Archivi tag: corruzione

E’ mancato Ferdinando Imposimato, il primo che parlò di corruzione ad Alta Velocità

Ieri all’età di 81 anni è mancato l’ex giudice e senatore Ferdinando Imposimato, da sempre molto contrario al progetto dell’alta velocità, evidenziando i molti aspetti corruttivi e politici che caratterizzano questo immondo progetto, ben documentate nel libro “Corruzione ad alta velocità: viaggio nel governo invisibile”.

In diverse occasioni ha manifestato la sua vicinanza al movimento notav, come documentato nella foto qui sopra, quando pranzò al presidio di Venaus in Val di Susa.

“Sono nettamente contrario all’alta velocità in Val di Susa, perché ritengo che in quella zona si riprodurrebbe se dovesse essere realizzata, la stessa situazione che io ho riscontrato insieme a diversi altri collaboratori nel centro e nel sud e nel nord dell’Italia, cioè arricchimento, tangenti, distruzione dell’ambiente e vantaggi minimi. Non solo, ci sarebbe questa dilatazione del debito pubblico che verrebbe addossata ai cittadini, quindi noi dobbiamo calcolare tutte le conseguenze, non solo quelle del rispetto dell’ambiente, ma anche del fatto che noi non siamo in condizione di fare un’opera che sarebbe devastante e che comunque di cui non vedo i risultati concreti”

VI CONSIGLIAMO QUESTA LETTURA: https://www.money.it/Ferdinando-Imposimato-e-Corruzione-alta-velocita

 

Grandi Opere, le intercettazioni: “Cemento come colla” e “calcestruzzo che defluisce a cazzo”. Gip: “Sicurezza violata”

da ilfattoquotidiano.it

La scarsa qualità dei materiali è evidente, in primo luogo a chi dovrebbe vigilare sulla regolarità dei lavori. Dalle intercettazioni si comprende che questo tipo di problemi potrebbe riguardare i lavori sulla autostrada Salerno Reggio Calabria. A parlare è l’imprenditore calabrese Domenico Gallo, che il gip di Genova nella complementare indagine ligure descrive come personaggio che “risulta avere contatti con soggetti legati alla criminalità organizzata”. Parlando dell’opera la definisce “non collaudabile”
di Giovanna Trinchella e Marco Pasciuti | 26 ottobre 2016

“Cemento che sembra colla“,  “calcestruzzo che non ha una barriera fisica e defluisce un po’ a cazzo come gli pare a lui”. È vario il frasario utilizzato dai protagonisti dell’inchiesta “Amalgama per descrivere la scadente qualità dei materiali utilizzati nei cantieri finiti sotto la lente d’ingrandimento della Procura di Roma. Qualità così scadente che, in un caso, le betoniere pronte a gettare cemento che vengono rimandante indietro “essendo il materiale assolutamente inutilizzabile”. Il problema del calcestruzzo fornito dalla Breakout (secondo gli inquirenti di Roma riferibili agli arrestati Giampiero De Michelis e Domenico Gallo) appare davvero inquietante: all’inizio la fornitura era “acqua” mentre la seconda “non scendeva nemmeno dalla canalina e si intasa pure la pompa”. Miscele, quindi, che “non erano assolutamente idonee”. In un altro caso il “cemento” era “diverso da quello prescritto”.

Il cemento che sembra colla
Il primo a svelare questo particolare è stato il procuratore aggiunto Paolo Ielo nella conferenza stampa durante la quale il magistrato ha citato un’intercettazione del 27 novembre 2015 in cui Paolo Brogani, responsabile della Divisione Coordinamento Infrastrutture e Viabilità di Cociv – Consorzio Collegamenti Integrati Veloci, general contractor a cui è affidata la progettazione e la realizzazione della linea Alta Velocità Milano-Genovariceve lamentazioni a causa del “cemento che sembra colla”. Anche perché a dire di un intercettato l’imprenditore Domenico Gallo “ha sempre avuto il vizio di mettere nel cemento troppo additivo”.

La scarsa qualità dei materiali è evidente, in primo luogo a chi dovrebbe vigilare sulla regolarità dei lavori. Il 24 luglio 2015 Jennifer De Michelis, indagata, responsabile Qualità e Sicurezza per società Grandi Opere Italiane e figlia di quel Giampiero ritenuto dai pm cardine dell’intero sistema corruttivo, parla al telefono con il suo fidanzato Enrico Conventi, indagato, ispettore di cantiere nella costruzione dell’Alta Velocità Milano-Genova, della scarsa qualità del calcestruzzo utilizzato e cerca di convincerlo, scrive il Gip, a “falsificare gli atti del controllo per garantire mediante soluzione condivisa la tenuta del patto criminale“.

L’intercettazione: “Poi vediamo chi se la cava peggio”
Illuminanti i virgolettati: “C’è il calcestruzzo della fondazione che che non ha una barriera fisica… ma defluisce un po’ a cazzo come gli pare a lui – protesta l’ispettore con la De Michelis – allora lì è un problema ancora una volta! Se mettiamo “non conforme” il problema è che non essendo conforme va aperta una non conformità per quello. Però io ho autorizzato il getto. Quindi sono nella merda anch’io. Quindi che cazzo dobbiamo fare?”. Conventi è terrorizzato perché “la firma è mia” e la responsabile Qualità e Sicurezza gli fornisce  – scrive il gip – la “soluzione documentale al fine di occultare le irregolarità commesse e certificare la regolarità della gittata”: il suggerimento è quello di metterci “una bella X sopra (…) visto che sul progetto c’è scritto ‘gettato controterra‘ (…) O cresciamo tutti e ognuno si assume le proprie responsabilità e tutti quanti troviamo una soluzione condivisa o sennò ognuno pensa al culo suo. Poi vediamo chi se la cava peggio”.

Il gip: “Violate sistematicamente le procedure di sicurezza”
È il gip a fotografare in maniera inequivocabile la situazione: “Gli indagati (…) violano sistematicamente le procedure di sicurezza e di qualità delle opere realizzate grazie alla compiacenza della direzione dei lavori”. “I risultati – scrive ancora Sturzo – di solito sono noti per altre esperienze accertate nel campo delle indagini degli uffici giudiziari; cosi poi emergeranno i cementi depotenziati, gli inerti di scarsa qualità, il ferro e gli acciai non conformi, gli asfalti diversi per qualità e quantità a quelli dei capitolati”. Cause, scrive ancora il magistrato, alla base dei crolli e dei malfunzionamenti di cui sono protagonisti le opere pubbliche: “Questiartifici truffaldini saranno la matrice dei crolli spontanei o indotti dai terremoti e dall’uso, di migliaia di opere pubbliche consegnate comegioielli della tecnica ma, alla luce di ciò che solitamente si accerta, in molti casi frutto di gravissime truffe ai soggetti pubblici”.

La Salerno Reggio Calabria “opera non collaudabile”
Dalle intercettazioni si comprende che questo tipo di problemi potrebbe riguardare i lavori sulla autostrada Salerno Reggio Calabria. A parlare è l’imprenditore calabrese Domenico Gallo, che il gip di Genova nella complementare indagine ligure descrive come personaggio che “risulta avere contatti con soggetti legati alla criminalità organizzata“. “Dici ma io posso pensare pure perché eh m’avete fatto revocare pure l’incarico mi avete spinto pure voi perché non firmo quello che volevate … e io … Allora io le so tutte e tenete conto di un’altra cosa allora che qua caschiamo e tutta la Salerno Reggio Calabria, dell’opera non collaudabile, dell’arbitrato… Ed io le relazioni gli dici… che le troviamo… di quando dovevate chiudere a 40 milioni (inc) è stato trasferito apposta e cosa ora qua o fate le persone per bene completiamo il ciclo e poi mi mandate a fanculo però io 10 adesso devo completare perché cosi vi siete messi d accordo tutti per mettermi in mezzo ad una strada? Io mi difendo”. Ad ascoltare c’è l’ingegnere Giampiero De Michelis, direttore dei lavori del Cociv, che con Gallo, secondo gli inquirenti, avevano innescato un ricatto nei confronti di Giandomenico Monorchio.

14 arresti per corruzione nei lavori per la costruzione del TAV Terzo Valico (Genova-Milano)

Dopo gli episodi del 2015 con l’arresto di Incalza legato alle tangenti per la costruzione del Terzo Valico, e quelli di luglio 2016 dove è stato smascherato il collegamento diretto con la ‘ndrangheta nei cantieri TAV, arriva l’ennesimo scandalo legato alle grandi opere con l’arresto di 14 imprenditori e dirigenti del consorzio Cociv, colosso formato dalla Salini Impregilo, Condotte e Civ, alcune tra le più grandi aziende edificatrici d’Italia.

A loro sono contestati a vario titolo i reati di corruzione, concussione e turbativa d’asta in relazione all’aggiudicazione di commesse per un valore complessivo di oltre 324 milioni di euro. In particolare, dalle indagini è emerso che in occasione dello svolgimento delle gare indette dal consorzio per la costruzione del TAV Terzo Valico, alcuni dirigenti preposti allo svolgimento delle stesse, per pilotare l’assegnazione dei lotti ad alcune società ed escluderne altre, hanno fatto in modo, in alcuni casi, che offerte “anomale” divenissero regolari in violazione ai principi della “par condicio” e, in altri, si sono avvalsi della compiacenza di concorrenti di comodo, in realtà non interessati all’aggiudicazione della gara, per indirizzare direttamente l’assegnazione all’unico concorrente interessato. In una circostanza la turbativa è stata accompagnata dal pagamento di una somma di denaro.

E non sono più solo i NO TAV ora a denunciare il sistema marcio che nascondono le grandi opere, ma addirittura in alcuni passaggi delle intercettazioni sono gli stessi dirigenti e imprenditori a sottolineare la scarsa qualità dei materiali utilizzati nella costruzione delle opere pubbliche parlando di “cemento che sembra colla“.

E’ l’ennesima occasione in cui si dimostra cosa c’è dietro la costruzione di queste grandi opere inutili e dannose, dove l’unico interesse è il profitto di pochi a scapito di tutti e tutte noi.

Quanti scandali dovranno esserci ancora prima che il governo decida di fermare quest’opera? Quante terre dovranno essere ancora distrutte? Quante case espropriate? Tante sono le domande ma l’unica risposta che troviamo è sempre la stessa: è ora di fermare quest’opera marcia che vuole distruggere le nostre vite, la nostra terra e il nostro futuro!

NON POSSIAMO PIU’ NASCONDERE LA TESTA SOTTO TERRA, E’ ORA DI FERMARE IL TAV INSIEME IN TUTTI I TERRITORI!

Di seguito il comunicato del movimento NO TAV TERZO VALICO:

Il Re è nudo. Lo è sempre stato ma con gli arresti di questa mattina anche chi non ha mai voluto vederlo si trova costretto a farlo.

Arrestati Michele Longo e Ettore Pagani, rispettivamente Presidente e Vice Presidente del Cociv. Arrestato Pietro Paolo Marcheselli ex Presidente del consorzio e diversi funzionari.

Associazione a delinquere, concussione, corruzione, turbativa d’asta. In parole povere il solito caro vecchio giro di tangenti pagate con lavori, escort e mazzette. E pensare che Michele Longo ha firmato ben sei querele contro questo sito accusandoci di diffamazione. In effetti siamo colpevoli, avremmo dovuto scrivere ancora di più e ancora peggio. E poi un’intercettazione nauseante dove qualcuno si lascia scappare che il cemento usato sembrerebbe colla. Appena avremo le carte approfondiremo gli aspetti giudiziari ma quello che è uscito basta e avanza per i primi commenti politici.

Renzi e Delrio ci diranno che si tratta solo di mele marce? Quando ad essere falcidiati sono i vertici di un consorzio sono le radici dell’albero ad esserle. Radici marce perché poggiate sul terreno ancora più marcio delle grandi opere inutili.

Se il cemento sembrava colla cosa ne dicono i benpensanti di fermare tutto e controllare come sono stati eseguiti i lavori? O meglio aspettare la prossima tragedia per mostrare il grande cuore dell’Italia davanti alle catastrofi?

Daniele Borioli e Stefano Esposito, i più grandi tifosi della costruzione dell’opera, hanno chiesto ufficialmente il commissariamento del Cociv. Per andare avanti coi lavori ovviamente. Si sono dimenticati di chiedere scusa alle migliaia di donne e uomini che non hanno avuto bisogno di aspettare la Magistratura per denunciare questo schifoso sistema di corruzione e che hanno pagato la loro scelta con processi, denunce, misure cautelari, fogli di via, perquisizioni e avvisi orali.

Resta il fatto che mai come oggi Cociv sprigiona un immondo puzzo di cadavere. E questa é un’ottima notizia.

Questa sera si riunisce il Movimento No Tav – Terzo Valico e mai come oggi viene in mente una citazione di Mao Tse Tung: “bastonare il cane che affoga”.

Avanti No Tav che questa storia è ancora lunga e l’ultima pagina è tutta da scrivere.

LUPI SI E’ DIMESSO! ORA FERMIAMO IL TAV E IL PIANO CASA – ORE 17:30 PIAZZA LOGGIA

Era stata annunciata, per la data di lunedì 23 marzo, la visita nella nostra città dell’ormai dimesso ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi: il programma prevedeva un incontro a Palazzo Loggia, dove avrebbe incontrato la Giunta comunale per parlare di emergenza casa, per poi spostarsi al Pirellino, dove doveva incontrare i sindaci dei comuni interessati dal passaggio dell’Alta Velocità Brescia-Verona.

Ma dopo i fatti di cronaca degli ultimi giorni riguardo al sistema delle grandi opere, la stampa nazionale e tutti i principali portali web non hanno parlato di altro se non del suo coinvolgimento (e del figlio) nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Firenze. Inchiesta, che per l’ennesima volta, dimostra come le posizioni chiare dei NO TAV nei confronti di questo tema siano sempre più legittime e vere: una storia di gigantesche tangenti, appalti truccati, lievitazione dei costi, mancati controlli, regali e regalini nella migliore delle tradizioni italiane.
Evidentemente non scopriamo nulla di nuovo, ma allo stesso tempo è sempre più evidente il ruolo, del Governo e dell’intera classe politica, di sponda istituzionale per le speculazioni e i profitti di coloro che detengono la maggior parte della ricchezza, lontana anni luce dai bisogni di quella che è invece la maggioranza della popolazione.

Poco importa che oggi lo dica anche la magistratura, il Movimento No Tav lo va dicendo da sempre.
E anche se Lupi si è dimesso, molti nodi dovranno ancora venire al pettine, che dimostreranno sempre più l’illegittimità con cui questa devastante opera continua a essere portata avanti.

Lunedì 23 quindi anche se Lupi non sarà presente, date le ovvie ragioni, noi saremo comunque in Piazza Loggia, sotto l’ufficio del nostro sindaco e chiedendo nuovamente che tutti gli amministratori coinvolti dalla tratta Brescia-Verona prendano una posizione: è giunto il momento di smetterla di sedersi al tavolo della corruzione e del malaffare, svendendosi per due rotonde, un sottopassaggio o un cavalcavia.

Non potete più permettervi di stare zitti, di non prendere una posizione su quanto sta succedendo e non potete più disinteressarvi del passaggio di quest’opera sui vostri territori.

Questo silenzio altrimenti non fa che avvalorare la tesi di quanti hanno sempre temuto che anche i nostri primi cittadini siano parte di questo sistema marcio e corrotto.

Sia comunque ben chiara una cosa: non ci basta sapere che avevamo ragione, adesso dovete abbandonare l’idea di questo catastrofico progetto! Questo è il momento giusto in cui il progetto della folle Brescia-Verona (insieme a tanti altri) torni nel cassetto, prima che sia troppo tardi, prima che sia di nuovo compito dei cittadini difendere ad ogni costo la propria terra da amministratori corrotti, e da una politica che puzza solo di malaffare e criminalità organizzata. E’ questo il tempo di chiudere la partita una volta per tutte e lunedì saremo in piazza a ribadirlo!

Ci troviamo tutti e tutte, rumorosi e ben visibili con cartelloni e bandiere NO TAV, a partire dalle 17:30 in Piazza Loggia a Brescia, insieme a migranti, disoccupati, ambientalisti, studenti e lavoratori per ribadire nuovamente che L’UNICA GRANDE OPERA CHE VOGLIAMO E’ CASA, SALUTE, REDDITO E DIGNITA’ PER TUTTI E TUTTE!

LUNEDì 23 – RIFIUTIAMO IL MINISTRO LUPI E IL TAV! PER UNA SOLA GRANDE OPERA: CASA, SALUTE, REDDITO E DIGNITA’ PER TUTTI E TUTTE!

L’uomo forte del TAV, anche per la tratta Brescia-Verona, Ercole Incalza è stato arrestato in questi giorni con accuse di corruzione, induzione indebita, turbata libertà degli incanti e altre violazioni relative alla pubblica amministrazione. Gli appalti finiti nell’indagine riguardano diverse grandi opere tra le quali la linea Alta velocità Milano-Verona. Indagini che arrivano fin dentro il Ministero delle Infrastrutture, guidato da Maurizio Lupi che, come annunciato dalla stampa locale,  sarà presente a Brescia il prossimo lunedì 23 marzo “per chiudere la conferenza dei servizi” riguardo alla costruzione del lotto Tav in questione.

Curiose coincidenze. E’ bene ricordare che Lupi e Incalza, infatti, sono gli stessi personaggi che lo scorso anno hanno “tirato fuori dal cassetto”, dove giaceva dimenticato da oltre dieci anni, il progetto per il TAV Brescia – Verona, intimidendo i nostri Comuni di aprire cantieri già entro il 2015. Il perche’ di questa curiosa accelerazione oggi è finalmente sotto gli occhi di tutti.
E’ bene non dimenticare inoltre che i nostri sindaci lacustri conoscono personalmente Ercole Incalza, che hanno incontrato svariate volte a Roma negli scorsi mesi, per sottoporre le diverse richieste di mitigazioni e compensazioni alla grande opera. Opera che vorrebbe, secondo i loro piani, trasformare il Basso Garda in un enorme cantiere per i prossimi dieci anni.

Vogliamo a tal proposito rammentare un passaggio dell’intervento che il Coordinamento No Tav Brescia-Verona ha fatto a Desenzano il 21 novembre scorso, durante il Consiglio Comunale aperto: “… A Roma i Sindaci hanno parlato con Ettore Incalza, direttore generale del Ministero delle Infrastrutture. Vorremmo ricordarvi che quest’uomo è più volte inquisito per tangenti e ora entrato nell’inchiesta della costruzione del Tav a Firenze insieme alla Lorenzetti. L’ Opera bresciana inoltre è bene tenere a mente che sarà affidata al consorzio Cepav 2 del quale fa parte la Maltauro finita nell’inchiesta sia per il Mose di Venezia che per Expo’ di Milano. I quattro miliardi di euro in gioco per quest’opera sono una montagna di soldi che fanno gola a tanti e questa è la cosa che più ci preoccupa. Per speculare e accaparrarsi questi soldi saranno purtroppo troppe le persone e le istituzioni disposte a mettere in secondo piano ambiente, salute, economica locale e vite delle persone, per un mero rendiconto economico o peggio di immagine”.

Parole fino ad oggi rimaste inascoltate. Ora, alla luce di queste indagini, chiediamo a gran voce che nessuno dei nostri “Primi Cittadini” abbia la volontà di incontrare il Ministro Lupi lunedì 23 marzo. Anzi, sarebbe onesto verso i propri cittadini, che ne venissero chieste le dimissioni immediate. Dimissioni immediate che dovrebbero essere richieste anche per Ettore Fermi, presidente di Metro Brescia e consulente del Consorzio Cepav 2 (ditta appaltata per i lavori del Tav), che risulta fra i 50 indagati nell’inchiesta su corruzione e tangenti. Noi da parte nostra chiediamo inoltre l’immediata sospensione del progetto Tav della tratta Brescia – Verona oltre all’istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sulle Grandi Opere.

Un sistema quello delle” Grandi Opere all’italiana” che hanno parassistato parecchie centinaia di miliardi di euro a tutti e tutte noi. Euro che possono essere utilizzati per bonificare un territorio fortemente inquinato come quello di Brescia e provincia, oppure per mettere in sicurezza le scuole dei nostri figli che cadono letteralmente a pezzi o per fronteggiare l’emergenza sociale di una crisi che lascia senza lavoro e senza casa migliaia di persone.

Lunedì scenderemo di nuovo in piazza non solo per contestare il sistema delle Grandi Opere, ma saremo insieme a disoccupati, migranti, studenti, precari, ambientalisti e chiunque decida di voler lottare contro questo sistema, che guarda al mero profitto di pochi, condannando noi tutti e tutte a vivere in un ambiente insalubre e dannoso, privandoci di diritti, salute e dignità. Perché in ogni caso continueremo a ribadire che L’UNICA GRANDE OPERA CHE VOGLIAMO SONO CASA, SALUTE, REDDITO E DIGINITA’ PER TUTTI E TUTTE.

In piazza lunedì saremo presenti anche a ricordare che solo poche settimane fa 47 attivisti No Tav della Val di Susa sono stati condannati a 140 anni complessivi di carcere. Gia’ allora pareva una chiara vendetta di Stato alla legittima Resistenza , ma oggi ancora di piu’, pare una punizione contro chi si oppone a un sistema corrotto e ingiusto.

Per questo lunedi 23 marzo ” accoglieremo” il Ministro Lupi insieme agli altri movimenti sociali che come noi credono ” a un altro mondo possibile ” in Piazza Loggia a partire dalle 14.00 e in seguito davanti al Pirellino in via Dalmazia.

Coordinamento No Tav Brescia – Verona