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LETTERA APERTA AL MINISTRO DELRIO : ” CHIEDIAMO LA NON APPROVAZIONE DEL TAV BRESCIA – VERONA “

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Pubblichiamo la lettera che Laura Corsini di No Tav Calcinato ha inviato al  Ministro Delrio e al Ministro Galletti il 12/05/2015.
NESSUNA RISPOSTA E’ MAI ARRIVATA…pubblicata sul BresciaOggi il 20 ottobre scorso . I comitati intanto aspettano e si augurano di incontrare il Ministro Delrio atteso a Verona nei prossimi giorni.  
Gentilissimo ministro Graziano Delrio, questa lettera è rivolta a lei poiché la questione investe il suo ministero. Abbiamo ritenuto doveroso spedire la stessa informativa anche al Ministro dell’Ambiente che, con le controdeduzione poste sul sito a fine marzo 2015 di fatto ha risposto alle numerose osservazioni presentate sull’opera Tav Brescia-Verona confermando a quanto pare la validità di una Via varata 12 anni fa su cartografie addirittura superate. Mi presento: sono Laura Corsini, madre di due figli ai quali ho tentato di passare quei valori morali, civili e cristiani che mi appartengono e che ritengo siano fondamentali per essere cittadini del mondo. Ho insegnato loro il rispetto negli altri inteso anche e soprattutto delle opinioni altrui ma il sangue bresciano che scorre in me, mi ha obbligato a precisare loro che quando qualcuno «non merita rispetto» è corretto comunicare il proprio dissenso. E purtroppo nella vita quotidiana tro! ppo spesso rilevo, con profonda amarezza, atteggiamenti irrispettosi soprattutto di chi non prende decisioni e delega ad altri le proprie responsabilità e di chi non avendo competenze professionali per rivestire ruoli e mansioni, sia a livello pubblico sia privato, provocano con le loro incapacità danni gravi venendo meno a quel principio sancito anche nella legislazione italiana, l’agire come un “buon padre di famiglia”. Ebbene carissimo Ministro le qualità sopra non dovrebbero certo mancare in coloro che amministrano il bene comune: i politici. Per questo oggi rivolgo a lei, anche se ministro delle Infrastrutture da poco, la delusione più profonda verso chi l’ha preceduta che non ha saputo gestire questo «incarico» nell’interesse degli italiani ma solo per esclusivo uso personale e di pochi altri. Le cronache di questi mesi e la trasmissione Report di Rai 3 del 3 maggio 2015 ci hanno ben informato sulla questione. Lei è il presente e proprio nella certezza d! ella sua responsabilità politica a nome mio e dei cittadini che rappresento  siamo a sottoporre alla sua attenzione la nostra più totale contrarietà alla costruzione del Tav Brescia-Verona, infrastruttura che dovrebbe essere approvato a breve dal Cipe nonostante il progetto sia inutile, costoso e cosa molto più grave se avviato «nominato» nelle intercettazioni in mano alla procura di Firenze proprio sulle indagini collegate al «sistema Incalza». Il nostro paese, Calcinato, si trova vicinissimo a quella zona nominata la nuova terra dei fuochi legalizzata, riconosciuta pochi mesi fa a livello nazionale, dove da anni i comitati locali denunciano situazioni negative del territorio sia per inquinamento sia per malattie importanti che troppo spesso sono sinonimi di “una terra malsana” che non potrà che peggiorare con l’arrivo del Tav. Le perplessità sul progetto non sono solo ipotesi di cittadini arrabbiati ma il risultato di anni d’informazioni sull’argomento, di confronto con esperti in materia e d’indicazioni pervenute dagli ent! i interessati al progetto. La Regione Lombardia, per esempio, nella delibera numero X/3055 del 23 gennaio 2015 pur esprimendosi a favore dell’opera nonostante notevole consumo di suolo agricolo – andando, di fatto, contro un’altra delibera presa dalla stessa giunta lombarda ovvero lo stop alla cementificazione-, elenca una serie di condizioni in risposta alle criticità e mancanze che il progetto e Via evidenziano soprattutto il non rispetto delle condizioni di sostenibilità e accessibilità economica del Tav Brescia Verona.
Anche la Provincia di Brescia, alla quale abbiamo scritto come cittadini, ha evidenziato notevoli perplessità sul progetto sulla base di costi eccessivi per treni che non fermeranno né a Brescia né a Desenzano, nè a al Garda (terzo polo turistico italiano) ma assurdità per assurdità la stazione è prevista a Montichiari, con la creazione di uno «shunt» costosissimo e un interconnessione con la ferrovia storica, proprio nel bel mezzo di discaric! he (Montichiari ha circa una ventina di siti di smaltimento di rifiuti ! nel territorio). I passeggeri arriveranno a Montichiari trovandosi di fronte una discarica denominata «Montiriam», dove oggi non vi sono collegamenti di nessun tipo con Brescia e il resto della provincia. Le chiedo se questo è progettazione qualificata, logica e parsimoniosa? Quindi altro consumo di aree agricole anche pregiate, come i vigneti del Lugana e varie aziende produttrici di alimenti Dop per un’altra opera in terra bresciana dopo Tav Treviglio-Brescia, la Corda molle (dove le ricordo non sono ancora stati pagati gli espropriati) la BreBeMi inaugurata proprio dal signor Matteo Renzi il quale dichiarava l’unicità e l’importanza dell’opera, capitali privati per un necessario sviluppo lombardo. L’autostrada è costantemente vuota e oggi nessun gestore di autogrill e compagnie petrolifere ha investito sul tratto Brescia – Milano. Questo risponde all’utilità dell’opera. E i politici dove sono? Purtroppo negli anni abbiamo avuto modo di sentirne tanti sull’argomen! to ma troppi male informati, anche quelli del suo partito. Ministri e assessori che continuano a definire il Tav «un’opera strategica» ingannando i cittadini poiché quando una grande infrastruttura interesserà il 5% della popolazione, mai recupererà l’investimento effettuato incrementando di fatto ancora il debito pubblico italiano.
Anche il Politecnico di Milano e di Torino hanno affermato contrarietà al Tav visto che tutte le linee italiane risultano essere in perdita forse in pareggio la Milano -Bologna. Come mai che nessun documento governativo indica il nome di qualcuno che si assume sul piano tecnico la responsabilità di calcoli qualora fossero inattendibili? Siamo convinti che lei subirà quel «mal lavoro» effettuato dai suoi predecessori (ci riferiamo all’assurdità di una legge obiettivo «criminogena» come dichiarato dallo stesso Raffaele Cantone e da accordi stipulati in precedenza) ma crediamo in qualcuno debba avere il coraggio di cambiare rotta se qu! esta porta alla rovina. Per questo le chiediamo: la non approvazione del «progetto esecutivo» Tav Brescia-Verona voluto solo da chi è legato a quel «sistema Incalza» di cui si sta parlando da tempo e dove il ministro che ha dato l’avvio al procedimento finalizzato alla dichiarazione di pubblica utilità dell’opera, ministro Lupi, risulta dimissionario dall’incarico per motivi legati a quanto sopra. La non approvazione del Tav Brescia-Verona essendo un progetto del 1991 con una Via del 2003 poiché non corrispondente alle necessità economiche, sociali e ambientali attuali. La non approvazione del Tav Brescia-Verona poiché costruito in un terreno con una morfologia che non consentirà mai un alta velocità e che una ristrutturazione adeguata della ferrovia storica potrebbe rispondere a un incremento di domanda almeno per i prossimi 10/15 anni come da studi effettuati. Le ricordiamo che in ambito privato nessuno investirebbe capitale proprio in un progetto obsoleto che non ha rientro almeno dei costi sostenuti poiché in ambito privato chi! sbaglia paga di tasca sua. Nel settore pubblico chi si assumerà questa responsabilità se l’opera sarà un altro buco nell’acqua com’è prevedibile? Le chiediamo la non approvazione del Tav perché non diventi complice di inutile consumo di suolo per guadagnare forse 14 minuti fra Milano a Verona a spese di un investimento di capitale pubblico enorme quando treni regionali hanno bisogno di una risposta immediata come richiesto dall’Europa (Europa che non ha mai chiesto all’Italia il Tav). La non approvazione del Brescia-Verona perché non sia complice di un costo «inadeguato» di circa 62 milioni di euro al chilometro per la tratta Brescia Verona quando nel resto del mondo il costo è un decimo: qualcuno si è chiesto il motivo di questa differenza? La non approvazione del Tav Brescia-Verona perché anche Lei non sia complice delle grandi «bugie» dette dai politici prima di lei i quali hanno raccontato ai cittadini italiani, di fatto ingannandoli, che il traffico da! gomma sarebbe passato su rotaie quando in Italia le merci mai andrann! o sul Tav.
Lo stesso Amministratore Delegato di Rfi, Elia l’ha dichiarato pubblicamente nella puntata del 3 maggio di Report.La non approvazione del Tav Brescia-Verona perché non sia complice di una legge obiettivo che delega il «general contractor» nel nostro tratto Cepav 2 a pagare chi controllerà il suo lavoro; è veramente ridicolo soltanto fattibile in Italia. I cittadini onesti e rispettosi sono ormai stanchi di questo modo di fare e sono tantissimi. Le priorità degli italiani sono altre come il lavoro, la scuola, la messa in sicurezza di un territorio da un dissesto idro-geologico sempre più visibile e di uno sviluppo efficiente della rete pubblica di trasporto locale per i pendolari. Restiamo in attesa di una sua risposta nel più breve tempo possibile informandola che non ci rassegneremo mai alla distruzione del nostro territorio chiamato Tav. Le comunichiamo che la presente mail sarà inoltrata anche ai giornali locali a conferma del nostro malcontento. Ci piacerebbe moltissimo poter aggiungere che abbiamo ricevuto risposta dal Ministro Delrio per un interessamento reale alla questione poiché prima di essere un politico ha agito da «buon padre di famiglia». Nell’augurarle buon lavoro le porgiamo cordiali saluti.
CALCINATO, 12 MAGGIO 2015 – 
Laura Corsini
COMITATATO CITTADINI DI CALCINATO