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Pubblicati i risultati della campagna NO2 NO GRAZIE a Brescia e provincia. Il TAV? L’ennesimo fattore negativo per la qualità dell’aria!

Vogliamo pubblicare alcune immagini tratte dalla mappa creata da 300 persone che a Brescia e provincia hanno aderito all’iniziativa proposta da Basta Veleni per campionare l’inquinamento dell’aria da NO2.
 
Nel 40% dei punti di campionamento i risultati superano la media mensile di 40 μg /m3. Questo vuol dire che 4 campionatori su 10 sono risultati fuori dai limiti di legge.
 
Il 99% dei campionatori risulta invece superare il limite precauzionale consigliato per la tutela della salute di 20 μg /m3.
 
Nelle immagini in allegato NESSUNA delle centraline situate nei pressi dell’attuale linea ferroviaria ha valori inferiori ai 30 μg /m3.

 
Questo vuol dire che, come per il resto della provincia, anche queste zone sono già altamente inquinate, e il rischio ambientale rappresentato dall’inquinamento da polveri sottili e particolato (PM10 e PM2,5), oltre che degli ossidi di azoto, e in particolare proprio l’NO2, derivante dalla possibile apertura di nuovi maxi cantieri è allarmante.
 
Gran parte della popolazione in questo caso sarebbe esposta a tale rischio generato durante la fase di costruzione dall’emissione dei motori a combustione, dagli scavi, dagli spostamenti di materiali, dal continuo passaggio di mezzi dei tecnici dei cantieri, ecc. ecc.
 
Ci sentiamo tremare al sol pensiero.
 
Ricordiamo, tra le tante, la linea Tav di Bologna, dove durante la fase di costruzione ci sono stati centinaia di sforamenti dei livelli del Pm10, per la precisione dal 2006 al 2009 sono stati 416 i superamenti dei livelli di polveri sottili rispetto a quanto consentito dalla legge. E l’NO2 prodotto da tutti i mezzi?
 
Anche durante la costruzione della Treviglio-Brescia, dove in paesi come Pumenengo (dove il centro abitato è attraversato dalla strada provinciale 127 che conduce a Calcio, dove sorgevano i cantieri Tav) ogni giorno un flusso di 120 camion tra andata a ritorno ha transitato per la via principale del paese.
Un continuo andare e venire tra il timore che si potesse verificare un nuovo incidente come quello accaduto a Caravaggio, quando una pensionata di 65 anni fu travolta e uccisa da un camion in manovra, tra i disagi dovuti all’aumento del traffico, tra la paura di un aumento dell’inquinamento dell’aria dovuto al circolo di mezzi pensanti in prossimità di case ed edifici pubblici.
 
Alla luce di tutto questo, immaginiamo cosa potrebbe accadere per i cantieri del TAV Brescia-Verona dove serviranno decine di metri cubi di ghiaia per costruire l’opera, dove le dimensioni dei cantieri e gli anni che dovrebbero impiegarci nulla hanno a che vedere con quelli della Treviglio-Brescia, opera ben più piccola e “facile” da costruire per la conformazione del territorio.
 
Purtroppo questo è solo uno dei tantissimi rischi a cui potremmo andare incontro qualora quest’opera venisse costruita.
E non solo chi abita vicino alla tratta pagherà le pesanti conseguenze di questo scempio ambientale, anche in termini di quantità di NO2 presenti nell’aria e le relative conseguenze per la salute.
 
E’ anche per questo motivo, che da anni denunciamo, che non possiamo permettere che quest’opera distruttiva inquini ancora di più il nostro territorio martoriato e metta ancora più a rischio la salute di tutti e tutte noi.
 
Per maggiori informazioni sui risultati del campionamento visita: http://bastavelenibrescia.wordpress.com/2018/05/15/sono-arrivati-i-risultati-della-campagna-no2-no-grazie-a-brescia-e-provincia/
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