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L’agosto del toto-Tav, tra slogan e sparate.

imagesCon Agosto, possiamo dirlo ufficialmente, è iniziato il toto-Tav. Negli ultimi giorni si sono susseguite sui giornali le dichiarazioni del sindaco Del Bono, del presidente della provincia Mottinelli e di Bonometti, presidente dell’associazione industriali bresciani sull’Alta Velocità. Continua la lettura di L’agosto del toto-Tav, tra slogan e sparate.

Notificato il ricorso al TAR contro il TAV Brescia-Verona: non staremo di certo a guardare, fermarlo tocca a noi con ogni strada possibile!

Il Coordinamento No Tav Brescia-Verona ha promosso un ricorso al Tar collettivo impugnando il decreto n. 50 del 22/02/2016. Questa azione collettiva ha avuto l’adesione, oltre che del Coordinamento No Tav Brescia-Verona, di più di 50 soggetti tra Associazioni, Aziende, Privati Cittadini ed Enti Religiosi aventi sede nazionale o nei comuni bresciani e veronesi interessati.

Le Associazioni aderenti sono: Comitato Cittadini di Calcinato, Comitato Castelnuovo Futura, Comitato Parco delle Colline Moreniche del Garda, Legambiente Onlus – associazione nazionale, Medicina Democratica-movimento di lotta per la salute onlus, Consorzio delle Colline Moreniche del Garda, Terra Viva Verona.

Ha aderito tra gli enti locali il Comune di Medole e tra i soggetti a carattere religioso l’Istituto Don Calabria di Verona.

Inoltre, hanno aderito cinque parlamentari del Movimento Cinque Stelle che hanno trasferito il proprio ufficio parlamentare presso la casa di un espropriando di Calcinato: Vito Crimi, Tatiana Basilio, Ferdinando Alberti, Claudio Cominardi, Girgis Sorial.

Con il decreto n. 50 del 22/02/2016 il Ministero dell’Ambiente ha determinato la positiva conclusione dell’istruttoria di verifica di ottemperanza del progetto definitivo del lotto funzionale Brescia – Verona della linea AV/AC tratto Milano – Verona alle prescrizioni poste con il progetto preliminare approvato dal CIPE con delibera n. 120/2003. In sostanza, il Ministero ha dato il via libera al CIPE per l’approvazione del progetto definitivo e per la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera che consentirà l’espropriazione delle aree interessate dal tracciato. Il decreto n. 50/2016, pur rappresentando un atto inserito nel procedimento che si concluderà con l’approvazione del progetto definitivo, ha una sua autonomia e può essere impugnato davanti al Giudice Amministrativo.

Il decreto 50/2016 presenta gravi vizi e lacune che si possono far valere in sede processuale e come Coordinamento No Tav Brescia-Verona riteniamo che ogni azione legale vada intrapresa per tentare di fermare un’opera che non presenta alcuna utilità per il nostro territorio e che creerà gravi danni all’economia locale, al turismo e alla vita quotidiana di tutti gli abitanti.

I vizi sollevati con il ricorso sono, in estrema sintesi, i seguenti:

1) violazione dei trattati europei in materia di appalti: libertà di stabilimento, libera prestazione di servizi, divieto di restrizioni del movimento di capitali;

2) richiesta di rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia della Comunità Europea per violazione delle norme sull’affidamento dei lavori pubblici;

3) mancata o tardiva sottoposizione del piano generale dei trasporti e quindi del progetto alta velocità alla Valutazione di Impatto Ambientale (VAS);

4) assenza, nella Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), della valutazione dell’opzione zero (utilizzare, migliorandola, la struttura ferroviara esistente) o di opzioni alternative;

5) mancata conformità del progetto definitivo a numerose prescrizioni del CIPE imposte con il progetto preliminare approvato nel 2003;

6) compromissione del Laghetto del Frassino, oasi naturalistica di elevata importanza e sito UNESCO, il quale rischia il prosciugamento a causa dei lavori in galleria.

7) mancata analisi dei rapporti costi-benefici;

8) richiesta di dichiarare costituzionalmente illegittimo il decreto legge n. 133/2008 (decreto Berlusconi che ha revocato la revoca delle concessioni ai general contractors disposta dal governo Prodi);

9) mancata valutazione delle prescrizioni imposte dalla Commissione VIA (valutazione impatto ambientale);

10) nullità del contratto intercorrente tra Rete Ferroviaria Italiana e general contractor per contrarietà a norme imperative, quali sono le norme sull’affidamento mediante gara d’appalto.

Anche sette Comuni ed il Consorzio del Lugana hanno depositato ricorso al Tar impugnando lo stesso provvedimento.
Riteniamo che ciò sia avvenuto anche grazie alla positiva spinta dei movimenti No Tav che da anni svolgono attività informativa sui nostri territori.
Pensiamo sia vergognoso che la stragrande maggioranza dei comuni bresciani non abbia fatto lo stesso: sarà impossibile per loro dimostrare ai propri cittadini che hanno fatto tutto il possibile per difendere le loro comunità locali e questo noi glielo ricorderemo puntualmente.

Riteniamo inoltre che, al di là del risultato giuridico di questo ricorso, che sappiamo essere esposto a pressioni politiche ed economiche fortissime, debba essere considerato l’enorme risultato politico: per la prima volta si è creato un fronte comune compatto di enti locali, consorzi, associazioni e privati che HANNO DETTO UN CHIARO NO a quest’opera inutile, devastante e costosissima.

Un treno definito ad “alta velocità” quando sappiamo benissimo che per questioni meramente tecniche non raggiungerà mai i 300 chilometri orari (per distanze brevi tra una stazione e l’altra e tempi insufficienti di accelerazione e frenata); quando sappiamo benissimo che l’Unione Europea (v. direttiva europea per l’alta velocità), non ci ha mai imposto l’alta velocità e che il corridoio ferroviario richiesto C’E’ GIA’ ed è la linea storica esistente la quale, con un adeguamento tecnologico (Sistema Controllo Marcia Treno SCMT) potrebbe supportare fino a 130-150 treni in più e sulla quale GIA’ VIAGGIANO la Freccia Rossa e Italo.

Il Ministro Delrio, ieri in tour nel bresciano, ha dichiarato che i cantieri partiranno entro il 2016. Lo dichiarò anche il suo predecessore Lupi, che dovevano partire nel 2014, e sappiamo com’è andata a finire. Noi, contestandolo in due presidi, a Padenghe e a Castenedolo, gli abbiamo ribadito la nostra contrarietà. Gli abbiamo consegnato anche una copia del ricorso, chiedendogli di valutare se sia sensato continuare su questa strada quando la comunità locale è fortemente contraria. Se vuole riprendere il dialogo con la comunità locale, come ci ha detto, lo deve fare partendo dall’opzione zero, mai valutata nell’iter procedurale, non dall’obbiettivo di ridurre l’impatto di questo progetto, obbiettivo impossibile, salvo che i treni non si mettano a volare.

Noi di certo non staremo a guardare mentre distruggeranno il nostro già martoriato territorio.
Continueremo le nostre attività informative, di piazza e legali, guardando in quest’ultimo caso all’Europa.

Arrivederci alla prossima puntata, ministro!
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RITARDI NELLA TREVIGLIO-BRESCIA: IMMAGINATE IN PROPORZIONE COSA SARA’ PER LA BRESCIA-VERONA

Di oggi la notizia apparsa sul Giornale di Brescia per cui secondo il cronogramma ufficiale via Corsica, una delle arterie principali della nostra città, che avrebbe dovuto riaprire lunedì scorso, 4 aprile, in realtà resterà chiusa fino al prossimo autunno.

Colpa dei cantieri Tav e ora per la riapertura di via Corsica si parla di novembre 2016.

Questo vorrà dire tra le tante cose ancora disagi per il traffico e per le attività economiche limitrofe, già enormemente penalizzate  da questi cantieri.

E se per un’opera così piccola come la Treviglio-Brescia ci sono stati tutti questi problemi e ritardi, ricordando che era interamente finanziata, cosa potremmo auspicarci dalla costruzione di una possibile Brescia-Verona? Dai 7 anni preventivati di cantieri, quanti ne aggiungeranno di ritardi?

Considerando che si vorrebbe costruire un opera su un progetto vecchio di più di 20 anni, senza valutazione d’impatto ambientale, senza prendere seriamente in considerazioni i danni che porteranno i lavori, come le conseguenze delle vibrazioni sul Monastero del Frassino o i danni idrici per la costruzione del tunnel di Lonato per citarne alcuni.
Ma sopratutto considerando che ad oggi l’opera è stata finanziata in minima parte e considerando il periodo di crisi, per cui i soldi non ci sono, rischieremmo di trovarci deturpato  il nostro territorio per un l’inizio di un’opera che non vedrà mai la fine e che è già “vecchia” ancora prima di partire. E’ questo che vogliamo per il nostro territorio?

Noi diciamo NO ed è anche per questo motivo che domenica scenderemo in piazza a Brescia insieme ad altre decine di comitati che si occupano di difesa del territorio e della salute per dire BASTA VELENI, per dire basta alle grandi opere inutili e imposte, perchè il nostro territorio ha bisogno di altro, bonifiche in primis!

Vi aspettiamo nello spezzone NO TAV attrezzati per essere visibili e colorati con bandiere e cartelli!

8/04 Dibattito su TAV, discariche e inceneritore a Brescia verso il 10 aprile @ CSA Magazzino 47

VENERDÌ 8 APRILE 2016
CSA MAGAZZINO 47 – via industriale, Bs
Dibattito su TAV, discariche e inceneritore a Brescia verso il corteo del 10 aprile #bastaveleni

Il 10 aprile a Brescia più di 44 comitati ambientalisti scenderanno in piazza per dire un chiaro NO all’uso scellerato e distruttivo del nostro territorio e della nostra salute nella piattaforma di #bastaveleni.
Anche il CSA Magazzino 47 ha deciso di sostenere questa iniziativa organizzando un incontro informativo l’8 Aprile dalle ore 19 presso l’enolibreria del CSA Magazzino 47 per parlare e discutere delle condizioni di salute della nostra città e delle mille criticità ambientali che la affliggono. Un territorio il nostro pesantemente colpito dalle logiche di sfruttamento e devastazione del neoliberismo i cui veleni e le scorie della produzione capitalista poi ricadono sulla popolazione che dopo essere stata consumata dalle pessime condizioni di lavoro si ritrova poi a morire a causa dei veleni propagati in nome del profitto.
Nel dibattito ci si confronterà con Gianluca Cuc di Rifiuti Zero che ci parlerà dell’inceneritore di Brescia e i suoi effetti, con il comitato NO Macogna riguardo alle discariche ed alla loro esperienza di lotta e con Roberto Saleri del Coordinamento dei Comitati NO TAV Brescia-Verona che invece ci parlerà delle grandi opere inutili, dannose e costose che vogliono imporci sulle nostre teste.

Link dell’evento: https://www.facebook.com/events/1698658143685032/

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1° aprile – DIFENDIAMO LA CASA COMUNE – Dall’enciclica Laudato sii di Papa Francesco alle nocività ambientali di Brescia e provincia

Venerdì 1 aprile presso l’oratorio Santa Maria in Silva a Brescia, in via Sardegna 24, alle ore 20:45 il tavolo di lavoro Basta Veleni organizza una serata informativa in vista della manifestazione del 10 aprile a Brescia.

DIFENDIAMO LA CASA COMUNE
Dall’enciclica Laudato sii di Papa Francesco alle nocività ambientali di Brescia e provincia

Interverranno:
* Don Fabio Corazzina
* Comitato Cittadini Calcinato (ARIA)
* Comitato Ambiente Brescia Sud (ACQUA)
* Comitato No Triv Lombardia (TRIVELLAZIONI)
con l’intervento di Pietro Dammarco, autore del libro “Trivelle d’Italia” VERSO IL REFERENDUM DEL 17 APRILE
* Coordinamento No Tav Brescia-Verona (TERRA)

Durante la serata verranno letti alcuni passi dell’enciclica Laudato sii di Papa Francesco, l’enciclica sull’ambiente dove si spiega di come il ritmo di consumo, di spreco e di alterazione dell’ambiente abbia superato le possibilità del pianeta in maniera tale che lo stile di vita attuale, essendo insostenibile, può sfociare solamente in catastrofi, come di fatto sta già avvenendo periodicamente in diverse regioni.

Tra le tante cose si parla anche dei mezzi pubblici che devono costituire un servizio, non possono risolversi in un trattamento indegno delle persone a causa dell’affollamento, della scomodità o della scarsa frequenza dei servizi e dell’insicurezza.

Si parla anche di acqua potabile e pulita che rappresenta una questione di primaria importanza, perché è indispensabile per la vita umana e per sostenere gli ecosistemi terrestri e acquatici. In realtà, l’accesso all’acqua potabile e sicura dovrebbe essere un diritto umano essenziale.

Inoltre emerge che, quando compaiono eventuali rischi per l’ambiente che interessano il bene comune presente e futuro, questa situazione richieda che le decisioni siano basate su un confronto tra rischi e benefici ipotizzabili per ogni possibile scelta alternativa; questo vale soprattutto se un progetto può causare un incremento nello sfruttamento delle risorse naturali, nelle emissioni e nelle scorie, nella produzione di rifiuti, oppure un mutamento significativo nel paesaggio, nell’habitat di specie protette o in uno spazio pubblico. La cultura consumistica, che dà priorità al breve termine e all’interesse privato, può favorire pratiche troppo rapide o consentire l’occultamento dell’informazione.

Ma dobbiamo anche ricordare che quando si analizza l’impatto ambientale di qualche iniziative economica, si è soliti considerare gli effetti sul suolo, sull’acqua e sull’aria, ma non sempre si include uno studio attento dell’impatto sulla biodiversità, come se la perdita di alcune specie o di gruppi animali o vegetali fosse qualcosa di poco rilevante.

Ma quello che infine conta è che l’educazione alla responsabilità ambientale può incoraggiare vari comportamenti che hanno un’incidenza diretta e importante nella cura per l’ambiente, come evitare l’uso di materiale plastico o di carta, ridurre il consumo di acqua, differenziare i rifiuti, cucinare solo quanto ragionevolmente si potrà mangiare, trattare con cura gli altri esseri viventi, utilizzare il trasporto pubblico o condividere un medesimo veicolo tra varie persone, piantare alberi, spegnere le luci inutili.

Non bisogna pensare che questi sforzi non cambieranno il mondo. La crisi ecologica è un appello a una profonda conversione interiore.
La sobrietà, vissuta con libertà e consapevolezza, è liberante. Non è meno vita, non è bassa intensità, ma tutto il contrario.

Si può aver bisogno di poco e vivere molto.

VI ASPETTIAMO NUMEROSI!

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“Viti..a bassa velocità” – Cosa è successo il 19/12 a Desenzano?

Il 19 dicembre abbiamo preso parte ad un convegno organizzato da Slow Food Lombardia e Comune di Desenzano dal titolo “Viti…a bassa velocità”. Abbiamo deciso di prendervi parte per evitare che questo dibattito potesse diventare l’ennesima passerella di alcuni politicanti pronti a fare campagna di consensi su un problema che probabilmente non conoscono e né prendono in considerazione in tutti i suoi aspetti.

E così è stato, il nostro intervento ha accolto l’appoggio di molte delle realtà presenti in sala dimostrando che quando ai cittadini viene data la possibilità di esprimersi sul futuro dei propri territori sono ben preparati sul tema e ben coscienti delle necessità del territorio.

Ai politicanti presenti non è rimasto che farfugliare le solite quattro ovvietà e imprecisioni sul tema “alta velocità”, come quando Parolini ha affermato che il resto d’Europa si è già dotato ampiamente di linee ad alta velocità, dimenticando o non conoscendo l’esempio tedesco dove le linee ad alta velocità vere e proprie sono in realtà esigue perché si è capito che rinunciando a pochi chilometri orari di velocità si possono usare le stesse linee per tutti i tipi di treni: minima spesa, massima resa sia economica che sociale.

Prima di poter entrare abbiamo dovuto subire l’ennesimo tentativo di intimidazione messo in atto dalle forze dell’ordine che volevano perquisire alcuni di noi: riteniamo vergognoso che vengano sottoposti a continui controlli normali cittadini che decidono di informarsi e organizzarsi per la difesa del proprio territorio! Vogliono costruire un’enorme e devastante opera dai costi gonfiati e ingiustificati senza permettere forme di contestazione e di informazione da parte dei cittadini…ci sembra un atteggiamento che ricorda più la criminalità organizzata che uno stato democratico e liberale.

A nostro parere risulta pro-forma, come sempre, la posizione del comune di Desenzano che sostiene di star lavorando sul territorio: vorremmo capire in che modo dato che ad oggi non è mai stata presa una posizione chiara e netta ma soprattutto ad oggi non sono ancora stati in grado, ne hanno avuto la volontà, di organizzare una vera serata informativa che coinvolgesse le persone che vivono su questi territori e che dovrebbero essere rappresentate da queste figure.

Quello che non vorremmo più sentire se ci fosse un confronto chiaro e onesto tra cittadini e amministrazioni è un solito “lavaggio di coscienza”, perché non è vero che le amministrazioni non possono fare nulla: se insieme alle migliaia di cittadini che si oppongono a questo progetto metteste a disposizione il vostro ruolo per una vera salvaguardia del territorio sicuramente le cose potrebbero andare diversamente. Ed è per questo che, nonostante le considerazioni personali a riguardo fatte dall’ingegnere Tira,  che ha cercato di minimizzare la forza e le potenzialità di un movimento popolare, continuiamo e continueremo a essere presenti sui territori, a informare e prenderci le piazze: sappiamo anche noi che non è una marcia a fermare il Tav, ma sappiamo anche essere uno dei tanti strumenti per far si che questa decisione venga presa in maniera più democratica e che le informazioni diventino alla portata di tutti, oltre che non filtrate dalle penne giornalistiche di parte.

Quello che più ci preoccupa è che le informazioni che continuano a essere riportate sono sempre meno reali e quanto più datate: è inutile continuare a ripetere che questo treno trasporterà merci, perché sappiamo i motivi per cui non sarà così, e questo ricadere nei soliti luoghi comini ci fa ribadire il pensiero che forse i relatori presenti dovrebbero aggiornarsi e informarsi prima di prendere parola sul tema.

Stessa cosa per quanto riguarda la fantomatica idea che il TAV serva per toglierci dall’isolamento e collegarci all’Europa, tema che forse era già poco convincente a inizio anni ’90 quando fu ideato il progetto.

Presenti anche in sala molti rappresentati di consorzi vitivinicoli che hanno sostenuto di essere favorevoli ad un’unica soluzione: l’ammodernamento della linea esistente e la contrarietà sia al progetto Tav  sia al progetto di quadruplicamento sostenuto da Legambiente, presente tra i relatori. Queste posizioni non sono molto diverse dalle nostre, solo speriamo non facciano l’errore di voler pensare unicamente alla salvaguardia della tratta che li tocca direttamente anziché opporsi all’intero progetto, perché non è spostare o limitare il problema che può portare a frutti reali, sia in termini strategici sia in termini di difesa dell’ecosistema gardesano.

Condivise quindi dai più, anche nel pubblico presente in sala, le opinioni portate avanti con determinazione dal movimento No Tav sull’opzione zero al progetto e sul fatto che in ogni caso vada rifatta e pretesa una nuova valutazione d’impatto ambientale: come si fa a costruire un progetto che costerà più di 4 miliari di euro su una valutazione data 1992?

Smontata e contestata ampiamente invece la proposta di quadruplicamento portata avanti unicamente da Legambiente, una proposta senza alcun senso, che avrebbe costi comunque esorbitanti e una distruzione del territorio massiccia.

Nonostante la nostra partecipazione a questo incontro, questo per noi non è comunque il modo corretto per affrontare un discorso così complesso e delicato come questo, con 18 interventi di pochi minuti, con una sala troppo piccola per esserci la volontà di una partecipazione della cittadinanza (e infatti l’incontro non è stato particolarmente pubblicizzato) e senza una vera e propria possibilità di confronto tra istituzioni e cittadinanza.

Ma ci siamo stati e ci saremo in ogni occasione pubblica per ricordare alle istituzioni qual’è il loro ruolo e spingerle a svolgerlo: lavorare per la difesa del territorio e non dire ai cittadini che sono contrari al progetto da un lato e dall’altro preoccuparsi di organizzare l’alloggio degli operai di Cepav2 negli alberghi desenzanesi, come fa l’Amministrazione di Desenzano. Perché una volta conclusa (chissà quando) quest’opera devastante, è previsto un calo del turismo sul basso Garda e l’affare dell’alloggio degli operai è ridicolo sotto ogni punto di vista.

Noi continueremo la nostra strada, una strada costruita insieme un passo dopo l’altro, una strada fatta di assemblee pubbliche, serate informative, feste, merende, marce e quanto più la nostra fantasia e voglia di lottare ci porterà a fare, convinti che FERMARLO E’ POSSIBILE E TOCCA A TUTTI E TUTTE NOI INSIEME!

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UN ALTRO ANNO SENZA TAV! Festeggiamo con Lugana e panettone!

UN ALTRO ANNO SENZA TAV!
Stando alle parole del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti tramite la bocca dell’allora Lupi, a dicembre 2014 i cantieri TAV sul Garda sarebbero stati aperti.
Bene, siamo a dicembre 2015 e di cantieri non se ne vedono, anzi! Le ultime notizie parlano di un rinvio dei cantieri addirittura a fine 2017-inizio 2018. Il progetto fa acqua da tutte le parti e i fondi tanto sbandierati al momento sono solo allucinazioni burocratiche. Ma noi non ci fidiamo, non abbassiamo la guardia e continuamo a informare e organizzarci…anche se per una sera ci prendiamo una piccola pausa e…FESTEGGIAMO CON LUGANA E PANETTONE QUESTO ALTRO ANNO SENZA TAV! CENTO DI QUESTI ANNI!

SIETE TUTTE/I INVITATE/I!

Sarà l’occasione per brindare, scambiarci gli auguri e per chi vorrà sarà possibile acquistare il NUOVO CALENDARIO NO TAV 2016.

Mercoledì 16 dicembre alle ore 21 al Centro Sociale/Bar di San Martino della Battaglia in via Unità d’Italia 95/b.

E oggi come allora continuiamo a lottare e resistere fino alla vittoria, perché fermarlo non è stato possibile solo nel 2005 a Venaus ma lo può essere ogni giorno e ovunque!

La manifestazione nazionale di ieri a Susa per celebrare i 10 anni dalla liberazione di Venaus ha visto scendere in piazza 20000 persone, tantissimi i valligiani e molte anche le delegazioni che da tutta Italia si sono unite al popolo No Tav per ricordare che ci siamo ancora e che siamo determinati a continuare questa lotta fino a quando questo progetto non vedrà definitivamente la sua fine, sia qui che altrove.

Nei giorni precedenti all’8 dicembre tante sono state le iniziative organizzate in Val di Susa per continuare questa resistenza che giorno dopo giorno prosegue: da passeggiate notturne, dove come sempre la polizia dimostra con quanta arroganza e violenza protegge il cantiere della distruzione e della mafia, ad una resistenza prolungata  nei pressi del cantiere con persone di ogni età, alla proiezione di video, presentazione di libri e disegni fino all’assemblea dei Comitati che si battono per la difesa dell’ambiente, che ha visto partecipi anche noi come comitati che si battono contro il Tav Brescia-Verona.

Un decennale che ha ci ricorda che la lotta No Tav è ben lontana da quello che la stampa vorrebbe farci credere, che vede unione, condivisione, confronto e solidarietà come basi per poter continuare a lottare così a lungo negli anni.
E che questa valle sia un esempio a cui ispirarsi non c’è alcun dubbio perchè se continueremo ad accettare di essere schiacciati da queste decisioni dall’alto, che al di là del Tav in tanti modi diversi riguardano ognuno di noi, ci toglieremo non solo un presente dignitoso ma creeremo le basi per un futuro ancora peggiore per chi verrà dopo di noi.
La possibilità di capire che ognuno di noi è importante per cambiare la cose, la voglia di crescere e imparare insieme, anche dagli errori, come portare avanti a testa alta il nostro NO fan si che 10 anni dopo i No Tav sono ancora qui, in un clima di festa e gioia ma senza mai perdere la determinazione e la voglia di lottare che prima di quell’8 dicembre 2005 e fino ad oggi aleggia nell’aria.

10 anni dopo la liberazione di Venaus ci siamo anche noi, che da poco più di 1 anno abbiamo iniziato un percorso per fare la nostra parte per inceppare questo sistema delle grandi opere inutili ed imposte, per dire di NO ad un nuovo sperpero di risorse pubbliche, per dire NO alla distruzione della nostra terra e a portare alla luce tutte quelle opere essenziali che servirebbero davvero ai nostri territori al posto di mafia e speculazione.

E così oggi come allora continuiamo a lottare e resistere fino alla vittoria, perché fermarlo non è stato possibile solo nel 2005 a Venaus ma lo può essere ogni giorno e ovunque!

 

IN ARRIVO I CALENDARI NO TAV BRESCIA-VERONA PER UN 2016 NO TAV INSIEME!

Anche quest’anno il Coordinamento No Tav Brescia-Verona ha deciso di fare il calendario No Tav per il prossimo anno, un calendario con le foto dell’ultimo anno di lotta e che servirà ad aiutare a finanziare le iniziative del 2016.

Da questo fine settimana lo potete trovare al costo di 5 euro a tutte le iniziative e banchetti No Tav e a breve vi forniremo maggiori informazioni sui i punti fissi in cui potete trovarlo lungo la tratta da Brescia a Verona.

Passate domani in Carmine a Brescia dalle 21:00 all’evento No Tav con Castagne e Vinbrulè per prenderne una copia!

Per chi volesse accordarsi direttamente con i comitati locali per averlo scriva sulla pagina facebook del Coordinamento No Tav Brescia-Verona o alla mail info@notavbs.org specificando la zona di provenienza!

PERCHE’ FERMARLO E’ POSSIBILE E TOCCA A NOI,

ANCORA E INSIEME! 

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Cantieri nel 2017? La lotta non si ferma finché il progetto non sarà ritirato!

Dopo aver appreso la notizia che i cantieri del TAV potrebbero essere rimandati a fine 2017 se non addirittura al 2018, come Coordinamento dei Comitati NO TAV Brescia-Verona non possiamo che esprimere da un lato la nostra soddisfazione per una battaglia che comincia a dare i frutti sperati, pur aspettando conferme più certe riguardo questa notizia.

In ogni caso rimandare di due anni cantieri che venivano dati per certi e avviati già a giugno di quest’anno, dimostra tutta la debolezza di un progetto che crea danni enormi al territorio bresciano e veronese, senza apportare concreti benefici.
E contro quest’inutile opera si sono mosse molte voci discordanti, anche se con obbiettivi e determinazione diversi: dai movimenti popolari come il nostro, ai Comuni, alle categorie imprenditoriali del Garda.
La decisa opposizione popolare e le decine di osservazioni presentate al consorzio Cepav2, incaricato di costruire l’opera senza un reale appalto pubblico, hanno di certo incrinato l’iter procedurale.

Riteniamo inoltre che elemento di grande difficoltà sia la sostanziale mancanza di fondi: i parziali stanziamenti a bilancio “di competenza” non saranno disponibili in cassa almeno fino al 2018…e tenendo conto del persistere della crisi economico-finanziaria i dubbi sulla reale disponibilità finanziaria futura sono ben fondati. Dall’altro lato non abbassiamo e non abbasseremo la guardia finché il progetto non verrà ritirato.
Troppi sono stati i proclami politici lungo l’arco di questo progetto che è ormai vecchio e superato e troppa l’arroganza dell’impresa costruttrice e di enti locali verso i cittadini che chiedevano di essere ascoltati e di essere tutelati, per poterci fidare delle parole uscite dal Ministero delle Infrastrutture riguardo all’ennesimo rinvio dei cantieri.
Parole pronunciate davanti ai Sindaci del basso Garda che per l’ennesima volta hanno chiesto di spostare il progetto sul potenziamento della linea ferroviaria esistente e che si sono visti rispondere ancora una volta “no”.

A questi Sindaci noi chiediamo di insistere e di portare avanti la richiesta del potenziamento della linea esistente: è un’alternativa valida e il momento di debolezza che sta vivendo il progetto della linea TAV va sfruttato fino in fondo per difendere i propri cittadini, l’economia del basso Garda e il proprio territorio.

Dal canto nostro, come movimento popolare, continueremo il percorso di contrasto all’opera attraverso percorsi informativi, iniziative culturali e agendo anche sul piano giuridico perché ricordiamo che il progetto TAV Brescia-Verona viola il diritto comunitario sotto diversi aspetti e in particolare sotto il profilo della gestione dell’appalto, affidato tramite la formula del “general contractor” a Cepav2 come previsto dalla legge Obbiettivo del 2001, legge definita “criminogena” dal Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone.

Ribadiamo quindi che la nostra lotta non si ferma e continuerà finché questo progetto costoso ed inutile verrà definitivamente ritirato.

Come Coordinamento dei Comitati No Tav Brescia-Verona parteciperemo l’8 dicembre prossimo alla manifestazione nazionale No Tav che si terrà in Val Susa e organizzeremo un pullman al quale tutti potranno partecipare.

Coordinamento No Tav Brescia-Verona

INVITIAMO CHI NON L’HA ANCORA FATTO A FIRMARE LA PETIZIONE PER CHIEDERE IL RITIRO DEL PROGETTO TAV BRESCIA-VERONA