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6° assemblea: FERMARLO E’ POSSIBILE, FERMARLO TOCCA A NOI

Dopo le partecipate assemblee di Lonato e Calcinato e l’assemblea di questa sera a Montichiari, lunedì prossimo saremo a Brescia, nel quartiere maggiormente colpito dal passaggio dell’alta velocità Treviglio-Brescia.
Ma la tratta non si ferma qui…i cantieri sono appena entrati in città e già si parla della loro uscita per la tratta Brescia-Verona, la cui costruzione comporterà espropri e abbattimenti di altre case e la distruzione della nostra terra, sopratutto nella zona del Basso Garda, compromettendo anche la produzione del Lugana.
E’ per questo che dobbiamo continuare ad informarci ed informare, perchè si possa creare un opposizione alla costruzione di quest’opera inutile e dannosa che continuerà a distruggere la nostra terra e il nostro futuro se non ci mettiamo in prima persona a provare a cambiare le cose!
Un’altra via Toscana non deve succedere, e gli esempi che abbiamo in tutta Italia, come la Val Susa, il Terzo Valico e il Trentino ci dimostrano che uniti possiamo cambiare le cose e difendere i nostri diritti e la nostra terra.
Durante l’assemblea discuteremo anche dell’organizzazione della passeggiata No Tav a San Martino della Battaglia, la prima di tante iniziative che costruiremo insieme per opporci all’alta velocità!

PERCHE’ FERMARLO E’ POSSIBILE, MA TOCCA A TUTTI E TUTTE NOI INSIEME!

Evento facebook: https://www.facebook.com/events/317861255053519/?fref=ts

 

assemblea don corazzina no tav

FERMARLO TOCCA A NOI! ASSEMBLEA PUBBLICA LUNEDI 7 LUGLIO A LONATO

Mentre a Brescia sta arrivando l’alta velocità con il suo carico di disagi (traffico stravolto per due anni in mezza città), devastazione (26 famiglie sfrattate, numerose altre espropriate di giardini e murate dietro a pannelli di cemento di 6 m d’altezza) e probabilmente malaffare (le ditte che la realizzano sono le stesse degli scandali Expo e Mose), il ministro di Comunione e Liberazione Lupi  continua la sua opera di propaganda attorno al Tav. In particolare, recentemente, ha definito come prioritaria la realizzazione della Brescia-Padova, inserita nel cosiddetto “Sblocca Italia”.

Aldilà del tono propagandistico delle sue esternazioni, quest’opera rappresenta l’ennesimo esempio dello spreco di risorse pubbliche (soldi nostri!) che il sistema delle grandi opere ormai incarna in Italia, ossia una cupola in cui partiti politici, imprese costruttrici e mafie continuano ad accumulare enormi ricchezze a danno di tutti noi.

L’inutilità di quest’opera appare ormai in tutta la sua evidenza, come ci dimostrano i continui de- finanziamenti al trasporto pubblico locale e la soppressione dei treni regionali, che ha causato, ad esempio, il raddoppio dei tempi di percorrenza sulla Brescia – Padova nell’ultimo anno.

A questa motivazione va aggiunto l’enorme danno che questa infrastruttura, se non viene bloccata, arrecherebbe al territorio del Basso Garda sia in termini ambientali che in termini economici.

Innanzitutto il consumo di suolo di migliaia di ettari di suolo agricolo con la distruzione, così come denunciano da anni le associazioni dei viticoltori, di numerosi vigneti (si parla di circa 250ha di superficie vitata, pari al 20% di tutta la produzione del Lugana, con una perdita economica pari a 14 milioni di euro annui). Intere frazioni e località di pregio, poi, verrebbero isolate da cantieri decennali, provocando così grandi disagi alle popolazioni residenti e al turismo, oltre a numerosissimi espropri e abbattimenti che ci dovranno, per forza di cose, essere. Nel progetto sono previsti anche dei tunnel (a Lonato il più grande) che sconvolgerebbero l’approvvigionamento idrico della zona e i cui danni, soprattutto all’agricoltura, sono difficilmente stimabili preventivamente, col rischio che si vengano a creare nuove aree aride a valle di questi scavi (la devastazione causata dalla realizzazione dei tunnel TAV nel Mugello ci dimostra la concretezza di questo rischio).

Sappiamo che queste opere per decenni hanno potuto viaggiare con il consenso di una classe politica corrotta che ne spianava (e continua a spianare) la strada sul piano legislativo e abbandona ogni tipo di discussione democratica attorno alla loro effettiva utilità.

Questo fatto ci deve dare la consapevolezza che solo costruendo percorsi di mobilitazione popolare si possono fermare questi progetti.

Sappiamo che il tempo stringe, ma fermare il TAV è possibile.

Perché la nostra terra non è in (s)vendita. Perché il tav non è progresso, ma solo corruzione e malaffare. Perché abbiamo l’obbligo di dare un futuro dignitoso a noi e a tutte le generazioni che verranno.

Per questi motivi invitiamo persone, associazioni, realtà politiche, comitati a dare vita ad un’assemblea pubblica per cominciare a costruire l’opposizione al Tav Brescia-Verona .

Ci vediamo il 7 luglio a Lonato presso la saletta della biblioteca, in via Zambelli 22,  alle 20.30.

FERMARLO E’ POSSIBILE, FERMARLO TOCCA A NOI!

Volantino da stampare e diffondere – FERMARLO TOCCA A NOI