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Quanto valgono gli espropri per Cepav 2?

Dopo quasi 6 mesi è giunta la risposta all’interrogazione, presentata dal consigliere Manuel Brusco, della Regione Veneto in merito al loro parere favorevole sul reitero dei vincoli d’esproprio per i terreni interessati dal passaggio del TAV Brescia – Verona. Il reitero è arrivato attraverso una delibera del Cipe che di fatto vincolerà per altri 6 anni i terreni da espropriare. In totale quindi questo vincolo urbanistico, che impedisce ai proprietari qualsiasi intervento sul proprio fondo (come ad esempio il semplice impianto di un vigneto), raggiungerà la durata record di 19 anni. Ovviamente nessun rimborso per chi sta subendo quest’ingiustizia in favore di un’opera dalla copertura finanziaria dubbia, la quale difficilmente vedrà mai un completamento. Un passaggio in questa risposta, però, è particolarmente significativo, riprendendo la delibera del Cipe:

“(…) che il soggetto aggiudicatore ha dichiarato che il valore delle aree oggetto di esproprio, valutato in sede di progettazione definitiva, è già compreso all’interno delle somme a disposizione del quadro economico e che l’importo – stimato in € 10.432.800,00 – da riconoscere ai proprietari (…)”

Dunque Cepav 2 ha già valutato che gli oltre 1000 espropri che dovrà compiere per realizzare questa tratta valgono poco più di 10 milioni di euro. Una cifra che diventa subito irrisoria se si pensa che in quasi ogni comune sono previsti abbattimenti di caseggiati, cascine e capannoni e molte persone perderanno così la propria casa. Nel solo comune di Desenzano si parla di 15 abbattimenti e al conteggio manca ancora il capitolo riguardante l’uscita ad Est dalla città di Brescia, sulla quale manca ad oggi un progetto. A questo andrebbe aggiunto anche l’altissimo valore fondiario dei terreni del Basso Garda, in particolare di quelli già vitati e produttivi, inseriti nell’areale della Doc del vino Lugana, ma anche Custoza e Grana Padano Dop. Quindi nessun extra per chi perderà pezzi fondamentali e non rinnovabili della propria attività agricola, come i vigneti. Per intendersi, la resa di un ettaro di vigneto Lugana è di 120 quintali/ettaro, la quotazione dell’uva Lugana non lavorata si attesta oggi sui 200 euro al quintale, il resto del conto si fa presto a farlo e da l’idea del danno economico che subiranno le aziende che perderanno i propri terreni.

Non c’è da stupirsi della risposta della Regione Veneto del leghista Zaia. D’altronde stiamo parlando della regione del Mose e dove si aumentano le tasse ai cittadini per coprire i buchi lasciati dai privati per la realizzazione della “Pedemontana Veneta” (qui). Sul reitero del vincolo d’esproprio è stato presentato da comitati e cittadini un ricorso al Tar del Lazio, dal quale si sta attendendo risposta. La battaglia sarà lunga e l’arroganza di chi vuole imporre queste grandi opere inutili non ha veramente più limiti.

Riflessioni a caldo sull’incontro “TAV e turismo sul lago di Garda”

Ieri si è svolto a Rovizza di Sirmione un’interessante confronto pubblico che ha visto protagonisti, oltre al comitato no tav di Desenzano, anche il consorzio tutela Lugana DOC, l’associazione albergatori, l’associazione ristoratori e, nientemeno che, l’assessore regionale al turismo Mauro Parolini. La sala era gremita e oltre ad attivisti, tanti espropriandi, operatori agricoli, associazioni e amministratori locali (non tanti, qualcuno). Aspettando quello che i giornali scriveranno sui quotidiani, possiamo notare come nessuno dei relatori presenti, né nessuno di coloro che è intervenuto al dibattito ha espresso parere favorevole a quest’opera e a questo progetto. Del resto, dopo la stroncatura inserita nel verbale del Consiglio nazionale sui lavori pubblici che si unisce a una lunga sequela di prescrizioni, difendere il progetto dell’Alta Velocità è divenuto impossibile a tutti. Perfino all’assessore Parolini, che per anni ha invocato un’accelerazione per l’inizio dei lavori dell’opera, è scappato di essere contrario a questo progetto. D’altronde, da personaggio politico e navigato, non può non aver intuito che la realizzazione di questa tratta comporterebbe un disastro per il Basso Garda e che ormai, in questo territorio, non c’è più nessuno in grado di sostenere un tale intervento. Nemmeno la sua proposta di realizzare una fermata Tav sul lago di Garda ha trovato riscontro, anzi è stata smontata pezzo per pezzo da interessanti interventi, ovviamente fatti da coloro che questo territorio lo vivono quotidianamente. Una frase del discorso di Parolini ci pare degna di nota, ossia che al Cipe, per il mese di Marzo, non è stata depositata nessuna richiesta per discutere l’approvazione del progetto definitivo del Tav Brescia-Verona. Ovviamente è un’affermazione sulla quale si vigilerà con attenzione, ma lascia trasparire come le affermazioni e le sparate recenti dell’ad Gentile e del sottosegretario De Caro siano state fatte senza conoscere l’argomento in questione, ignorando inoltre (fatto grave per dei funzionari pubblici) quali siano i passaggi compresi nell’iter autorizzativo che Cepav 2 (il general contractor) dovrà compiere prima di poter avviare i cantieri: dopo l’eventuale approvazione del Cipe, il progetto dovrà essere infatti sottoposto all’esame della Corte dei Conti. Così come i ricorsi presentati dai vari comitati potranno causare ulteriori ritardi e slittamenti, se non addirittura fermare questo progetto. Ovviamente fermare il Tav è sempre più possibile anche se non sarà una battaglia semplice, serve l’impegno e la determinazione di tutti.

Qua sotto riproponiamo un testo scritto da un attivista No Tav che riassume in maniera efficace la vicenda generata dalle ultime dichiarazioni uscite sui giornali:no-tav-san-martino

BASTA FROTTOLE. IL CARNEVALE È FINITO!

All’inizio c’era il TAV, poi hanno inventato la TAV (la treno alta velocità), dopodiché si è pensato al TAC (treno alta capacità, da non confondere con Tomografia Assiale Computerizzata, che è un’altra cosa), ma anche quest’ultimo non regge. Non esiste al mondo una linea dedicata/veloce che possa trasportare le merci. Tutti i governi in Italia che si sono succeduti dagli anni del boom economico a oggi, hanno favorito spudoratamente il trasporto su gomma a sostegno dei soliti noti. Lo Stato che penalizza se stesso in appoggio d’interessi privati. In questi anni il trasporto merci è talmente crollato che chissà quando potrà riprendersi a livelli apprezzabili. L’industria italiana negli anni ’80 aveva partorito il miglior treno mai costruito, il Pendolino, ma il governo italiano ha preferito investire nell’alta velocità e ha svenduto il progetto alla Francia. Ancora oggi la Alstom francese continua a produrre il nostro treno e lo vende a nazioni come la Svizzera che in fatto di ferrovia: chapeaux.
Tornando al TAV e nel nostro caso alla tratta Brescia-Verona, inizialmente hanno pensato allo shunt in direzione di Montichiari per collegare l’aeroporto (ma non si voleva far concorrenza all’aereo per inquinare di meno…). Ora lo shunt è stato congelato in cambio dell’uscita da Brescia sulla linea storica e l’abbattimento di qualche palazzina per un totale di circa 200 unità abitative. Da Brescia a Verona comunque tra espropri di terreni, abitazioni, stabilimenti e d aziende agricole sono poco meno di un migliaio i soggetti interessati al passaggio della nuova linea. Un discorso particolare è da dedicare all’elettrodotto da 30.000 volt che attraverserà la campagna di Lonato e giungerà al confine con il comune di Calcinato: un lavoro del genere prevedrebbe l’interramento dei cavi elettrici, per la potenza trasportata, ma ciò inciderebbe troppo sul costo dell’opera ed allora si è preferito la soluzione en plein air. La galleria sotto il territorio di Lonato creerà una barriera per il deflusso delle acque di falda verso il territorio mantovano, a grave discapito delle produzioni agricole locali. Il territorio di produzione del Lugana sarà decisamente ridimensionato con ricadute negative sul fatturato complessivo delle aziende vitivinicole gardesane. Il laghetto del Frassino, nel comune di Peschiera, a causa della galleria che scorrerà nel sottosuolo, in pochi anni sarà prosciugato interamente e quest’oasi di particolare interesse faunistico, oltremodo protetta dall’Unesco, avrà una sorte sicuramente misera. A prescindere dalle dichiarazioni esilaranti e sicuramente veicolate da qualcheombretta di troppo del sottosegretario del ministero delle Infrastrutture e Trasporti Umberto Del Basso De Caro (un nome-un programma) al Samoter di Verona della settimana scorsa, dove si è paventato il completamento dei lavori per la Bs-Vr in 36 mesi con una spesa di soli 1,5 miliardi di €. Peccato che il cronoprogramma per la realizzazione dell’intera tratta parli di ben 7 anni e 4 mesi e si sono già stanziati ben più di 2 miliardi di €. Umberto Del Basso De Caro ha voluto concorrere con il nostro Mauro Parolini che, in un periodo non carnevalesco, ha lanciato la proposta di una stazione ferroviaria a S. Martino della Battaglia, questo per favorire l’afflusso di turisti sul Garda, provenienti sia da Lisbona che da Kiev. Parolini aveva già parlato anche della denominazione da dare alla stazione, chissà che non avesse già contattato Calatrava per un semplice e funzionale progetto, tutto cristalli ed acciaio. Al turista-straniero-tipo gardesano interessa un trasporto locale efficiente, sicuro, comodo, puntuale per visitare il Capitolium e S. Giulia a Brescia o l’Arena e la casa di Giulietta a Verona e se le carrozze fossero anche pulite avremmo raggiunto l’apoteosi. Un treno ad alta velocità che parte da Brescia impiega 15 minuti per raggiungere la velocità di punta, nella galleria di Lonato deve rallentare notevolmente, a S.Martino ferma, sotto il Frassino di nuovo rallenta anche perché nel sovrastante santuario stanno celebrando i Vespri; a Verona non può altro che giungere dietro il regionale partito dieci minuti dopo. Sta di fatto che l’attuale linea è sottoutilizzata, potrebbero transitare attualmente ben più di 120 treni al giorno, senza nessun tipo di implementazione. Il Magnifico Rettore dell’Università di Brescia, Massimo Tira e altri esperti in trasporti, già parecchio tempo fa, hanno proposto soluzioni alternative e ben più economiche del TAV, senza mai esser presi seriamente in considerazione. Come non è mai stata presa in considerazione l’opzione zero. In questo modo certamente alle cosche mafiose non potrebbe giungere quell’inesauribile fiume di denaro che con frenesia stanno attendendo.
NESSUNO PRESTÓ ASCOLTO ALLE LORO PAROLE E NESSUNO FECE NULLA… NESSUNO FECE NULLA!
FERMARLO
È POSSIBILE, FERMARLO TOCCA A TUTTI NOI!

 

TAV e turismo sul Lago di Garda. Dibattito a Sirmione Giovedi 2 Marzo.

Giovedì 2 Marzo si terrà a Rovizza di Sirmione un incontro pubblico organizzato dall’associazione culturale “la Zobia”. L’incontro si terrà presso la sala conferenze della Ca’ Lojera alle 20.45 e verrà moderato dal giornalista Alessandro Gatta. All’incontro parteciperanno le associazioni degli albergatori del Garda, il consorzio Lugana DOC, l’assessore regionale allo sviluppo economico Mauro Parolini e un esponente del comitato No TAV di Desenzano, l’ingegnere Ammar Kharrat. Mentre sui giornali leggiamo, più o meno quotidianamente, dichiarazioni o di politici o dei vertici di ferrovie che sparano la loro sulle scadenze dell’Alta Velocità e sul possibile inizio dei lavori, sul territorio si torna a parlare del progetto. Ben lieti di partecipare a questo dibattito, avremo il modo per dimostrare quanto campata in aria sia la proposta di una stazione del Garda e, per l’ennesima volta, avremo modo di ribadire quanto quest’opera sia semplicemente inutile, costosa e dannosa. Qua il link all’evento fbzobia

Domani ore 10:30 corteo NO TAV @ Brescia: ecco perchè dobbiamo esserci!

Tra i tanti motivi per cui domani alle 10:30 saremo in piazzale Garibaldi  a Brescia per dar vita a un corteo NO TAV verso la stazione di Brescia dove ci sarà l’inaugurazione del TAV Treviglio-Brescia, è perchè siamo convinti che tra le tante priorità per il nostro paese e chi lo vive, #conisoldidelTAV si debbano fare interventi concreti ed immediati di MESSA IN SICUREZZA del nostro Paese.

Ad ogni terremoto, ad ogni alluvione non si finiscono di contare i disagi e i danni, ogni volta si prega non ci siano altre vittime. Vittime di questo Stato che spende i soldi pubblici per opere inutili e mafiose al posto che per le reali necessità di tutti e tutte noi.

Un altro dei motivi per cui domani, nonostante l’assenza di Renzi, noi contesteremo i diversi rappresentanti politici presenti alla cerimonia di inaugurazione dell’ennesimo sperpero di soldi pubblici è perchè #conisoldidelTAV crediamo che si possa investire sul lavoro, sull’istruzione e sul futuro di questo Paese.

I bambini grazie alla “Buona scuola” hanno insegnati precari, edifici che crollano, aule senza riscaldamento.
Il carotrasporti, il carolibri, il caromensa ,tasse universitarie che aumentano di anno in anno, rendono la scuola e le università un privilegio e non un diritto.

Sempre più persone, sopratutto tra i più giovani, non possono fare progetti e costruirsi un futuro per la mancanza di una sicurezza economica.
La causa? Un lavoro assente o precario o ancora peggio non retribuito adeguatamente. Quali sono le condizioni che tanti e tante di noi sono costretti/e ad accettare per avere un lavoro?

Tante sono le realtà che aderiscono a questa manifestazione, in particolare i comitati ambientalisti di una delle province più inquinate d’Europa, perchè vogliamo che #conisoldidelTAV si bonifichi e risani tutto il nostro territorio.
Ci dicono sempre che non ci sono soldi, e quando arrivano sono solo briciole di quello che servirebbe…con pochi Km di TAV si potrebbe bonificare tutto il Sito Caffaro.

Qual’è la priorità: una linea inutile che dà soldi alla mafia, o la nostra salute e il futuro di queste terre?

A questo proposito #conisoldidelTAV si deve investire su una sanità efficiente e accessibile a tutti e tutte.

Viviamo in una delle province con un tasso di malattie, non solo tumorali, più alto della media nazionale ed europea.
Le cure mediche, gli esami specialistici, la prevenzione e la salute non sono un diritto garantito a tutti e tutte noi.
Non possiamo permettere che i soldi pubblici vengano sperperati nella costruzione di opere inutili e dannose per l’ambiente come il TAV!

Questi sono solo alcuni dei motivi per cui saremo presenti domani in piazza a Brescia, per contestare quest’opera ormai costruita a discapito del nostro benessere presente e futuro, ma sopratutto per opporci e far sentire la nostra voce contro la loro volontà di costruire il TAV Brescia-Verona.

Ci vediamo domani, carichi, rumorosi, visibili e determinati, perchè da Brescia il TAV NON PASSERA’ PIU’ e i politici lo devono capire una volta per tutte!

 

Vighizzolo: BASTA PUZZA, BASTA VELENI – Questa sera fiaccolata per cambiare insieme le cose!

Lunedì mattina Vighizzolo (Montichiari-BS) è stata avvolta da una nuvola di gas maleodorante. A pagare il prezzo più alto sono stati i bambini delle scuole che hanno ravvisato malori e alcuni di loro sono stati portati in ospedale.

Il giorno dopo i genitori dei bambini hanno organizzato un presidio davanti alla scuola per chiedere risposte e verità su quanto sta succedendo, decidendo di non mandare i bimbi a scuola per protestare contro chi dovrebbe individuare la causa del problema, per chiedere che si faccia chiarezza subito e che vengano messe in atto tutte le procedure possibili per risolvere questa situazione.

Ieri ci sono stati nuovi malori a Vighizzolo, e anche alcune maestre hanno detto di essersi sentite male nella notte, dopo la giornata passata nell’istituto.

Le analisi hanno mostrato, in tutti gli alunni ricoverati, alti valori di carbossiemoglobina nel sangue, una forma di emoglobina tossica per l’organismo. La carbossiemoglobina è un insieme di sostanze velenose che trasporta monossido di carbonio anziché ossigeno. Sono di solito i fumatori a presentare un tasso di questa sostanza superiore alla norma, non i bambini.

Per protestare contro la situazione ambientale della zona è stata organizzata una fiaccolata per questa sera.

La partenza è prevista per le ore 20:30 dal piazzale delle scuole di Vighizzolo,
Si consiglia di non cercare di arrivate in macchina nel piazzale delle scuole, ma di lasciarla nel parcheggio di via S. Lucia.
Il corteo partirà e terminerà alle scuole e le torce verranno distribuire dagli organizzatori della fiaccolata.

La situazione è grave in tutta la provincia e questo è l’ennesimo esempio di cosa si prospetta nel nostro futuro e in quello dei nostri figli se non cambiamo le cose.

Solo se saremo in tanti e se saremo uniti riusciremo a pretendere e ottenere risposte, solo se saremo in tanti potremo cambiare le cose.

Facciamolo per noi, per i nostri figli, per tutti quelli che verranno dopo di noi, DICIAMO BASTA VELENI NELLA NOSTRA PROVINCIA!

CI VEDIAMO QUESTA SERA!

#bastaveleni #notav #unitisivince #scriviamoilfuturo #insieme

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L’agosto del toto-Tav, tra slogan e sparate.

imagesCon Agosto, possiamo dirlo ufficialmente, è iniziato il toto-Tav. Negli ultimi giorni si sono susseguite sui giornali le dichiarazioni del sindaco Del Bono, del presidente della provincia Mottinelli e di Bonometti, presidente dell’associazione industriali bresciani sull’Alta Velocità. Continua la lettura di L’agosto del toto-Tav, tra slogan e sparate.

4/6 dalle 14:30 – AGORÀ Pubblica in Broletto @ Brescia – BASTA VELENI!

SABATO 4 GIUNGO 2016
DALLE 14:30 @ PIAZZA BROLETTO – BRESCIA

Il 10 aprile scorso a Brescia migliaia di persone sono scese in piazza per dire Basta Veleni!

Un fiume in piena composto da bambini, genitori, studenti, pensionati, comitati, associazioni e alcuni amministratori locali ha chiesto un cambio radicale nella gestione del territorio, rivendicando per sé e per le generazioni che verranno il diritto a vivere in un ambiente salubre.

Troppo spesso negli ultimi decenni in questa provincia la ricerca del profitto economico a tutti i costi ha prevaricato sulle reali esigenze del territorio e delle persone che lo abitano sostenuta dalle politiche di chi ha governato Brescia e provincia.

Ma aldilà di qualche dichiarazione fatta ai giornali, nessuna risposta concreta è arrivata dalle istituzioni. Nemmeno sul testo della moratoria su cave e discariche, che il tavolo “Basta Veleni” ha redatto e sottoposto a tutte le istituzioni locali, provinciali e regionali come primo passo verso un futuro sostenibile.

Per questo motivo abbiamo deciso di dar vita ad un primo momento di discussione collettiva nel quale vogliamo decidere insieme come proseguire.

Un primo momento di confronto pubblico nel quale condividere saperi ed esperienze per iniziare a rendere reale e concreto il cambiamento radicale che abbiamo chiesto in migliaia il 10 aprile scorso.

Abbiamo deciso di farlo davanti alla sede della
provincia di Brescia, nel cortile del Broletto, in quanto istituzione maggiormente coinvolta nelle scelte che riguardano le politiche ambientali a Brescia.

Abbiamo inoltre invitato gli amministratori locali, per ricordare loro ancora una volta che non sono semplici burocrati, ma garanti della salute e del futuro del proprio territorio e delle persone che lo abitano.


Essere presenti a questo importante appuntamento per confrontarsi e rispondere agli interrogativi e alle richieste dei Cittadini, dimostrerà che è finito il tempo delle promesse vane, ma che si faranno seguire alle parole i fatti, affinchè la situazione in questa città e provincia cambi.

PARTECIPIAMO NUMEROSI!

AGORà PUBBLICA BV 4-6

27/4: presidio “Denunciateci TUTTI per aver DIFESO LA NOSTRA SALUTE!” al tribunale di Brescia

 E dopo il grande successo della manifestazione del 10 aprile siamo pronti di nuovo a sostenere chi ingiustamente negli scorsi anni è stato condannato per difendere la salute di tutti e tutte noi!
Ci ritenete ancora “4 gatti allarmisti” dopo aver portato 12 mila persone in piazza? Noi sappiamo che non è così, che se vogliamo cambiare le cose dobbiamo attivarci, ed è per questo che dobbiamo sostenere tutti i denunciati partecipando numerosi mercoledì mattina al presidio, perchè protestare contro una città malata e per avere maggiori informazioni è un diritto, non un reato!

Appuntamento il 27 aprile alle 11.30 davanti al tribunale di Brescia.

*************************************************************************Rinvio al 27 aprile. Questa la decisione del Pm nel processo contro nove attivisti che il 30 aprile occuparono l’ufficio del direttore generale di Asl Brescia, dottor Scarcella Carmelo.
L’occupazione avveniva in modo totalmente pacifico e aveva lo scopo di tenere alta l’attenzione su una problematica da anni denunciata nella nostra città riguardante il ruolo di Asl Brescia nella comunicazione con i cittadini e nella trasparenza delle informazioni date.
Per anni è stato denunciato l’assenteismo “voluto e programmato” della massima istituzione bresciana per la tutela della nostra salute. Nessuna informazione certa sulle conseguenze che i cittadini possono subire a causa di un ambiente ricco di criticità e ormai da anni “malato”.
Aria, acqua e suolo devastati dall’accanimento industriale degli ultimi decenni, sono stati e sono tuttora portatori di malattie ormai certe.
I PCB classificati come cancerogeni certi sono stati per anni dichiarati non nocivi per la nostra salute. Più di una volta il direttore Generale di Asl ha dichiarato di stare tranquilli e non preoccuparsi.
L’acqua che fino a pochi mesi fa aveva un valore di cromo esavalente molto alto (e anche il cromo esavalente è un cancerogeno certo) è stata consumata per anni senza che nessuno desse informazioni sui possibili danni alla salute.
L’aria che respiriamo è malata, le malattie legate all’apparato respiratorio sono in continuo aumento e colpiscono prevalentemente i bambini, più fragili e delicati vista la giovane età.
Di tutto questo Asl e i suoi vertici non hanno mai fatto parola, a Brescia parlare di malattie legate alle condizioni ambientali è un tabù.
Cosa possiamo fare noi cittadini? Nacque quindi l’idea di occupare l’ufficio del diretto Generale per dare un segnale forte alla città e alle istituzioni anche in vista della manifestazione che si svolse poi il 10 maggio 2014 denominata STOP BIOCIDIO.
La risposta delle istituzioni è stata chiara. Nove persone sono state denunciate e oggi subiscono un processo che noi riteniamo ingiusto e intimidatorio. Ingiusto perché chi cerca risposte e non viene ascoltato ha il diritto di manifestare il proprio dissenso e intimidatorie perché denunciare chi si espone in prima persona è un chiaro messaggio a tutti..”non oltrepassate certi limiti o verrete denunciati”
Alcuni di noi presenti erano il 30 aprile 2014 presso Asl e oggi sono qui fuori per esprimere la totale solidarietà agli amici imputati in questo assurdo processo. E oltre a noi anche tanti altri vogliono esprimere la loro solidarietà. Ecco perché il tavolo BASTA VELENI ha lanciato e promosso questo presidio.

10 aprile: un fiume di persone in marcia a Brescia per il diritto alla salute e al futuro!

10 mila persone, e anche più, in cammino a Brescia per un colorato
e rumoroso 10 aprile per il cambiamento e la svolta ambientale di
Brescia.  Persone di ogni età che ieri sono scese in strada per
dire BASTA, basta ai veleni che inquinano la nostra città e quindi
la nostra salute, compromettendo il nostro futuro.

10 mila persone con striscioni, bandiere, cartelli, fischietti,
tamburi, 10 mila persone che sotto un sole splendente hanno
attraversato le principali vie del centro, ballando e suonando in
allegria, di fronte a tante facce stranite di vedere un corteo “che
non finisce più…”.

Ma c’è qualcos’altro che non deve finire: l’entusiasmo di ieri, i
sorrisi e la gioia di voler cambiare le cose, di vedere che non
siamo “quattro gatti allarmisti” (come spesso siamo stati definiti),
di toccare con mano che tutti uniti la differenza si può fare.

Il corteo di ieri non è l’arrivo di un percorso iniziato negli
scorsi mesi tra tanti comitati ambientalisti già attivi sul
territorio, ma il trampolino di lancio per iniziare, tutti e tutte
insieme, mettendoci la faccia, smettendo di delegare, a cambiare le
cose. Perchè è responsabilità di ognuno di noi aiutare e
collaborare per questo cambiamento, secondo le proprie
possibilità e capacità.

“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” diceva Ghandi. Lo
dobbiamo non solo a noi, non solo a chi non ha ancora capito che lo
stiamo facendo anche per loro, ma soprattutto per chi ci sarà dopo
di noi, per le centinaia di bambini che ieri hanno camminato insieme
a noi. E’ nostro dovere lasciare un posto dignitoso in cui vivere,
ai nostri figli e nipoti.

E sono proprio le facce nuove, le famiglie con i tanti passeggini, i
tanti giovani, ma anche i tanti anziani, i veri protagonisti del
corteo, non gli amministratori come tanti vorrebbero far pensare.
Ben venga che qualche rappresentante dei tanti comuni invitati ieri
sia sceso in piazza, ma questo non basta più! La sola passerella
non cambia le cose, se non è seguita dai fatti! Le contraddizioni
sono troppe, le colpe anche…se chi viene in piazza, durante il
proprio mandato politico applica politiche contrarie, non rispetta
le promesse, non lavorerà per il bene comune, andrà tolto dalla
sua carica prima possibile, perchè le decisioni vanno prese non in
funzione di interessi economici o politici, ma per le persone, per
l’ambiente, per la salute e per il futuro!

E per far sì che tutto ciò si realizzi, il cambiamento deve
essere portato avanti ogni giorno, in modi diverso ma unitario, da
ognuno di noi, perchè sono le persone che cambiano i fatti.

L’entusiasmo e l’energia positiva sprigionatasi ieri saranno la
nostra forza per costruire un percorso collettivo, saranno le
ragioni e la spinta per creare un modello di vita e sviluppo diverso
per la nostra provincia, che vada a evitare nuovi danni ambientali e
a risanare quelli presenti, che dia speranza e futuro a chi vive
queste terre.

Ringraziamo TUTTE  e TUTTI coloro che ieri hanno deciso di metterci la faccia!

Solo L’UNIONE DELLE PERSONE rende così forti da poter cambiare il corso della storia. Ieri è stato solo l’inizio!

I comitati del tavolo di lavoro Basta Veleni

 

Perchè siamo qui? Per cambiare le cose! – intervento di apertura del corteo BASTA VELENI..

Buongiorno a tutti e tutte e benvenuti a questa grande manifestazione per dire insieme BASTA VELENI nella nostra città e provincia.

Sappiamo tutti di vivere in territori gravemente malati, in cui ci ammala e si muore per l’inquinamento. Questa  stessa provincia è stata in silenzio per anni lasciando spazio all’industrializzazione selvaggia che ha portato allo scenario spaventoso in cui ci ritroviamo a vivere oggi. In nome del lavoro e del profitto, tutto è stato lecito, e oggi ne paghiamo le conseguenze.

La marcia di oggi nasce dall’esigenza di tante persone, persone attive in diverse lotte a favore dell’ambiente e della salute nella nostra provincia, stufe di sentire minimizzare l’emergenza ambientale, e soprattutto stufe di delegare a chi svende per meri profitti la nostra terra e la nostra salute.

Unendoci e confrontando le varie esperienze è risultato ancora più chiaro a tutti che bisogna fare qualcosa per cambiare le cose: non c’è più tempo di aspettare, è giunto il momento di agire.

Non si può continuare ad accettare che ci venga detto che i soldi per le bonifiche e il risanamento ambientale non ci sono, mentre per gli investenti in grandi opere inutili, utili solamente ad arricchire appalti mafiosi ed interrare rifiuti, il TAV o BRE.BE.MI ne sono esempi, ci sono stati e ci vorrebbero essere. Questi soldi sono pubblici, quindi di tutti e tutte noi. Questi soldi dovrebbero essere investiti per opere che servono al nostro territorio. Ci servono le bonifiche, ci servono scuole e infrastrutture sicure ed efficienti….

E’ sotto gli occhi di tutti il quotidiano saccheggio delle risorse naturali del territorio bresciano, aria, terra e acqua sono inquinate: trivellazioni per la ricerca di idrocarburi, fiumi inquinati con morie di pesci continue, impianti di stoccaggio per il gas, nuove cave e discariche, centrali a biomasse, un inceneritore che ogni giorno attira rifiuti speciali da tutta Italia.

PER NOI E’ ORA DI DIRE BASTA!

Oggi marceremo per le strade di Brescia per rivendicare il diritto alla salute e al futuro che ci vengono negati dall’inquinamento e da un modello economico che mette il profitto davanti a tutto. Oggi marceremo non solo per chi c’è, ma anche per chi oggi ha deciso che non era importante, perché il diritto alla salute è di tutti. Oggi marceremo per noi  e per chi ci sarà perché è nostro dovere lasciare una terra sana in cui vivere alle generazioni future, ai nostri figli.

Oggi scendiamo in piazza anche:

– per pretendere una moratoria che blocchi nuove cave e nuove discariche

– per ottenere una drastica riduzione delle emissioni, e smetterla di sentirci dire che portare a passeggio cani e bambini o fare sport all’aperto non ci fa bene, che a volte è meglio chiudere le finestre di casa perché la nostra aria è malata

–  per ribadire la nostra contrarietà a progetti inutili (Tav Brescia-Verona, autostrada della Valtrompia) che distruggono il territorio e saranno un debito economico e paesaggistico gravissimo per la generazioni future,

– per abbandonare le logiche energetiche del secolo scorso legate all’incenerimento rifiuti e agli stoccaggi di gas nella bassa bresciana. L’inceneritore non fa sparire i rifiuti, li rendere rifiuti ancora più pericolosi che entrano nella nostra aria, nella nostra terra, nella nostra acqua..

Come facciamo a dire che non siamo tutti interessati? Tutti viviamo su questa terra, ne mangiamo i prodotti, ne respiriamo l’aria, ne beviamo e usiamo l’acqua. L’inquinamento non risparmia nessuno, riguarda tutti!

Oggi siamo qui infine per denunciare le responsabilità di chi ha governato il nostro territorio negli ultimi decenni, mettendo in secondo piano la nostra salute e il nostro futuro. Non si sentano assolti a tal proposito alcuni degli amministratori che oggi sono scesi in piazza, le cui contraddizioni in materia di ambiente, salute e futuro sono troppe e che per anni il loro silenzio è costato e costa tutt’oggi malattie e morte.

Potremmo parlare per ore di tutti i problemi della nostra provincia ma ci sono state e ci saranno tante occasioni per farlo…oggi Basta Veleni vuole essere un punto d’inizio per tutte quelle persone che hanno a cuore il futuro di questa provincia, con la consapevolezza che sarà un percorso lungo e difficile, che ha bisogno della partecipazione e della voglia di lottare di ognuno di noi.

Per cui buona manifestazione a tutti e tutte e che ognuno si porti a casa un pezzettino di entusiasmo che speriamo essere in grado di trasmettervi.. e come ci insegnano i Macognari: NOI SIAMO PIU’ FORTI DI CHI CI VUOLE MORTI!