Archivi tag: NO TAV BRESCIA

Il caso di via Roncadelle: NO TAV BRESCIA incontra altre persone danneggiate dal passaggio della Tav in città

Come ormai è risaputo il passaggio della TAV per Brescia non creerà danni solo agli abitanti di via Toscana e del Villaggio Violino.

roncadelle

Iniziano a farsi sentire anche le voci di via Roncadelle e di chi per il passaggio di questa “grande opera” dovrà sacrificare qualcosa di personale.

Ad essere colpiti dall’alta velocità, in questo frangente di territorio bresciano, sono alcune famiglie Rom, che verranno espropriate del campo di loro proprietà dove sono alloggiate le loro roulotte e nel quale vivono da più di 10 anni, e tre famiglie di una villa che vedranno espropriato, nella quasi totalità, il giardino adiacente la loro abitazione.

Come si può osservare dalla fotografia riportata qui sopra, la parte interessata dagli espropri è quella compresa tra la linea ferroviaria e la linea rossa.

Come è già successo per via Toscana e per il Violino, le modalità di intervento di Italferr sono le medesime: anche gli abitanti di  via Roncadelle hanno ricevuto la raccomandata dove veniva comunicato l’esproprio del loro proprietà solamente lo scorso agosto 2012.

IMG01217-20130320-1340

Anche in questo caso, non si ha nessuna notizia certa riguardo i tempi di esecuzione dei lavori e quello che effettivamente accadrà nella zona colpita.

Gli abitanti di via Roncadelle, già toccati dal vicino passaggio della BRE-BE-MI, dovranno affrontare il nascere di nuove problematiche legate al passaggio della Tav: la comunità Rom dovrà trovare e acquistare un’altra area dove collocare le roulotte, mentre le famiglie della villetta coinvolta saranno interessate dai cantieri e dai lavori della nuova linea ferroviaria. Linea ferroviaria che si avvicina considerevolmente alla loro abitazione e che non esclude la costruzione del muro di 8 metri davanti alla loro residenza.

IMG01213-20130320-1324

IMG01216-20130320-1326

 

 

 

 

 

 

 

Il sentimento che unisce gli abitanti di via Roncadelle agli abitanti di via Toscana e del Villaggio Violino, è quello di un completo abbandono dei cittadini da parte delle istituzioni competenti, nella fattispecie il Comune di Brescia, di un’ incompleta e tardiva (ricordiamo che il progetto definitivo dell’opera risale al 2009) informazione riguardo ai lavori e agli espropri, oltre alla consapevolezza di una pesante ingiustizia subita. Ingiustizia resa ancora più gravosa dalla coscienza comune dell’ inutilità e dell’ assurdo sperpero di denaro pubblico che, una grande opera come l’ Alta Velocità, comporta.

La TAV si avvicina….

Ieri pomeriggio in via Corsica due operai stavano facendo delle rilevazioni che serviranno per i

lavori ormai prossimi…ma ovviamente i cittadini non ne sanno nulla!

IMG01135-20130215-1539

Tante persone non sanno ancora che questa opera passerà accanto alla loro casa, tante persone non sanno che molto cittadini perderanno la loro casa per il passaggio di questo treno…ma soprattutto tante persone non sanno che si troveranno a convivere con un muro di 8 metri fuori dalla finestra o dal giardino di casa…

Il cittadino almeno dovrebbe essere  informato su quanto accadrà!

Informatevi!!

 

La TAV a Brescia: una questione che riguarda tutti – CRONISTORIA DEGLI ABITANTI DI VIA TOSCANA

  • LUGLIO 2012

Gli abitanti di Via Toscana scoprono da un generico articolo, pubblicato dal Giornale di Brescia, che nella parte iniziale della via alcuni edifici verranno abbattuti per il passaggio della Tav.
I PROGETTI DEFINITIVI RISALGONO PERO’ AL 2009 E NESSUN ABITANTE ERA STATO AVVISATO!

  • AGOSTO 2012

Arrivano le prime comunicazioni di Italferr alle famiglie coinvolte, nelle quali si chiede di formulare una proposta di indennizzo per l’esproprio delle loro 23 case. Gli abitanti decidono di NON rispondere. Dai dati scaricati dal sito di Italferr, però, si apprende che è già stato deciso l’ammontare complessivo dei rimborsi! NESSUN POLITICO O ENTE COMPETENTE HA SPIEGATO ALLE FAMIGLIE COSA ACCADRA’ O CHI E’ COINVOLTO ESATTAMENTE! In Via Toscana si genera il panico.

  • 02 OTTOBRE 2012

Incontro con Italferr, Comune di Brescia e abitanti di Via Toscana dopo una pressante richiesta mediatica da parte degli espropriati che dichiarano di sentirsi abbandonati dalle istituzioni.
ITALFERR RIBADISCE LA PROPRIA DETERMINAZIONE A NON EFFETTUARE ALCUNA MODIFICA AL PROGETTO E A NON RICERCARE UNA SOLUZIONE CONCORDATA CHE MIRI A SALVARE LE CASE.

  • 26 OTTOBRE 2012

Italferr con un annuncio (cm. 4 x 4,5) su BresciaOggi e Giornale di Brescia comunica l’affidamento dei lavori. Da questo momento ci sono 4-6 mesi per elaborare il progetto esecutivo, e Italferr PREVEDE COME DATA DI FINE DELL’OPERA IL 2016.

  • DICEMBRE 2012

Dopo mesi d’attesa Italferr concede agli abitanti di via Toscana l’ACCESSO AGLI ATTI, permettendo però di visionare solo una parte della documentazione, arbitrariamente gIà scelta da Italferr, IMPEDENDO COSI’ALLE VITTIME DEGLI ESPROPRI DI VERIFICARE LA CORRETTEZZA DELLE PROCEDURE DI ESPROPRIO E LA VERIFICA DELL’IDONEITA’ DELL’OPERA.

  • AD OGGI…FEBBRAIO 2013

Le informazioni ottenute e le certezze per il futuro degli abitanti di Via Toscana sono ancora FERME COME AL 20 LUGLIO 2012.

I LAVORI DI ABBATTIMENTO DELLE CASE DI VIA TOSCANA SONO PREVISTI PRESUMIBILMENTE PER LA FINE DEL 2013.

 .

..

.

.

NON SOLO VIA TOSCANA E’ INTERESSATA  A BRESCIA… ALTRE PERSONE PERDERANNO LA CASA… LA PROSSIMA VOLTA POTREBBE CAPITARE A TE…INFORMATI!

 

Nel 2013 aprono i cantieri della TAV a Brescia

Il passaggio della Tav a Brescia non è più solo un progetto su carta. Italferr ha infatti pubblicato l’esito della gara che aveva come oggetto «l’esecuzione dei lavori per la realizzazione delle opere civili per la penetrazione della linea Av/Ac nel Nodo di Brescia e sistemazione a Prg della Stazione di Brescia», identificando la Società italiana per condotte d’acqua come soggetto aggiudicatario del bando. Traduzione: i lavori per la linea Alta velocità/Alta capacità si faranno, e partiranno presumibilmente dopo l’estate del 2013. Così, le 31 abitazioni di via Toscana «minacciate» dal progetto . che in quella zona prevede l’abbattimento di alcune palazzine per fare spazio a due nuovi binari e l’innalzamento di un muro fonoassorbente – saranno rase al suolo, e i loro abitanti costretti a trasferirsi. Questo se il comitato non li fermerà con una proposta alternativa che eviti l’abbattimento delle case. IL PROGETTO però va avanti, indipendentemente dalle intenzioni dei «No Tav» bresciani. L’azienda a cui è stata affidato l’appalto è la Società italiana per condotte d’acqua, che vanta una lunga storia e una vasta serie di progetti realizzati in Italia e all’estero. Oggi è presieduta dall’ex ministro della Funzione pubblica, Franco Bassanini, che guida il Consiglio di sorveglianza, mentre a capo del Consiglio di gestione c’è Duccio Astaldi, imprenditore 48 enne che presiede anche lo European International contractors. L’azienda è nata nel 1880, e dopo i primi decenni dedicati alla costruzione di acquedotti, dal secondo dopoguerra ha spostato la sua attenzione sui settori dell’edilizia, delle gallerie, delle ferrovie e delle metropolitane. Tra le opere più importanti già concluse si ricordano la linea A della metropolitana di Roma, la linea dell’Alta velocità Torino-Milano e Roma-Napoli e il traforo del Monte Bianco; tra i lavori in fase di realizzazione spiccano il Mose di Venezia e la nuova linea ferroviaria Tlelat-Tlemcen, in Algeria. Alla società romana è stato affidato il compito di realizzare l’ingresso dei binari della Tav in città, creando la bretella che partirà da Roncadelle e si ricongiungerà alla stazione passando per il Villaggio Violino, via Dalmazia, via Corsica e via Toscana. Della Tav si parla da anni: nel 2007 è stato presentato il progetto definitivo per la tratta Torino-Brescia, approvato l’anno successivo. Fino alla fine del 2010 c’è stato uno stop per mancanza di fondi; il Cipe ha poi sbloccato la situazione, e Italferr ha pubblicato il bando di gara che la Società italiana per condotte d’acqua si è aggiudicata grazie ad un preventivo di poco superiore ai 37 milioni di euro, contro i 49,1 milioni di base d’asta. L’ingegner Alessandro Baronchelli, responsabile del settore strade del Comune, ha chiarito le tempistiche per la realizzazione dell’opera. «Ora l’impresa ha sei mesi di tempo per presentare il progetto esecutivo, che dovrà poi essere approvato. Solo dopo inizieranno i lavori». Nel progetto sarà inserito anche il cronoprogramma dei lavori, che chiarirà in modo definitivo lo scadenzario degli interventi in città. NEL BANDO è inserita anche la sistemazione della stazione di Brescia secondo il Prg. «Verrà costruito un nuovo tunnel che sarà dotato di ascensori e che collegherà i binari dell’Alta velocità alla stazione ferroviaria e a quella della metropolitana» ha spiegato Baronchelli. Gli aspetti legati al Prg comprendono l’ipotesi di un secondo tunnel, che collegherà la stazione ai nuovi edifici e al parcheggio che dovrebbero sorgere in via Sostegno. Esiste già un accordo con le Ferrovie, che metteranno a disposizione aree di loro proprietà poste sul passaggio del tunnel a fronte della realizzazione della Tav. «Ma la sua costruzione sarà competenza del lottizzante», ha chiarito Baronchelli.

DAL BRESCIAOGGI

Stop that train: Sabato 27 Ottobre serata informativa nel quartiere di Via Toscana

  1. IL FRONTE DEL NO SCEGLIE MUSICA E IRONIA
    LA SERATA. Nell’oratorio della parrocchia di Santa Maria in Silva
    La provocazione: «Un cm di alta velocità corrisponde a 144 pirli, 360 the e a 240 vin brulè»
    Una serata per dire «No» alla Tav. Se il progetto dell’Alta velocità sembra andare dritto per la sua strada, lo stesso fanno i Comitati sorti in opposizione al passaggio della linea in terra bresciana. Ieri sera, all’oratorio di Santa Maria in Silva di via Sardegna, si è tenuta una serata intitolata «Stop that train!», organizzata a sostegno di chi perderà la casa per il passaggio dei binari dell’Alta velocità in via Toscana: all’evento hanno partecipato in tanti, segno che la vicenda comincia a smuovere la sensibilità dei bresciani. Tre gruppi musicali hanno fatto da sottofondo alla serata, intervallati dagli interventi del Comitato di via Toscana e del Coordinamento No Tav del Basso Garda. Dalle 19 era attivo anche un ricco «aperitivo di beneficenza»: il ricavato andrà a sostenere le famiglie sfrattate.
    All’interno della sala non mancavano i cartelloni che ricordano il costo dell’opera: quattro
    centimetri di Tav equivalgono a un anno di pensione; tre metri a quattro sezioni di scuola materna; 500 metri a un ospedale con 1.200 posti letto; un chilometro equivale invece a un anno di tasse universitarie per 250 mila studenti, o a 55 nuovi treni per i pendolari. E non mancavano i cartelloni ironici: uno di questi ricordava che un centimetro di Tav corrisponde a «144 pirli, 360 the, 240 vin brulè». L’IRONIA AMARA è stata utilizzata da Maurizio Zanini, portavoce del Comitato di via Toscana, che ha commentato l’avviso pubblicato venerdì da Italferr sul nostro quotidiano, in cui si comunica la scelta dell’azienda che realizzerà i lavori della Tav a Brescia: «Era a pagina 44, e ho dovuto ingrandirlo a dismisura per renderlo in formato A4». Nel corso della serata sono intervenuti i membri del Coordinamento No Tav Basso Garda-Colline Moreniche, che hanno ribadito le loro ragioni in opposizione all’Alta velocità. «Il passaggio dei binari avviene in un territorio di grande valore ambientale, turistico e paesaggistico: i cantieri rovineranno tutto, con gravi danni anche al settore produttivo. A Lonato sarà costruito un tunnel di 7 chilometri che arriverà a Desenzano, e altri 2 saranno realizzati nel Veronese». Quella del Coordinamento del Basso Garda non è un’opposizione basata solo sul passaggio della Tav nel Bresciano: la critica
    riguarda il progetto, impugnando anche la legge 228/1 del 1996 emanata dalla Comunità europea, che sollecita il riassetto delle vie ferroviarie prima di creare nuovi corridoi impattanti sull’ambiente.
    «Ci opponiamo anche allo spostamento del progetto nel Mantovano: la Tav non è di alcuna utilità, e la Corte di Cassazione ha riconosciuto episodi di infiltrazioni mafiose in Val di Susa». L’intervento di Zanini ha ribadito il sentimento di sofferenza dei residenti di via Toscana: «Ci presentano belle statistiche, numeri destinati a essere cancellati con un bel tratto di matita. Ma dentro le case ci sono 70 cuori, 140 occhi che spesso piangono. E poi troveremo un centinaio di bambini della scuola materna che per mesi respireranno polvere, e 60 persone che avranno come “nuovo vicino” un bel muro». La speranza per i residenti di via Toscana è nelle parole del sindaco Adriano Paroli, che ha garantito loro il pieno sostegno. Domani sera il Comitato s’incontrerà per la prima volta con la Cooperativa La Famiglia, per verificare la possibilità di costruire nuove abitazioni per gli sfrattati.
    DAL BRESCIAOGGI

    Rispondi