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Luca Lotti deve rinunciare (almeno) alla delega al CIPE!

Il recentissimo scandalo che riguarda Consip (Concessionaria servizi informativi pubblici) e che ha portato all’arresto per corruzione dell’imprenditore campano Romeo, ha coinvolto anche diversi esponenti politici. Tra i vari indagati, oltre al padre del ex-premier Renzi, è spuntato il nome dell’attuale Ministro dello Sport Luca Lotti, fedelissimo renziano. Aldilà delle responsabilità che spetterà alla magistratura accertare, vorremmo sottolineare come il ministro copra il ruolo di segretario del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica), organo che gestisce gli investimenti per le 25 opere identificate dal Ministero delle Infrastrutture come prioritarie per un costo di 94 miliardi di euro. Tale ente è formato da 13 ministri ed è presieduto dal presidente del consiglio. Ma, in realtà, il ruolo più importante è quello costituito dal Segretario. Ai sensi di legge, questo svolge le seguenti funzioni: ” Art. 10. (Segretario della programmazione) Il segretario della programmazione attende alla preparazione dei documenti programmatici, impartisce le direttive tecniche all’istituto di studi per la programmazione economica in ordine all’attività’ da svolgere ai sensi dell’articolo 19 e dirige la segreteria della programmazione. L’incarico di segretario della programmazione e’ conferito con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per il bilancio e per la programmazione economica. Nelle stesse forme l’incarico può essere revocato. L’incarico e’ incompatibile con ogni altra attività” “. In sostanza, questo svolge una funzione di supporto e coordinamento tra il presidente del Cipe e la struttura organizzativa del Dipe (Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica) e amministra la fase istruttoria delle delibere. In pratica decide quali opere debbano partire ed essere finanziate.

Ci si chiede quindi, alla luce delle indagini che lo coinvolgono, aldilà delle sue possibili dimissioni da ministro dello sport, se possa essere opportuno che Luca Lotti mantenga la delega al Cipe?

La Banca Europea non finanzierà il TAV Brescia-Verona!

IMG-20151007-WA0008L’eurodeputato Marco Zanni del Movimento 5 Stelle ed il consigliere  M5S del comune di Verona, Gianni Benciolini, hanno presentato rispettivamente una interrogazione a risposta scritta alla commissione Ue e un’istanza all’Olaf per bloccare i supposti finanziamenti, annunciati dall’ex Ministro Maurizio Lupi, da parte della Bei per il progetto alta velocità, tratta Brescia-Padova.

La commissione UE ha comunicato che «la Banca Europea per gli  investimenti non ha approvato e attualmente non è coinvolta nel progetto citato nell’interrogazione».

«La risposta della Commissione – dichiara Benciolini – smentisce completamente gli annunci di Lupi del 6.12.2014 pubblicati sul quotidiano nazionale il Sole 24 Ore on line, di cui si indica in questo link. Inoltre, anche l’ eventuale emanazione della delibera del Cipe è priva di qualsivoglia efficacia giuridica senza il nulla osta da parte della Corte dei Conti che, ai sensi della l. 19/1994, ha l’obbligo di valutare se il progetto alta velocità è finanziariamente sostenibile e compatibile con il bilancio. Suddetta Procura non è un ufficio “passacarte” ed infatti già nel 2008 ha annullato la delibera Cipe n.10/08 sul nodo di Verona per mancanza di copertura economica. Quindi, i quotidiani che danno per scontato un parere positivo  della Corte dei Conti operano una mistificazione della realtà», conclude Benciolini.

«Il bilancio dello stato – afferma Zanni –  non può garantire la realizzazione dell’opera e le dichiarazioni di Lupi al tempo di Incalza, ora Signorini, che assicuravano l’erogazione di finanziamenti ingenti da parte della Bei, sono state smentite anche dall’Olaf che infatti con una nota di agosto 2015 ha comunicato al consigliere Benciolini che la Bei non finanzierà il progetto ad alta velocità per le tratte citate.

Questa notizia per l’ennesima volta dovrebbe insegnarci a smetterla di delegare e fidarci di chi ci da informazioni di circostanza per addolcire la pillola, come istituzioni e da sempre più tempo i giornalisti: quest’opera la paghiamo noi, ma sopratutto la pagheranno le generazioni future!

E’ ora di dire basta: noi il TAV non lo vogliamo e faremo di tutto per fermarlo!

Per questo motivo  FIRMA la petizione per chiedere il ritiro del progetto a favore del rammodernamento della linea storica e di piccole opere utili!

Addio shunt per Montichiari: ma la lotta contro il TAV non è finita!

Nelle scorse settimane Rete Ferroviaria Italiana (RFI) ha aperto la discussione sulla modifica sostanziale del progetto dell’Alta Velocità nel tratto tra Brescia e Verona. Una posizione ufficializzata il 15 maggio scorso con un documento inviato al Ministero dei Trasporti, nel quale, facendo leva sulla delibera del Consiglio Comunale di Brescia del novembre 2014 e sul parere espresso da Regione Lombardia nel febbraio scorso, che prescriveva l’uscita a 4 binari dalla stazione di Brescia, di fatto interroga le istituzioni sull’opportunità di realizzare comunque lo shunt, la bretella di 32 km a sud della città con stazione a Montichiari. RFI ha evidenziato in sostanza come le due opere risultassero contraddittorie e invitava le istituzioni coinvolte a fare chiarezza.

E proprio ieri “chiarezza” è stata fatta: il mirabolante shunt che doveva collegare anche Montichiari e l’aereoporto fantasma “D’Annunzio” all’alta velocità, staccandosi dalla tratta principale a Travagliato, scendendo per Flero e Poncarale e risalendo poi verso Calcinato, è stato del tutto accantonato.

Il progetto, dopo essere stato elogiato per molto tempo, non è stato ritenuto utile rispetto ai danni provocati, come da molto tempo i comitati NO TAV sostengono.

Siamo ovviamente consapevoli che questa decisione risparmierà molti ettari di territorio e poterà a una diminuzione dei costi totali dell’opera, come siamo del tutto consapevoli che senza l’attenzione che la mobilitazione popolare ha portato a galla sul tema, questi risultati non sarebbero stati raggiunti e avremmo visto nei prossimi anni il nostro territorio completamente devastato e martoriato da quest’opera.

Ma se per alcuni può sembrare già una vittoria, noi riteniamo questa notizia una “miccia” che serva per scaldare gli animi dei tanti scettici riguardo alla costruzione di quest’opera: il rischio è che si accorgano che i danni sono maggiori dei benefici solo quando sarà troppo tardi.

Non possiamo rischiare che abbattano le nostre case, che distruggano i nostri campi, le nostre colline e il nostro paesaggio, sperperando il nostro denaro, per poi rendersi conto che quello che da anni diciamo è vero!

Al contrario di quello che sostiene la Loggia per noi questa non è una possibilità per il nostro territorio, ne tanto meno un’opportunità di “trattenere risorse” per realizzare tutti gli interventi non previsti, se questi interventi continuano a seguire un mero profitto di chi ci specula e non il benessere, e sopratutto la salute, di chi queste terre le vive.

La decisione ora comunque torna ora al Ministero, che dovrà riaprire l’istruttoria: il via libera all’avvio dei lavori dovrà passare da una delibera del Cipe (a cui ricordiamo partecipano TUTTI gli amministratori della tratta interessata).

Decisione che pesa sulle nostre teste più che mai: ha senso spendere miliardi e miliardi per un opera che non serve, che avrà le stesse fermate del Freccia Bianca (Brescia e Verona) e che porterà ad un risparmio di tempo di circa 20 minuti? E questo solo per citare alcune delle tante assurdità di quest’opera.

La nostra risposta rimane sempre la stessa e siamo consapevoli, sopratutto dati i fatti, che continuare la nostra mobilitazione è l’unica strada che poterà a fermare quest’opera e a renderci partecipi attivamente delle decisioni che pesano sul nostro futuro.

PERCHE’ FERMARLO E’ POSSIBILE E TOCCA A TUTTI E TUTTE NOI!