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Raccolta fondi per i terremotati: non lasciamoli soli!

Da sempre come movimento no tav lottiamo per la salvaguardia del territorio e in casi come questo non possiamo che aiutare in prima persona la popolazione colpita dalla tragedia del terremoto in Italia centrale e ribadire che i fondi destinati per l’inutile e costosa alta velocità dovrebbero essere utilizzati per la messa in sicurezza di abitazioni ed edifici pubblici in un Paese come l’Italia ad alto rischio sismico.

Come movimento No Tav abbiamo quindi deciso di fare una raccolta di fondi per aiutare le popolazioni in difficoltà. Questi fondi verranno investiti nelle prossime settimane nell’acquisto di beni di prima necessità chiedendo indicazioni al Comune di Rieti e alle autorità competenti su cosa serve effettivamente. Dalle informazioni che ci giungono, infatti, il rischio è che vengano inviate tonnellate di beni senza una effettiva organizzazione degli stessi e senza tener conto nello specifico dei reali bisogni. In attesa di informazioni precise non vogliamo però restare con le mani in mano e usufruire della nostra presenza alla Festa di Radio Onda d’Urto per raccogliere fondi da destinare poi a beni di prima necessità: POTRETE RECARVI AL BANCHETTO NO TAV (vicino alla Tenda Blu). Inoltre a inizio serata attivisti No Tav saranno presenti anche all’ingresso della festa.

Nei prossimi giorni vi terremo aqgiornati nei post di questo evento e sul sito www.notavbs.org sui fondi raccolti, sul loro concreto impiego e se faremo partire dei punti di raccolta per i beni necessari.

16/05: accogliamo Delrio a Vicenza – NO TAV- NO GRANDI OPERE

Condividiamo l’appuntamento del Comitato Popolare dei Ferrovieri di Vicenza.

Lunedì 16 maggio il Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio arriverà in Visita a Vicenza, all’Officina Manutenzione Ciclica di Trenitalia nel quartiere dei Ferrovieri. Sarà accompagnato dalla nuova amministratrice delegata di Trenitalia Barbara Morgante. E’ evidente che Delrio verrà a discutere di TAV e della Valdastico Nord, le due future grandi opere che secondo i programmi del Ministero dovrebbero investire Vicenza e la sua provincia.

Noi che insieme ad altri comitati, lottiamo contro l’Alta Velocità e l’impatto devastante che avrebbe sul territorio, non possiamo mancare a questo appuntamento. Saremo presenti con un presidio rumoroso e colorato per dimostrare che non possiamo accettare la devastazione della nostra terra per interessi dei poteri forti.

Vicenza rischia di perdere il marchio dell’Unesco per il Dal Molin, Borgo Berga e la futura Tav. Il nostro quartiere verrebbe squarciato con due nuovi binari, una nuova strada, un ponte ecc. Inoltre, nel lotto tra Verona e Altavilla c’è già un progetto definitivo che non rispetta nessuna regola dell’iter progetTuale dove la valutazione di impatto ambientale viene eseguita da Lande spa, una ditta indagata per legami con la Camorra.

Per questo e per tanti altri motivi, saremo presenti Lunedì all’arsenale ferroviario in Via dell’Arsenale Ferrovieri alle 14:00

Vi aspettiamo.

8 marzo – vertice ITALIA/FRANCIA: partenze da Brescia e Peschiera del Garda

Anche i NO TAV della tratta Brescia-Verona prenderanno parte a questa importante data a Venezia per il vertice Italia-Francia che  ci porterà ancora una volta verso i palazzi e le città dove vengono prese le decisioni sul futuro del nostro paese e su come investire i soldi pubblici.

APPUNTAMENTI PER RAGGIUNGERE VENEZIA INSIEME:

* ore 8:00 CASELLO DELL’AUTOSTRADA DI DESENZANO
Partenza collettiva in macchina.
Contatti Marco: 3397208233

* ore 8:00 STAZIONE FERROVIARIA DI PESCHIERA DEL GARDA
Partenza in treno che partirà alle 8:14.
Contatti Angelo: ‭3928687581‬

Durante il corteo faremo uno spezzone No Tav Brescia-Verona all’interno dello spezzone di tutte le realtà No Tav nazionali.

 

Basta cave, discariche e grandi opere inutili! In cinquemila a Berlingo per dire NO alla Discarica Macogna!

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Quasi cinquemila persone hanno partecipato domenica 12 aprile alla manifestazione in tutela del territorio e contro la realizzazione della discarica in località Macogna tra i Comuni di Berlingo, Travagliato e Rovato. Davanti al corteo ben 30 Sindaci con fascia tricolore e dietro di loro un vero e proprio fiume in piena, quasi 5000 persone , che hanno marciato a piedi, in bicicletta e anche a cavallo. Presenti anche 30 trattori. 11147016_10153117043529718_3985074185130762219_nNei giorni scorsi grazie alla determinazione degli abitanti della zona sono stati bloccati diversi camion della Drr diretti nel sito che si sta preparando ad accogliere rifiuti, mezzi che dichiaravano di trasportare terreno agricolo. Contemporaneamente al blocco, la Provincia di Brescia ha incontrato la ditta privata coinvolta stabilendo che fino al 22 aprile, data in cui il Tar deciderà sui ricorsi antiMacogna dei Comuni di Berlingo, Rovato, Travagliato e Cazzago, i camion non torneranno a farsi vedere alla Macogna.

Il nostro appello alla partecipazione

È passato quasi un anno da quando, insieme ad altri comitati, abbiamo costruito la piattaforma che ci ha portato alla manifestazione “Stop Biocido”. In quelle pagine abbiamo elencato tante delle nocività e dei progetti che minacciano e inquinano la nostra provincia. L’intento è stato quello di rilanciare un mutuo soccorso tra chi si batte per la difesa del territorio e individuare con chiarezza il responsabile dell’emergenza che stiamo vivendo: un sistema economico che, attraverso una classe politica connivente e incapace, continua ad avvelenare e devastare il nostro territorio e la nostra salute nel nome del profitto a tutti i costi.

http://www.antinocivitabs.org/piattaforma-manifestazione-stop-biocidio-brescia-10-maggio-2014

Seppure nessuno di quei progetti è stato accantonato e le bonifiche sono rimaste ferme al palo, nell’ultimo anno tante cose sono successe. Migliaia di persone hanno camminato insieme per le strade del Basso Garda per dire no all’alta velocità Brescia-Verona; centinaia tra incontri, assemblee e presidi sono stati organizzati in lungo e in largo per la nostra provincia per denunciare la devastazione che riguarda la nostra terra; decine di inchieste giudiziarie e servizi giornalistici hanno rivelato come la mafia operi ormai alla luce del sole nella nostra provincia sia nel trattamento rifiuti sia nella realizzazione delle grandi opere.

Anzi, l’ultima grande inchiesta, che ha portato addirittura alle dimissioni del ministro delle infrastrutture Lupi, ha individuato proprio nella tratta TAV Milano-Verona il centro di un sistema corruttivo che ha rubato milioni di euro dalle casse pubbliche per tornaconti personali.

Domenica, quindi, saremo a Berlingo con lo spirito che un anno fa ci ha portato ancora una volta in strada per denunciare l’emergenza sanitaria e ambientale che stiamo vivendo a Brescia. Saremo a fianco di chi in questi giorni ha bloccato con coraggio i lavori per la realizzazione della discarica Macogna. Saremo in strada per dire, con la serena determinazione di chi sa di essere nel giusto, che la misura è colma, che siamo stanchi del comportamento delle istituzioni che usano come paravento leggi partorite da una corruzione più che ventennale.

Come abitanti della provincia bresciana ci assumiamo la responsabilità di fermare questi progetti costi quel che costi. In ballo c’è la possibilità stessa che le generazioni future possano vivere ed abitare in maniera dignitosa il nostro territorio.

ORA BASTA!

Coordinamento No Tav Brescia Verona

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Remi, uno di noi. Comunicato del movimento notav

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da notav.info

Si chiamava Remi. Uno studente di Tolosa colpito a morte da una granata assordante durante una notte di assedio al cantiere per la diga di Sivens.
La polizia francese le chiama armi non letali. Ma fanno male. Tanti sono stati feriti, Remi invece è morto. Un omicidio di Stato.
Aveva 21 anni. Non lo conoscevamo, ma era uno di noi. Uno dei tanti che hanno scelto di mettersi di mezzo, di lottare contro l’imposizione di un’opera inutile e costosa. Contro la distruzione di una zona umida, per un’agricoltura misurata sulla qualità, non sul peso, per una vita libera dalla feroce logica del profitto.
La piccola dimensione, l’autogestione dei territori e delle proprie vite, un’idea di relazioni sociali che rifiuta il profitto e sceglie la solidarietà, un’utopia concreta per tanti, in ogni dove, uniti al di là delle frontiere che separano gli uomini e le donne ma non le merci.
Leggendo i racconti di chi era in quei boschi, la mente è corsa ai nostri boschi, alle nostre valli, alla nostra lotta.
Tante volte, quando la violenza dei governi ci ha colpito, il mutuo appoggio delle lotte ci ha offerto solidarietà attiva.

Oggi ci stringiamo a chi si batte contro la diga di Sivens, nel lutto per un compagno di strada, cui hanno rubato la vita. Vivrà nelle lotte di ogni dove, sarà con noi nei mesi e negli anni a venire.
Remi, uno di noi.
Un forte abbraccio collettivo ai suoi cari, ai suoi compagni e compagne.

Diamo il nostro sostegno solidale a chi è sceso e scenderà in piazza perché la morte di Remi non cada nel silenzio.

Giovedì 30 ottobre
ore 18
presidio al consolato francese di Torino
in via Roma 366 – quasi angolo piazza Carlo Felice

Il movimento No Tav

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Manifestazione alla ZAD di Testet, Remì muore durante gli scontri con la polizia

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da notav.info Durante la notte di domenica 26 ottobre Remi Fraisse, giovane studente di Tolosa di 21 anni, è morto durante gli scontri con la polizia a Testet, nei pressi del cantiere dove le autorità francesi vogliono costruire la mega- diga di Siviens.

Questa grande opera da 1,3 milioni di metri cubi d’acqua sarà un affare per le grandi aziende d’agricoltura industriale (a discapito dei piccoli contadini) e comporterà la distruzione di tutto quel territorio che ospita molte specie protette di animali.

La ZAD (zona a defendre-zona da difendere) durante l’estate era stata più volte attaccata dalla polizia e sabato migliaia di persone avevano risposto all’appello di manifestazione in difesa del territorio e contro le grandi opere.

Gli scontri con la polizia sono incominciati sabato pomeriggio, verso le 16, con la polizia presente in grandi numeri e già durante le prime ore molti sono i feriti tra i manifestanti (5 portati in ospedale).

Durante la notte, tra le 2 e le 3 del mattino, i manifestanti raccontano di lacrimogeni sparati ad altezza uomo e di granate stordenti fino a quando, prima di un lancio intensivo, un plotone di polizia è avanzato per raccogliere una persona a terra. Questa scena è stata vista chiaramente da  tutti, poiché la grande presenza di mezzi dalla polizia illuminava “a giorno” l’area degli scontri. Diversi video su quella notte stanno girando sul web.

l corpo di Remì è stato quindi subito preso dalla polizia e l’autopsia renderà note ai più le ragioni della morte lunedì pomeriggio anche se chi è stato sul luogo degli scontri, chi ha partecipato a quella notte di lotta, riferisce già da ieri la dinamica di quanto è successo, lasciando pochi dubbi su cosa abbia ucciso Remi: una granata stordente lanciata dalla polizia lo ha colpito lasciandolo a terra.

Guardando quelle immagini di scontri non possiamo non riconoscere una situazione vissuta da noi tante volte, i gas lacrimogeni lanciati ad altezza uomo che infestano l’aria e rendono le persone facili bersagli per chi gioca a fare la guerra. Riconosciamo nei ragazzi di ZAD, che abbiamo avuto modo di incontrare più volte anche qui in valle, quella stessa determinazione e quello stesso coraggio che anche noi abbiamo dovuto mettere in campo molte volte sfidando divieti e le truppe di occupazione.

Leggiamo nella loro testardaggine l’amore per la propria terra e la volontà di difenderla, di non cedere il passo a polizia e potenti di turno.

Vediamo in Remì uno dei nostri ragazzi e per questo ci stringiamo attorno ai suoi compagni, familiari ed amici.

La lotta sarà la risposta a questa inaccettabile morte.

Forza ZAD!

Genova: migliaia in corteo contro politiche speculative e grandi opere

da infoaut.org

Il corteo cittadino che é partito nel primo pomeriggio si annunciava molto sentito e dai toni e contenuti politici forti: di fatto in svariate migliaia si sono presentati all’appuntamento per ribadire le precise responsabilità politiche dell’amministrazione locale e del Governo, in un contesto di sfiducia complessiva contro un intero sistema della rappresentanza inviso alla comunità. Continua la lettura di Genova: migliaia in corteo contro politiche speculative e grandi opere

GENOVA, CHI SONO GLI SCIACALLI ?

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Le cronache in arrivo da Genova riportano la notizia che alcuni tra i cosiddetti “angeli del fango”, cioè cittadini mobilitatisi immediatamente dopo l’esondazione del Bisagno nel curare le ferite patite dalla città tramite lavoro volontario, avrebbero avuto degli screzi, arrivati fino agli spintoni, con alcuni esponenti delle forze dell’ordine. Continua la lettura di GENOVA, CHI SONO GLI SCIACALLI ?