Archivi tag: brescia

15/9: festa no tav @parco ducos 2 di Brescia!

Per il territorio della città di Brescia ad oggi “non esiste” un progetto di uscita dalla città definitivo.
L’Amministrazione Pd di Del Bono ha sempre utilizzato questa scusante per non confrontarsi con la cittadinanza nel processo decisionale di un’opera così impattante per la città.
Il paradosso del “non c’è nulla di cui parlare ora perché manca un progetto” ma “nel frattempo votiamo a Roma per la sua realizzazione” trova il suo punto di rottura con la realizzazione di carotaggi e lavori di sondaggio anche nel territorio cittadino con irregolarità nei permessi.
Quest’opera coinvolgerà Brescia con decine di espropri di case e terreni, blocco per mesi/anni di arterie principali di comunicazione della città e la possibile devastazione del Parco Ducos e della sua particolare flora e fauna.

A livello nazionale la pubblicazione dell’ Analisi costi – benefici della la tratta TAV Brescia – Verona – Padova ha dichiarato questa grande opera come inutile, costosa e dannosa.
Qualche numero:
• il saldo tra costi e benefici è negativo per 2,384 miliardi di euro, al quale andrebbe aggiunto il costo dei danni alle attività produttive coinvolte da anni di cantieri oltre agli ingenti danni ambientali, non calcolati dall’analisi, legati a cantieri e inquinamento.
• il costo complessivo dell’opera è di oltre 8 miliardi di euro. Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha sottolineato la possibilità che i costi dell’opera aumentino a causa delle innumerevoli lacune progettuali;
• progetti alternativi esistono, a partire dal miglioramento/potenziamento della linea storica. Ad oggi la tratta Brescia – Padova conta 142 treni al giorno ed è lontana dal punto di saturazione.

Nonostante tutto questo i partiti continuano a sposare quest’opera in nome del progresso e dell’economia. La nostra idea di progresso è utilizzare fondi pubblici ed europei per opere veramente unitili come bonifiche e piccole infrastrutture attue alla messa in sicurezza del territorio e delle sue infrastrutture.

È per tutte queste ragioni che vi invitiamo domenica 15 settembre a partire dalle ore 14.00 al Parco Ducos per un pomeriggio insieme all’insegna del divertimento all’aria aperta, dello sport e dell’informazione sul Tav.

Per maggiori info segui l‘evento facebook!

Il decreto sicurezza Bis riguarda anche noi no tav e tutte le lotte!

Il 5 agosto il senato ha dato il via libera al voto di fiducia che il governo aveva posto sul cosiddetto decreto sicurezza bis, la riforma su soccorso in mare e ordine pubblico approvata dall’esecutivo il 15 giugno. La fiducia è passata con 160 voti favorevoli, 57 contrari e 21 astenuti. Hanno votato a favore Lega e Movimento 5 stelle.

Oltre alle vergognose norme contro i salvataggi in mare delle persone migranti vorremmo fare luce sulle misure in materia di ordine pubblico contenute nei due decreti Salvini.
Misure gravissime che di base hanno l’obbiettivo di impedire ogni forma di contestazione presente e futura sul nostro territorio che non provenga da partiti e sindacati.
Misure atte a garantire l’impossibilità che si sviluppino rivolte e che le lotte popolari e contro le grandi opere inutili possano continuare nel loro percorso.

Vediamo in breve cosa prevedono questi decreti e perché penalizzano anche la nostra lotta contro il TAV:

1) E’ stato re-introdotto il reato di blocco stradale, una pratica di lotta spontanea ed efficace, adottata da tutti i movimenti dal basso, si pensi non solo alla Val di Susa ma anche agli scioperi dei facchini e dei braccianti, che grazie al governo gialloverde diventa un reato punito con la reclusione da 1 a 6 anni. Le pene sono estese anche al blocco di treni, altra pratica messa in campo più volte dai notav a livello nazionale.

2) Con il decreto sicurezza bis vigerà anche l’obbligo di subire le violenze della polizia. Il semplice fatto di portare con sé a una manifestazione una protezione passiva contro manganelli e gas (per esempio una maschera antigas per non intossicarsi con i lacrimogeni sparati a dismisura in Val Susa dalle forze del disordine), viene punito con pene dai 2 ai 3 anni di carcere.

3) L’articolo 7, introducendo come aggravante il contesto di manifestazione, aumenta le pene per reati che sappiamo godere di una faziosità già tutta a beneficio degli agenti della repressione: “violenza o minaccia a un pubblico ufficiale”, “resistenza a un pubblico ufficiale” e “violenza o minaccia ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario o ai suoi singoli componenti”. Inoltre si cerca di colpire al cuore lo spirito di contestazione, applicando la reclusione fino a due anni per il reato di “interruzione di ufficio o servizio pubblico o di pubblica necessità”, sempre se commesso “nel corso di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico”.

4) Altra disposizione a misura di notav è quella che prevede da 1 a 4 anni di reclusione per chi “lancia o utilizza illegittimamente” fuochi artificiali, bengala o fumogeni durante le manifestazioni. Il riferimento è ovviamente alle passeggiate notturne notav in val di Susa, durante le quali il cantiere viene spesso illuminato da fuochi artificiali lanciati dai notav come azioni di disturbo.
Però anche un fumogeno (di tutti i colori), usato anche da noi in più occasioni di manifestazioni o azioni di disturbo, viene bollato come pericolosissima arma.

Evidentemente il continuo aumentare di chi in questi anni sta cercando di costruire un’alternativa con la lotta sociale, dal diritto all’abitare, passando per lo sfruttamento lavorativo, alle discriminazioni razziali e di genere e arrivando alle lotte ambientali e contro le grandi opere inutili, ha fatto sì che dalle istituzioni si ritenesse necessaria una ulteriore stretta autoritaria.

In tutto questo vogliamo sottolineare la responsabilità del movimento 5 stelle, che con il governo gialloverde non solo vuole far partire il TAV ma verrà ricordato anche per aver approvato una serie di misure che consentiranno di punire ancora più pesantemente chi si oppone a queste grandi opere inutili, dando l’assenso alle leggi liberticide di Salvini, vietando la libertà politica e civile di tutti e tutte noi.

Questa repressione delle lotte ci da sempre più motivi per continuare questa battaglia per il nostro presente e il nostro futuro! Avanti No Tav!

La Polizia sgombera il blocco dei NO TAV dell’autostrada A32 Torino Bardonecchia, Torino, 28 febbraio 2012. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

La polizia spara dal viadotto dell’autostrada lacrimogeni mirando alla testa dei manifestanti nel 2011

 

Da questa sera fino al 24 agosto banchetto #notav @festa di radio onda d’urto a Brescia!

Da questa sera alle ore 19:00 per tutta la durata della Festa di Radio Onda d’Urto ci trovate al banchetto #notav con materiale informativo e vari gadget per autofinanziarci!

Vi aspettiamo a informarvi e a prendere i volantini da aiutarci a distribuire per il 5 ottobre 2019: marcia #notav @Lonato!
Ci siamo da oggi fino a fine festa il 24 agosto!

Nei prossimi giorni altre novità… #staytuned

Cantieri TAV? Noi non ci arrendiamo! Sarà un’estate-autunno #notav!

Questo è quanto sta succedendo nelle nostre zone, in particolare a Campagna di Lonato e Desenzano. Lo pubblica il BresciaOggi.it e lo rendiamo pubblico noi, che stiamo monitorando i lavori di cantierizzazione.

Dopo che il governo gialloverde ha calato le braghe per un progetto vecchio e redditizio per pochi, c’è stata una forte accelerazione nell’avvio dei lavori. Evidentemente portare avanti il progetto degli “acerrimi” nemici del Partito Democratico e di Forza Italia non gli da fastidio: nella mangiatoia delle grandi opere vanno tutti d’accordo.

Tra le gravi lacune di questo progetto, ricordiamo che NON E’ AGGIORNATO CON LE PIU’ RECENTI NORME ANTISISMICHE e che tutta la zona del Garda è classificata ad una classe 2, ovvero di media sismicità.
Se MoVimento 5 Stelle e Lega – Salvini  hanno deciso di non fermare un progetto inutile che distruggerà un territorio già molto fragile e sfruttato e se IL SILENZIO DEI SINDACI del Basso Garda è assordante anche in questi giorni, noi non ci arrendiamo.

In questi giorni abbiamo attivato l’ #SOSCANTIERITAV e chiediamo a tutte le persone che vivono nelle zone dei cantieri di monitorare i lavori e SEGNALARE tutte le criticità contattandoci in diversi modi (trovate tutte le indicazioni QUI SUL NOTRO SITO o NELL’EVENTO FB

Ad oggi i cantieri Tav sono spesso serviti ad interrare rifiuti illeciti e nella nuova “terra dei fuochi” lombardo-veneta questo rischio è ancora più elevato. L’obiettivo non è solo di monitorare, ma fare tutto il possibile per fermare questa inutile opera che altrimenti segnerà in modo irreversibile tutto il Basso Garda. NOI NON CI ARRENDIAMO!

Per questo il 5 ottobre faremo un grande corteo NO TAV a Lonato del Garda e in questi mesi faremo un nuovo percorso di informazione e volantinaggi, partecipando a feste e sagre dislocate sul territorio, facendo porta a porta per informare tutta la popolazione di quanto sta accadendo, con presidi informativi nelle piazze e con due grandi iniziative di avvicinamento:

  • il 15 settembre a Brescia presso il Parco Ducos 2 per una grande festa ludico-informativa
  • il 29 settembre a Peschiera del Garda presso il Santuario della Madonna del Frassino per la simulazione di cantiere

Restate collegati per tutte le iniziative, banchetti e volantinaggi, per venire ad informarvi o a fare informazione insieme a noi!
Per fermare il TAV serviamo tutti e tutte: non delegare, partecipa!

Vi ricordiamo che potete seguirci anche su facebook su questi canali Coordinamento No Tav Brescia-Verona o No Tav Brescia o su instagram su @notav_bsvr! #staytuned

9/7 riunione al parco ducos 2 per organizzare la lotta no tav @ Brescia!

Con un’analisi costi-benefici negativa non possiamo che continuare a mobilitarci contro quest’opera che la stessa analisi ha dimostrato essere inutile e esageratamente costosa, non solo in termini economici ma anche in termini ambientali e sociali.

Consapevoli che l’uscita da Brescia avrebbe un impatto assolutamente devastante per la nostra città, sia a livello di inquinamento, che di traffico ecc. e per le centinaia di persone che potrebbero trovarsi coinvolte anche nell’abbattimento e nell’esproprio delle proprie abitazioni, continuiamo la nostra lotta anche in città e ci ritroviamo martedì 9 luglio alle ore 21 presso il parco Ducos, innanzitutto per organizzare la festa che faremo a settembre proprio presso questo parco, ma anche per continuare la nostra mobilitazione a diversi livelli contro questo opera inutile e dannosa.

Abbiamo sempre più ragioni, fermarlo è possibile e tocca ancora noi.
Ci vediamo domani sera!

#notav #bastaveleni #notavbrescia #fermarloepossibile#fermarlotoccaanoi #dachesapasamia

L’analisi costi benefici ci da ragione: quest’opera va fermata, basta bugie!

Ciò che stanno dichiarando i #5Stelle e alcune testate giornalistiche in questi giorni è una sequenza infinita di falsità.

Ricapitoliamo:
– la linea AV Brescia-Padova ha un analisi costi benefici negativa

– la linea esistente non è satura (142 treni/die sul massimo di 180) e potrebbe incrementare la propria portata massima a 220 treni/die. Non serve minimamente la nuova linea e nemmeno il quadruplicamento voluto da Legambiente

– l’opera ha un costo preventivato(!) di realizzazione di oltre 8 miliardi. In caso di recesso del contratto l’esborso di denaro per le cosiddette “penali” è accertato a meno di un miliardo. Nello scenario più pessimistico, del tutto ipotetico, si potrebbe arrivare a un massimo di 1 miliardo e 200 milioni di euro di indennizzo. Siamo a una spesa ben lontana dal costo totale per realizzarla (senza contare i danni ambientali e gli espropri)

– il progetto è spezzettato in lotti funzionali, visto che i soldi non ci sono. Tolto il lotto gardesano, già finanziato, gli altri non hanno ancora terminato il loro iter o non sono stati finanziati. Come riportato dalla relazione tecnico-giuridica per gli altri lotti CepavDue può avanzare richieste di indennizzi assolutamente contenute

– come riportato sempre dalla relazione tecnico-giuridica ci sono diverse vie per fermare il progetto. Non c’è solo il recesso del contratto e la revoca della convenzione, ma anche l’annullamento in autotutela, che non comporterebbe un solo centesimo di spesa da parte della collettività. Per l’avvocatura di Stato è una strada controversa, ma noi sappiamo che ci sono diverse problematiche, a partire dal mancato rispetto della normativa comunitaria (aspetto richiamato dalla stessa relazione)

Nonostante tutto questo il governo vuole andare avanti, senza alcuna ragione tecnica ed economica per completare l’opera.

Alla luce di questo:

– chiediamo al Ministro Danilo Toninelli di essere coerente alla posizione di contrarietà al Tav per annimillantata dal Movimento 5 Stelle e di agire coerentemente con l’ACB. In caso contrario dovrebbe
dimettersi immediatamente.

– chiediamo agli esponenti istituzionali del Movimento 5 Stelle, a partire dai consiglieri comunali, fino ai parlamentari eletti nei nostri territori, di essere coerenti con le loro idee e con la valutazione
dell’ACB, pretendendo dai loro dirigenti e dai ministri penta stellati l’immediato stop del progetto Tav Brescia-Verona. Andrea Spiller Rossella Magazza Marta Vanzetto @Guido ghidini Ferdinando Dino Alberti Manuel Brusco Francesca Businarolo Claudio Cominardi

-pretendiamo dalle Amministrazioni Comunali, che per prime dovrebbero avere a cuore la tutela ambientale del territorio e dei cittadini che saranno colpiti dagli espropri, di tutelare la collettività
sollevando con forza l’esigenza di fermare il Tav Brescia-Verona alla luce dell’ACB.

Forti di un’ACB che ci dà pienamente ragione, di fronte alla certificata insostenibilità di quella che abbiamo da sempre definito un’inutile grande opera, noi rilanciamo la nostra lotta più determinati che mai. Per questo ci mobiliteremo nei prossimi mesi. Il 6 ottobre torneremo in piazza con un nuovo corteo e a settembre non mancheranno le iniziative di avvicinamento alla manifestazione.

FERMARE IL TAV E’ IL VERO CAMBIAMENTO!

*****************************************************

Tutta la documentazione la potete leggere e scaricare da questo link: http://www.mit.gov.it/comunicazione/news/tav-brescia-padova-analisi-costi-benefici

*****************************************************

Breve video della conferenza: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2780887128593376&id=509993849016060

*****************************************************

DI SEGUITO IL COMUNICATO STAMPA INTEGRALE:

Con molti mesi di ritardo il Ministero delle Infrastrutture ha finalmente reso pubblica la documentazione di valutazione relativa alla tratta Alta Velocità Brescia-Padova.
1) Innanzitutto, come già anticipato, l’ ACB dà ragione a quello che diciamo da sempre. Il Tav Brescia-Verona è un’opera ingiustificata sul piano del “valore sociale” ed è negativa per -2.384 milioni di euro, secondo il calcolo realistico prospettato dal documento. In questo modo l’ACB certifica definitivamente l’inutilità dell’Alta Velocità e rende un fatto assodato la sua inutilità. Alla luce di quanto pubblicato la nostra posizione di contrarietà è ancora più forte e trova un riscontro anche a livello ministeriale. Impossibile d’ora in avanti accusare i No Tav di essere contrari a questa grande opera “per partito preso” o per sindrome NIMBY.
L’ACB inoltre indica come la linea Brescia-Padova non sia assolutamente in saturazione (sono stati calcolati 142 treni/die per un massimo sopportabile di 180) e come con l’ammodernamento attraverso il sistema di ERMTS possa aumentare il traffico fino a 220 treni/die.
2) Nonostante questa pubblicazione inconfutabile il governo non vuole essere conseguente a quanto dimostrato dall’ACB. Il Ministero delle Infrastrutture ha rilasciato infatti dichiarazioni assolutamente
prive di senso, secondo le quali il costo per il blocco dell’infrastruttura è troppo elevato. E’ bene ricordare però che le penali per la Brescia-Verona siano calcolate in 71,9 milioni di euro di costi accertati, ai quali si aggiunge l’indennizzo pari al 10% dell’importo dei lavori (189 milioni di euro).
La spesa, quindi, dovrebbe essere di 260 milioni di euro.
Si ipotizza che con i possibili contenziosi si potrebbe arrivare a una stima di massimo 500 milioni di euro. In seguito la relazione tecnico-giuridica ipotizza anche uno scenario particolarmente
pessimistico, che raggiunge al massimo i 700 milioni.
Per la Verona-Padova il costo attuale è di 83 milioni e l’indennizzo dovrebbe arrivare a 271 milioni di euro, per un totale di 354 milioni di euro (in uno scenario estremamente sfortunato l’indennizzo
arriverebbe a 500).
Pure nel caso in cui si sommino gli scenari peggiori, seppure del tutto ipotetici, si arriva ad una quota di 1,2 miliardi di euro di indennizzo, a fronte di una spesa totale dell’opera di oltre 8 miliardi!
La documentazione pubblicata dimostra come le penali siano uno scoglio assolutamente superabile, nel caso in cui ci fosse la volontà politica di fermare il Tav.
La posizione del Ministero delle Infrastrutture è assolutamente priva di logica e totalmente infondata sul piano economico. Invece di usare l’ACB come arma politica, per chiedere uno stop del progetto,
Toninelli decide di proseguire venendo meno a quanto promesso al suo elettorato nei mesi scorsi.
L’unica spiegazione alle deliranti dichiarazioni del MIT sta in un dietrofront puramente politico del Movimento 5 Stelle, che evidentemente decide di venire meno ai propri principi, per non aprire una battaglia politica sul tema dell’AV Brescia-Verona con la forza “amica” leghista. Una mancanza di volontà estremamente grave, terribilmente ipocrita, difronte ai dati reali pubblicati dall’analisi che spingono in direzione del NO.
Soprattutto va sottolineato che sono differenti le strade che si possono percorrere. Una di quelle indicate dalla relazione tecnico-giuridica riguarda l’annullamento in autotutela, senza alcun rischio
di indennizzo, che per noi rimane pienamente legittima. Sia la documentazione, sia quanto stiamo sostenendo nei ricorsi giudiziari, fanno riferimento al mancato rispetto della normativa comunitaria.
3) Alla luce di questo:
– chiediamo al Ministro Toninelli di essere coerente alla posizione di contrarietà al Tav per annimillantata dal Movimento 5 Stelle e di agire coerentemente con l’ACB. In caso contrario dovrebbe
dimettersi immediatamente.
– chiediamo agli esponenti istituzionali del Movimento 5 Stelle, a partire dai consiglieri comunali, fino ai parlamentari eletti nei nostri territori, di essere coerenti con le loro idee e con la valutazione
dell’ACB, pretendendo dai loro dirigenti e dai ministri penta stellati l’immediato stop del progetto Tav Brescia-Verona
-pretendiamo dalle Amministrazioni Comunali, che per prime dovrebbero avere a cuore la tutela ambientale del territorio e dei cittadini che saranno colpiti dagli espropri, di tutelare la collettività
sollevando con forza l’esigenza di fermare il Tav Brescia-Verona alla luce dell’ACB.
Respingiamo anche le giustificazioni politiche in base alle quali il Movimento 5 Stelle non avrebbe i numeri in parlamento per votare una legge di revoca della concessione. Non ha senso governare e
avviare un’ACB se poi non si portano avanti le battaglie politiche per cui si è stati eletti. Siamo di fronte al cedimento totale del 5 Stelle all’alleato leghista.
Forti di un’ACB che ci dà pienamente ragione, di fronte alla certificata insostenibilità di quella che abbiamo da sempre definito un’inutile grande opera, noi rilanciamo la nostra lotta più determinati che mai. Per questo ci mobiliteremo nei prossimi mesi. Il 6 ottobre torneremo in piazza con un nuovo corteo e a settembre non mancheranno le iniziative di avvicinamento alla manifestazione.

FERMARE IL TAV E’ IL VERO CAMBIAMENTO!


 

25/6 riunione contro il tav a brescia: decidiamo insieme cosa fare contro il TAV in città!

Dopo il partecipato e vissuto incontro informativo e di confronto che abbiamo organizzato il 5 giugno 2019 a Brescia nella zona di via Repubblica Argentina /via Cremona, si è sentita l’esigenza di incontrarci per continuare a programmare e costruire insieme le prossime iniziative che faremo in città, prima tra tutte la “festa” che, con altre realtà che si occupano di ambiente, vorremmo organizzare presso il Parco Ducos. Una delle aree questa che potrebbe essere più pesantemente colpita dalla costruzione di quest’opera in città.
 
Ci troviamo martedì 25 alle 21:00 in via Eritrea (vicino al Bresciaoggi) per iniziare a organizzarci e decidere cosa fare nei prossimi mesi per opporsi alla costruzione di quest’opera inutile e devastante.

5/6: assemblea pubblica NO TAV @Brescia – cosa potrebbe succedere alla nostra città?

Da anni a Brescia sentiamo parlare “dell’uscita a est della città” del progetto TAV Brescia-Verona.
Nonostante sui giornali escano notizie e ipotesi varie, il Comune di Brescia e l’amministrazione di Del Bono continuano, ad oggi, ad affermare che non c’è un progetto, che gli allarmismi della popolazione coinvolta sono prematuri e che, in ogni caso, non c’è nulla di cui preoccuparsi perché l’uscita da Brescia comunque
non sarà impattante.
Dopo anni di proclami vogliamo ora fare insieme il punto della situazione.

La possibilità che con il decreto “sblocca cantieri” si scelga un commissario straordinario per il Tav, con il potere di accelerare l’iter progettuale e bypassare tutti i problemi presenti, soprattutto quelli ambientali, è concreta.
Opera questa sulla cui eventuale utilità nessuno ha mai saputo fornire dati concreti, mentre il governo ha espresso palesemente la propria posizione: “il (la) TAV si deve fare” a prescindere (aggiungiamo noi), facendo palesemente emergere la
vera motivazione per cui il TAV va costruito: è una SCELTA POLITICA PURAMENTE DETTATA DA INTERESSI ECONOMICI soprattutto a vantaggio dei grandi industriali del nord, senza tenere in minimo conto che le linee attuali possono essere debitamente potenziate visto che attualmente sono largamente sottoutilizzate, evitando devastazioni ambientali e lo sperpero di denaro pubblico.

In una città e una provincia così massacrate dal punto di vista ambientale, dove la nostra salute è sempre più compromessa e i fondi per il risanamento non vengono stanziati adeguatamente, non possiamo permetterci di rimanere indifferenti e vedere altro territorio distrutto per meri interessi economici e non per necessità .

Per questi e tanti altri motivi vi aspettiamo mercoledì 5 giugno alle 21:00 presso il salone Argentina di via Repubblica Argentina 120 a Brescia.

#notav #dachesapasamia #fermarloèpossibile #fermarlotoccaanoi #brescia #salute #futuro #bastaveleni

15/5: INCONTRO PUBBLICO: “ABBIAMO SUPERATO IL LIMITE – CAMBIAMO MODELLO PER BLOCCARE IL CAMBIAMENTO CLIMATICO”

MERCOLEDI’ 15 MAGGIO 2019
ALLE ORE 18.30 AL BOSCO SOCIALE DI SANPOLINO

(ATTENZIONE: in caso di maltempo l’incontro si terrà al CSA Magazzino47. Eventuali cambiamenti verranno comunicati qui entro martedì 14 maggio)

INCONTRO PUBBLICO: “ABBIAMO SUPERATO IL LIMITE – CAMBIAMO MODELLO PER BLOCCARE IL CAMBIAMENTO CLIMATICO”

Con gli interventi di:

Marco Apostoli – Basta Veleni

Marco Fama – Economista e studioso di questioni ambientali

Con un intervento video di Emanuele Leonardi

Dopo il dibattito, MOMENTO CONVIVIALE CON CENA POPOLARE: porta qualcosa da mangiare e condividere anche tu!

Viviamo uno dei territori più inquinati d’Italia, dove l’aria è spesso irrespirabile e acqua e suolo sono pieni di sostanze inquinanti. Invece che ripensare l’articolazione di città e provincia le istituzioni pensano a costruire autostrade e grandi opere inutili. Con Marco Apostoli e Marco Fama, introdotti da un video-intervento di Emanuele Leonardi, proviamo a capire come solo attorno ad un paradigma diverso di società si possa costruire un mondo diverso, rispettoso dell’ambiente in primis e capace di cambiare modello di sviluppo rispetto al capitalismo, che è l’elemento di determinazione e di devastazione ambientale dell’esistente.

Diverse politiche ecologiche partono certo dall’impegno individuale, ma devono passare da una critica strutturale e collettiva, di massa, all’oggi.

INVITIAMO TUTTI E TUTTE A PARTECIPARE!

Evento annullato!!!! 12/5 presidio informativo e simulazione di cantiere TAV @Santuario della Madonna del Frassino a Peschiera del Garda

Domenica 12 maggio invitiamo tutti e tutte a partecipare al presidio informativo #notav durante il quale effettueremo una simulazione di cantiere.

La zona del Santuario e del Laghetto del Frassino saranno tra le aree più colpite dalla pesantissima cantierizzazione qualora il progetto TAV Brescia-Verona venisse costruito.
Anni di cantieri con tutte le pesantissime conseguenze che potrebbero portare agli abitanti e alle attività commerciali della zona: dagli enormi disagi al traffico, le polveri, le vibrazioni, il continuo passaggio di camion, ai danni su flora e fauna fino ai problemi di accesso che ci saranno per il Santuario frequentato da migliaia di persone e turisti.

A questo l’amministrazione di #peschiera evidentemente non pensa quando si parla di TAV, non informando la cittadinanza e prendendo decisioni senza dibattiti e condivisione pubblica.  L’informazione spetta ancora una volta a noi ma questa volta volgiamo farla diversamente, mostrando direttamente sul posto dove dovrebbero passare i cantieri e che disagi provocheranno, traffico compreso. Vi aspettiamo numerosi e numerose!

Appuntamento per il presidio infirmativo dalle 9:00 alle 13:00 con anche un banchetto di autofinanziamento per sostenere la lotta contro il TAV, ore 11:00 circa per la simulazione di cantiere. Ritrovo per entrambi gli appuntamenti presso il piazzale del Santuario del Frassino di Peschiera del Garda.

Vi aspettiamo!