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20 dicembre: Presentazione del libro “IL PAESE DEI VELENI” – incontro con gli autori

“Tra i comitati, i movimenti, le associazioni che in questi anni si sono opposti agli inceneritori, alla Tav, alle trivellazioni dei nostri mari, a tutte le Ilva che avvelenano l’Italia, c’è una società civile che ha deciso di assumersi la responsabilità del Paese che abbiamo ricevuto in prestito dalle generazioni future. E non vuole essere complice di chi l’ha saccheggiato.
È arrivato il momento di riconoscere che il miracolo economico italiano ha un lato oscuro che, dietro la facciata del benessere e del lavoro per tutti, ha nascosto una realtà fatta di scorie e rifiuti tossici, di diossine e benzoapirene, piombo e arsenico. Un miracolo che del miracoloso ha ormai perso anche il ricordo. Macchiato di sangue, piuttosto, e di un cambiamento genetico che ha generato una rivoluzione epidemica delle patologie cronico-degenerative (dai tumori alle malattie cardiocircolatorie, dalle malattie neuro-degenerative a quelle del sistema immunitario). Il sistema industriale italiano si fonda su una totale noncuranza delle condizioni ambientali e del rispetto della salute che non è più nè accettabile nè sostenibile.” Continua la lettura di 20 dicembre: Presentazione del libro “IL PAESE DEI VELENI” – incontro con gli autori

Esposito non parla a Brescia: la Val Susa ringrazia i bresciani.

Doveva essere una serata “in famiglia” dedicata al Tav, al piccolo Teatro di Sanpolino più per ascoltare le solite panzane sottoforma di slogan mal formulati di “Bingo” Esposito e convincersi che la Torino-Lione è bella e buona.

La sede era piccola perchè di questi tempi il Pd ha imparato a non aspettarsi le folle ma i No Tav bresciani, non invitati, l’hanno riempita e altri si assiepavano fuori surclassando cosi il numero degli spettatori con tessera (c’era anche Fiorenzo Bertocchi di PRC, “a titolo personale” – ci tiene a dichiarare) per fare il contradditorio. Dietro lo striscione «L’unica velocità che vogliamo è quella delle bonifiche», i No Tav spingevano per entrare ostacolati da una decina di Digos e un drappello di agenti che però non hanno potuto impedire l’entrata in massa e la fragorosa battitura sulle pareti.

“Bingo” è arrivato con la sua auto blindata e ha sfoggiato il consueto facile builismo da dietro la scorta, anche un po’ bluffando (i bresciani non sanno come corre con o senza scorta), visto che giocava fuori casa: “Sono stato più volte nell’occhio del ciclone in Val di Susa, figuriamoci se mi faccio problemi per un pugno di No Tav».

Sta di fatto che dopo un’ora di tentativi, la bella riunione si è sconvocata per tempi migliori. Il Nostro non l’ha presa bene: «Ogni volta che mi muovo per partecipare a dibattiti sul tema, qualcosa succede regolarmente, ma non mi era mai successo di andarmene», (bugia!) ha commentato prendendosela anche un po’ con gli organizzatori.

La Val Susa ringrazia i bresciani.

 

Articolo tratto da: http://www.tgvallesusa.it

BRESCIA: NIENTE CONVEGNO PER L’OPERA INUTILE. #NOTAV 1 – SEN.ESPOSITO (PD) 0.

“Esposito voleva i no tav, i no tav sono arrivati, il dibattito è stato sospeso! E finita con un corteo in quartiere. NO TAV FINO ALLA VITTORIA!”.

Così, sul proprio profilo Fb, i No Tav Brescia sintetizzano la serata di lotta di lunedì 16 dicembre, con cui una settantina di attivist* antialtavelocità e delle realtà antagoniste bresciane hanno riscaldato un gelido lunedì sera nel quartiere di San Polo. Continua la lettura di BRESCIA: NIENTE CONVEGNO PER L’OPERA INUTILE. #NOTAV 1 – SEN.ESPOSITO (PD) 0.

16 dicembre – I bugiardi siete voi: terrorista è chi saccheggia le nostre terre!

Questa sera a San Polino si terrà un incontro per parlare di criticità e opportunità delle linee ferroviarie ad alta velocità; l’incontro è organizzato dagli Ecologisti Democratici e sono stati invitati a partecipare alla serata dal titolo ambivalente, “Scambi di vedute. Treni ad alta velocità: utili, inutili o dannosi?”:
Stefano Esposito (senatore PD e vicepresidente Commissione Trasporti)
Damiano di Simine (presidente di Legambiente Lombardia)
Maurizio Tira (assessore all’urbanistica di Desenzano). Continua la lettura di 16 dicembre – I bugiardi siete voi: terrorista è chi saccheggia le nostre terre!

Giù la maschera alla green – economy! Le grandi opere sono tutte figlie della stessa speculazione!

Per lunedì sera è stato organizzato un incontro dagli Ecologisti Democratici dal titolo ambivalente, “Scambi di vedute. Treni ad alta velocità: utili, inutili o dannosi?”. Basta dare un occhiata ai relatori invitati a parlare (Stefano Esposito senatore del PD, Damiano di Simine presidente di Legambiente Lombardia e Maurizio Tira assessore all’urbanistica di Desenzano ed esponente del Pd) per capire però di che cosa si tratta, o quantomeno immaginare il messaggio che verrà fatto passare durante quell’incontro. La conclusione inevitabile sarà che tutto sommato si tratta di una ferrovia, che è bene costruire perché altrimenti si dovranno realizzare altre autostrade ed è comunque preferibile ad aereo e macchine. Discorso che inevitabilmente si concluderà con frasi tipo: “Qualche soluzione alternativa al trasporto merci bisognerà pur trovarla…”. Continua la lettura di Giù la maschera alla green – economy! Le grandi opere sono tutte figlie della stessa speculazione!

8 dicembre: NO TAV BRESCIA NEI SEGGI DEL PD A BRESCIA

Oggi va in scena la farsa delle primarie del PD, l’ennesimo stucchevole tentativo da parte di questa forza politica per provare a darsi una parvenza di democraticità, di far credere ai cittadini che ancora qualcosa contano.
Al di là dei proclami elettorali, la realtà delle cose è ben diversa e l’affare TAV, e più in generale il modello delle “grandi opere”, diventa emblematico in questo senso: nelle politiche messe in atto dal governo delle larghe intese, di cui il PD è l’artefice, l’unica via d’uscita dalla crisi presa in considerazione parla esclusivamente di nuovo cemento, di grandi infrastrutture e di grandi eventi. Tutto a scapito della sovranità decisionale di chi vive e abita le città ed i territori.
Al primo posto, quindi, ci sono esclusivamente le concessioni alle lobbies del cemento, cooperative di costruzione su tutte, e ai loro inattaccabili profitti legati a rendita finanziaria e consumo di suolo. Dalla Cmc in Val di Susa (colosso internazionale delle cooperative romagnole di costruzione, di cui è stato amministratore delegato niente meno che Pierluigi Bersani) a Italferr a Brescia e Firenze (con l’inchiesta che ha portato all’arresto della Lorenzetti e di Bellomo, esponenti di spicco del Pd), da Cociv fino ad arrivare a CoopSette (quella di Campione del Garda per intenderci). Tutto ciò mentre ogni giorno precari, studenti, disoccupati, lavoratori, sfrattati, migranti fanno i conti con le violenze e le sofferenze sempre più forti generate dalla crisi economica.
Interessi da difendere anche a costo della militarizzazione (come in Valle di Susa) e del sacrificio di interi territori (si pensi all’Aquila dove la ricostruzione appare ben lontana dal compiersi). Anche a Brescia, dove i cantieri ultramiliardari di TAV e BRE-BE-MI sono ormai alle porte della città, sono arrivati soltanto pochi spiccioli per bonifiche ambientali e politiche sociali, nonostante la situazione appaia sempre più emergenziale e insostenibile.
È per questi motivi che l’unica strada che ci appare praticabile è quella che parla di resistenza, di lotta, d’impegno in prima persona per fermare e arginare un modello di sviluppo che crea solamente debito, devastazione ambientale e sociale e precarietà. Per riappropriaci di quella ricchezza e di quelle risorse, che ci sono state espropriate per alimentare la macchina delle grandi opere, e per ridare, quindi, un futuro al nostro territorio.
Soprattutto ora che il grande Nemico è “decaduto”, ora che non è più possibile semplicemente far ricadere tutte le colpe su di lui, ora che non è più possibile nascondersi al riparo esclusivo di proclami giustizialisti, diventa per noi necessario che il Partito Democratico si prenda, senza più sconti, tutte le responsabilità della devastazione sociale che ha contribuito a creare in questo Paese!
Per quanto il voto di oggi possa far credere in una possibilità di scelta da parte del cittadino, è bene rendersi conto che una vera scelta non ci sarà. Che vinca Cuperlo, Renzi o Civati non ci sarà né differenza né un cambiamento che porti ad allontanarsi da tutti gli intrecci di interesse che circondano questo partito. E questa è una sconfitta per tutti.

Qui l’intervista di stamattina a Roberto, attivista del nostro movimento: http://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2013/12/rec1208-112805.mp3

La Valle in marcia con il suo diritto alla Resistenza

Un’altra giornata storica, di quelle che rimangono e ci spingono a guardare sempre più avanti. 30.000, 40.000 poco importa, oggi è sfilato l’orgoglio della Valle che Resiste con le sue famiglie, i suoi bambini, i suoi pensionati combattivi, i suoi giovani resistenti.

La manifestazione indetta contro la militarizzazione, a Susa dove è più evidente (cantiere/fortino escluso) si è fin da subito trasformata in una forma di partecipazione collettiva capace, ancora una volta, di prendersi in mano il proprio futuro, dimostrandolo con la lotta.

La giornata era iniziata con gli asfissianti posti di blocco al casello di Rivoli e per le statali della Valle, dove un nutrito numero di pattuglie della polizia effettuava minuziosi controlli per non far dimenticare a nessuno perchè si andava alla manifestazione.

La partenza così come il finale, in piazza d’armi, somigliava ad una festa di paese, mangiare, bere e banchetti lungo cui incontrare amici e notav di ogni parte d’Italia.

Poi la manifestazione da Susa a Susa con gli striscioni e i cartelli autoprodotti capaci con una frase di legare le lotte che ci sono in Italia, parlare dei bisogni del paese e di come spendere i soldi pubblici. In testa i nostri bambini con il treno di gomma piuma, poi i sindaci notav fieri di esserci, gli studenti e poi il popolo notav, compatto e determinato come sempre, ma anche gioso e felice della giornata di sole.

Una manifestazione notav come quelle di sempre ma con un qualcosa in più: oggi scendevano in piazza i “terrroristi”, il nemico pubblico dei Caselli e del Pd, quelli per cui ci sono più soldati procapite che in Afganistan. E la prova è stata superata, la Valle si toglie dall’imbuto in cui la volevano far finire per mirare più in alto, per guardare più avanti, aprendo nuove prospettive alla sua resistenza.

Siamo scesi in piazza dopo l’accensione della talpa nel cantiere, che continua a non avere l’elettricità sufficiente per lavorare se non 10 minuti per qualche show, e se qualcuno pensava di trovare un popolo rassegnato è rimasto molto deluso.

Mentre si manifestava a Napoli e nei Paesi Baschi, il nostro fiume in piena cresceva legando le lotte e non dimenticandosi di nessuno. “Fratelli nella lotta, figli della stessa rabbia” cantava una canzone, e così è stato anche a Susa.

Gli interventi finali sono stati moltissimi e non sono mancati i notav del terzo valico, un saluto dei notav baschi, gli amici di sempre e le facce note, ma in particolare Luca, del coordianamento di lotta per la casa di Roma, ci ha portato la forza e il coraggio del 19 ottobre e dell’assedio continuo, trasmettendo alla Valle la determinazione di chi lotta per un futuro dignitoso e ci prova fino ai portoni dei palazzi del potere. Per questo ci si vedrà a Roma il 20 novembre, perchè dobbiamo dire tutti insieme come si spendono i soldi pubblici e che Casa e reddito sono l’unica grande opera di cui questo paese ha bisogno, da subito.

Abbiamo dimostrato oggi che passano trattati internazionali, talpe senza elettricità, procuratori generali, politici da strapazzo, commissari di governo, ma qui, in questa Valle dovranno sempre fare i conti con i notav!

Nota di colore: per la questura eravamo 7 mila…

 

Articolo tratto dahttp://www.notav.info

La Val Susa: una forza che contagia

Arrivati a Susa ho capito tutto. Ho capito cosa smuove trentamila persone, proveniente da tutta Italia, a recarsi in una piccola città in provincia di Torino per manifestare. E’ l’aria che si respira a Susa.  E’ quell’aria tipica della vicinanza alla montagna, fresca e pulita. Il paesaggio mozzafiato di maestose montagne innevate immerse nel verde, la tranquillità e la solidarietà di chi vive lontano dalla frenesia della città industrializzate. Per le strade camminavano centinaia di bambini, ragazzi, adulti ed anziani. Sarebbero questi i black block di cui raccontano i media? Sono queste persone, che tentano di salvare la valle in cui vivono, i pericolosi sovversivi, paragonati a terroristi per la legge, ripresi e umiliati dalle istituzioni? Sono uomini e donne uniti da più di vent’anni con un unico obbiettivo: salvare la loro valle dalla distruzione. Guardandomi intorno risulta cosi facile, ora, capirne il perché.

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La Val Susa e’ molto di più di quanto ci si possa aspettare. E’ soprattutto una grande energia che puoi percepire solamente vivendola di persona. La forza e la consapevolezza che combattere per qualcosa in cui si crede, al giorno d’oggi, non e’ inutile. La tenacia di chi dopo anni, dopo aver visto la militarizzazione del luogo in cui vive, portata avanti, con una dignità e sicurezza invidiabili, la propria causa nonostante tutto.  E’ una forza che contagia.

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I No Tav Brescia non hanno mancato l’invito. Quasi un centinaio di bresciani, hanno preso arte  alla manifestazione portando testimonianza diretta di quanto sta succedendo anche nelle nostre terre. Gli obbiettivi sono comuni: fermare il passaggio del Tav.
I pensieri sono comuni: fermare un’ inutile sperpero di denaro pubblico per un’ opera vana. Denaro pubblico, che in un momento di crisi come questo, potrebbe servire a ridare ossigeno al sistema scolastico, sanitario, ai servizi pubblici e sociali, alla ricerca, alla bonifica e tanto altro.

La manifestazione si e’ snodata alle ore 14:00, a partire da Piazza D’armi, per quasi 5 km, lungo le strade che circondano Susa. Un corteo che vedeva schierati in prima fila decine di bambini, seguiti a ruota dai rappresentanti delle amministrazioni locali (qui molte delle stesse istituzioni si oppongono all’ alta velocità) e da decine di comitati No Tav delle diverse parti d’ Italia. Un corteo che è stato anche una grande festaIMG_0311
Non sono mancati i momenti toccanti e di informazione. Episodio significativo è stato sicuramente il fermarsi del corteo davanti all’ Hotel Napoleon, uno dei rifugi delle centinaia di militari che presidiano la Valle, intonando a gran voce, con l’aiuto della banda cittadina, una “Bella ciao” che non nascondeva la rabbia e il dolore di chi vive in questi luoghi. La presenza  massiccia e prepotente di militari è tangibile ovunque, pensiamo che in Valle la presenza pro-capite di soldati è maggiore che in Afghanistan. Un posto di blocco al casello di Rivoli attendeva, inoltre, fin dalla mattinata, tutti i manifestanti, richiedendo il riconoscimento di ciascuno dei partecipanti alla manifestazione.

La giornata si è conclusa nuovamente in Piazza D’armi con un breve momento di informazione IMG_0399lasciando spazio alla voce dei diversi comitati No Tav dislocati in tutta Italia e in Europa. Non trascurabile è la forte accusa di falsa informazione, rivolta ai media e alle istituzioni, lanciata dai valsusini. Nei giorni scorsi, infatti, era stata diffusa la notizia che la “famosa talpa” aveva iniziato a scavare la Valle. Notizia assolutamente smentita dai locali che informano che la talpa non ha sufficiente energia elettrica per funzionare e, la sua accensione si è limitata solamente ai 10 minuti di riprese video per i Tg nazionali. Notizie queste che fanno riflettere su quanto l’informazione, spesso, sia pilotata dagli interessi.

Anche i No Tav Bescia hanno partecipato a questo momento, ribadendo l’assoluta mancanza di informazioni riguardo i lavori e le intenzioni  delle tratte Treviglio-Brescia e Brescia-Verona.

E come dicono in Valle “ A sarà dϋra”… ma noi non molliamo!

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La nostra lotta, la lotta di tutti, la lotta per tutti!

Il 16 novembre, ci saranno in contemporanea in Italia due grandi manifestazioni e momenti di lotta: a Susa una marcia pacifica per ribadire il diritto ad opporsi al TAV senza venire criminalizzati e contro l’occupazione militare della Valle, e a Napoli, capitale immorale della Terra dei fuochi, una grande manifestazione contro il biocidio mafioso di quella e di tutte le terre.

La data comune del 16 novembre segna – purtroppo per i potenti ed i lobbysti italiani – una nuovo unione, fra il Movimento più di lunga data (il NOTAV) e quello più nuovo e nella più grave emergenza (la Terra dei Fuochi). L’unione non è semplice solidarietà, ma è consapevolezza delle radici comuni di queste lotte: no alla distruzione ed avvelenamento del bene comune terra, no alla mafia delle grandi e piccole opere, no al furto del denaro pubblico.

Il popolo NOTAV consegna idealmente al popolo della Terra dei Fuochi ed ai terremotati e senza casa dell’Aquila un grande assegno da 26 miliardi di euro. E’ una cifra simbolica (e anche l’assegno perchè alle banche non diamo un soldo!), dato che il TAV, se fosse costruito, costerebbe probabilmente assai di più. Ma dalla Valsusa la sua gente si impegna a lottare affinché quei soldi pubblci non vadano sperperati in un’opera inutile, dannosa e mafiosa. Sta al popolo dell’Aquila e della Terra dei Fuochi, così come tutte le altre realtà in lotta alle quali questo Stato scellerato sottrae i propri stessi soldi negando le risorse pubbliche, a passare all’incasso a Roma.

Non vogliamo che l’Italia diventati tutta una grande opera inutile, dannosa e mafiosa: dobbiamo lottare per noi e per i nostri figli, per non essere ricordati come la generazione dei distruttori della Terra.

Unendo le lotte determinati e consapevoli che indietro non ci faranno più tornare.

 

Articolo tratto dahttp://www.notav.info