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Cos’è successo il giorno dell’incontro con il ministro dell’ambiente?

Il 6 febbraio 2019 una delegazione del Coordinamento NO TAV Brescia Verona si è recata a Roma presso il Ministero dell’Ambiente – dove era stato fissato un appuntamento con il Direttore della Segreteria Tecnica Dott. Berlenghi, delegato dal Ministro dell’Ambiente Costa, per ribadire ancora una volta le grandi criticità che gravano sul progetto Alta Velocità AC/AV Tratta Brescia – Verona.

Erano presenti anche l’On. Francesca Businarolo, il Cons. Regionale Manuel Brusco e due Cons. Comunali del M5S che ringraziamo per la collaborazione prestata.

In seguito a questo incontro abbiamo già inviato al Ministero un nostro dossier contenente tutti gli interventi argomentati in quella sede.

Le prescrizioni alla tratta TAV Brescia Verona contenute nella delibera CIPE 42/2017

Innanzitutto abbiamo posto l’attenzione sulle 309 prescrizioni della delibera Cipe, parte delle quali non sono state ottemperate o lo sono state parzialmente, e che potrebbero/dovrebbero bloccare l’iter procedimentale per la tratta Brescia-Verona. La delibera del CIPE richiede che tutte le 309 prescrizioni siano ottemperate prima che il progetto esecutivo sia approvato.

Ma Il 6 giugno 2018 RFI ha sottoscritto con CEPAV 2 e per ridurre i tempi di realizzazione delle opere prevede la predisposizione di un progetto esecutivo a trance, in modo da consentire l’avvio delle prime opere. Come può RFI derogare da quanto previsto dal CIPE?

A nostro avviso il Ministero dell’Ambiente dovrebbe intervenire per chiedere il rispetto di quanto previsto fino a completa rispondenza del progetto esecutivo alle prescrizioni.

Molte sono le prescrizioni non ottemperate: N. 4 – 6 – dalla 9 alla 14 – 16 – dalla 20 alla 23 – 31 -32 – 35 – 51 – 83 – 87 – 94 e così via.

Alcune delle prescrizioni non ottemperate riguardano :

  • l’istituzione da parte del Ministero dell’Ambiente di un Osservatorio Ambientale per tutta la durata del progetto. Ad oggi questo osservatorio non è stato ancora istituito.

  • L’impatto molto negativo sulle falde acquifere , ed in particolare sulla zona del laghetto del Frassino, la zona dello stagno del Lavagnone entrambi siti UNESCO, sulle cui situazioni idrogeologiche sono richiesti approfondimenti per evitare il depauperamento delle risorse e l’inquinamento delle stesse per mezzo dei fluidi di perforazione. A queste richieste non è stata data risposta.

  • Predisposizione di uno studio sulla salute pubblica, che identifichi le ricadute positive dell’opera ma anche quelle negative sulla popolazione interessata con sviluppo di patologie e fattori di rischio, affrontando le situazioni con il principio di precauzione.

  • L’aggiornamento del Piano di utilizzo delle Terre e Rocce da Scavo alla scala di Progetto Esecutivo.

Il Piano di utilizzo è scaduto essendo stato presentato il 13.10.2016 (validità due anni), e dovrebbe essere ripresentato e risottoposto a VIA.

Molte altre sono le prescrizioni non soddisfatte e riteniamo che le nostre osservazioni possano fornire validi elementi al Ministero dell’Ambiente per intervenire e chiedere il rispetto di quanto previsto, fino a bloccare l’iter di approvazione fino a quando tutte le 309 prescrizioni non siano state soddisfatte e verificate.

IL RISCHIO IDROGEOLOGICO – IMPATTO SULLE FALDE ACQUIFERE DELL’ALTO MANTOVANO

Nel nostro incontro abbiamo inoltre sottolineato che la realizzazione della galleria Lonato-Desenzano, profonda 40 metri, provocherebbe un impatto idrogeologico imprevedibile al territorio delle Colline Moreniche del basso Garda e piana sottostante, dove sono presenti i pozzi che alimentano gli acquedotti comunali per un bacino di oltre 100.000 abitanti dei comuni dell’Alto Mantovano (da Monzambano a Canneto sull’Oglio).

Allo scopo abbiamo consegnato anche uno studio commissionato da SICAM (Servizio Idrico Integrato Comuni Alto Mantovano), redatto da un geologo abilitato.

Viene sottolineato inoltre il rischio collegato alla galleria di Lonato (che interseca un condotto sotterraneo denominato “Stagno Lavarone Bornade di Sopra ”del quale non vi sono dati certi), e alla galleria Madonna del Frassino (che interseca la falda che porta acqua al Laghetto del Frassino, zona SIC e patrimonio UNESCO). Le opere realizzate provocherebbero un importante depauperamento dell’acqua in entrata al laghetto.

I SITI INQUINATI

La prov. di Brescia risulta la più inquinata d’Italia e vanta la più alta concentrazione di cave e discariche d’Europa. Secondo il progetto definitivo sulla tratta Lotto Brescia Verona esistono 45 siti inquinati e/o potenzialmente tali, da bonificare . Di questi 37 sono in prov. di Brescia e 8 in prov. di Verona: riguardano discariche, attività produttive, cumuli di materiale e allevamenti intensivi.

Ma nel progetto esecutivo non si trova nulla riguardo a provvedimenti operativi e atti cogenti di rispetto delle norme procedurali (Dlgs 152/2006 e 4/2008).

Presumiamo quindi che le prescrizioni per la bonifica delle discariche saranno ottemperate in una fase successiva dell’opera. Noi denunciamo che questa pratica toglie quelle garanzie di controllo e di partecipazione che a vario titolo intervengono nella fase prevista dalla legge.

TERRE E ROCCE DA SCAVO

Il progetto prevede numerose gallerie, dove si potrebbero verificare gli stessi problemi di Firenze, in un territorio già fortemente compromesso in termini ambientali. Lo scavo delle gallerie prevede l’uso di sostanze chimiche e schiumogeni per ammorbidire il terreno; il materiale che ne esce è da considerare quindi rifiuto da trattare secondo la normativa vigente e non sottoprodotto da riutilizzare in altri punti dell’opera.

NECESSITA’ DI ADEGUAMENTO DEL PROGETTO ALLE N.T.C. DEL 2008

Il D.M. del 14.1.2008 ed i successivi aggiornamenti hanno modificato radicalmente l’impostazione delle verifiche geotecniche del 1988 in ordine alla pericolosità sismica. Riguardo a questa criticità chiediamo che CEPAV 2 certifichi che nella redazione del progetto esecutivo abbia tenuto conto delle N.T.C. del 2008.

IL NOTO AV/AC DI VERONA

Nel 2008 il progetto allora presentato per il tratto AV-AC che va dalla fine della Tratta BS-VR all’inizio della tratta VR-PD compreso parte del Quadrante Europa e la stazione di Porta Vescovo era stato bocciato. Ad oggi si trova nello stato di progetto preliminare e dovrebbe quindi essere sottoposto al nuovo codice degli appalti. Inoltre è stato diviso in due parti: nodo di Verona parte Ovest e parte Est.

A nostro avviso il Ministero dell’Ambiente dovrebbe chiedere a RFI come mai il progetto è stato suddiviso in due parti e come sia possibile che due progetti distinti siano stati inglobati delle tratte BS-VR e VR bivio Vicenza, sebbene ne sia stato approvato solo il progetto preliminare.

PROBLEMATICHE DELLA TRATTA VERONA PADOVA

Anche se il progetto AV/AC Verona Padova è ad oggi in una fase proceduralmente più arretrata della Brescia Verona, abbiamo sottoposto al Ministero alcune problematiche che ad oggi, non sono state prese in debita considerazione nella VIA.

PFAS Aggravamento disastro ambientale: Il tracciato AV-AC attraversa la zona toccata dal problema dei PFAS, in particolare a partire dalla frazione di Lobia di San Bonifacio e continua nei comuni vicentini, e costituirebbe un ulteriore aggravamento dell’inquinamento di questa zona, essendo necessari milioni di litri d’acqua, per il cui approvvigionamento si rischierebbe la messa in comunicazione della falda acquifera ancora sana con quella inquinata.

Altre problematiche sono emerse per la richiesta della VIS Valutazione di Impatto sulla Salute e VIIAS (Valutazione Integrata dell’Impatto Ambientale e Sanitario), e per quanto riguarda la mancanza di legalità, dato che il SIA ( Studio di Impatto Ambientale) della tratta AV/AC Verona Bivio Vicenza è stato realizzato dalla ditta Lande Spa destinataria di un’interdittiva antimafia del Prefetto di Napoli.

Chiediamo quindi che venga seriamente valutato il rischio di aggravamento di disastro ambientale, per l’allargamento della zona contaminata da PFAS.

Noi chiediamo infine che come per quanto accaduto per la tratta Mestre- Trieste, dove non si realizzerà più l’Alta Velocità ma sarà realizzato il potenziamento della linea esistente, anche per la nostra tratta, soprattutto alla luce nelle enormi problematiche ambientali che pone, venga valutato l’ammodernamento della linea esistente e l’utilizzo di linee esistenti sottoutilizzate, come la Medio Padana , che corre da Monselice a Tortona-Genova.

VERONA: LUNEDI 10 NOVEMBRE PRESIDIO NO TAV

no tav verona

Lunedi 10 novembre una trentina di attivisti No Tav veronesi hanno presidiato l’ingresso della Provincia di Verona. All’interno il presidente del neonato ente di 2° livello (quindi non eletto dai cittadini) Antonio Pastorello (lista Tosi) stava incontrando i sindaci dei quattro comuni veronesi interessati dal passaggio della linea ad Alta Velocità: Castelnuovo del Garda, Peschiera del Garda, Sommacampagna e Sona. L’obiettivo dell’incontro era quello di trovare una posizione comune tra gli enti locali sulla questione compensazioni . L’obiettivo dei militanti NoTav, invece, ribadire la netta contrarietà ad un opera devastante, assolutamente inutile e che servirà solo a gonfiare le tasche delle imprese colluse con la criminalità organizzata (come dimostrano le inchieste su Maltauro riguardanti il Mose ed Expo2015).
Soprattutto ricordare che, al contrario di quanto sostengono alcuni pubblici amministratori, FERMARLO E’ POSSIBILE, FERMARLO TOCCA A NOI!!
Il prossimo momento di mobilitazione sarà la Passeggiata Popolare a Lonato del Garda (BS) organizzata per sabato 22 novembre. Da Verona gli attivisti No Tav partiranno tutte e tutti insieme con il treno regionale delle 13.23 (ferma anche a Castelnuovo, Peschiera e Desenzano), quindi l’appuntamento è per le 12.30/13.00 fuori dalla stazione di Verona Porta Nuova.

“Solo partecipando in prima persona alla lotta contro il mostro TAV- scrivono i No Tav sulla pagina FB –  possiamo salvare il nostro territorio dal saccheggio perpetrato dal governo Renzi (e da quelli che l’hanno preceduto) e consentito (a cambio di compensazioni economiche) dagli amministratori locali della Lega Nord.”

Sentiamo Jack No Tav Verona

http://www.reportgarda.com/2014/11/10/provincia-incontro-i-sindaci-per-tav-treno-non-si-puo-fermare-renzi-potrebbe-raccontare-balle-sui-finanziamenti/

Cittadini contro il disastro TAV 

No Tav Verona 

http://www.larena.it/stories/379_citta/935386_tav_risorse_confermate_il_nodo_verona_procede/

TAV: I TRE MILIARDI PROMESSI ( non ) CI SONO

Se sul Corriere di Verona di oggi leggo un articolo con questo titolo: “TAV, i 3 miliardi promessi non ci sono”, posso sperare che il progetto della Ferrovia AV/AC sia rivisto e rifatto totalmente potenziando e ristrutturando la linea Ferroviaria esistente ed evitando cosi di iniziare un’opera incompiuta?

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LINEA TAV BRENNERO – UN’ALTRA FACCIA DELLA STESSA GRANDE OPERA DI DEVASTAZIONE

no tav brebnnero
INCONTRO CON ATTIVISTI E ATTIVISTE DEL NO TAV BRENNERO a Verona
Come testimoniato dalle tante iniziative degli ultimi anni (vedi la recente passeggiata degli attivisti NoTAV Brescia-Verona presso San Martino della Battaglia) se il progetto della TAV ha il cuore in Val di Susa, i suoi tentacoli si estendono il larga parte del paese moltiplicando gli effetti collaterali del suo devastante impatto ambiantale, sociale, politico.
Perchè il cervello delle grandi opere è il medesimo, risponde ad interessi che nulla hanno a che vedere con le reali necessità del paese (Genova è solo l’ultimo esempio), e ha conseguenze che arrivano ad intaccare concetti fondamentali, come democrazia, partecipazione, protagonismo dei territori e di chi li abita.

 

> A PARTIRE DALLE ORE 13. Pranzo sociale a sostegno dei comitati e delle iniziative proposte.

> ORE 15. INFORMAZIONE E DISCUSSIONE sulla linea TAV Verona – Brennero, il progetto più devastante che interessa la Val d’Adige.

Durante l’iniziativa verrà presentata la CAMPAGNA DI RACCOLTA FONDI PER L’ACQUISTO COLLETTIVO DI UN TERRENO NOTAV DOVE SORGERÀ UN PRESIDIO PERMANENTE: un luogo di incontro, discussione e aggregazione con lo scopo di organizzare iniziative concrete di opposizione e resistenza e rallentare gli espropri.

L’INIZIATIVA È IN SOLIDARIETÀ A TUTTI I NOTAV INQUISITI E, IN PARTICOLARE, AI QUATTRO COMPAGNI IN CARCERE CON L’ACCUSA DI TERRORISMO IN RELAZIONE ALL’AZIONE COLLETTIVA DI SABOTAGGIO PRESSO IL CANTIERE TAV IN VAL SUSA.

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