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TAV e sfratti: un’esperienza umana

Pequod vi propone un’intervista che tenta di approfondire l’esperienza dello sfratto, dell’“espropriazione per pubblica utilità” che nel concreto significa abbandonare forzosamente la propria casa, in virtù della realizzazione di un progetto più grande. Anche quando non si condivide tale progetto.
 Ne abbiamo parlato con Alessandra Zanini, dietista di 25 anni che ha sempre vissuto in un’abitazione di via Toscana, a Brescia, fino a quando le hanno comunicato di dover lasciare la sua casa per la realizzazione di una tratta ferroviaria ad alta velocità.
 Ciò che spesso sfugge tra le pagine dei quotidiani è la dimensione umana di tali esperienze, che tocca tutti al di là delle personali posizioni ideologiche e dei tecnicismi.
  
Alessandra, partiamo dall’inizio: la tua famiglia come ha saputo dell’esproprio? Sul Giornale di Brescia (26 luglio 2012) leggo le parole di Maurizio Zanini, tuo padre: siete stati informati solo dai giornali?
 «Tutto è iniziato nel luglio 2012, quando da un articolo del Giornale di Brescia si parlava di lavori in città che nei prossimi anni avrebbero recato disagi al traffico e alla cittadinanza; tra questi c’erano quelli previsti per il TAV a Brescia, con l’abbattimento di alcune palazzine. C’era la foto di casa nostra.
 Solo in via Toscana si tratta di 23 abitazioni; si aggiungono le 4 di Villaggio Violino e i giardini privati di via Roncadelle, per un totale di circa cento persone coinvolte direttamente.
 Abbiamo chiesto informazioni alle amministrazioni, ma nessuno sembrava saper nulla. Ad agosto arrivano le prime comunicazioni di Italferr [ditta incaricata dei lavori per la tratta bresciana del TAV, n.d.A], che chiede di formulare una proposta di indennizzo per l’esproprio della propria casa, ma cercando sul sito di Italferr apprendiamo che l’ammontare degli espropri era già stato fissato. Intanto nessun politico o ente competente ci ha dato informazioni, lasciando che si generasse il panico totale. Considera che la maggior parte dei coinvolti sono anziani che vivono in casa loro “da tutta una vita” e lì hanno cresciuto tutta la famiglia.»
Le case di via Toscana che saranno abbattute per la costruzione del TAV.
Quali sono state le risposte del comune di Brescia?
 «Dopo una pressante richiesta mediatica, il 2 ottobre 2012 riusciamo ad avere un incontro con il sindaco di Brescia (ai tempi Adriano Paroli) e Italferr, che ribadisce di non voler modificare il progetto per evitare di abbattere le case coinvolte.
 A fine anno si ha solo la certezza che le case dovranno essere lasciate entro fine 2013, ma a febbraio Italferr comunica che chiede la disponibilità delle case entro gennaio 2014. Essendo vicino alle elezioni amministrative, Paroli, sindaco PDL in carica, fa promesse di ogni tipo agli abitanti di via Toscana: parla di salvare una palazzina, di ricostruire una “piccola via Toscana” in una zona vicina… ma la realtà è diversa. La gente era spaventata, le mie vicine di casa più anziane si auguravano di morire prima di dover lasciare casa. Intanto Italferr fa un vero e proprio ricatto: o accettate i soldi dell’indennizzo o subentra l’esproprio coatto e venite sbattuti fuori senza prendere niente.
 Gli abitanti di via Toscana, uniti in un comitato per tutelarsi, riescono a ottenere un incontro con i principali candidati sindaci e proiettano il video Tav – Storie di espropri a Brescia, per far capire a tutti che la casa non è solo mattoni, soldi e nulla più. La casa è ricordi, emozioni, sentimenti. In questo penoso incontro i candidati si dimostrano completamente disinformati sulla questione TAV a Brescia, fatto seriamente vergognoso visto il costo e l’impatto ambientale che ha sulla città.
 Con l’aiuto di un tecnico il comitato obbliga Italferr a riconsiderare il valore effettivo di ogni abitazione e così l’indennizzo diventa più congruo al valore della casa, ma non permette di ricomprarsene una di uguali caratteristiche e soprattutto non considera il danno morale alle persone, costrette ad abbandonare abitudini e ritmi di vita consolidati.
 Da settembre 2013 iniziano le prime cessioni obbligatorie delle abitazioni, che tra pochi giorni saranno completamente vuote.»
Come pensavate sarebbe cambiata la vostra vita e come è realmente cambiata, nel quotidiano?
 «Abbiamo passato un anno e mezzo devastante, pieno di sofferenza, rabbia e frustrazione per non essere riuscite a far nulla per le nostre case e a far capire che il passaggio del TAV creerebbe danni a tutti: inquinamento, devastazione ambientale e disagi dovuti ai lavori. Molte persone ancora non sanno, o forse fingono di non sapere. Come i negozianti e i cittadini che fingono di non sapere che si troveranno i cantieri davanti alle attività, sotto le finestre di casa. Per ora non c’è, quindi non è un problema. La storia della Val Susa e di altre città già segnate dal TAV purtroppo alla popolazione “media” non è arrivata nel modo giusto. Credo che in questo caso i mass media abbiano creato lostereotipo del No Tav = Black Block che spaventa chi non conosce i motivi e le modalità di questa lotta.»
È da quel momento che hai deciso di partecipare attivamente nel gruppo NoTAV di Brescia oppure eri già coinvolta nelle iniziative?
«Da agosto 2012, conoscendo gli attivisti della Rete Antinocività Bresciana, decidiamo di creare un gruppo, inizialmente composto da 3-4 persone tra cui io e mia sorella Valentina, per fare informazione sul TAV nella nostra città. Il gruppo cresce e creiamo varie iniziative: spettacoli di teatro, presidi, volantinaggi, presentazioni di libri, proiezioni di video, dibatti ecc. Partecipiamo anche a livello nazionale a una lotta che negli ultimi tempi è emersa non solo come lotta contro un treno, ma contro un modello di sviluppo che non funziona.
 Essendo parte di Rete Antinocività per noi la questione ambientale di Brescia è un punto fondamentale per far emergere come i soldi pubblici vengano spesi per grandi opere i cui i profitti vanno a pochi, mentre l’ambiente e la salute dei cittadini sono all’ultimo posto nell’agenda della amministrazioni.»
 
Una delle prime iniziative organizzate da Alessandra Zanini all’intero del gruppo No TAV.
Se l’“espropriazione per pubblica utilità” è un provvedimento giuridico che sacrifica il bene privato per il bene della collettività, quali considerazioni puoi fare, considerando le specifiche problematiche di Brescia?
 «“Bene della collettività”? Sia l’attuale sindaco Del Bono che la dirigente Italferr della tratta bresciana, a questa domanda hanno saputo rispondere solo: «Un guadagno di più di 10 minuti di tempo tra Milano e Brescia». A che costo però? 2 miliardi di euro e capannoni, case, campi espropriati e distrutti… e un biglietto che sarà inaccessibile a tutti.
 Pensa che a Brescia questa bretella non doveva nemmeno passare… l’ha voluta, per il prestigio della città, l’ex sindaco PD Corsini, amico di partito della Lorenzetti, arrestata per il traffico illecito di rifiuti legato al TAV.
 In generale, Brescia è in uno stato di emergenza ambientale. L’acqua è contaminata da cromo esavalente, sostanza cancerogena, tanto che in alcune zone l’acqua del rubinetto è non potabile. Anche l’aria è molto inquinata; nelle scorse settimane oltre a PM10 è stata rilevata una concentrazione di PCB inspiegabile. E poi la contaminazione del suolo con materiale radioattivo, amianto…
 Viviamo in una città letale e le cose non cambieranno finché la gente non cambierà mentalità.»
 
Sacchi di amianto presso il cantiere TAV di via Roncadelle (BS), il settimo ritrovamento di sostanze nocive in poco più di 2 km di tratta in fase di esecuzione dei lavori.
 
Denuncia del ritrovamento di amianto sul Giornale di Brescia del 4 aprile 2014.
Nella foto, a destra, Valentina Zanini.
Tu e tua sorella state realizzando un video per raccontare la vostra esperienza e la difficoltà anzituttoumana di affrontare l’allontanamento forzoso dalla propria casa…
 «È un’idea di mia sorella, che ha scritto delle frasi su emozioni e pensieri riferiti a ogni stanza della nostra casa. Questo per comunicare quello che abbiamo provato e stiamo provando: dolore, rabbia, rancore… Perdiamo non una casa, ma i ricordi di una vita, i ricordi di nostra madre, di noi piccole… e in tutto questo ci sentiamo solo giudicate, da una parte come “ribelli” e dall’altra come “vendute”. Questo non ci demotiva, anche se portare avanti questa lotta è stato difficile. Per noi la lotta No TAV non finiva terminata una riunione; per mesi si è parlato solo di quello in casa, ogni pranzo e ogni cena. Con le difficoltà che un nucleo famigliare può avere nell’affrontare la cosa. Noi vivevamo solo con nostro padre, che essendo in pensione e avendo due figlie disoccupate, ha deciso di proteggere la sua famiglia accettando l’esproprio. Noi invece avremmo lottato con le altre famiglie.»
Con quale stato d’animo ti sei avvicinata alla “consegna delle chiavi” di lunedì 7 aprile?
 «Abbiamo cercato di non pensarci fino all’ultimo. Sarà difficilissimo, significherà arrendersi, mettere da parte i propri ideali… ma non ci fermerà. Questo è successo a noi, ma non dovrà più accadere! La gente ha il diritto di essere informata! Pensa che alcune persone di via Toscana avevano comprato casa da poco e nessuno li aveva avvisati di quello che sarebbe successo. Questo non è accettabile! Tutti devono capire che dietro a quest’opera si nascondono corruzione, devastazione dei territori, pericoli per la salute dei cittadini e le generazioni future.
 Consegnare le chiavi sarà perdere una parte di questa battaglia, perdere una parte della nostra vita
Articolo tratto da: http://pequodrivista.blogspot.it/

Aggiornamenti da via Roncadelle: prima via interessata a Brescia dai cantieri per l’alta velocità

Lunedì 21/10/2013 – ore 13:00  Abbiamo appena fatto un sopralluogo in via Roncadelle: dell’inizio dei lavori non c’è ancora traccia, troviamo solo i picchetti e le reti che nei giorni scorsi erano stati messi per evidenziare la parte di terreni espropriati.

Nelle prime foto potete vedere la parte di terreni espropriati alle famiglie di via Roncadelle; i picchetti sono a circa 8 metri dalla casa e le famiglie non sanno ancora ad oggi cosa succederà ai loro terreni e dove e se verrà costruito una barriera per proteggerli dal futuro inquinamento acustico dovuto all’alta velocità. Inoltre non sanno se verranno messe in atto delle misure di tutela della casa e del resto dei terreni durante i mesi di cantiere.

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In queste foto potete vedere invece l’ex campo abitato da una comunità Rom che è stato anch’esso picchettato per segnare il confine di esproprio; qui sono state aggiunte anche delle reti e degli ostacoli di cemento probabilmente per evitare che la comunità Rom potesse tornare nel loro terreno.

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A un paio di metri dalle case interessati dagli espropri dei terreni inoltre c’è il cartello che indica i lavori della BRE-BE-MI che sono vicinissimi al prossimo cantiere TAV. Per chi non lo sapesse il tracciato dell’alta velocità a Brescia si inserisce in un contesto territoriale dove esiste una situazione di incredibile concentrazione di infrastrutture: l’esistente ferrovia Mi-Ve, l’autostrada BS-MI e per l’appunto la sopracitata BRE-BE-MI che è costata il triplo di quanto era stato preventivato con una devastazione di 900 ettari di suono agricolo e un “guadagno” in tempo di solo 5 minuti sul percorso Brescia-Milano. Da sottolineare inoltre è l’ennesima l’assurdità di questo progetto che prevede che il flusso dei veicoli si rigetti, in prossimità di Milano, nuovamente sulla rete esistente, congestionandola.

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Vorremo inoltre ricordare a tutti che i lavori in questa parte di tratta sono stati appaltati anche alla ditta Condotte, indagata negli anni scorsi per infiltrazioni mafiose nel sud Italia; questo fatto non ci stupisce dal momento che è risaputo che la costruzione di quest’opera favorisce la crescita dell’intreccio tra partiti-imprenditori-mafie, come d’altronde tutte le grandi opere costruite in Italia.

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A pochi metri dalle case inoltre sono stati messi dei cartelli che indicano la presenza del cantiere per l’alta velocità, e senza troppe sorprese scopriamo che ovviamente anche qui gli abitanti non sapevano nulla.

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Vi terremo aggiornati sulla situazione di via Roncadelle in questo articolo.

Mercoledì 23 /10/ 2013 – da un articolo di Bresciaoggi si legge una dichiarazione del sindaco Del Bono “prima di febbraio del 2014 non ci sarà nessun avvio dei lavori”.

Mercoledì 23 /10/ 2013 – ore 8:00

Un escavatore inizia i lavori solo per qualche ora in via Roncadelle, ecco di seguito le immagini.

I lavori di questa mattina consistono in 2 scavi nell’ex campo Rom, e l’aggiunta di ulteriori picchetti nel campo successivo a quello delle famiglie espropriate del loro giardino.

Va inoltre sottolineato come i picchetti non seguano una linea dritta, ma abbiano continue rientranze lungo il tragitto, non permettendo in questo modo agli abitanti e ai proprietari dei terreni di capire come verranno svolti i lavori e quale sia effettivamente la parte di terreno che perderanno dalle loro proprietà.

 

Giovedì 24 /10/ 2013 – ore 15:00

Proseguono gli scavi e i lavori del sondaggio del terreno nei campi limitrofi a via Roncadelle. Questo pomeriggio è stato fatto uno scavo parallelamente alla MI-VE e hanno sondato il terreno con metal detector. Ecco le immagini della giornata.

ore 16:30

Continuano gli scavi.

Lunedì 28 /10 /2013 – ore 8:30

Ieri mattina hanno ricominciato a lavorare e alle 18:30,  tornando a casa un abitante di via Roncadelle, proprietario di uno dei giardini espropriati, ha trovato tutto il suo giardino recintato con la rete arancione, dove erano stati precedentemente messi i picchetti dell’esproprio. Stessa sorte anche per gli altri abitanti della zona limitrofa. I lavori continuano e nessuno informa queste persone! Torniamo a sottolineare con indignazione il fatto che la cittadinanza ancora non sappia la sorte a cui andrà in contro la nostra città!

Lunedì 04 /11 /2013 ore 12:00

I lavori continuano iniziando a devastare seriamente il territorio interessato e non sono state messe in atto misure di tutela adeguate al fatto che a pochi metri ci sono delle abitazioni.

Uno degli abitanti interessati ci riferisce che “la recinzione non è salda ma è di plastica e più che una recinzione è una segnalazione di cantiere, va benissimo in campagna, ma non nei pressi delle abitazioni, è già stata fatta cadere (da ignoti, un paio di notti fa, penetrati nelle proprietà rimaste, probabilmente in cerca di rottame o altro).”

Inoltre ci riferisce che “questa mattina hanno rimosso, con l’escavatore, la pavimentazione di autobloccanti nella parte espropriata, senza aver l’accortezza di tagliarla sul confine d’esproprio, con il risultato che mi hanno rovinato anche la parte in proprietà, rendendola inutilizzabile.”

Inoltre il personale delle varie imprese, nonostante sia stato pregato più volte di non passare dalle loro proprietà per recarsi o allontanarsi dal cantiere, spesso disattende tale preghiera.

Gli abitanti interessati si domandano, visto che il sindaco ha promesso pubblicamente di tutelare e stare vicino ai cittadini riguardo alle problematiche risultanti dai lavori della TAV , a chi potrebbero rivolgersi per essere tutelati. Questo è solo l’inizio dei lavori nella nostra città in una parte relativamente poco problematica, pensate quando si avvicineranno a via Corsica e via Dalmazia e i lavori verranno fatti con le stesse modalità che disastri che verranno a creare. E i cittadini non sanno ancora nulla, o fingono di non sapere per non pensarci.

Lunedì 27 /01 /2014 ore 15:00

Dopo un lungo periodo in cui non stati fatti lavori , è da qualche giorno che un’escavatore cingolato sta lavorando nel campo a ovest dell’area che era di proprietà della comunità Rom. Da alcuni giorni hanno portato alcuni mezzi: stanno infatti sistemando il piazzale che useranno per baracche e uffici (dove una struttura è già stata posizionata) e parcheggio mezzi, in via Roncadelle a nord della Mi-Ve.

In silenzio e fingendo il nulla continuano quindi i lavori di ingresso dell’alta velocità a Brescia. Le amministrazioni continuano a negare alla cittadinanza le informazioni a riguardo di quest’opera, ai lavori, ai disagi e alle precauzioni che dovrebbero prendere per la nostra salute e per chi abita o ha attività a ridosso dei cantieri.

Italferr sta ritardando inoltre i pagamenti degli indennizzi di terreni e delle proprietà espropriate.

 

TAV: assemblea pubblica verso la manifestazione NO TAV del 16 novembre

In preparazione alla manifestazione a Susa del 16 novembre, Rifondazione Comunista, C.s. 28 Maggio, Sinistra Anticapitalista e Ross@ propongono un’assemblea pubblica martedì 12 novembre alle ore 20:30 presso la sede Casa della Sinistra in via Eritrea 20 (vicino al BresciaOggi) a Brescia.

Si parlerà del TAV insieme a:
• Nicoletta Dosio ( No Tav Val Susa)
• Alcuni esponenti del gruppo No Tav Brescia e del Coordinamento No Tav del Basso Garda e delle Colline Moreniche
• Alcuni cittadini coinvolti direttamente da espropri per i lavori in via Roncadelle e via Toscana a Brescia

Invitiamo tutti a partecipare e condividere questa importante serata per continuare a fare informazione costruire una lotta insieme anche nella nostra città!

 

Tav, le richieste della Loggia

Il passaggio della Tav in città porterà benefici, ma anche tanti disagi. Ne è consapevole il sindaco Emilio Del Bono, che ieri ha annunciato di avere aperto una trattativa con Italferr, il braccio ingegneristico delle Ferrovie dello Stato, sulla partita delle compensazioni. L’impatto più diretto sulla cittadinanza l’hanno avuto, per la verità, gli interventi di esproprio in via Toscana, «che sono già stati oggetto di transazione – ha ricordato ieri il primo cittadino -. Ci risulta che l’80 per cento abbia trovato un accordo e di abitazioni direttamente coinvolte non ce ne sono altre». Tuttavia l’entrata della linea ad alta velocità per 7 chilometri nell’area urbana è un processo complesso «che dovremo governare», ha aggiunto Del Bono. Per la tratta da Treviglio a Brescia – ha ricordato poi – sono già previsti investimenti pari a oltre 2 miliardi di euro. «Ci permetterà di collegarci a Milano in 35 minuti», ma non sarà un intervento indolore.  Ci saranno i problemi quotidiani legati ai cantieri che serviranno per quadruplicare la linea ferroviaria (la nuova correrà parallela all’attuale sedime, con un allargamento). È vero anche, però, che una porzione della città sarà completamente ridisegnata, e può essere un’occasione per sistemare ad aree oggi degradate. L’AMMINISTRAZIONE, che ha seguito da vicino nelle scorse settimane la partita di via Toscana, ha voluto dunque muoversi per capire le intenzioni di Italferr. Non solo, ha avanzato una serie di richieste aggiornandosi con la società al 18 novembre, data nella quale – ha annunciato ieri il sindaco – «sarà chiarita la tempistica degli interventi». Anche se quel che è certo è che «prima di febbraio del 2014 non ci sarà nessun avvio dei lavori». Anche perché la sfida è dar vita prima di Natale ad una sorta di operazione trasparenza, in modo che i cittadini sappiano cosa li aspetta: «Abbiamo chiesto a Italferr di presentare con una convention pubblica tutti i benefici, gli effetti e i cambiamenti che la Tav porterà alla città – ha spiegato il primo cittadino -. Mi farò carico di tutelare la cittadinanza e di fare in modo che abbia un giovamento dalla realizzazione dell’opera, pur lontana nella sua genesi». Il carnet di desiderata consiste, in estrema sintesi, in una serie di interventi che la Loggia chiede a Italferr di realizzare contemporaneamente ai lavori per l’infrastruttura, che deve entrare in funzione entro dicembre 2016. «La zona intorno alla Stazione ha bisogno di essere messa a posto – ha detto il sindaco -. E poi mitigazione, barriere fonoassorbenti, e il grosso della partita si gioca sul calmierare l’impatto dell’intervento sulla mobilità». Per le risposte bisognerà attendere metà novembre.

 

TRA LE TANTE COSE CHE VORREMMO CAPIRE DOPO AVER LETTO QUESTO ARTICOLO, SIAMO PROPRIO CURIOSI DI SENTIRE QUALI SAREBBERO, SECONDO IL NOSTRO SINDACO, I BENEFICI CHE LA TAV PORTERA’ NELLA NOSTRA CITTA’.

 

Articolo tratto da: bresciaoggi.it

Via Roncadelle – Da domani l’ingresso dei cantieri TAV a Brescia!

Condividiamo la lettera che Valentina, componente del gruppo No Tav Brescia, ha scritto oggi a tutti i quotidiani locali per informare la cittadinanza dell’inizio dei lavori della TAV a Brescia.
Ovviamente nessuno sapeva niente, ma come stupirsi date le modalità che hanno avuto negli ultimi anni a proposito di questa “grande opera”.
Mi chiamo Valentina e sono una dei “famosi” espropriati delle case di Via Toscana dal passaggio del Tav (Lotto Treviglio-Brescia).
Le vicende legate alla mia casa sono ormai note a tutta la cittadinanza, mentre mi rendo conto che è molto meno conosciuto il destino di altri nostri concittadini.
Domani mattina, lunedì 21 ottobre 2013, inizieranno i lavori di sgombero e presa di possesso di alcuni terreni in Via Roncadelle.
Forse molti non sanno che parte di questi terreni-giardini sono di proprietà di due famiglie bresciane e si trovano a ridosso delle loro case.
I trattamenti ricevuti da queste famiglie sono stati i medesimi degli abitanti di Via Toscana, come del Villaggio Violino.
La scoperta a meno di un anno dall’inizio dei lavori dell’esproprio del proprio bene (vorrei ricordare che io l’ho scoperto leggendo per caso il giornale!), il non sapere esattamente cosa accadrà, il non conoscere le tempistiche di esecuzione e soprattutto le condizioni di vita dopo i lavori.
Gli abitanti di Via Roncadelle hanno saputo solamente settimana scorsa dell’inizio del cantiere presso le loro case, tramite telefonata della ditta appaltatrice dei lavori Condotte, che intimava loro di sgomberare i beni sui terreni.
Non sanno nemmeno cosa accadrà di fronte alle loro casa, distante appena 8 metri dalla linea di confine dei lavori. La non informazione regna sovrana a Brescia!
Mi chiedo, cosa deve fare un comune cittadino per tutelarsi e conoscere il proprio destino di vita? Le istituzioni nazionali come Italferr non informano, bensì decretano prepotentemente cosa va espropriato. Il loro sito internet di riferimento è per di più un complicatissimi insieme di pensantissime, e poco comprensibili ai più, mappe cifrate da scaricare.
Le istituzioni locali che dovrebbero prendersi carico dei propri cittadini sono assenti o peggio capaci solo di promesse.
Ricordo a tutti che la Tav passerà per Brescia esclusivamente per volere del nostro ex sindaco Corsini, perché i progetti erano ben diversi originariamente. Ex sindaco Corsini, amico di partito della Lorenzetti, presidente/ex presidente di Italferr, il quale durante un incontro privato, non fu nemmeno in grado di spiegarmi esattamente che benefici concreti porterà a Brescia il Tav dal momento che abbiamo già la BreBeMi in costruzione e la nostra attuale linea ferroviaria supporta già l’alta velocità delle Frecce, se non parlarmi di “prestigio” arrecato alla città.
Ricordo che sia l’ex sindaco Paroli che recentemente il sindaco Del Bono avevano promesso di informare adeguatamente la cittadinanza.
Eppure i mesi sono passati, i lavori da domani entreranno prepotentemente a Brescia, colpiscono i cittadini e non se ne parla.
E’ cosi difficile spiegare cosa esattamente accadrà, informare ad uno ad uno tutti i cittadini coinvolti tempestivamente?
A chi bisogna chiedere per sapere quando, quanto e come saranno questi cantieri per Brescia? Quando il Tav uscirà da Brescia per ricongiungersi a Verona, chi e in che modo sarà coinvolto?
Ci sarà un altro “caso” come Via Toscana?
Sono stufa di sentire Primi Cittadini rispondermi che nemmeno loro sanno.
Perché è questa la risposta che mi hanno fornito in questi mesi. E’ mai possibile mi chiedo?
Io una risposta me la sono data. E’ SCOMODO INFORMARE PERCHE’ CREA MALCONTENTO. Crea mal contento a chi non avrà più casa sua, a chi non avrà più terreni o giardini, a chi avrà un muro di 8 metri davanti le finestre, a chi subirà mesi di cantiere con polveri e rumore ogni giorno della settimana, a chi si troverà periodicamente strade chiuse come Via Corsica o Via Dalmazia con disagi al traffico e ai commercianti. E il malcontento fa paura perché i cittadini bresciani non hanno richiesto quest’opera, e la Val Susa non è poi cosi distante da Brescia!
Valentina (No Tav Brescia)

Espropri: ecco cosa prevede la legge!

Per chi non lo sapesse ecco cosa prevede la legge in caso di espropri….http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2012/7/22/NO-TAV-Boccuzzi-Pd-vi-spiego-perche-difendiamo-la-Torino-Lione/266997/

E’ successo agli abitanti di via Toscana e del Villaggio Violino, che hanno scoperto da un giornale quotidiano dell’esproprio della loro casa in tempi che non permettevano più ricorsi legali (non è casuale questa cosa).

Succederà quando la TAV uscirà da Brescia a tutti gli abitanti che “intralciano” il percorso.

DOBBIAMO MUOVERCI PER CAMBIARE LE COSE!

 

 

 

Tav a Brescia….la lotta continua.

Ecco le parole, dopo un anno dalla scoperta, di due delle abitanti di Via Toscana, via che verrà toccata da espropri e abbattimenti per fare posto alla TAV nella nostra città.

Un anno fa la nostra vita è stata stravolta completamente dalla notizia del futuro esproprio e abbattimento della nostra casa. 
La casa in cui siamo nate, cresciute e abbiamo vissuto molti dei momenti più belli della nostra vita con le persone a cui teniamo. 
La casa in cui abbiamo imparato tutto e siamo diventate le persone che siamo. La casa in cui non sono i mattoni che contano, la grandezza delle stanze, la disposizione delle finestre…ma dove sono i ricordi, i sentimenti, le persone che abitano in parte a noi a renderla CASA.
In quest’anno fatto di grandissime sofferenze, sforzi, sacrifici e scelte abbiamo però avuto in parte delle persone meravigliose, delle grandi scoperte che hanno arricchito la nostra vita e reso meno difficile questa brutta vicenda. 
Ce ne sono poi state molte che ci hanno fin da subito girato le spalle, che se ne sono fregate dei sentimenti e degli ideali e non hanno capito cosa stessimo provando in tutto ciò. 
Dopo un anno fa ancora male sapere che per un qualcosa di inutile e dannoso, che per i guadagni di pochi noi perderemo una cosa così importante per noi, una certezza, una sicurezza che tutti dovrebbero avere il diritto di avere. E non è solo questo che ci fa male; anche se la nostra casa non venisse toccata questo progetto troverebbe il nostro totale dissenso, sia qui che ovunque. 
Ci dispiace che molte persone che credono nelle nostre stesse cose per diversi motivi abbiano deciso di lasciarci soli davanti a questo “mostro” che ci ha completamente travolti. Non li capiamo e non li capiremo mai. Forse, e diciamo forse, se loro ci fossero stati le cose sarebbero potute andare diversamente…ma non lo possiamo sapere. 
Noi, nonostante la sofferenza, abbiamo cercato di fare tutto quello che era in nostro potere e che eravamo in grado di fare, aiutate e supportate da quelle persone splendide che abbiamo scoperto e da chi, molto spesso inaspettatamente, ha preso a cuore questo problema.
Sono passati 365 giorni e l’unica certezza che abbiamo è che questa casa tra qualche mese ci verrà portata via. E poi….poi nessuno lo sa.
Tra qualche mese non sappiamo che ne sarà di noi…non sappiamo che ne sarà delle nostre vecchiette che ci hanno visto crescere, non sappiamo nulla…e fa male non sapere. Fa male sopratutto perchè non è una nostra scelta questo cambiamento. 
Sappiamo però che noi non smetteremo di lottare per le poche cose in cui potremo cambiare qualcosa, non smetteremo di credere che informando le persone il futuro possa cambiare. Non è facile non smettere di farlo, ma ci proveremo. La lotta continua. 

Grazie a chi ha lottato, lotta e lotterà con noi.

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TAV: per la tratta Brescia-Verona stanziati un miliardo e 600 milioni in 15 anni

«Un miliardo e 600 milioni in 15 anni per la realizzazione dell’alta velocità tra Brescia e Padova, vale a dire 120 milioni l’anno, e tre milioni di contributo straordinario per Veronafiere». Sono queste, afferma il sottosegretario all’Economia e finanze Alberto Giorgetti, «le due efficaci risposte del Governo inserite nella legge di stabilità appena varata». Per l’esponente di governo del Pdl, «si tratta di interventi strategici che proseguono il lavoro svolto dal sottoscritto e dal Governo negli anni scorsi a favore di Verona e del Quadrante Europa». Interventi, sostiene, «finalizzati a incentivare la ripresa e a consentire al sistema Paese di reggere la sfida dei prossimi anni». Per Giorgetti «questa rappresenta la migliore risposta a considerazioni stantie ascoltate in recenti consessi». La legge di stabilità ora passerà al vaglio della commissione per la conversione in legge che dovrà avvenire entro 60 giorni con modifiche ed emendamenti. I tre milioni di finanziamento per la Fiera, contenuti nel cosiddetto «fondo Letta», sono finalizzati allo sviluppo delle infrastrutture e al piano degli investimenti, e una quota parte probabilmente verrà anche investita per il padiglione di Veronafiere all’Expo 2015. Lo stesso ministro delle Politiche agricole Nunzia De Girolamo nei giorni scorsi aveva fatto sapere che, grazie anche alla legge di stabilità, parte dei fondi per l’Expo saranno destinati al padiglione del vino. E di questo padiglione aveva parlato a margine del forum Eurasiatico, svoltosi alla Gran Guardia, anche l’amministratore delegato di Expo 2015 Giuseppe Sala. Su un milione di metri quadrati di esposizione, il padiglione Italia ne avrà a disposizione 2.500 per promuovere a livello internazionale il vino italiano, targato Vinitaly. Verona aveva dato la disponibilità a giocare un ruolo di regia istituzionale e operativa assieme al ministero delle Politiche agricole per la progettazione e la gestione del padiglione del vino italiano. A tale proposito, Vinitaly è la prima fiera al mondo per il settore del vino, con 4.200 espositori da oltre 20 Paesi. All’Expo ci saranno 232 delegazioni internazionali, fra politici, uomini di governi, industriali. Inoltre si prevedono 30 milioni di visitatori. Quanto all’alta velocità-alta capacità ferroviaria, secondo Giorgetti «i nuovi investimenti contenuti nella legge di stabilità apriranno la strada, nei prossimi anni, all’erogazione di nuovi fondi da parte del Parlamento. In poche parole si tratta di un intervento strategico». Nelle tabelle della legge di stabilità, si citano la tratta Brescia-Verona-Padova della linea ferroviaria Av/Ac Milano-Venezia, la tratta Apice-Orsara e la tratta Frasso Telesino-Vitulano della linea ferroviaria Av/Ac Napoli-Bari. Il testo, inoltre, recita che «il Cipe può approvare i progetti preliminari delle opere indicate al primo periodo anche nelle more del finanziamento della fase realizzativa e i relativi progetti definitivi a condizione che sussistano disponibilità finanziarie sufficienti per il finanziamento di un primo lotto costruttivo di valore non inferiore al 10 per cento del costo complessivo delle opere». E continua: «A tal fine è autorizzata la spesa mediante erogazione diretta di 120 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2015 al 2029».

 

Articolo tratto da: http://www.larena.it/stories/Cronaca/578269_alta_velocit_soldi_confermati_arrivano_16_miliardi_in_15_anni/?refresh_ce&scroll=2080

Intervento carro NO TAV – Ecoparade 2013

Molti di voi si staranno chiedendo perché oggi ci siamo fermati in questo piccolo quartiere di Brescia. Siamo nel quartiere Don Bosco, un quartiere composto da case, giardini e tranquillità.
Forse molti non lo sanno, come non lo sa ancora la maggior parte dei bresciani, che proprio in questo quartiere tra meno di 7 mesi inizieranno i cantieri per la TAV.
La nostra città in questi ultimi anni è stata interessata da decine di speculazioni edilizie riguardanti la viabilità.

Solo a Brescia coesistono:
-la CORDA MOLLE per la quale sono stati spesi 230 milioni di euro ed ha un utilizzo pari solamente a 4.500 veicoli al giorno, su una capacità potenziale di 80 mila veicoli
– La BRE-BE-MI: costata il triplo di quanto era stato preventivato con una devastazione di 900 ettari di suolo agricolo e un guadagno, se di guadagno possiamo parlare, in tempo di soli 5 minuti sul percorso Brescia – Milano. 
– il TRASPORTO PUBBLICO bresciano è inefficiente e mal organizzato: Brescia è una delle città con l’aria più inquinate da PM10. Nella provincia di Brescia solo il 24% degli spostamenti viene effettuato con treno o autobus. Manca inoltre un’ offerta di servizi integrati e coincidenti tra i vari trasporti. Chi di voi è venuto qui oggi da altre città si sarà reso conto di persona di questa grave carenza.
– l’ AEREOPORTO DI MONTICHIARI: ha visto transitare nel 2012 solo 22.000 passeggeri. Consideriamo come paragone che Crotone, che è considerato il peggior aeroporto del sud, ne trasporta più di 154.000. Da quando è stato costruito, già 12 anni fa, sono stati maggiori i costi dei ricavi. Senza dimenticare i danni a livello ambientale: inquinamento da polveri e inquinamento acustico.
– la METROPOLITANA: vanto delle ultime due amministrazioni comunali, Pd e Pdl per la quale sono stati spesi 935 milioni di euro per solamente 13 Km . 13 km che coprono cosi marginalmente il territorio di Brescia e provincia da essere sostanzialmente superficiali. Ricordiamo che il Comune di Brescia ha partecipato alle spese investendo 400 milioni di euro e indebitandosi per i prossimi 30 anni.

E ora, come se non bastassero corda molle, autostrade, tangenziali, BRE-BE-MI, aeroporto, metropolitana pure la TAV a Brescia. Perché noi bresciani non ci facciamo mancare nulla!

Il treno ad alta velocità solamente per il lotto Treviglio-Brescia costerà 2 miliardi e 50 milioni di euro.

Solo a Brescia per i lavori della TAV verranno espropriate più di 70 persone della loro casa, senza contare terreni, giardini e altre proprietà.
Siamo qui oggi perchè questo quartiere sarà il più colpito. A gennaio 2014, 23 abitazioni in Via Toscana verranno abbattute, verrà costruito un muro di 6-8 metri che affiancherà la linea ferroviaria e murerà decine di case, ci saranno mesi di cantiere con relative conseguenze di disagi al traffico e inquinamento per le polveri dei lavori.
A pochi metri da qui c’è un asilo e delle scuole. Il comune non ha previsto ad oggi nessun piano per salvaguardare la salute di questi bambini che respireranno polveri dannose per il loro organismo!

E sapete la cosa più curiosa? Nonostante i progetti definitivi siano del 2009 i cittadini coinvolti lo hanno saputo solamente a luglio dello scorso anno leggendo i giornali.
Famiglie, tanti anziani, bambini, animali che verranno sradicati dal loro case e dalle loro vite! Provate a chiedere a qualcuna di queste persone come stanno… ci sono anziani che sperano di morire prima di vedere la loro casa e con essa i loro ricordi abbattuti!

Ma non solo Via Toscana, anche il Villaggio Violino e Via Roncadelle, per fare solo alcuni nomi, saranno colpiti dal passaggio dell’alta velocità.

La TAV a Brescia per cosa?
Per migliorare le condizioni dei pendolari che sono tutti i giorni stipati sui pochi treni regionali rimasti perché le frecce sono troppo care? NO!

Per congiungere Brescia al famoso corridoio 5 che attraversa tutta Europa? NO!

Molte nazioni tra cui Portogallo, Ucraina e Francia si stanno tirando indietro rispetto al progetto TAV , è un progetto inutile e troppo caro in un momento di crisi economica cosi pesante.

Però la TAV viene costruita in Italia, Perchè?
Perchè la costruzione di opere pubbliche come questa favorisce la crescita dell’intreccio tra partiti politici, imprenditori e mafie e perchè anche se non dichiarato esplicitamente, la TAV a Brescia servirà da vetrina per l’Expo 2015!
E sapete il suo costo? Se in spagna costa 9 milioni di euro al Km, in Francia 10… in Italia, in base alle tratte varia da 60 a 96 milioni di euro al Km! Secondo voi la mafia in questo aumento esponenziale dei costi non centra nulla???

Altro che interesse per i pendolari e per il cittadino! Altro che continuare ad attaccare i NO TAV dicendo che sono contro il progresso!

In città esiste già la linea ferroviaria Milano-Treviglio-Brescia, non ne serve una nuova, basterebbe ottimizzare i servizi già esistenti e costruire un piano logistico dei trasporti basato sulle esigenze reali dei viaggiatori!

Esistono inoltre i progetti per il proseguimento della tratta da Brescia verso Verona. Ovviamente nessuno ne parla date le pesanti conseguenze che avrà sul territorio, conseguenze ancora più grosse per la cittadinanza che quelle attuali.

Perché la TAV non è una questione che riguarda solo la Val Susa, dobbiamo prendere esempio dalla valle e salvaguardare anche noi il nostro territorio, la TAV riguarda tutti noi e anche Brescia!

E come ha scritto un giornalista qualche tempo fa: nessuno nega che tra i NO TAV non ci siano dei violenti, ma fino a quando sono stati pacifici nessuno li ascoltava. E tra l’altro anche tra la polizia ci sono dei violenti, ma li sono più difficili da riconoscere perché nascosti dai caschi!

NOI DICIAMO NO ALLE SPECULAZIONI SULLA VIABILITA’, DICIAMO NO ALLA DISTRUZIONE DEL NOSTRO TERRITORIO, DICIAMO NO AD ALTRO INQUINAMENTO NELLA NOSTRA CITTA’, DICIAMO NO ALLA TAV!!!

Il caso di via Roncadelle: NO TAV BRESCIA incontra altre persone danneggiate dal passaggio della Tav in città

Come ormai è risaputo il passaggio della TAV per Brescia non creerà danni solo agli abitanti di via Toscana e del Villaggio Violino.

roncadelle

Iniziano a farsi sentire anche le voci di via Roncadelle e di chi per il passaggio di questa “grande opera” dovrà sacrificare qualcosa di personale.

Ad essere colpiti dall’alta velocità, in questo frangente di territorio bresciano, sono alcune famiglie Rom, che verranno espropriate del campo di loro proprietà dove sono alloggiate le loro roulotte e nel quale vivono da più di 10 anni, e tre famiglie di una villa che vedranno espropriato, nella quasi totalità, il giardino adiacente la loro abitazione.

Come si può osservare dalla fotografia riportata qui sopra, la parte interessata dagli espropri è quella compresa tra la linea ferroviaria e la linea rossa.

Come è già successo per via Toscana e per il Violino, le modalità di intervento di Italferr sono le medesime: anche gli abitanti di  via Roncadelle hanno ricevuto la raccomandata dove veniva comunicato l’esproprio del loro proprietà solamente lo scorso agosto 2012.

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Anche in questo caso, non si ha nessuna notizia certa riguardo i tempi di esecuzione dei lavori e quello che effettivamente accadrà nella zona colpita.

Gli abitanti di via Roncadelle, già toccati dal vicino passaggio della BRE-BE-MI, dovranno affrontare il nascere di nuove problematiche legate al passaggio della Tav: la comunità Rom dovrà trovare e acquistare un’altra area dove collocare le roulotte, mentre le famiglie della villetta coinvolta saranno interessate dai cantieri e dai lavori della nuova linea ferroviaria. Linea ferroviaria che si avvicina considerevolmente alla loro abitazione e che non esclude la costruzione del muro di 8 metri davanti alla loro residenza.

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Il sentimento che unisce gli abitanti di via Roncadelle agli abitanti di via Toscana e del Villaggio Violino, è quello di un completo abbandono dei cittadini da parte delle istituzioni competenti, nella fattispecie il Comune di Brescia, di un’ incompleta e tardiva (ricordiamo che il progetto definitivo dell’opera risale al 2009) informazione riguardo ai lavori e agli espropri, oltre alla consapevolezza di una pesante ingiustizia subita. Ingiustizia resa ancora più gravosa dalla coscienza comune dell’ inutilità e dell’ assurdo sperpero di denaro pubblico che, una grande opera come l’ Alta Velocità, comporta.