741222472681363_7841217076014987141_n 13062280_741222342681376_1858836455392883079_n 13015400_741303562673254_4645006272757629781_n 13015355_454744671397957_3929477708933164811_n 13007373_741303526006591_891932518637233020_n