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Il caso di via Roncadelle: NO TAV BRESCIA incontra altre persone danneggiate dal passaggio della Tav in città

Come ormai è risaputo il passaggio della TAV per Brescia non creerà danni solo agli abitanti di via Toscana e del Villaggio Violino.

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Iniziano a farsi sentire anche le voci di via Roncadelle e di chi per il passaggio di questa “grande opera” dovrà sacrificare qualcosa di personale.

Ad essere colpiti dall’alta velocità, in questo frangente di territorio bresciano, sono alcune famiglie Rom, che verranno espropriate del campo di loro proprietà dove sono alloggiate le loro roulotte e nel quale vivono da più di 10 anni, e tre famiglie di una villa che vedranno espropriato, nella quasi totalità, il giardino adiacente la loro abitazione.

Come si può osservare dalla fotografia riportata qui sopra, la parte interessata dagli espropri è quella compresa tra la linea ferroviaria e la linea rossa.

Come è già successo per via Toscana e per il Violino, le modalità di intervento di Italferr sono le medesime: anche gli abitanti di  via Roncadelle hanno ricevuto la raccomandata dove veniva comunicato l’esproprio del loro proprietà solamente lo scorso agosto 2012.

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Anche in questo caso, non si ha nessuna notizia certa riguardo i tempi di esecuzione dei lavori e quello che effettivamente accadrà nella zona colpita.

Gli abitanti di via Roncadelle, già toccati dal vicino passaggio della BRE-BE-MI, dovranno affrontare il nascere di nuove problematiche legate al passaggio della Tav: la comunità Rom dovrà trovare e acquistare un’altra area dove collocare le roulotte, mentre le famiglie della villetta coinvolta saranno interessate dai cantieri e dai lavori della nuova linea ferroviaria. Linea ferroviaria che si avvicina considerevolmente alla loro abitazione e che non esclude la costruzione del muro di 8 metri davanti alla loro residenza.

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Il sentimento che unisce gli abitanti di via Roncadelle agli abitanti di via Toscana e del Villaggio Violino, è quello di un completo abbandono dei cittadini da parte delle istituzioni competenti, nella fattispecie il Comune di Brescia, di un’ incompleta e tardiva (ricordiamo che il progetto definitivo dell’opera risale al 2009) informazione riguardo ai lavori e agli espropri, oltre alla consapevolezza di una pesante ingiustizia subita. Ingiustizia resa ancora più gravosa dalla coscienza comune dell’ inutilità e dell’ assurdo sperpero di denaro pubblico che, una grande opera come l’ Alta Velocità, comporta.

Gli abitanti di Via Toscana di nuovo nel panico: tra meno di un anno senza casa!

Mercoledì 19 febbraio è stata recapitata ad alcuni abitanti di Via Toscana una nuova raccomandata da parte di Italferr.

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La raccomandata detta dei nuovi e sorprendenti tempi di Italferr: informa dell’ultimazione del progetto esecutivo, per la tratta AV/AC Milano-Verona, lotto funzionale Treviglio- Brescia, da parte dell’Appaltatore, indicando come data di inizio dei lavori preliminari maggio 2013 e sancisce la data di disponibilità degli edifici di Via Toscana e della
Viene rivolta inoltre la seguente richiesta “…tenuto conto dell’urgenza ” di verifica, tramite sopralluogo, degli immobili al fine di determinare l’indennità di espropriazione con la conseguente sottoscrizione di un apposito Verbale di Accordi, specifica che “…solo in tale ipotesi sarà possibile dar corso al pagamento dell’acconto secondo modalità che saranno definite, caso per caso, sulla base delle reali esigenze che ci saranno evidenziate durante gli incontri”.relativa procedura espropriativa, in attuazione al Provvedimento di Pubblica Utilità, per il mese di gennaio 2014.

Questa raccomandata giunge agli abitanti di via Toscana dopo quattro mesi di assoluto silenzio dall’incontro con Italferr ed il Comune di Brescia (sindaco on. Paroli avv. Adriano, assessori Vilardi avv. Paola e Labolani Mario) tenutosi i primi giorni di ottobre 2012, durante il quale furono informati che Italferr avrebbe iniziato sin da subito a contattare i proprietari per valutare gli immobili e che l’inizio dei lavori era previsto al villaggio Violino nel novembre 2013 con priorità operativa comunque alle “grandi opere” (sovrappasso tangenziale, fiume Mella, via Dalmazia, via Corsica etc…).

Risulta ad oggi evidente che Italferr sarebbe intenzionata ad entrare in possesso delle loro proprietà entro il prossimo gennaio: tale tempistica rende di fatto nulla l’ipotesi del Sindaco e dell’Amministrazione comunale di ricostruzione degli appartamenti come ipotizzato nella stessa sede d’incontro di ottobre 2012.

Da sottolineare e rendere noto è inoltre l’approccio decisamente poco collaborativo avuto con il personale di Italferr in occasione del limitato accesso agli atti effettuato dal Comitato via Toscana lo scorso dicembre, nel corso del quale i suddetti funzionari presentarono un arbitraria e  decisamente incompleta selezione dei documenti richiesti da vagliare.

Atteggiamento, questo, in netto contrasto con il diritto, sancito per legge, di visionare tutti i documenti inerenti l’opera al fine di verificare la legittimità di quanto gli abitanti di via Toscana stanno subendo.

Ne deriva quindi per i cittadini l’impressione di essere semplicemente un “problema sul percorso tracciato” da liquidare in breve tempo e con modalità alquanto discutibili.
Il Comitato via Toscana ancora una volta si chiede se è accettabile che per un’opera di “pubblica utilità”, come la Tav, si facciano ricadere sul singolo cittadino gli oneri economici: i costi legali, indispensabili a questo punto per aver tutelati i propri diritti, ed i costi relativi all’individuazione di una nuova casa e di un trasloco. Per non parlare dei danni morali  sicuramente non trascurabili.

Gli abitanti di via Toscana inoltre sottolineano il fatto che Italferr ha impiegato ben tre anni dalla delibera del CIPE per dargli una comunicazione e ora concede a loro dieci mesi per strutturare una stravolgimento di vita!