Archivi tag: no tav

DIRITTO DI RESISTENZA : VENERDI 14 FEBBRAIO PRESIDIO NO TAV AL CARMINE

14febbraio

 

Venerdi 14 febbraio si svolge un presidio informativo al Carmine ( Brescia ) a partire dalle 21.30 con vinbrule’, te’ caldo e musica per continuare a raccogliere fondi per la Valle, per le spese legali e per il sostegno ai No Tav incarcerati colpiti dalle misure restrittive. Iniziativa verso la manifestazione del 22 febbraio lanciata dal Coordinamento dei Comitati No Tav.

https://www.youtube.com/watch?v=Xi2zJNwXDX4#t=22

 lotte sociali

  quattro

DIRITTO DI RESISTENZA

Solidarieta’ ai no tav arrestati e ai movimenti per il diritto all’abitare

 Circa 600 imputati, più di un migliaio di indagati, decine di persone sottoposte a varie restrizioni (obbligo o divieto di dimora, foglio di via), multe da centinaia di migliaia di euro, un processo contro 53 no tav condotto in un’aula bunker, diversi compagni da mesi agli arresti domiciliari. In questi numeri si può leggere l’accanimento repressivo contro il movimento no tav. Nella crociata condotta dalla Procura di Torino si è aggiunto lo scorso agosto un nuovo capitolo: attivisti no tav indagati per “attentato con finalità di terrorismo” – e sottoposti per questo a misure restrittive – per una delle tante passeggiate di lotta contro il cantiere di Chiomonte.

 Dopo mesi di criminalizzazione mediatica, arriviamo al 9 dicembre, quando quattro notav(Chiara, Mattia, Claudio e Niccolò) vengono arrestati su mandato della Procura di Torino perché accusati di aver partecipato ad un’azione contro il cantiere avvenuta nella notte fra il 13 e il 14 maggio. Un’azione che, come già accaduto nelle pratiche del movimento, aveva danneggiato alcune attrezzature del cantiere. Per la Procura di Torino si tratta di “attentato con finalità di terrorismo”. Per il movimento no tav di diritto alla resistenza .

 In questo tentativo di attaccare frontalmente il movimento no tav si sperimentano dei modelli che potranno essere applicati in futuro ad ogni forma di dissenso reale. Lo dimostrano gli arresti scattati all’alba di giovedi 13 febbraio effettuati dalla Digos contro compagni molto noti nei movimenti sociali e per il diritto all’abitare a Roma.

 Per rispondere a questa ondata repressiva il Movimento NO TAV  ha convocato per il 22 febbraio una giornata nazionale di mobilitazione e di lotta ognuno nel proprio territorio  ” a tutte quelle realtà che resistono e si battono contro lo spreco delle risorse pubbliche, contro la devastazione del territorio, per il diritto alla casa, per un lavoro dignitoso, sicuro e adeguatamente retribuito. Una mobilitazione comune in solidarietà ai compagni di lotta incarcerati, ai compagni di lotta già condannati, a quella innumerevole schiera di resistenti che ancora deve affrontare il giudizio per aver difeso i beni comuni, una giornata di lotta alla quale seguirà il 14 e 15 marzo un appuntamento a Roma per la difesa e la legittimità delle lotte sociali”.

 Di fatto il Diritto alla Resistenza del Movimento No Tav viene in queste ore rivendicato da migliaia di persone che in tutta Italia , ( ma non solo ) hanno ( e stanno ) contribuendo alla raccolta fondi a favore dei no tav che in sole tre settimane ha superato quota 250.000 euro.

 IL 22 FEBBRAIO SAREMO IN PIAZZA ANCHE NOI

-contro lo spreco delle risorse pubbliche

-contro la devastazione del territorio

-contro il delirante utilizzo delle leggi da parte della procura e della magistratura torinese nei confronti dei NoTav

-in solidarietà a Chiara, Mattia, Claudio e Nico e a tutti quelli che devono affrontare il giudizio per aver difeso i beni comuni

-in difesa del diritto naturale e costituzionale di opporsi alle scelte governative che riteniamo sbagliate

Ascolta Alberto Perino storico attivista del Movimento No Tav sulla giornata del 22 febbraio

Ascolta Claudio Novaro avvocato di Chiara, Mattia, Claudio e Nico sulla surreale accusa di terrorismo nei confronti del Movimento No Tav

APPELLO DAI FAMILIARI DI CHIARA, CLAUDIO, MATTIA E NICCOLO’

nico

I familiari di Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò

In queste settimane avete sentito parlare di loro. Sono le persone arrestate il 9 dicembre con l’accusa, tutta da dimostrare, di aver assaltato il cantiere Tav di Chiomonte. In quell’assalto è stato danneggiato un compressore, non c’è stato un solo ferito. Ma l’accusa è di terrorismo perché “in quel contesto” e con le loro azioni presunte “avrebbero potuto” creare panico nella popolazione e un grave danno al Paese. Quale? Un danno d’immagine. Ripetiamo: d’immagine. L’accusa si basa sulla potenzialità di quei comportamenti, ma non esistendo nel nostro ordinamento il reato di terrorismo colposo, l’imputazione è quella di terrorismo vero e volontario. Quello, per intenderci, a cui la memoria di tutti corre spontanea: le stragi degli anni 70 e 80, le bombe sui treni e nelle piazze e, di recente, in aeroporti, metropolitane, grattacieli. Il terrorismo contro persone ignare e inconsapevoli, che uccideva, che, appunto, terrorizzava l’intera popolazione. Al contrario i nostri figli, fratelli, sorelle hanno sempre avuto rispetto della vita degli altri. Sono persone generose, hanno idee, vogliono un mondo migliore e lottano per averlo. Si sono battuti contro ogni forma di razzismo, denunciando gli orrori nei Cie, per cui oggi ci si indigna, prima ancora che li scoprissero organi di stampa e opinione pubblica. Hanno creato spazi e momenti di confronto. Hanno scelto di difendere la vita di un territorio, non di terrorizzarne la popolazione. Tutti i valsusini ve lo diranno, come stanno continuando a fare attraverso i loro siti. E’ forse questa la popolazione che sarebbe terrorizzata? E può un compressore incendiato creare un grave danno al Paese?

Le persone arrestate stanno pagando lo scotto di un Paese in crisi di credibilità. Ed ecco allora che diventano all’improvviso terroristi per danno d’immagine con le stesse pene, pesantissime, di chi ha ucciso, di chi voleva uccidere. E’ un passaggio inaccettabile in una democrazia. Se vincesse questa tesi, da domani, chiunque contesterà una scelta fatta dall’alto potrebbe essere accusato delle stesse cose perché, in teoria, potrebbe mettere in cattiva luce il Paese, potrebbe essere accusato di provocare, potenzialmente, un danno d’immagine. E’ la libertà di tutti che è in pericolo. E non è una libertà da dare per scontata.

Per il reato di terrorismo non sono previsti gli arresti domiciliari ma la detenzione in regime di alta sicurezza che comporta l’isolamento, due ore d’aria al giorno, quattro ore di colloqui al mese. Le lettere tutte controllate, inviate alla procura, protocollate, arrivano a loro e a noi con estrema lentezza, oppure non arrivano affatto. Ora sono stati trasferiti in un altro carcere di Alta Sorveglianza, lontano dalla loro città di origine. Una distanza che li separa ancora di più dagli affetti delle loro famiglie e dei loro cari, con ulteriori incomprensibili vessazioni come la sospensione dei colloqui, il divieto di incontro e in alcuni casi l’isolamento totale. Tutto questo prima ancora di un processo, perché sono “pericolosi” grazie a un’interpretazione giudiziaria che non trova riscontro nei fatti.

Questa lettera si rivolge:

Ai giornali, alle Tv, ai mass media, perché recuperino il loro compito di informare, perché valutino tutti gli aspetti, perché trobino il coraggio di indignarsi di fronte al paradosso di una persona che rischia una condanna durissima non per aver trucidato qualcuno ma perché, secondo l’accusa, avrebbe danneggiato una macchina o sarebbe stato presente quando è stato fatto..

Agli intellettuali, perché facciano sentire la loro voce. Perché agiscano prima che il nostro Paese diventi un posto invivibile in cui chi si oppone, chi pensa che una grande opera debba servire ai cittadini e non a racimolare qualche spicciolo dall’Ue, sia considerato una ricchezza e non un terrorista.

Alla società intera e in particolare alle famiglie come le nostre che stanno crescendo con grande preoccupazione e fatica i propri figli in questo Paese, insegnando loro a non voltare lo sguardo, a restare vicini a chi è nel giusto e ha bisogno di noi.

Grazie

I familiari di Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò

LTF NON CI FA PAURA

colpevoli

Non abbiamo parole per descrivere quanto stiamo provando tutti e tutte. Abbiamo raggiunto oggi la cifra alla quale Alberto, Loredana e Giorgio erano stati condannati a pagare perchè colpevoli di difendere la nostra terra.

Avevamo chiesto appoggio e solidarietà concreta ai notav di tutta Italia e la risposta è stata incredibile. Un gesto di cuore che dimostra chi è più forte: non bastano le condanne, le manette, le prigioni a piegare il nostro spirito combattiv; abbiamo fatto diventare un bonifico un atto di resistenza!

Ci batteremo in ogni modo per farla trovare lunga ad Ltf a cominciare dal processo, imbastito ad arte solo per arrivare a questa condanna con l’idea di spaventarci e piegarci uno per volta. Così non è stato ed ora proseguiamo con la campagna di raccolta fondi per le spese legali e per il sostegno ai NO TAV incarcerati e colpiti da misure restrittive.

Ci attrezziamo per resistere un minuto più di loro.

( La situazione alle 16:30 di oggi, 11 febbraio, è la seguente: 220.786,8 euro)

NO TAV : VERSO LA MOBILITAZIONE NAZIONALE DEL #22F

ingiustizia

Circa 600 imputati, più di un migliaio di indagati, decine di persone sottoposte a varie restrizioni (obbligo o divieto di dimora, foglio di via), multe da centinaia di migliaia di euro, un processo contro 53 no tav condotto in un’aula bunker, diversi compagni da
mesi agli arresti domiciliari. In questi numeri si può leggere l’accanimento repressivo contro il movimento no tav. Nella crociata condotta dalla Procura di Torino si è aggiunto lo scorso agosto un nuovo capitolo: attivisti no tav indagati per “attentato con finalità di terrorismo” – e sottoposti per questo a misure restrittive – per una delle tante passeggiate di lotta contro il cantiere di Chiomonte.

Dopo mesi di criminalizzazione mediatica, arriviamo al 9 dicembre, quando quattro notav(Chiara, Mattia, Claudio e Niccolò) vengono arrestati su mandato della Procura di Torino perché accusati di aver partecipato ad un’azione contro il cantiere avvenuta nella notte fra il 13 e il 14 maggio. Un’azione che, come già accaduto nelle pratiche del nostro movimento, aveva danneggiato alcune attrezzature del cantiere. Per la Procura di Torino si tratta di “attentato con finalità di terrorismo”. Per il movimento no tav di diritto alla resistenza .

L’accusa di “terrorismo” comporta delle pene molto pesanti. Ma nell’inchiesta della Procura torinese si va ben oltre: vengono utilizzati per la prima volta in Italia articoli che definiscono “terrorista” qualsiasi forma di resistenza a quanto deciso dai poteri economici e politici. Ogni imposizione dello Stato, secondo i Pm Rinaudo e Padalino, ammette tutt’al più la lamentela, ma non l’opposizione attiva. Insomma, in questo tentativo di attaccare frontalmente il movimento no tav si sperimentano dei modelli che potranno essere applicati in futuro ad ogni forma di dissenso reale.

Per rispondere a questa ondata repressiva il Movimento NO TAV , tramite comunicato stampa diffuso dal Coordinamento dei Comitati No Tav della Val di Susa ha convocato per il 22 febbraio una giornata nazionale di mobilitazione e di lotta ognuno nel proprio territorio  ” a tutte quelle realtà che resistono e si battono contro lo spreco delle risorse pubbliche, contro la devastazione del territorio, per il diritto alla casa, per un lavoro dignitoso, sicuro e adeguatamente retribuito. Una mobilitazione comune in solidarietà ai compagni di lotta incarcerati, ai compagni di lotta già condannati, a quella innumerevole schiera di resistenti che ancora deve affrontare il giudizio per aver difeso i beni comuni, una giornata di lotta alla quale seguirà nella metà di marzo un appuntamento a Roma per la difesa e la legittimità delle lotte sociali”.

Sentiamo Lele Rizzo del Comitato popolare di lotta e del Centro Sociale Askatasuna di Torino sull’importanza della mobilitazione del 22 febbraio

Mentre in Val di Susa andranno al cantiere di Chiomonte a Torino nella mattina del 22 febbraio si svolgeranno numerose piazze tematiche mentre al pomeriggio ci sara’ una manifestazione di movimento. Sentiamo Dana del CS Askatasuna di Torino

22-febbraio

Nell’appello si legge anche ” In preparazione della giornata di lotta si invita ad effettuare assemblee sui territori per sensibilizzare la popolazione sia su questi temi sia sui progetti che si contrastano”. Tante quindi le assemblee in programma nei prossimi giorni e tante quelle che si sono gia’ svolte.

TERZO VALICO

I No Tav Terzo Valico si trovano al presidio di Pozzolo Loc. Brusadini per una polentata alle 12.30 e poi alle 15.00 passeggiata fino al cantiere aperto presso la cascina Romanellotta  dove sono iniziati i lavori preparatori per realizzare quella che dovrebbe essere la cava piu’ estesa di tutta la linea con superficie equivalente a 160 campi di calcio dove verranno estratti 2 milioni di metri cubi di ghiaia che sarà sostituita con altrettanti metri cubi di materiale inquinante. A Genova l’appuntamento è alle 15.00 in Piazza San Lorenzo

Sentiamo Claudio di No Tav  Terzo Valico

BRESCIA

I no tav bresciani si sono riuniti in assemblea popolare lunedi 10 febbraio presso la Palestra Popolare Antirazzista di via Nullo 12 . No Tav bs invita tutti e tutte a una mobilitazione cittadina :- per rispondere all’appello del movimento No Tav in vista del 22 febbraio e dar vita a una giornata di mobilitazione nei territori
– per continuare nella costruzione di un percorso collettivo verso l’unita’ delle lotte
– per respingere con forza la criminalizzazione e la repressione delle lotte sociali
– per fermare il biocidio in atto a Brescia e nella sua provincia, che mina ogni possibilità di costruire un futuro per tutti noi
– per ribadire con forza il diritto naturale e costituzionale a resistere e ad opporsi alle scelte governative che tengono solo conto degli interessi delle lobby, delle banche e delle mafie a danno della popolazione
PER UNA SOLA GRANDE OPERA: CASA, SALUTE E REDDITO PER TUTTI! Sabato 22 febbraio il ritrovo è per le 15.00 nel piazzale della Stazione Ferroviaria
Sentiamo Roberto Saleri  di No Tav Brescia

TRENTO

I No Tav del trentino si sono trovati lunedi 10 febbraio presso la Sala Circoscrizionale di via Perini a Trento. Sono intervenuti gli avvocati dei No Tav in carcere. Si è trattato di un incontro importante perché, oltre ad esprimere solidarietà ai no tav colpiti dalla repressione, è servito anche per rilanciare l’opposizione al TAV in Trentino, visto che il Consiglio provinciale del 29 gennaio, con una percentuale bulgara, si è espresso a favore dell’opera. La tratta Verona – Monaco ha in progetto un buco lungo 55 km attraverso il Brennero.
Massimo No tav Trentino Ascolta

A Trento l’appuntamento per sabato 22 è alle 15.00 in Piazza Dante

Sentiamo Federica di No Tav  Trento

MILANO

Milano l’assemblea si è tenuta ieri sera presso il Cox 18. Presenti tutte le realta’ di movimento milanesi. In definizione l’organizzazione di una manifestazione che sappia intrecciarsi anche con le lotte a difesa del territorio in corso da settimane .  Macho di ZAM Ascolta

FIRENZE

A Firenze le assemblee organizzative si svolgono presso gli Spazi Liberati, aggregazione sociale composta da tante realta’ del territorio. Anche qui si va verso l’organizzazione di una manifestazione cittadina  che sappia parlare al territorio e quindi dire no allla privatizzazione del servizio pubblico locale, no all’inceneritore , no alla galleria di 7 km della TAV che passa sotto la citta’.Laura di Spazi Liberati   Ascolta

Tanti quindi gli appuntamenti in via di definizione per il 22 febbraio cosi’ come tanti altri sono gia’ definiti :

TRIESTE : ore 16 Piazza Hortis corteo promosso da “NOTAV TRIESTE
inquisiti e solidali”

RAVENNA – Ore 9:30- Corteo “NO TAV” – Partenza P. za Gandhi (Porta Adriana)

ROMA  corteo in ricordo di Valerio Verbano ore 17 via Monte Bianco

VENETO http://www.eco-magazine.info/eco-news/4007/il-veneto-affoga-nel-cemento-30n-proclama-due-giornate-di-mobilitazione-venerdi-21-e-sabato-22-febbraio.html

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MOBILITA’ SOSTENIBILE PER TUTTI

PROTESTA PENDOLARI

Una decina di pendolari ha deciso di occupare i binari della stazione di Treviglio per protestare contro la cancellazione del treno “Verona-Milano” che ferma a Romano di Lombardia alle 8.03. E’ il treno più usato da lavoratori e studenti. L’avviso di cancellazione è stato comunicato solo 15 minuti prima, causando non pochi disagi alle persone in attesa di raggiungere il posto di lavoro o l’università.

I pendolari sono stati costretti a salire sul “Brescia-Sesto San Giovanni” delle 8.15, giunto a Romano con sole tre carrozze e già pieno. Molte persone non sono riuscite nemmeno a salire perché i convogli erano completamente intasati, con gente ammassata in piedi. Alla stazione di Treviglio, per protesta, una decina di persone hanno occupato i binari bloccando il treno per circa trenta minuti. Il personale delle Ferrovie dello Stato ha avvertito le forze dell’ordine. Sul posto sono giunti carabinieri, che hanno ristabilito la calma. Di fronte alle proteste degli altri pendolari, rimasti sul treno, i manifestanti hanno deciso di liberare i binari. La situazione è però sempre più tesa. Lavoratori e studenti non riescono più a sostenere il viaggio quotidiano verso Milano in condizioni così precarie.

Che risposte si possono dare per evitare che anche il ” diritto alla mobilta” diventi l’ennesima guerra tra poveri, tra chi viaggia per raggiungere il posto di lavoro o di studio e chi sul treno o in stazione sta’ gia’ lavorando?

In questi giorni abbiamo letto e ascoltato le dichiarazioni di Rifondazione e Legambiente sulla questione TAV Brescia – Verona. Contrari all’Alta Velocità e all’attuale percorso, chiedono e sostengono come opzione alternativa il quadruplicamento in sede della linea storica per rispondere alle esigenze di mobilità del nostro territorio, per contenere i costi di realizzazione ed evitare un maggiore consumo di suolo. Su questa proposta ci pare interessante intervenire, aldilà dei dati tecnici, per fare alcune considerazioni di carattere politico e per sollecitare un dibattito con queste componenti con cui condividiamo la battaglia contro il sistema delle grandi opere.

La prima considerazione parte dalla natura di queste grandi opere. Esse rappresentano la concretezza dei meccanismi economici speculativi legati ai profitti della rendita finanziaria e alla concentrazione di enormi capitali nelle mani di quelle lobby economiche, che di fatto monopolizzano anche la vita politica di questo paese (la vicenda Imu – Bankitalia è solo l’ultimo capitolo di questa storia). In questo senso, quindi, le grandi opere non possono e non devono semplicemente essere considerate come singoli progetti più o meno impattanti, più o meno realizzabili tecnicamente. Ma bensì rappresentano un meccanismo di espropriazione diretta della ricchezza a favore dei grandi capitali finanziari, che in maniera oramai feudale dominano e consumano le risorse di ogni territorio (questo vale sia che si tratti di una ferrovia, sia che si tratti di un’autostrada o di un grande evento come Expo o una qualche grande manifestazione sportiva).

Proprio per questo ci pare troppo limitante ridurre l’opposizione al Tav a Brescia alla richiesta di un quadruplicamento della linea Brescia – Verona. Lasciando per un momento stare la questione dei tagli a servizi fondamentali come sanità, istruzione, ricerca, welfare, cura del territorio, bonifiche, ecc., sono anni ormai che assistiamo alla dismissione del trasporto locale, regionale e finanche di quei treni a lunga percorrenza che connettevano il Nord e il Sud della penisola con il resto d’Europa (vedi la fine degli intercity notturni e dei regionali veloci Milano – Venezia). Sempre più numerose corse sono state soppresse, le tariffe aumentano e tutto ciò non è altro che la diretta conseguenza dell’avvento dell’alta velocità e della privatizzazione di Trenitalia. Ormai evitare di viaggiare su treni sovraffollati, sporchi e in ritardo è diventato un bene di lusso.

Il diritto alla mobilità è un diritto fondamentale della persona. Oggi più che mai, in città soffocate dal traffico, pensare e riprogettare la mobilità in chiave sostenibile diventa centrale: dalla riduzione del traffico pesante (che può avvenire solo attraverso la rilocalizzazione dei sistemi produttivi e lo spegnimento di tutti quegli impianti industriali inutili e sovrastimati, vedi, ad esempio, cementifici, acciaierie e inceneritori) a nuovi sistemi di mobilità collettiva ed accessibile. Ma sappiamo bene che questa ristrutturazione non può essere lasciata allo stesso mercato che oggi ci impone le grandi opere come destino ineludibile. Un processo che deve per forza di cose parlare il lessico dei beni comuni, della progettazione partecipata e della cooperazione sociale, tenendo ben lontano il dogma del profitto a tutti i costi e ogni fondamentalismo sviluppista (quello che sta dietro ad espressioni del tipo “Ma qualcosa bisognerà pur fare”, “non si può tornare al passato”, ecc.).

Per questo motivo ci sentiamo di rilanciare in questa maniera … altro che quadruplicamento della linea, mobilità sostenibile e accessibile per tutti!

#10febbraio – ASSEMBLEA PUBBLICA NO TAV: verso il 22 febbraio!

LUNEDI 10 FEBBRAIO ORE 21.00
PALESTRA POPOLARE ANTIRAZZISTA
VIA NULLO 12 – BRESCIA

Il 22 febbraio è stata lanciata dal Movimento NoTav una giornata di mobilitazione e lotta dislocata ognuno nel proprio territorio. Il lancio di questa data è stato indetto dalla necessità di rispondere alla gravissima situazione giuridica che si è venuta a creare con gli ultimi arresti e alla fantasiosa accusa di “terrorismo” formulata dalla procura di Torino. Questa forzatura giuridica rappresenta l’ultimo vergognoso tentativo di reprimere un movimento sociale che, in vent’anni di lotta, ha saputo produrre un’eccezionale patrimonio di saperi, di esperienze e di pratiche, trasformandolo di fatto in uno dei simboli della resistenza e della lotta contro le politiche di austerità. Una minaccia, quella contenuta in questo teorema giudiziario, che riguarda tutte le lotte sociali che in Italia contestano e si oppongono alle imposizioni del governo.

Come collettività di persone, in questi mesi, ci siamo mossi per tentare di contrastare la costruzione del TAV a Brescia, l’ennesima inutile grande opera che inciderà sul martoriato territorio bresciano. Un’opera, non ci stancheremo mai di denunciarlo, che è lontanissima da un qualsivoglia criterio di gestione sostenibile della mobilità, così come viene rappresentata da tutte quelle lobby economiche e forze politiche (sindaco di Brescia compreso) che ne sostengono la realizzazione. Ma bensì, rappresenta un enorme spreco di risorse pubbliche utilizzabili diversamente e, probabilmente, una delle più micidiali truffe organizzate nella storia recente di questo Paese, confezionataci direttamente dai soliti inciuci tra partiti, mafie e lobby economiche. Basti pensare alle vicende giudiziarie (corruzione, associazione a delinquere, smaltimenti illeciti) che coinvolgono Italferr, la ditta che ha in carico la progettazione e la realizzazione delle tratte bresciane, e le intercettazioni telefoniche che hanno portato all’arresto di uno dei boss dei rifiuti lombardi, Locatelli, già pronto a sotterrare scorie e veleni nei cantieri della tratta Treviglio – Brescia. Ultima, ma non meno importante, la costruzione del Tav rappresenta l’ennesima occasione per creare nuove povertà attraverso espropri, cantieri decennali, consumo di suolo e devastazione ambientale.

Per questa ragione, insieme a decine di migliaia di persone, abbiamo attraversato Roma il 19 ottobre, togliendo l’ultima maschera al sistema delle grandi opere e dei grandi eventi. Questi si sono rivelati nient’altro che una delle espressioni di quella “dittatura della finanza” che, anche attraverso le politiche di austerità, sta facendo pagare direttamente a tutti noi il dramma della crisi. Un sistema che arricchisce enormemente alcune, sempre più esigue, minoranze e, di fatto, toglie le basi materiali per condurre una vita dignitosa a fasce sempre più vaste di popolazione. Welfare, casa, sanità, istruzione, mobilità locale, bonifiche ambientali (ecc.) vengono relegate, ormai da anni, ad ultima voce di spesa nelle agende dei governi delle “larghe intese”.

Lo spirito di unità e determinazione percepito a seguito di quel corteo, ci ha fatto accogliere con entusiasmo l’importante data di mobilitazione del 20 gennaio a Brescia, dove lotte solo apparentemente lontane hanno saputo fare fronte comune e trovare reciprocamente forza nel sostenere le proprie vertenze. Ed è proprio a partire dalla forza e dallo spirito percepiti in questa data che vorremmo dar vita ad un’altra giornata di lotta che denunci lo spreco di denaro pubblico e la devastazione che le grandi opere rappresentano per la nostra città e il suo territorio.

 Invitiamo quindi tutti e tutte a dar vita un’assemblea cittadina :

– per rispondere all’appello del movimento No Tav e dar vita a una giornata di mobilitazione nei territori

– per continuare nella costruzione di un percorso collettivo verso l’unita’ delle lotte

– per respingere con forza la criminalizzazione e la repressione delle lotte sociali

– per fermare il biocidio in atto a Brescia e nella sua provincia, che mina ogni possibilità di costruire un futuro per tutti noi

– per ribadire con forza il diritto naturale e costituzionale a resistere e ad opporsi alle scelte governative che tengono solo conto degli interessi delle lobby, delle banche e delle mafie a danno della popolazione

PER UNA SOLA GRANDE OPERA: CASA, SALUTE E REDDITO PER TUTTI!

No Tav Brescia

Qui il link dell’evento facebook: https://www.facebook.com/events/647864728588353/?ref=22

APERITIVO RACCOLTA FONDI PER LA VAL SUSA: TERRORISTA è LO STATO

Leggiamo in questi giorni l’appello di appoggio e solidarietà mandato dalla Val Susa riguardo l’aiuto concreto che serve per affrontare il risarcimento di 214.180,40 euro a Ltf per aver ostacolato i sondaggi della ferrovia Torino- Lione, pena palesemente usata al fine di stroncare la lotta NO TAV sulla quale già gravano ingenti spese per sostenere le difese legali.

Con molta umiltà, ma altrettanta dignità e fiducia, dalla Valle chiedono quindi a tutti di dare un concreto appoggio aiutandoli economicamente, ed è per questo che abbiamo deciso di raccogliere fondi anche nella nostra città e provincia da mandare per sostenere la lotta!

Anche a Brescia, come in tutta Italia , parte quindi la campagna di raccolta fondi in solidarietà alla lotta della Val di Susa.

Vi invitiamo DOMENICA 9 FEBBRAIO alle ore 19,00 a partecipare all’aperitivo di raccolta fondi presso ”La Zona” in via San Francesco d’Assisi a Collebeato (Bs)

Qui l’evento facebook della serata a Collebeato: https://www.facebook.com/events/646531748747554/

Per gli altri punti di raccolta fondi da Brescia visitate questa pagina!

Chi tocca uno tocca tutti e Alberto, Loredana e Giorgio non saranno soli, ma sostenuti da un popolo intero!

#7febbraio – Contro l’imposizione di nocività: confronto tra esperienze di lotta a Ivrea

Una sempre meno riconosciuta ragione di Stato cerca di farsi forte con ogni mezzo sulla comunità valsusina in lotta. All’auto organizzazione, alle esperienze di condivisione e alla solidarietà vengono contrapposte le più svariate misure repressive.

I tentacoli della piovra devastatrice di territori sempre più spesso incontrano l’opposizione di chi quei territori li vive. Un’opposizione che, in molti casi, si deve dotare di strumenti indipendenti dalla rappresentanza politica, troppo spesso affiancata agli interessi economici.

Dal progetto per l’alta velocità in Val Susa alle antenne militari di Niscemi, dall’inceneritore di Brescia – il più grande d’Europa – fino ad arrivare al pirogassificatore di Borgofranco non si contano le nocività che industriali e politicanti cercano di imporci.

Resistere a queste nocività, insieme, significa a volte iniziare a costruire qualcosa di diverso.

L’appuntamento è per venerdì 7 febbraio alle ore 21:00 alla Sala di Santa Marta ad Ivrea.

Alla serata parteciperanno Comitato No Tav Brescia, Rete Antinocività Bresciana e Radio Onda d’Urto, insieme a un compagno del comitato No Tav dell’Alta Valle di Susa.

La serata è organizzata da Individualità contro il pirogassificatore Alpi Libere.

ivrea1

 

ivrea2

ivrea3

 

ivrea4

ivrea5

 

ivrea6

 

 

 

 

 

NON SI E’ FATTO MALE NESSUNO. I RAGAZZI SONO IN PALESTRA

Scuola caduta calcinacci

“Non si è fatto male nessuno. I ragazzi sono in palestra”. Un biglietto attaccato in fretta e furia davanti alla scuola media di Sarezzo, per tranquillizzare le mamme, arrivate in massa alla scuola  media Giorgio La Pira di Sarezzo dopo aver saputo del crollo della soffitta in una classe durante l’orario di lezione. Solo la prontezza di riflessi dell’insegnante, che ha invitato gli alunni a mettersi sotto i banchi,  ha evitato la tragedia per quello che inizialmente era stato percepito come un terremoto. Dal soffitto si sono infatti staccati non solo calcinacci ma anche mattoni di grosse dimensioni.
Erano circa le dieci quando all’interno della classe Terza C, situata al primo piano dell’istituto, l’insegnante di lettere Patrizia Augugliaro ha sentito un leggero scricchiolio provenire dal soffitto vicino alla porta di ingresso dell’aula.
L’insegnante in un attimo ha chiesto ai ragazzi di ripararsi sotto i banchi, seguendo il protocollo previsto in caso di sisma. Qualche istante dopo una parte del soffitto è crollato: l’intonaco e parte del laterizio di una soletta hanno avuto un cedimento e del calcinaccio accompagnato da qualche mattone è caduto nell’aula.
Nessun ferito, nemmeno un graffio ai danni dei giovanissimi studenti perché il cedimento è avvenuto vicino alla porta d’ingresso, lontano dai banchi, dalla cattedra e dagli studenti. La classe è stata subito raccolta nel corridoio, mentre è stato attivato il piano di evacuazione e i 469 ragazzi hanno raggiunto la palestra dell’istituto.

E’ andata bene. Non sempre è stato cosi’. L’8 gennaio scorso uno studente di 17 anni è morto dopo essere precipitato nel vuoto in un pozzo luce che si trova all’interno dell’area adibita all’ educazione fisica della succursale del liceo scientifico `De Giorgi´ a Lecce. Il ragazzo avrebbe fatto un volo di una decina di metri, colpa di una griglia che all’improvviso ha ceduto facendolo precipitare giù .

Proprio pochi giorni fa il Rapporto ” Ecosistema scuola ” redatto da Legambiente fotografava una situazione a dir poco allarmante per le scuole italiane. Edifici vecchi, poco sicuri, in alcuni casi senza permessi ed esposti in aree a rischio. Il report – che prende in esame 94 capoluoghi e le scuole dell’infanzia, elementari e medie – segnala  “ancora troppi gli edifici vecchi, privi di sicurezza: oltre il 60% delle scuole sono state costruite prima del 1974, il 37,6% ha bisogno di interventi di manutenzione urgente, il 38,4% si trova in aree a rischio sismico, il 40% sono prive del certificato di agibilità, e il 60% non ha il certificato di prevenzione incendi“.

In tutto Legambiente ha preso in esame 5.301 edifici scolastici, di questi il 4,8% è stato costruito tra il 2001 e il 2002 e “solo lo 0,6% è stato edificato con criteri di bioedilizia (12 comuni hanno investito in questo settore)”. Solo l’8,8% è stato costruito con criteri antisismici. La verifica di vulnerabilità sismica è stata realizzata “solo sul 27,3% degli edifici”. E “nei comuni che si trovano in area a rischio sismico e idrogeologico” è stata fatta “solo per il 21,1% degli edifici”. Nel 2012 l’investimento medio per la manutenzione straordinaria ad edificio scolastico è stato di 30, 345 euro ( 30 euro ???? ).

Ancora oggi non esiste un monitoraggio sistematico dello stato di sicurezza delle scuole italiane. Famiglie e studenti sono ancora in attesa dell’ anagrafe dell’edilizia scolastica, attesa dal 1996, anno dell’entrata in vigore della legge 23 che la istituiva . Bisogna inoltre che venga data la possibilità agli enti locali di operare in deroga al Patto di Stabilità per investire sulla messa in sicurezza.

Il Ministero ha recentemente stanziato 300 milioni per l’edilizia scolastica con il “Decreto del Fare” e con il decreto “Mille proroghe” ci sono 700 milioni di fondi europei per il Sud inutilizzati e usabili per le scuole di Campania, Calabria, Puglia e Sicilia. Ma per mettere in sicurezza le nostre scuole servono 12 miliardi. La TAV in Val di Susa ha un costo stimato tra i 17 e i 35 miliardi di euro ( a seconda delle fonti…  . Sarebbero utilissimi per mettere a punto  un vero e proprio piano di prevenzione e messa in sicurezza degli edifici, creando in modo capillare economia locale e per orientare la nostra forte industria dell’edilizia verso la riqualificazione ambientale e antisismica.

Purtroppo l’intelligenza e le buone pratiche virtuose non appartengono a questa classe politica.

L’UNICA VERA GRANDE OPERA CASA REDDITO SALUTE

 

BRE-BE-MI: un fallimento preannunciato stile “grandi opere inutili”

E’ di oggi la notizia che la Bre-Be-Mi, uno dei cavalli di battaglia delle grandi opere inutile stile alta velocità, per ora non prevede distributori sul suo tracciato.

1546245_785858151427742_409343403_n

Oltre ad essere un ecomostro, un magazzino di veleni ed un generatore di debito pubblico è anche un fallimento preannunciato. Infatti nessun petroliere per ora, nonostante l’apertura della nuova strada sia prevista per il 1° luglio, si è sentito al sicuro per investire aprendovi una pompa di benzina.

Anche la terza gara pubblica per l’assegnazione del servizio carburanti nelle due stazioni di servizio che saranno realizzate a Caravaggio è andata quindi deserta. Per le altre due stazioni, previste nel Bresciano, non sono state ancora indette gare per l’assegnazione dei relativi servizi. Il motivo consiste proprio nelle difficoltà che la società Brebemi sta incontrando per far entrare in funzione le stazioni di Caravaggio.

Questa però è solo un punto di vista dell’accaduto.

Dall’altra parte questo potrebbe essere solo la prima di tante conferme della totale inutilità di questa autostrada. Ovviamente inutilità che riguarda chi ogni giorno percorre le provincie di Brescia, Bergamo e Milano. Inutilità che si trasforma ben presto in utilità per chi con il cemento riesce a muovere grandi capitali. E per la Brebemi parliamo di veri e propri colossi della finanza italiana chiamati a investire i propri capitali per l’opera: Intesa San Paolo, Banca innovazione infrastrutture e sviluppo (sempre gruppo San Paolo), Ubi, Banco di Brescia, Credito Bergamasco, Banca di credito cooperativo di Treviglioa, Unicredit, Monte Paschi Siena, Ubi, Credito bergamasco e la pubblica Cassa depositi e prestiti.

A gestirla saranno invece Autostrade Lombarde SpA, azienda che ha come soci Autostrada Brescia-Verona-Vicenza-Padova, Autostrade Centropadane, Milano Serravalle – Milano Tangenziali, il colosso della public utility lombarda A2A, associazioni industriali, camere di commercio ed enti locali.

I casi allora sono due: o il mercato non crede a questo investimento e allo sviluppo della mobilità su strada, o la Brebemi ha talmente bisogno di soldi, per ripagare i debiti generati dai costi di costruzione che ha tenuto altissime le commission fee e le royalties sul carburante al punto da scoraggiare tutti i colossi petroliferi.

Ricordiamo inoltre che se la nuova autostrada aprirà a luglio, il collegamento finale con la tangenziale di Milano, tra Segrate e Melzo, non sarà pronto. Questo comporterà un notevole rallentamento del traffico, tanto da far perdere l’unico vantaggio che pare avere quest’opera: arrivare da Brescia a Milano solo 5 minuti prima!

A quanto pare o per guadagnare qualche minuto di tempo (ricordiamo che il guadagno di tempo nella costruzione del lotto di alta velocità tra Treviglio e Brescia è stimato a poco più di 10 minuti) c’è davvero chi crede che l’inquinamento, la distruzione delle nostre case, terre e terreni sia un giusto prezzo da pagare, o anche qui per l’interesse di pochi si mette a rischio il futuro di tutti.

Il fallimento è preannunciato, con la speranza però che questo ci serva per non permettere un altro scempio per il nostro territorio!