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Basta perdere tempo: IL TAV VA FERMATO – Comunicato stampa del 26.5.2018 e presentazione diffide ed esposti

In quest’ultimo mese la questione Tav è tornata prepotentemente a riempire le cronache dei quotidiani. L’incertezza politica nazionale e le elezioni locali hanno spinto gli amministratori a rilasciare continue dichiarazioni pro o contro l’opera.

Dichiarazioni che per la città di Brescia hanno un peso politico elettorale particolare.
Esattamente una settimana fa infatti, il bresciano Amministratore Delegato di FS Renato Mazzoncini, in occasione dell’ennesima inaugurazione di un nuovo tassello del rifacimento della stazione di Brescia, ha ribadito e dato per certo che “…la partita dell’alta velocità secondo Ferrovie è comunque una questione considerata chiusa” e che il contratto con Cepav2, ultimo tassello dell’iter procedurale, “…si può ritenere praticamente firmato”. Dai quotidiani locali apprendiamo sempre tramite le dichiarazioni di Mazzoncini che “…la firma definitiva è questione di giorni, ma loro (Cepav2) sono già partiti” e che i lavori non saranno impattanti per la città di Brescia.

Per l’ennesima volta, dal febbraio 2016, ciclicamente si annuncia l’apertura di un cantiere della Brescia-Verona. Queste dichiarazioni propagandistiche, oltre a non trovare alcun riscontro nei fatti, pongono una serie di interrogativi che Mazzoncini non prende minimamente in considerazione.

Primo tra tutti la grave situazione economica e giudiziaria in cui Condotte d’Acqua S.p.A. (consorzio di Cepav2 per il 12%) verte. E’ sempre di queste settimane infatti l’arresto del presidente di Condotte Duccio Astaldi per corruzione e tangenti, ed è di qualche giorno fa lo sciopero di centinaia di dipendenti per la non chiara situazione in cui versa la società che al momento non ha ancora comunicato un piano industriale per uscire dalla crisi. Un dettaglio questo non trascurabile considerando che Condotte è la terza azienda italiana di costruzioni e che è esposta per 767 milioni di euro verso le banche e per 1 miliardo di euro verso i fornitori.

Com’è possibile che in Italia venga appaltato, senza gara d’appalto ricordiamolo, un consorzio come Cepav2, che ha al suo interno imprese corrotte come Condotte, per la realizzazione di un’opera di così grande portata?

E’ un caso che in piena campagna elettorale a Brescia, l’AD di FS venga proprio in città a sostenere un progetto che nemmeno è stato completato nella sua fase di progettazione? (ricordiamo le 309 prescrizioni imposte per la realizzazione).

Com’è possibile rassicurare la cittadinanza bresciana che l’impatto dell’opera sarà minimo se non esiste ancora un progetto per l’uscita da Brescia?

Più che l’inaugurazione della Sala Freccia in stazione di Brescia, ci è sembrata una non casuale vetrina politica in sostegno dell’uscente Sindaco di Brescia del Pd, Emilio Del Bono, ricandidato alle prossime elezioni di giugno. Un’ennesima vetrina politica con “nuove”  e commedianti proclamazioni di avvio immediato dei lavori che proverebbero a mettere in secondo piano la politica nazionale che invece sembrerebbe voler mettere in discussione opere inutili, superate, costose e dannose come il TAV.
Forse l’uscente Sindaco Del Bono con la sua giunta, che fin dall’inizio del loro mandato hanno spinto e appoggiato la realizzazione di quest’opera nel centro della città, non sono più in grado di giustificare la necessità della realizzazione del TAV alla luce degli ultimi scandali e del cambio di opinione politica nazionale sull’opera? Incertezza che ha costretto la giunta bresciana a chiamare in campo un personaggio come l’Amministratore Delegato di FS in rassicurazione della realizzazione prossima e certa dell’opera tanto agognata.

Alla luce di quanto sta accadendo, increduli della superficialità con cui la politica ed FS discutono di un’opera di tale portata e del futuro dei nostri territori, in data 21.05.2018 abbiamo inviato tre comunicazioni ufficiali per denunciare alcune procedure che potrebbero essere messe in atto in merito all’iter della linea AV/AC Brescia – Verona.

In particolare abbiamo depositato un esposto-denuncia alla Procura Generale presso Corte dei Conti della Regione Lombardia e Veneto (scaricabile esposto prefetto NO TAV BS-VR maggio 2018), un atto di diffida e messa in mora al Ministero delle Infrastrutture – Al Ministero Delrio e al Nuovo Ministro delle Infrastrutture e per conoscenza al presidente di A.N.AC Sig. Raffaele Cantone, ed infine un esposto ai Prefetti di Brescia e di Verona e per conoscenza a tutti i mezzi di comunicazione.

I documenti, composti da una premessa rilevante la situazione finanziaria in cui si trova la Società Italiana per Condotte d’Acqua S.p.A, della sua richiesta di concordato in bianco a causa di una pesante ristrutturazione dei debiti, del mancato rilascio da parte di alcune sedi dell’INPS del DURC (il Documento Unico di Regolarità Contributiva è il documento con il quale si dichiara la regolarità contributiva nei confronti di INPS, INAIL e, per le imprese tenute ad applicare i contratti del settore dell’edilizia, di Casse edili.) per mancati versamenti contributivi necessari ad effettuare qualsiasi appalto pubblico; diffidano e portano a conoscenza le modalità in cui sono state utilizzate le risorse economiche pubbliche, le modalità di affidamento degli appalti, la mancanza di una analisi seria dei costi e benefici, intimano a non formalizzare nessun atto contrattuale con il General Contractor CEPAV DUE pena la diretta responsabilità e la chiamata a rispondere in giudizio.

Dopo 30 anni di storia italiana NO TAV sappiamo che non esistono governi ed amministratori amici: ci possono essere governi ed amministratori meno ostili, più favorevoli, altri decisamente ostili, ma sono i fatti che contano, non le parole spese. Ci aspettiamo una posizione più netta sulle grandi opere e non deleghiamo più nessuno in difesa dei nostri territori, dei nostri soldi pubblici, delle nostre priorità e della salute.

Basta perdere tempo, basta slogan propagandistici basati sul nulla, basta parole, fermiamo davvero il TAV.

 

Coordinamento NO TAV Brescia-Verona

Espropriandi, frontisti, associazioni e comuni: nuovo appello per far ricorso insieme contro il TAV – adesione entro 8 maggio 2018!

Da Brescia a Verona, aprile 2018

 Con deliberazione n. 42 del 10 luglio 2017, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 24 marzo 2018 il CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) ha approvato il progetto definitivo della tratta Brescia Est-Verona (escluso il nodo di Verona) della linea ferroviaria AV/AC Milano Verona.

Vi informiamo che potete impugnare il provvedimento dinnanzi il Tar del Lazio, facendo valere, nel Vostro interesse, i gravi vizi giuridici di questo provvedimento.

Un atto amministrativo che se non viene impugnato entro i 60 giorni dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, diviene definitivo e non può più essere successivamente contestato davanti al Giudice Amministrativo.

Vi facciamo presente che l’atto approvato dal Cipe comporta la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera, che rende possibile l’invio ai destinatari dei decreti di esproprio e anche di provvedimenti di “occupazione d’urgenza” dei terreni necessari ai lavori per la costruzione dell’opera. L’impugnazione del solo decreto di esproprio, una volta che Vi sarà notificato, potrà riguardare unicamente l’importo dell’indennizzo.

I soggetti legittimati ad impugnare la deliberazione del CIPE sono sicuramente gli espropriandi, i soggetti che abitano a ridosso della linea e che riceveranno danni dall’opera (frontisti) ed i Comuni il cui territorio è interessato dalla linea AV/AC. Si ritiene che siano legittimate anche le associazioni ambientali a carattere locale che abbiano nel proprio statuto la tutela del territorio, in tutte le sue forme.

Il Coordinamento No Tav Brescia-Verona, formato da comitati e cittadini che negli ultimi anni stanno svolgendo attività informativa e di opposizione su quest’opera altamente distruttiva per il nostro territorio, promuove un nuovo RICORSO AL TAR relativo a questa delibera Cipe.

A tal fine, ci avvaliamo del sostegno di un avvocato esperto in diritto amministrativo e la consulenza di professionisti esperti in materie tecniche. Come Coordinamento No Tav Brescia Verona riteniamo che ogni azione legale vada intrapresa per tentare di fermare un’opera che non presenta alcuna utilità per il nostro territorio e che creerà gravi danni all’economia locale, al turismo e alla vita quotidiana di tutti gli abitanti.

Per gli espropriandi è FONDAMENTALE impugnare ANCHE questi atti in quanto ci sono una serie di gravi vizi e lacune che possono essere fatti valere in sede legale.

 Tale impugnazione non Vi danneggerà, ma anzi aumenterà la Vostra forza contrattuale in sede di un eventuale futuro esproprio (come già avvenuto in casi concreti) e, soprattutto, unisce le forze per un’azione legale collettiva che aumenta le probabilità di un esito positivo.

I frontisti, non direttamente espropriati ma che verranno comunque danneggiati dall’opera con la diminuzione di valore della proprietà, potrebbero non fare valere eventuali danni derivanti dalle attività di cantiere, come i danni agli edifici, se omettono di impugnare il progetto definitivo, come già successo con la costruzione di altre tratte TAV in Italia.

 Anche i soggetti che sono destinatari del nuovo tracciato che sostituisce lo shunt di Montichiari e che prevede il passaggio dell’alta velocità all’interno della città di Brescia sono legittimati a presentare il ricorso contro tale decisione del Governo. Anzi, la mancata contestazione ora potrebbe compromettere nel futuro l’impugnazione contro il progetto preliminare ed il progetto definitivo dato che la nuova localizzazione avviene con la deliberazione n. 42/2017 del CIPE.

E’ ovviamente possibile per il singolo espropriando e frontista fare ricorso autonomamente, ma partecipare al ricorso collettivo riduce fortemente i costi legali.

L’interesse all’adesione va comunicato via mail all’indirizzo info@notavbs.org ENTRO L’ 8 MAGGIO 2018 mandandoci in allegato:

  • PER CHI NON HA MAI PARTECIPATO AI RICORSI:

1- il mandato (ALLEGATO “SCHEDA MANDATO”, diversa per associazioni o espropriati/frontisti) con la scheda dei dati necessari per conferire mandato all’avv. Fausto Scappini per impugnare la deliberazione n. 42/2017 al TAR per il Lazio e per i successivi adempimenti. DA SCARICARE IN FONDO ALL’ARTICOLO!

2- copia di tutti i documenti specifici elencati nella scheda di mandato (diversi per associazioni e privati)

  • PER CHI HA GIA’ PARTECIPATO AI RICORSI:

1- la conferma di voler partecipare anche a questo ricorso mandando una mail all’indirizzo info@notavbs.org, specificando che avete già partecipato in precedenza ai nostri ricorsi legali (non serve infatti ricompilare la scheda dei dati ne mandare in allegato i documenti specifici richiesti).

◄◄◄ IMPORTANTE ►►► Successivamente PER TUTTI (sia chi ha già partecipato ai ricorsi, sia per i nuovi ricorrenti) dovrà essere sottoscritto il mandato in un apposito incontro in presenza del nostro legale:

il giorno 12 dalle 9 alle 14 presso l’agriturismo Aremea a Desenzano del Garda presso località Armea – 25015 Desenzano del Garda BS

il giorno 18 maggio dalle 19 alle 22 presso il Santuario del Frassino a Peschiera del Garda presso Loc. Frassino 4 – 37019 Peschiera del Garda VR

I costi, consistenti nel contributo unificato e nelle spese di domiciliazione a Roma, saranno tanto più limitati, tanto maggiore sarà il numero dei partecipanti (in ogni caso, per questo ricorso, non supererà l’importo di adesione di € 100,00 a testa).

L’importo verrà versato direttamente in contanti nel momento della firma.

Per chi ha difficoltà con l’uso del computer, potete contattare via telefono, anche per ogni ulteriore informazione, i referenti di zona:

– LORETTA per Castelnuovo del Garda: 377 953 3284

– PAOLO per Peschiera del Garda: 349 619 5779

– RENATO G. per Somma Campagna: 347 269 5021

– RENATO per Verona: 338 266 3156

– LAURA per Calcinato: 338 224 3648

– RAFFAELLA per Desenzano: 333 180 5432

– ALESSANDRA per Brescia e Mazzano: 3385484351

– ANNALISA per Lonato: 3200559686

Il tempo che purtroppo abbiamo a disposizione in questo momento è poco per cui chiediamo la collaborazione di tutti e tutte voi per fare un vero e proprio passa parola di casa in casa, per cercare di coinvolgere più persone possibili, in modo da essere veramente un’unione che fa la forza. Essere in tanti è nell’interesse di tutti e tutte, sia per una questione di costi, sia per una questione di forza davanti al tribunale, sia per dimostrare nuovamente che questo territorio vuole altro per il suo futuro.

 Coordinamento No Tav Brescia-Verona

ALLEGATI:

14.4 @ DESENZANO ASSEMBLEA PER TUTTI E TUTTE I/LE POSSIBILI ESPROPRIATI/E E FRONTISTI/E DEL TAV DA BRESCIA A VERONA

Il 24.3.2018 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 70 la delibera n. 42 del 10/07/2017 con la quale il C.I.P.E. ha approvato il progetto definitivo della tratta Brescia – Verona dell’alta velocità.
La delibera contiene la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera e questo vuol dire che il General Contractor Cepav Due è autorizzato a partire con i primi espropri riguardanti il primo lotto costruttivo (da Mazzano a Verona esclusa), le operazioni preliminari e l’apertura dei cantieri.

Tutto questo avviene nonostante il progetto “definitivo” non abbia quasi nulla di definitivo dato che il CIPE ha imposto 309 prescrizioni da soddisfare con il progetto esecutivo.
Nel frattempo, nonostante l’adempimento di queste prescrizioni imporrebbe quasi un rifacimento del progetto intero, possono partire anche gli espropri.

Come diciamo da sempre tutti e tutte siamo interessati dalla costruzione del TAV, ma c’è chi pagherebbe il peso di quest’opera ancora più direttamente sulla propria pelle.
Non solo gli espropriati saranno colpiti, ma anche i “frontisti” (le prime abitazioni non espropriate a ridosso dei cantieri), ma in generale chiunque abiti nelle zone a ridosso dei cantieri.

Se il TAV dovesse essere costruito, anni di cantiere sarebbero fortemente impattanti e andrebbero a gravare sulla quotidianità e sulla qualità di vita di chiunque abiti nei paesi coinvolti con: modifiche alla viabilità con chiusure di strade, traffico di mezzi pesanti quotidianamente a qualunque ora, polveri e spostamento di materiali inquinanti, problema smaltimento materiali, barriere fonoassorbenti alte 9 metri, vibrazioni, rumore, ecc.

Visto che da anni abbiamo deciso che le strade possibili da percorrere contro il TAV sono tante, e la prima è L’INFORMAZIONE vi invitiamo a quest’incontro per informarvi su cosa hanno approvato, le tempistiche e decidere insieme cosa possiamo fare.

Durante l’assemblea sarà presente il nostro avvocato Fausto Scappini che presenterà tutta la parte legale e saranno presentate anche testimonianze di come sono avvenuti e si sono affrontati gli espropri per il TAV in altre parti d’Italia.

Vi aspettiamo all’assemblea riservata agli espropriati e frontisti della tratta tav BS-VR che si terrà SABATO 14 APRILE 2018 ALLE ORE 17:00 PRESSO LA SALA PELER PRESSO PALAZZO TODESCHINI IN PIAZZA MALVEZZI (Via Porto Vecchio) A DESENZANO DEL GARDA.

Prima di essere sindaco grandi parole…e poi? Emilio Del Bono (PD) riguardo al TAV a Brescia

Nel video del 2013 l’allora candidato sindaco del PD, Emilio Del Bono, spiega chiaramente come un’amministrazione dovrebbe comportarsi rispetto alla costruzione di un’opera impattante come il TAV sul territorio di cui è “primo cittadino”.

Peccato che dopo aver vinto le elezioni, l’attuale giunta Del Bono, non abbia messo in pratica ciò che prometteva e oltre ad aver escluso completamente la cittadinanza su questo argomento è stata tra i maggiori promotori del passaggio della Brescia-Verona in città.

E visto che tra poco saremo di nuovo in campagna elettorale, e Del Bono è tra i candidati, ricordiamoci le tante promesse fatte e mai mantenute… perchè fermarlo è ancora possibile e un’amministrazione onesta e attenta ai bisogni e alla salute di chi amministra dovrebbe mettersi in prima linea, affianco della cittadinanza, a fermarlo, non ai tavoli del potenti a svendere il nostro territorio e il nostro futuro.

#vergogna #DelBono #sindaco #promesse #PD #brescia #notav #tav#salute #futuro #elezioni #fermarloèpossibile #fermarlotoccaanoi#dechesapasamia

 

La battaglia non finisce qui: fermarlo è ancora possibile e tocca a noi farlo!

Come abbiamo annunciato sabato, in data 24.03.2018 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale con n° 70 l’approvazione della Delibera n° 42 del 10/07/2017 Linea ferroviaria AV/AC Milano – Verona. Tratta Brescia – Verona: lotto funzionale Brescia Est – Verona (escluso Nodo di Verona).

L’accelerazione e le modalità con le quali questo progetto è stato approvato mostrano bene la natura tutta politica di questa scelta.

C’è una parte che quest’opera la vuole a tutti i costi. Se no non ci spiegheremmo come sia stato possibile mandare avanti un progetto così sgangherato, zeppo di prescrizioni che, se realizzate, stravolgerebbero l’opera di cui si è parlato fin d’ora. Un iter procedurale stiracchiato e confusionario, ricco di smentite e colpi di scena.

Un progetto approvato quello relativo alla Delibera n°42/2017 che non sarà sicuramente quello che verrà realizzato dato che il C.I.P.E.ha imposto ben 309 prescrizioni che modificheranno il progetto definitivo mediante il progetto esecutivo sottratto agli ordinari controlli pubblici. Considerato che i lavori saranno avviati per LOTTI COSTRUTTIVI,  nessuno potrà sapere con certezza chi saranno le persone direttamente interessate agli espropri, sino alla visione del progetto esecutivo che,  potrebbe evidenziare variazioni sostanziali rispetto al progetto approvato.

Un opera che vede nel suo assurdo tracciato la presenza di oltre 40 SITI CONTAMINATI che dovranno essere bonificati durante la costruzione dell’infrastruttura con inevitabili aumenti di costi a carico dei contribuenti italiani.

A quanto sopra dovranno poi essere aggiunti i costi per la messa in sicurezza dell’opera, anche dal punto di vista antisismico poiché il progetto non prevedeva, fra le tante prescrizioni evidenziate dal massimo organo di controllo nazionale, il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, il rispetto della normativa.

No, non ci sono ragioni legate alla mobilità ferroviaria dietro a tutta questa fretta. Poco ma sicuro. Non c’è una linea ferroviaria ad alta velocità fino a qua realizzata in Italia che abbia rispettato, almeno in parte, le previsioni di traffico.

Sono state tutte un flop sia a livello finanziario, sia nel numero di passeggeri.
Si sperava, ingenuamente, che la tragedia di Pioltello, avvenuta, è sempre bene ricordarlo, sulla linea storica Milano – Verona, proprio a fianco di una nuova, scintillante e desertica linea ad Alta – velocità (la Milano – Treviglio – Brescia), potesse contribuire a porre la parola fine a questa ormai trentennale follia chiamata TAV.

D’altronde lo stesso ultimo governo, parlando della tratta Torino – Lione, ha ammesso che le previsioni di traffico utilizzate per
giustificare i corridoi europei e l’investimento nell’Alta Velocità fossero sovrastimate per le condizioni economiche attuali.
Ma decenza e buon senso non sono appannaggio della nostra classe dirigente, più interessata a vendere e a “viversi” queste opere come uno specchietto per le allodole: inaugurazioni sfarzose, slogan nuovi per le elezioni, favori ai costruttori.

Ha vinto, questa volta, il cinismo di chi, spregiudicatamente, ha trasformato il trasporto pubblico regionale in un servizio inefficiente e pericoloso, di chi specula, utilizzando risorse pubbliche, per il tornaconto delle proprie società, di chi è a caccia di consensi e se ne frega degli interessi della collettività.

Chiaramente la battaglia non finisce qua.

Nei prossimi giorni pubblicheremo le date delle assemblee sia con gli espropriati e il nostro legale, sia per informare tutta la popolazione di quanto sta succedendo e decidere insieme come proseguire la nostra lotta contro il TAV.

D’altronde a dire che quest’opera è irrealizzabile non siamo solo noi.
Sono stati i massimi organi tecnici dello stato in merito alla valutazione dei progetti delle grandi opere infrastrutturali. Non sono credibili le previsioni di durata dei cantieri, non sono credibili alcune scelte progettuali, non sono credibili le voci di spesa e quindi i costi della realizzazione di quest’opera destinati a crescere. Mancano ancora pezzi importanti del progetto tra Brescia e Verona, come l’entrata e l’uscita da queste due città. Possiamo dire con certezza che, se si apriranno i cantieri, questi rimarranno come ferite aperte nel territorio per lunghi anni, drenando risorse pubbliche e arrecando svantaggi alle persone che in quei territori ci vivono.

Oggi più che mai, quindi, serve gettare il cuore oltre l’ostacolo e ricordarci quanto in questi anni ci siamo detti: fermarlo è possibile e tocca a noi farlo.

Come quest’opera è figlia di una politica sorda e piegata ad interessi particolari, così quella politica può cancellarla. È sempre bene ricordarglielo

IL PROGETTO TAV BS-VR E’ STATO PUBBLICATO IN GAZZETTA UFFICIALE!

Oggi è stata pubblicata in Gazzetta ufficiale la delibera 42 del 2017 riguardo il progetto TAV Brescia Verona.

Questo significa che ora, con un progetto che di definito non ha veramente nulla se non l’idea di collegare Brescia a Verona, sono autorizzati a partire con i cantieri e i primi espropri.

Ricordiamo che tra le tante cose folli, il progetto che stanno portando avanti non prevede ancora l’uscita da Brescia, ne l’arrivo a Verona, prevede ancora la possibilità di aggiungere una fermata sul Garda e aggiunge una quantità tale di cambiamenti in fase di costruzione d’opera, che dovrebbe come minimo prevedere una nuova valutazione di impatto ambientale di tutta l’opera, a questo punto completamente diversa rispetto a quella che aveva ottenuto tale approvazione.

Senza contare tutti i ritardi e problemi (come le falde acquifere o i 40 siti contaminati sui cui passa) che faranno sicuramente lievitare esponenzialmente costi e tempi di realizzazione di un opera inutile, visto l’enorme sottoutilizzo della linea storica e il poco utilizzo delle tratte TAV a livello nazionale a confronto dei treni regionali.

Un tempismo che conferma nuovamente la volontà di chi ha grandi interessi dietro questa grande opera di continuare “nonostante tutto” perché è veramente vergognoso anche solo pensare di costruire un progetto / non progetto come questo, in un paese con un debito pubblico e un sistema ferroviario come il nostro, e in una provincia così inquinata e avvelenata, ritenendo che il Tav sia una priorità per tutto il paese!

Ma sapevamo fin dall’inizio che chi vuole queste opere del malaffare è pronto a tutto pur di continuare.

Sta a noi, ora più che mai, fermarli!

Continueremo la strada dei ricorsi legali, perché tra le tante cose ora si può impugnare questa delibera sia come comitati, che gli amministratori, che i singoli cittadini espropriati, ma continueremo sopratutto la lotta a livello popolare e troveremo insieme la strada per costruire una resistenza contro quest’opera distruttrice.

Rimanete aggiornati sui nostri canali (sia sito notavbs.org che le varie pagine facebook) perché nei prossimi giorni comunicheremo date e luoghi delle assemblee con il nostro avvocato per tutti gli espropriati della tratta e le assemblee informative pubbliche a riguardo di quello che sta succedendo.

LINK UTILI:

A che punto è la delibera? Sito del CIPE

Pubblicazione in GAZZETTA UFFICIALE

Per chi volesse leggere il documento dell’approvazione, le 309 prescrizioni, ecc e non riuscisse a scaricarle da questo link: http://ricerca-delibere.programmazioneeconomica.gov.it/42-10-luglio-2017/ può scaricarle dai file qui sotto:

E170042_3DuzLRN (1) E170042Allegato1 non evidenziato E170042Allegato2 E170042Allegato3 E170042Allegato4

Ma cosa hanno approvato?? Fermarlo tocca nuovamente a noi!

A questo link potete trovare i documenti riguardanti l’approvazione del progetto “definitivo” del Tav Brescia-Verona.

Il primo allegato contiene le prescrizioni e raccomandazioni che il soggetto aggiudicatore, ovvero il soggetto realizzatore dell’opera, dovrà tener presenti in fase di costruzione.

HANNO DATO IL VIA LIBERA AD UN PROGETTO CON 309 PRESCRIZIONI CHE CAMBIERANNO IN GRAN PARTE IL PROGETTO STESSO E CHE MODIFICHERANNO IL NOSTRO TERRITORIO IN MANIERA PROFONDA E RADICALE.

Le falde acquifere toccate dal progetto potrebbero lasciare senz’acqua alcuni comuni, i disagi e problemi dovuti alla viabilità stradale, sottopassi, cavalcavia, bonifiche, il rispetto delle attuali norme antisismiche, la valutazione di impatto ambientale sono solo alcuni dei punti irrisolti presenti in queste prescrizioni e che dovrebbero essere assolti in fase di costruzione.

Prescrizioni che dimostrano la ragione dei NO TAV portata avanti con azioni, esposti e ricorsi e che evidenziando le irregolarità e i pericoli che in questi anni abbiamo denunciato.
Anche se ora sono loro stessi i primi ad evidenziarli, ci fidiamo davvero che chi costruirà l’opera avrà l’interesse di salvaguardare il territorio e la nostra salute?
E soprattutto, pensiamo davvero che in fase di costruzione tutti i problemi evidenziati che non hanno trovato soluzione nel progetto approvato, non faranno lievitare esponenzialmente i costi e i tempi dell’opera?
Ricordiamo che solamente per l’adeguamento del progetto alle normative antisismiche attuali si richiederebbe un rifacimento del progetto stesso nel suo intero.

Non ci inventiamo queste cose, sono scritte nero su bianco e abbiamo l’esempio del Tav del Terzo Valico e della Val di Susa a dimostrazione di quanto affermiamo. Esempi di come un’opera riconosciuta inutile dalle istituzioni stesse negli anni, prosegua il suo iter nonostante irregolarità, arresti di appaltatori, messa a rischio del territorio e della salute pubblica.

Per 4 anni siamo stati additati come visionari, derisi dai politici locali, per aver denunciato tutte le gravi problematiche che ora, in parte, ritroviamo in queste prescrizioni.
Ora siamo nuovamente dei visionari nell’affermare che difficilmente questi lavori potranno adempire correttamente le prescrizioni.
Eppure anche per la Treviglio-Brescia, pur trattandosi di un’opera di impatto decisamente minore rispetto alla Brescia-Verona, abbiamo denunciato decine di irregolarità mai ascoltate dal Comune di Brescia o dagli organi di controllo competenti.

Magari tra 10 anni, con parte del territorio sventrato e un’opera sicuramente non finita, ci daranno ragione (come è successo per la Val di Susa proprio a inizio 2018).

Ci rivolgiamo ai nostri concittadini, che abitano come noi questi territori: possiamo accettare un’ennesima speculazione economica a danno dell’ambiente in cui viviamo?
L’aria che respiriamo, la terra su cui coltiviamo e viviamo, l’acqua che beviamo ci fanno ammalare quotidianamente perché compromesse.
Possiamo pensare veramente che quest’opera sia il futuro quando sappiamo bene cosa si nasconde dietro il modello delle grandi opere in Italia?

È bene ricordare che il modo di operare che si sta l’utilizzando, per piccoli lotti costruttivi, potrebbe voler dire che si iniziano i cantieri in zona Calcinato-Lonato, ma se non si trovano i soldi per terminare il resto dell’opera espropri, lavori e distruzione del territorio saranno stati ancora più vani.

In queste condizioni è a dir poco vergognoso ed irresponsabile che venga portata avanti quest’opera.

SIAMO ANCORA IN TEMPO PER FARE UN PASSO INDIETRO E FERMARE QUEST’OPERA. POSSIAMO DECIDERE INSIEME DI SALVAGUARDARE IL BENE COMUNE E DI NON ACCETTARE CHE QUEST’OPERA INIZI A DISTRUGGERE LA NOSTRA TERRA. 

NON DIMOSTRIAMO NUOVAMENTE CHE MAFIA, INTERESSI E SPECULAZIONE SONO PIÙ IMPORTANTI DEL FUTURO DEI NOSTRI TERRITORI E DELLA SALUTE DELLE PERSONE CHE LI VIVONO E CHE LI VIVRANNO.

Arrestato Astaldi, presidente di Condotte, impresa del consorzio Cepav 2

Arrestato Astaldi, presidente Condotte Spa, terza impresa di costruzione italiana che fa parte anche del Consorzio Cepav Due
che progetta e costruisce il Tav Treviglio-Brescia-Verona.
Ma anche il Terzo Valico, la Nuvola di Fuksas, La città della Salute di Milano…il Mose di Venezia.
Tutti Progetti con P-maiuscola, calati sulle comunità dalla politica esattamente con lo stesso modus operandi.

Insieme a lui sono state arrestate, su ordine della procura di Messina undici persone con l’accusa di abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti e corruzione.

Ciò che interessa a noi è invece altro, considerato che la Condotte d’Acqua Spa è parte anche del Consorzio Cepav 2, quello che dovrebbe costruire il TAV Brescia-Verona, lo stesso che ha costruito la Treviglio-Brescia che proprio negli scorsi giorni ha fatto allagare la stazione Metro della Stazione proprio per colpa dei lavori fatti per il TAV.

Non aggiungiamo altro, riportando parte di un’articolo:

” È di stamani la notizia che il presidente del consiglio di gestione di Condotte SpA, Duccio Astaldi, è stato arrestato per presunti reati, come turbativa d’asta e corruzione, relativi alla realizzazione di una autostrada siciliana. La notizia riguarda anche Firenze perché Condotte SpA è il general contractor che dovrebbe realizzare i tunnel TAV. Questa notizia va ad aggiungersi alla storia del progetto fiorentino che tutti vogliono rimuovere ma che ha visto ben due inchieste della magistratura che hanno sollevato il velo su uno spettacolo vergognoso fatto di corruzione, truffe, mafie, inquinamento, traffico di rifiuti; tutti vogliono dimenticare che i lavori dovevano essere conclusi nel 2013, che i costi si sono moltiplicati e ormai sono sull’ordine del miliardo di euro. Non c’è che dire, davvero un’”opera strategica”… ma non per Firenze. Nessuno vuole nemmeno porre mente al fatto che Condotte SpA è sull’orlo del fallimento, che, sempre in Sicilia, è stata estromessa dalla realizzazione di una autostrada. È scandaloso che si vogliano tenere gli occhi chiusi davanti a questo e si pensi davvero di affidare lavori delicati, come lo scavo di gallerie in ambiente urbano, ad una società decotta.”

Questo è quanto dichiarato dal Comitato No Tunnel TAV per l’ennesima volta sconcertato davanti allo spettacolo offerto dalle vicende relative ai lavori TAV a Firenze. Per leggere il resto dell’articolo visitare QUI

Ci pare che anche per l’ennesima volta si dimostri ciò che andiamo ripetendo da anni sui nostri territori, e da oltre 25 anni in tutta Italia: il TAV oltre ad essere inutile, devastante per l’ambiente e pericoloso per la salute viene costruito da aziende sulla cui immoralità continuiamo ad avere conferme (per approfondimenti sul 3 valico visitare QUI).

Ed è per questo che continuiamo la nostra strada contro questa vergogna chiamata TAV!

NON PERMETTEREMO CHE QUESTE PERSONE DISTRUGGANO LA NOSTRA TERRA E IL NOSTRO FUTURO: DA CHE SA PASA MIA!

 

2 Marzo 2018: la Corte dei Conti ha approvato il TAV Brescia-Verona

E’ notizia dei giornali di giovedì 8 marzo che la Corte dei Conti ha approvato il lotto AC/AV Brescia-Verona. L’approvazione in realtà è avvenuta venerdì 2 marzo, esattamente due giorni prima dalle elezioni.
Partiamo da questo dato di fatto per valutare una scelta del tutto discutibile, nei contenuti e nelle tempistiche. Un progetto ormai vecchio ed obsoleto che ha mosso i suoi primi passi ad inizio anni ‘90, pieno di lacune e di omissioni come riconosciuto anche dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che ha vissuto di continui rinvii e ripensamenti, arriva ad essere approvato in via definitiva a due giorni dalle elezioni politiche del 2018.

Supponiamo senza molte incertezze che il timore del cambio di governo, e quindi di una rivalutazione complessiva del progetto Tav Brescia-Verona, abbia spinto ad un’approvazione in un giorno in cui tutti prestavano attenzione solo al voto.
È noto che la Corte dei Conti è un organo tecnico indipendente dalla politica, resta il fatto però che si decide di far passare “in sordina” un progetto altamente distruttivo per l’economia e le comunità che vivono il Basso Garda.

Non è infatti la prima volta che approvazioni o importanti pubblicazioni ufficiali sui quotidiani arrivino in momenti particolari dell’anno dove l’attenzione comune è incentrata su altro.
Appena ci sarà consentito saremo curiosi anche di leggere le integrazioni fornite dal Ministero.
Integrazioni che avrebbero portato la Corte dei Conti ad esprimersi positivamente su questo progetto.
Curiosi perché siamo ben consci che le mancanze erano estremamente gravi, a partire dalla mancata applicazione delle più recenti norme antisismiche ad esempio, per il cui adempimento non bastano semplici integrazioni.

Finora ogni nostra richiesta di accesso agli atti depositati ha ricevuto risposta negativa: si decide senza alcuna partecipazione della comunità locale che il territorio dovrà subire un pesante impatto ambientale ed economico, ma non si possono conoscere i dettagli di come questo progetto verrà realizzato.

Diventeremo un altro caso Tav come la Val Susa?
Il mese scorso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha riconosciuto nel suo documento «Adeguamento dell’asse ferroviario Torino – Lione, verifica del modello di esercizio per la tratta nazionale lato Italia fase 1 – 2030» che i dati di traffico di quella tratta erano errati.
In sostanza il progetto su cui è stato avviato il cantiere in Val di Susa, che ha prodotto un enorme sperpero di denaro pubblico e una frattura ormai insanabile con la comunità locale, è stato insistentemente portato avanti su previsioni di traffico errate. Insomma, avevano ragione i No Tav, che denunciavano questo ormai da decenni.

Ma, in piena coerenza con la politica senza senso delle infrastrutture italiane, lo Stato decide comunque di continuare un’opera ormai a tutti gli effetti inutile perché “i cantieri ormai sono aperti”. Cantieri che da anni hanno unicamente portato alla costruzione di un tunnel esplorativo che nulla a che fare con il vero tunnel di passaggio del Tav.

Tornando alla nostra tratta Brescia-Verona, gli studi che denunciano la stessa erroneità di previsioni di traffico sono già stati depositati ai ministeri nei mesi scorsi, e siamo tristemente certi che anche per la Brescia-Verona tra qualche anno, lo Stato riconoscerà l’errore. Prima però, meglio comunque aprire i cantieri dal momento che “il progetto è già stato approvato”!

Siamo in attesa della sentenza al Consiglio di Stato per il ricorso presentato dal Coordinamento No Tav Brescia-Verona e dell’esito degli esposti che abbiamo presentato presso la Commissione Europea.

Certamente non ci fermeremo qui: è inaccettabile e antidemocratico questo modus operandi, è inaccettabile lasciare la ricchezza del proprio territorio a sciacalli dell’ ambiente e delle risorse pubbliche, in attesa tra 10 anni di sentirci dire che avevamo ragione noi ma che “i cantieri sono ormai aperti”.

NOI NON CI FERMIAMO PERCHE’ FERMARLO E’ ANCORA POSSIBILE E TOCCA ANCORA A TUTTI E TUTTE NOI!

NON CI STANCHEREMO DI DIRLO: DA CHE SA PASA MIA!

Coordinamento No Tav Brescia-Verona

IL TAV BS-VR E’ BEN LONTANO DAL SI DELLA CORTE DEI CONTI: il progetto sarebbe stato ritirato dal Ministero delle Infrastrutture per modifiche progettuali.

Oggi 15 febbraio 2018 si discuterà davanti al Consiglio di Stato l’appello presentato dal Coordinamento NO TAV Brescia-Verona e da numerosi altri soggetti contro gli atti con i quali il Governo ha espresso il giudizio positivo di ottemperanza del progetto definitivo alle prescrizioni imposte con il progetto preliminare.

L’auspicio è che il Giudice Amministrativo accolga l’appello ed annulli gli atti impugnati anche alla luce di fatti nuovi assai rilevanti.

Alcuni di questi fatti sono conosciuti: il parere del 16/12/2016 del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, la sospensione da parte della Corte dei Conti dell’esame del progetto definitivo approvato dal CIPE.

Un fatto è sicuramente nuovo ed in attesa di conferma: a quanto ci risulta il progetto definitivo della tratta AV/AC Brescia – Verona approvato dal CIPE con delibera n. 42 del 10 luglio 2017, tutt’ora all’esame della Corte dei Conti per l’espressione del parere contabile, sarebbe stato ritirato dal Governo.

A quanto ci risulta, infatti, il progetto sarebbe stato ritirato dal Ministero delle Infrastrutture per procedere a modifiche progettuali.

Se la notizia si rivelerà confermata dagli atti formali, per la cui acquisizione il nostro legale si è già attivato, potrebbero esserci grandissime novità nella questione che è oggetto di dibattito da lungo tempo.

L’auspicio è che il buon senso incominci a prevalere e che il progetto della tratta Brescia Verona venga definitivamente ritirato, riqualificando la linea storica.

Terremo costantemente informata tutta la popolazione e la stampa sia dell’esito dell’appello che si è discusso oggi davanti al Consiglio di Stato sia della notizia del ritiro del progetto della tratta AV/AC Brescia – Verona tutt’ora all’esame della Corte dei Conti.

 

Coordinamento No Tav Brescia-Verona