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Rifiuti come terra, alterazione dei dati, conci non a norma…DOBBIAMO FERMARE QUESTO INUTILE PROGETTO.

L’attesa per l’analisi Costi/Benefici per il TAV Brescia – Padova si sta prolungando ancora. E nella discussione tra le forze politiche cominciano a spuntare concetti strani, come la distinzione tra “opere utili” e “opere strategiche”: forse prevedendo una analisi negativa si vuole prescindere dai dati scientifici e proseguire con opere inutili, costose, devastanti per l’ambiente e il bilancio dello Stato? Le responsabilità del Movimento 5 Stelle sono molto grandi, rispetto al mantenimento delle promesse elettorali, e la Lega si conferma come il partito della distruzione dei territori, non della loro tutela.

Noi continuiamo, con la presentazione dell’esposto allegato, nelle nostre costanti informazioni e sollecitazioni alle istituzioni, al governo e alle forze politiche sul progetto e ancora una volta presentiamo possibili elementi di criticità della tratta AV BS-VR, che ci auguriamo vivamente vengano presi in debita considerazione. Elementi di criticità e di illegalità che sono stati resi palesi dagli atti del processo riguardante lo scavo del Tunnel TAV di Firenze (di cui recentemente si è tenuta l’udienza preliminare nell’assoluto silenzio dei mass media) e dalla richiesta di custodia cautelare degli imputati. Questi fatti potrebbero ripetersi anche nella nostra tratta.

  • TERRE E ROCCE DA SCAVO

Il progetto approvato prevede numerose gallerie tra le quali quella di Lonato, del Frassino, di S. Giorgio in Salici  dove si potrebbero verificare gli stessi problemi di Firenze in un contesto territoriale già fortemente compromesso in termini ambientali. Lo scavo delle gallerie prevede, l’uso di sostanze chimiche per ammorbidire il terreno (additivi schiumogeni tensioattivi, polimeri e bentonite) e il materiale estratto dagli scavi è pieno di acqua. Non si tratta quindi di terra, ma di rifiuti. Si tende però a considerare le miscele di scavo fuoriuscenti dalla fresa come sottoprodotti innocui e non come rifiuti.

È dal 1997 che in Italia opera il partito assolutamente trasversale delle terre e rocce da scavo, il cui obiettivo è quello di sottrarle agli obblighi della normativa sui rifiuti, specie se provenienti da lavori per gallerie e simili. Il culmine di questa teoria è stato raggiunto con la legge Lunardi (ministro di Berlusconi) N. 443 del 21.12.2001 che interpretava la normativa comunitaria sancendo che le terre e rocce da scavo, anche se fortemente inquinate, non costituiscono rifiuti.

Questa legge venne sonoramente bocciata il 18.12.2007 dalla Corte di Giustizia europea, mentre nel frattempo vennero assolti decine di industriali che avevano ridotto zone bellissime del nostro paese a ignobili discariche

  • ALTERAZIONE DEI DATI DI RESISTENZA AL FUOCO DEI CONCI

I conci sono gli elementi ricurvi che compongono il rivestimento interno delle gallerie e ne assicurano la stabilità, anche in caso di incendio. Scorrendo i capitoli della richiesta di Custodia Cautelare della Procura di Firenze emerge che il rivestimento delle gallerie, per ragioni di sicurezza non deve essere soggetto al distacco dello strato di calcestruzzo che copre i ferri, che si manifesta alle alte temperature. I ferri senza calcestruzzo sono facilmente preda del fuoco e questo può causare il collasso dell’intera struttura. Per prevenire questo fenomeno è necessario inserire nel calcestruzzo una certa quantità di fibre di polipropilene (materiale plastico), che però costano molto. Il progetto prevede di inserire nel calcestruzzo tre Kg di fibre di Polipropilene per metro cubo; la ditta Seli, per risparmiare ne vuole mettere due chili, ma alla fine si pensa di arrivare a 1,8 kg.
Come risulta da una telefonata intercettata tra due tecnici dell’impresa subappaltatrice Seli, si comprende che i conci hanno avuto un test negativo di resistenza al calore e al fuoco. Riescono ad ottenere il riconoscimento dei conci non conformi da Italferr: la prova viene fatta passare per un mero difetto del singolo concio che verrà sanato da un successivo test (che sarà sicuramente positivo).

Il commento del PM è però estremamente grave. Scrive: “Il fatto grave e assolutamente sottaciuto di tutta la questione dei conci non conformi è il fatto che la loro non idoneità è tale da pregiudicare gravemente le condizioni di sicurezza del trasporto ferroviario AV/AC MILANO-NAPOLI.”

ITALFERR, incaricata dell’Alta Sorveglianza, non sorveglia affatto e abdica in tutto e per tutto dal ruolo affidatogli, in piena ed ambigua sintonia con le imprese da controllare.

  • VERIFICA DI OTTEMPERANZA ALLE PRESCRIZIONI N. 120/2003 SITI INQUINATI

Nella verifica di ottemperanza alle prescrizioni della delibera 120/2003, il parere n. 1796 del 2015 enumera 45 siti censiti, che interferiscono con il tracciato ferroviario AV oggetto del progetto definitivo. 40 di questi ricadono in provincia di Brescia, siti che riguardano discariche, attività produttive, cumuli di materiale e allevamenti intensivi. Il censimento dei siti si fonda sull’analisi di foto aeree di quasi mezzo secolo fa, confrontandole con foto aeree fatte dal 1992 al 2000, su ulteriori informazioni emerse nel corso di sopralluoghi, e da siti web istituzionali dei Comuni interessati.

La normativa vigente modifica il termine “inquinato” in “sito contaminato” e “potenzialmente contaminato”. Il legislatore italiano ha disciplinato attraverso il Dlgs 152/2006 e il Dlgs 4/2008 la bonifica di tali siti contaminati. Il 7 luglio 2017 il Cipe approva il progetto definitivo e nel parere di ottemperanza si rimanda a futura “proposta tecnica per la caratterizzazione dei siti inquinati e potenzialmente tali”, in sostanza non si trova nulla riguardo a provvedimenti operativi e atti cogenti di rispetto delle norme procedurali. Si evidenzia che l’art. 242 del Codice Ambiente stabilisce che qualora i responsabili della contaminazione non provvedono direttamente, le procedure devono essere eseguite dal Comune e se questo non provvede, dalla Regione.

  • IMPATTO SU FALDE ACQUIFERE DELL’ALTO MANTOVANO

La realizzazione della galleria Lonato-Desenzano per il transito del TAV profonda 40 metri provocherebbe un impatto idrogeologico imprevedibile e pericolosissimo al territorio delle Colline Moreniche e piana sottostante, dove sono presenti i pozzi per il prelievo dell’acqua potabile in distribuzione nel territorio che si estende da Monzambano a Canneto sull’Oglio e che rifornisce oltre 100.000 utenti.

Le falde idriche che si originano dai bacino del Lago di Garda risultano in stretta interconnessione con le falde collinari e dell’Alta Pianura mantovana: questa peculiarità è ben nota a tutti, anche ai progettisti dell’opera ferroviaria che nello Studio geologico-idrogeologico di dettaglio della galleria “Lonato” del luglio 2014 hanno esplicitamente indicato la necessità di adottare opportune soluzioni nella fase progettuale e per il monitoraggio preventivo al fine di impedire che le riserve idriche sotterranee poste a valle della galleria subiscano un depauperamento oppure che la loro qualità subisca delle alterazioni. Una tale evenienza avrebbe infatti conseguenze a dir poco disastrose sul territorio ma di tali adempimenti ad oggi non vi è alcun riscontro.

Tutto questo è scritto nel documento “Elementi di criticità del progetto (definitivo della linea TAV Brescia-Verona) in relazione alle caratteristiche geologiche ed idrogeologiche del territorio dell’ Alto Mantovano, situato immediatamente a Sud della “GALLERIA LONATO”” commissionato da S.I.C.A.M. Srl (Servizio idrico integrato comuni Alto Mantovano) redatto da un geologo abilitato che ricapitola le criticità che il progetto definitivo rimanda al progetto esecutivo il quale non verrà sottoposto a ulteriori valutazioni.

  • NECESSITA’ DI ADEGUAMENTO DEL PROGETTO ALLA NORMATIVA ANTISISMICA VIGENTE

Il DM del 14.1.2008 (Nuove norme tecniche per le Costruzioni) ha modificato radicalmente l’impostazione delle verifiche geotecniche del 1988, ma è stato esso stesso superato dal D.M. 17.1.2018 che è entrato in vigore il 22.03.2018.

Il progetto non sembra affatto tenere conto nemmeno dell’ordinanza del Pres. Del Cons. dei Ministri n. 3519 del 28.4.2006 con il quale è stata presentata una nuova mappa di pericolosità sismica. Es. il Comune di Lonato è passato dalla zona sismica 3 (bassa sismicità) , alla zona sismica 2 (media sismicità).

 

Queste sono solo alcune delle vergogne e verità che cercano di nascondere dietro a questo progetto, non possiamo permettere che distruggano il nostro territorio e futuro per i loro sporchi interessi! FERMARLI TOCCA SEMPRE E COMUNQUE A NOI! AVANTI COSì!

FERMIAMO CEPAV 2

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Le recenti inchieste giudiziarie che hanno riguardato la costruzione e la realizzazione di alcune grandi opere (Mose a Venezia, Expo a Milano) ci impongono una nuova e approfondita riflessione rispetto all’Alta Velocità, i cui cantieri stanno da qualche tempo interessando la città di Brescia e nel giro di qualche mese, entro la meta’ del 2015, dovrebbero interessare anche la tratta verso Verona,

Ci impone soprattutto di mettere sotto la lente quali sono le ditte impegnate direttamente nella gestione e nella costruzione del TAV 

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SOCCORSO NO TAV IN AZIONE NEL BASSO GARDA

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Il Soccorso No Tav è entrato in azione ben tre volte nelle ultime 48 ore. 

Giovedi 18 dicembre nella campagna di Calcinatello i tecnici incaricati dei rilievi per la realizzazione della nuova linea ferroviaria ad alta velocità hanno proseguito le attività di carotaggio, con l’ausilio di una pala escavatrice, un furgone e una jeep, nella zona di via Brescia, in un terreno nei pressi del canile san Rocco. “Dopo aver tagliato le maglie di una rete di recinzione, sono entrati con una ruspa in una proprietà e hanno iniziato uno scavo,raccogliendo campioni di terra” raccontano i militanti del Comitato No Tav Calcinato .  “Vista la presenza dei nostri attivisti – sottolineano – hanno riparato la recinzione che avevano danneggiato e si sono diretti nel campo confinante con l’autogrill dell’autostrada A4”.

“Noi abbiamo proceduto ad avvisare subito per telefono la Polizia Locale di Calcinato – spiegano – ed è emerso che gli operatori non hanno saputo giustificare la loro presenza con un mandato scritto. Secondo quanto abbiamo appreso dagli agenti, l’Ufficio tecnico comunale era a conoscenza dei lavori. Gli operai hanno comunque comunicato che la ditta invierà le necessarie autorizzazioni per posta elettronica”.  “Ci sembra ridicolo – concludono i No Tav – che siano i cittadini ad allertare i vigili: compete all’Ufficio tecnico verificare che le operazioni siano effettuate secondo la legge, non ci si può fidare semplicemente della parola dei tecnici”.

Sabato 20 dicembre i No Tav tornano in piazza a Calcinato, con un presidio  dalle ore 14.30 alle 17.30 davanti all’Italmark in via XX settembre, per  informare la cittadinanza sul problema del passaggio sul territorio comunale della nuova linea ferroviaria ad alta velocità.

 “Il grande successo di partecipazione – affermano in un comunicato – delle recenti mobilitazioni mostra la concreta possibilità di creare un movimento popolare capace di bloccare quest’opera inutile, costosa e dannosa per il territorio e l’economia bresciana. Nonostante questo il general contractor che ha in carico la realizzazione dell’opera mostra l’intenzione di voler aprire i cantieri entro la metà del 2015, forte di un sistema legislativo che ancora ci impone le grandi opere come investimenti prioritari per il Paese”.
 E aggiungono che “i tecnici si stanno aggirando dai primi di novembre nel territorio di Calcinato per effettuare escavazioni e carotaggi, molte volte senza l’autorizzazione dei proprietari”. Secondpo loro sono “del tutto illegittimi i tentativi di avvio degli scavi, non preavvisati e precedenti a un via libera ufficiale definitivo ai lavori della tratta in questione: i proprietari devono comunque dare il consenso a tali operazioni e se non sono d’accordo possono rifiutare l’ingresso. Per poter contrastare queste azioni – come è accaduto nei giorni scorsi nella campagna di Calcinatello – è stato creato un Soccorso No Tav contattabile al 328.3056509”.

Venerdi 19 dicembre i tecnici di Cepav 2 sono invece stati avvistati in due diversi punti in zona Desenzano del Garda.

In zona Centenaro ( Trattoria Rossa ) un cittadino ha notato la loro presenza e ha chiamato lo 030-45670 di Radio Onda d’Urto che a sua volta ha avvisato gli attivisti No Tav. I picchetti trovati lungo la strada che porta al canile sono stati rimossi e ai tecnici è stato negato l’0accesso in alcune proprieta’ in zona Montale. Altra segnalazione è stata fatta in zona San Martino nei pressi dell’agriturismo Armea : anche in questo caso Soccorso No Tav è giunto sul posto ma i tecnici di Cepav2 se ne erano gia’ andati .

CALCINATO: INTERROGAZIONE PARLAMENTARE SUGLI ” ABUSI ” DI CEPAV 2

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Terza e ultima assemblea a Calcinato per informare i cittadini del passaggio della TAV . L’appuntamento è per martedi 25 novembre all’oratorio di via Don Rovetta  a Ponte San Marco.

Il 25 novembre è il termine ultimo per la presentazione delle osservazioni al progetto definitivo (dichiarazione di pubblica utilità) con lo scopo è di conoscere gli estremi degli atti da cui è sorto il vincolo preordinato all’esproprio.

Proprio oggi i deputati bresciani del M5S hanno presentato un interrogazione sulla questione espropri e i presunti abusi compiuti da Cepav2 Continua la lettura di CALCINATO: INTERROGAZIONE PARLAMENTARE SUGLI ” ABUSI ” DI CEPAV 2

EXPOpriamo CEPAV DUE

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Le recenti inchieste giudiziarie che hanno riguardato la costruzione e la realizzazione di alcune grandi opere (Mose a Venezia, Expo a Milano) ci impongono una nuova e approfondita riflessione rispetto all’Alta Velocità, i cui cantieri stanno da qualche tempo interessando la città di Brescia e nel giro di qualche mese, entro la meta’ del 2015, dovrebbero interessare anche la tratta verso Verona Continua la lettura di EXPOpriamo CEPAV DUE

Cepav 2: cacciamoli tutti e tutte insieme dalle nostre terre!

Oggi Cepav Due, che come sempre dimostra il suo modo onesto e legale di operare, era a Calcinato a lavorare in alcuni terreni ovviamente senza permessi! Complimenti, come sempre dimostrate chi siete e come vi comportate. E sappiate che se oggi c’eravamo è perchè la gente non vi vuole e continueremo a esserci perchè ci sarà sempre più gente che si renderà conto di cos’è il TAV!

FERMARLO E’ POSSIBILE E DOBBIAMO FARLO TUTTI E TUTTE INSIEME, per prima cosa cacciando questi individui dalle nostre terre, impegnandoci a sorvegliare l’arrivo di queste persone e dei loro mezzi, pronti insieme a cacciarli quando torneranno!

#notav #notavbresciaverona #calcinato #cepav2 #fermarloèpossibile#fermarlotoccaanoi

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CALCINATO: SOCCORSO NO TAV BLOCCA I TECNICI DI CAPAV2

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Sabato 15 novembre 2014 – Intorno alle 12 di questa mattina alcuni funzionari e tecnici di Cepav 2 (ditta che ha in appalto la costruzione della tratta Alta Velocità Brescia-Verona) si sono presentati all’ ingresso di una proprietà di Calcinatello (frazione di Calcinato – Bs) accompagnati da un Caterpillar cui successivamente si è aggiunta una trivella. Questi hanno sostenuto, quando l’abitante affitturario di terreno ed immobile (uno degli immobili che dovranno essere abbattuti per far spazio alla linea ad Alta Velocità) ha chiesto spiegazioni ed avvisato la proprietà, di dover cominciare alcuni scavi sul terreno. Dopo la resistenza verbale dell’interessato, hanno desistito rimanendo comunque in zona per alcune ore cercando di attuare la stessa pratica in altre proprieta’.

Stando alla testimonianza di chi rischiava di subire questo originale “esproprio”, e di chi, grazie al tam-tam innescatosi all’interno di un vero e proprio “soccorso No Tav”, è accorso in aiuto, questo tentativo di avvio degli scavi sarebbe del tutto illegittimo: non preavvisato e precedente ad un “via libera” ufficiale definitivo ai lavori della tratta in questione.

I tecnici di Cepav2 potranno entrare solo , se e quando l’opera diventa di “pubblica utiità , necessità e ugenza”…..quindi dopo l’approvazione del progetto definitivo . Tale progetto è in procedura di valutazione di impatto ambientale presso la comissione speciale Via ( speciale perchè valuta solo le opere strategiche di cui all’allegato infrastrutture al documento di economia e finanza ) . A fine istruttoria la commissione trasmette al ministro dell’ ambiente e a quello dei beni culturali il rapporto della commissione che sarà poi inviato al Cipe. Questo integrato dai presidenti di Lombardia e Veneto approveranno il progetto definitivo che produce i suoi effetti dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Cittadini di Calcinato e dei paesi del basso Garda, attiviste e attivisti dei comitati popolari locali, facenti parte del coordinamento No Tav Brescia-Verona, sono rimasti in zona per tutto il pomeriggio per controllare i movimenti della ruspa e della trivella.

A Calcinato in questi mesi il tema certamente più discusso è quello del passaggio della nuova linea ferroviaria ad alta velocità sul territorio. Per informare i cittadini sui contenuti del progetto definitivo di questa grande opera inutile e dannosa l’amministrazione comunale ha programmato tre incontri pubblici. Uni si è svolto giovedì 13 novembre alle ore 20.30 all’oratorio di via Santa Maria a Calcinatello; gli altri sono in programma lunedì 17 all’Auditorium Bertini di Calcinato e martedì 25 all’ oratorio di via Don Rovetta  a Ponte San Marco. Gli attivisti No Tav saranno presenti per chiedere conto a chi di dovere di queste ” pratiche illegali di inizio lavori ”

Secondo il progetto Calcinato sarà fra i comuni maggiormente colpiti . Il Tav entrerà nel suo territorio dalla frazione Calcinatello, in località Quattro Vie, attraversando l’area dove ora si trova il canile San Rocco. Qui è prevista la confluenza del tratto proveniente da Brescia con quello dall’aeroporto di Montichiari, creando di fatto un enorme incrocio.  Il sedime interessato al passaggio della ferrovia avrà una larghezza di alcune decine di metri e oltre ai binari ci saranno anche aree di salvaguardia e opere di contenimento (muri, terrapieni, ecc.).

Proseguendo, la linea correrà a nord a fianco dell’autostrada A4 Milano-Venezia, quindi passerà appena al di là del cavalcavia di via Stazione (interessando anche la fornace vecchia e l’attiguo deposito edile, con possibili conseguenze per il recente quartiere edificato in via Morti Sant’Amos), attraverserà il monte e, infine, in località Cascina Faccendina (a sud della chiesetta dei Santi Anna e Gioacchino) scenderà in trincea verso il tunnel (con profondità di almeno 40 metri) che porterà il Tav in galleria sotto Lonato per riemergere dopo Desenzano in zona Lavagnone. Il tutto in un territorio che negli ultimi anni ha subito notevole danni ambientali, interessato da cave, discariche e depositi abusivi di materiali inquinanti.

Questo il calendario degli eventi in programma nelle prossime 48 ore verso la passeggiata No Tav di sabato 22 novembre a Lonato.

Domenica 16 : volantinaggio alla manifestazione MercanAntico di Lonato dalle 9 alle 17

Lunedi 17 : ore 15 presidio in Piazza della Loggia a Brescia in occasione del Consiglio Comunale  dedicato al TAV

Lunedi 17 : partecipazione di massa all’assemblea pubblica che si terra’ a Calcinato all’Auditorium Bertini

Martedi 18 : assemblea pubblica a Lonato presso la Bibblioteca alle 20.30 promossa dal Coordinamento No Tav Basso Garda – Alto Mantovano

http://www.radiondadurto.org/2014/11/15/tav-brescia-verona-blitz-illegittimo-di-cepav2-a-calcinatello/