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Riunioni Comitato NO TAV Brescia – ogni 2° e 4° lunedì del mese in via Monte Nero 11 alle 21:00

Da anni il Comitato No Tav Brescia lavora  per fare informazione su che cosa sia il TAV e su quanto sia dannoso e inutile per il nostro territorio.
Dopo gli espropri e gli abbattimenti accaduti quest’estate per far posto all’alta velocità Treviglio-Brescia, progetto interamente finanziato e “staccato” dalla tratta Brescia-Verona, il lavoro che possiamo fare sul nostro territorio è ancora tanto.
Da quest’estate si è venuto a creare un Coordinamento No Tav Brescia-Verona, che unendo i Comitati di diversi comuni interessati dalla medesima tratta sta già portando a casa numerose vittorie verso l’obbiettivo finale: FERMARE LA COSTRUZIONE DEL TAV!

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CALCINATO: OPERATIVO IL NUMERO DEL SOCCORSO NO TAV

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I militanti del movimento No Tav hanno presidiato per tutto il pomeriggio di sabato 20 dicembre il piazzale Italmark a ridosso della provinciale 28 a Calcinato, con un gazebo dal quale sono stati distribuiti ai cittadini volantini informativi e mappe del tracciato della nuova linea ferroviaria.

“In questa fase della mobilitazione – racconta la portavoce Chiara Botticini – stiamo controllando che i tecnici del general contractor realizzatore di questa infrastruttura operino nel rispetto della legge. Dai primi di novembre si stanno aggirando nelle nostre campagne per effettuare escavazioni e carotaggi e qualche volta abbiamo verificato che ciò è accaduto senza l’autorizzazione dei proprietari”.

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SOCCORSO NO TAV IN AZIONE NEL BASSO GARDA

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Il Soccorso No Tav è entrato in azione ben tre volte nelle ultime 48 ore. 

Giovedi 18 dicembre nella campagna di Calcinatello i tecnici incaricati dei rilievi per la realizzazione della nuova linea ferroviaria ad alta velocità hanno proseguito le attività di carotaggio, con l’ausilio di una pala escavatrice, un furgone e una jeep, nella zona di via Brescia, in un terreno nei pressi del canile san Rocco. “Dopo aver tagliato le maglie di una rete di recinzione, sono entrati con una ruspa in una proprietà e hanno iniziato uno scavo,raccogliendo campioni di terra” raccontano i militanti del Comitato No Tav Calcinato .  “Vista la presenza dei nostri attivisti – sottolineano – hanno riparato la recinzione che avevano danneggiato e si sono diretti nel campo confinante con l’autogrill dell’autostrada A4”.

“Noi abbiamo proceduto ad avvisare subito per telefono la Polizia Locale di Calcinato – spiegano – ed è emerso che gli operatori non hanno saputo giustificare la loro presenza con un mandato scritto. Secondo quanto abbiamo appreso dagli agenti, l’Ufficio tecnico comunale era a conoscenza dei lavori. Gli operai hanno comunque comunicato che la ditta invierà le necessarie autorizzazioni per posta elettronica”.  “Ci sembra ridicolo – concludono i No Tav – che siano i cittadini ad allertare i vigili: compete all’Ufficio tecnico verificare che le operazioni siano effettuate secondo la legge, non ci si può fidare semplicemente della parola dei tecnici”.

Sabato 20 dicembre i No Tav tornano in piazza a Calcinato, con un presidio  dalle ore 14.30 alle 17.30 davanti all’Italmark in via XX settembre, per  informare la cittadinanza sul problema del passaggio sul territorio comunale della nuova linea ferroviaria ad alta velocità.

 “Il grande successo di partecipazione – affermano in un comunicato – delle recenti mobilitazioni mostra la concreta possibilità di creare un movimento popolare capace di bloccare quest’opera inutile, costosa e dannosa per il territorio e l’economia bresciana. Nonostante questo il general contractor che ha in carico la realizzazione dell’opera mostra l’intenzione di voler aprire i cantieri entro la metà del 2015, forte di un sistema legislativo che ancora ci impone le grandi opere come investimenti prioritari per il Paese”.
 E aggiungono che “i tecnici si stanno aggirando dai primi di novembre nel territorio di Calcinato per effettuare escavazioni e carotaggi, molte volte senza l’autorizzazione dei proprietari”. Secondpo loro sono “del tutto illegittimi i tentativi di avvio degli scavi, non preavvisati e precedenti a un via libera ufficiale definitivo ai lavori della tratta in questione: i proprietari devono comunque dare il consenso a tali operazioni e se non sono d’accordo possono rifiutare l’ingresso. Per poter contrastare queste azioni – come è accaduto nei giorni scorsi nella campagna di Calcinatello – è stato creato un Soccorso No Tav contattabile al 328.3056509”.

Venerdi 19 dicembre i tecnici di Cepav 2 sono invece stati avvistati in due diversi punti in zona Desenzano del Garda.

In zona Centenaro ( Trattoria Rossa ) un cittadino ha notato la loro presenza e ha chiamato lo 030-45670 di Radio Onda d’Urto che a sua volta ha avvisato gli attivisti No Tav. I picchetti trovati lungo la strada che porta al canile sono stati rimossi e ai tecnici è stato negato l’0accesso in alcune proprieta’ in zona Montale. Altra segnalazione è stata fatta in zona San Martino nei pressi dell’agriturismo Armea : anche in questo caso Soccorso No Tav è giunto sul posto ma i tecnici di Cepav2 se ne erano gia’ andati .

GIOVEDI 8 GENNAIO LA PROSSIMA ASSEMBLEA POPOLARE DEL MOVIMENTO NO TAV BRESCIANO

presidio piazza loggiaCrolla l’impianto accusatorio della procura di Torino. Claudio Mattia Nicolò Chiara sono stati assolti dall’accusa di terrorismo per l’azione di sabotaggio compiuta ai danni del cantiere tav di Chiomonte nel maggio 2013. Sono però stati condannati a 3 anni e mezzo per aver danneggiato un compressore. Una condanna del tutto sproporzionata rispetto al fatto commesso e per questo una ottantina di attivisti no tav si sono trovati in Piazza della Loggia a Brescia per chiederne l’immediata liberazione ma anche per rilanciare l’opposizione al tav nella tratta Brescia-Verona. Continua la lettura di GIOVEDI 8 GENNAIO LA PROSSIMA ASSEMBLEA POPOLARE DEL MOVIMENTO NO TAV BRESCIANO

CROLLA L’ACCUSA DI TERRORISMO PER MATTIA, CHIARA, CLAUDIO E NICCOLO’

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Cade definitivamente l’accusa di terrorismo e  con esso tutto l’impianto accusatorio formulato dai pm con l’elmetto Padalino e Rinaudo. Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò sono stati condannati a 3 anni e 6 mesi per danneggiamento aggravato, porto d’arma da guerra e violenza a pubblico ufficiale. C’è anche una multa di 5000 euro a testa e un risarcimento, del quale non si conosce la cifra, a Ltf mentre sono stati negati quelli richiesti dall’avvocatura dello stato e dal Sap.

Non si può esultare per una sentenza del genere, con i 4 notav dietro alle sbarre, ma quantomeno per una volta la sentenza non ha dato credito alla vendicativa e persecutoria linea di condotta della procura di Torino, che è bene ricordarlo, nasce nelle viscere dei fantasmi tanto cari all’ex procuratore Giancarlo Caselli, coordinatore della crociata contro i notav.

Il ridimensionamento delle accuse è un fatto positivo, perché sgretola il castello imbastito dai pm, già smontato dalla Cassazione, ma riapplicato nel caso di Lucio, Francesco e Graziano.

Dopo oltre un anno di dura detenzione, giustificata dal capo d’accusa oggi crollato,li vogliamo tutti liberi! Domani gli avvocati difensori del movimento chiederanno che gli imputati vengano trasferiti dal carcere agli arresti domiciliari.

L’udienza si è svolta, come le precedenti, nell’aula bunker del carcere delle Vallette a Torino. All’esterno un presidio di solidali. Il Movimento No Tav si è dato inoltre appuntamento nella Piazza del Mercato di Bussoleno, in Val Susa. Altre iniziative si svolgeranno in tutta Italia. A Brescia appuntamento in Piazza della Loggia alle ore 18.00.

Di seguito i servizi audio di Radio Onda d’Urto

Sentiamo dal presidio Vanni 

Le valutazioni di Lele Rizzo

Il commento di Cristina la mamma di Mattia

In tutti questi mesi sono state moltissime le iniziative e le attestazioni di solidarietà ai quattro ragazzi e al movimento notav anche da persone non appartenenti direttamente ai movimenti di lotta, a dimostrazione di come questa sia una vera e propria ingiustizia, utile solo a fiaccare, o meglio a distruggere, il movimento notav, visto che con gli altri strumenti non ci si è mai riuscito.

Dalle 9.30 di questa mattina è in corso un presidio di solidarieta’ all’esterno dell’aula bunker allestita all’interno del carcere Le Vallette di Torino. Imponente la presenza di digos e  poliziotti .

Dal presidio Renata Renna attivista No Tav

Maria di No Tav Torino ci ricorda i fatti del 13 maggio 2013

Maria ci ricorda i passaggi processuali piu’ significati

Simonetta Zandiri Tg Maddalena che segue i processi ai No Tav

Flavio No Tav Brescia ci parla del presidio che si terra’ in Piazza Loggia

MARTEDI 16 DICEMBRE ASSEMBLEA POPOLARE NO TAV

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Le belle e partecipate ” passeggiate popolari ” del 5 ottobre a San Martino della Battaglia e del 22 novembre a Lonato del Garda ci hanno regalato dei bei momenti passati insieme ma soprattutto ci hanno fatto crescere in consapevolezza : è ormai evidente infatti il salto di qualita’ compiuto dal Movimento No Tav attivo lungo la tratta Brescia – Verona.  Da quando siamo in campo con azioni dirette, incontri e manifestazioni di massa sul territorio non c’è più nessuna subalternità da parte degli enti locali rispetto alle istituzioni sovraordinate su questo tema.  In pochi mesi  abbiamo spostato i termini del confronto, dando a tutti la possibilità di avviare una discussione collettiva su un problema che non è più considerato nei riduttivi termini di compensazione e mitigazione, come ancora diversi amministratori comunali si attardano a fare: è ormai senso comune un no senza se e senza ma alla realizzazione di questa grande opera.

Appare ormai evidente a tutti che una dilazione dei termini per presentare le osservazioni o un rinvio dell’esame del progetto definivo attualmente in discussione non cambiano né lo scenario né tanto meno la prospettiva di opposizione integrale con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione, essendo questa un’infrastruttura che giudichiamo inutile per i trasporti, dannosa al territorio e costosa per le tasche dei cittadini.

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FERMARLO E’ POSSIBILE . FERMARLO TOCCA A NOI.                             Convochiamo quindi per martedi 16 dicembre alle ore 21.00 un’assemblea popolare , a Ponte San Marco, frazione di un comune, quello di Calcinato, diventato oggi il cuore della resistenza al Tav: qui si susseguono i tentativi di effettuare i carotaggi dei terreni da parte  di tecnici sovente respinti dai proprietari e monitorati dai nostri militanti, con il conseguente innalzamento del livello di consapevolezza della cittadinanza.

Nel corso di questo appuntamento da un lato verra messo a punto un fitto calendario di iniziative pubbliche per l’inverno, dal’altro verranno definite le forme e gli strumenti di consulenza alla popolazione per sostenerla, allargando il fronte dell’opposizione al Tav anche a tutti quei paesi in cui non sono ancora attive strutture organizzate. Invitiamo quindi alla massima partecipazione tutte le persone, le associazioni , i comitati , i collettivi che vogliono proseguire nella lotta contro il TAV , aspettandoci anche un contributo in termini di idee e proposte.  

L’unica opzione, lo ribadiamo ancora una volta, è quella zero. Gli oltre quattro miliardi di euro destinati alla costruzione del TAV devono essere destinati al miglioramento e alla riqualificazione del servizio della ferrovia esistente, alle bonifiche , al risanamento idrogeologico del territorio.

L’UNICA VERA GRANDE OPERA

CASA REDDITO SALUTE DIGNITA’

ASSEMBLEA PUBBLICA A DESENZANO: COME RESISTERE AGLI ESPROPRI?

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IL TAV STA ARRIVANDO, MA FERMARLO E’ POSSIBILE!
COME RESISTERE AGLI ESPROPRI?

Assemblea aperta a tutti,
Mercoledì 10 Dicembre, ore 21:00
sala Brunelli presso il palazzo comunale di Desenzano

Invitiamo tutte le persone che abitano e amano questo territorio a partecipare ad un’assemblea aperta in cui si parlerà di come resistere ad un esproprio. Resistenza che oltre agli espropriati nello specifico coinvolge anche l’intera popolazione, che subirà i danni devastanti del passaggio della TAV.
Con noi saranno presenti gli attivisti No Tav del Terzo Valico, cioè della tratta Milano-Tortona, che in questo periodo stanno combattendo con tutte le loro forze agli espropri.

L’Alta Velocità comporterà disagi enormi per il nostro territorio e toccherà aree molte sensibili, dal sito archeologico del Lavagnone al laghetto del Frassino, fino ad arrivare ai danni idrogeologici delle due grandi gallerie di Calcinato e Peschiera e ai disagi causati dai lavori e dalle aree cantieristiche.
Molti ancora non sanno che chi ha in appalto l’opera è ansioso di iniziare a speculare sulla nostra terra: più volte i tecnici di Cepav2 sono stati avvistati nei territori di Calcinato, Montichiari e Lonato, mentre cercavano di entrare in proprietà private senza alcun diritto acquisito.
Ricordiamo come alcune ditte che formano il consorzio di Cepav 2 (Maltauro e Saipem) siano legate ad inchieste giudiziarie per mafia o a illeciti che trovano le proprie radici agli scandali di tangentopoli.

Non abbiamo intenzione di farci espropriare dalle nostre case, dai nostri luoghi di lavoro, di farci rovinare territorio e salute per costruire un’opera inutile che farà guadagnare solo le imprese costruttrici e chi gravita loro attorno, per di più utilizzando i soldi dei cittadini.

Comitato No Tav Desenzano

Coordinamento No Tav Brescia-Verona

8 dicembre 2005: Venaus è libera!

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L’idea di riprendersi Venaus è concreta, i giorni di blocco sono stati giorni impareggiabili, e il sondaggio popolare decreta la manifestazione. Tutti sono convinti della manifestazione, tutti sanno che il movimento ancora una volta ci può riuscire. E’ chiaro quello che si andrà a fare, con l’astuzia, la determinazione che contraddistingue ormai il movimento bisogna provarci. Il giorno prima i preparativi sono stati frenetici, un commerciante di Rivoli che affitta e ripara generatori di corrente è un no tav convinto, e siccome siamo spesso da lui si dice disposto a donare per la causa un container per rifare il presidio, la nostra base di partenza per ri-insediarci a Venaus. Lo andiamo a prendere il giorno prima, facciamo il giro dei blocchi in statale dove passa è salutato da un’ovazione.

E’ il comune di Bussoleno a mettere a disposizione il furgone che lo deve caricare e che vogliamo portare a Venaus, l’area individuata è quella del prato davanti all’ingresso del cantiere.

La manifestazione è convocata per la mattina alle 10.30 piazza della stazione di Susa, è la manifestazione del riscatto, chi c’è e siamo almeno 10.000, sa cosa fare, sa che questo è il corteo della svolta, oggi ce la riprendiamo!

Venaus è presidiata dalle forze dell’ordine in maniera massiccia, il bivio dei passeggeri è chiuso da uomini e mezzi, uguale Mompantero, Giaglione è libera. Il percorso della manifestazione è semplice e il movimento lo conosce già, l’ultima volta il 4 giugno, lo abbiamo fatto in 30.000, la partenza uguale, quella piazza l’abbiamo riempita di 50.000 no tav allo sciopero generale della valle. E’ questo il passaporto della manifestazione, è tutto questo più le botte prese nella notte di Venaus, e l’occupazione dell’ autostrada, è questo che si legge sui volti votati alla riscossa. Alcuni compagni sono giunti da fuori per partecipare a quella che sarà la Manifestazione per eccellenza.

Aprono i sindaci, davanti a loro una schiera di giornalisti e cameraman, anche loro hanno capito che oggi il movimento farà notizia, a seguire il container addobbato con il nonno combattivo della bandiera disegnato su una tavola di legno enorme, dietro ancora si apre il corteo con una talpa in gommapiuma che simboleggia gli scavi sospirati di VENAUS,  il furgone dell’amplificazione dei comitati, il camper no tav e dietro migliaia di persone con le bandiere, i cartelli autoprodotti, e tanto coraggio.

La manifestazione si snoda in salita, alla prima curva verso Venaus ci si prepara, dietro al container i compagni si schierano: 7 scudi di plexigass, uno per ogni lettera vergata in rosso a  comporre il più dei combattivi NO TAV e ai lati 2 scudi con sopra i manifesti che chiamavano a raccolta il 4 giugno con il cartelli stradale di Venaus, elmetti da cantiere in testa e il pensiero rivolto al bivio dei passeggeri, passaggio simbolico verso il cantiere, è il primo posto che ci hanno chiuso del resto.

Dal furgone si spiegano una volta in più le ragioni del corteo, si salutano le realtà venute da fuori, e si dichiarano le intenzioni di scendere a Venaus; quando la testa giunge ai passeggeri i sindaci contrattano il passaggio del container e di una delegazione, intorno si crea una folla incredibile che si posiziona man mano dietro agli scudi formando un’onda d’urto e tutt’intorno sulle collinette antistanti a formare quasi una curva di tifosi per la partita che da lì a poco si giocherà.

Dal furgone si continua a spiegare la situazione, “oggi siamo noi a provare a passare i blocchi, abbiamo anche noi gli scudi, spingeremo verso Venaus!”, l’intervento è accolto da applausi e grida d’incitamento, inizia la contesa, passa il container e la polizia si schiera compatta a chiudere il varco, le arieti no tav ci provano si parte a spingere, il contatto è determinato, la polizia carica ma non riesce ad andare oltre a pochi centimetro dalla propria postazione, calci e manganelli colpiscono gli scudi e chi ne rimane fuori, Nicoletta Dosio è colpita in pieno volto da una manganellata che gli rompe il naso, la professoressa sanguina vistosamente, il corteo spinge e risponde alle cariche, volano oggetti ed è naturale che sia così. I compagni della fila di scudi sono circondati da gente che non si tira indietro, molti sono di Venaus, tutti sono lì per provarci. Non si indietreggia , la massa spinge e la colluttazione dura diversi minuti. Dalle curve sopra le collinette si scattano foro e riprese e soprattutto si incita a non mollare l’azione, dalla casa accanto al blocco vola qualche vaso di terracotta all’indirizzo della polizia, un anziano no tav colpisce un poliziotto con l’ombrello. E’ il momento, il corteo si divide, una parte prosegue in su verso Guaglione e si riversa giù dalla montagna per i sentieri. Tutti i punti sono buoni, inizia a nevicare quasi a rendere la coreografia della giornata di resistenza alpina perfetta, ai passeggeri continua il fronteggiamento ma inizia a filtrare gente dai lati delle forze dell’ordine che ormai allo sbaraglio si aprono sconfitte. Sono migliaia i no tav che sono già al cantiere, l’area è recintata a fero di cavallo, il prato su cui si sono costruiti i giorni meravigliosi di resistenza sono circondati da quella rete rossa che vilmente i tecnici di CMC, passamontagna calato sul volto, protetti dalla polizia la notte del blitz hanno piantato nel terreno. I manifestanti si dispongono tutt’intorno alla rete, si aspetta il via, sembra così a guardare bene. La discesa sotto gli osceni piloni dell’autostrada, già vergati a vernice con due scritte no tav enormi, sono una cascata colorata di no tav, da Giaglione scendono i furgoni e il resto della manifestazione che passando dalla chiesa di Venaus che ancora una volta batte i rintocchi della lotta.

Il via arriva, la rete cade sotto i piedi di chi si va a riprendere la propria terra, capeggiati da una bandiera issata i no tav si dirigono al cantiere con la polizia che indietreggia chiudendosi a testuggine. Le reti sono divelte, prese a calci persino dai bambini, la rete arancione è sequestrata e servirà poi a comporre scritte no tav sui prati antistanti. E’ una massa enorme quella che invade il prato, l’avanguardia della manifestazione intima alle forze dell’ordine la fuga, è ancora una volta la balera a separare no tav e agenti, poco tempo è c’è ancora il disperato tentativo da parte di una squadra di carabinieri di disperdere la folla. Due lacrimogeni lanciati non fanno di certo oggi desistere nessuno! “Via!” è il segnale e si entra nel cantiere, lì i mezzi di CMC e LTF vengono lasciati incustoditi e vengono giustamente danneggiati, camper, gru e macchinari saranno inutilizzabili, i wc chimici formano una barricata verso la via interna dove gli agenti si sono ritirati, non vengono neanche più presi in considerazione.

Nel tragitto verso l’interno del cantiere vengono individuate le provviste delle forze dell’ordine che vengono requisite e distribuite tra i manifestanti. L’altra parte del prato è satura di manifestanti, il prato del cantiere è completamente invaso, la forza pubblica è schiacciata nell’unico rifugio lasciatogli. Si schierano a difesa dell’ingresso principale, sono ridicoli, gli viene costruita una barricata in faccia laddove sorgeva il vecchio presidio, non sanno cosa fare, sono immobili e palesemente preoccupati.

Si è ovunque, è di nuovo tutto del movimento, la gente è euforica. Nel prato si da vita ad un comizio dove tutti acclamano la liberazione di Venaus, c’è chi la chiama la battaglia di VenausGrado in ricordo di Stalingrado, e anche la neve ci si mette ad aiutare i paragoni. Persino gli amministratori sono euforici, “ci siamo ripresi la dignità riprendendoci il cantiere” dice il sindaco di Venaus, “in montagna abbiamo sempre vinto” afferma il sindaco di Susa”, A sarà Dura risponde la gente, il comizio è di tutti, la vittoria è collettiva.

Ignare le forze dell’ordine annunciano il prossimo ritiro che non avverrà, ma rimarranno mogie e schierate all’interno di quella piccola area rimastagli.

La giornata si completa calando sul prato il container, dando vita al nuovo presidio, bandiera no tav e albero di natale in cima, inaugurazione del sindaco e del più assiduo presidiante, Biagio fuochista di Venaus.

E’ sancito, Venaus è libera.

Per gli elicotteri di polizia e carabinieri rimane un’enorme scritta NO TAV fatta con la rete che hanno messo con i manganelli la notte del 5.

La gente di Venaus rimane sul posto, quando cala il buio in corteo si torna a Susa, la vittoria è schiacciante, il corteo è festoso e cantando Bella Ciao torna alla piazza da dove è partito, dove c’è una piccola distribuzione di viveri e bevande calde.

Nella serata una fiaccolata porterà alcune centinaia di abitanti della Val di Susa a sfilare festeggiando la vittoria tra Venaus e Novalesa.

La prima pagina dei quotidiani, la prima notizia dei tg ed ogni discussione è aperta dalla notizia, La Valle di Susa si è ripresa Venaus, questa è il dato di fatto di quell’8 dicembre, nel nome della dignità di un popolo che diventa comunità in lotta, che sa diventare movimento, che se serve sa come e quando combattere.

LA NOSTRA TERRA LA DIFENDIAMO NOI : IL PROTAGONISMO DELLE LOTTE STUDENTESCHE

C’è qualcosa di nuovo nella protesta in difesa del territorio e contro lo scempio ambientale, aggravato dalle disposizioni dello Sblocca Italia da parte di governi e istituzioni. E questa vento nuovo di protesta arriva dagli studenti e in modo atipico.  Quello che sta’ accadendo ( e che accadra’ …) in particolare nelle citta’ del Sud Italia non è stato raccontato abbastanza . A Giugliano gli studenti erano in corteo con i comitati per dire No alla costruzione dell’inceneritore; ad Acerra sono arrivati gli studenti a dare forza alle mamme – che hanno evitato con i loro picchetti lo sversamento di ecoballe non meglio identificate nel mostro inceneritore – e a Potenza, dove a dare forza a vari gruppi no triv contro lo Sblocca Italia che prevede ulteriori devastazioni del territorio già trivellato abbondantemente, sono arrivati in massa tutti gli under 20 della città. E ora si preparano a manifestare a Taranto il prossimo 19 dicembre. Continua la lettura di LA NOSTRA TERRA LA DIFENDIAMO NOI : IL PROTAGONISMO DELLE LOTTE STUDENTESCHE

SABATO 6 DICEMBRE: SCHOOL OUT FEST “NO TAV” @MAG47 DI BRESCIA.

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SABATO 6 DICEMBRE 2014
CSA MAGAZZINO 47 – via industriale, Brescia
SCHOOL OUT FEST – NO TAV!
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Torna l’appuntamento con lo SCHOOL OUT FEST al centro sociale autogestito Magazzino 47, organizzato dal Kollettivo Studenti in Lotta di Brescia, dedicato alla lotta No Tav.

L’evento Fb cliccando qui

Apertura ore 18.30

Ore 18.30: DIBATTITO “LA LOTTA CONTRO IL TAV BRESCIA-VERONA”
Interverranno Roberto Saleri (NOTAV BRESCIA)
E Alessandro Scattolo (NOTAV DESENZANO)

Ore 20: APERICENA
a cura del Kollettivo Studenti in Lotta

Ore 21: LIVE ON STAGE:
FUORI TEMPO CREW
ZOOMING IN TOGLIATTIGRAD
WHOLE LOTTA SHAKER

Ore 23.30: DJSET TRASH/LATINO AMERICANO/REAGGAETON con
DJ CONSUELO
DJ CALIENTE
DJ RAIMONDA

DALLE 18 ALLE 21 INGRESSO GRATUITO
DALLE 21 ENTRATA AD OFFERTA LIBERA

Kollettivo studenti in lotta – Brescia