Archivi tag: basta veleni

Pubblicati i risultati della campagna NO2 NO GRAZIE a Brescia e provincia. Il TAV? L’ennesimo fattore negativo per la qualità dell’aria!

Vogliamo pubblicare alcune immagini tratte dalla mappa creata da 300 persone che a Brescia e provincia hanno aderito all’iniziativa proposta da Basta Veleni per campionare l’inquinamento dell’aria da NO2.
 
Nel 40% dei punti di campionamento i risultati superano la media mensile di 40 μg /m3. Questo vuol dire che 4 campionatori su 10 sono risultati fuori dai limiti di legge.
 
Il 99% dei campionatori risulta invece superare il limite precauzionale consigliato per la tutela della salute di 20 μg /m3.
 
Nelle immagini in allegato NESSUNA delle centraline situate nei pressi dell’attuale linea ferroviaria ha valori inferiori ai 30 μg /m3.

 
Questo vuol dire che, come per il resto della provincia, anche queste zone sono già altamente inquinate, e il rischio ambientale rappresentato dall’inquinamento da polveri sottili e particolato (PM10 e PM2,5), oltre che degli ossidi di azoto, e in particolare proprio l’NO2, derivante dalla possibile apertura di nuovi maxi cantieri è allarmante.
 
Gran parte della popolazione in questo caso sarebbe esposta a tale rischio generato durante la fase di costruzione dall’emissione dei motori a combustione, dagli scavi, dagli spostamenti di materiali, dal continuo passaggio di mezzi dei tecnici dei cantieri, ecc. ecc.
 
Ci sentiamo tremare al sol pensiero.
 
Ricordiamo, tra le tante, la linea Tav di Bologna, dove durante la fase di costruzione ci sono stati centinaia di sforamenti dei livelli del Pm10, per la precisione dal 2006 al 2009 sono stati 416 i superamenti dei livelli di polveri sottili rispetto a quanto consentito dalla legge. E l’NO2 prodotto da tutti i mezzi?
 
Anche durante la costruzione della Treviglio-Brescia, dove in paesi come Pumenengo (dove il centro abitato è attraversato dalla strada provinciale 127 che conduce a Calcio, dove sorgevano i cantieri Tav) ogni giorno un flusso di 120 camion tra andata a ritorno ha transitato per la via principale del paese.
Un continuo andare e venire tra il timore che si potesse verificare un nuovo incidente come quello accaduto a Caravaggio, quando una pensionata di 65 anni fu travolta e uccisa da un camion in manovra, tra i disagi dovuti all’aumento del traffico, tra la paura di un aumento dell’inquinamento dell’aria dovuto al circolo di mezzi pensanti in prossimità di case ed edifici pubblici.
 
Alla luce di tutto questo, immaginiamo cosa potrebbe accadere per i cantieri del TAV Brescia-Verona dove serviranno decine di metri cubi di ghiaia per costruire l’opera, dove le dimensioni dei cantieri e gli anni che dovrebbero impiegarci nulla hanno a che vedere con quelli della Treviglio-Brescia, opera ben più piccola e “facile” da costruire per la conformazione del territorio.
 
Purtroppo questo è solo uno dei tantissimi rischi a cui potremmo andare incontro qualora quest’opera venisse costruita.
E non solo chi abita vicino alla tratta pagherà le pesanti conseguenze di questo scempio ambientale, anche in termini di quantità di NO2 presenti nell’aria e le relative conseguenze per la salute.
 
E’ anche per questo motivo, che da anni denunciamo, che non possiamo permettere che quest’opera distruttiva inquini ancora di più il nostro territorio martoriato e metta ancora più a rischio la salute di tutti e tutte noi.
 
Per maggiori informazioni sui risultati del campionamento visita: http://bastavelenibrescia.wordpress.com/2018/05/15/sono-arrivati-i-risultati-della-campagna-no2-no-grazie-a-brescia-e-provincia/
#aria #inquinamento #no2nograzie #salute #futuro #notav #notavbresciaverona #calcinato #lonato #pontesanmarco #desenzano

26-27 gennaio arriva la carovana NO TAP a Milano: non facciamoci tap-pare la bocca!

Invitando tutti e tutte a partecipare a questa importante 2 giorni che vedrà presenti anche noi No Tav Brescia-Verona insieme al tavolo di lavoro Basta Veleni e tutte le altre realtà italiane presenti, vogliamo brevemente raccontare la storia di TAP per mostrare  come in diversi modi questa opera dannosa e imposta possa essere paragonata alle tratte di TAV italiane, compresa la Brescia-Verona, e a tutte le grandi opere inutili italiane.

Sono passati quasi dieci anni dalle prime intercettazioni su quello che oggi è tristemente noto come gasdotto transadriatico TAP, uno dei progetti facenti parte del Corridoio meridionale del gas, il quale dovrebbe portare in Europa il metano del giacimento di Shah Deniz(Azerbaijan).

TAP( Trans Adriatic Pipeline )inizia tra Grecia e Turchia e si collega a TANAP ( Trans Anatolian Pipeline): dopo 800 chilometri fra Grecia, Albania e Italia, giunge in Salento, nel comune di Melendugno, con 8 chilometri sulla terraferma e 25 chilometri di condotta sottomarina.

Il corridoio Sud del gas è un’ opera mastodontica, ad ampio impatto, un’opera IMPOSTA partita con una falsa cantierizzazione a maggio 2016 per evitare scadenze burocratiche e concretizzata solo nel novembre 2017 con la militarizzazione della zona, vano tentativo di soffocare la lotta popolare nata in opposizione.

Lottare contro TAP non significa soltanto rivendicare i propri diritti alla salute e alla tutela dell’ambiente ma lottare insieme a una popolazione ormai esausta dalle strategie delle multinazionali e dai loro progetti criminali. Come può ritenersi strategico un progetto che non possiede nemmeno una valutazione d’impatto ambientale complessiva e uno studio di fattibilità in linea con la geomorfologia del territorio?

Vogliamo parlare della società che ci lavora, con sede a Baar, paradiso del fisco, con un capitale sociale irrisorio se paragonato all’entità dell’opera? I NO TAP hanno deciso di dire NO all’ennesimo mega mostro a uso e consumo dei soliti noti.

LE MOTIVAZIONI DEI NO TAP

La costruzione di nuovi gasdotti non guarda alle necessità reali di chi vive in Italia o in altri paesi (i consumi di gas sono in continua diminuzione) ma a motivazioni economico-finanziarie.

  •  Non serve a emanciparsi dalla Russia in quanto essa stessa è parte del progetto.
  • La società costruttrice, come già detto, è ubicata in Svizzera con soci esteri quindi non porterà alcun capitale all’Italia.
  • Violenta il territorio, inquina e danneggia l’ambiente anche per il futuro.
  • Seppellisce l’economia e l’anima del salento: l’habitat marino, le riserve d’acqua, gli ulivi secolari e tutto ciò che ruota attorno alle attività della popolazione.. dall’agricoltura alla pesca, agli agriturismi, alle aziende vinicole e nessuna compensazione sarà sufficiente a sanare questi danni.
  • E’stato deciso in maniera dittatoriale, senza la consultazione dei cittadini.
  • E’stato imposto a livello europeo senza una vera e propria discussione in materia energetica e senza affrontare il vero problema della dipendenza da gas e petrolio
  • Serve ai grandi investitori che mirano a controllare una risorsa da cui prima si dipende e poi scarseggia
  • Sostiene regimi autoritari in cui i diritti civili vengono violati ogni giorno.
  • E’un’opera con un costo stimato di 45 miliardi di euro di cui non si sanno ancora esattamente le fonti di finanziamento.

LA LOTTA NO TAP NON SI ARRESTA

La società Tap Ag assicura che il gasdotto sarà interrato, che tutti gli ulivi saranno ripiantati e grazie agli altissimi standard di sicurezza non ci sarà alcun rischio di inquinamento, incidente o disastro. Nonostante le inutili rassicurazioni, la popolazione informata, ha dato una risposta contro TAP che è arrivata come un’onda da tutto il salento e la mobilitazione è, ed è stata, immensa.

A marzo 2017 centinaia di attivisti si sono opposti in sede di cantiere all’espianto di altri ulivi riuscendo a temporeggiare sui lavori, supportati dai ricorsi di regione Puglia e Comune di Melendugno che ritengono lese le proprie prerogative nel procedimento di autorizzazione (respinti poi da Consiglio di stato e Tar)

Come già successo in Val di Susa, contro l’opposizione della popolazione a  novembre 2017 hanno messo in atto una vera e propria militarizzazione dell’area, a cui sono seguiti scioperi e mobilitazioni nazionali anche supportate dal movimento NO TAV per tutto il mese di dicembre.

In quella che viene ormai chiamata “ZONA ROSSA”, l’ennesima zona di terra rubata a tutti e tutte noi per le loro sporche opere, sono sfociati cortei eterogenei e animati dallo stesso spirito di lotta per la propria terra. Dai sindaci, ai commercianti, ai bambini delle scuole, ai cittadini più anziani tutti protestano e lottano all’unisono, noncuranti delle continue e violente repressioni delle forze dell’ordine.

Siamo a gennaio 2018 e Tap continua il suo sporco gioco con trivellazioni notturne abusive noncurante della riapertura dell’inchiesta voluta dalla Procura di Lecce (grazie a un esposto di 8 sindaci del Salento) sull’iter autorizzativo di costruzione del gasdotto di Melendugno. L’ipotesi di reato è truffa.

Numerose associazioni italiane si sono riunite e hanno deciso di collaborare alla denuncia del caso Tap/snam portando a livello nazionale la mobilitazione tramite una carovana che avrà come ultima tappa finale Milano, il 26 e il 27 del mese. In un clima acceso e teso, tra azioni dimostrative e dibattiti pubblici, l’opposizione non si arresta.

E’ per questi e tanti altri motivi che invitiamo tutti e tutte a partecipare!

16/9 @ Calcinato – “L’uomo eredita la terra e la custodisce per lasciarla intatta ai suoi figli”

Invitiamo tutti e tutte a partecipare  all’evento “L’uomo eredita la terra e la custodisce per lasciarla intatta ai suoi figli” organizzato  dal Comitato Cittadini Calcinato a cui parteciperemo anche noi No Tav Brescia-Verona.

L’evento si terrà nel pomeriggio di sabato 16/09/2017 presso Piazza Pertini a Calcinatello con ritrovo alle ore 15.30.

Il corteo si avvierà per le ore 16.00 e saranno i bambini, i veri protagonisti della passeggiata con colori e tanto “chiasso”.
Alle ore 18.00 ritrovo in Campo Fiera, zona adiacente a Piazza
Pertini, per assistere al dibattito tenuto da esperti ambientalisti. Durante il dibattito, per i bambini/ragazzi saranno allestiti laboratori ludico–didattici a cura dei gruppi FIVERADIO e SEMIDARTE.

Per la gioia di grandi e piccini durante l’evento sarà a disposizione un trenino.
La serata, per chi lo desidera, darà la possibilità di cenare con un ricco menù gestito dall’Ente Fiera di Santa Maria per poi proseguire con buona musica.

Con questo evento il Comitato Cittadini Calcinato propone “un pomeriggio diverso” a misura di famiglia sul proprio territorio per confronto, coinvolgimento e sensibilizzazione verso una
tema importante come quella ambientale.

L’invito è stato esteso ai comitati ambientali bresciani perché crediamo nell’importanza di condividere le nostre criticità anche con chi, purtroppo, vive le nostre stesse problematiche.
Sostenitori della manifestazione saranno i comitati del tavolo provinciale BASTA VELENI, di cui il Comitato Cittadini Calcinato fa parte.

Contiamo sulla vostra partecipazione perché soltanto insieme si potrà davvero tutelare e custodire una terra dataci in prestito da riconsegnare nel migliore dei modi alle generazioni future.

Il Comitato Cittadini Calcinato è un’associazione avente come scopo la tutela dell’ambiente, della salute del territorio e dei beni culturali e ambientali del Comune di Calcinato e limitrofi. Opera sul
territorio a titolo gratuito esclusivamente per la difesa dello stesso.
Sino ad oggi ha potuto sostenere i costi necessari per lo svolgimento delle attività tramite autofinanziamento dei membri del comitato e grazie al sostegno dei cittadini che rispondendo alle varie attività associative organizzate hanno consentito di poter effettuare un lavoro capillare di informazione riguardo tutte le criticità del territorio Grazie all’aiuto e la generosità della cittadinanza locale abbiamo potuto sostenere spese legali sia per effettuare ricorsi sia per difenderci da “diffide” pervenute da azienda locale contro l’operato del comitato.
I ricorsi promossi sino ad oggi sono stati cinque, sostenuti solo dopo un’attenta valutazione sia di costi che di meriti, al fine che l’azione promossa servisse al raggiungimento degli obiettivi e fosse
di aiuto concreto al Comune di Calcinato e ai cittadini locali.

I ricorsi depositati nel 2016:
– Aprile 2016 – Ricorso in consiglio di Stato a difesa dei cittadini calcinatesi contro la Linea
Tav BRESCIA VERONA
– Ottobre 2016 – Ricorso in consiglio di Stato a difesa dei cittadini calcinatesi contro la linea
Tav BRESCIA-VERONA specificatamente contro reitero del vincolo espropriativo;
– Ricorso in Consiglio di Stato in merito all’indice di pressione;
– Febbraio 2017 – Ricorso presso il Tar di Brescia contro Regione Lombardia e Gedit in merito
alla richiesta di sospensiva della VIA per ampliamento Gedit.
– Luglio 2017 – quatto giorni prima dell’approvazione del progetto esecutivo della TAV BRESCIA Verona abbiamo depositato il ricorso in Consiglio di Stato contro la sentenza del 09.01.2017 che sarà discussa a Roma il 31.08.2017.

TAV Brescia/Verona, un progetto con una compatibilità ambientale di 14 anni fa che attraversa 48 siti inquinati della provincia

Articolo tratto da: www.money.it

Un progetto Brescia/Verona approvato dal Cipe con un riferimento a una compatibilità ambientale di 14 anni fa.
Quarantotto siti inquinati interessati al tracciato.

Irresponsabili. Altro termine non può essere usato, per l’approvazione del progetto AV Brescia/Verona da parte del Cipe lunedì scorso. La dimostrazione ennesima della inesistente sensibilità ambientale e, quindi, verso la salute dei cittadini nonché del rispetto delle norme che ha questa classe dirigente. Irresponsabilità, insensibilità e dissolutezza nell’uso di risorse scarse distribuite a prescindere da qualsiasi minima, decente analisi di tipo economico. Il progetto da realizzare riguarda un tracciato di 72 km sottoposto a valutazione d’impatto ambientale su uno studio risalente al marzo 2003 ed elaborato sul progetto preliminare cioè sul livello progettuale inidoneo alla misurazione degli impatti.

Infatti, questa procedura è stata abrogata dal nuovo codice appalti, che ha ripristinato la VIA sul progetto definitivo. Evento ancor più grave se solo si considerano le trasformazioni intervenute sul territorio da Brescia a Verona in questi ultimi 14 anni e quindi la banalizzazione di uno degli elementi portanti della procedura di VIA quale l’analisi degli impatti cumulati. Incidentalmente si aggiunga anche che il piano o meglio la estemporaneità chiamata “25 opere dell’Allegato infrastrutture” di cui fa parte l’AV Milano/Verona è stato sottoposto a VAS solo un anno fa. Ridicolo che una VAS possa conseguire a una VIA, ma tant’è nel tempo della frantumazione del diritto e della prevalenza degli interessi di parte su quelli collettivi.

Nel merito vanno rilevati alcuni elementi particolarmente importanti:
a) sono 48 i siti inquinati, di cui 40 appartengono al territorio bresciano. Ventidue siti riguardano discariche e attività produttive. Non si rilevano note,che riguardano i limiti delle soglie di contaminazione né della concentrazione delle soglie di rischio e ancor meno procedure di bonifica ai sensi dell’ex art 242 bis del Codice Ambiente; 
b) il Piano Utilizzo Terre e Rocce da scavo (PUT) riguarda unicamente la variante al progetto preliminare del 2003 e quindi la connessione “Montichiari”, la riqualificazione stradale Ghedi/Borgosatollo e il tracciato degli elettrodotti. Appena 16 dei siti critici interferiti riguardano il PUT; 
c) nessuna analisi economica pur in presenza di variazione dei costi di investimento e di valutazione degli impatti riferiti alla situazione territoriale del 2003; 
d) totalmente ignorato il parere obbligatorio espresso dal massimo organismo tecnico dello Stato, il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Un parere che riguarda la mancata applicazione della nuova normativa sismica, in un paese l’Italia che ha registrato negli ultimi 2500 anni 560 terremoti tra l’ottavo e l’undicesimo grado della Mercalli.

Ignorate totalmente le problematiche economiche locali come il notevole apporto della produzione del vino Lugana alla bilancia commerciale italiana e un’emergenza come il Santuario del Frassino. La variazione dei costi appare incomprensibile se solo si pensa che nel DEF del 2014 la Brescia/Verona aveva un costo di 2747 milioni di euro nell’aggiornamento 2016 diventavano 3837 di cui 2258 primo lotto.

Nella delibera Cipe di lunedì sono diventati 2499 e sommando i 284 mln di euro della variante Montichiari mancano ancora 1054 milioni citati ad aprile 2016 non si capisce a che titolo.
La relazione di ANAC al dicembre 2016 riporta un costo del lotto Bs/Vr ancora diverso e pari a 2826 milioni di euro. Hanno tagliato le compensazioni agli enti locali?
La procedura finale prevede, che il Dipartimento per la Programmazione e il Coordinamento della Politica Economica, che scrive il testo definitivo del provvedimento e cui sarebbe opportuno chiedere l’adempimento di quanto prescritto dal DPCM 27/12/1988 e dal Dlgs 228/2011 considerata la variazione dei costi, in questi trascorsi 14 anni e l’emanazione di leggi che riguardano il buon uso di denaro pubblico. Successivamente la delibera sarà formalizzata dal Presidente del Consiglio e dal Ministro Lotti segretario del Cipe.

Segue il controllo di legittimità da parte della Corte dei Conti.

Vedremo come si concilia un parere di compatibilità ambientale sul progetto emesso il 17 aprile 2015 e, un decreto di VAS del settembre 2016. Aggravato ulteriormente dal fatto che il finanziamento del lotto attinge a Fondi per lo Sviluppo e la Coesione oltre che ad altri Fondi UE.

Di elementi d’illegittimità ce ne sono abbastanza se qualche forza politica finalmente s’impegna a fare qualcosa di rilevante in quest’ulteriore sperpero di risorse pubbliche e strame di regole poste a presidio non solo della legalità ma anche degli interessi generali.

Quanto valgono gli espropri per Cepav 2?

Dopo quasi 6 mesi è giunta la risposta all’interrogazione, presentata dal consigliere Manuel Brusco, della Regione Veneto in merito al loro parere favorevole sul reitero dei vincoli d’esproprio per i terreni interessati dal passaggio del TAV Brescia – Verona. Il reitero è arrivato attraverso una delibera del Cipe che di fatto vincolerà per altri 6 anni i terreni da espropriare. In totale quindi questo vincolo urbanistico, che impedisce ai proprietari qualsiasi intervento sul proprio fondo (come ad esempio il semplice impianto di un vigneto), raggiungerà la durata record di 19 anni. Ovviamente nessun rimborso per chi sta subendo quest’ingiustizia in favore di un’opera dalla copertura finanziaria dubbia, la quale difficilmente vedrà mai un completamento. Un passaggio in questa risposta, però, è particolarmente significativo, riprendendo la delibera del Cipe:

“(…) che il soggetto aggiudicatore ha dichiarato che il valore delle aree oggetto di esproprio, valutato in sede di progettazione definitiva, è già compreso all’interno delle somme a disposizione del quadro economico e che l’importo – stimato in € 10.432.800,00 – da riconoscere ai proprietari (…)”

Dunque Cepav 2 ha già valutato che gli oltre 1000 espropri che dovrà compiere per realizzare questa tratta valgono poco più di 10 milioni di euro. Una cifra che diventa subito irrisoria se si pensa che in quasi ogni comune sono previsti abbattimenti di caseggiati, cascine e capannoni e molte persone perderanno così la propria casa. Nel solo comune di Desenzano si parla di 15 abbattimenti e al conteggio manca ancora il capitolo riguardante l’uscita ad Est dalla città di Brescia, sulla quale manca ad oggi un progetto. A questo andrebbe aggiunto anche l’altissimo valore fondiario dei terreni del Basso Garda, in particolare di quelli già vitati e produttivi, inseriti nell’areale della Doc del vino Lugana, ma anche Custoza e Grana Padano Dop. Quindi nessun extra per chi perderà pezzi fondamentali e non rinnovabili della propria attività agricola, come i vigneti. Per intendersi, la resa di un ettaro di vigneto Lugana è di 120 quintali/ettaro, la quotazione dell’uva Lugana non lavorata si attesta oggi sui 200 euro al quintale, il resto del conto si fa presto a farlo e da l’idea del danno economico che subiranno le aziende che perderanno i propri terreni.

Non c’è da stupirsi della risposta della Regione Veneto del leghista Zaia. D’altronde stiamo parlando della regione del Mose e dove si aumentano le tasse ai cittadini per coprire i buchi lasciati dai privati per la realizzazione della “Pedemontana Veneta” (qui). Sul reitero del vincolo d’esproprio è stato presentato da comitati e cittadini un ricorso al Tar del Lazio, dal quale si sta attendendo risposta. La battaglia sarà lunga e l’arroganza di chi vuole imporre queste grandi opere inutili non ha veramente più limiti.

Riflessioni a caldo sull’incontro “TAV e turismo sul lago di Garda”

Ieri si è svolto a Rovizza di Sirmione un’interessante confronto pubblico che ha visto protagonisti, oltre al comitato no tav di Desenzano, anche il consorzio tutela Lugana DOC, l’associazione albergatori, l’associazione ristoratori e, nientemeno che, l’assessore regionale al turismo Mauro Parolini. La sala era gremita e oltre ad attivisti, tanti espropriandi, operatori agricoli, associazioni e amministratori locali (non tanti, qualcuno). Aspettando quello che i giornali scriveranno sui quotidiani, possiamo notare come nessuno dei relatori presenti, né nessuno di coloro che è intervenuto al dibattito ha espresso parere favorevole a quest’opera e a questo progetto. Del resto, dopo la stroncatura inserita nel verbale del Consiglio nazionale sui lavori pubblici che si unisce a una lunga sequela di prescrizioni, difendere il progetto dell’Alta Velocità è divenuto impossibile a tutti. Perfino all’assessore Parolini, che per anni ha invocato un’accelerazione per l’inizio dei lavori dell’opera, è scappato di essere contrario a questo progetto. D’altronde, da personaggio politico e navigato, non può non aver intuito che la realizzazione di questa tratta comporterebbe un disastro per il Basso Garda e che ormai, in questo territorio, non c’è più nessuno in grado di sostenere un tale intervento. Nemmeno la sua proposta di realizzare una fermata Tav sul lago di Garda ha trovato riscontro, anzi è stata smontata pezzo per pezzo da interessanti interventi, ovviamente fatti da coloro che questo territorio lo vivono quotidianamente. Una frase del discorso di Parolini ci pare degna di nota, ossia che al Cipe, per il mese di Marzo, non è stata depositata nessuna richiesta per discutere l’approvazione del progetto definitivo del Tav Brescia-Verona. Ovviamente è un’affermazione sulla quale si vigilerà con attenzione, ma lascia trasparire come le affermazioni e le sparate recenti dell’ad Gentile e del sottosegretario De Caro siano state fatte senza conoscere l’argomento in questione, ignorando inoltre (fatto grave per dei funzionari pubblici) quali siano i passaggi compresi nell’iter autorizzativo che Cepav 2 (il general contractor) dovrà compiere prima di poter avviare i cantieri: dopo l’eventuale approvazione del Cipe, il progetto dovrà essere infatti sottoposto all’esame della Corte dei Conti. Così come i ricorsi presentati dai vari comitati potranno causare ulteriori ritardi e slittamenti, se non addirittura fermare questo progetto. Ovviamente fermare il Tav è sempre più possibile anche se non sarà una battaglia semplice, serve l’impegno e la determinazione di tutti.

Qua sotto riproponiamo un testo scritto da un attivista No Tav che riassume in maniera efficace la vicenda generata dalle ultime dichiarazioni uscite sui giornali:no-tav-san-martino

BASTA FROTTOLE. IL CARNEVALE È FINITO!

All’inizio c’era il TAV, poi hanno inventato la TAV (la treno alta velocità), dopodiché si è pensato al TAC (treno alta capacità, da non confondere con Tomografia Assiale Computerizzata, che è un’altra cosa), ma anche quest’ultimo non regge. Non esiste al mondo una linea dedicata/veloce che possa trasportare le merci. Tutti i governi in Italia che si sono succeduti dagli anni del boom economico a oggi, hanno favorito spudoratamente il trasporto su gomma a sostegno dei soliti noti. Lo Stato che penalizza se stesso in appoggio d’interessi privati. In questi anni il trasporto merci è talmente crollato che chissà quando potrà riprendersi a livelli apprezzabili. L’industria italiana negli anni ’80 aveva partorito il miglior treno mai costruito, il Pendolino, ma il governo italiano ha preferito investire nell’alta velocità e ha svenduto il progetto alla Francia. Ancora oggi la Alstom francese continua a produrre il nostro treno e lo vende a nazioni come la Svizzera che in fatto di ferrovia: chapeaux.
Tornando al TAV e nel nostro caso alla tratta Brescia-Verona, inizialmente hanno pensato allo shunt in direzione di Montichiari per collegare l’aeroporto (ma non si voleva far concorrenza all’aereo per inquinare di meno…). Ora lo shunt è stato congelato in cambio dell’uscita da Brescia sulla linea storica e l’abbattimento di qualche palazzina per un totale di circa 200 unità abitative. Da Brescia a Verona comunque tra espropri di terreni, abitazioni, stabilimenti e d aziende agricole sono poco meno di un migliaio i soggetti interessati al passaggio della nuova linea. Un discorso particolare è da dedicare all’elettrodotto da 30.000 volt che attraverserà la campagna di Lonato e giungerà al confine con il comune di Calcinato: un lavoro del genere prevedrebbe l’interramento dei cavi elettrici, per la potenza trasportata, ma ciò inciderebbe troppo sul costo dell’opera ed allora si è preferito la soluzione en plein air. La galleria sotto il territorio di Lonato creerà una barriera per il deflusso delle acque di falda verso il territorio mantovano, a grave discapito delle produzioni agricole locali. Il territorio di produzione del Lugana sarà decisamente ridimensionato con ricadute negative sul fatturato complessivo delle aziende vitivinicole gardesane. Il laghetto del Frassino, nel comune di Peschiera, a causa della galleria che scorrerà nel sottosuolo, in pochi anni sarà prosciugato interamente e quest’oasi di particolare interesse faunistico, oltremodo protetta dall’Unesco, avrà una sorte sicuramente misera. A prescindere dalle dichiarazioni esilaranti e sicuramente veicolate da qualcheombretta di troppo del sottosegretario del ministero delle Infrastrutture e Trasporti Umberto Del Basso De Caro (un nome-un programma) al Samoter di Verona della settimana scorsa, dove si è paventato il completamento dei lavori per la Bs-Vr in 36 mesi con una spesa di soli 1,5 miliardi di €. Peccato che il cronoprogramma per la realizzazione dell’intera tratta parli di ben 7 anni e 4 mesi e si sono già stanziati ben più di 2 miliardi di €. Umberto Del Basso De Caro ha voluto concorrere con il nostro Mauro Parolini che, in un periodo non carnevalesco, ha lanciato la proposta di una stazione ferroviaria a S. Martino della Battaglia, questo per favorire l’afflusso di turisti sul Garda, provenienti sia da Lisbona che da Kiev. Parolini aveva già parlato anche della denominazione da dare alla stazione, chissà che non avesse già contattato Calatrava per un semplice e funzionale progetto, tutto cristalli ed acciaio. Al turista-straniero-tipo gardesano interessa un trasporto locale efficiente, sicuro, comodo, puntuale per visitare il Capitolium e S. Giulia a Brescia o l’Arena e la casa di Giulietta a Verona e se le carrozze fossero anche pulite avremmo raggiunto l’apoteosi. Un treno ad alta velocità che parte da Brescia impiega 15 minuti per raggiungere la velocità di punta, nella galleria di Lonato deve rallentare notevolmente, a S.Martino ferma, sotto il Frassino di nuovo rallenta anche perché nel sovrastante santuario stanno celebrando i Vespri; a Verona non può altro che giungere dietro il regionale partito dieci minuti dopo. Sta di fatto che l’attuale linea è sottoutilizzata, potrebbero transitare attualmente ben più di 120 treni al giorno, senza nessun tipo di implementazione. Il Magnifico Rettore dell’Università di Brescia, Massimo Tira e altri esperti in trasporti, già parecchio tempo fa, hanno proposto soluzioni alternative e ben più economiche del TAV, senza mai esser presi seriamente in considerazione. Come non è mai stata presa in considerazione l’opzione zero. In questo modo certamente alle cosche mafiose non potrebbe giungere quell’inesauribile fiume di denaro che con frenesia stanno attendendo.
NESSUNO PRESTÓ ASCOLTO ALLE LORO PAROLE E NESSUNO FECE NULLA… NESSUNO FECE NULLA!
FERMARLO
È POSSIBILE, FERMARLO TOCCA A TUTTI NOI!

 

TAV e turismo sul Lago di Garda. Dibattito a Sirmione Giovedi 2 Marzo.

Giovedì 2 Marzo si terrà a Rovizza di Sirmione un incontro pubblico organizzato dall’associazione culturale “la Zobia”. L’incontro si terrà presso la sala conferenze della Ca’ Lojera alle 20.45 e verrà moderato dal giornalista Alessandro Gatta. All’incontro parteciperanno le associazioni degli albergatori del Garda, il consorzio Lugana DOC, l’assessore regionale allo sviluppo economico Mauro Parolini e un esponente del comitato No TAV di Desenzano, l’ingegnere Ammar Kharrat. Mentre sui giornali leggiamo, più o meno quotidianamente, dichiarazioni o di politici o dei vertici di ferrovie che sparano la loro sulle scadenze dell’Alta Velocità e sul possibile inizio dei lavori, sul territorio si torna a parlare del progetto. Ben lieti di partecipare a questo dibattito, avremo il modo per dimostrare quanto campata in aria sia la proposta di una stazione del Garda e, per l’ennesima volta, avremo modo di ribadire quanto quest’opera sia semplicemente inutile, costosa e dannosa. Qua il link all’evento fbzobia

Domani ore 10:30 corteo NO TAV @ Brescia: ecco perchè dobbiamo esserci!

Tra i tanti motivi per cui domani alle 10:30 saremo in piazzale Garibaldi  a Brescia per dar vita a un corteo NO TAV verso la stazione di Brescia dove ci sarà l’inaugurazione del TAV Treviglio-Brescia, è perchè siamo convinti che tra le tante priorità per il nostro paese e chi lo vive, #conisoldidelTAV si debbano fare interventi concreti ed immediati di MESSA IN SICUREZZA del nostro Paese.

Ad ogni terremoto, ad ogni alluvione non si finiscono di contare i disagi e i danni, ogni volta si prega non ci siano altre vittime. Vittime di questo Stato che spende i soldi pubblici per opere inutili e mafiose al posto che per le reali necessità di tutti e tutte noi.

Un altro dei motivi per cui domani, nonostante l’assenza di Renzi, noi contesteremo i diversi rappresentanti politici presenti alla cerimonia di inaugurazione dell’ennesimo sperpero di soldi pubblici è perchè #conisoldidelTAV crediamo che si possa investire sul lavoro, sull’istruzione e sul futuro di questo Paese.

I bambini grazie alla “Buona scuola” hanno insegnati precari, edifici che crollano, aule senza riscaldamento.
Il carotrasporti, il carolibri, il caromensa ,tasse universitarie che aumentano di anno in anno, rendono la scuola e le università un privilegio e non un diritto.

Sempre più persone, sopratutto tra i più giovani, non possono fare progetti e costruirsi un futuro per la mancanza di una sicurezza economica.
La causa? Un lavoro assente o precario o ancora peggio non retribuito adeguatamente. Quali sono le condizioni che tanti e tante di noi sono costretti/e ad accettare per avere un lavoro?

Tante sono le realtà che aderiscono a questa manifestazione, in particolare i comitati ambientalisti di una delle province più inquinate d’Europa, perchè vogliamo che #conisoldidelTAV si bonifichi e risani tutto il nostro territorio.
Ci dicono sempre che non ci sono soldi, e quando arrivano sono solo briciole di quello che servirebbe…con pochi Km di TAV si potrebbe bonificare tutto il Sito Caffaro.

Qual’è la priorità: una linea inutile che dà soldi alla mafia, o la nostra salute e il futuro di queste terre?

A questo proposito #conisoldidelTAV si deve investire su una sanità efficiente e accessibile a tutti e tutte.

Viviamo in una delle province con un tasso di malattie, non solo tumorali, più alto della media nazionale ed europea.
Le cure mediche, gli esami specialistici, la prevenzione e la salute non sono un diritto garantito a tutti e tutte noi.
Non possiamo permettere che i soldi pubblici vengano sperperati nella costruzione di opere inutili e dannose per l’ambiente come il TAV!

Questi sono solo alcuni dei motivi per cui saremo presenti domani in piazza a Brescia, per contestare quest’opera ormai costruita a discapito del nostro benessere presente e futuro, ma sopratutto per opporci e far sentire la nostra voce contro la loro volontà di costruire il TAV Brescia-Verona.

Ci vediamo domani, carichi, rumorosi, visibili e determinati, perchè da Brescia il TAV NON PASSERA’ PIU’ e i politici lo devono capire una volta per tutte!

 

Vighizzolo: BASTA PUZZA, BASTA VELENI – Questa sera fiaccolata per cambiare insieme le cose!

Lunedì mattina Vighizzolo (Montichiari-BS) è stata avvolta da una nuvola di gas maleodorante. A pagare il prezzo più alto sono stati i bambini delle scuole che hanno ravvisato malori e alcuni di loro sono stati portati in ospedale.

Il giorno dopo i genitori dei bambini hanno organizzato un presidio davanti alla scuola per chiedere risposte e verità su quanto sta succedendo, decidendo di non mandare i bimbi a scuola per protestare contro chi dovrebbe individuare la causa del problema, per chiedere che si faccia chiarezza subito e che vengano messe in atto tutte le procedure possibili per risolvere questa situazione.

Ieri ci sono stati nuovi malori a Vighizzolo, e anche alcune maestre hanno detto di essersi sentite male nella notte, dopo la giornata passata nell’istituto.

Le analisi hanno mostrato, in tutti gli alunni ricoverati, alti valori di carbossiemoglobina nel sangue, una forma di emoglobina tossica per l’organismo. La carbossiemoglobina è un insieme di sostanze velenose che trasporta monossido di carbonio anziché ossigeno. Sono di solito i fumatori a presentare un tasso di questa sostanza superiore alla norma, non i bambini.

Per protestare contro la situazione ambientale della zona è stata organizzata una fiaccolata per questa sera.

La partenza è prevista per le ore 20:30 dal piazzale delle scuole di Vighizzolo,
Si consiglia di non cercare di arrivate in macchina nel piazzale delle scuole, ma di lasciarla nel parcheggio di via S. Lucia.
Il corteo partirà e terminerà alle scuole e le torce verranno distribuire dagli organizzatori della fiaccolata.

La situazione è grave in tutta la provincia e questo è l’ennesimo esempio di cosa si prospetta nel nostro futuro e in quello dei nostri figli se non cambiamo le cose.

Solo se saremo in tanti e se saremo uniti riusciremo a pretendere e ottenere risposte, solo se saremo in tanti potremo cambiare le cose.

Facciamolo per noi, per i nostri figli, per tutti quelli che verranno dopo di noi, DICIAMO BASTA VELENI NELLA NOSTRA PROVINCIA!

CI VEDIAMO QUESTA SERA!

#bastaveleni #notav #unitisivince #scriviamoilfuturo #insieme

14650478_705234539629882_3400836637383346617_n

L’agosto del toto-Tav, tra slogan e sparate.

imagesCon Agosto, possiamo dirlo ufficialmente, è iniziato il toto-Tav. Negli ultimi giorni si sono susseguite sui giornali le dichiarazioni del sindaco Del Bono, del presidente della provincia Mottinelli e di Bonometti, presidente dell’associazione industriali bresciani sull’Alta Velocità. Continua la lettura di L’agosto del toto-Tav, tra slogan e sparate.