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Tav a Brescia….la lotta continua.

Ecco le parole, dopo un anno dalla scoperta, di due delle abitanti di Via Toscana, via che verrà toccata da espropri e abbattimenti per fare posto alla TAV nella nostra città.

Un anno fa la nostra vita è stata stravolta completamente dalla notizia del futuro esproprio e abbattimento della nostra casa. 
La casa in cui siamo nate, cresciute e abbiamo vissuto molti dei momenti più belli della nostra vita con le persone a cui teniamo. 
La casa in cui abbiamo imparato tutto e siamo diventate le persone che siamo. La casa in cui non sono i mattoni che contano, la grandezza delle stanze, la disposizione delle finestre…ma dove sono i ricordi, i sentimenti, le persone che abitano in parte a noi a renderla CASA.
In quest’anno fatto di grandissime sofferenze, sforzi, sacrifici e scelte abbiamo però avuto in parte delle persone meravigliose, delle grandi scoperte che hanno arricchito la nostra vita e reso meno difficile questa brutta vicenda. 
Ce ne sono poi state molte che ci hanno fin da subito girato le spalle, che se ne sono fregate dei sentimenti e degli ideali e non hanno capito cosa stessimo provando in tutto ciò. 
Dopo un anno fa ancora male sapere che per un qualcosa di inutile e dannoso, che per i guadagni di pochi noi perderemo una cosa così importante per noi, una certezza, una sicurezza che tutti dovrebbero avere il diritto di avere. E non è solo questo che ci fa male; anche se la nostra casa non venisse toccata questo progetto troverebbe il nostro totale dissenso, sia qui che ovunque. 
Ci dispiace che molte persone che credono nelle nostre stesse cose per diversi motivi abbiano deciso di lasciarci soli davanti a questo “mostro” che ci ha completamente travolti. Non li capiamo e non li capiremo mai. Forse, e diciamo forse, se loro ci fossero stati le cose sarebbero potute andare diversamente…ma non lo possiamo sapere. 
Noi, nonostante la sofferenza, abbiamo cercato di fare tutto quello che era in nostro potere e che eravamo in grado di fare, aiutate e supportate da quelle persone splendide che abbiamo scoperto e da chi, molto spesso inaspettatamente, ha preso a cuore questo problema.
Sono passati 365 giorni e l’unica certezza che abbiamo è che questa casa tra qualche mese ci verrà portata via. E poi….poi nessuno lo sa.
Tra qualche mese non sappiamo che ne sarà di noi…non sappiamo che ne sarà delle nostre vecchiette che ci hanno visto crescere, non sappiamo nulla…e fa male non sapere. Fa male sopratutto perchè non è una nostra scelta questo cambiamento. 
Sappiamo però che noi non smetteremo di lottare per le poche cose in cui potremo cambiare qualcosa, non smetteremo di credere che informando le persone il futuro possa cambiare. Non è facile non smettere di farlo, ma ci proveremo. La lotta continua. 

Grazie a chi ha lottato, lotta e lotterà con noi.

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Gli abitanti di Via Toscana di nuovo nel panico: tra meno di un anno senza casa!

Mercoledì 19 febbraio è stata recapitata ad alcuni abitanti di Via Toscana una nuova raccomandata da parte di Italferr.

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La raccomandata detta dei nuovi e sorprendenti tempi di Italferr: informa dell’ultimazione del progetto esecutivo, per la tratta AV/AC Milano-Verona, lotto funzionale Treviglio- Brescia, da parte dell’Appaltatore, indicando come data di inizio dei lavori preliminari maggio 2013 e sancisce la data di disponibilità degli edifici di Via Toscana e della
Viene rivolta inoltre la seguente richiesta “…tenuto conto dell’urgenza ” di verifica, tramite sopralluogo, degli immobili al fine di determinare l’indennità di espropriazione con la conseguente sottoscrizione di un apposito Verbale di Accordi, specifica che “…solo in tale ipotesi sarà possibile dar corso al pagamento dell’acconto secondo modalità che saranno definite, caso per caso, sulla base delle reali esigenze che ci saranno evidenziate durante gli incontri”.relativa procedura espropriativa, in attuazione al Provvedimento di Pubblica Utilità, per il mese di gennaio 2014.

Questa raccomandata giunge agli abitanti di via Toscana dopo quattro mesi di assoluto silenzio dall’incontro con Italferr ed il Comune di Brescia (sindaco on. Paroli avv. Adriano, assessori Vilardi avv. Paola e Labolani Mario) tenutosi i primi giorni di ottobre 2012, durante il quale furono informati che Italferr avrebbe iniziato sin da subito a contattare i proprietari per valutare gli immobili e che l’inizio dei lavori era previsto al villaggio Violino nel novembre 2013 con priorità operativa comunque alle “grandi opere” (sovrappasso tangenziale, fiume Mella, via Dalmazia, via Corsica etc…).

Risulta ad oggi evidente che Italferr sarebbe intenzionata ad entrare in possesso delle loro proprietà entro il prossimo gennaio: tale tempistica rende di fatto nulla l’ipotesi del Sindaco e dell’Amministrazione comunale di ricostruzione degli appartamenti come ipotizzato nella stessa sede d’incontro di ottobre 2012.

Da sottolineare e rendere noto è inoltre l’approccio decisamente poco collaborativo avuto con il personale di Italferr in occasione del limitato accesso agli atti effettuato dal Comitato via Toscana lo scorso dicembre, nel corso del quale i suddetti funzionari presentarono un arbitraria e  decisamente incompleta selezione dei documenti richiesti da vagliare.

Atteggiamento, questo, in netto contrasto con il diritto, sancito per legge, di visionare tutti i documenti inerenti l’opera al fine di verificare la legittimità di quanto gli abitanti di via Toscana stanno subendo.

Ne deriva quindi per i cittadini l’impressione di essere semplicemente un “problema sul percorso tracciato” da liquidare in breve tempo e con modalità alquanto discutibili.
Il Comitato via Toscana ancora una volta si chiede se è accettabile che per un’opera di “pubblica utilità”, come la Tav, si facciano ricadere sul singolo cittadino gli oneri economici: i costi legali, indispensabili a questo punto per aver tutelati i propri diritti, ed i costi relativi all’individuazione di una nuova casa e di un trasloco. Per non parlare dei danni morali  sicuramente non trascurabili.

Gli abitanti di via Toscana inoltre sottolineano il fatto che Italferr ha impiegato ben tre anni dalla delibera del CIPE per dargli una comunicazione e ora concede a loro dieci mesi per strutturare una stravolgimento di vita!