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PRONTA LA DELIBERA NO TAV DA PRESENTARE NEI CONSIGLI COMUNALI DELLA TRATTA BRESCIA-VERONA

22Marzo(2)

Di seguito il testo della delibera comunale che sara’ presentata, dove possibile entro il 9 maggio, nei Comuni interessati dal passaggio del Tav tra Brescia e Verona.

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I sottoscritti Consiglieri Comunali, ai sensi dell’art. _______ dello Statuto del Comune di ___________ e del Regolamento del Consiglio Comunale, sottopongono all’approvazione del Consiglio Comunale di _______ la seguente proposta di deliberazione

IL CONSIGLIO COMUNALE
PREMESSO CHE
– con delibera 5 dicembre 2003, n. 120, il C.I.P.E., ai sensi e per gli effetti dell’art. 3 del decreto legislativo n. 190/2002 ha approvato il progetto preliminare per la «linea AV/AC Milano-Verona»;

– l’art. 165, comma 7 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 dispone, con specifico riferimento alle infrastrutture strategiche e insediamenti produttivi, che, per effetto dell’approvazione del progetto preliminare, gli immobili su cui è localizzata l’opera sono assoggettati al vincolo preordinato all’esproprio ai sensi dell’art. 10 del decreto del Presidente della Repubblica n. 327/2001;

– con l’art. 12, comma 8-quinquiesdecies, della legge 2 aprile 2007, n. 40, di conversione del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, è stata disposta la revoca delle concessioni rilasciate alla TAV S.p.A. dall’Ente Ferrovie dello Stato il 7 agosto 1991, sancendo che gli effetti della revoca di dette concessioni si estendono a tutti i rapporti convenzionali stipulati da TAV S.p.A. con i General Contractor in data 15 ottobre 1991, ivi compreso quello stipulato con il General Contractor Cepav Due, affidatario della progettazione e della realizzazione della tratta Milano-Verona;

– in seguito all’approvazione dell’art. 13, commi 8-quinquiesdecies, 8-sexiesdecies, 8-septiesdecies e 8-duodevicies, del d.l. 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla l. 2 aprile 2007, n. 40 tre general contractor (il Consorzio Cepav Due – Consorzio Eni per l’Alta Velocità, il Consorzio Cociv e il Consorzio Iricav Due) hanno impugnato davanti al TAR Lazio i provvedimenti del Ministero dei Trasporti e di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) s.p.a. emessi in applicazione della citata normativa, con cui, tra l’altro sono state revocate le concessioni rilasciate alla TAV s.p.a. dall’Ente Ferrovie dello Stato il 7 agosto 1991 limitatamente alla tratta Milano-Verona e alla sub-tratta Verona-Padova, comprensive delle relative interconnessioni, e il 16 marzo 1992 riguardante la linea Milano-Genova, comprensiva delle relative interconnessioni, e successive loro integrazioni e modificazioni;

– il T.A.R. Lazio, sez. I, con ordinanza, 23 maggio 2007, n. 880 ha devoluto alla Corte di Giustizia della Comunità europea, ai sensi dell’art. 234 del trattato, la questione pregiudiziale relativa all’esatto ambito applicativo dell’art. 13, commi 8-quinquiesdecies, 8-sexiesdecies e 8-duodevicies, del d.l. n. 7/2007, convertito, con modificazioni, dalla l. n. 40/2007 chiedendo se la disposizione di cui all’art. 12 del d.l. n. 7/2007, convertito, con modificazioni, nell’art. 13 della l. n. 40/2007, nella parte in cui prevede la revoca delle concessioni relative alla realizzazione delle tratte ferroviarie ad alta velocità ivi indicate, con estensione dei relativi effetti alle convenzioni stipulate con i general contractor, nonché nella parte in cui limita l’indennizzo riconoscibile in favore di questi ultimi secondo quanto stabilito dal comma 8-duodevicies, sia in contrasto con le prescrizioni di cui agli artt. 43, 49 e 56 del trattato, nonché con i principi comunitari in materia di certezza del diritto e di tutela dell’affidamento;

– nel procedimento davanti alla Corte di Giustizia, l’Avvocato Generale della Corte nelle sue conclusioni presentate l’11 settembre 2008, ha affermato che la questione pregiudiziale sollevata dal TAR Lazio deve essere risolta nel senso che gli artt. 43, 49 e 56 CE non ostano, in linea di principio, ad una disciplina nazionale come quella in oggetto, nella parte in cui dispone la revoca delle concessioni relative alla realizzazione di tratte ferroviarie ad alta velocità, con estensione dei relativi effetti alle convenzioni stipulate con i general contractors. Al contrario, siffatte disposizioni del Trattato, in combinato disposto con l’art. 10 CE, impongono l’immediata cessazione e correzione dell’attribuzione di un appalto, laddove essa violi tali disposizioni;

– dopo le conclusioni dell’Avvocato Generale della Corte e nelle more della decisione della Corte di Giustizia i ricorrenti e cioè il Consorzio Cepav Due – Consorzio Eni per l’Alta Velocità, il Consorzio Cociv e il Consorzio Iricav Due hanno ritualmente dichiarato il loro intendimento di non annettere interesse alcuno all’ulteriore prosecuzione delle controversie incardinate con la proposizione degli atti introduttivi dei giudizi e quindi il TAR Lazio ha disposto il ritiro della questione pregiudiziale interpretativa rimessa alla Corte di Giustizia delle Comunità Europee, e quest’ultima non ha potuto far altro che prenderne atto senza pronunciarsi nel merito;

– l’art. 12 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, ha apparentemente confermato la revoca delle concessioni rilasciate alla TAV S.p.A. dall’Ente Ferrovie dello Stato il 7 agosto 1991 limitatamente alla tratta Milano-Verona e alla sub-tratta Verona-Padova, comprensive delle relative interconnessioni, definendola contraddittoriamente “Abrogazione della revoca delle concessioni TAV” ed ha sancito altresì che le convenzioni stipulate con i General Contractor «continuano senza soluzione di continuità con RFI S.p.A.»;

– stante l’impossibilità di approvare il progetto definitivo della linea AV/AC Milano-Verona entro il termine quinquennale il C.I.P.E con deliberazione 8 maggio 2009 n. 21/2009 ha confermato la deliberazione 5 dicembre 2003, n. 120, di approvazione del progetto preliminare della «linea AV/AC Milano-Verona», con conseguente reiterazione a decorrere dal 9 giugno 2009, del vincolo preordinato all’esproprio sugli immobili interessati dalla realizzazione della «linea AV/AC Milano-Verona».

– con la medesima determinazione il CIPE ha stabilito che gli eventuali oneri per gli indennizzi dovuti a favore dei proprietari degli immobili gravati dal vincolo saranno computati a carico delle risorse stanziate per la realizzazione del Programma delle opere strategiche,

CONSIDERATO
– che è in via di approvazione il progetto definitivo della «linea AV/AC per la tratta Brescia – Verona;

– che continuano a persistere forti dubbi di legittimità sulle concessioni per la realizzazione dell’AV/AC dato che sembrano essere rilasciatE in violazione della disciplina comunitaria in materia di appalti, così come affermato dall’Avvocato Generale della Corte di Giustizia;

– che, peraltro, non è stato ancora chiarito dai soggetti attuatori se sulla tratta Milano – Verona, la particolare conformazione del territorio e la sua antropizzazione non sia possibile raggiungere il medesimo risultato mediante l’ammodernamento delle linee attuali, dato che già ora le Frecce viaggiano a 250 Km/orari;

– che il Comune, ai sensi dell’art. 3 del D. Lgs,. n. 267/2000, è l’ente territoriale che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo;

che, pertanto, il Comune il dovere istituzionale di tutelare i propri cittadini, di curarne gli interessi e di promuoverne uno sviluppo sostenibile e compatibile con la tutela dell’ambiente e nel rispetto delle attività economiche, e che ai sensi dell’art. 9 della Costituzione il Comune ha l’obbligo di tutelare il paesaggio e il patrimonio storico e artistico del proprio territorio;

– che ai sensi dell’art. 42 della Costituzione la proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge e può essere, espropriata per motivi d’interesse generale solo nei casi previsti dalla legge, e salvo indennizzo;

– che una procedura espropriativa come è quella dell’approvazione del progetto definitivo per la realizzazione della TAV può giustificare il sacrifico della proprietà privata dei cittadini residenti nel Comune solo se essa è legittima;

che sussistono rilevanti dubbi sulla legittimità della procedura seguita;

– che proprio per svolgere le funzioni che la Repubblica attribuisce ai Comuni, in presenza di sospette gravi violazioni di legge, e delle notizie di stampa che individuano nuovi episodi di corruzione, questo ente si assume come compito quello di sottoporre al Giudice competente la procedura di approvazione del progetto definitivo e la futura realizzazione delle opere al fine di verificarne la conformità alla legge, considerati gli effetti irreversibili sulle persone e sui loro beni, sull’ambiente e sulle attività produttive che deriverebbero dalla realizzazione dei lavori per lotti costruttivi;

– che, inoltre, l’Italia, e quindi il Comune, deve conformarsi, in ossequio all’art. 10 della Costituzione, alle norme del diritto internazionale, e, nella fattispecie, a quelle che regolano il principio di concorrenza e trasparenza in materia di appalti, evitandone l’elusione;

che dall’approvazione del progetto definitivo decorrono i 60 giorni per far valere davanti al Giudice Amministrativo gli eventuali vizi di legittimità divenendo del tutto inutile ogni iniziativa giudiziaria successiva;

tutto ciò premesso il Consiglio Comunale
DELIBERA
1) di fare propria la relazione dell’Assessore incaricato dell’istruttoria dell’argomento in questione, che viene a costituire parte integrante del presente provvedimento;

2) di ritenere che, allo stato delle cose, il necessario e pieno rispetto delle decisioni del Governo Nazionale in relazione al progetto dell’AV/AC approvato in via preliminare, non possa prescindere dalla sottoposizione al Giudice competente della valutazione di legittimità della procedura seguita, sia in ordine al procedimento espropriativo, sia in ordine alla procedura di verifica degli impatti dell’opera sull’ambiente e sulle attività produttive, sia, infine, in ordine alla conformità delle concessioni alla disciplina comunitaria che impone la gara pubblica;

3) di ritenere che il Comune, anche in sintonia ed in piena collaborazione con i Comuni limitrofi interessati dalla linea AV/AC, debba sottoporre, mediante gli strumenti consentiti dall’Ordinamento giuridico, il progetto definitivo ed ogni altro atto rilevante, all’esame del Giudice Amministrativo, anche mediante la presentazione di un ricorso al fine di valutare la legittimità degli atti di approvazione del progetto definitivo AV/AC nonché di tutti gli atti connessi, ed in particolare degli atti amministrativi che riguardano la procedura di valutazione di impatto ambientale, quella di incidenza ambientale e la valutazione ambientale strategica;

4) di esprimere l’indirizzo vincolante alla Giunta Comunale affinchè la stessa, in modo singolo o anche, se possibile, con ricorso collettivo con altri Comuni disponibili, assuma la decisione di impugnare di tutti gli atti amministrativi con i quali verrà approvato il progetto definitivo dell’AV/AC e verrà dichiarata la pubblica utilità con conseguente apposizione del vincolo espropriativo.

5) di invitare la Giunta Comunale all’assunzione, anche mediante gli uffici competenti, di tutti gli atti necessari per dare adempimento al precedente punto 4