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29 settembre: marcia NO TAV sul BASSO GARDA!

E’ chiaro che la battaglia contro la realizzazione della tratta TAV Brescia-Verona sarà lunga e difficile.

Nell’ultimo periodo non sono mancati i colpi di scena e, soprattutto, sono continuate le forzature dell’iter autorizzativo per spianare la strada alla possibile apertura dei cantieri per il primo lotto costruttivo.

Continuano inoltre a piovere le bocciature e le stroncature. Ultima arrivata la Corte dei Conti Europea che in una recente relazione ha bocciato i progetti relativi all’Alta Velocità, denunciando gli esorbitanti costi di realizzazione e sottolineando la necessità di una completa revisione progettuale. Il documento insiste poi, in pieno accordo con quanto il movimento No Tav denuncia da anni, sulla totale assenza di un’analisi costi benefici credibile che permetta di valutare l’effettiva utilità degli investimenti su questa grande opera.

Riassumiamo quest’ultimo anno:
– Il 2/3/2018, a due giorni dalle elezioni, viene approvato il progetto definitivo riguardante il primo lotto costruttivo dell’opera. Tutto ciò nonostante la Corte dei Conti imponga 309 prescrizioni al progetto che, se rispettate, lo modificherebbero in maniera sostanziale.
– Il 24/3/2018 la delibera del C.I.P.E. che approva il progetto definitivo è pubblicata in gazzetta ufficiale. Sugli ultimi passaggi dell’iter autorizzativo e sul progetto definitivo pendono 6 ricorsi ai tribunali amministrativi e 6 ricorsi alla Corte di Giustizia europea portati avanti da associazioni, espropriandi e alcune amministrazioni comunali.
– 18 amministrazioni comunali dell’Alto Mantovano e il gestore della rete idrica Sisam presentano uno studio sugli impatti che la realizzazione della galleria di Lonato comporterebbe alle falde freatiche, mettendo a rischio l’approvvigionamento di acqua potabile per 90.000 persone.
– Il 6/6/2018 Rete Ferroviaria Italiana e Cepav 2 (il general contractor che realizzerà l’opera) firmano il contratto per la realizzazione del primo lotto costruttivo della tratta Alta Velocità/Alta Capacità Brescia – Verona, nonostante una delle ditte facente parte del consorzio (Condotte S.p.a) sia sull’orlo del fallimento.
– Il 18/7/2018 l’amministrazione comunale di Lonato (BS), a maggioranza leghista, approva in meno di 48 ore il cambio di destinazione d’uso che permetterebbe l’apertura di un primo cantiere in alcune cave dismesse di proprietà della Vezzola S.p.a., uno dei colossi bresciani della movimentazione terre.
– Il 26/7/2018 il Ministero delle Infrastrutture azzera i cda di RFI e FS e annuncia ripensamenti sugli investimenti in merito all’Alta Velocità.
– Il 2/8/2018 iniziano ad arrivare le prime lettere da Cepav 2 agli espropriati del TAV Brescia-
Verona.

Due importanti assemblee pubbliche hanno ribadito l’importanza di continuare la lotta per bloccare quest’opera inutile. Sappiamo bene che quest’opera rimarrà incompiuta, visto le enormi lacune progettuali. Per questo motivo, oltre a continuare a presidiare il territorio, si è deciso di lanciare una manifestazione il 29 settembre.

Per rimarcare tutta la contrarietà a questo progetto e alle modalità con le quali è stato portato avanti.

Per ribadire che non vogliamo cantieri e che sul nostro
territorio non decidono i poteri forti, ci vediamo
il 29 settembre!

Mazzoncini, amministratore delegato di FS e primo sostenitore del TAV BS-VR, indagato per turbativa d’asta in concorso e corruzione tra privati nella gara d’appalto per il servizio di trasporto pubblico locale a Parma

Mentre sui giornali continuano le roboanti dichiarazioni dell’amministratore delegato di FS Renato Mazzoncini, che da anni è tra i più convinti sostenitori e promotori del TAV Brescia-Verona, e anche oggi, nonostante manchi ancora la firma del contratto integrativo che da mesi è in sospeso, rilascia dichiarazioni ai giornali dando per certo l’avvio dei cantieri per quest’anno, scopriamo qualcosa di più su questo personaggio.

Sono anni che sentiamo la stessa solfa uscire dalle dichiarazioni di Mazzoncini spesso in visita a Brescia dal sindaco Del Bono per concordare il passaggio del TAV per Brescia, chissà con quali promesse di compensazioni.

Ma è di oggi l’ennesima notizia che non ci stupisce: dieci indagati nell’inchiesta della Procura di Parma avviata dopo la gara d’appalto per il servizio di trasporto pubblico locale.

Coinvolti i vertici di Smtp e di Busitalia e i tre componenti della commissione aggiudicatrice, un consulente di Smtp e l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Renato Mazzoncini. Busitalia è infatti controllata del Gruppo Fs.

Lo scrive la Gazzetta di Parma, il reato contestato è turbativa d’asta in concorso. A vario titolo ipotizzati anche i reati di soppressione di documenti e corruzione fra privati.

Il nome di maggior peso fra tutti gli indagati, ovvero quello di Renato Mazzoncini, amministratore delegato e direttore generale delle Ferrovie dello Stato, il gruppo di cui fa parte Trenitalia e, appunto, anche Busitalia, ha come reati attribuiti turbativa d’asta in concorso e corruzione tra privati.

E’ sempre la stessa storia, gira che ti rigira, stessi nomi che emergono, stesse modalità, stesso marcio.

Davvero vogliamo lasciare nelle mani di questi delinquenti il futuro della nostra provincia e l’investimento di migliaia di euro di soldi pubblici per costruire un’opera vecchia, inutile e dannosissima a discapito di un trasporto sostenibile e accessibile a tutti e tutte?

Per maggiori info:

http://www.gazzettadiparma.it/news/gweb-/517405/busitalia–ecco-i-nomi-di-tutti-gli-indagati.html#.WxFbafOBULL.whatsapp

http://parma.repubblica.it/cronaca/2018/06/01/news/gara_per_il_trasporto_pubblico_a_parma_dieci_indagati-197885907/

Arrestato Astaldi, presidente di Condotte, impresa del consorzio Cepav 2

Arrestato Astaldi, presidente Condotte Spa, terza impresa di costruzione italiana che fa parte anche del Consorzio Cepav Due
che progetta e costruisce il Tav Treviglio-Brescia-Verona.
Ma anche il Terzo Valico, la Nuvola di Fuksas, La città della Salute di Milano…il Mose di Venezia.
Tutti Progetti con P-maiuscola, calati sulle comunità dalla politica esattamente con lo stesso modus operandi.

Insieme a lui sono state arrestate, su ordine della procura di Messina undici persone con l’accusa di abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti e corruzione.

Ciò che interessa a noi è invece altro, considerato che la Condotte d’Acqua Spa è parte anche del Consorzio Cepav 2, quello che dovrebbe costruire il TAV Brescia-Verona, lo stesso che ha costruito la Treviglio-Brescia che proprio negli scorsi giorni ha fatto allagare la stazione Metro della Stazione proprio per colpa dei lavori fatti per il TAV.

Non aggiungiamo altro, riportando parte di un’articolo:

” È di stamani la notizia che il presidente del consiglio di gestione di Condotte SpA, Duccio Astaldi, è stato arrestato per presunti reati, come turbativa d’asta e corruzione, relativi alla realizzazione di una autostrada siciliana. La notizia riguarda anche Firenze perché Condotte SpA è il general contractor che dovrebbe realizzare i tunnel TAV. Questa notizia va ad aggiungersi alla storia del progetto fiorentino che tutti vogliono rimuovere ma che ha visto ben due inchieste della magistratura che hanno sollevato il velo su uno spettacolo vergognoso fatto di corruzione, truffe, mafie, inquinamento, traffico di rifiuti; tutti vogliono dimenticare che i lavori dovevano essere conclusi nel 2013, che i costi si sono moltiplicati e ormai sono sull’ordine del miliardo di euro. Non c’è che dire, davvero un’”opera strategica”… ma non per Firenze. Nessuno vuole nemmeno porre mente al fatto che Condotte SpA è sull’orlo del fallimento, che, sempre in Sicilia, è stata estromessa dalla realizzazione di una autostrada. È scandaloso che si vogliano tenere gli occhi chiusi davanti a questo e si pensi davvero di affidare lavori delicati, come lo scavo di gallerie in ambiente urbano, ad una società decotta.”

Questo è quanto dichiarato dal Comitato No Tunnel TAV per l’ennesima volta sconcertato davanti allo spettacolo offerto dalle vicende relative ai lavori TAV a Firenze. Per leggere il resto dell’articolo visitare QUI

Ci pare che anche per l’ennesima volta si dimostri ciò che andiamo ripetendo da anni sui nostri territori, e da oltre 25 anni in tutta Italia: il TAV oltre ad essere inutile, devastante per l’ambiente e pericoloso per la salute viene costruito da aziende sulla cui immoralità continuiamo ad avere conferme (per approfondimenti sul 3 valico visitare QUI).

Ed è per questo che continuiamo la nostra strada contro questa vergogna chiamata TAV!

NON PERMETTEREMO CHE QUESTE PERSONE DISTRUGGANO LA NOSTRA TERRA E IL NOSTRO FUTURO: DA CHE SA PASA MIA!

 

E’ mancato Ferdinando Imposimato, il primo che parlò di corruzione ad Alta Velocità

Ieri all’età di 81 anni è mancato l’ex giudice e senatore Ferdinando Imposimato, da sempre molto contrario al progetto dell’alta velocità, evidenziando i molti aspetti corruttivi e politici che caratterizzano questo immondo progetto, ben documentate nel libro “Corruzione ad alta velocità: viaggio nel governo invisibile”.

In diverse occasioni ha manifestato la sua vicinanza al movimento notav, come documentato nella foto qui sopra, quando pranzò al presidio di Venaus in Val di Susa.

“Sono nettamente contrario all’alta velocità in Val di Susa, perché ritengo che in quella zona si riprodurrebbe se dovesse essere realizzata, la stessa situazione che io ho riscontrato insieme a diversi altri collaboratori nel centro e nel sud e nel nord dell’Italia, cioè arricchimento, tangenti, distruzione dell’ambiente e vantaggi minimi. Non solo, ci sarebbe questa dilatazione del debito pubblico che verrebbe addossata ai cittadini, quindi noi dobbiamo calcolare tutte le conseguenze, non solo quelle del rispetto dell’ambiente, ma anche del fatto che noi non siamo in condizione di fare un’opera che sarebbe devastante e che comunque di cui non vedo i risultati concreti”

VI CONSIGLIAMO QUESTA LETTURA: https://www.money.it/Ferdinando-Imposimato-e-Corruzione-alta-velocita

 

Esposto alla Corte dei Conti: percorreremo ogni strada per fermare il TAV!

Questa mattina si è tenuta presso la Sala della Biblioteca di Peschiera del Garda una conferenza stampa indetta da noi per
presentare con l’avv. Fausto Scappini l’esposto alla Corte dei Conti che abbiamo notificato relativamente al progetto AV/AC Brescia-Verona.

Il progetto è al vaglio della Corte dei Conti proprio in questi giorni e noi auspichiamo che la Corte tenga conto dei gravi elementi che incidono negativamente sull’economicità dell’opera sia in termini di costi che in termini di benefici potenzialmente raggiungibili.

Riportiamo qui uno stralcio dell’esposto con i punti essenziali che abbiamo sollevato:

“Come risulta dal verbale della seduta del 15 dicembre 2016 dell’Assemblea Generale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici il progetto contestato è talmente inadeguato, anche in materia di sicurezza delle opere e di obsolescenza delle normative utilizzate per la redazione del progetto, da aver ottenuto il parere negativo dell’Assemblea del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che ha aspramente criticato la progettazione nonché l’inadeguatezza, anche tecnica, delle soluzioni adottate in base a della normativa ampiamente superata ed ha invitato il Governo a rivedere completamente il progetto – Lo stesso Governo, con il Documento di Programmazione Economica (deliberato dal Consiglio dei Ministri l’11 aprile 2017) ha disposto la revisione del progetto ( project review) della tratta AV/AV Brescia – Verona (quantomeno per lo shunt di Brescia) nonché la sua sottoposizione all’analisi costi – benefici .
Il progetto della tratta Brescia – Verona risulta ormai completamente stravolto rispetto al progetto originario, ma, grazie ad interpretazioni legislative a dir poco forzate, a provvedimenti
derogatori approvati ad hoc, ed alla “abnormità” del sistema di realizzazione dei lavori pubblici per lotti costruttivi non funzionali, si è pervenuti all’approvazione del progetto definitivo contenente la
dichiarazione di pubblica utilità, oltre il quale sarà difficile tornare indietro senza un grandissimo spreco di denaro pubblico. […]

La sensazione evidentissima che si ricava dall’approfondimento delle questioni direttamente o indirettamente connesse alla progettazione dell’Alta Velocità è quella di una situazione in cui ha avuto importanza solamente l’aspetto economico (scegliendo il progetto in assoluto più dispendioso) ed invece non sembra essere stata adeguatamente valutata la situazione ambientale ed economica del territorio (turismo, agricoltura ecc.), nè sembra essere stata comparata la situazione ambientale con le esigenze da perseguire con la tratta ferroviaria, anche a livello di valutazione degli interessi prevalenti né, infine, sembrano essere state valutate soluzioni alternative praticabili e rispondenti a ciò che chiede l’Europa.

Il parere della Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale espresso il 28 agosto 2003 non ha neppure preso in considerazione l’opzione zero e le opzioni alternative perché, nonostante la realizzazione della linea ferroviaria comporti gravi ripercussioni sul territorio, vi sarebbe una “limitata gravità degli impatti” con la “possibilità di limitazione dei medesimi” e tutto questo consentirebbe di escludere “la necessità di approfondire lo studio della c.d. alternativa 0” nonché la necessità di escludere le opzioni alternative.
Laddove il Governo Locale (Friuli Venezia Giulia) ha ritenuto troppo impattante sul territorio la linea a 300 km/h è stata scelta una tipologia (ammodernamento della linea tradizionale e tratta a 200
km/h) assai meno costosa e meno impattante.
La stessa modifica del tracciato approvata con il progetto definitivo, che ha eliminato lo shunt di Montichiari, dimostra che gli obbiettivi di ammodernamento potevano essere ottenuti anche con studi diversi e molto meno dispendiosi.
E’ bene ricordare inoltre che per la conformazione stessa del territorio e per la vicinanza delle fermate di sosta progettate quest’alta velocità non sarà mai nemmeno in grado di raggiungere
le velocità ipotizzate.
Da ultimo sembra utile ricordare al Giudice Contabile, dal momento che la situazione non è ancora irreversibile, che riguardo i costi dell’opera, nel primo rapporto della Commissione europea sulla corruzione nell’Ue (relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo – Relazione dell’Unione sulla lotta alla corruzione del 03/02/2014) si può leggere: “L’alta velocità è tra le opere infrastrutturali più costose e criticate per gli elevati costi unitari rispetto a opere simili. Secondo gli studi, l’alta velocità in Italia è costata 47,3 milioni di euro al chilometro nel tratto
Roma-Napoli, 74 milioni di euro tra Torino e Novara, 79,5 milioni di euro tra Novara e Milano e 96,4 milioni di euro tra Bologna e Firenze, contro gli appena 10,2 milioni di euro al chilometro della Parigi-Lione, i 9,8 milioni di euro della Madrid-Siviglia e i 9,3 milioni di euro della Tokyo-Osaka. In totale il costo medio dell’alta velocità in Italia è stimato a 61 milioni di euro al chilometro. Queste differenze di costo, di per sé poco probanti, possono rivelarsi però una spia, da verificare alla luce di altri indicatori, di un’eventuale cattiva gestione o di irregolarità delle gare per gli appalti pubblici”.
La nostra posizione riguardo questo progetto non cambia e proseguiamo determinati nella richiesta del rispetto delle leggi e delle normative, di cui le grandi opere non posso e non devono essere esenti, e della tutela dei cittadini che troppo ignari, con le proprie tasse, finanziano quest’enorme speculazione italiana.

Coordinamento No Tav Brescia-Verona

I costruttori del Terzo Valico fanno soldi sulla pelle delle persone!

L’altro ieri su alcuni quotidiani sono uscite nuove intercettazioni ambientali riguardanti l’inchiesta che alcuni mesi fa portò all’arresto della cupola del Cociv, il consorzio che si sta occupando della costruzione del tratto di TAV chiamato “Terzo Valico”.
Un collega, riferendosi al rischio amianto, si rivolge ad Ettore Pagani, al tempo vice presidente del consorzio, con queste parole: “…il primo che si ammala è un casino…”. Ettore Pagani dal canto suo ribatte: “…tanto la malattia arriva fra trent’anni…”. Una risposta che dovrebbe far indignare chiunque sia una persona per bene, che testimonia come ai dirigenti del Cociv della salute dei cittadini e dei propri operai non interessi proprio nulla. Solo un intralcio da sacrificare sull’altare del profitto di un’opera miliardaria utile esclusivamente ad arricchire le tasche di Salini – Impregilo.

amianto

Nulla di nuovo purtroppo per chi da anni si batte contro la costruzione dell’opera e per primo ha denunciato il rischio amianto legato alla costruzione del Terzo Valico. A quel tempo gli attivisti del movimento si sentirono dare degli allarmisti dai Sindaci intenti a gustarsi la torta delle opere compensative. In una provincia che continua a piangere i morti di Casale Monferrato la puzza di ipocrisia sta diventando nauseabonda. Rita Rossa e i suoi compari del PD sfilano a Casale Monferrato mentre autorizzano e sostengono la realizzazione di un’opera che potrebbe causare chissà quante nuove diagnosi di mesotelioma, carcinoma o asbestosi. Diagnosi che intanto arriveranno fra trent’anni come ha ricordato quello schifosissimo uomo dal nome di Ettore Pagani. Ma questa volta non ci sarà bisogno di lunghi ed estenuanti processi per trovare un colpevole. Già li conosciamo e sono quelli che questa opera l’hanno voluta e la stanno costruendo nonostante la contrarietà delle popolazioni locali e nonostante si sapesse dall’inizio che realizzare l’opera avrebbe significato spargere amianto ovunque.

Bisogna continuare a battersi, in gioco c’è la salute di noi tutti e quella dei nostri figli.

“Quando l’ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa dovere”

Bertolt Brecht

Domani ore 10:30 corteo NO TAV @ Brescia: ecco perchè dobbiamo esserci!

Tra i tanti motivi per cui domani alle 10:30 saremo in piazzale Garibaldi  a Brescia per dar vita a un corteo NO TAV verso la stazione di Brescia dove ci sarà l’inaugurazione del TAV Treviglio-Brescia, è perchè siamo convinti che tra le tante priorità per il nostro paese e chi lo vive, #conisoldidelTAV si debbano fare interventi concreti ed immediati di MESSA IN SICUREZZA del nostro Paese.

Ad ogni terremoto, ad ogni alluvione non si finiscono di contare i disagi e i danni, ogni volta si prega non ci siano altre vittime. Vittime di questo Stato che spende i soldi pubblici per opere inutili e mafiose al posto che per le reali necessità di tutti e tutte noi.

Un altro dei motivi per cui domani, nonostante l’assenza di Renzi, noi contesteremo i diversi rappresentanti politici presenti alla cerimonia di inaugurazione dell’ennesimo sperpero di soldi pubblici è perchè #conisoldidelTAV crediamo che si possa investire sul lavoro, sull’istruzione e sul futuro di questo Paese.

I bambini grazie alla “Buona scuola” hanno insegnati precari, edifici che crollano, aule senza riscaldamento.
Il carotrasporti, il carolibri, il caromensa ,tasse universitarie che aumentano di anno in anno, rendono la scuola e le università un privilegio e non un diritto.

Sempre più persone, sopratutto tra i più giovani, non possono fare progetti e costruirsi un futuro per la mancanza di una sicurezza economica.
La causa? Un lavoro assente o precario o ancora peggio non retribuito adeguatamente. Quali sono le condizioni che tanti e tante di noi sono costretti/e ad accettare per avere un lavoro?

Tante sono le realtà che aderiscono a questa manifestazione, in particolare i comitati ambientalisti di una delle province più inquinate d’Europa, perchè vogliamo che #conisoldidelTAV si bonifichi e risani tutto il nostro territorio.
Ci dicono sempre che non ci sono soldi, e quando arrivano sono solo briciole di quello che servirebbe…con pochi Km di TAV si potrebbe bonificare tutto il Sito Caffaro.

Qual’è la priorità: una linea inutile che dà soldi alla mafia, o la nostra salute e il futuro di queste terre?

A questo proposito #conisoldidelTAV si deve investire su una sanità efficiente e accessibile a tutti e tutte.

Viviamo in una delle province con un tasso di malattie, non solo tumorali, più alto della media nazionale ed europea.
Le cure mediche, gli esami specialistici, la prevenzione e la salute non sono un diritto garantito a tutti e tutte noi.
Non possiamo permettere che i soldi pubblici vengano sperperati nella costruzione di opere inutili e dannose per l’ambiente come il TAV!

Questi sono solo alcuni dei motivi per cui saremo presenti domani in piazza a Brescia, per contestare quest’opera ormai costruita a discapito del nostro benessere presente e futuro, ma sopratutto per opporci e far sentire la nostra voce contro la loro volontà di costruire il TAV Brescia-Verona.

Ci vediamo domani, carichi, rumorosi, visibili e determinati, perchè da Brescia il TAV NON PASSERA’ PIU’ e i politici lo devono capire una volta per tutte!

 

Nel 2014 Renzi riguardo le grandi opere disse: “chi ruba va fermato” – E ora premier cosa ne facciamo del TAV?

Il 14 maggio 2014 a Milano Renzi affermava “non lasceremo a chi ruba la possibilità di rubarci anche un pezzo del nostro futuro. Chi ruba va fermato, ma non si fermano le opere: si fermano i ladri“.

E continua dicendo che “di fronte a fenomeni di malaffare non si devono fermare i lavori pubblici, CI SI IMPEGNA PERCHE’ I LAVORI PUBBLICI SIANO FATTI NEL RISPETTO DI TUTTE LE NORME E SI VA AVANTI CON DECISIONE E DETERMINAZIONE PERCHE’ LO STATO E’ PIU’ GRANDE DEI LADRI, PERCHE’ LO STATO E’ PIU’ FORTE DEI LADRI E PERCHE’ IL RISPETTO DI LEGALITA’ E DI GIUSTIZIA E’ UN PRINCIPIO AL QUALE SIAMO TALMENTE AFFEZIONATI CHE NON CONSENTIREMO A NESSUNO DI PORTARLO VIA“.

Parole forti, parole che devono legittimare l’apertura di quello che sappiamo essere stato uno dei più grossi flop dell’ultimo secolo. Ma al di là di EXPO, ecco alcuni dei risultati di due anni di duro impegno del nostro governo per fare pulizia nel sistema dei lavori pubblici italiani, fermare i ladri, e far trionfare legalità e giustizia:

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Genova, la ‘ndrangheta tentava l’assalto al Terzo Valico: arresti in Liguria

e Piemonte, è stata accertata l’infiltrazione degli appartenenti alla cosca “RASO-GULLACE-ALBANESE” in sub-appalti già aggiudicati per la realizzazione dell’infrastruttura ferroviaria d’interesse nazionale denominata “Terzo Valico dei Giovi”, attualmente in fase di costruzione con l’avvenuta cantierizzazione di siti afferenti al settore ligure/piemontese. Allo scopo di agevolare l’inizio dei lavori alcuni affiliati hanno anche sostenuto il movimento “SI’ TAV”.

Grandi Opere, 31 arresti per i lavori della Tav e dell’A3: ‘Cemento che sembra colla’. Coinvolti i figli di Monorchio e Lunardi

Nel mirino le irregolarità nei subappalti dell’Alta velocità Milano-Genova e della Salerno-Reggio Calabria. Tra gli arrestati figura il figlio dell’ex ragioniere generale dello Stato. Indagato Lunardi, figlio dell’ex ministro dei Trasporti.

Anche serate con le escort per ottenere appalti.

Grandi Opere, nella maxi-retata arrestati anche il progettista e il manager del ponte sullo Stretto.

Proprio un mese fa, nel giorno in cui Matteo Renzi rilanciava il progetto, Michele Longo ed Ettore Pagani erano al suo fianco. Da ieri sono agli arresti nell’ambito dell’inchiesta che ha portato in manette anche il figlio dell’ex ragioniere dello Stato Monorchio e in cui è finito indagato Lunardi jr. Il premier minimizza: “Processo sia rapido. Stiamo parlando di arresti legati a vicende del passato”.

Nel mirino della Dda l’Alta Velocità Brescia-Verona.

Le indagini ruoterebbero intorno alla figura di Alessandro Raineri, il presunto «faccendiere» che è stato arrestato assieme ad altre 13 persone nell’inchiesta milanese sull’acquisizione di subappalti di opere pubbliche.

Raineri, «uomo a libro paga degli imprenditori ed in contatto con numerosi esponenti di diverse amministrazioni ed enti pubblici».

Tra le relazioni intrecciate da Raineri spunta dalle intercettazioni quella con Ettore Fermi, all’epoca presidente del Cda di Metro Brescia srl, nonché consulente per il Consorzio Cepav 2, coinvolto dal faccendiere per agevolare l’inserimento delle «società amiche» per i lavori dell’alta velocità.

 

A questo punto, visti i risultati dell’impegno del nostro governo per fare pulizia nel sistema dei lavori pubblici italiani, fermare i ladri, e far trionfare legalità e giustizia,  non ci resta che domandarci come vorrà procedere Renzi nel proseguimento e nella costruzione di queste grandi opere inutili, mafiose e piene di favoritismi e irregolarità.

Ci domandiamo come possa portare avanti la volontà di costruire la nostra tratta di TAV, oltre che di tutte le altre, che nello specifico ancora prima di aver raggiunto la fase esecutiva del progetto è già indagata in un’inchiesta per le agevolazioni alle “società amiche”.

Inoltre, sappiamo che Renzi in effetti è una miniera di contraddizioni, che solo il mese scorso sui giornali giravano le sue vecchie dichiarazioni dove il ponte sullo stretto di Messina non era nei suoi discorsi una priorità ma i soldi dovevano andare alla sistemazione delle scuole. Ma ora più di prima, con che coraggio può portare avanti le grandi opere, con due intere regioni sbriciolate e migliaia di persone sfollate che vivono in una situazione di concreto disagio?

Insieme a queste tante sono le domande che sorgono spontanee, vedremo se anche sta volta il governo deciderà di “rubarci un pezzo del nostro futuro”. Nel frattempo non ci resta che dire…Renzi #civediamoil10 e noi ci vediamo il 14 novembre per l’assemblea pubblica in preparazione di questa importante giornata.

Avanti No Tav, fermarlo e fermarli tocca a noi!

Il tragico filo rosso tra terremoto del 26 ottobre, crollo del cavalcavia e grandi opere

di  Mattia Fonzi – NewsTown –Qual è il tragico filo rosso che unisce i territori di Genova, della Brianza, di Salerno, fino a Pisa e ai comuni terremotati della Valnerina e dei Monti Sibillini? La decadenza, in termini sia letterali che simbolici, delle infrastrutture e dei territori in Italia. E poi i milioni di euro, fiumi di soldi pubblici, impiegati male – per utilizzare un eufemismo – dalle classi dirigenti del Paese. Da decenni.Mercoledì scorso si è verificato il quarto forte terremoto in Italia negli ultimi sette anni e mezzo. Un sisma che non ha fatto decine di vittime solo perché la natura è stata “clemente” (si fa per dire), preavvisando una scossa forte con una meno violenta, avvenuta due ore prima.

Già dall’ora di cena, come già successo a fine agosto in occasione del sisma dell’Appennino Piceno-Laziale, ore ed ore di diretta e analisi hanno affollato le trasmissioni televisive, nelle quali quali è stata evidenziata la necessità di fare prevenzione, di mettere in sicurezza i territori a rischio sismico elevato.

Utopia? Parole vuote? Non secondo la stessa Protezione Civile, che stimerebbe in circa 90 miliardi di euro la cifra necessaria per mettere in sicurezza edifici pubblici e privati, almeno nelle zone 1 (alto rischio sismico) in tutto il Paese: dalle faglie attive sulle Alpi, alla fascia appenninica, fino allo stretto di Messina.

Una cifra che, ad una prima lettura, sembrerebbe mostruosa. Impossibile da impiegare soprattutto ai tempi bui dell’austerità imposta dall’Europa. Ma siamo sicuri che, compiendo scelte politiche (dei governi centrali europeo e italiano) strategiche diverse, non si riescano a trovare 90 miliardi da spendere nei prossimi due decenni per la messa in sicurezza reale del territorio dalle frane, dai terremoti e dalle alluvioni?

strade copiaIn fondo, lo sta facendo da anni persino la Turchia, che dopo il terribile sisma di Izmet nel 1999 ha avviato un grande piano pluriennale di demolizione, ricostruzione e ristrutturazione degli edifici non sicuri. Ovviamente, partendo da quelli ad uso pubblico, che in Italia il terremoto del 24 agosto ha (incredibilmente) danneggiato più di quelli ad uso privato.

In fondo, tornando al tragico filo rosso iniziale, sono state arrestate, proprio a qualche ora dal terremoto del 26 ottobre, più di venti persone accusate di aver pilotato (e gonfiato) più di 300 milioni di commesse relative al cantiere per il Treno ad alta velocità (Tav) nel tratto Milano-Genova, ad un lotto dell’eterna incompiuta Salerno-Reggio Calabria e della grande (?) “navetta su rotaia” di Pisa.

In fondo, la Corte dei Conti francese ha stimato quattro anni fa in circa 27 miliardi di euro il costo del tav Torino-Lione. Senza considerare peraltro che le spese aumentano costantemente, a causa dei problemi tecnici nella realizzazione e delle relative consulenze e appalti assegnati per risolverli. D’altronde, l’impiego dei soldi del Tav per la messa in sicurezza del territorio fu una proposta reale affermata già qualche anno fa, congiuntamente, da comitati aquilani e valsusini [leggi l’articolo de Il Fatto Quotidiano].

leccoL’Italia è un Paese che si indigna se Roma ritira la candidatura alle Olimpiadi, ma che considera come un caso di cronaca isolato il crollo di un cavalcavia su una strada provinciale in Brianza. E’ un Paese che mostra a ripetizione lo squarcio provocato dal sisma nell’asfalto di una strada provinciale nel maceratese, ma ignora quotidianamente che cedono pezzi di strada (e non solo) ogni giorno, a causa della scarsa manutenzione, in tante vie dimenticate della provincia italiana.

E allora, quante grandi opere (in meno) servirebbero a risparmiare vite? Quanti ponti in provincia devono ancora crollare affinché si chiuda in un cassetto il progetto del ponte sullo Stretto? Quanti arresti devono ancora dimostrare che l’arricchimento delle organizzazioni criminali (di tipo mafioso, para-politico o lobbystico) avvenga esclusivamente a scapito delle comunità?

La polizia lancia i lacrimogeni in Valsusa e manganella al Terzo Valico mentre si conferma il malaffare dietro le grandi opere

La polizia lancia i lacrimogeni contro i notav in Val di Susa e carica i notav contro il Terzo Valico mentre vengono a galla il malaffare e gli interessi della politica nelle grandi opere, quegli stessi interessi che impediscono a questo Paese di dormire tranquillo la notte e non aver paura che terremoti o piogge distruggano tutto per la mancanza d’investimenti veri nella messa in sicurezza del territorio.

da notavinfo (Val di Susa)

Inizia alla grande il fine settimana di lotta lanciato dal Movimento No Tav al Cantiere in Clarea. Mentre a San Didero si svolgeva la partecipatissima asssemblea con la sindaca, le persone che Telt vorrebbe esproriare dei propri terreni e con i tecnici e i legali, in centinaia si è partiti da Giaglione diretti al cantiere della devastazione.
Allestito il campo base e reso confortevole per i giorni che ci aspettano, ci si è da subito incamminati per i sentieri bloccati dai jersey della polizia come da ordinanza prefettizia. In prima fila noncurante delle imposizioni del tribunale di Torino Nicoletta, evasa da oltre un mese dagli arresti domiciliari.
Cori, canti e battiture hanno scandito l’inizio della serata, ignorando l’importante schieramento di polizia pronto ad intervenire.
Verso le 23,30 il primo attacco al cantiere, uno dal sentiero che dall’abitato di giaglione arriva ai jersey, il secondo dai sentieri soprelevati tra i boschi, proprio in linea d’aria con il contingente di polizia più avanzato.
La polizia, evidententemente sotto pressione, non ha potuto fare altro che lanciare qualche lacrimogeno, tentando invano di colpire i No Tav lungo i sentieri.
Dopo una breve pausa al campo base è partito il secondo attacco al cantiere, anche questa volta qualche lacrimogeno in risposta e qualche pietra lanciata da oltre 30 metri di altezza dai poliziotti assiepati sui sentieri.
Solettico, per chi come i No Tav ha imparato ad attraversare quei luoghi di notte e al buio e che dal CS e dalla polizia sa difendersi con pochi accorgimenti.
Verso l’1,30 una parte dei manifestanti è tornata a Giaglione, per poi scortare Nicoletta con un lungo serpentone di macchine fino alla Credenza, in attesa della prossima evasione.
Questa prima serata No Tav preannuncia le prossime che verrano.

Qui di seguito trovate il programma di sabato e domenica più i propositi per i giorni successivi.
Sabato 29 ottobre: ore 7.30 colazione di lotta, ore 12.30 pranzo condiviso, ore 20.00 polentata di lotta, ore 22.00 Enrico Cantamale in concerto
Domenica 30 ottobre: ore 7.30 colazione di lotta, ore 12.30 pranzo condiviso
Lunedì 31 ottobre e martedì 1 novembre iniziative in programmazione a sorpresa…Avanti No Tav!

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da notavterzovalico (Terzo Valico)

Avevamo annunciato che avremmo rovinato la festa alla passerella dei responsabili della costruzione del Terzo Valico e come sempre abbiamo mantenuto le promesse. A partire dalle 8 del mattino oltre duecento cittadini si sono ritrovati davanti ai cancelli del Centogrigio di Alessandria per manifestare tutta la loro indignazione dopo che anche la magistratura ha palesato quanto è stato sempre sostenuto dai comitati. Cociv, il consorzio costruttore del Terzo Valico, è una banda di ladri che ha gestito i subappalti dell’opera a colpi di corruzione e che ha effettuato i primi lavori con materiali scadenti come emerso dalle intercettazioni. Appena i primi delegati hanno cercato di entrare al convegno sono incominciate le prime contestazioni e la polizia con un atteggiamento parecchio nervoso ha prima spinto con gli scudi per poi effettuare due pesanti cariche che hanno provocato parecchi feriti, uno dei quali si trova in questo momento al pronto soccorso con la testa spaccata e a cui rivolgiamo il nostro abbraccio. Alle cariche i cittadini si sono difesi come hanno potuto, improvvisando barricate con i cassonetti della spazzatura lasciati proprio nella via di accesso al Centogrigio. Due persone sono state fermate ma immediatamente riconsegnate alla piazza e si sono sprecate le minacce di arresti da parte dei funzionari della Questura.

Quello che non riusciranno mai a capire è che sono i cittadini interessati dall’opera quelli che respireranno le fibre di amianto e che la lotta contro il terzo valico oltre ad essere contro il sistema di corruzione è per difendere la salute dei nostri figli. Molte mamme anche questa mattina lo hanno voluto urlare in faccia a chi stava difendendo una banda di politici responsabili delle ladronerie del Terzo Valico.

Nel frattempo molti delegati del convegno, una pletora di politici, (im)prenditori e sindacalisti si sono allontanati grazie al clima che si era venuto a creare e neppure un quarto dei partecipanti sbandierati dal commissario governativo al Terzo Valico Iolanda Romana sono riusciti ad entrare al convegno passando di nascosto come ladri da un ingresso secondario.

La lotta contro il Terzo Valico continua più determinata che mai. Bisogna chiudere i cantieri e rinunciare alla costruzione dell’opera. Venerdì tutti a Tortona per un’assemblea pubblica per il No al Referendum e Sabato tutti al cantiere di Cravasco per una nuova giornata di lotta.

I popoli in rivolta scrivono la storia, NoTav fino alla vittoria.

Il servizio di Stefano Bertolino per Fanpage

sul sito notavterzovalico.info le foto