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19 luglio esproprio del terreno No Tav di Pozzolo @ Terzo Valico! DIFFONDIAMO E PARTECIPIAMO!

Condividiamo e diffondiamo l’appuntamento del 19 luglio per resistere ancora insieme all’esproprio del terreno No Tav del Terzo Valico e per ribadire la nostra contrarietà qui e ovunque contro ogni progetto inutile, devastante e costoso!

Ci risiamo. Il 19 luglio alle ore 9,30 Cociv vuole espropriare il terreno collettivo di Pozzolo Formigaro comprato da 101 No Tav – Terzo Valico. Intanto segnatevi la data e tenetevi liberi. Seguiranno aggiornamenti. Massima diffusione per favore.

Per approfondire:

Rfi si intesta il terreno dei 101 di Pozzolo. I No Tav preparano la resistenza

Decreto di esproprio per il terreno collettivo dei No Tav a Pozzolo

La carica dei 101 No Tav – Terzo Valico in prima fila

11/6: corteo NO TAV al 3° Valico – “Con l’acqua e la salute non si scherza! Sabato 11 giugno corteo ad Alessandria”

Sabato 11 giugno alle ore 16, con partenza da Viale della Repubblica, si svolgerà ad Alessandria una grande manifestazione indetta dai Comitati di Base della Valle Bormida per difendere la falda acquifera di Sezzadio – Predosa dal progetto di una discarica. I cittadini della valle hanno fatto appello a tutti i comitati che in provincia difendono l’ambiente, il territorio e la salute ad unirsi alla marcia popolare.

Come Movimento No Tav – Terzo Valico abbiamo deciso non solo di aderire alla manifestazione ma di investire tutte le nostre forze per la riuscita della giornata.

Pensiamo che l’11 giugno sia l’occasione giusta per far ritrovare insieme nella stessa piazza migliaia di cittadini che in ogni angolo del territorio provinciale si oppongono alle scelte sbagliate di una classe politica corrotta totalmente piegata agli interessi di chi, per ragioni di profitto, vorrebbe devastare impunemente il nostro territorio.

Sabato 11 Giugno saremo in piazza per affermare ancora una volta che bisogna fermare il Terzo Valico, un’opera inutile, devastante per l’ambiente e la salute di tutti.
Saremo in piazza contro le discariche che Cociv (consorzio costruttore del Terzo Valico) vorrebbe utilizzare ad Alessandria e che Rita Rossa si appresta nuovamente ad autorizzare.
Saremo in piazza per difendere le nostre falde acquifere e i nostri acquedotti che verranno compromessi e distrutti se la costruzione del Terzo Valico dovesse proseguire.
Saremo in piazza per difendere la nostra salute e quella dei nostri figli dal rischio amianto.
Saremo in piazza contro le infiltrazioni della camorra e della ‘ndrangheta all’interno dei cantieri.
Saremo in piazza contro il Partito Democratico e tutta la classe politica che sostiene le ragioni di questo scempio.

Invitiamo tutti i movimenti, i comitati, le associazioni e i cittadini che si battono in difesa della propria terra ad unirsi a noi e ai Comitati di Base della Valle Bormida.

Movimento No Tav – Terzo Valico
www.notavterzovalico.info

Scarica e diffondi i materiali della manifestazione

TERZO VALICO: La Valverde resiste e rilancia – sabato 24 ottobre fiaccolata NO TAV

12080205_491997160982150_7290829154119625199_oVenerdi’ scorso un centinaio di cittadini sono arrivati in corteo davanti ai cancelli del cantiere di Cravasco. Altri No Tav hanno raggiunto il presidio durante la serata e per 3 ore hanno tenuto fermo il cantiere, tra caldarroste, un bicchiere di vino e l’organizzazione di nuove iniziative…

Da questo cantiere Co.Civ ha fatto uscire amianto violando ogni regolamento e quel cantiere deve essere chiuso.

E’ giunto il momento di scendere di nuovo in strada per le vie della Valpolcevera…

Sabato 24 ottobre fiaccolata da Pontedecimo con ritrovo alle ore 17,00 presso il piazzale delle piscine a arrivo a Campomorone in Piazza Marconi.

Bisogna essere in tanti, bisogna esserci tutti anche dal altre parti d’Italia, e da dove in particolare questo stesso progetto potrebbe devastare i territori locali, per pretendere la chiusura di quel cantiere che significherebbe complicare non poco il processo di costruzione del Terzo Valico e in generale di tutto il sistema TAV.

 

L’appello di indizione della fiaccolata

CHIUDERE IL CANTIERE DI CRAVASCO, FERMARE IL TERZO VALICO

Sulle carte geologiche anche un occhio profano può capire quanto sia probabile che il tracciato del Terzo Valico intercetti rocce amiantifere, tuttavia, da sempre, siamo stati tacciati di allarmismo e opportunismo.

Chi ci accusava sono quei politici sostenitori, per interessi di partito, del Terzo Valico; carrieristi (concedetecelo: non sempre di successo) che, pur di provare ad ambire a una poltrona, avrebbero dichiarato e promesso qualsiasi cosa.

Ora che l’amianto è stato trovato nel cantiere di Cravasco e che la Procura non ha potuto esimersi dall’aprire un fascicolo per come Co.Civ l’ha trattato, ancora una volta è chiaro quanto valessero quelle promesse che parlavano di severi controlli e diminuzione di disagi: contavano come il 2 di picche a briscola quando comanda denari!

Nella realtà purtroppo la posta in gioco non è una partita a carte, ma l’equilibrio dei territori in cui viviamo e un mare di soldi pubblici, la posta in gioco insomma è il futuro di tutti.

Oggi non c’è chiarezza sul giorno del ritrovamento dell’amianto e sui luoghi di smaltimento, mancano la maggior parte dei dati di rilevamento della qualità dell’aria, violazioni nelle procedure di smaltimento sono state smascherate dal movimento seguite da sanzioni da ASL e avvisi di garanzia per la ditta HTR bonifiche, infine, peggio di tutto, l’amianto è stato ritrovato nello smarino abbancato in “cava Castellaro”, un sito per smarino “pulito”.

A dirlo sono gli esiti delle analisi di ARPAL. Questo è gravissimo perchè significa che Co.Civ ha estratto amianto, l’ha trasportato e abbancato in maniera abusiva violando ogni norma e protocollo, mettendo in serio pericolo la salute degli abitanti e dei lavoratori.
Non capiamo come sia possibile che questo non sia ancora bastato per far mettere i sigilli a quel cantiere.

Come nella primavera scorsa, quando vennero alla luce tangenti e corruzione tra la principali cariche di Co.Civ e della Politica sostenitrice del Terzo Valico, sembra che, ancora una volta, neppure davanti alle peggiori nefandezze si possa inceppare il corso del Terzo Valico.

Addirittura Co.Civ, con supponente aria di intoccabilità, minaccia denunce ai blogger che “ledono la sua immagine” pubblicando niente di più di quanto contestato dalla Procura.

E’ il momento di dire basta, mentre il Terzo Valico continua a derubare, devastare e avvelenare ogni giorno, non possiamo restare alla finestra sperando che non piova troppo forte, che nel cuore della notte non passino camion in cui sia nascosto amianto, o che domani non vengano ancora tagliati fondi a scuola, sanità, cura del territorio…..dobbiamo scendere in campo, far valere le nostre ragioni, pretendere quello che è giusto.

Partendo da Cravasco, quel cantiere va chiuso, il Terzo Valico va fermato.

24 OTTOBRE ORE 17 FIACCOLATA
PONTEDECIMO – CAMPOMORONE
E’ IL MOMENTO DI ESSERCI, TUTTI!!

Movimento No Tav – Terzo Valico

Confronto No Tav e prossimi passi della lotta contro l’alta velocità – resoconto del dibattito del 25 agosto alla festa di Radio Onda d’Urto

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Ieri sera si è tenuto un dibattito NO TAV alla Festa di Radio Onda d’Urto tra diverse realtà: presenti all’incontro oltre ai No Tav locali che si oppongono alla costruzione del TAV Brescia-Verona, i No Tav Terzo Valico e Dino Alberti, parlamentare del Movimento 5 Stelle.

E’ stato nuovamente confermato che attualmente il progetto per la tratta che ci riguarda è  “congelato” finché Cepav 2 non darà risposta (e quindi cambierà anche parte del progetto) alle prescrizioni fatte dal Ministero dell’Ambiente, prescrizioni che prendono in considerazione tra le altre cose il fatto che parte del progetto sia previsto su discariche abusive, che distruggerà attività agricole, allevamenti, case, ecc.

Prescrizioni che prendono in considerazione tutti i dubbi e le perplessità che a livello pratico, e non solo “ideologico”, quest’opera porta con se. Dubbi e perplessità che non sono tanto lontane da quelle che nell’ultimo ventennio i vari movimenti locali contro il TAV hanno sollevato. Dubbi e perplessità che come ricordava ieri sera Claudio, esponente del Movimento No Tav Terzo Valico, una volta arrivati all’apertura dei cantieri diventano realtà: per anni, ad esempio, nelle loro zone hanno denunciato che nel scavare le montagne avrebbero trovato amianto, e così è stato.
Denunciavano anche il fatto che nel disboscare e creare cantieri avrebbero compromesso la sicurezza e l’assetto idreogelogico della zona aumentando i pericoli creati dalle alluvioni, e si inizia di nuovo a tremare per l’inizio di un’altra stagione di piogge.
Denunciavano le condizioni in cui lavorano gli operai, fotografati qualche settimana fa mentre lavoravano senza alcuna protezione in presenza di amianto.
Denunciavano anche la forte presenza di organizzazioni criminali a cui fossero appaltati i lavori: sono state mappate oltre 20 ditte e svelati collegamenti con ‘ndragheta e camorra, e scoperti precedenti in disastri ambientali di diverso tipo.
E questo solo per citare alcuni esempi.
E così, tutto quello che viene fatto passare da amministratori e stampa locale come allarmismo dei comitati No Tav, si trasforma rapidamente in realtà.
Una realtà che farà altri morti, perchè di amianto si muore, perchè le alluvioni mietono ogni anno centinaia di vittime.

E se ora i grandi titoli di stampa vogliono farci credere che il TAV Brescia-Verona sia fermo, sappiamo bene che non è così e da un momento all’altro l’iter proseguirà. Conosciamo da tempo il gioco del “tira e molla”, un sistema altamente usato per la costruzione delle grandi opere e che in particolare nel caso del TAV è stato ampiamente utilizzato negli ultimo 20 anni, probabilmente per dissuadere chi dice di NO fin da subito e far dubitare chi ancora non sa da che parte stare. Ma sappiamo altrettanto bene che questa è solo una fase dell’iter burocratico e che non vuol dire che quest’opera sia stata fermata.

A tal proposito è emerso nuovamente ieri in maniera sempre più forte e convinta che l’unica possibilità concreta di fermare il TAV è la costruzione di un movimento popolare, che dal basso, usando tante strade diverse, riesca a interferire realmente. Ed è per questo che a ogni livello dobbiamo continuare ad agire seguendo il percorso che abbiamo iniziato. Un percorso che non prevede di sedersi al tavolo delle mediazioni (come invece va di moda tra i nostri amministratori), che non accetta compensazioni per addolcire la “pillola” e soprattutto che è consapevole che quest’opera non vada fatta in ogni caso.
Un percorso che continuerà ad evidenziare anche le diverse contraddizione politiche locali, sfidando le amministrazioni sul piano delle compensazioni e delle criticità dei territori, perchè non si può accettare lo scempio della nostra terra, ulteriori rischi per la nostra salute e lo sperpero di denaro pubblico in cambio di qualche piccola “operuccia” d’abbellimento, come probabilmente auspica il nostro sindaco Del Bono bramando l’uscita del TAV da Brescia (consapevole del numero spropositato di espropri abitativi che si andrebbero a sommare a quelli del resto della tratta).

Ed è per questo che il dibattito si è concluso con la voglia e la necessità di continuare a mettersi in gioco e in discussione, di continuare a costruire comitati locali e proseguire il lavoro sul territorio. Perchè non è la politica dall’alto che deve decidere cosa fare con i nostri soldi, ma siamo noi a doverlo fare, perchè ne evade il nostro presente e il futuro di tutti e tutte.

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Le iniziative che verranno portate avanti prossimamente sono tantissime, in breve:

– il Movimento 5 Stelle, che rientra con le sue pratica in una delle tante strade da provare a perseguire per fermare quest’opera,  proseguirà nel progetto di usare come sedi parlamentari case che potrebbero essere sottoposte a espropri per rallentare l’eventuale iter burocratico e dare un messaggio forte di contrapposizione all’opera, oltre ovviamente proseguire con le segnalazioni parlamentari;

– il Movimento No Tav Terzo Valico ha in previsione di rilanciare diverse questioni: a partire dall’enorme rischio derivante dall’amianto, al fatto che ad Alessandria siano state autorizzate 4 nuove discariche per stoccare il materiale di scavo.
Nel frattempo nei prossimi giorni, il 28, 29, 30 organizzano una tre giorni NO TAV a Novi.

– Il Movimento No Tav Trentino organizza per il 29 e 30 giugno 2 giorni d’incontro, confronto e festa no tav in cui sarà presente anche la nostra mostra “T’AVRO’ ANCORA” , mostra fotografica itinerante e collettiva per amore della terra.

– il Movimento No Tav Val di Susa ha in programma, dopo una grande estate di lotta, diversi campeggi e iniziative, a partire dal prossimo week-end del 28-29-30, proseguendo con quello del 4-5-6 settembre fino al campeggio nazionale studentesco dall’8 al 12 settembre. 

Per quanto riguarda invece il calendario delle prossime iniziative locali vi segnaliamo:

banchetto NO TAV alla festa di Radio Onda d’Urto fino a sabato 29 agosto: venite anche a prendere volantini e locandine della nuova manifestazione del 17 ottobre da aiutarci a diffondere!

– il 2 settembre ASSEMBLA PUBBLICA NO TAV per decidere insieme la strada da percorrere per fermare il TAV!

– sabato 5 settembre a Peschiera del Garda riproponiamo lo spettacolo teatrale “No T’avevo Detto”

Tante altre iniziative verranno calenderizzate prossimamente per costruire un percorso di avvicinamento all’importante data del 17 ottobre dove scenderemo di nuovo in piazza determinati a dire “ORA BASTA! FERMIAMO IL TAV!”.

 

25 agosto: dibattito tra le diverse realtà NO TAV nazionali @ Festa di Radio Onda d’Urto

Martedì 25 agosto alla Festa di Radio Onda d’Urto si terrà un importante dibattito che vede a confronto le principali realtà #notav nazionali con: No Tav Val di Susa, No Tav Terzo Valico, No Tav Trentino e No Tav Brescia-Verona.

Un’importante momento di confronto ma anche di lotta perchè sarà anche l’occasione per portare avanti l’idea di una campagna nazionale comune, proposta uscita al campeggio di Venaus lo scorso luglio durante un confronto simile.

Un’importante momento per ribadire che FERMARLO E’ POSSIBILE E INSIEME LO FAREMO!

La lotta paga! Il Cociv rinuncia all’esproprio dei terreni per il cantiere terzo valico

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Già da ieri notte i decine di notav locali e provenienti anche da diversi territori, tra cui dai territori toccati dalla costruzione del TAV Brescia-Verona, si sono mobilitati per impedire l’esproprio del terreno su cui sorge il presidio No Tav – Terzo Valico di Radimero. Una vera e proprio provocazione del Cociv, che a qualche giorno del corteo popolare previsto per sabato aveva chiesto l’esproprio del luogo simbolo della resistenza alla costruzione dell’opera.

Numerosi altri notav hanno raggiunto il blocco questa mattina dalla sei raccogliendo una solidarietà compatta da parte del territorio. Polizia e funzionari si sono presentati ma hanno dovuto desistere vista la grande partecipazione e la determinazione dei presenti. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio quindi i notav resteranno in presidio fino a mezzanotte per assicurarsi che non ci siano tentativi vigliacchi di imporre questo provvedimento impopolare. Il presidio è stato anche l’occasione di bloccare i camion del cantiere fermando di fatto fermato i lavori per l’intera mattinata.

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Una bella vittoria del movimento che ci mostra che con la determinazione e la serenità di chi sa di essere dalla parte del giusto si può fermare il gigante ad alta velocità che mostra sempre più i suoi piedi d’argilla.

Fermarlo è possibile, fermarlo tocca a noi… tutte e tutti ad Arquata sabato per il corteo popolare!

RICORDIAMO CHE CI SONO ANCORA POSTI PER IL PULLMAN CHE PARTIRA’ DA BRESCIA PER RAGGIUNGERE IL TERZO VALICO! CHIAMATE ALLO 03045670 PER PRENOTARVI, COSTO 10 EURO, ANDATA E RITORNO IN GIORNATA!

Ascolta il collegamento con Claudio ai microfoni di Radio Blackout:

PULLMAN DA BRESCIA PER LA MARCIA POPOLARE NO TAV TERZO VALICO AD ARQUATA

terzo valico

Il movimento NO TAV che si oppone alla tratta TAV/AC del terzo valico dopo i recenti scandali che hanno messo nell’occhio del ciclone il sistema TAV e di tutte le grandi opere ha deciso di dare vita ad una grande marcia popolare per il 18 aprile per dire tutti e tutte a grande voce che queste grandi opere non le vogliamo e ora che non si può più nascondere il malaffare che vi sta dietro e ora di dire STOP a questo sistema ed utilizzare questi soldi (i nostri soldi!!) per usi veramente utili e necessari per la popolazione e per i nostri territori. Come movimento NO TAV BRESCIA-VERONA si è deciso tutti e tutte insieme di organizzarci per andare a portare la nostra massima solidarietà a chi come noi sta lottando contro questo sistema criminale che distrugge e devasta le nostre vite e la nostra terra.

Per prenotare un posto sul pullman chiamare radio onda d’urto allo 03045670. La partenza sarà alle ore 11 in via industriale 10 a Brescia davanti al csa magazzino 47. il ritorno è previsto in serata. il costo sarà 10 euro a persona.

Di seguito il comunicato di indizione della manifestazione del 18 aprile ad Arquata scrivia del movimento no tav terzo valico.

CHIUDIAMO LA PARTITA DEL TERZO VALICO E DELLE GRANDI OPERE!!
Sabato 18 aprile ore 14 marcia popolare ad Arquata Scrivia

Sono molti anni che il Movimento No Tav – Terzo Valico e tutti i movimenti di lotta territoriali denunciano il sistema delle grandi opere. Devastazioni ambientali, rischi per la salute, sottrazione di risorse utili alla spesa sociale e ai territori, infiltrazioni della criminalità organizzata, sperpero di denaro pubblico, corruzione, tangenti e FINANZIAMENTO illecito ai partiti. L’inchiesta della Procura di Firenze, che ha portato fra gli altri all’arresto di Ercole Incalza, vero dominus delle grandi opere italiane, non fa che confermare quanto affermiamo da anni. Una storia di gigantesche tangenti, appalti truccati, lievitazione dei costi, mancati controlli, regali e regalini nella migliore delle tradizioni italiane. Il Terzo Valico e tante altre grandi opere escono a pezzi da questa vicenda. Ben 700.000 Euro di compensi (leggasi tangenti) versati ad Alberto Donati, genero di Incalza, da una delle società del Gruppo Gavio, parte del consorzio Cociv costruttore del Terzo Valico. Consorzio con una lunga storia giudiziaria alle spalle, un’inchiesta prescritta per truffa aggravata ai danni dello Stato, il direttore del consorzio estromesso dalla Direzione Investigativa Antimafia dopo essere stato condannato a quattro anni e mezzo di reclusione per smaltimento illecito di rifiuti nel Tav del Mugello e per finire la ciliegina sulla torta: l’arresto di Perotti, direttore dei lavori del Terzo Valico e di moltissime altre grandi opere.

Una cosa più delle altre turbava il sonno dei sostenitori dell’opera: che le risorse del Terzo Valico potessero essere destinate agli alluvionati della Liguria. Una telefonata vergognosa quella fra Incalza e Lupi che ricorda da vicino le risate dei costruttori dopo il terremoto dell’Aquila. Le dimissioni del Ministro Lupi nascondono in realtà la volontà del Governo di andare avanti come nulla fosse successo. Sacrificano un Ministro ma non hanno nessuna intenzione di fermare il business delle grandi opere. Noi pensiamo invece che questo sia il tempo di chiudere una volta per tutte la partita del Terzo Valico e delle grandi opere inutili.

Per questa ragione facciamo appello a tutte le donne e gli uomini che si sono battuti in questi anni contro il Terzo Valico, ai nostri fratelli e alle nostre sorelle della Valsusa, a tutti i movimenti in lotta contro le grandi opere e in difesa dei beni comuni, a tutti i movimenti sociali che chiedono da anni a gran voce di destinare i soldi delle grandi opere a favore di interventi di carattere sociale, a tutti quelli che sono stati al nostro fianco in questa lotta.

Chiediamo a tutte e tutti di partecipare alla marcia popolare che svolgeremo ad Arquata Scrivia (AL) sabato 18 aprile con ritrovo alle ore 14 presso la stazione FS. Una grande marcia pacifica per le vie del paese che vogliamo veder attraversato insieme da anziani, adulti, giovani e bambini.

Tutti insieme per chiedere lo stop immediato dei cantieri, la cancellazione della legge obiettivo e del decreto Sblocca Italia, la fine del sistema grandi opere, la messa in sicurezza del territorio dal dissesto idrogeologico e il dirottamento dei fondi a favore di spese sociali come sanità, scuola, casa e reddito.

Tutti insieme ancora una volta per ribadire la determinazione con cui vogliamo fermare il Terzo Valico e il sistema marcio e corrotto delle grandi opere.

Movimento No Tav – Terzo Valico
www.notavterzovalico.info
www.noterzovalico.org

 

Sabato 18 aprile marcia popolare NoTav ad Arquata Scrivia

Chiudiamo la partita del Terzo Valico e delle grandi opere
Sabato 18 aprile ore 14 marcia popolare ad Arquata Scrivia

Sono molti anni che il Movimento No Tav – Terzo Valico e tutti i movimenti di lotta territoriali denunciano il sistema delle grandi opere. Devastazioni ambientali, rischi per la salute, sottrazione di risorse utili alla spesa sociale e ai territori, infiltrazioni della criminalità organizzata, sperpero di denaro pubblico, corruzione, tangenti e finanziamento illecito ai partiti. L’inchiesta della Procura di Firenze, che ha portato fra gli altri all’arresto di Ercole Incalza, vero dominus delle grandi opere italiane, non fa che confermare quanto affermiamo da anni. Una storia di gigantesche tangenti, appalti truccati, lievitazione dei costi, mancati controlli, regali e regalini nella migliore delle tradizioni italiane. Il Terzo Valico e tante altre grandi opere escono a pezzi da questa vicenda. Ben 700.000 Euro di compensi (leggasi tangenti) versati ad Alberto Donati, genero di Incalza, da una delle società del Gruppo Gavio, parte del consorzio Cociv costruttore del Terzo Valico. Consorzio con una lunga storia giudiziaria alle spalle, un’inchiesta prescritta per truffa aggravata ai danni dello Stato, il direttore del consorzio estromesso dalla Direzione Investigativa Antimafia dopo essere stato condannato a quattro anni e mezzo di reclusione per smaltimento illecito di rifiuti nel Tav del Mugello e per finire la ciliegina sulla torta: l’arresto di Perotti, direttore dei lavori del Terzo Valico e di moltissime altre grandi opere.

Una cosa più delle altre turbava il sonno dei sostenitori dell’opera: che le risorse del Terzo Valico potessero essere destinate agli alluvionati della Liguria. Una telefonata vergognosa quella fra Incalza e Lupi che ricorda da vicino le risate dei costruttori dopo il terremoto dell’Aquila. Le dimissioni del Ministro Lupi nascondono in realtà la volontà del Governo di andare avanti come nulla fosse successo. Sacrificano un Ministro ma non hanno nessuna intenzione di fermare il business delle grandi opere. Noi pensiamo invece che questo sia il tempo di chiudere una volta per tutte la partita del Terzo Valico e delle grandi opere inutili.

Per questa ragione facciamo appello a tutte le donne e gli uomini che si sono battuti in questi anni contro il Terzo Valico, ai nostri fratelli e alle nostre sorelle della Valsusa, a tutti i movimenti in lotta contro le grandi opere e in difesa dei beni comuni, a tutti i movimenti sociali che chiedono da anni a gran voce di destinare i soldi delle grandi opere a favore di interventi di carattere sociale, a tutti quelli che sono stati al nostro fianco in questa lotta.

Chiediamo a tutte e tutti di partecipare alla marcia popolare che svolgeremo ad Arquata Scrivia (AL) sabato 18 aprile con ritrovo alle ore 14 presso la stazione FS. Una grande marcia pacifica per le vie del paese che vogliamo veder attraversato insieme da anziani, adulti, giovani e bambini.

Tutti insieme per chiedere lo stop immediato dei cantieri, la cancellazione della legge obiettivo e del decreto Sblocca Italia, la fine del sistema grandi opere, la messa in sicurezza del territorio dal dissesto idrogeologico e il dirottamento dei fondi a favore di spese sociali come sanità, scuola, casa e reddito.

Tutti insieme ancora una volta per ribadire la determinazione con cui vogliamo fermare il Terzo Valico e il sistema marcio e corrotto delle grandi opere.

Movimento No Tav – Terzo Valico
www.notavterzovalico.info
www.noterzovalico.org

Guarda la conferenza stampa di presentazione della marcia popolare

Scarica e diffondi manifesto e appello di indizione della marcia popolare

 

Il saluto a Maurizio Lupi dei No Tav Terzo Valico

Ciao Maurizio, dacci l’indirizzo di casa e ti manderemo un Rolex

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Caro Maurizio,

abbiamo letto il saluto a te rivolto da notav.info e abbiamo capito di essere stati dei grandissimi maleducati. Dopo questo intenso periodo passato insieme non ci siamo neppure degnati di rivolgerti due parole di addio. Noi ti ricordiamo come un uomo buono, talmente buono da averci invitati ufficialmente a incontrarti ad Ottobre del 2013 presso la Prefettura di Alessandria. Anche in quell’occassione fummo scortesi e rispondemmo che non avremmo mai parlato con tese il Governo non avesse preso in considerazione per il Terzo Valico l’opzione zero. In questo tempo passato insieme ti abbiamo visto col tuo immancabile caschetto da operaio e con il giubbino griffato Cociv a scorazzare per i cantieri e a spiegarci che senza il Terzo Valico il porto di Genova bla, bla, bla e ancora bla.

Poi abbiamo scoperto, ma noi non avevamo mai avuto dubbi, che il Terzo Valico è stato congegnato proprio per pagare tangenti e abbiamo saputo del versamento di 700.000 Euro fatto da una ditta del gruppo Gavio al genero del tuo amico Ercolino. Già Ercolino, quello che ti telefonava terrorizzato che i soldi del Terzo Valico potessero finire agli alluvionati di Genova e tu, uomo di buon cuore, lo rassicuravi che non sarebbe mai accaduto.

Maurizio, quasi ci dispiaciamo a vedere gli amici di merda che hai, quelli che ti hanno imposto di tagliarti la testa da solo, per provare a salvare ancora una volta il sistema delle grandi opere. Mauri, facci un ultimo favore, spiega a chi prenderà il tuo posto e a chi ti ha voltato le spalle senza neppure rivolgerti un hashtag #mauriziostaisereno che qui non molliamo di un millimetro e che il ritardo nella costruzione del Terzo Valico a causa nostra è destinato a continuare. Anzi Maurizio, pensandoci bene, non è meraviglioso che mentre tu hai dovuto mollare la poltrona noi continuiamo ad essere qui col coltello fra i denti determinati a difendere la nostra terra e a cacciare via per sempre i tuoi amichetti del Cociv?

Stai sereno Maurizio, prima di te ne abbiamo visti passare parecchi di Ministri e molti altri ne vedremo, ma stai pur certo che nessuno di loro avrà la gioia di tagliare il nastro del Terzo Valico.

Caro Maurizio addio, salutaci Perotti, Ercolino, Comunione e Liberazione, le cooperative bianche e rosse e tutti quelli che parlavano di progresso sapendo benissimo che in realtà si trattasse di semplicissima corruzione.

P.S: se ci fai avere l’indirizzo di casa cercheremo di farci perdonare per la nostra maleducazione e ti manderemo a casa un magnifico Rolex.

Tic, tac, tic, tac, tic, tac…

Lo senti Maurizio? E’ il tempo che manca a veder definitivamente tramontare il Terzo Valico.

IL TERZO VALICO PROVOCA DISSESTO: METTIAMO IN SICUREZZA IL TERRITORIO

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DIROTTARE I FINANZIAMENTI DEL TERZO VALICO ALLA MESSA IN SICUREZZA DEL TERRITORIO

Le recenti alluvioni, che hanno colpito fortemente buona parte delle vallate Liguri e Basso Piemontesi, hanno messo a nudo l’urgenza di intervenire nella messa in sicurezza e cura del territorio.

In questo momento centinaia di frane stanno causando l’interruzione di un numero impressionante di strade Provinciali e Comunali,  abitazioni sono state evacuate e altre sono ad alto rischio.

In questo contesto di criticità diffusa, se percorriamo le valli interessate dal progetto del Tav – Terzo Valico, scopriamo come i cantieri aperti abbiano contribuito ad aggravare la situazione. Ovunque c’è un cantiere attivo, si sono create situazioni di dissesto correlate ai cantieri stessi. Una vera e propria Via Crucis: da Trasta, con la frana che ha causato il deragliamento del Freccia Bianca, ai cantieri di Cravasco, Pontedecimo e Maglietto dove la distruzione della collina avvenuta nel cantiere ha causato il cedimento della strada soprastante. Al Basso Pieve di Novi dove l’installazione dei cantieri ha contribuito al peggioramento di una zona già fragile.

Questa situazione di straordinaria criticità mette in luce una situazione di ordinaria ingiustizia.

Da una parte montagne di risorse pubbliche vengono inghiottite da grandi opere come il Tav – Terzo Valico che consumano in maniera scellerata il territorio e per cui nessuno è mai riuscito a dimostrarne l’utilità (progetti basati su previsioni di traffico merci che la storia ha già sentenziato come assurde, nessuna analisi costi – benefici) e dall’altra assistiamo a tagli  e carenze laddove occorre soddisfare le reali necessità delle persone.

Non solo cura del territorio, ma un trasporto realmente pubblico ed efficiente, un miglioramento dei servizi scolastici ed ospedalieri, sono alcuni esempi delle priorità in cui crediamo debbano andare le risorse delle grandi opere, perché siano rispettati gli interessi dei molti sugli interessi di pochi.

Movimento No Tav – Terzo Valico