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Sportelli e osservatori? Fermiamo il TAV che siamo ancora in tempo!

La nuova giunta comunale di Desenzano nelle scorse settimane aveva lasciato uno spiraglio aperto sulla questione TAV convenendo sull’inutilità e dannosità di quest’opera. E’ invece di ieri la notizia che stia “calando le braghe” preparandosi all’arrivo dei cantieri.

Nuovamente ci troviamo a denunciare la superficialità con cui questi amministratori parlano della distruzione del territorio, delle proprietà private e delle attività agricole con una leggerezza spaventosa, ignorando che dall’altra parte ci sono persone che guardano con incertezza al proprio destino da molti anni.

Innanzitutto ci teniamo a ribadire che se un’amministrazione avesse davvero a cuore la propria città, i propri cittadini e il futuro delle prossime generazioni, avrebbe fatto tutto il possibile negli scorsi anni per opporsi alla costruzione di quest’opera così devastante per
tutto il basso Garda. E proseguirebbe con ancora più forza oggi di fronte al pericolo dell’apertura dei cantieri.
Ne è esempio la Val di Susa che, dopo 25 anni che è costantemente minacciata dalla costruzione di quest’opera e dopo più di 10 anni che un cantiere è stato aperto, continua insieme ai suoi amministratori ad opporsi in ogni modo alla costruzione di quest’opera.
Gli amministratori della Val di Susa hanno capito il vero disastro che c’è dietro al TAV: non si sono lasciati accecare da ridicole compensazioni che non risarciscono l’entità del danno
ambientale ed economico.

Anziché istituire un osservatorio o degli sportelli per seguire la costruzione dell’opera, i comuni devono lottare a fianco delle migliaia di persone che sono contrarie alla costruzione di questo scempio.

Continuiamo a ribadire inoltre che al momento è stato approvato un “progetto definitivo” che di definitivo non ha nulla: ad oggi non sanno ancora come usciranno da Brescia e come entreranno a Verona. Per cui sono tantissimi i margini per poter ancora fermare quest’opera: i ricorsi legali ne sono un esempio. Se le amministrazioni avessero proseguito su questa strada accanto alle azioni legali dei comitati e dei cittadini, avrebbero aumentato considerevolmente il peso politico e mediatico di queste iniziative, permettendo risultati migliori. Invece si sono mostrate arrendevoli anche su questo piano. Perché?

Anziché informare i propri cittadini dei pro e dei contro dell’opera con assemblee pubbliche e favorire quindi la partecipazione sul futuro del proprio territorio, le amministrazioni aprono ora uno sportello dove ci si potrà recare un solo giorno al mese (!) per ricevere risposte sull’andamento di quest’opera.
Sicuramente a questo fantomatico sportello non vi racconteranno di come questi cantieri rovineranno in modo indelebile il nostro territorio o di come andranno a pesare sulla quotidianità delle nostre vite, creando traffico, rumore, polveri, vibrazioni in qualsiasi giorno della settimana e in qualsiasi fascia oraria.
Non vi racconteranno nemmeno che verranno tagliate a metà falde acquifere o che comprometterà attività economiche, oasi naturali e monumenti anche per quelle aree non direttamente interessate dal tracciato.

Non servirà andare a uno sportello per capire cosa succederà, dovrete guardare agli esempi di Bologna e Firenze dove questa inutile opera è già stata costruita e dove i danni irreversibili alle falde acquifere stanno producendo effetti quali desertificazione e siccità in vaste aree.

Sappiamo come funzionano gli osservatori grazie all’esempio del Terzo Valico (Liguria), dove la loro funzione è quella di difendere ad oltranza le ragioni di chi costruisce l’opera anziché quella dichiarata di “favorire la partecipazione delle comunità”.
Inoltre conosciamo molto bene la situazione degli osservatori a Brescia in materia di ambiente e salute dove, nella maggior parte dei casi, chi “osserva” è strettamente collegato a chi deve essere osservato.

Questo, che viene definito uno “strumento di partecipazione”, proposto da quelle stesse amministrazioni comunali che hanno accettato senza proteste il TAV e che si sono sedute al tavolo con Cepav2 per contrattare le “opere compensative”, non ci appare
assolutamente uno strumento adeguato a limitare, laddove sia possibile, gli impatti dell’opera, né a vigilare in modo autentico e libero sulla costruzione della stessa.

“Ormai il TAV lo fanno” lo sentiamo ripetere da anni, ma nessuna amministrazione si è mai opposta seriamente a quest’opera, né ora né in passato. E oggi arriva l’ennesima presa in giro per i cittadini con la proposta dell’osservatorio…

Fermare quest’opera non è impossibile e ce lo insegnano anche le amministrazioni del Friuli Venezia Giulia, dove si è optato per una riqualificazione della linea storica al posto della distruzione del territorio per arricchire mafia e partiti. Se la Regione del Friuli ha
scelto di non realizzare il progetto Tav e di ammodernare la linea esistente, perché non è possibile farlo anche per la tratta Brescia-Verona?

Dal canto nostro, come Comitati No Tav non permetteremo che un’altra ferita indelebile segni il nostro territorio già pesantemente martoriato dalle politiche ambientali che negli ultimi decenni le nostre amministrazioni hanno portato avanti, ed è anche per questo
motivo che il 7 ottobre scenderemo ancora in piazza con una marcia No Tav a Calcinato, ritrovo alle ore 14 nel piazzale dell’oratorio di Ponte San Marco in via Don Rovetta 4.

PERCHE’ FERMARLO E’ ANCORA POSSIBILE E TOCCA A TUTTI E TUTTE NOI INSIEME!

Parole, parole, parole… facciamo chiarezza sulle false dichiarazioni riguardo il TAV Brescia-Verona!

Continua il pressing del manager di FS Renato Mazzoncini sull’avvio dei lavori del TAV Brescia – Verona.
Venerdì 26 maggio 2017, ovviamente senza darne comunicazione pubblica, l’Amministratore delegato di Fs ha tenuto una conferenza stampa insieme al sindaco della città di Brescia Emilio Del Bono per annunciare lo stralcio, sembrerebbe definitivo, dello “shunt” di Montichiari, il quadruplicamento della linea in uscita dalla città di Brescia e l’annuncio dell’avvio dei cantieri nella zona del Garda già da fine estate, dopo un passaggio al CIPE (Comitato interministeriale per la programmazione economica) a giugno per l’approvazione del progetto esecutivo.
Sul sito del CIPE peraltro non è ancora stato pubblicato l’ordine del giorno della futura seduta, ma Mazzoncini evidentemente lo conosce già.

Verificheremo la natura di queste dichiarazioni che si susseguono da diversi anni con cadenza regolare, ma possiamo sicuramente dire che, se ci sarà un’approvazione al CIPE, questa avverrà attraverso pesanti storpiature dell’iter autorizzativo, con un progetto totalmente stravolto rispetto a quello sottoposto a VIA (Valutazione impatto ambientale) nell’ormai lontano 2003 e tenendo completamente all’oscuro fino all’ultimo, ancora una volta, quelle persone che ne saranno direttamente coinvolte.
Non una parola sulle conseguenze che la soppressione del collegamento con l’aeroporto di Montichiari, a favore del passaggio da Brescia, comporterebbe.
Nonostante non risultino documenti ufficiali depositati in Commissione VIA di questo politico “cambio di rotta”, è bene ricordare che l’entrata dei treni a Brescia Ovest, rappresenta una modifica sostanziale del progetto che necessiterebbe quindi di un nuovo procedimento di VIA, incompatibile con i tempi preannunciati di completamento dell’iter burocratico.

Non una parola, ovviamente, sul parere assolutamente negativo del massimo organo tecnico in materia di infrastrutture, il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Il CSPL chiede che il progetto venga rifatto per adeguarlo alle normative antisismiche recenti prima di un eventuale passaggio al CIPE, e che si conduca un’analisi del traffico ferroviario che valuti se effettivamente sia necessaria la realizzazione di questa nuova linea. Non una parola sul fatto che, nell’ultimo DEF (Documento Economia Finanza) approvato dal governo, si preveda per 25 opere strategiche, tra cui la Brescia – Verona, un’analisi costi-benefici da condurre su criteri europei, sottoponendo in questo modo la nostra tratta a “project review”.
La revisione del progetto dovrebbe servire a rispettare il Dlgs 228 del 2011, che per assicurare un buon utilizzo delle tasse versate dai contribuenti, richiede un’analisi preventiva degli investimenti pubblici. Non una parola nemmeno sui finanziamenti stanziati che al momento non riusciranno nemmeno a coprire i costi stimati del primo lotto costruttivo: quei 700 milioni di euro stanziati nel 2014 dalla Legge di stabilità che fecero ripartire l’iter autorizzativo e che dovrebbero bastare a completare le gallerie nella zona del Basso Garda.

Sulla realizzazione di quest’ultime ricordiamo che il già citato Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha sottolineato il rischio che i costi possano aumentare fino al 50% rispetto a quelli stimati, vista l’aleatorietà delle soluzioni e dei dati forniti da Cepav 2.
Il restante miliardo e mezzo, sbandierato come finanziamento, non è altro che una voce di spesa inserita nell’Allegato Infrastrutture al DEF 2016.

Non rappresentando quindi liquidità realmente disponibile, ma unicamente una voce nei capitoli di spesa , potrebbe dunque essere stralciato per far rientrare il debito pubblico dello Stato senza incorrere in penali. Grande cura invece in conferenza stampa nell’uso di strumenti narrativi che in realtà tradiscono la loro natura di “specchietti per le allodole”.

Si riscoprono termini amichevoli come “piccola velocità”, “cura del ferro”, “rinascimento ferroviario” associati alla sigla “Tav”, anche se palesemente discordanti. Grande insistenza anche sulle possibilità di alcune stazioni come Desenzano e Rezzato.
Sottolineiamo che queste stazioni, oltre a quelle di Lonato e Ponte S. Marco, hanno avuto un pesante ridimensionamento per via delle molte linee regionali soppresse negli ultimi anni lungo la tratta tra Brescia e Verona.

Tutto ciò a dimostrazione del fatto che la linea storica è lontana dal punto di saturazione e possa essere potenziata senza realizzare una nuova, costosa, inutile opera, ad uso esclusivo, tra l’altro, dei carissimi e poco frequentati treni Freccia Rossa: sulla nuova linea AV non viaggeranno, infatti, né treni regionali né treni merci per mere ragioni tecniche.

Continueremo a vigilare su quanto sta accadendo, portando avanti quel percorso di lotta e mobilitazione che abbiamo intrapreso per fermare questo progetto delirante e completamente avulso alle reali esigenze di mobilità di questo territorio.

Denunciamo già ora il fatto che quest’opera non vedrà mai un suo completamento, ne siamo convinti.

Un progetto che fa acqua da tutte le parti e che trova conforto solo nelle dichiarazioni e negli slogan dei manager o politici di turno. Parole, parole, parole…

Cliccando su questi link potrete invece trovare le diverse dichiarazioni rilasciate ai quotidiani bresciani da Mazzoncini e
Del Bono:

Corriere della Sera, sezione di Brescia

Bresciaoggi

Giornale di Brescia

Teletutto

6 maggio 2017 marcia nazionale #notav. Dobbiamo esserci.

Manifestazione nazionale No Tav, 6 maggio 2017

tratto da http://www.wumingfoundation.com

L’assemblea popolare del movimento No Tav chiama tutt* noi a un appuntamento decisivo.

È ora di tornare sulla strada. È tempo di riempire di corpi, voci, musica, bandiere e colori la Statale 25, quella via che solca sagittalmente la Val di Susa, diretta al Moncenisio, e collega molti dei comuni minacciati dall’Entità.

Si torna a marciare, come agli albori del movimento, perché dopo gli «anni della Clarea» (2010-2016), i recenti preavvisi di esproprio e i blitz delle trivelle fra Rivoli e Rivalta spostano di nuovo la battaglia sui fondivalle e in campo aperto.

Una mossa che la controparte ha meditato a lungo, al tempo stesso desiderandola – perché le betoniere devono fare glush glush e le ruspe vrum vrum – e temendola, perché giù nella piana Lorsignori Sì Tav hanno rimediato solo sconfitte.

Asserragliata lassù in Val Clarea – una gola supermilitarizzata tra Giaglione e Chiomonte – l’Entità poteva subire “solo” azioni di disturbo; azioni fantasiose, radicali, che spesso hanno messo in difficoltà e ridicolizzato l’elefantiaco apparato di sicurezza, ma alle quali non poteva partecipare l’intera popolazione contraria all’opera.

In bassa valle è diverso: in bassa valle c’è il popolo, quel popolo No Tav che ha già fermato, fatto ritirare o costretto a rivedere diversi progetti, due dei quali giunti alla fase definitiva. Su tutti, quello ritirato dopo l’8 dicembre 2005, quando decine di migliaia di persone riconquistarono il presidio di Venaus sgomberato manu militari due notti prima.

Oggi anche la controparte riconosce – strumentalmente, per lodare quello attuale – che il vecchio progetto era sbagliato, troppo costoso, troppo impattante… senza aggiungere grazie a chi fu ritirato. Le vittorie dei No Tav sono, alla lettera, inammissibili.

8 dicembre 2015, corteo per il decennale della riconquista di Venaus. Foto di Luca Perino. Clicca per ingrandire.

Grazie alla continua spinta dal bass della lotta, anche il progetto attuale ha perso pezzi importanti, uno dopo l’altro. Ormai non si tratta più di realizzare la «Nuova Torino-Lione» (men che meno «ad alta velocità»: si continua a dire «TAV» ma da anni il progetto non ha più quelle caratteristiche). No, ormai si vuole soltanto scavare un tunnel di base fine a se stesso da Susa a St.Jean-de-Maurienne, e tirare su una faraonica, insensata «stazione internazionale» a Susa.

E il resto del progetto?

Alcune parti non sono mai esistite – ad esempio la tratta francese, per la quale non esiste nemmeno un progetto preliminare – e altre non esistono più, dopo svariati tagli che il ministro Delrio ha chiamato «intelligenti rivisitazioni». In occasione dell’annuncio più recente, Delrio ha dichiarato: «useremo gran parte della linea esistente [per fare l’opera] nei tempi giusti, con i costi minori e che siano davvero utili».   «Avevano ragione i No Tav, ma guai ad ammetterlo!».

Va fatto notare che del tunnel di base non è ancora stato scavato un solo centimetro. I buchi fatti nelle montagne sono «cunicoli esplorativi», che tuttalpiù diventeranno «canne di servizio».
Non solo del tunnel di base non è stato scavato un solo centimetro, ma non è stato aperto nemmeno il cantiere.
Tenetelo a mente, quando sentirete i giornalisti asserviti e gli stefaniespositi dire che «i lavori sono a buon punto», «ormai non si può tornare indietro» ecc.

Quanto alla «stazione internazionale», sono appena arrivati i preavvisi di esproprio dei terreni. Per costruire quel catafalco destinato a inutilizzo e fatiscenza, si vuole spostare l’autoporto di Susa. 86 milioni di euro per 68mila metri quadri di ulteriore cementificazione.

A Susa, Bussoleno e San Didero le risposte ai preavvisi sono state chiare e nette [qui, qui e qui]. Le amministrazioni locali, i comitati di lotta e i proprietari dei terreni hanno risposto picche.

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E così, si torna a marciare. Come il 23 marzo 2013, con la differenza che quel giorno si andò da Susa a Bussoleno, mentre stavolta si andrà da Bussoleno a San Didero.

Negli ultimi mesi in valle e dintorni sono successe tante cose. La repressione poliziesca e giudiziaria continua, la disinformazione dall’alto impazza. Ne daremo conto.
Per ora, ci limitiamo a dire che è importantissimo essere a Bussoleno sabato 6 maggio 2017.

Dai quattro angoli della Penisola verranno organizzati pullman , passaggi in auto e quant’altro. Restate sintonizzati sui siti del movimento. (maggiori informazioni QUI per il pullman da Brescia)

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In un’Italia devastata dall’ossessione per la «sicurezza» e schiacciata dalla politica della paura, dove con il silenzio complice dei media si attenta gravemente alla libertà di manifestare [leggi qui, qui e qui], è importantissimo quel che scrive notav.info:

«Annunciamo da subito che non accetteremo questo tipo di divieti e di limitazione dei diritti alla libera circolazione e alla libertà di manifestare il proprio pensiero, e ci organizzeremo e ci tuteleremo per permettere a tutti e tutte la partecipazione alla manifestazione.»

Si parte e si torna insieme.

Costruiamo il miglior preludio ad Alta Felicità.

23 marzo 2013, la grande marcia da Susa a Bussoleno. Otto chilometri di statale gremiti di folla. Clicca per ingrandire.

6/5: Pullman da Brescia per il corteo No Tav in Val Susa

Anche il Coordinamento No Tav Brescia-Verona risponde all’appello lanciato dal popolo No TAV e organizza un pullman verso la manifestazione di sabato 6 maggio, una grande manifestazione popolare da Bussoleno a San Didero, in Valle di Susa, la valle che resiste e non si arrende, né ora né mai!

Una maifestazione che dopo oltre 25 anni di resistenza poterà avanti in modo ancora più determinato i nostri ideali perché non accetteremo mai che i nostri soldi vengano utilizzati per condannarci a morte con opere inutili, devastanti ed inquinanti piuttosto che per mettere in sicurezza i territori, per la ricostruzione, per le bonifiche, per la difesa della salute, per la scuola, per le pensioni, per il futuro dei nostri giovani.

C’eravamo, ci siamo, ci saremo! No TAV fino alla vittoria!

* * PULLMAN DA BRESCIA * *
Partenza ore 9.30 da via Industriale 10 (davanti al C.S. Magazzino 47). Rientro in serata.

COSTO 15 € (12 € per disoccupat* e student*).

PER PRENOTARE chiamare Radio Onda d’Urto al numero 03045670.

Qui trovi l’appello del Movimento No Tav della Val di Susa:http://www.notav.info/post/ceravamo-ci-siamo-e-ci-saremo-appello-notav-manifestazione-652017/

 

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Carmine Resistente: dal 4 marzo mostra fotografica e incontro con i militanti della Val di Susa @ Brescia

Nell’ambito del percorso “CARMINE RESISTENTE“, un percorso a tappe verso il 25 aprile nel quartiere del Carmine di Brescia, ecco le iniziative NO TAV
* Dal 4 al 16 Marzo dalle 15:30 alle 19:30
I BANDITI DELL’ALTA VELOCITA’
Mostra fotografica di Rinaldo e Davide Capra
* Sabato 4 marzo alle ore 17.00
CARMINE RESISTENTE-LA VALLE CHE RESISTE
 
Incontro con militanti del movimento NO TAV Val Susa
e proiezione del docufilm “ARCHIVIATO – L’obbligatorietà dell’azione penale in Val Susa”
Invitiamo tutti e tutte a partecipare!
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Di seguito tutto il programmi di Carmine Resistente:
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Il TAV Brescia-Verona in 3 anni? E’ uno scherzo di carnevale…

Il carnevale è arrivato. A Verona, in fiera, il 22 febbraio, all’inaugurazione della 30ª edizione di Samoter, salone internazionale delle macchine movimento terra, da cantiere e per l’edilizia, è andata in scena una grande carnevalata con protagonista non il “papà del gnoco” ma il sottosegretario ai Trasporti e alle Infrastrutture, Umberto Del Basso De Caro che si è divertito a scherzare con i non disinteressati ascoltatori e con gli organi di informazione presenti.

Per dire così tante balle e fesserie in un colpo solo, il sottosegretario si è evidentemente fatto trasportare dal clima carnevalesco.

Ha sicuramente scherzato quando ha detto che i lavori si potrebbero finire in 36 mesi, prendendosi la libertà di diminuire i tempi previsti nella valutazione di impatto ambientale approvata dalla commissione ministeriale, dove il cronoprogramma (già molto ottimistico) prevede una durata di 89 mesi ovvero: 7 anni e 4 mesi.

Inoltre come evidenziato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici lo scorso dicembre, e messo nero su bianco in un lungo rapporto, l’opera presenta gravi carenze progettuali e “si basa sulla normativa tecnica risalente al 1988 e superata fin dal 2005” ed il progetto “deve essere rivisto, modificato e integrato/adeguato nel rispetto delle aggiornate e vigenti nuove norme tecniche per le costruzioni”. “Non viene fatto alcun riferimento alla recente zonizzazione sismica del territorio, con non trascurabili effetti sulla sicurezza”.

Ma questo non interessa né al Ministero dei Trasporti e Infrastrutture, né all’Amministratore Delegato di Rete Ferroviaria Italiana Maurizio Gentile, che allegramente dichiara alla stampa che ciò non costituisce un impedimento, e non rallenterà minimamente la progettazione e la realizzazione dell’Alta Velocità Brescia-Verona.

Se non fossimo a carnevale il governo si preoccuperebbe di far rispettare le norme che tutti i normali cittadini devono rispettare, quando devono costruirsi la casa, anche ai progettisti del TAV. Così si eviterebbero rischi inutili a chi ipoteticamente dovrà realizzare l’ opera ed a chi (teoricamente) dovrà utilizzarla in futuro.

Altro scherzo è quello relativo al costo dell’opera che secondo il sottosegretario è di solo 1,5 miliardi di euro. Il rappresentante del governo non può non sapere che nel SILOS (Sistema Informativo Legge Opere Strategiche) della camera dei deputati (visibile QUI): è riportato il costo della linea TAV Brescia-Verona che è di 3,954 miliardi di euro, con disponibili solo 2,268 miliardi quindi con la necessità di trovare altri 1,686 miliardi di euro.

Se anche il CIPE desse il via libera il mese prossimo, come annunciato dal Sottosegretario, il progetto dovrà passare l’esame della corte dei conti, poi dovrà essere redatto il progetto esecutivo, quindi tecnicamente i lavori non potrebbero iniziare comunque prima di un anno.

Senza dimenticare il ricorso presentato al TAR del Lazio da una sessantina di ricorrenti che evidenzia le innumerevoli carenze presenti nel progetto e il mancato rispetto di molte norme di legge, e che è stato discusso nell’udienza del 9 gennaio scorso, e di cui siamo in attesa della sentenza.

L’ultima chicca carnevalesca è che il TAV ora serve per collegare Verona a Torino quando fino a ieri ce lo hanno venduto come un’irrinunciabile progetto europeo che dovrebbe collegare Lisbona a Kiev. Ora diventa un collegamento metropolitano tra due città a circa 300 km di distanza… il sottosegretario dimentica di ricordare che questo ipotetico corridoio europeo, nel tratto da Padova a Trieste, prevede semplicemente il potenziamento della linea esistente e non la costruzione di nuovi binari, e che oltre il confine italiano non è previsto niente neanche un collegamento ferroviario “tradizionale”.

Quindi invitiamo il sottosegretario a non farsi incantare dal carnevale della bella città di Verona e a fare penitenza, anche prima del mercoledì delle ceneri, così gli scherzi saranno finiti e potrà finalmente dirci la verità su un’opera inutile e devastante per l’ambiente, che serve solo a chi la progetta e la costruisce, ma che verrà pagata a carissimo prezzo (80 milioni di euro al chilometro) da tutti.

Vogliamo risposte: il comune di Brescia che scelte sta facendo per il nostro territorio? – Conferenza stampa con i possibili espropriandi di Brescia

Ecco il comunicato della conferenza stampa di oggi tenuta sotto la Loggia con alcuni abitanti di Via Ferri e di Via Foro Boario insieme al movimento No Tav Brescia-Verona.

Da molti mesi, su tutte le testate giornaliste locali, si susseguo articoli sulle possibili conseguenze della costruzione dell’alta velocità Brescia-Verona con passaggio diretto dalla città.
Nella maggior parte di questi articoli si citano danni, soprattutto per quanto riguarda case private, che si potrebbero avere in prossimità dell’uscita dalla stazione di Brescia, nelle zone di via Ferri e via Foro Boario in particolare.
Alcuni rappresentanti del Coordinamento No Tav Brescia-Verona nello scorso mese, durante un incontro pubblico tra Loggia, cittadinanza e il tavolo di lavoro Basta Veleni, hanno chiesto delucidazioni riguardo questa ipotesi al sindaco di Brescia Emilio Del Bono.
Del Bono in questa occasione ha nuovamente sostenuto di non avere informazioni sulle sorti dei suoi cittadini, dal momento che non esiste nessuna ipotesi concreta di progetto. Posizione nettamente in contrasto con l’abbondanza di dichiarazioni, si presume vere, da parte di personaggi politici locali e regionali, ministri e industriali che parlano di altre palazzine abbattute, cantieri, espropri a Brescia.
Nonostante questa presunta mancanza di informazioni, il nostro Sindaco è il primo promotore dell’abolizione del progetto Shunt per Montichiari favorendo quindi il passaggio all’interno della città. La motivazione che è stata data pubblicamente è quella di risparmiare il forte impatto ambientale che avrebbe passando per la provincia. Ci domandiamo però, perché l’opzione di uscita per Brescia, così come le ipotesi prevedono, non preoccupi l’amministrazione locale per l’altrettanto grave impatto ambientale e sociale che avrebbe.
Essendo inoltre conoscenza comune il notevole sottoutilizzo dell’attuale linea ferroviaria storica, ci domandiamo se un giusto amministratore, che tutela veramente il territorio e le persone che lo abitano, non dovrebbe piuttosto spendersi pubblicamente per la proposta e progettazione dell’ammodernamento della linea storica cosi come la Comunità Europea suggerisce tra le diverse opzioni.
Per l’UE l’alta velocità non sono solo linee a velocità superiori ai 250 km/h ma anche linee potenziate con velocità intorno ai 200km/h e linee potenziate in base alle restrizioni date dal territorio e dove la velocità deve essere adattata a queste caratteristiche.*
Un progetto più economico, considerevolmente meno impattante da un punto di vista ambientale, e soprattutto che risparmierebbe centinaia e centinaia di espropri su tutta la tratta. Nel contesto del Friuli Venezia Giulia, Serracchiani ha evidenziato quanto sia stato opportuno puntare sulla velocizzazione del collegamento ferroviario Trieste-Venezia senza attendere un’alta velocità la cui realizzazione avrebbe richiesto l’arco di parecchie generazioni e di ingenti risorse. Mentre risorse vengono già impiegate nella risoluzione dei punti critici dei principali nodi regionali storici.
Come può l’amministrazione credere che la costruzione del TAV possa essere la scelta migliore per la nostra città e per chi la abita? Il punto del discorso non dovrebbe essere “Shunt o non-Shunt”, ma TAV o NO TAV. Vorremmo ricordare che viviamo in una delle province più inquinate d’Europa per cui non ci sono mai soldi per un risanamento ambientale, cosi come per tanti altri servizi sociali e assistenziali, essenziali.

È per queste ragioni che, come abitanti di Brescia, chiediamo maggiore ascolto e partecipazione a questa amministrazione che dovrebbe rappresentarci. Ciascuno di noi, direttamente o indirettamente, pagherà il caro prezzo del passaggio del TAV se si decidesse di realizzarlo. Chiediamo quindi una maggiore informazione e un confronto aperto e costruttivo con tutta la cittadinanza.
Giovedì 15 dicembre 2016 abbiamo consegnato presso gli uffici preposti del comune di Brescia, decine e decine di richieste ufficiali di accesso agli atti per verificare di persona che quanto detto finora dalle amministrazioni sia vero, e che in Comune non ci sia al momento nessuna documentazione a riguardo.
Memori di come le amministrazioni locali precedenti hanno taciuto alla popolazione, fino all’imminente apertura dei cantieri, la costruzione del TAV Treviglio-Brescia e i gravi danni e disagi che avrebbe comportato, abbiamo deciso che non aspetteremo passivi di conoscere le nostre sorti.
Vogliamo prendere parte attivamente al processo decisionale, vogliamo essere informati su ciò che comporterebbe la realizzazione di questa grande opera sia che passi da Brescia o meno, su quali reali benefici avrebbe la collettività che la paga, vogliamo spiegazioni sul perché il Comune non si stia confrontando apertamente con i suoi cittadini sul tema di questa grande opera, vogliamo spiegazioni sul perché non si stiano vagliando concretamente opzioni di semplice ammodernamento della linea storica, ribadiamolo, sottoutilizzata.

Alcuni abitanti di Via Ferri, Via Foro Boario e
delle zone limitrofi insieme al Comitato NO TAV BRESCIA

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* Decision No 1692/96/EC of the European Parliament and of the Council of 23 July 1996 on Community guidelines for the development of the trans-European transport network
Official Journal L 228 , 09/09/1996 P. 0001 – 0104
SECTION 3 RAIL NETWORK
Article 10 Characteristics
1. The rail network shall comprise the high-speed rail network and the conventional rail network.
2. The high-speed rail network shall comprise:
– specially built high-speed lines equipped for speeds generally equal to or greater than 250 km/h using current or new technology,
– specially upgraded high-speed lines equipped for speeds of the order of 200 km/h,
– specially upgraded high speed lines which have special features as a result of topographical, relief or town planning constraints, on which the speed must be adapted to each case.
This network shall be defined by the lines indicated in Annex I as high-speed lines or lines adapted for high speed.
3. The conventional rail network shall comprise lines for conventional rail transport, including the rail segment of combined transport referred to in Article 14.
4. The network shall:
– play an important role in long-distance goods and passenger traffic,
– play an important role in the operation of long-distance combined transport,
– permit interconnection with the networks of other modes of transport and access to regional and local rail networks.
5. The network shall offer users a high level of quality and safety, owing to its continuity and to gradual im-plementation of its interoperability, brought about in particular by technical harmonization and a harmonized command and control system. “

Domani ore 10:30 corteo NO TAV @ Brescia: ecco perchè dobbiamo esserci!

Tra i tanti motivi per cui domani alle 10:30 saremo in piazzale Garibaldi  a Brescia per dar vita a un corteo NO TAV verso la stazione di Brescia dove ci sarà l’inaugurazione del TAV Treviglio-Brescia, è perchè siamo convinti che tra le tante priorità per il nostro paese e chi lo vive, #conisoldidelTAV si debbano fare interventi concreti ed immediati di MESSA IN SICUREZZA del nostro Paese.

Ad ogni terremoto, ad ogni alluvione non si finiscono di contare i disagi e i danni, ogni volta si prega non ci siano altre vittime. Vittime di questo Stato che spende i soldi pubblici per opere inutili e mafiose al posto che per le reali necessità di tutti e tutte noi.

Un altro dei motivi per cui domani, nonostante l’assenza di Renzi, noi contesteremo i diversi rappresentanti politici presenti alla cerimonia di inaugurazione dell’ennesimo sperpero di soldi pubblici è perchè #conisoldidelTAV crediamo che si possa investire sul lavoro, sull’istruzione e sul futuro di questo Paese.

I bambini grazie alla “Buona scuola” hanno insegnati precari, edifici che crollano, aule senza riscaldamento.
Il carotrasporti, il carolibri, il caromensa ,tasse universitarie che aumentano di anno in anno, rendono la scuola e le università un privilegio e non un diritto.

Sempre più persone, sopratutto tra i più giovani, non possono fare progetti e costruirsi un futuro per la mancanza di una sicurezza economica.
La causa? Un lavoro assente o precario o ancora peggio non retribuito adeguatamente. Quali sono le condizioni che tanti e tante di noi sono costretti/e ad accettare per avere un lavoro?

Tante sono le realtà che aderiscono a questa manifestazione, in particolare i comitati ambientalisti di una delle province più inquinate d’Europa, perchè vogliamo che #conisoldidelTAV si bonifichi e risani tutto il nostro territorio.
Ci dicono sempre che non ci sono soldi, e quando arrivano sono solo briciole di quello che servirebbe…con pochi Km di TAV si potrebbe bonificare tutto il Sito Caffaro.

Qual’è la priorità: una linea inutile che dà soldi alla mafia, o la nostra salute e il futuro di queste terre?

A questo proposito #conisoldidelTAV si deve investire su una sanità efficiente e accessibile a tutti e tutte.

Viviamo in una delle province con un tasso di malattie, non solo tumorali, più alto della media nazionale ed europea.
Le cure mediche, gli esami specialistici, la prevenzione e la salute non sono un diritto garantito a tutti e tutte noi.
Non possiamo permettere che i soldi pubblici vengano sperperati nella costruzione di opere inutili e dannose per l’ambiente come il TAV!

Questi sono solo alcuni dei motivi per cui saremo presenti domani in piazza a Brescia, per contestare quest’opera ormai costruita a discapito del nostro benessere presente e futuro, ma sopratutto per opporci e far sentire la nostra voce contro la loro volontà di costruire il TAV Brescia-Verona.

Ci vediamo domani, carichi, rumorosi, visibili e determinati, perchè da Brescia il TAV NON PASSERA’ PIU’ e i politici lo devono capire una volta per tutte!

 

10 dicembre – Corteo NO TAV a Brescia: ritrovo 10:30 piazzale Garibaldi!

SABATO 10 DICEMBRE RITROVO ORE 10:30 @ PIAZZALE GARBILADI A BRESCIA PER UN CORTEO #NOTAV VERSO LA STAZIONE DI BRESCIA

Rilanciamo l’appuntamento per questo sabato 10 dicembre alle 10:30 in Piazza Garibaldi per dare vita ad un corteo NO TAV che vuole contestare l’inaugurazione del TAV Treviglio-Brescia.
Si tratta di un’occasione per ribadire a gran voce ai tanti politici locali, regionali ed anche nazionali, tutta la nostra contrarietà alla continuazione verso Verona dell’Alta Velocità.

Sappiamo che Renzi non sarà presente all’inaugurazione così come annunciato nelle scorse settimane, sconfitto dall’esito del Referendum di domenica scorsa, dal quale emerge l’abissale distanza tra gli interessi di una certa politica e i bisogni reali delle persone.

I soldi pubblici non devono più essere spesi per le grandi opere inutili, dannose e mafiose come il TAV Brescia-Verona.

Dimostriamo in tanti e tante, per l’ennesima volta, che il TAV si ferma a Brescia e da qui non proseguirà perchè c’è un’intera provincia che vuole altro per il proprio presente e futuro.

Percorreremo ogni strada possibile per far si che la Brescia-Verona non sia il prossimo punto sull’agenda di un qualsivoglia governo!

#CIVEDIAMOIL10 #CONISOLDIDELTAV

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10 dicembre 2016 – CORTEO NO TAV a Brescia: OGNI EURO SPESO PER IL TAV E’ UN EURO RUBATO A QUALCOSA DI UTILE PER TUTTI E TUTTE!

OGNI EURO SPESO PER IL TAV E’ UN EURO RUBATO A QUALCOSA DI UTILE PER TUTTI E TUTTE! 

E’ con queste parole che il 10 dicembre scenderemo tutti e tutte insieme in piazza contro l’inaugurazione del tratto TAV Treviglio-Brescia. Stando alle dichiarazioni fatte dai vari ministri, la cerimonia d’apertura si svolgerà alla presenza del presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Aldilà della volontà di ribadire con forza tutta la nostra contrarietà all’inutile progetto dell’alta velocità tra Brescia e Verona e in generale al sistema delle grandi opere, vogliamo fare in modo che quel giorno emerga tutta l’indignazione e l’insoddisfazione che si respira  a Brescia e nella sua provincia per le politiche neoliberiste portate avanti da questo governo: dal cosiddetto “Sblocca Italia” al Jobs Act, dalla cosiddetta “Buona scuola”  alle continue privatizzazioni di sanità e servizi. Tutte scelte che hanno di fatto peggiorato le condizioni di vita di milioni di persone in questo paese.

Sappiamo che la presenza del premier sarà molto probabilmente legata all’esito del Referendum costituzionale, al quale invitiamo a votare NO, anche per i numerosi vantaggi che porterebbe alle lobbie interessate alle grandi opere. Ci sono, infatti, dei passaggi della riforma che permetterebbero delle accelerazioni nella realizzazione di queste opere inutili e dannose.

Vogliamo quindi che il 10 dicembre sia un’occasione affinché le tante lotte che hanno preso forma nel nostro territorio possano ribadire con forza che i soldi che il governo vorrebbe spendere per il TAV, regalandoli alle ditte concessionarie della sua realizzazione, debbano essere spesi invece per migliorare le condizioni di vita delle persone.

Ci sono tanti, troppi interventi che potrebbero essere intrapresi se non si continuassero a finanziare gli interessi mafiosi e lobbistici che muovono le grandi opere e i grandi eventi.

*VOGLIAMO CHE I SOLDI DEL TAV SERVANO PER FINANZIARE SCUOLA E RICERCA
*VOGLIAMO CHE I SOLDI DEL TAV SERVANO PER FINANZIARE LE BONIFICHE PER POTER VIVERE IN UN AMBIENTE SALUBRE
*VOGLIAMO CHE I SOLDI DEL TAV SERVANO PER FINANZIARE UN SERVIZIO SANITARIO EFFICIENTE E ACCESSIBILE
*VOGLIAMO CHE I SOLDI DEL TAV SERVANO PER GARANTIRE UNA CASA A CHI NON CE L’HA
*VOGLIAMO CHE I SOLDI DEL TAV SERVANO PER LA MESSA IN SICUREZZA DEL TERRITORIO E DEL DISSETO IDROGEOLOGICO
*VOGLIAMO CHE I SOLDI DEL TAV SERVANO PER FINANZIARE UN REDDITO MINIMO GARANTITO CONTRO LA PRECARIETA’ E LA POVERTA’
*VOGLIAMO CHE I SOLDI DEL TAV SERVANO PER USUFRUIRE DI UN SERVIZIO TRASPORTI LOCALE E REGIONALE EFFICIENTE E SOSTENIBILE

Non ci resta che dire #CIVEDIAMOIL10 insieme tutti e tutte noi che nella quotidianità facciamo i conti con le scelte che dall’alto ci vengono imposte, per vivere un presente dignitoso e lasciare alle generazioni future un posto migliore in cui vivere!

#civediamoil10 #dilloaRenzi #conisoldideltav

Per i dettagli del corteo potete trovare nelle prossime settimane aggiornamenti su questo articolo o sui nostri canali facebook.

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