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9/2 fagiolata no tav di solidarietà a Lonato per le spese legali

Sabato 9 febbraio organizziamo una FAGIOLATA NO TAV, una cena per aiutare a sostenere le spese legali per i daspo dati dal comune di Lonato agli attivisti e alle attiviste per i fatti del 17 gennaio 2019.

Ricordiamo che in quella data un gruppo di attivist* ha partecipato pacificamente e silenziosamente ad un convegno organizzato da Coldiretti e Comune di Lonato esponendo solo uno striscione con scritto “Quale futuro? Quale agricoltura? Con il tav solo danni e spazzatura”. Tanto è bastato per scatenare l’Assessore exPugile Vanaria, che ci ha aggredito fisicamente e verbalmente. Ha disturbato lui il suo convegno, non di certo noi! Il podestà Tardani, ha pensato bene di firmare dei daspo contro gli/le attivisti/e e non contro il vero violento della serata, l’Assessore ExPugile Vanaria.
Abbiamo ricevuto tanto sostegno in questi giorni e ritrovarci in una cena è il modo migliore per dimostrare ancora una volta che la loro repressione genera solo solidarietà!

NOI SIAMO DALLA PARTE DEI TERRITORI, LORO DA QUELLA DEI POTERI FORTI!

MENU’ DELLA SERATA:
Antipasto con torte salate e pinzimonio con salse
Fagiolata nostrana con polenta
Formaggi locali con marmellate
Verdura cruda e cotta
Dolce
Bevande escluse
Euro 16 a persona.

Prenotare ENTRO IL 7 FEBBRAIO chiamando al 377 9533284. SOLO CHIAMATE, NON MESSAGGI SU WHATSAPP O MESSENGER.
#notavbresciaverona #notav #cena #cenasolidale #speselegali #daspo #lonato

I VERI FACINOROSI E INTOLLERANTI SIETE VOI!

La giunta leghista di #Lonato non conosce fine alla propria disonestà intellettuale.
La maggioranza ci accusa di essere dei “facinorosi” antidemocratici. Il riferimento è ancora alla nostra protesta dello scorso 17 gennaio in occasione dell’incontro con #Coldiretti.

Peccato che la giunta Tardani, con l’avvallo della polizia locale, continua a ripetere una versione completamente FALSA dei fatti. Mentono sapendo di mentire. Non ci stancheremo mai di ripetere che la nostra presenza nella sala inizialmente è stata pacifica e SILENZIOSA. Le tensioni si sono verificate a seguito delle provocazioni del podestà Tardani, degli esponenti di Coldiretti e dell’Assessore all'(In)sicurezza Vanaria, che ha perso addirittura il controllo e ci ha aggredito fisicamente.
Chi è davvero il facinoroso? Chi è davvero intollerante? Ad esempio chi firma 13 daspo con una ricostruzione assolutamente falsa dei fatti con l’intento (mancato) di intimidire?

Noi comunque abbiamo mantenuto la nostra parola e ci siamo mobilitati in occasione del consiglio comunale. Anche in quella sede la maggioranza leghista ha dimostrato totale disinteresse per il territorio e un atteggiamento da sceriffo.

L’Amministrazione ha ammesso di non sapere nulla di pià sul sequestro delle ex cave di Vezzola rispetto a quanto emerso sui giornali. Non si è preoccupata di acquisire documentazione o avere contatti con chi di dovere.

Non si sa cosa faranno gli amministratori nel caso in cui ci fossero delle conseguenze sul piano penale.

Peggio ancora la maggioranza si è nascosta dietro le decisioni calate dell’alto. Peccato che il comune di Lonato non abbia MAI fatto sentire la propria voce contro il #Tav e sia amministrato dalla Lega, che ora è pure al governo del paese.

Al temine della votazione del punto sette è esplosa la nostra giusta rabbia contro l’ipocrisia di un ceto politico che ci sta portando alla rovina. Una contestazione doverosa, seppure sciolta spontaneamente, che ha nuovamente sfidato qualunque divieto o intimidazione.

Cari leghisti, se il progetto sarà confermato, sarete i responsabili degli #espropri, dei danni ambientali e dello spreco di denaro pubblico dell’Alta Velocità. Insieme ovviamente al Movimento 5 Stelle, da cui ci si aspetta piena coerenza a quanto ha sempre sostenuto.

IERI A LONATO: INTIMIDAZIONI,AGGRESSIONI E MISURE RESTRITTIVE VERSO CHI DIFENDE I TERRITORI

Ieri sera siamo entrati in azione a Lonato in occasione di un incontro sull’agricoltura che si è tenuto in municipio per l’inizio della Fiera Regionale.

Lo scopo della nostra iniziativa è stato quello di denunciare la devastazione del TAV con tutto il carico di espropri del suolo agricolo e puntare il dito contro la Lega, locale e nazionale, ricordando le sue responsabilità politiche riguardo alla possibile approvazione della linea Alta Velocitá.

Ci siamo presentati con bandiere e con uno striscione con scritto “Quale futuro? Quale agricoltura? Con il Tav solo danni e spazzatura!“, ma la nostra presenza, all’inizio silenziosa, ha suscitato il nervovismo e l’ostilitá della giunta di Lonato.

Il sindaco ci ha intimato di andarcene nell’arco di 5 minuti, altri esponenti della Coldiretti hanno tentato di coprirci fisicamente (come si vede in questo video), fino a che l’assessore Vanaria ci ha dato addosso fisicamente. Nel video di seguito potete vedere l’aggressione recata da Roberto Vanaria nei nostri confronti durante l’incontro.

L'ASSESSORE VANARIA DI LONATO AGGREDISCE IL CGA E I NO TAV!

L'ASSESSORE VANARIA DI LONATO AGGREDISCE IL CGA E I NO TAV!Ecco il video dell'aggressione di Roberto Vanaria di #Lonato nei nostri confronti durante l'incontro organizzato ieri sera in municipio sul tema dell'#agricoltura. Pure i rappresentanti di Coldiretti si sono improvvisati "guardie del corpo", cercando di bloccare i #NoTav e coprire lo striscione.Tutti patetici tentativi che si sono infranti contro la determinazione degli attivisti, anche se rimane gravissimo il comportamento di quello che dovrebbe essere un rappresentante istituzionale.Evidentemente alla Lega non piace che le si ricordi le responsabilità dei danni e degli #espropri del possibile passaggio dell'Alta Velocità Brescia-Verona.Evidentemente la Giunta di Lonato preferisce tacere sul fatto che la futura area del cantiere Tav scelta dall'Amministrazione è sotto sequestro per smaltimento illecito di #rifiuti.Evidentemente alla destra e alle grandi imprese non fa piacere che si denunci la presenza di 40 siti inquinati certificati nel bresciano situati lungo il passaggio dell'AV ancora oggi senza un piano di bonifica.La lista potrebbe essere ancora lunga…LA LOTTA NO TAV NON SI ARRESTA!

Gepostet von Collettivo Gardesano Autonomo am Donnerstag, 17. Januar 2019

Tutti patetici tentativi che si sono infranti contro la nostra determinazione, anche se rimane gravissimo il comportamento di quello che dovrebbe essere un rappresentante istituzionale.

Evidentemente alla Lega non piace che le si ricordi le responsabilità dei danni e degli espropri del possibile passaggio dell’Alta Velocità Brescia-Verona.

Evidentemente la Giunta di Lonato preferisce tacere sul fatto che la futura area del cantiere Tav scelta dall’Amministrazione è sotto sequestro per smaltimento illecito di rifiuti.

Evidentemente alla destra e alle grandi imprese non fa piacere che si denunci la presenza di 40 siti inquinati certificati nel bresciano situati lungo il passaggio dell’AV ancora oggi senza un piano di bonifica.

La lista potrebbe essere ancora lunga…Non ci siamo fatti intimidire e non abbiamo fatto nessun passo indietro, rimanendo dentro la sala.

Ai fatti di ieri questa mattina sono seguite delle gravi intimidazioni da parte di giunta e polizia locale che hanno emesso misure restrittive verso alcuni attivisti No Tav. Per questo domani, 19 gennaio 2019, a Lonato del Garda alle ore 15:00 abbiamo convocato una conferenza stampa presso la zona delle cave Vezzola in via Mantova 39, zona Lavagnone. E non finisce qui….

NOI DALLA PARTE DEI TERRITORI! VOI DA QUELLA DEI POTERI FORTI! MA RICORDATEVI CHE…. DA CHE SA PASA MIA.

MINISTRO TONINELLI A BRESCIA: SABATO MATTINA PRESIDIO NO TAV ORE 9:00!!

SABATO 8 SETTEMBRE ORE 9:00 PRESIDIO NO TAV PER LA PRESENZA DEL MINISTRO TONINELLI @  ALL’AUTOPARCO BRESCIA EST DI CASTENEDOLO 

Abbiamo appreso dai giornali che sabato mattina il ministro Toninelli sarà a Castenedolo per partecipare ad un convegno organizzato da Bre. Be. Mi., Scania, Siemens.

L’argomento saranno i Tir elettrici e la possibilità di elettrificare alcuni kilometri di autostrada in via sperimentale. Non ci interessa in questo momento entrare nel merito dell’argomento trattato dal convegno, ma ci interessa la presenza del Ministro delle Infrastrutture.

Dal momento in cui si è insediato, abbiamo più volte richiesto un incontro riguardo l’iter che coinvolge la tratta TAV Brescia – Verona. L’obbiettivo è quello di sollecitare il governo circa la necessità di emanare dei provvedimenti che sospendano l’iter procedurale della tratta Brescia – Verona.

Nonostante le numerose sollecitazioni, nessuna risposta al momento ci è pervenuta.

Lo abbiamo ribadito più volte, il tempo delle attese e delle parole per noi è finito, vogliamo fatti concreti che fermino l’apertura imminente dei cantieri di questa ennesima grande inutile opera.

Per questo motivo sabato mattina saremo presenti in presidio fuori dall’hotel dove si svolgerà il convegno vicino al casello di Brescia Est. Per ricordare, se ancora ce ne fosse bisogno, che l’unica grande opera che vogliamo è la messa in sicurezza dei nostri territori.

Verso la manifestazione no tav del 29 settembre perchè continueremo a ribadirlo: DE CHE SA PASA MIA!

LE TRIVELLE DEL TAV SONO ARRIVATE ANCHE A BRESCIA!

Da fine 2017 abbiamo scoperto numerose trivelle lavorare sui territori da Brescia a Verona per eseguire i sondaggi finalizzati a terminare il progetto della tratta TAV Brescia-Verona.
In questi mesi come movimento No Tav abbiamo continuato a presidiare il territorio, vigilando e facendo sopralluoghi dove si vedono sorgere trivelle, organizzandoci, paese per paese, andando a tastare i terreni e opponendoci alla presenza di tecnici che eseguono rilevazioni.

Insieme a noi decine di proprietari terrieri o di immobili hanno deciso di dire NO a queste trivellazioni (gli stessi frati del Santurario del Frassino hanno deciso di opporsi e mandar via gli operai preposti ai lavori) convinti dell’inutilità e del disastro ambientale e sociale che quest’opera comporta.

I sondaggi di questi ultimi mesi sono stati eseguiti in campi, giardini, proprietà pubbliche e private, molte volte SENZA I PERMESSI del proprietario, senza mai esporre cartellonistica di cantiere, senza mai comunicazione (né da parte delle ditte a cui sono state affidate le trivellazioni, né da parte delle amministrazioni dei diversi territori) alla cittadinanza di quanto accade sui nostri territori.

Nella giornata di venerdì 19 gennaio 2018 abbiamo ricevuto numerose segnalazioni di una trivella in azione nei pressi del Parco Ducos a Brescia, in un terreno limitrofo all’attuale ferrovia.

Non sarà sicuramente l’unica: per questo invitiamo tutti e tutte ad aiutarci a tenere monitorato il territorio, segnalando la presenza di operai o trivelle lungo il possibile tracciato alla mail info@notavbs.org o sulle pagine facebook No Tav Brescia o Coordinamento No Tav Brescia-Verona.

Qualora invece le trivellazioni dovessero essere fatte in una vostra proprietà vi ricordiamo che poiché il progetto definitivo non ha ancora esaurito la procedura, NESSUNO in questo momento è AUTORIZZATO ad accedere alla vostra proprietà, se non con il vostro consenso o attraverso una procedura che prevede la notifica preventiva della necessità di introdursi nella vostra proprietà.
Se non viene fatta questa procedura avete il diritto di non fare entrare nessuno o di chiederne l’allontanamento.

Ricordiamo inoltre che, nonostante sia stato approvato a luglio 2017 il progetto di questa tratta come definitivo, mancano tra le altre cose: il progetto in uscita da Brescia, il progetto per l’arrivo a Verona, la valutazione di impatto ambientale aggiornata (VIA), l’adeguamento alle norme antisismiche, ecc. Mancanze gravissime che da mesi continuiamo a denunciare perché INACCETTABILI al proseguimento dell’opera.

Da anni denunciamo la pericolosità su diversi fronti di quest’opera e non abbiamo intenzione di fermarci, perché al di là di quanto raccontano la stampa e i vari politici o amministratori di turno questo progetto è ben lontano dal poterci far dire “non c’è più nulla da fare”, come ha confermato anche di recente la Corte dei Conti, rimandando il progetto al Ministero per “incompletezza documentale”.

Non ci stancheremo mai di ripetere che sui nostri territori trivelle, cantieri e cantierini del Tav non sono ben accetti da nessuna parte e il movimento NO TAV, fatto di persone diverse ma unite dalla volontà di difendere la propria terra, continuerà a percorrere ogni strada possibile per fermare quest’opera! 

21/6 Serata informativa sull’uscita del TAV BS-VR da Brescia est @ Brescia

** MERCOLEDì 21 GIUNGO ORE 20:45 @ Piccolo Teatro Libero di San Polino (BS) in corso Bazoli 89 (fermata metro San Polino) **

Da più di 20 anni la possibile costruzione del TAV Brescia-Verona pesa sui nostri territori e sulle persone che vivono sul tracciato di quest’ipotetico progetto.
Negli ultimi anni però si è fatta sempre più forte l’idea della cancellazione dello storico “shunt” per Montichiari a favore del passaggio all’interno della città di Bresica verso est, modificando in modo sostanziale il progetto.

La città di Brescia negli scorsi anni ha già visto la costruzione di un ‘altra tratta di TAV, il lotto Treviglio-Brescia, che ha portato nella nostra città numerosi espropri di casa e proprietà, disagi del traffico dovuti alla chiusura prolungata di vie principali per la viabilità urbana, perdite economiche per le attività limitrofe ai cantieri, svalutazioni delle case, ma soprattutto anni di cantieri enormi, con rumore, vibrazioni, polveri, mezzi pesanti ecc.

Questi sono solo alcuni dei maggiori disagi che ha portato quest’opera, che seppur devastante niente è in confronto alla tratta Brescia-Verona, un’opera che vorrebbe distruggere non solo la nostra città, ma anche il basso Garda, proseguendo poi fino a Verona e Vicenza.

Nel percorso che in questi anni abbiamo costruito su tutto il territorio da Brescia a Verona per fermare quest’opera questa serata informativa sarà l’occasione per avere aggiornamenti dal nostro preziosissimo tecnico, il Professor Erasmo Venosi, che ci spiegherà tutte le falsità che si nascondono dietro quest’opera “strategica e fondamentale”.
Inoltre cercheremo di capire meglio cosa potrebbe accadere alla nostra città se questo progetto dovesse essere realizzato:
– DOVE DOVREBBE PASSARE?
– COSA POTREBBE DISTRUGGERE?
– QUALI DISAGI POTREBBE PORTARE?
– QUALE SAREBBE LA SUA UTILITA’?
– CHE SORTE POTREBBE AVERE IL PARCO DUCOS?
E TANTISSIME ALTRE DOMANDE CHE SORGONO NATURALI SE PROVIAMO A CAPIRE COSA POTREBBE COMPORTARE LA COSTRUZIONE DI QUEST’OPERA PER LA NOSTRA CITTA’.

Siamo convinti, e lo ribadiamo da anni, che l’enormità di soldi investiti per questo progetto inutile e altamente dannoso, potrebbero essere reinvestiti per altri capitoli di spesa più vicini ai reali bisogni e necessità di chi vive in questo paese o questa provincia devastata dai veleni ambientali, per cui non ci sono mai abbastanza fondi per le bonifiche e il risanamento ambientale.
Siamo altresì convinti che, come dicono le normative Europee, prima di passare alla costruzione di una nuova opera costosa e dannosa bisognerebbe riqualificare i servizi presenti, ben lontani dal loro massimo potenziale d’utilizzo, garantendo così un servizio ferroviario adeguato e economicamente accessibile.

Per questi e tanti altri motivi invitiamo tutti e tutte a partecipare perchè “per essere No Tav basta essere persone oneste e informate…“: conoscendo davvero cose’è il TAV e il sistema delle grandi opere mafiose italiane non si può non esserlo, soprattutto se si ha cuore il futuro delle nostre terre e delle prossime generazioni.

 

seratainfomrativaNOTAVbrescia21giungo2017

link all’evento facebook

Pasquetta No Tav al presidio di Campagna di Lonato

Per il classico pic-nic di pasquetta quest’anno proponiamo un’intera giornata all’insegna dello stare insieme, condividere e prenderci cura della nostra terra.

Il programma della giornata prevederà:
* dalle 10:00
PRENDIAMOCI CURA DELLA NOSTRA TERRA piantando insieme piante, fiori, ecc. Porta anche tu quello che vorresti veder cresce al presidio e se li hai gli atrezzi per il giardinaggio!
Attività adatta anche ai più piccoli!

* dalle 12:00
PIC-NIC CONDIVISO: porta cibo e/o bevande da condividere…ma ricorda: evitiamo gli sprechi! Non portare da casa plastica da buttare: ricordati il piatto, il bicchiere e le posate…e non dimenticare il bicchiere!

* dalle 15:00
DIBATTITO CON I NO DALMOLIN: dibattito con gli attivisti vicentini del Movimento No DalMolin che ci racconteranno la loro esperienza di presidio permamente come uno dei tanti passi di una lotta in difesa della nostra terra e del nostro futuro.

Durante la giornata musica e laboratori per bambini!

A Pasqua con chi vuoi…ma Pasquetta vieni con noi 😉

Per restare aggiornato segui l’evento facebook.

#notav #pasquetta #Lonato

pasquettanotav2017

 

Ma cosa hanno inaugurato il 10 Dicembre?

Che l’argomento TAV sia un tema scottante da trattare per i quotidiani locali (e non solo) è cosa ormai nota. Ma è interessante soffermarsi su un articolo uscito recentemente sul dorso bresciano del Corriere della Sera a firma di un importante penna del giornale, spesso impegnato in inchieste riguardanti lo stato di salute dell’ambiente bresciano. Nel rispetto del lavoro del giornalista, ci preme sottolineare alcuni passaggi contenuti in questo articolo che a noi sollevano diversi interrogativi (qui).
Innanzitutto l’articolo parla dei ritardi nei lavori per la realizzazione della stazione per l’Alta Velocità di Brescia, la cui conclusione sembra slittata al 2018. Ci sorge spontanea una domanda, riguardando anche i giornali di qualche mese fa, cosa si è inaugurato il 10 dicembre scorso? Lasciando per un attimo perdere gli artifizi linguistici utilizzati in quella data dai giornali, per i quali lo scorso dicembre si sarebbe inaugurata semplicemente la nuova linea Alta Velocità, scorrendo invece questo articolo, appare chiaro come tale inaugurazione sia avvenuta non solo senza stazione, ma anche senza i binari ancora fermi alle porte di Brescia. Dunque perché tanta fretta ad avviare una linea incompleta, causando ulteriori enormi disagi a chi usufruisce del treno in direzione Milano? La risposta la si trova probabilmente nelle ragioni di propaganda che la data del 10 dicembre, con la presenza sbandierata dell’ex-premier Renzi, aveva assunto a livello nazionale, come sponsor “pro SI” nel referendum costituzionale del 4 dicembre. Ma non solo, probabilmente l’occasione di un’inaugurazione anticipata con relativa messa in esercizio, seppur incompleta, della linea Treviglio – Brescia ha permesso a Cepav 2 e ad RFI di rendere più credibile il tentativo di accelerare e forzare l’iter autorizzativo per la tratta in direzione Verona.
L’articolo poi prosegue pubblicando i dati sulle quantità di amianto e scorie di fonderie ritrovate in alcune discariche abusive. I ritrovamenti di queste sono un fatto che ha caratterizzato l’avanzamento dei cantieri da Treviglio in direzione di Brescia. Per tutto il 2014 si sono susseguite le notizie di ritrovamenti di siti inquinati e discariche, comprese le scorie sepolte sotto la terza corsia dell’autostrada A4. Ma come sono avvenuti questi ritrovamenti, che rappresentano una delle eredità dello “sviluppo” industriale bresciano? La storia è interessante. Ai tempi, i cantieri dell’alta velocità erano vigilati costantemente da Arpa perché le inchieste sugli smaltimenti illeciti, le quali avevano portato all’arresto dell’imprenditore Locatelli, avevano rivelato l’interesse da parte di quest’ultimo ad entrare nei lavori di subappalto e fornitura per la Treviglio – Brescia. L’occasione, come fatto per l’adiacente Bre. Be. Mi., era quella di poter illegalmente sotterrare migliaia di tonnellate di rifiuti. Fatto non nuovo per la nostra provincia, ma che ha elementi in comune con le rilevazioni che emergono dalle inchieste sulle grandi opere che hanno portato all’arresto del “super-manager” Ercole Incalza e alla rimozione della struttura di missione del Ministero delle Infrastrutture (qui). Tra gli indagati eccellenti, guardando al nostro territorio e alla tratta Brescia – Verona, ricordiamo il già presidente di Metro Brescia Ettore Fermi (link 12). In manette, in un filone di indagini partito da questa inchiesta, sono finiti anche i manager di Condotte, società appartenente al consorzio Cepav 2 e deputata alla realizzazione della tratta cittadina e della “nuova” stazione di Brescia.

Un interrogativo, infine, ce lo fa sorgere anche la conclusione dell’articolo in questione, quando si riportano le ipotesi sull’uscita dalla città ad Est dell’alta velocità. Tralasciando il fatto che, eliminato lo shunt per Montichiari, si dovrebbero quantomeno riaprire le procedure di valutazione d’impatto ambientale, da quale fonte arrivano queste notizie? L’attuale amministrazione Del Bono continua pubblicamente a sostenere di non essere in possesso di alcuna documentazione riguardo l’uscita ad Est, così come contenuto nella risposta alla richiesta di accesso agli atti fatta da alcuni abitanti della zona di via Ferri, la quale sembrerebbe la parte di città più colpita in caso di raddoppio dei binari verso Venezia.

Da troppo tempo assistiamo al fatto che annunci, dichiarazioni e sparate sull’Alta Velocità vengano assunti in maniera acritica dai giornali locali. Un fatto preoccupante perché, attorno al tema delle grandi opere, è diventato comune vedere ministri, sottosegretari e manager pubblici esprimersi pubblicamente, ignorando e perfino non rispettando quelle poche regole che esistono in merito all’approvazione di questi progetti. Si continua, in questo modo, un pericoloso lavoro di delegittimazione della politica e degli enti locali, ormai assunti al semplice ruolo di “burocrati acritici”, il cui unico compito è protocollare procedure amministrative che poi avranno impatti devastanti sulla vita di migliaia di persone. Sperando che, a breve, si possa porre una pietra tombale sul progetto dell’Alta Velocità Brescia – Verona ormai diventato, dopo le stroncature istituzionali ricevute (qui), tanto assurdo e devastante quanto assolutamente inutile, ci auspichiamo, invece, che presto si possa aprire un dibattito su quali siano le priorità di un territorio martoriato come quello bresciano. Anche e soprattutto riguardo il tema degli interventi che andranno fatti per implementare una mobilità realmente sostenibile e funzionale al nostro territorio.

Vogliamo risposte: il comune di Brescia che scelte sta facendo per il nostro territorio? – Conferenza stampa con i possibili espropriandi di Brescia

Ecco il comunicato della conferenza stampa di oggi tenuta sotto la Loggia con alcuni abitanti di Via Ferri e di Via Foro Boario insieme al movimento No Tav Brescia-Verona.

Da molti mesi, su tutte le testate giornaliste locali, si susseguo articoli sulle possibili conseguenze della costruzione dell’alta velocità Brescia-Verona con passaggio diretto dalla città.
Nella maggior parte di questi articoli si citano danni, soprattutto per quanto riguarda case private, che si potrebbero avere in prossimità dell’uscita dalla stazione di Brescia, nelle zone di via Ferri e via Foro Boario in particolare.
Alcuni rappresentanti del Coordinamento No Tav Brescia-Verona nello scorso mese, durante un incontro pubblico tra Loggia, cittadinanza e il tavolo di lavoro Basta Veleni, hanno chiesto delucidazioni riguardo questa ipotesi al sindaco di Brescia Emilio Del Bono.
Del Bono in questa occasione ha nuovamente sostenuto di non avere informazioni sulle sorti dei suoi cittadini, dal momento che non esiste nessuna ipotesi concreta di progetto. Posizione nettamente in contrasto con l’abbondanza di dichiarazioni, si presume vere, da parte di personaggi politici locali e regionali, ministri e industriali che parlano di altre palazzine abbattute, cantieri, espropri a Brescia.
Nonostante questa presunta mancanza di informazioni, il nostro Sindaco è il primo promotore dell’abolizione del progetto Shunt per Montichiari favorendo quindi il passaggio all’interno della città. La motivazione che è stata data pubblicamente è quella di risparmiare il forte impatto ambientale che avrebbe passando per la provincia. Ci domandiamo però, perché l’opzione di uscita per Brescia, così come le ipotesi prevedono, non preoccupi l’amministrazione locale per l’altrettanto grave impatto ambientale e sociale che avrebbe.
Essendo inoltre conoscenza comune il notevole sottoutilizzo dell’attuale linea ferroviaria storica, ci domandiamo se un giusto amministratore, che tutela veramente il territorio e le persone che lo abitano, non dovrebbe piuttosto spendersi pubblicamente per la proposta e progettazione dell’ammodernamento della linea storica cosi come la Comunità Europea suggerisce tra le diverse opzioni.
Per l’UE l’alta velocità non sono solo linee a velocità superiori ai 250 km/h ma anche linee potenziate con velocità intorno ai 200km/h e linee potenziate in base alle restrizioni date dal territorio e dove la velocità deve essere adattata a queste caratteristiche.*
Un progetto più economico, considerevolmente meno impattante da un punto di vista ambientale, e soprattutto che risparmierebbe centinaia e centinaia di espropri su tutta la tratta. Nel contesto del Friuli Venezia Giulia, Serracchiani ha evidenziato quanto sia stato opportuno puntare sulla velocizzazione del collegamento ferroviario Trieste-Venezia senza attendere un’alta velocità la cui realizzazione avrebbe richiesto l’arco di parecchie generazioni e di ingenti risorse. Mentre risorse vengono già impiegate nella risoluzione dei punti critici dei principali nodi regionali storici.
Come può l’amministrazione credere che la costruzione del TAV possa essere la scelta migliore per la nostra città e per chi la abita? Il punto del discorso non dovrebbe essere “Shunt o non-Shunt”, ma TAV o NO TAV. Vorremmo ricordare che viviamo in una delle province più inquinate d’Europa per cui non ci sono mai soldi per un risanamento ambientale, cosi come per tanti altri servizi sociali e assistenziali, essenziali.

È per queste ragioni che, come abitanti di Brescia, chiediamo maggiore ascolto e partecipazione a questa amministrazione che dovrebbe rappresentarci. Ciascuno di noi, direttamente o indirettamente, pagherà il caro prezzo del passaggio del TAV se si decidesse di realizzarlo. Chiediamo quindi una maggiore informazione e un confronto aperto e costruttivo con tutta la cittadinanza.
Giovedì 15 dicembre 2016 abbiamo consegnato presso gli uffici preposti del comune di Brescia, decine e decine di richieste ufficiali di accesso agli atti per verificare di persona che quanto detto finora dalle amministrazioni sia vero, e che in Comune non ci sia al momento nessuna documentazione a riguardo.
Memori di come le amministrazioni locali precedenti hanno taciuto alla popolazione, fino all’imminente apertura dei cantieri, la costruzione del TAV Treviglio-Brescia e i gravi danni e disagi che avrebbe comportato, abbiamo deciso che non aspetteremo passivi di conoscere le nostre sorti.
Vogliamo prendere parte attivamente al processo decisionale, vogliamo essere informati su ciò che comporterebbe la realizzazione di questa grande opera sia che passi da Brescia o meno, su quali reali benefici avrebbe la collettività che la paga, vogliamo spiegazioni sul perché il Comune non si stia confrontando apertamente con i suoi cittadini sul tema di questa grande opera, vogliamo spiegazioni sul perché non si stiano vagliando concretamente opzioni di semplice ammodernamento della linea storica, ribadiamolo, sottoutilizzata.

Alcuni abitanti di Via Ferri, Via Foro Boario e
delle zone limitrofi insieme al Comitato NO TAV BRESCIA

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* Decision No 1692/96/EC of the European Parliament and of the Council of 23 July 1996 on Community guidelines for the development of the trans-European transport network
Official Journal L 228 , 09/09/1996 P. 0001 – 0104
SECTION 3 RAIL NETWORK
Article 10 Characteristics
1. The rail network shall comprise the high-speed rail network and the conventional rail network.
2. The high-speed rail network shall comprise:
– specially built high-speed lines equipped for speeds generally equal to or greater than 250 km/h using current or new technology,
– specially upgraded high-speed lines equipped for speeds of the order of 200 km/h,
– specially upgraded high speed lines which have special features as a result of topographical, relief or town planning constraints, on which the speed must be adapted to each case.
This network shall be defined by the lines indicated in Annex I as high-speed lines or lines adapted for high speed.
3. The conventional rail network shall comprise lines for conventional rail transport, including the rail segment of combined transport referred to in Article 14.
4. The network shall:
– play an important role in long-distance goods and passenger traffic,
– play an important role in the operation of long-distance combined transport,
– permit interconnection with the networks of other modes of transport and access to regional and local rail networks.
5. The network shall offer users a high level of quality and safety, owing to its continuity and to gradual im-plementation of its interoperability, brought about in particular by technical harmonization and a harmonized command and control system. “