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Tecnici di Cepav2 nelle proprietà private e raccomandante di incontro per gli espropriandi: ecco come potete comportarvi!

Nonostante il progetto Alta Velocità Brescia-Verona ad oggi non sia ancora passato al vaglio della Corte dei Conti, non sia stato pubblicato ufficialmente in Gazzetta Ufficiale e non vi sia quindi la dichiarazione di pubblica utilità che consente l’esproprio, Cepav2, consorzio incaricato della progettazione e realizzazione dell’opera, tenta di avviare trattative personali relative agli indennizzi con i possibili espropriandi, dove si chiedono “incontri mirati a condividere attività e approfondimenti finalizzati ad anticipare le attività di esproprio”.

Inoltre, il Consorzio Eni Per l’Alta Velocità, con lettera del 6 ottobre scorso, comunica ad alcuni Comuni della tratta che a partire dal 16 ottobre 2017 fino a fine anno dovranno effettuare dei rilievi, e quindi entreranno nei terreni dei privati cittadini mentre i proprietari di case, terreni e giardini interessati ai rilievi non sanno nulla poiché a loro non è stata inviata alcuna comunicazione, né da parte di Cepav2 né da parte dei loro Comuni.

Accade quindi che ai Comitati No Tav locali arrivino continue segnalazioni di persone preoccupate e disorientate per essersi trovate dei tecnici all’interno delle loro proprietà̀ private senza che gli sia stata richiesta alcuna autorizzazione.

Sono state innumerevoli le volte in cui i comitati del Coordinamento No Tav Brescia-Verona hanno chiesto alle amministrazioni Comunali di tenere informati i propri cittadini della situazione in corso. Purtroppo gli interessi delle amministrazioni si sono concentrati per lo più sulle compensazioni da ricevere, mentre, come ha dichiarato di recente anche lo stesso Sindaco Legati di Calcinato, hanno sempre ritenuto che non vi sia nulla da comunicare ai soggetti che subiranno il sacrificio della loro proprietà, per evitare inutili allarmismi della popolazione.

Quando pensano di cominciare ad attivarsi questi amministratori bresciani e veronesi? Quando i danni saranno ormai irrimediabili ed il territorio devastato? Quando gli espropriati saranno già stati privati della loro proprietà con indennizzi del tutto insufficienti dovuti all’ingiusto meccanismo previsto dal sistema degli espropri più volte censurato dalle Corti Europee e comunque inidoneo ed insufficiente a risarcire il danno subito?

Tutti e tutte noi subiremo enormi danni dalla costruzione di quest’opera, ma siamo anche consapevoli che gli espropriandi subiranno gravissimi danni in termini economici e sociali se quest’opera venisse realizzata mentre le loro proprietà̀, già oggi, vengono trattate come se fossero già espropriate, senza alcun rispetto per le procedure legali e per le persone che vivono queste situazioni.

Qualsiasi Sindaco dei territori interessati dalla tratta non può̀ più permettersi di dichiarare di essere all’oscuro di queste situazioni perché i comitati No Tav lo hanno ripetutamente segnalato in questi anni e soprattutto perché è di dominio pubblico il recente incontro tra tutti gli amministratori della tratta e Cepav2.

Un Sindaco che abbia minimamente a cuore le sorti del proprio territorio e delle persone che lo abitano, ha il dovere primario di informarsi, di pretendere le informazioni necessarie per comprendere la situazione, e comunque deve attivarsi in ogni modo per far sì che quest’opera non venga realizzata e per evitare che avvengano situazioni come quelle descritte sopra a danno dei propri cittadini e del proprio territorio comunale.

Alla luce di quanto sta accadendo in questi giorni è bene sottolineare che non essendo ancora approvata la dichiarazione di pubblica utilità, gli espropriandi non sono legalmente tenuti a far entrare tecnici nelle loro proprietà senza la notificazione di un’autorizzazione, e possono chiederne l’allontanamento se trovati nella loro proprietà senza consenso.

Allo stesso modo non hanno un obbligo legale di sottoscrivere alcun documento, né sottostare ad alcuna trattativa o incontro preliminare in questa fase.

Il nostro consiglio è quello di evitare qualsiasi accordo sia verbale che scritto in questa fase ancora incerta di realizzazione dell’opera.

L’opera non è infatti interamente coperta dal punto di vista finanziario, e lo dimostra il fatto che il consorzio costruttore abbia comunicato alla Sindaca Legati di Calcinato che nessuna opera di compensazione, non strettamente legata alla linea ferroviaria, verrà finanziata, così come scritto nella delibera di giunta n. 94 del 26/9/2017. Avviare un’opera di questa portata senza la totale copertura finanziaria è inaccettabile per chiunque abbia un minimo di buon senso.

Per ulteriori aggiornamenti e per poterci confrontare su questa situazione, invitiamo tutti e tutte all’assemblea pubblica del prossimo 9 novembre che si terrà a Castelnuovo del Garda alle ore 21 presso la Sala Civica Libertà in Piazza della Libertà.

 

 

situazione, invitiamo tutti e tutte all’assemblea pubblica del prossimo 9 novembre che si terrà a Castelnuovo del Garda alle ore 21 presso la Sala Civica Libertà in Piazza della Libertà.

DE CHÉ SA PÁSA MÌA: resoconto della 7° marcia NO TAV! Ci vediamo il 9/11 per decidere insieme come proseguire questa lotta!

Si è da poco conclusa la marcia No Tav di sabato 7 ottobre nel territorio di Ponte San Marco – Calcinato (BS).
La settima marcia No Tav promossa dai comitati bresciani e veronesi negli ultimi anni lungo il tracciato del progetto alta velocità da Brescia a Verona.

Ad ogni concreta minaccia di avviare i cantieri abbiamo risposto con la nostra presenza nelle strade e nelle piazze, per dimostrare che questa grande inutile opera non la vogliamo.
“De che sa pasa mia” è stato lo slogan di apertura del corteo per ribadire che, quando i progetti altamente impattanti per il territorio non vengono concordati sui reali bisogni di chi ci vive, alle persone non resta che opporsi per salvare un ambiente già fortemente minato da discariche, cave, inceneritore e lottizzazioni edilizie devastanti.
“De che sa pasa mia” è l’avviso lanciato anche alle amministrazioni locali che anziché informare i propri cittadini e tentare tutte le vie possibili per fermare questo inutile treno, si siedono al tavolo con costruttori e tecnici per concordare compensazioni ridicole e a volte basate su accordi che i costruttori potranno stracciare in qualsiasi momento.
Lo dimostra la delibera di giunta del Comune di Calcinato n. 94 del 26/9/2017 che ha come oggetto l’incontro a porte chiuse con i tecnici di Italferr e Cepav2 avvenuto il 4 agosto scorso.
Un incontro non noto a opposizione e cittadini, un incontro in cui i costruttori dicono chiaramente che non ci saranno compensazioni se non strettamente legate alla costruzione dell’opera.
Un atto che un sindaco competente avrebbe rispedito al mittente, mentre la sindaca Legati ha pensato bene di sottoscrivere.
A cosa è servito quindi in questi anni giocare ad ottenere “compensazioni” anziché opporsi seriamente a quest’opera?

Questa resa incondizionata l’abbiamo pubblicata perché d’ora in poi ogni amministratore verrà messo di fronte alle proprie responsabilità, come il sindaco di Desenzano Malinverno che nonostante le grandi dichiarazioni di presenza alla marcia NO TAV non si è presentato.

Con un atto simbolico abbiamo quindi “delimitato” il Comune di Calcinato con quei nastri da cantiere che, a causa di questo modo di agire incapace ed inefficace, potranno essere posti sui nostri territori.
Abbiamo inoltre evidenziato con un finto incendio di fumogeni altre criticità, come i recenti e frequenti roghi della mega-discarica Faeco: un mostro ecologico come tanti se ne vedono nella provincia bresciana.
Una provincia e un territorio che avrebbero bisogno di una politica seria e lungimirante per affrontare i danni provocati dagli inquinanti sotterrati legalmente ed illegalmente nei propri terreni. Invece per i nostri amministratori e per il governo qui abbiamo bisogno di ulteriori autostrade come la fallimentare Bre.be.mi o inutili treni superveloci, forse per portarci lontano dai miasmi che siamo costretti a respirare ogni giorno.

L’autunno caldo dei No Tav, come hanno titolato i giornali locali, è appena iniziato e a breve verranno pubblicizzate le prossime iniziative informative, aggregative e legali che metteremo in campo.

Per questo invitiamo tutti e tutte alla prossima ASSEMBLEA PUBBLICA lanciata alla marcia no tav per GIOVEDì 9 NOVEMBRE alle ore 21:00 presso la Sala Civica Libertà in Piazza della Libertà 4 (sotto la biblioteca) a Castelnuovo del Garda per decidere ancora una volta insieme come proseguire la lotta contro il TAV.

Se gli amministratori si sono arresi prima ancora di cominciare a lottare, noi invece non staremo a guardare mentre vogliono ancora distruggere le nostre terre, le nostre case, il nostro futuro.

Siamo e saremo ancora qui, perché DE CHÉ SA PÁSA MÌA!

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INFORMAZIONI DI SERVIZIO PER LA MARCIA NO TAV DI DOMANI @CALCINATO

Ricordiamo a tutti e tutte per la marcia di domani 7 ottobre

 2017: marcia NO TAV a Calcinato! di costruire e portare con noi uno SPAVENTAV, di cartone, stoffa o qualsiasi altro materiale che la
creatività vi suggerisca…. simbolo della difesa della terra, dei raccolti…. e ora contro quel mostro mangiatutto del TAV!

Qui trovate la leggenda e le istruzioni per costruirlo!

Per chi non potrà partire con noi e vuole raggiungerci durante la marcia IL PERCORSO é il seguente:
Piazzale Rovetta – via Statale 11 – via Rovadino – via XX Settembre –  via Marconi – via Matteotti – via Cimitero – via Stazione – Piazzale Rovetta

PER PARCHEGGIARE:
ci sono dei parcheggi a nord della chiesa in piazza Preistoria, altri in via Nenni e alcuni anche davanti al piazzale del concentramento.
Altri parcheggi si trovano in centro nel piazzale della Stazione ferroviaria o a a sud in via Stazione davanti all’asilo e davanti alle scuole elementari.
 
PER CHI VIENE CON I MEZZI PUBBLICI:
con il pullman Bs-Vr con partenza dalla stazione alle ore 13:10, 14:00, 14:10, 15:10, con fermata davanti alla chiesa.
Per il ritorno gli orari dei pullman sono: 17:55, 18:55, 19:55.
Ci vediamo DOMANI! #notav #marcianotav #7ottobre #calcinato

7 OTTOBRE: MARCIA NO TAV @ CALCINATO! FERMARLO TOCCA ANCORA A NOI!

INVITIAMO TUTTI E TUTTE A PARTECIPARE IL 7 OTTOBRE ALLA MARCIA NO TAV @ CALCINATO
CON RITROVO ALLE 14:00 A PONTE SAN MARCO (CALCINATO – BS) NEL PIAZZALE DELL’ORATORIO IN VIA DON ROVETTA 

PERCHE’ PARTECIPARE ALLA MARCIA NO TAV?

Da più di 20 anni la possibile costruzione del TAV Brescia-Verona pesa sui nostri territori e sulle persone che vivono sul tracciato di quest’ipotetico progetto.

Negli ultimi anni hanno iniziato a sbandierare che l’apertura dei cantieri era prossima, proponendo un progetto sempre più lontano dall’essere adeguato ai tempi nostri, dal momento che il progetto originario risale agli anni 90 e quindi a tempi con esigenze ben diverse da oggi, sia dal punto di vista economico che trasportistico.

A luglio 2017 è stato approvato un progetto definitivo, che di definitivo ha ben poco:
– manca un progetto per la partenza da Brescia;
– manca un progetto per l’arrivo a Verona;
– manca una valutazione di impatto ambientale (VIA) aggiornata;
– manca l’adeguamento alle norme antisismiche attuali;
– manca la possibilità di trasportare merci nonostante la linea sia chiamata Alta velocità/Alta capacità (i treni merci sono incompatibili per perso e per bassa velocità con il progetto TAV);
– manca la valutazione dei costi/benefici;
– manca la valutazione dell’opzione zero: come previsto dalle normative europee in tema di alta velocità, prima di costruire una nuova opera costosa e dannosa bisognerebbe riqualificare le linee ferroviarie presenti, ben lontane dal loro massimo potenziale d’utilizzo, garantendo così un servizio adeguato ed economicamente accessibile ad ogni fascia di popolazione.

La costruzione di questa tratta di TAV porterà nella nostra provincia centinaia di espropri di case e proprietà, disagi del traffico dovuti alla chiusura prolungata di vie principali per la viabilità urbana, perdite economiche per le attività limitrofe ai cantieri, svalutazioni delle case vicine ai cantieri, ma soprattutto anni di cantieri, con rumore, vibrazioni, polveri, mezzi pesanti ecc.

Ci domandiamo:
è mai possibile che una decisione così devastante, che segnerà indelebilmente il futuro della nostra provincia sia dal punto di vista paesaggistico e ambientale, sia da quello della viabilità interna, sia ancora da quello attinente all’inquinamento acustico ed elettromagnetico, possa essere presa nonostante siano tantissime le irregolarità procedurali e le mancanze tecniche del progetto stesso?
è mai possibile che le istituzioni non sentano il dovere di confrontarsi con la cittadinanza, valutando le reali necessità di chi abita queste terre?
è mai possibile che in una delle provincie più inquinate d’Italia venga data la priorità ad un’opera inutile anziché alle urgenti opere di bonifica dei territori dopo decenni di irresponsabili politiche industriali ed ambientali?

Siamo convinti, e lo ribadiamo da anni, che l’enormità di soldi investiti per questo progetto inutile e altamente dannoso, potrebbero essere reinvestiti per altri capitoli di spesa più vicini ai reali bisogni di chi vive questo paese: sanità, istruzione, pensioni, cultura, ricerca, mobilità sostenibile, ecc.

Questa linea ferroviaria costerà circa 80 milioni di euro a chilometro, mentre nel resto d’Europa, per tracciati simili spendono tra 6 e 16 milioni di euro a chilometro: CHI GUADAGNA REALMENTE DA QUESTE “GRANDI OPERE”? DOVE FINISCONO I FONDI PUBBLICI? QUANTO PESERA’ QUEST’OPERA SUL DEBITO PUBBLICO?

Per questi e tanti altri motivi continueremo a portare informazione e vi invitiamo a PARTECIPARE per costruire insieme una mobilitazione contro il TAV e decidere NOI dei nostri soldi pubblici e del futuro delle nostre terre.

Salviamo il nostro territorio da questo ennesimo scempio!

PARTECIPIAMO TUTTI E TUTTE PERCHE’ FERMARLO E’ ANCORA POSSIBILE E TOCCA A NOI!

#7ottobre #Calcinato #marcia #NOTAV #fermarloèpossibile #fermarlotoccaanoi

16/9 @ Calcinato – “L’uomo eredita la terra e la custodisce per lasciarla intatta ai suoi figli”

Invitiamo tutti e tutte a partecipare  all’evento “L’uomo eredita la terra e la custodisce per lasciarla intatta ai suoi figli” organizzato  dal Comitato Cittadini Calcinato a cui parteciperemo anche noi No Tav Brescia-Verona.

L’evento si terrà nel pomeriggio di sabato 16/09/2017 presso Piazza Pertini a Calcinatello con ritrovo alle ore 15.30.

Il corteo si avvierà per le ore 16.00 e saranno i bambini, i veri protagonisti della passeggiata con colori e tanto “chiasso”.
Alle ore 18.00 ritrovo in Campo Fiera, zona adiacente a Piazza
Pertini, per assistere al dibattito tenuto da esperti ambientalisti. Durante il dibattito, per i bambini/ragazzi saranno allestiti laboratori ludico–didattici a cura dei gruppi FIVERADIO e SEMIDARTE.

Per la gioia di grandi e piccini durante l’evento sarà a disposizione un trenino.
La serata, per chi lo desidera, darà la possibilità di cenare con un ricco menù gestito dall’Ente Fiera di Santa Maria per poi proseguire con buona musica.

Con questo evento il Comitato Cittadini Calcinato propone “un pomeriggio diverso” a misura di famiglia sul proprio territorio per confronto, coinvolgimento e sensibilizzazione verso una
tema importante come quella ambientale.

L’invito è stato esteso ai comitati ambientali bresciani perché crediamo nell’importanza di condividere le nostre criticità anche con chi, purtroppo, vive le nostre stesse problematiche.
Sostenitori della manifestazione saranno i comitati del tavolo provinciale BASTA VELENI, di cui il Comitato Cittadini Calcinato fa parte.

Contiamo sulla vostra partecipazione perché soltanto insieme si potrà davvero tutelare e custodire una terra dataci in prestito da riconsegnare nel migliore dei modi alle generazioni future.

Il Comitato Cittadini Calcinato è un’associazione avente come scopo la tutela dell’ambiente, della salute del territorio e dei beni culturali e ambientali del Comune di Calcinato e limitrofi. Opera sul
territorio a titolo gratuito esclusivamente per la difesa dello stesso.
Sino ad oggi ha potuto sostenere i costi necessari per lo svolgimento delle attività tramite autofinanziamento dei membri del comitato e grazie al sostegno dei cittadini che rispondendo alle varie attività associative organizzate hanno consentito di poter effettuare un lavoro capillare di informazione riguardo tutte le criticità del territorio Grazie all’aiuto e la generosità della cittadinanza locale abbiamo potuto sostenere spese legali sia per effettuare ricorsi sia per difenderci da “diffide” pervenute da azienda locale contro l’operato del comitato.
I ricorsi promossi sino ad oggi sono stati cinque, sostenuti solo dopo un’attenta valutazione sia di costi che di meriti, al fine che l’azione promossa servisse al raggiungimento degli obiettivi e fosse
di aiuto concreto al Comune di Calcinato e ai cittadini locali.

I ricorsi depositati nel 2016:
– Aprile 2016 – Ricorso in consiglio di Stato a difesa dei cittadini calcinatesi contro la Linea
Tav BRESCIA VERONA
– Ottobre 2016 – Ricorso in consiglio di Stato a difesa dei cittadini calcinatesi contro la linea
Tav BRESCIA-VERONA specificatamente contro reitero del vincolo espropriativo;
– Ricorso in Consiglio di Stato in merito all’indice di pressione;
– Febbraio 2017 – Ricorso presso il Tar di Brescia contro Regione Lombardia e Gedit in merito
alla richiesta di sospensiva della VIA per ampliamento Gedit.
– Luglio 2017 – quatto giorni prima dell’approvazione del progetto esecutivo della TAV BRESCIA Verona abbiamo depositato il ricorso in Consiglio di Stato contro la sentenza del 09.01.2017 che sarà discussa a Roma il 31.08.2017.

Sportelli e osservatori? Fermiamo il TAV che siamo ancora in tempo!

La nuova giunta comunale di Desenzano nelle scorse settimane aveva lasciato uno spiraglio aperto sulla questione TAV convenendo sull’inutilità e dannosità di quest’opera. E’ invece di ieri la notizia che stia “calando le braghe” preparandosi all’arrivo dei cantieri.

Nuovamente ci troviamo a denunciare la superficialità con cui questi amministratori parlano della distruzione del territorio, delle proprietà private e delle attività agricole con una leggerezza spaventosa, ignorando che dall’altra parte ci sono persone che guardano con incertezza al proprio destino da molti anni.

Innanzitutto ci teniamo a ribadire che se un’amministrazione avesse davvero a cuore la propria città, i propri cittadini e il futuro delle prossime generazioni, avrebbe fatto tutto il possibile negli scorsi anni per opporsi alla costruzione di quest’opera così devastante per
tutto il basso Garda. E proseguirebbe con ancora più forza oggi di fronte al pericolo dell’apertura dei cantieri.
Ne è esempio la Val di Susa che, dopo 25 anni che è costantemente minacciata dalla costruzione di quest’opera e dopo più di 10 anni che un cantiere è stato aperto, continua insieme ai suoi amministratori ad opporsi in ogni modo alla costruzione di quest’opera.
Gli amministratori della Val di Susa hanno capito il vero disastro che c’è dietro al TAV: non si sono lasciati accecare da ridicole compensazioni che non risarciscono l’entità del danno
ambientale ed economico.

Anziché istituire un osservatorio o degli sportelli per seguire la costruzione dell’opera, i comuni devono lottare a fianco delle migliaia di persone che sono contrarie alla costruzione di questo scempio.

Continuiamo a ribadire inoltre che al momento è stato approvato un “progetto definitivo” che di definitivo non ha nulla: ad oggi non sanno ancora come usciranno da Brescia e come entreranno a Verona. Per cui sono tantissimi i margini per poter ancora fermare quest’opera: i ricorsi legali ne sono un esempio. Se le amministrazioni avessero proseguito su questa strada accanto alle azioni legali dei comitati e dei cittadini, avrebbero aumentato considerevolmente il peso politico e mediatico di queste iniziative, permettendo risultati migliori. Invece si sono mostrate arrendevoli anche su questo piano. Perché?

Anziché informare i propri cittadini dei pro e dei contro dell’opera con assemblee pubbliche e favorire quindi la partecipazione sul futuro del proprio territorio, le amministrazioni aprono ora uno sportello dove ci si potrà recare un solo giorno al mese (!) per ricevere risposte sull’andamento di quest’opera.
Sicuramente a questo fantomatico sportello non vi racconteranno di come questi cantieri rovineranno in modo indelebile il nostro territorio o di come andranno a pesare sulla quotidianità delle nostre vite, creando traffico, rumore, polveri, vibrazioni in qualsiasi giorno della settimana e in qualsiasi fascia oraria.
Non vi racconteranno nemmeno che verranno tagliate a metà falde acquifere o che comprometterà attività economiche, oasi naturali e monumenti anche per quelle aree non direttamente interessate dal tracciato.

Non servirà andare a uno sportello per capire cosa succederà, dovrete guardare agli esempi di Bologna e Firenze dove questa inutile opera è già stata costruita e dove i danni irreversibili alle falde acquifere stanno producendo effetti quali desertificazione e siccità in vaste aree.

Sappiamo come funzionano gli osservatori grazie all’esempio del Terzo Valico (Liguria), dove la loro funzione è quella di difendere ad oltranza le ragioni di chi costruisce l’opera anziché quella dichiarata di “favorire la partecipazione delle comunità”.
Inoltre conosciamo molto bene la situazione degli osservatori a Brescia in materia di ambiente e salute dove, nella maggior parte dei casi, chi “osserva” è strettamente collegato a chi deve essere osservato.

Questo, che viene definito uno “strumento di partecipazione”, proposto da quelle stesse amministrazioni comunali che hanno accettato senza proteste il TAV e che si sono sedute al tavolo con Cepav2 per contrattare le “opere compensative”, non ci appare
assolutamente uno strumento adeguato a limitare, laddove sia possibile, gli impatti dell’opera, né a vigilare in modo autentico e libero sulla costruzione della stessa.

“Ormai il TAV lo fanno” lo sentiamo ripetere da anni, ma nessuna amministrazione si è mai opposta seriamente a quest’opera, né ora né in passato. E oggi arriva l’ennesima presa in giro per i cittadini con la proposta dell’osservatorio…

Fermare quest’opera non è impossibile e ce lo insegnano anche le amministrazioni del Friuli Venezia Giulia, dove si è optato per una riqualificazione della linea storica al posto della distruzione del territorio per arricchire mafia e partiti. Se la Regione del Friuli ha
scelto di non realizzare il progetto Tav e di ammodernare la linea esistente, perché non è possibile farlo anche per la tratta Brescia-Verona?

Dal canto nostro, come Comitati No Tav non permetteremo che un’altra ferita indelebile segni il nostro territorio già pesantemente martoriato dalle politiche ambientali che negli ultimi decenni le nostre amministrazioni hanno portato avanti, ed è anche per questo
motivo che il 7 ottobre scenderemo ancora in piazza con una marcia No Tav a Calcinato, ritrovo alle ore 14 nel piazzale dell’oratorio di Ponte San Marco in via Don Rovetta 4.

PERCHE’ FERMARLO E’ ANCORA POSSIBILE E TOCCA A TUTTI E TUTTE NOI INSIEME!

7 ottobre Marcia No Tav a Calcinato

Sabato 7 ottobre marcia No Tav a Calcinato. Dall’oratorio di Ponte S. Marco il corteo attraverserà uno dei comuni che saranno maggiormente colpiti dal passaggio dell’Alta Velocità, in caso aprissero davvero i cantieri della tratta Brescia – Verona.

Così si è deciso nell’ultima assemblea pubblica, svoltasi a Campagna di Lonato, per tornare in strada a protestare contro l’approvazione del progetto definitivo da parte del Cipe e la paventata apertura dei cantieri. O meglio approvazione di una parte del progetto che rimane ancora pesantemente incompleto (qui per maggiori info).

L’idea, inoltre, è di attraversare uno dei luoghi simbolo della devastazione ambientale bresciana, per denunciare l’enorme peso che discariche e impianti di trattamento rifiuti hanno sulle vite delle persone che qua vivono. Una situazione che verrebbe ulteriormente aggravata se i cantieri di quest’inutile opera venissero aperti.

Nelle prossime settimane daremo maggiori informazioni su volantini, orari e iniziative di avvicinamento per lanciare questa importante data di mobilitazione. Convinti e determinati sul fatto che quest’opera possa e debba essere fermata.

Discariche, secondo incendio in due giorni

Dopo la Specialrifiuti di Calcinato, anche la Faeco, al confine tra lo stesso comune, Bedizzole e Lonato, ha preso fuoco. In quest’ultimo caso non ci sono dubbi, l’incendio è doloso e sono state trovate numerose tracce di materiale infiammabile usato come innesco.

Che discariche, impianti di trattamento e acciaierie vadano a fuoco in provincia di Brescia non è un fatto nuovo, qua un elenco degli incidenti avvenuti negli ultimi anni nella zona orientale della provincia di Brescia. Un dato comune le enormi nubi nere e il solito laconico commento dell’Arpa “nessun problema per la salute umana”:

17 marzo 2017: incendio discarica Faeco di Bedizzolefaeco

16 marzo 2017: incendio Specialrifiuti di Calcinatospecialrif_3

21/25 agosto2016: polvere di cemento fuoriscita dal cementificio Italcementi di Rezzato

18 maggio 2016: Incendio alla siderurgica Feralpi di Lonato

5 settembre 2015: incendio alla Specialrifiuti di Calcinatoincendione

26 agosto 2015: incendio alle raffinerie Capra Metalli di Montironecapra

28 luglio 2015: incendio alla Gedit di Montichiarigedit

15 ottobre 2014: incendio alla Trailer di Rezzatotrailer

9 giugno 2014: incendio al cementificio Fassa Bortolo di Montichiari

27 aprile 2014: nube nera dall’inceneritore di Bresciainceneritore-brescia-fumata-nera-diossine

24 dicembre 2013: incendio alla Wte di Calcinatovigili fuoco-4

22 settembre 2013: incendio all’ex CB Griglie di Montirone

15 marzo 2013: incendio alla Faeco di Bedizzolefaeco2

8 agosto 2012: nube nera dall’inceneritore di Brescia

16 agosto 2011: incendio all’Alfa Acciai di S. Poloincendio-alfa-acciai-16082011-300x225

21 luglio 2010: incendio discarica Aprica/A2A Montichiari

10 luglio 2010: incendio alla discarica Cava Verde di Montichiari

25 giugno 2010: incendio discarica Aprica/A2A Montichiari

5 giugno 2010: incendio discarica Aprica/A2A Montichiari

15 febbraio 2009: incendio alla Ferracin srl di Mazzanoincendio-mazzano-1

24 giugno 2007: incendio discarica Aprica/A2A Montichiari

18 maggio 2007: incendio discarica Aprica/A2A Montichiari

18/5: serata informativa NO TAV @ Lonato

La devastazione che porterà a Campagna di Lonato il passaggio dell’alta velocità è uno dei danni maggiori che la possibile costruzione di quest’opera avrà sul nostro territorio.

Il Comitato NO TAV Lonato e il Coordinamento NO TAV Brescia-Verona organizzano una serata informativa sul tema e durante la serata ci saranno anche interventi sull’impatto del TAV per quanto riguarda i comuni di Calcinato e Desenzano.

Mercoledì 18 maggio ore 20:30 presso la sala adiacente al campo sportivo a Campagna di Lonato di viale Roma 67.

Vi aspettiamo!IMG_20160513_082403