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ieri incontro a calcinato: avanti no tav!

Ieri sera abbiamo fatto un’assemblea insieme ad alcuni abitanti di #Calcinato e al Comitato Cittadini Calcinato per confrontarci su come portare avanti la lotta No Tav in questa fase nei territori dove i primi cantieri hanno iniziato a lavorare con tantissimi danni e disagi già in questa fase preliminare.

La lotta non si ferma: a breve nuovi appuntamenti insieme sui nostri territori!

Ieri sera insieme abbiamo deciso di esprimere ancora la nostra solidarietà ad Emilio, storico attivista No Tav sessantenne di Bussoleno, messo agli arresti domiciliari per il proprio impegno militante in Val di Susa.

Vigiliamo sui nostri territori, contrastiamo la distruzione della nostra terra e continuiamo ad informare e lottare contro quest’opera inutile e dannosa!Avanti #notav!

domani presidio no tav @ lonato

Domani dalle 17:00 torneremo finalmente tutti e tutte insieme davanti ai cantieri del TAV per condividere insieme un momento di socialità e per ribadire la nostra presenza e la nostra contrarietà all’opera.


Mentre la politica come era tristemente prevedibile cerca di rilanciare l’economia con la favola delle grandi opere, noi dobbiamo tornare a confrontarci e attivarci di fronte a questa nuova fase che ci troviamo a vivere. Non possiamo lasciare al partito del cemento la possibilità di sfrtuttare questa fase tra la crisi santiaria e quella economica per imporre la costruzione di opere inutili, costose e dannose.


Durante il presidio faremo un flashmob per cui invitiamo tutti e tutte a portare con se una sedia / sgabello.Se nessuno controlla, i sindaci se ne fregano, gli organi preposti anche, noi invece ci siamo, alziamo di nuovo l’attenzione sulle fragilità del nostro territorio e della salute di chi ci vive. Facciamo quello che le istituzioni non fanno come ricordare che ci sono ancora ampi margini per fermare quest’opera!


Pretendiamo la difesa della nostra terra, delle sue biodiversità così importanti anche per la salute delle persone, pretendiamo la difesa della nostra salute senza aggiungere altro inquinamento per decenni in una zona così già pesantemente colpita, pretendiamo che i soldi pubblici, miliardi di euro, vengano spesi per quello che davvero ci serve: santià, istruzione, messa in sicurezza dei territori, sostegno alle piccole imprese e ai lavoratori, alle famiglie, agli studenti, e tantissimo altro…

Ricordiamo di portare mascherine e di mantenere le distanze di sicurezza.
A domani #notav!

15/6 diretta facebook, 20/6 presidio al cantiere tav di lonato

Doppio appuntamento #notav settimana prossima in cui finalmente torniamo tutti e tutte insieme al cantiere del TAV!

– LUNEDì 15 GIUGNO ORE 20:00 DIRETTA FACEBOOK (qui sulla pagina No Tav Brescia) di aggiornamento da parte di diversi attivisti/attiviste sulle risposte e non risposte dei politici al nostro appello, sulle denunce e le segnalazioni che stiamo facendo, su cosa possiamo fare ora per fermare il TAV (perchè si può ancora fermare) e lancio pubblico dell’iniziativa al cantiere.

– SABATO 20 GIUGNO ORE 17:00 PRESIDIO AL CANTIERE TAV DI LONATO.
Per il flash mob invitiamo tutti e tutte a portare da casa una SEDIA perchè il messaggio che vogliamo dare è chiaro: anche se voi continuate a costruire un’opera inutile e dannosissima, noi c’eravamo, ci siamo e ci saremo, a controllarvi, a provare a percorrere altre strade per inceppare questo meccanismo delle grandi opere e per tutelare quanto più possibile la nostra salute e il nostro futuro.

**Al presidio partecipiamo tutti e tutte con la mascherina, rispettando le distanze di sicurezza di almeno 1 metro.**

Vi aspettiamo numerosi e numerose perchè fermare quest’opera e destinare tutti i miliardi investiti nei nostri bisogni tocca a tutti e tutte noi insieme!

#notav#direttafacebook#presidio#cantieretav#torniamoalcantiere#flashmob#lonato#notavbresciaverona#brescia#verona#emergenzasanitaria#isoldideltavainostribisogni#15giugno#20giugno

cosa succede dove passa il tav bs-vr? nuovo gruppo per LE segnalazioni!

Nasce su facebook un NUOVO GRUPPO Cosa succede dove passa il TAV BS-VR? per raccogliere le segnalazioni di tutti i problemi e irregolarità dei cantieri TAV Brescia-Verona e dei disagi e problemi che chi abita nelle zone limitrofe ai lavori si trova quotidinamente a vivere.

Chiediamo aiuto a tutti e tutte per invitare le persone che conoscete dei territori, espropriati, frontisti, ecc. a iscriversi a questo gruppo Cosa succede dove passa il TAV BS-VR? con cui anche noi come movimento No Tav potremo coordinare le segnalazioni ed esposti che da inizio precantierizzazione stiamo continuando a fare.

Se vorranno continuare a costruire quest’opera inutile e dannosa sui nostri territori dovranno ricordarsi che c’è sempre qualcuno che li osserva e che non siamo disposti a pagare ancora più caro il prezzo sulla nostra salute e sulla nostra terra per cui continueremo ad osservare, segnalare e intervenire!

Per riuscirci abbiamo bisogno di tutti e tutte voi!

Condividete, invitate e mandate segnalazioni e contenuti sul nuovo gruppo Cosa succede dove passa il TAV BS-VR?

#notav #cantieri #lonato #calcinato #desenzano #peschiera #bassogarda #tav #altavelocità

Lettera aperta ai politici – testo integrale

AI SINDACI DEI COMUNI BRESCIANI E VERONESI TRATTA AV/AC BRESCIA VERONA

AI CONSIGLIERI 5 STELLE REGIONE LOMBARDIA

AI CONSIGLIERI PD REGIONE LOMBARDIA

AI CONSIGLIERI 5 STELLE REGIONE VENETO AI CONSIGLIERI PD REGIONE VENETO

AI PARLAMENTARI 5 STELLE-PD- LEU VENETO E LOMBARDIA

Brescia/Verona 28 Aprile 2020

Oggetto: Sarete responsabili? Quali decisioni prenderete?

Gentilissimi, La pandemia di Covid-19 che stiamo affrontando è una delle più gravi sfide all’umanità dopo la Seconda Guerra Mondiale. Più della metà della popolazione del pianeta è in quarantena, mentre il contagio mondiale (fortemente sottostimato) ha superato i 2.800.000 contagi. Cifre impressionanti che rendono l’idea della gravità del periodo che abbiamo di fronte. Il virus è un nemico terribile. Minaccia la nostra salute mettendo in luce, se ce ne fosse bisogno, l’importanza e il valore della Sanità Pubblica, animata dal lavoro instancabile di tantissimi lavoratori e tantissime lavoratrici. A questo dramma (morti e malati) si prevede “una nuova crisi economica mondiale”, addirittura di gravità maggiore rispetto a quella precedente esplosa nel 2008 e saranno le difficoltà sociali a ricordarci che l’epidemia è un problema medico ma la sua gestione è un fatto strettamente politico. Davanti a questo scenario siete voi Sindaci, Consiglieri Regionali e Parlamentari, ad avere l’onere e l’Onore di amministrare. Spetta a voi, oggi, dovervi assumere le responsabilità di prendere decisioni cruciali per il futuro della popolazione nel ruolo che vi è stato assegnato di rappresentanti politici. Il tema, quello del valore delle scelte, è oggi drammaticamente attuale a due mesi dall’esplosione del contagio. Nel momento in cui stiamo scrivendo il numero dei morti per coronavirus in Lombardia è di 13.449 persone, con il territorio bresciano tra i più duramente colpiti. Quantomeno quello che indichiamo è il numero ufficiale poiché tutti sappiamo bene che a molte persone malate e decedute non è stato fatto nessun tampone. Abbiamo assistito all’arroganza vergognosa della giunta regionale lombarda, che ha fatto pressione, insieme a Confindustria, per riaprire i luoghi di lavoro, senza nemmeno volere attendere un protocollo nazionale per la gestione in sicurezza sanitaria della cosiddetta “fase 2”. Sempre gli stessi politici lombardi, in linea con lo stesso governo, non hanno voluto istituire la “zona rossa” ad Alzano Lombardo e Nembro, permettendo la diffusione di massa del contagio e condannando a morte tantissime persone. Ovviamente la decisione di non fermare la produzione è stata voluta prima di tutto da Assolombarda, che riteneva di non potere mettere in discussione i profitti del distretto industriale della Val Seriana. Nel bresciano abbiamo avuto un caso simile di mancato lockdown con il comune di Orzinuovi. Di fronte a episodi tanto gravi, non possiamo che porre una domanda cruciale: per quanto ancora si vorrà salvaguardare la logica vorace dei capitali a scapito del diritto alla salute? L’ Alta Velocità pone questo quesito con una gravità inedita e inaudita, perché la pandemia a cui ci troviamo di fronte obbliga a darsi delle chiare priorità. Come è possibile, con ospedali riempiti di pazienti e un pianeta alle porte di una crisi economica di proporzioni storiche, volere realizzare il Tav Brescia-Padova? Un’opera bocciata ufficialmente dall’analisi costi-benefici del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Un’opera inutile che prosciugherà allo Stato Italiano 8,6 miliardi di euro (solo PREVENTIVATI) di risorse che dovrebbero essere destinate prima di tutto a sostegno della martoriata sanità pubblica. 60.000.000 di euro, questo è il costo medio a chilometro per le linee Tav in Italia. Una quantità di soldi non riscontrabile in nessun’altra linea Tav europea, dove si arriva al massimo a circa 20 milioni a chilometro per le tratte più costose. Intanto il trasporto dei pendolari continua ad essere un incubo per molti, per tutti coloro che non possono permettersi i costosi viaggi sui Frecciarossa semivuoti. Per finanziare questo fallimento sono stati tagliati fondi alla sanità, all’istruzione e alla ricerca, alle politiche sociali, alle risorse per la messa in sicurezza dei territori e per le ricostruzioni, alle bonifiche ambientali. Settori chiave per comprendere la tragica situazione italiana attuale. Le persone che lavorano negli ospedali – ora chiamati eroi ed eroine – lo hanno fatto e lo fanno spesso senza i mezzi necessari per proteggersi e per poter aiutare i malati. Si è dovuti ricorrere a raccolte fondi private per comprare respiratori e mascherine, mentre si sbandierava l’eccellenza della sanità pubblica lombarda. Non avremmo mai voluto avere ragione, non certamente su migliaia di morti e malati, ma da anni come Movimento No Tav chiediamo in ogni modo di non dilapidare le risorse pubbliche per grandi opere inutili affinché vengano destinate ai settori utili a tutta la comunità. Senza dimenticare i disastri degli ultimi anni: nel 2018 il deragliamento di Pioltello con tre morti e 46 feriti e il crollo del Ponte Morandi con 43 morti e 566 sfollati. Solo il mese scorso si è verificato il cedimento del ponte di Aulla, che non ha visto vittime solamente grazie alla forte riduzione del traffico dovuto dalla quarantena. Con quale criterio logico, economico e soprattutto politico si finanziano mastodontiche opere inutili mentre crollano viadotti e deragliano treni? Mentre vediamo il paese in così grande crisi economica. Non vogliamo più che il denaro pubblico venga utilizzato per favorire mafie, aziende corrotte, tangenti per costruire grandi opere inutili, vogliamo che venga investito per ripristinare i posti letto tagliati in terapia intensiva, per ripristinare i presidi sanitari territoriali e potenziare la prevenzione. Vogliamo che le infrastrutture ad essere finanziate siano quelle utili allo spostamento di pendolari, spostamento che deve avvenire in sicurezza, che sia su un treno o con un’automobile su un ponte. Chiediamo coerenza alle forze politiche, come Movimento 5 Stelle e Liberi e Uguali, che negli anni precedenti hanno promesso una revisione della gestione dei fondi per le infrastrutture, per destinare le risorse al bene comune. Pretendiamo che le forze politiche abbagliate completamente dal mito del libero mercato, delle privatizzazioni, del partito del cemento ad ogni costo, decidano per il bene della collettività e non del profitto di alcuni. I decessi causati dalla pandemia e il danno economico che seguiranno al contagio richiedono con ancora più forza che torni il rispetto della persona al centro dell’agire politico, contro ogni sacrificio preso dalle logiche di profitto privato. Inoltre non possiamo non sottolineare il possibile aumento di rischio di infiltrazioni mafiose a causa dell’accelerazione dello sblocco del settore economico dopo la chiusura del paese per la pandemia. Chiediamo che i sindaci e le sindache tornino a fare gli interessi dei territori, a valutare ciò che è necessario oggi e domani per gli abitanti dei loro Comuni, confrontandosi pubblicamente con gli stessi per un bene collettivo. Il bene comune non è svendere le risorse collettive (terra, aria, acqua) per lasciar passare treni inutili, ma proteggere queste risorse essenziali. Quanto bisogna attendere prima che le amministrazioni facciano sentire con forza la loro voce? Soprattutto consapevoli che la pandemia è esplosa maggiormente nelle province più inquinate d’Italia, fermo restando che la correlazione tra l’alta virilità dell’epidemia e l’altissimo grado di inquinamento ambientale in Lombardia sia ancora ampiamente da dimostrare con gli opportuni studi scientifici, siamo sicuri che respirare aria altamente inquinata non sia stato d’aiuto. Come si può pensare di devastare ancora il nostro territorio e aumentarne l’inquinamento aumentando così i rischi per la salute di chi abita queste zone? La pandemia sta già mettendo a nudo le contraddizioni di un sistema economico e di un apparato politico fondati sullo sfruttamento delle persone e dell’ambiente. Le contraddizioni sul piano sociale e ambientale non potranno che esplodere con forza, di fronte all’impatto economico del contagio mondiale. La necessità di investire miliardi e miliardi di euro per fare fronte alla crisi si farà sempre più impellente. Quali decisioni prenderete? Investirete ancora grandi quantità di risorse pubbliche in opere inutili e dannose come il Tav Brescia-Padova o farete l’interesse della collettività? È il momento di dare risposte concrete e giustificate delle scelte prese e/o appoggiate, assumendosi la responsabilità di ciò che è stato fatto e di ciò che non si è voluto fare. A disposizione, cordialmente

Coordinamento No Tav Brescia Verona

Avanti no tav: insieme anche se a distanza!

Ringraziamo tutti e tutte per la diretta di ieri molto partecipata e ricca di contenuti. In migliaia avete seguito e guardato il nostro collegamento <3

NO TAV BRESCIA VERONA

Gepostet von No Tav Brescia am Montag, 27. April 2020
Qui potete vedere il video completo della diretta di ieri

Un abbraccio speciale ai nostri compagni e compagne No Tav ieri presenti. Come ricordato da Nicoletta Dosio, storica No Tav della Val di Susa, durante la diretta, ora più che mai l’unione delle lotte di tutta Italia contro le grandi opere inutili sarà fondamentale per raggiungere l’obbiettivo comune: destinare i miliardi di euro investiti nel TAV alla sanità e ai nostri bisogni reali.

A breve sicuramente faremo un’altra diretta di aggiornamento sulla situazione cantieri e denunce, per raccontarvi se ci saranno pervenute risposte dai tanti politici e organi competenti a cui abbiamo inoltrato la lettera aperta e le denunce del caso.

Seguite la pagina per rimanere aggiornati!

Avanti #notav, fermarli è possibile ma serviamo ancora noi, tutti e tutte insieme anche se a distanza.

#isoldideltavainostribisogni #notavbresciaverona #fermarloèpossibile #fermarlotoccaanoi #avantinotav #grandiopereinutili #emergenzasanitaria #brescia #lombardia #cantieri

Oggi ore 18:30 DIRETTA SULLA PAGINA FACEBOOK NO TAV BRESCIA: NON MANCATE!

Ricordiamo a tutti e tutte l’appuntamento di oggi pomeriggio alle 18.30 qui sulla pagina No Tav Brescia per una nuova diretta Facebook sul tema “Sanità e diritto alla salute VS grandi opere inutili e dannose”.

Ci rivolgeremo direttamente alla classe politica a cui stiamo mandando delle lettere aperte perchè la grave crisi che stiamo affrontando impone di dare delle priorità: le grandi inutile e dannose opere oppure la sanità pubblica e il diritto alla salute?

Inoltre proseguono a diversi livelli denunce e segnalazioni per i cantieri e le loro irregolarità e ci sembra corretto tenervi aggiornati/e anche su questo tema.

Vi aspettiamo per un confronto (cercheremo di rispondere in diretta ad eventuali domande) e per un aggiornamento oggi pomeriggio alle 18.30!

#notav #notavbresciaverona #cantieri #segnalazioni #denunce #direttafacebook #dachesapasamia #fermarlotoccaanoi #finoallavittoria

CANTIERI TAV FERMI: NON FACCIAMOLI RIAPRIRE!

Dopo le diverse denunce che abbiamo fatto nello scorso mese possiamo finalmente dire che da circa una settimana i cantieri del TAV Brescia-Verona sono stati momentaneamente fermati.
Vista la situazione che ci troviamo a vivere sia individualmente che come comunità faremo di tutto perché questi cantieri non riinizino MAI PIU’ a lavorare: sarebbe un affronto alla nostra salute, alle migliaia di morti e malati, a tutti i lavoratori e piccole-medie imprese piegate da questa situazione, alle enormi difficoltà del personale sanitario dovuti a decenni di tagli, a tutti i reali problemi che nei prossimi mesi ci troveremo seriamente ad affrontare.

Problemi che c’erano già ma che sono esplosi tutti insieme in questo momento emergenziale, evidenziando tutte le contraddizioni di questo sistema che pensa solo al profitto di pochi a discapito degli altri.

Non avevamo bisogno prima di un’opera dimostrata essere inutile e dannosa per i nostri territori, che andrebbe ad aumentare per decenni l’inquinamento devastante con cui già conviviamo, non ci servirà sicuramente dopo questa emergenza sanitaria e sociale.
Un’opera già vecchia prima di essere iniziata, un’opera che già prima non rispettava nessun cronoprogramma e scadenza, ma che in nome del “progresso” e della “velocità” doveva essere accettata a testa bassa, costi quel che costi.
E ora più di prima siamo sicuri che quest’opera vada fermata per sempre.

Questi soldi (8 miliardi preventivati solo per la Brescia-Padova) devono essere ridestinati alla sanità pubblica, alla messa in sicurezza di territori, a sostenere attività e lavoratori in crisi economica, a tutto quello che realmente ci serve e ci servirà.
Non possiamo tollerare che miliardi di euro pubblici vengano buttati via per un treno che se mai verrà finito sarà vecchio e comunque troppo caro per esserci utile.

In questa nuova battaglia che ci troviamo ad afforntare ci auspichiamo che anche quegli amministratori assenti e menefreghisti che per anni hanno voluto il TAV decidiano di opporsi a questo scempio in nome della reale tutela dei propri territori e di chi ci vive.

SE NON VI E’ BASTATA L’ANALISI COSTI-BENEFICI NEGATIVA PER FERMARVI, SAPPIATE CHE ORA PIU’ DI PRIMA NON VI PERMETTEREMO DI PROSEGUIRE LA COSTRUZIONE DI QUEST’OPERA VERGOGNOSA.

#notav #fermatevi #fermarlotoccaanoi #dachesapasamia #emergenza #lombardia #emergenzasanitaria #covid19 #coronavirus #brescia #verona #cantieri #cantierifermi #notavfinoallavittoria

TRASPARENZA A ZERO VELOCITA’: PRETENDIAMO CHIAREZZA E RISPOSTE!

Abbiamo deciso di convocare in questi giorni tre conferenze stampa, a Brescia, Peschiera e Verona, per denunciare la totale mancanza di trasparenza sui lavori che sono iniziati lungo la tratta della Linea AC/AV Brescia Verona.

I cantieri sono stati aperti nei comuni di Calcinato, Lonato, Desenzano del Garda, Peschiera del Garda, Castelnuovo del Garda e Sona ma nessuno sa i nomi delle ditte che hanno la titolarità degli appalti.

Le associazioni di cittadini che operano su questi territori insieme al Coordinamento No Tav Brescia Verona chiedono che si faccia chiarezza e che in nome della tanto decantata trasparenza
vengano rese pubbliche tutte le informazioni dovute sullo svolgimento dei lavori.

1) Chiediamo che vengano resi pubblici i nomi delle ditte aggiudicatarie delle gare per la realizzazione della galleria di Lonato e di San Giorgio in Salici. L’Alta Velocità viene realizzata con denaro pubblico ed è incomprensibile come non si rendano pubblici tali dati.
La seconda gara per la galleria di Lonato si è svolta ma nessuno è al corrente del nome della ditta aggiudicataria e sul sito non ci sono aggiornamenti.

2) I lavori iniziati nei vari punti sono di rilevante entità; non si tratta di soli lavori preparatori. Le terre scavate, rimaneggiate e spostate sono in grande quantità. Sappiamo che erano programmati dei lavori di bonifica (preparazione del terreno, pulizia aree,
bonifiche da ordigni bellici BoB, etc.) ma quelli che si stanno realizzando non sono a nostro avviso solo lavori di bonifica, ma opere definitive. Chiediamo chiarezza.

3) Non sono noti i dati riguardanti l’atto di approvazione del contratto esecutivo e del contratto di appalto: se, quando e da chi è stato firmato. In qualunque opera fatta da privati è obbligatorio produrre tutti le informazioni. A maggior ragione questo è
necessario in un’opera pubblica. Come previsto per legge, chiediamo la possibilità di accedere ai documenti riguardanti i contratti. E sapere chi e come deve effettuare i controlli sul rispetto delle norme.

4) Dal punto di vista ambientale chiediamo chiarezza sul Piano di utilizzo delle terre e rocce da scavo. Nei cantieri stanno spostandosi un grande numero di camion che portano terre di diversa natura, colore, consistenza nei vari punti dei cantieri e non sappiamo se il piano venga rispettato. Si è notata la presenza anche di ammassi di materiale sconosciuto. Chi deve controllare questo?

5) Osservatorio Ambientale: chiediamo trasparenza anche sull’attività dell’Osservatorio che è stato istituito a tutela delle aree interessate. Chiediamo che si possa accedere ai verbali delle riunioni di questo osservatorio che vengono effettuate trimestralmente oppure la possibilità di essere presenti a queste riunioni. Chiediamo inoltre se è stata prevista l’apposizione di centraline per il controllo dell’aria.

6) Chiediamo chiarezza sulla sicurezza dei cantieri: vorremmo sapere quali e quanti sono gli accessi ai cantieri e se sono state rispettate le norme previste dal decreto sicurezza sui cantieri D.Lgs. N. 81/2008 e succ. modificazioni.

7) Chiediamo anche chiarimenti sulla viabilità di cantiere, se ha subito modifiche rispetto ai progetti precedenti, sulla cartellonistica che risulta scarsa e sulla delimitazione dei cantieri stessi.

Ribadiamo infine la nostra totale contrarietà verso quest’opera, che con il sistema dei lotti costruttivi, non da’ alcuna certezza sul completamento dei lavori e di come gli stessi vengono coordinati. Stiamo facendo tutte le segnalazioni a tutti i livelli istituzionali per esigere la massima trasparenza e quanto meno il rispetto di tutte le norme sulla sicurezza dei cantieri e sulla tutela dell’ambiente, nella speranza che viste le numerose motivazioni per fermare questo scempio prima o poi qualcuno aprirà gli occhi e troverà il coraggio di agire, speriamo prima di un ennesimo disastro.

Per proseguire la nostra mobilitazione contro il TAV e l’informazione che da anni stiamo facendo vi invitiamo sabato 22 febbraio alle 15 davanti al cantiere TAV di Lonato per un’iniziativa ludico-informativa proprio sui cantieri e su cosa possiamo fare noi in prima persona per tutelare la nostra salute e la terra in cui viviamo.
Segnaliamo inoltre altre due iniziative venerdì sera, il 21 febbraio, una al cs 28 maggio di Rovato con tanti ospiti per parlare del caso di Nicoletta Dosio e della repressione verso le lotte ambientaliste, e sempre venerdì sera a Verona parliamo di TAV, fatti e misfatti con il professor Marco Ponti.

22/02 h.15:00 presidio davanti al cantiere del TAV di Lonato

Disagi per il traffico, polveri, strade sporche, cali di tensione, sino alla mancanza di corrente. Questi sono solo alcuni dei problemi che sta portando la preparazione dei cantieri per il TAV.

Non si può stare fermi/e e zitti/e, mentre le terre nelle quali si vive vengono devastate! È importante tutelare sia la nostra salute che il futuro della terra!

Parliamone insieme sabato 22 febbraio dalle ore 15 davanti ad un té caldo/vin brulé accompagnati da buona musica!

Vi aspettiamo!

#notav