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La Valle in marcia con il suo diritto alla Resistenza

Un’altra giornata storica, di quelle che rimangono e ci spingono a guardare sempre più avanti. 30.000, 40.000 poco importa, oggi è sfilato l’orgoglio della Valle che Resiste con le sue famiglie, i suoi bambini, i suoi pensionati combattivi, i suoi giovani resistenti.

La manifestazione indetta contro la militarizzazione, a Susa dove è più evidente (cantiere/fortino escluso) si è fin da subito trasformata in una forma di partecipazione collettiva capace, ancora una volta, di prendersi in mano il proprio futuro, dimostrandolo con la lotta.

La giornata era iniziata con gli asfissianti posti di blocco al casello di Rivoli e per le statali della Valle, dove un nutrito numero di pattuglie della polizia effettuava minuziosi controlli per non far dimenticare a nessuno perchè si andava alla manifestazione.

La partenza così come il finale, in piazza d’armi, somigliava ad una festa di paese, mangiare, bere e banchetti lungo cui incontrare amici e notav di ogni parte d’Italia.

Poi la manifestazione da Susa a Susa con gli striscioni e i cartelli autoprodotti capaci con una frase di legare le lotte che ci sono in Italia, parlare dei bisogni del paese e di come spendere i soldi pubblici. In testa i nostri bambini con il treno di gomma piuma, poi i sindaci notav fieri di esserci, gli studenti e poi il popolo notav, compatto e determinato come sempre, ma anche gioso e felice della giornata di sole.

Una manifestazione notav come quelle di sempre ma con un qualcosa in più: oggi scendevano in piazza i “terrroristi”, il nemico pubblico dei Caselli e del Pd, quelli per cui ci sono più soldati procapite che in Afganistan. E la prova è stata superata, la Valle si toglie dall’imbuto in cui la volevano far finire per mirare più in alto, per guardare più avanti, aprendo nuove prospettive alla sua resistenza.

Siamo scesi in piazza dopo l’accensione della talpa nel cantiere, che continua a non avere l’elettricità sufficiente per lavorare se non 10 minuti per qualche show, e se qualcuno pensava di trovare un popolo rassegnato è rimasto molto deluso.

Mentre si manifestava a Napoli e nei Paesi Baschi, il nostro fiume in piena cresceva legando le lotte e non dimenticandosi di nessuno. “Fratelli nella lotta, figli della stessa rabbia” cantava una canzone, e così è stato anche a Susa.

Gli interventi finali sono stati moltissimi e non sono mancati i notav del terzo valico, un saluto dei notav baschi, gli amici di sempre e le facce note, ma in particolare Luca, del coordianamento di lotta per la casa di Roma, ci ha portato la forza e il coraggio del 19 ottobre e dell’assedio continuo, trasmettendo alla Valle la determinazione di chi lotta per un futuro dignitoso e ci prova fino ai portoni dei palazzi del potere. Per questo ci si vedrà a Roma il 20 novembre, perchè dobbiamo dire tutti insieme come si spendono i soldi pubblici e che Casa e reddito sono l’unica grande opera di cui questo paese ha bisogno, da subito.

Abbiamo dimostrato oggi che passano trattati internazionali, talpe senza elettricità, procuratori generali, politici da strapazzo, commissari di governo, ma qui, in questa Valle dovranno sempre fare i conti con i notav!

Nota di colore: per la questura eravamo 7 mila…

 

Articolo tratto dahttp://www.notav.info

La Val Susa: una forza che contagia

Arrivati a Susa ho capito tutto. Ho capito cosa smuove trentamila persone, proveniente da tutta Italia, a recarsi in una piccola città in provincia di Torino per manifestare. E’ l’aria che si respira a Susa.  E’ quell’aria tipica della vicinanza alla montagna, fresca e pulita. Il paesaggio mozzafiato di maestose montagne innevate immerse nel verde, la tranquillità e la solidarietà di chi vive lontano dalla frenesia della città industrializzate. Per le strade camminavano centinaia di bambini, ragazzi, adulti ed anziani. Sarebbero questi i black block di cui raccontano i media? Sono queste persone, che tentano di salvare la valle in cui vivono, i pericolosi sovversivi, paragonati a terroristi per la legge, ripresi e umiliati dalle istituzioni? Sono uomini e donne uniti da più di vent’anni con un unico obbiettivo: salvare la loro valle dalla distruzione. Guardandomi intorno risulta cosi facile, ora, capirne il perché.

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La Val Susa e’ molto di più di quanto ci si possa aspettare. E’ soprattutto una grande energia che puoi percepire solamente vivendola di persona. La forza e la consapevolezza che combattere per qualcosa in cui si crede, al giorno d’oggi, non e’ inutile. La tenacia di chi dopo anni, dopo aver visto la militarizzazione del luogo in cui vive, portata avanti, con una dignità e sicurezza invidiabili, la propria causa nonostante tutto.  E’ una forza che contagia.

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I No Tav Brescia non hanno mancato l’invito. Quasi un centinaio di bresciani, hanno preso arte  alla manifestazione portando testimonianza diretta di quanto sta succedendo anche nelle nostre terre. Gli obbiettivi sono comuni: fermare il passaggio del Tav.
I pensieri sono comuni: fermare un’ inutile sperpero di denaro pubblico per un’ opera vana. Denaro pubblico, che in un momento di crisi come questo, potrebbe servire a ridare ossigeno al sistema scolastico, sanitario, ai servizi pubblici e sociali, alla ricerca, alla bonifica e tanto altro.

La manifestazione si e’ snodata alle ore 14:00, a partire da Piazza D’armi, per quasi 5 km, lungo le strade che circondano Susa. Un corteo che vedeva schierati in prima fila decine di bambini, seguiti a ruota dai rappresentanti delle amministrazioni locali (qui molte delle stesse istituzioni si oppongono all’ alta velocità) e da decine di comitati No Tav delle diverse parti d’ Italia. Un corteo che è stato anche una grande festaIMG_0311
Non sono mancati i momenti toccanti e di informazione. Episodio significativo è stato sicuramente il fermarsi del corteo davanti all’ Hotel Napoleon, uno dei rifugi delle centinaia di militari che presidiano la Valle, intonando a gran voce, con l’aiuto della banda cittadina, una “Bella ciao” che non nascondeva la rabbia e il dolore di chi vive in questi luoghi. La presenza  massiccia e prepotente di militari è tangibile ovunque, pensiamo che in Valle la presenza pro-capite di soldati è maggiore che in Afghanistan. Un posto di blocco al casello di Rivoli attendeva, inoltre, fin dalla mattinata, tutti i manifestanti, richiedendo il riconoscimento di ciascuno dei partecipanti alla manifestazione.

La giornata si è conclusa nuovamente in Piazza D’armi con un breve momento di informazione IMG_0399lasciando spazio alla voce dei diversi comitati No Tav dislocati in tutta Italia e in Europa. Non trascurabile è la forte accusa di falsa informazione, rivolta ai media e alle istituzioni, lanciata dai valsusini. Nei giorni scorsi, infatti, era stata diffusa la notizia che la “famosa talpa” aveva iniziato a scavare la Valle. Notizia assolutamente smentita dai locali che informano che la talpa non ha sufficiente energia elettrica per funzionare e, la sua accensione si è limitata solamente ai 10 minuti di riprese video per i Tg nazionali. Notizie queste che fanno riflettere su quanto l’informazione, spesso, sia pilotata dagli interessi.

Anche i No Tav Bescia hanno partecipato a questo momento, ribadendo l’assoluta mancanza di informazioni riguardo i lavori e le intenzioni  delle tratte Treviglio-Brescia e Brescia-Verona.

E come dicono in Valle “ A sarà dϋra”… ma noi non molliamo!

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I NO TAV BRESCIA ALLA MANIFESTAZIONE IN VAL DI SUSA

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Invitati a fare un intervento in Piazza d’Armi a Susa al termine del corteo:

“Ciao a tutti e tutte, siamo del Comitato No Tav di Brescia. Come molti sapranno il Tav passerà anche per la nostra città. Stiamo parlando del lotto Treviglio-Brescia ormai in costruzione avviata e alle porte della città e del lotto Brescia – Verona in fase di progettazione, o meglio, in attesa solamente di finanziamento. Dovete sapere che il lotto Treviglio-Brescia non era nemmeno in progettazione, esiste esclusivamente perchè l’ha voluto l’ ex sindaco di Brescia Paolo Corsini, amico di partito, guarda caso, proprio della Lorenzetti. Il TAV è ormai arrivato alle porte della città è ha iniziato a far parlare di se concretamente dal luglio 2012, quando alcuni abitanti hanno scoperto leggendo un generico articolo di un quotidiano locale che le loro case sarebbero state espropriate e abbattute nel giro di un anno. Come è successo qui in valle ci siamo trovati ad affrontare l’enorme dramma di case, terreni, giardini spazzati via per far posto a quest’inutile opera. Luoghi costati i sacrifici di una vita e simbolo di sentimenti e emozioni vissute che fra qualche mese non esisteranno più. Nessuna amministrazione o ente competente ha avvisato la cittadinanza. Il difficile tessuto sociale bresciano, i forti interessi economici locali e comunali hanno fatto si che questo progetto passasse in sordina e la cittadinanza si trovasse impreparata ad affrontare tutto questo. Da circa un anno, anche nel nostro territorio, è iniziata una lotta concreta per informare la popolazione sull’ impatto del TAV nella nostra città, sulla criminosità del progetto, sugli sprechi che ci stanno dietro ritrovandoci spesso a fronteggiare lo stereotipo mediatico costruito intorno ai NoTAV. Siamo stanchi dei tagli sempre più drastici che si abbattono anche sulla nostra città, affossando il sistema scolastico, sanitario, i servizi pubblici e sociali, e togliendo risorse preziose alla bonifica ambientale di un territorio come il nostro sull’ orlo del collasso ambientale. A Brescia si muore per l’inquinamento da Pcb, dell’inceneritore e delle discariche. E come utilizzano i nostri soldi? Costruendoci la BreBeMi, una metropolitana, il Tav e raccontandoci che per le bonifiche non ci sono i fondi! A Brescia non ci facciamo mancare nulla, nemmeno le infiltrazione mafiose, accertate anche nei cantieri Tav. Per questi motivi vogliamo che questo inutile e criminoso spreco abbia fine e che il TAV non prosegua il suo percorso verso Verona. Siamo quindi qui oggi per sostenere la lotta, nella vostra terra, per dire no alla militarizzazione della valle, per opporci alla disinformazione dei media, per difendere il nostro futuro…perché la vostra lotta è anche la nostra!”

La nostra lotta, la lotta di tutti, la lotta per tutti!

Il 16 novembre, ci saranno in contemporanea in Italia due grandi manifestazioni e momenti di lotta: a Susa una marcia pacifica per ribadire il diritto ad opporsi al TAV senza venire criminalizzati e contro l’occupazione militare della Valle, e a Napoli, capitale immorale della Terra dei fuochi, una grande manifestazione contro il biocidio mafioso di quella e di tutte le terre.

La data comune del 16 novembre segna – purtroppo per i potenti ed i lobbysti italiani – una nuovo unione, fra il Movimento più di lunga data (il NOTAV) e quello più nuovo e nella più grave emergenza (la Terra dei Fuochi). L’unione non è semplice solidarietà, ma è consapevolezza delle radici comuni di queste lotte: no alla distruzione ed avvelenamento del bene comune terra, no alla mafia delle grandi e piccole opere, no al furto del denaro pubblico.

Il popolo NOTAV consegna idealmente al popolo della Terra dei Fuochi ed ai terremotati e senza casa dell’Aquila un grande assegno da 26 miliardi di euro. E’ una cifra simbolica (e anche l’assegno perchè alle banche non diamo un soldo!), dato che il TAV, se fosse costruito, costerebbe probabilmente assai di più. Ma dalla Valsusa la sua gente si impegna a lottare affinché quei soldi pubblci non vadano sperperati in un’opera inutile, dannosa e mafiosa. Sta al popolo dell’Aquila e della Terra dei Fuochi, così come tutte le altre realtà in lotta alle quali questo Stato scellerato sottrae i propri stessi soldi negando le risorse pubbliche, a passare all’incasso a Roma.

Non vogliamo che l’Italia diventati tutta una grande opera inutile, dannosa e mafiosa: dobbiamo lottare per noi e per i nostri figli, per non essere ricordati come la generazione dei distruttori della Terra.

Unendo le lotte determinati e consapevoli che indietro non ci faranno più tornare.

 

Articolo tratto dahttp://www.notav.info

TANTE SOLITUDINI DIVENTANO VALANGA POTENTE

Nicoletta Dosio

“Le lotte non sono mai sole soprattutto se a combattere siamo in tanti”. Inizia cosi’ il suo intervento Nicoletta Dosio storica militante del Comitato popolare No Tav di Bussoleno in Val di Susa, ospite a Brescia di un dibattito organizzato in vista della marcia popolare di sabato 16 novembre. Nicoletta approfondisce una per una tutte le tematiche che sono alla base della lotta No Tav, sottolineando che le ragioni del Movimento hanno trovato riscontro in realtà anche molto lontane dalla “valle che resiste”, “in altre solitudini che insieme diventano potenza”.

Il 16 sarà soprattutto una manifestazione contro lo spreco di denaro pubblico, che deve essere usato diversamente. La TAV è un opera inutile e dannosa “che nega il futuro a tutti”. Toglie soldi alla sanità “con presidi ospedalieri che chiudono o vengono negati là dove servono”. E’ un opera che provoca devastazione ambientale e non crea lavoro come vogliono farci credere. Solo lavoro temporaneo e insicuro. Provoca danni alla salute delle persone perchè il “buco” libera amianto e uranio contenuto nella montagna. “Ruba” l’acqua alle comunità: nel migliore dei casi ne provoca lo spostamento, nel peggiore la inquina. Toglie risorse al servizio pubblico locale: già 26 linee destinate ai pendolari sono state tagliate, di cui 13 solo in Piemonte. Tutto è iniziato con la privatizzazione delle ferrovie cominciata nei primi anni novanta. Ma sono ancora i contribuenti a pagare il costo maggiore del “disservizio pubblico”. Secondo le stime del mensile Altreconomia (vedi numero di novembre 2013), dal 2006 a oggi, lo Stato italiano ha garantito alle Ferrovie dello Stato 45 miliardi di euro, tra finanziamenti per realizzare gli investimenti e trasferimenti alle Regioni per “pagare” i treni del trasporto regionale, utilizzato ogni giorno da circa 3 milioni di pendolari. Ma evidentemente non basta: otto treni che collegano Lombardia e Veneto saranno tagliati. La maggior parte dei fondi è destinata infatti all’alta velocità, anche se questa è utilizzata in percentuali decisamente minori rispetto al resto della rete ferroviaria.

Nicoletta ricorda che la manifestazione del 16 è anche per dire No Tav = No Mafia sottolineando come il sistema degli appalti in Italia favorisca l’infiltrazione delle cosche nei cantieri dell’alta velocità, spesso utilizzati per smaltire rifiuti tossici e pericolosi in maniera del tutto illegale. Ma non solo. Il 16 si manifesta anche contro la militarizzazione della valle. Ormai sono oltre un migliaio gli uomini in divisa che stazionano permanentemente, giorno e notte, attorno ai cantieri, rendendo difficile e difficoltosa la mobilità delle persone residenti in Val di Susa. La lotta è diventata solo una questione di ordine pubblico.

“Questo non è più il momento della concertazione ma è il momento del conflitto” dice Nicoletta nel ricordare l’importanza delle due giornate di lotta del 18 e 19 ottobre scorsi a Roma. In quelle giornate si sono incontrate non “una sommatoria di sigle” ma realtà sociali “presenti sul territorio che si muovono per il cambiamento ora e adesso”. Bisogna sapersi organizzare, impedire che il movimento venga messo in un angolo e avere anche fiducia nelle nuove generazioni. La lotta è una responsabilità collettiva e ora che abbiamo ritrovato la “socialità” bisogna andare avanti. “Solo così tante solitudini diventano valanga potente”.

Dopo il 16 ci sara’ il 20, rilancia Nicoletta, quando a Roma verrà ratificato l’accordo Italia- Francia e si discuterà della linea Torino – Lione, anche se la Corte dei Conti francese ha già detto di ritenere inutile quell’opera e che se ne riparlerà solo nel 2030. I No Tav ci saranno.

16 Novembre in Val di Susa: pullman da Brescia!

Da Brescia si stanno organizzando diversi pullman per raggiungere la Val di Susa per la manifestazione nazionale del 16 Novembre CONTRO LA DISTRUZIONE E L’OCCUPAZIONE MILITARE DELLA VALLE, per dire No al furto di denaro pubblico, contro la repressione politica, giudiziaria e mediatica del Movimento No Tav, per un lavoro utile e dignitoso, per ospedali scuole e trasporti efficienti e per la cura del territorio!

Rifondazione Comunista, C.s. 28 Maggio, Sinistra Anticapitalista e Ross@ organizzano i PULLMAN a partire da Brescia per raggiungere la Valle con ritrovo alle ore 13:00 a Susa in Piazza d’Armi!
Partenza: ore 8:30 dal C.s. 28 Maggio a Rovato ore 9:00 dal piazzale dell’IVECO a Brescia.
Il prezzo della trasferta è di 15 euro, con rientro in serata al termine della manifestazione.
Per informazioni e prenotazioni contattare: Attilio: 345-6528718 – Eugenia: 347-2548776

Magazzino 47, Ksl, Cua e “Diritti per tutti” organizzano la trasferta in pullman per raggiungere la lotta No Tav in val di Susa.
Ritrovo ore 9.00 al Magazzino 47 di via Industriale, 10 a Brescia.
Sottoscrizione: 15 euro. Per prenotazioni chiamare in Radio allo 030/45670.

TAV: assemblea pubblica verso la manifestazione NO TAV del 16 novembre

In preparazione alla manifestazione a Susa del 16 novembre, Rifondazione Comunista, C.s. 28 Maggio, Sinistra Anticapitalista e Ross@ propongono un’assemblea pubblica martedì 12 novembre alle ore 20:30 presso la sede Casa della Sinistra in via Eritrea 20 (vicino al BresciaOggi) a Brescia.

Si parlerà del TAV insieme a:
• Nicoletta Dosio ( No Tav Val Susa)
• Alcuni esponenti del gruppo No Tav Brescia e del Coordinamento No Tav del Basso Garda e delle Colline Moreniche
• Alcuni cittadini coinvolti direttamente da espropri per i lavori in via Roncadelle e via Toscana a Brescia

Invitiamo tutti a partecipare e condividere questa importante serata per continuare a fare informazione costruire una lotta insieme anche nella nostra città!