Archivi tag: Cociv

TERZO VALICO: Recintata a Radimero “l’area della Talpa”. Oggi ore 18 tutt* ad Arquata

Questa mattina al Terzo Valico hanno recintato l’area del cantiere di Radimero dove dovrà essere portata “la talpa” e su cui sorgeva una parte del Presidio No Tav.

Appuntamento oggi alle 18 a Vaie ad Arquata per dare una prima risposta popolare.

Forza No Tav, è il momento di esserci tutti! Fate girare!

Per approfondire leggi anche: Il Presidio NoTav di Radimero è diventato di proprietà del demanio

 

La lotta paga! Il Cociv rinuncia all’esproprio dei terreni per il cantiere terzo valico

CCnAd0GXIAAOwB6

Già da ieri notte i decine di notav locali e provenienti anche da diversi territori, tra cui dai territori toccati dalla costruzione del TAV Brescia-Verona, si sono mobilitati per impedire l’esproprio del terreno su cui sorge il presidio No Tav – Terzo Valico di Radimero. Una vera e proprio provocazione del Cociv, che a qualche giorno del corteo popolare previsto per sabato aveva chiesto l’esproprio del luogo simbolo della resistenza alla costruzione dell’opera.

Numerosi altri notav hanno raggiunto il blocco questa mattina dalla sei raccogliendo una solidarietà compatta da parte del territorio. Polizia e funzionari si sono presentati ma hanno dovuto desistere vista la grande partecipazione e la determinazione dei presenti. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio quindi i notav resteranno in presidio fino a mezzanotte per assicurarsi che non ci siano tentativi vigliacchi di imporre questo provvedimento impopolare. Il presidio è stato anche l’occasione di bloccare i camion del cantiere fermando di fatto fermato i lavori per l’intera mattinata.

CCnIU4XW0AAdZlE

Una bella vittoria del movimento che ci mostra che con la determinazione e la serenità di chi sa di essere dalla parte del giusto si può fermare il gigante ad alta velocità che mostra sempre più i suoi piedi d’argilla.

Fermarlo è possibile, fermarlo tocca a noi… tutte e tutti ad Arquata sabato per il corteo popolare!

RICORDIAMO CHE CI SONO ANCORA POSTI PER IL PULLMAN CHE PARTIRA’ DA BRESCIA PER RAGGIUNGERE IL TERZO VALICO! CHIAMATE ALLO 03045670 PER PRENOTARVI, COSTO 10 EURO, ANDATA E RITORNO IN GIORNATA!

Ascolta il collegamento con Claudio ai microfoni di Radio Blackout:

ValVerde No Tav: a Campomorone 120 genitori primi firmatari di un appello contro COCIV nelle scuole

castagnata-pontex

Il “progetto educational per la scuola primaria” di Co.Civ rappresenta quanto di piu’ deplorevole questi loschi personaggi potessero estrarre dal cilindro.

Nei giorni scorsi sono state moltissime le reazioni di indignazione (da parte di genitori, comitati, associazioni sindacali ..) a questo tentativo di operazione di lavaggio del cervello sulla parte più indifesa della nostra società. Continua la lettura di ValVerde No Tav: a Campomorone 120 genitori primi firmatari di un appello contro COCIV nelle scuole

L’enclave di Cociv ad Arquata

Dopo la grande giornata di Domenica scorsa, a incominciare da ieri gli operai del Cociv sono tornati all’opera, scortati come sempre da un imponente dispiegamento di forze dell’ordine pagate coi soldi delle tasse dei cittadini. E come quasi sempre accade lo hanno fatto, ancora una volta, nell’illegalità, scaricando una macchina operatrice non targata al di fuori del cantiere vista la difficoltà a passare nella strada di accesso a Radimero. Ricordiamo che se un mezzo è privo di targa non può circolare sulle strade, ma alle rimostranze degli attivisti del comitato presenti al presidio è stato risposto con un generico controlleremo. Ai signori del Cociv è evidentemente permesso fare quello che ad ogni cittadino verrebbe proibito e porterebbe, come minimo, ad una multa salatissima da dover pagare.

Come era facile immaginare la prima cosa che gli operai hanno fatto è stata di ripristinare la recinzione di cantiere. Non più rete arancione ma rete verde alta un metro e ottanta con cavi di acciaio e pali in ferro ben piantati nel terreno a correre lungo tutto il perimetro dell’area al confine col Presidio No Tav – Terzo Valico. A corredo di questo, quando è calato il buio, è stata accesa una torre faro per illuminare il cantiere a giorno e una guardia giurata ha passato la notte all’interno delle reti. Resistono invece per il momento gli alberi piantati Domenica da decine di giardinieri del movimento, mentre altri sono stati nuovamente abbattuti dalla furia devastatrice dei costruttori del Terzo Valico.

Sarà l’assemblea popolare indetta dal comitato di Arquata presso la Soms, Venerdì sera alle ore 21, il momento in cui decidere come procedere la mobilitazione contro la costruzione della grande opera. Il clima che si respira in paese è dei migliori, nonostante il palese inizio di militarizzazione. Certamente la giornata di Domenica ha contribuito a far crescere il consenso nei confronti del movimento e ha dimostrato ancora una volta la forza e l’intelligenza di cui sono capaci i cittadini che stanno difendendo con tanta passione la propria terra dalla distruzione.

Ricordiamo solo che tutto sta avvenendo esclusivamente per permettere il taglio di alberi e la bonifica da ordigni bellici, considerato che Cociv non è ancora autorizzato a svolgere nessun lavoro di scavo. Per fare questo da Martedì scorso decine di appartenenti alle forze dell’ordine sono impegnati ad Arquata e il cantiere di Radimero si sta lentamente, ma inesorabilmente, trasformando in un fortino. Chissà se un giorno come in Valsusa arriveranno grate in ferro, filo spinato e militari di ritorno dai teatri di guerra. Intanto gli arquatesi, muniti di mascherine per l’amianto, dovranno mettersi in fila con le taniche per prelevare acqua potabile dalle autobotti. Questo è quello che loro chiamano progresso. Questa idea di progresso dovrà essere sconfitta.

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=DQjVBOQRWa8

 

Articolo tratto dahttp://www.notavterzovalico.info/2013/11/12/lenclave-di-cociv-ad-arquata/

I No Tav Brescia partecipano alla manifestazione di Arquata (AL) per difendere tutt* insieme la nostra terra!

Quella di ieri è stata una giornata molto importante per tutto il movimento No Tav e per la comunità di Arquata, comune nella provincia di Alessandria in Piemonte, in lotta contro il Terzo Valico. A nemmeno 24 ore dalla grande manifestazione a Pontedecimo in Valpolcevera, ieri erano presenti quasi 500 persone fra arquatesi e attivisti dei diversi comitati, scesi in piazza percorrendo le strade dell’ultimo comune piemontese al confine con la Liguria, fino al Presidio No Tav Terzo Valico di Radimero.

L’evento di ieri è stato organizzato velocemente, in risposta al fatto che la scorsa settimana nella mattinata di martedì 5 novembre Cociv (consorzio nato nel 1991, subcontraente generale di TAV SpA per la progettazione e la costruzione della Linea Ferroviaria ad Alta Velocità Tortona/Novi Ligure Genova) ha preso possesso di un’area che secondo i loro piani dovrebbe diventare il cantiere dove portare la “talpa” per iniziare lo scavo del tunnel di valico, tunnel lungo quasi 40 Km per la linea Genova-Tortona. Il terreno in questione, che dovrebbe essere interessato dai lavori, è, ad oggi, per metà stato espropriato e stato acquistato da Cociv, mentre per l’altra metà la proprietaria ha deciso di non scendere a patti e di lasciare il terreno ai comitati No Tav. E’  proprio in questo terreno che il comitato No Tav Terzo Valico ha costruito un presidio permanente.

La società che si occupa dei lavori con la presa di possesso dell’area espropriata ha iniziato a recintare la zona, disboscando e spianando il terreno. È proprio questo il terreno che ieri tutti i partecipanti alla manifestazione sono andati a liberare , liberandolo dalle reti e piantando nuovi alberi per riprenderne possesso e  ricollegarlo all’altra area non ancora espropriata diventata luogo simbolo del movimento, di aggregazione, discussione e lotta.

Presenti ieri da diverse realtà No Tav: da Alessandria, Genova, Pontedecimo, Tortona, fino a Brescia.

Provenienti da Ponte Decimo incontriamo alcuni attivisti presenti dopo la manifestazione di sabato, giornata molto importante per il Terzo Valico che ha visto presenti più di un migliaio di persone, e presenti anche ieri lanciando il messaggio di ritrovare la bellezza della nostra terra ribellandosi e liberandola.

Sono gli stessi cittadini di Arquata a raccontarci che la gente del paese sostiene il gruppo che sta lavorando contro il Terzo Valico perché tutto il paese è contrario a quest’opera. Il paese infatti è molto partecipativo, sono quasi tutti solidali con i movimenti locali, senza nessun tipo di contrapposizione.

Il movimento si oppone con tutti i mezzi che ha: iniziando dall’opposizione popolare cercando di aumentare il consenso, studiando i progetti e informando i cittadini. Ed è proprio di informazione che ieri abbiamo parlato con diverse persone.

Un rappresentate del Comitato Studentesco contro il Terzo Valico ci spiega che la prima preoccupazione all’interno delle scuole è quello di fare informazione anche perché, da parte di chi vuole quest’opera, non sono mai state spiegate le motivazioni e i vantaggi, mentre da parte di chi si oppone l’informazione viene fatta quotidianamente. I movimenti studenteschi stanno quindi negli anni cercando di far prendere una posizione ai loro coetanei, consci del fatto che i lavori inizieranno ora, ma, le generazioni più colpite saranno proprio le loro in futuro.

Un Consigliere comunale di Serravalle Scrivia ci dice, invece, che bisogna protestare contro il Terzo Valico perché è un opera ormai fuori dal tempo, che risale a 20 anni fa e quindi è decontestualizzata dalla situazione economica che stiamo affrontando. È un progetto costosissimo, finanziato solo in piccola parte, con grosse incognite sulla realizzazione globale dell’opera.

Parlando poi con un giovane abitante che si occupa di comunicazione capiamo subito che il problema alla base è che non viene fatto conoscere alle persone quello che si sta facendo e che sta succedendo nei loro territori, nemmeno da chi fa e si occupa del progetto. Non si hanno informazioni da chi decide di costruire quest’opera, e anche dopo ripetute richieste, con le lentezze burocratiche del caso, si incappa in personale non preparato a rispondere ai quesiti posti. Si parla ancor ‘oggi di un progetto iniziale, che potremmo definire “ideale”, non specificando invece nella realtà d’oggigiorno il progetto “reale”. E ovviamente da parte di chi dice “sì” al TAV viene tralasciata ogni risposta riguardante la risoluzione ai problemi che i No Tav sollevano.

La gente del posto è quindi arrivata alle informazioni tramite i giornali e i comitati che si oppongono a quest’opera; e dal momento che la stessa situazione si verifica ovunque, compresa la nostra città di Brescia, capiamo che il non parlarne è quindi una tattica, che sfrutta l’indifferenza delle persone verso determinate tematiche.

Inoltre come ripetuto da tutti i presenti ieri, quest’opera prevede modificazioni sostanziali del loro territorio senza alzare il livello di vivibilità e benessere, senza dare opportunità di lavoro nella loro zona, togliendo invece molto da un punto di vista ambientale e strutturale e mettendo a serio rischio la salute di tutti.

Ed è proprio la salute uno dei punti forti su cui basano la loro lotta ad Arquata: come ci racconta un membro del Comitato No Tav di Arquata, per anni e anni, Cociv ha infatti negato la presenza di amianto nelle zone interessate da lavori, e anche ora che non negano più la presenza di questo minerale, non rivelano pubblicante in che misura sia presente; dichiarano però di essere in grado di movimentarlo. Una contraddizione assai paradossale. La presenza di amianto è stata documentata dell’Arpa, da studi fatti per conto di Enel Green Power che voleva realizzare in queste zone un parco eolico. I dati delle analisi chimiche che si hanno parlano di concentrazioni di amianto di 250 g su 1 kg di roccia, quindi ¼ di questa terra è rappresentata da amianto. Concentrazioni altissime, dove il massimo di legge è 1 grammo per kg quindi qui sono 200 volte superiori ai limiti ed è proprio questa concentrazione altissima che fa si che questo sia considerato terreno pericoloso e rifiuto speciale. Detto questo è ovvio che, una volta estratti, i detriti dovrebbero andare in discariche apposite (probabilmente in Germania) portando quindi costi ulteriori che al momento non sono contemplati. Inoltre tutto l’amianto spostato verrebbe trasportato e depositato in zona Libarna e in altre cave della provincia, in camion non adatti al trasporto di rifiuti speciali e che rilascerebbero quindi amianto lungo il tragitto.

Se consideriamo che già il costo dell’opera è di 6,2 miliardi e, in questo preventivo non è stata presa in considerazione la presenza dell’amianto, si parla alla fine dei conti quasi di tirplicare il costo stesso se devono essere messe in atto le misure di smaltimento di questa pericolosissima sostanza.  Ma di questo ovviamente Cociv non parla, nemmeno quando dice di essere in grado di movimentarlo.

Tutti gli abitanti del posto parlano con timore di questo “mostro” chiamato amianto, perché tutti conoscono bene il pericolo di questo con la storia dell’Eternit di Casale. Per chi non lo sapesse infatti benchè sin dal 1962 fosse noto in tutto il mondo che la povere di amianto, generato dall’usura dei tetti e usata come materiale di fondo per i selciati, provoca una grave forma di cancro, il mesotelioma pleurico, in diverse città tra cui Casale Monferrato in provincia di Alessandria, la Eternit continuò a produrre manufatti, tentando di mantenere i propri operai in uno stato di totale ignoranza circa i danni (soprattutto a lungo termine) che le fibre di amianto provocano, al fine di prolungare l’attività dello stabilimento e quindi accrescere i profitti.

Nella zona di Casale Monferrato e nell’intera Provincia di Alessandria si contano migliaia di morti per esposizione ad amianto, morti avvenute perlopiù in silenzio. Ma i morti continueranno ad aumentare considerando che la malattia ha un periodo di incubazione di circa 30 anni e lo stabilimento disperdeva con dei potenti aeratori la polvere in tutta la città, contaminando anche le persone non legate alle attività produttive dell’Eternit.

E non sono solo questi i danni che i No Tav locali accusano: hanno paura di problemi dovuti al traffico dovuto ai lavori e soprattutto sono consapevoli del fatto che quando inizieranno a scavare per fare i lavori, dovranno passare sotto le sorgenti, interrompendole. Questo comporterebbe che in alcune zone si riuscirebbe ad utilizzare un acquedotto alternativo, anche se di minore qualità, mentre ,ad esempio Arquata, per tre anni, o forse più, rimarrebbe senza acquedotto e gli abitanti sarebbero costretti ad utilizzare autobotti. E tutto questo per costruire un opera che porterebbe un eventuale risparmio di una decina di minuti rispetto ai mezzi attualmente disponibili, considerando tra l’altro che le linee attuali sono già due e sono sottoutilizzate.  Basterebbe quindi potenziare quelle esistenti senza costruire quest’opera esageratamente costosa, che porterà danni ambientali e alla salute non indifferenti!

Durante la giornata di ieri, dove alcuni esponenti del gruppo No Tav Brescia hanno preso parte, il morale era alto, c’è tanta determinazione e la convinzione di essere dalla parte giusta. Tutti questi fattori hanno fatto sì che arrivati alle reti arancioni venisse fatto ciò che fosse giusto fare: abbattere quelle reti e ripiantare una decina di alberi laddove erano stati tagliati. È stato un momento molto emozionante, sia per gli abitanti del luogo sia per chi veniva da lontano, un gesto semplice ma pieno di significato. Un gesto che ha fatto sentire tutti più uniti alla propria terra, lasciando trapelare il messaggio che è proprio il ribellarsi a queste imposizioni che ci potrà far sconfiggere chi vuole distruggere Arquata e gli altri territori interessati dal progetto TAV.

Per quanto riguarda Arquata bisognerà vedere cosa succederà in futuro: nel frattempo proseguirà giorno e notte la presenza degli attivisti del comitato No Tav  Terzo Valico al presidio di Radimero.

I No Tav di Arquata lanciano inoltre come prossimo appuntamento quello nella serata di venerdì 15 Novembre alle 21:00 alla SOMS di Arquata Scrivia, in Piazza Vittorio Veneto n.1, dove si terrà un’assemblea popolare per decidere insieme i prossimi passi di mobilitazione, assemblea dove è stata invitata tutta la cittadinanza, amministratori pubblici compresi, per difendere la salute, soprattutto delle prossime generazioni, dal rischio amianto, per difendere gli acquedotti e le sorgenti dalla distruzione e per sostenere tutti insieme questa grande lotta. Incontro al quale seguirà, dopo qualche ora la partenza per la grande manifestazione in Val di Susa del 16 novembre. Questo ci fa capire come a questo susseguirsi continuo di impegni si può far fronte solo ed esclusivamente grazie alla generosità di centinaia di donne e uomini che in questa lotta stanno mettendo il cuore.

E come hanno dichiarato gli attivisti locali che abbiamo incontrato, oggi il movimento è più forte. Oltre quelle reti arancioni, ieri ha trovato dignità, generosità, condivisione e una nuova conferma che questa lotta sarà dura ma bisogna assolutamente vincerla.

Per difendere la propria terra, il proprio presente e il futuro dei propri figli!

Intervista a Eugenio del Comitato No Tav Terzo Valico VN870615

Intervista a Giovanni del Comitato Studentesco No Tav Terzo Valico VN870616

Intervista a Elio Pollero Consigliere Comunale di opposizione di Serravalle Scrivia VN870617

Intervista a Tiziana del Comitato No Tav Terzo Valico VN870618

Intervista a Marta di Alessandria VN870619

Intervista a un cittadino di Arquata VN870620

Intervista a Francesco (Ingegnere) VN870621

Intervento prima dell’inizio della manifestazione VN870623

Intervento al presidio di Radimero VN870627

Intervento al presidio di Radimero VN870629

Intervista a Francesco del Comitato No Tav Terzo Valico di Pontedecimo VN870631

Intervista a Frescesco del Comitato No Tav Terzo Valico Val Lemme e Tortona VN870632

Intervista a Diego Cambiaso, laureando in Giornalismo VN870633