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Appello 8 marzo No Tav, a Venezia contro il vertice Renzi-Hollande per la TORINO-LIONE

Nonostante le poche informazioni in merito, abbiamo appreso che l’8 marzo si svolgerà a Venezia un vertice bilaterale tra Italia e Francia per avviare l’iter parlamentare europeo di rettifica del protocollo di intesa sull’apertura dei cantieri per l’opera definitiva della TORINO-LIONE.

Stiamo parlando di un iter che è molto in ritardo rispetto alla tabella di marcia e che dovrà concludersi in sede europea entro fine dell’anno, a rischio ci sarebbero i soldi della UE a finanziamento dell’opera.
L’incontro bilaterale verterà anche su altri temi, tanti i progetti in discussione, ma soprattutto il loro percorso di finanziamento in sede europea.

Denari stanziati che, è bene non dimenticare, non sono il frutto del sudore di Renzi ed Hollande ma del nostro, degli europei, di chi lavora e di chi sopravvive a fatica nella crisi; ogni euro, insomma, destinato a quest’opera inutile e dannosa è sottratto a qualcosa di veramente utile per tutti e tutte.
Continuiamo infatti a parlare di un’opera che si è già rivelata un pozzo senza fondo, a partire dell’apertura del cantiere per il tunnel esplorativo a Chiomonte nel 2011, una sola galleria messa per traverso rispetto a quello che dicono sarà il tunnel vero e proprio che dovrebbe attraversare le Alpi. Un cantiere ad oggi attivo a fasi alterne nonostante le roboanti dichiarazioni, che devasta il territorio, inquina le nostre acque e la nostra aria e specula continuativamente sui costi.
Il tunnel di base che oggi appare ancora molto lontano, prevederebbe 2 gallerie lunghe 57 km mentre oggi quello “esplorativo” è arrivato a 4 km in 4 anni sugli 8 previsti (considerando la dichiarazione di apertura del cantiere). Tempi raddoppiati, costi aumentati; quello di Chiomonte, a conti fatti, si rivela il cantiere perfetto per imprenditori e governo: abbastanza lento, chissà se e quando finirà e nel frattempo continua a mangiare soldi pronti ad essere ridistribuiti a chi è dentro l’affare. C’è chi ringrazierà Renzi ed i suoi amici, ne siamo sicuri.
Nel 2012 andammo a Lione a contestare il vertice tra il nostro paese e quello francese e ricordiamo bene quella che fu l’accoglienza delle autorità francesi che con polizia e blocchi tentò di non farci raggiungere la città, inutilmente.
Pensiamo che la nostra presenza l’8 marzo a Venezia sia importante e ci stiamo organizzando per esserci.
Invitiamo tutti i No Tav e tutti i Comitati e le realtà attive sul territorio veneto e non solo a mobilitarsi insieme a noi, per continuare la battaglia più ampia per la difesa dei territori e contro le speculazioni dei governi italiano ed europeo.
Mentre intorno a noi, in questa ingiusta Europa, si chiudono frontiere e si alzano barriere, pensiamo che Renzi ed Hollande non meritino una vetrina immacolata per mostrare i loro disastri.
Ci vediamo a Venezia l’8 marzo!
Avanti No Tav!

La Banca Europea non finanzierà il TAV Brescia-Verona!

IMG-20151007-WA0008L’eurodeputato Marco Zanni del Movimento 5 Stelle ed il consigliere  M5S del comune di Verona, Gianni Benciolini, hanno presentato rispettivamente una interrogazione a risposta scritta alla commissione Ue e un’istanza all’Olaf per bloccare i supposti finanziamenti, annunciati dall’ex Ministro Maurizio Lupi, da parte della Bei per il progetto alta velocità, tratta Brescia-Padova.

La commissione UE ha comunicato che «la Banca Europea per gli  investimenti non ha approvato e attualmente non è coinvolta nel progetto citato nell’interrogazione».

«La risposta della Commissione – dichiara Benciolini – smentisce completamente gli annunci di Lupi del 6.12.2014 pubblicati sul quotidiano nazionale il Sole 24 Ore on line, di cui si indica in questo link. Inoltre, anche l’ eventuale emanazione della delibera del Cipe è priva di qualsivoglia efficacia giuridica senza il nulla osta da parte della Corte dei Conti che, ai sensi della l. 19/1994, ha l’obbligo di valutare se il progetto alta velocità è finanziariamente sostenibile e compatibile con il bilancio. Suddetta Procura non è un ufficio “passacarte” ed infatti già nel 2008 ha annullato la delibera Cipe n.10/08 sul nodo di Verona per mancanza di copertura economica. Quindi, i quotidiani che danno per scontato un parere positivo  della Corte dei Conti operano una mistificazione della realtà», conclude Benciolini.

«Il bilancio dello stato – afferma Zanni –  non può garantire la realizzazione dell’opera e le dichiarazioni di Lupi al tempo di Incalza, ora Signorini, che assicuravano l’erogazione di finanziamenti ingenti da parte della Bei, sono state smentite anche dall’Olaf che infatti con una nota di agosto 2015 ha comunicato al consigliere Benciolini che la Bei non finanzierà il progetto ad alta velocità per le tratte citate.

Questa notizia per l’ennesima volta dovrebbe insegnarci a smetterla di delegare e fidarci di chi ci da informazioni di circostanza per addolcire la pillola, come istituzioni e da sempre più tempo i giornalisti: quest’opera la paghiamo noi, ma sopratutto la pagheranno le generazioni future!

E’ ora di dire basta: noi il TAV non lo vogliamo e faremo di tutto per fermarlo!

Per questo motivo  FIRMA la petizione per chiedere il ritiro del progetto a favore del rammodernamento della linea storica e di piccole opere utili!