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Bussoleno: quando l’amministrazione di un comune dice NO al TAV!

Ecco l’ennesima dimostrazione che sono solo i nostri amministratori locali a continuare a voler fingere che non possano fare nulla per opporsi alla costruzione di quest’opera, che ormai “è da fare..”, quando in tutta Italia sono decine gli amministratori che hanno chiaramente detto NO al TAV e stanno facendo di tutto perchè questo avvenga.

Il comune di Bussoleno, in Val di Susa, ribadisce NUOVAMENTE la propria decisa contrarietà alla realizzazione dell’opera sovranazionale.

“Si esprime, per naturale conseguenza, profondo dissenso rispetto a tutte le procedure prodromiche all’installazione di cantieri importanti in aree ritenute ad oggi inadeguate, in relazione alla sicurezza sia del territorio, sia dell’abitato, sia delle persone, anche operatori di cantiere che frequentano l’area.”

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Vogliamo risposte: il comune di Brescia che scelte sta facendo per il nostro territorio? – Conferenza stampa con i possibili espropriandi di Brescia

Ecco il comunicato della conferenza stampa di oggi tenuta sotto la Loggia con alcuni abitanti di Via Ferri e di Via Foro Boario insieme al movimento No Tav Brescia-Verona.

Da molti mesi, su tutte le testate giornaliste locali, si susseguo articoli sulle possibili conseguenze della costruzione dell’alta velocità Brescia-Verona con passaggio diretto dalla città.
Nella maggior parte di questi articoli si citano danni, soprattutto per quanto riguarda case private, che si potrebbero avere in prossimità dell’uscita dalla stazione di Brescia, nelle zone di via Ferri e via Foro Boario in particolare.
Alcuni rappresentanti del Coordinamento No Tav Brescia-Verona nello scorso mese, durante un incontro pubblico tra Loggia, cittadinanza e il tavolo di lavoro Basta Veleni, hanno chiesto delucidazioni riguardo questa ipotesi al sindaco di Brescia Emilio Del Bono.
Del Bono in questa occasione ha nuovamente sostenuto di non avere informazioni sulle sorti dei suoi cittadini, dal momento che non esiste nessuna ipotesi concreta di progetto. Posizione nettamente in contrasto con l’abbondanza di dichiarazioni, si presume vere, da parte di personaggi politici locali e regionali, ministri e industriali che parlano di altre palazzine abbattute, cantieri, espropri a Brescia.
Nonostante questa presunta mancanza di informazioni, il nostro Sindaco è il primo promotore dell’abolizione del progetto Shunt per Montichiari favorendo quindi il passaggio all’interno della città. La motivazione che è stata data pubblicamente è quella di risparmiare il forte impatto ambientale che avrebbe passando per la provincia. Ci domandiamo però, perché l’opzione di uscita per Brescia, così come le ipotesi prevedono, non preoccupi l’amministrazione locale per l’altrettanto grave impatto ambientale e sociale che avrebbe.
Essendo inoltre conoscenza comune il notevole sottoutilizzo dell’attuale linea ferroviaria storica, ci domandiamo se un giusto amministratore, che tutela veramente il territorio e le persone che lo abitano, non dovrebbe piuttosto spendersi pubblicamente per la proposta e progettazione dell’ammodernamento della linea storica cosi come la Comunità Europea suggerisce tra le diverse opzioni.
Per l’UE l’alta velocità non sono solo linee a velocità superiori ai 250 km/h ma anche linee potenziate con velocità intorno ai 200km/h e linee potenziate in base alle restrizioni date dal territorio e dove la velocità deve essere adattata a queste caratteristiche.*
Un progetto più economico, considerevolmente meno impattante da un punto di vista ambientale, e soprattutto che risparmierebbe centinaia e centinaia di espropri su tutta la tratta. Nel contesto del Friuli Venezia Giulia, Serracchiani ha evidenziato quanto sia stato opportuno puntare sulla velocizzazione del collegamento ferroviario Trieste-Venezia senza attendere un’alta velocità la cui realizzazione avrebbe richiesto l’arco di parecchie generazioni e di ingenti risorse. Mentre risorse vengono già impiegate nella risoluzione dei punti critici dei principali nodi regionali storici.
Come può l’amministrazione credere che la costruzione del TAV possa essere la scelta migliore per la nostra città e per chi la abita? Il punto del discorso non dovrebbe essere “Shunt o non-Shunt”, ma TAV o NO TAV. Vorremmo ricordare che viviamo in una delle province più inquinate d’Europa per cui non ci sono mai soldi per un risanamento ambientale, cosi come per tanti altri servizi sociali e assistenziali, essenziali.

È per queste ragioni che, come abitanti di Brescia, chiediamo maggiore ascolto e partecipazione a questa amministrazione che dovrebbe rappresentarci. Ciascuno di noi, direttamente o indirettamente, pagherà il caro prezzo del passaggio del TAV se si decidesse di realizzarlo. Chiediamo quindi una maggiore informazione e un confronto aperto e costruttivo con tutta la cittadinanza.
Giovedì 15 dicembre 2016 abbiamo consegnato presso gli uffici preposti del comune di Brescia, decine e decine di richieste ufficiali di accesso agli atti per verificare di persona che quanto detto finora dalle amministrazioni sia vero, e che in Comune non ci sia al momento nessuna documentazione a riguardo.
Memori di come le amministrazioni locali precedenti hanno taciuto alla popolazione, fino all’imminente apertura dei cantieri, la costruzione del TAV Treviglio-Brescia e i gravi danni e disagi che avrebbe comportato, abbiamo deciso che non aspetteremo passivi di conoscere le nostre sorti.
Vogliamo prendere parte attivamente al processo decisionale, vogliamo essere informati su ciò che comporterebbe la realizzazione di questa grande opera sia che passi da Brescia o meno, su quali reali benefici avrebbe la collettività che la paga, vogliamo spiegazioni sul perché il Comune non si stia confrontando apertamente con i suoi cittadini sul tema di questa grande opera, vogliamo spiegazioni sul perché non si stiano vagliando concretamente opzioni di semplice ammodernamento della linea storica, ribadiamolo, sottoutilizzata.

Alcuni abitanti di Via Ferri, Via Foro Boario e
delle zone limitrofi insieme al Comitato NO TAV BRESCIA

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* Decision No 1692/96/EC of the European Parliament and of the Council of 23 July 1996 on Community guidelines for the development of the trans-European transport network
Official Journal L 228 , 09/09/1996 P. 0001 – 0104
SECTION 3 RAIL NETWORK
Article 10 Characteristics
1. The rail network shall comprise the high-speed rail network and the conventional rail network.
2. The high-speed rail network shall comprise:
– specially built high-speed lines equipped for speeds generally equal to or greater than 250 km/h using current or new technology,
– specially upgraded high-speed lines equipped for speeds of the order of 200 km/h,
– specially upgraded high speed lines which have special features as a result of topographical, relief or town planning constraints, on which the speed must be adapted to each case.
This network shall be defined by the lines indicated in Annex I as high-speed lines or lines adapted for high speed.
3. The conventional rail network shall comprise lines for conventional rail transport, including the rail segment of combined transport referred to in Article 14.
4. The network shall:
– play an important role in long-distance goods and passenger traffic,
– play an important role in the operation of long-distance combined transport,
– permit interconnection with the networks of other modes of transport and access to regional and local rail networks.
5. The network shall offer users a high level of quality and safety, owing to its continuity and to gradual im-plementation of its interoperability, brought about in particular by technical harmonization and a harmonized command and control system. “