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LA REPRESSIONE CREA SOLO SOLIDARIETA’: iniziamo a dirvi grazie!

A ieri ci sono stati donati € 645,00.

UN ENORME GRAZIE a tutt* coloro che ci hanno aiutato finora! Grazie anche a chi non può donare, ma ci sostiene diffondendo l’appello e partecipando alle nostre iniziative.

LA REPRESSIONE CREA SOLO SOLIDARIETA’, NON CI SPAVENTANO I DASPO DEL PODESTA’!

La raccolta fondi con le libere donazioni all’iban che trovate nel volantino prosegue e ricordiamo anche la cena di sabato 9/02 Fagiolata NO TAV cena per le spese legali.

Prenotatevi entro il 7 febbraio chiamando il 3779533284.

#notav #notavbresciaverona #lonato #daspo #raccoltafondi #speselegali

9/2 fagiolata no tav di solidarietà a Lonato per le spese legali

Sabato 9 febbraio organizziamo una FAGIOLATA NO TAV, una cena per aiutare a sostenere le spese legali per i daspo dati dal comune di Lonato agli attivisti e alle attiviste per i fatti del 17 gennaio 2019.

Ricordiamo che in quella data un gruppo di attivist* ha partecipato pacificamente e silenziosamente ad un convegno organizzato da Coldiretti e Comune di Lonato esponendo solo uno striscione con scritto “Quale futuro? Quale agricoltura? Con il tav solo danni e spazzatura”. Tanto è bastato per scatenare l’Assessore exPugile Vanaria, che ci ha aggredito fisicamente e verbalmente. Ha disturbato lui il suo convegno, non di certo noi! Il podestà Tardani, ha pensato bene di firmare dei daspo contro gli/le attivisti/e e non contro il vero violento della serata, l’Assessore ExPugile Vanaria.
Abbiamo ricevuto tanto sostegno in questi giorni e ritrovarci in una cena è il modo migliore per dimostrare ancora una volta che la loro repressione genera solo solidarietà!

NOI SIAMO DALLA PARTE DEI TERRITORI, LORO DA QUELLA DEI POTERI FORTI!

MENU’ DELLA SERATA:
Antipasto con torte salate e pinzimonio con salse
Fagiolata nostrana con polenta
Formaggi locali con marmellate
Verdura cruda e cotta
Dolce
Bevande escluse
Euro 16 a persona.

Prenotare ENTRO IL 7 FEBBRAIO chiamando al 377 9533284. SOLO CHIAMATE, NON MESSAGGI SU WHATSAPP O MESSENGER.
#notavbresciaverona #notav #cena #cenasolidale #speselegali #daspo #lonato

I VERI FACINOROSI E INTOLLERANTI SIETE VOI!

La giunta leghista di #Lonato non conosce fine alla propria disonestà intellettuale.
La maggioranza ci accusa di essere dei “facinorosi” antidemocratici. Il riferimento è ancora alla nostra protesta dello scorso 17 gennaio in occasione dell’incontro con #Coldiretti.

Peccato che la giunta Tardani, con l’avvallo della polizia locale, continua a ripetere una versione completamente FALSA dei fatti. Mentono sapendo di mentire. Non ci stancheremo mai di ripetere che la nostra presenza nella sala inizialmente è stata pacifica e SILENZIOSA. Le tensioni si sono verificate a seguito delle provocazioni del podestà Tardani, degli esponenti di Coldiretti e dell’Assessore all'(In)sicurezza Vanaria, che ha perso addirittura il controllo e ci ha aggredito fisicamente.
Chi è davvero il facinoroso? Chi è davvero intollerante? Ad esempio chi firma 13 daspo con una ricostruzione assolutamente falsa dei fatti con l’intento (mancato) di intimidire?

Noi comunque abbiamo mantenuto la nostra parola e ci siamo mobilitati in occasione del consiglio comunale. Anche in quella sede la maggioranza leghista ha dimostrato totale disinteresse per il territorio e un atteggiamento da sceriffo.

L’Amministrazione ha ammesso di non sapere nulla di pià sul sequestro delle ex cave di Vezzola rispetto a quanto emerso sui giornali. Non si è preoccupata di acquisire documentazione o avere contatti con chi di dovere.

Non si sa cosa faranno gli amministratori nel caso in cui ci fossero delle conseguenze sul piano penale.

Peggio ancora la maggioranza si è nascosta dietro le decisioni calate dell’alto. Peccato che il comune di Lonato non abbia MAI fatto sentire la propria voce contro il #Tav e sia amministrato dalla Lega, che ora è pure al governo del paese.

Al temine della votazione del punto sette è esplosa la nostra giusta rabbia contro l’ipocrisia di un ceto politico che ci sta portando alla rovina. Una contestazione doverosa, seppure sciolta spontaneamente, che ha nuovamente sfidato qualunque divieto o intimidazione.

Cari leghisti, se il progetto sarà confermato, sarete i responsabili degli #espropri, dei danni ambientali e dello spreco di denaro pubblico dell’Alta Velocità. Insieme ovviamente al Movimento 5 Stelle, da cui ci si aspetta piena coerenza a quanto ha sempre sostenuto.

7 OTTOBRE: MARCIA NO TAV @ CALCINATO! FERMARLO TOCCA ANCORA A NOI!

INVITIAMO TUTTI E TUTTE A PARTECIPARE IL 7 OTTOBRE ALLA MARCIA NO TAV @ CALCINATO
CON RITROVO ALLE 14:00 A PONTE SAN MARCO (CALCINATO – BS) NEL PIAZZALE DELL’ORATORIO IN VIA DON ROVETTA 

PERCHE’ PARTECIPARE ALLA MARCIA NO TAV?

Da più di 20 anni la possibile costruzione del TAV Brescia-Verona pesa sui nostri territori e sulle persone che vivono sul tracciato di quest’ipotetico progetto.

Negli ultimi anni hanno iniziato a sbandierare che l’apertura dei cantieri era prossima, proponendo un progetto sempre più lontano dall’essere adeguato ai tempi nostri, dal momento che il progetto originario risale agli anni 90 e quindi a tempi con esigenze ben diverse da oggi, sia dal punto di vista economico che trasportistico.

A luglio 2017 è stato approvato un progetto definitivo, che di definitivo ha ben poco:
– manca un progetto per la partenza da Brescia;
– manca un progetto per l’arrivo a Verona;
– manca una valutazione di impatto ambientale (VIA) aggiornata;
– manca l’adeguamento alle norme antisismiche attuali;
– manca la possibilità di trasportare merci nonostante la linea sia chiamata Alta velocità/Alta capacità (i treni merci sono incompatibili per perso e per bassa velocità con il progetto TAV);
– manca la valutazione dei costi/benefici;
– manca la valutazione dell’opzione zero: come previsto dalle normative europee in tema di alta velocità, prima di costruire una nuova opera costosa e dannosa bisognerebbe riqualificare le linee ferroviarie presenti, ben lontane dal loro massimo potenziale d’utilizzo, garantendo così un servizio adeguato ed economicamente accessibile ad ogni fascia di popolazione.

La costruzione di questa tratta di TAV porterà nella nostra provincia centinaia di espropri di case e proprietà, disagi del traffico dovuti alla chiusura prolungata di vie principali per la viabilità urbana, perdite economiche per le attività limitrofe ai cantieri, svalutazioni delle case vicine ai cantieri, ma soprattutto anni di cantieri, con rumore, vibrazioni, polveri, mezzi pesanti ecc.

Ci domandiamo:
è mai possibile che una decisione così devastante, che segnerà indelebilmente il futuro della nostra provincia sia dal punto di vista paesaggistico e ambientale, sia da quello della viabilità interna, sia ancora da quello attinente all’inquinamento acustico ed elettromagnetico, possa essere presa nonostante siano tantissime le irregolarità procedurali e le mancanze tecniche del progetto stesso?
è mai possibile che le istituzioni non sentano il dovere di confrontarsi con la cittadinanza, valutando le reali necessità di chi abita queste terre?
è mai possibile che in una delle provincie più inquinate d’Italia venga data la priorità ad un’opera inutile anziché alle urgenti opere di bonifica dei territori dopo decenni di irresponsabili politiche industriali ed ambientali?

Siamo convinti, e lo ribadiamo da anni, che l’enormità di soldi investiti per questo progetto inutile e altamente dannoso, potrebbero essere reinvestiti per altri capitoli di spesa più vicini ai reali bisogni di chi vive questo paese: sanità, istruzione, pensioni, cultura, ricerca, mobilità sostenibile, ecc.

Questa linea ferroviaria costerà circa 80 milioni di euro a chilometro, mentre nel resto d’Europa, per tracciati simili spendono tra 6 e 16 milioni di euro a chilometro: CHI GUADAGNA REALMENTE DA QUESTE “GRANDI OPERE”? DOVE FINISCONO I FONDI PUBBLICI? QUANTO PESERA’ QUEST’OPERA SUL DEBITO PUBBLICO?

Per questi e tanti altri motivi continueremo a portare informazione e vi invitiamo a PARTECIPARE per costruire insieme una mobilitazione contro il TAV e decidere NOI dei nostri soldi pubblici e del futuro delle nostre terre.

Salviamo il nostro territorio da questo ennesimo scempio!

PARTECIPIAMO TUTTI E TUTTE PERCHE’ FERMARLO E’ ANCORA POSSIBILE E TOCCA A NOI!

#7ottobre #Calcinato #marcia #NOTAV #fermarloèpossibile #fermarlotoccaanoi

Quanto valgono gli espropri per Cepav 2?

Dopo quasi 6 mesi è giunta la risposta all’interrogazione, presentata dal consigliere Manuel Brusco, della Regione Veneto in merito al loro parere favorevole sul reitero dei vincoli d’esproprio per i terreni interessati dal passaggio del TAV Brescia – Verona. Il reitero è arrivato attraverso una delibera del Cipe che di fatto vincolerà per altri 6 anni i terreni da espropriare. In totale quindi questo vincolo urbanistico, che impedisce ai proprietari qualsiasi intervento sul proprio fondo (come ad esempio il semplice impianto di un vigneto), raggiungerà la durata record di 19 anni. Ovviamente nessun rimborso per chi sta subendo quest’ingiustizia in favore di un’opera dalla copertura finanziaria dubbia, la quale difficilmente vedrà mai un completamento. Un passaggio in questa risposta, però, è particolarmente significativo, riprendendo la delibera del Cipe:

“(…) che il soggetto aggiudicatore ha dichiarato che il valore delle aree oggetto di esproprio, valutato in sede di progettazione definitiva, è già compreso all’interno delle somme a disposizione del quadro economico e che l’importo – stimato in € 10.432.800,00 – da riconoscere ai proprietari (…)”

Dunque Cepav 2 ha già valutato che gli oltre 1000 espropri che dovrà compiere per realizzare questa tratta valgono poco più di 10 milioni di euro. Una cifra che diventa subito irrisoria se si pensa che in quasi ogni comune sono previsti abbattimenti di caseggiati, cascine e capannoni e molte persone perderanno così la propria casa. Nel solo comune di Desenzano si parla di 15 abbattimenti e al conteggio manca ancora il capitolo riguardante l’uscita ad Est dalla città di Brescia, sulla quale manca ad oggi un progetto. A questo andrebbe aggiunto anche l’altissimo valore fondiario dei terreni del Basso Garda, in particolare di quelli già vitati e produttivi, inseriti nell’areale della Doc del vino Lugana, ma anche Custoza e Grana Padano Dop. Quindi nessun extra per chi perderà pezzi fondamentali e non rinnovabili della propria attività agricola, come i vigneti. Per intendersi, la resa di un ettaro di vigneto Lugana è di 120 quintali/ettaro, la quotazione dell’uva Lugana non lavorata si attesta oggi sui 200 euro al quintale, il resto del conto si fa presto a farlo e da l’idea del danno economico che subiranno le aziende che perderanno i propri terreni.

Non c’è da stupirsi della risposta della Regione Veneto del leghista Zaia. D’altronde stiamo parlando della regione del Mose e dove si aumentano le tasse ai cittadini per coprire i buchi lasciati dai privati per la realizzazione della “Pedemontana Veneta” (qui). Sul reitero del vincolo d’esproprio è stato presentato da comitati e cittadini un ricorso al Tar del Lazio, dal quale si sta attendendo risposta. La battaglia sarà lunga e l’arroganza di chi vuole imporre queste grandi opere inutili non ha veramente più limiti.

L’agosto del toto-Tav, tra slogan e sparate.

imagesCon Agosto, possiamo dirlo ufficialmente, è iniziato il toto-Tav. Negli ultimi giorni si sono susseguite sui giornali le dichiarazioni del sindaco Del Bono, del presidente della provincia Mottinelli e di Bonometti, presidente dell’associazione industriali bresciani sull’Alta Velocità. Continua la lettura di L’agosto del toto-Tav, tra slogan e sparate.

DOMANI MATTINA: presidio al tirbunale per i denunciati dell’occupazione dell’ASL “DENUNCIATECI TUTTI PER AVER DIFESO LA NOSTRA SALUTE!”

Domani mattina dalle 10:45 davanti al Tribunale di Brescia in via Lattanzio Gambara 40, PRESIDIO DI SOLIDARIETA’ PER TUTTI I DENUNCIATI DELL’OCCUPAZIONE DELL’ASL!

Nell’aprile 2014 alcuni attivisti del movimento ambientalista bresciano ni vista della manifestazione BASTA VELENI occuparono l’ufficio del Direttore Generale di Asl Brescia Carmelo Scarcella. L’occupazione aveva lo scopo di denunciare la totale assenza di informazioni ai cittadini sulle reali conseguenze per la salute causate da tutte le nocività che attanagliano il nostro territorio.

Asl e i suoi vertici hanno sempre sminuito i problemi alla salute causati dalle nocività ambientali dando false rassicurazioni. Alcuni attivisti vennero denunciati per interruzione di pubblico servizio.

Quella mattina a occupare l’ASL c’eravamo anche noi.
Domani alcuni di noi saranno in quell’aula di tribunale.
Domani altri di noi saranno fuori a portare la loro solidarietà e a ribadire che difendere la nostra salute e il nostro futuro è un diritto e i veri criminali sono quelli che speculano sulle nostre vite per i loro meri interessi!

DOMANI PARTECIPIAMO NUMEROSI!
‪#‎bastaveleni‬ ‪#‎stopbiocidio‬ ‪#‎notav‬

E oggi come allora continuiamo a lottare e resistere fino alla vittoria, perché fermarlo non è stato possibile solo nel 2005 a Venaus ma lo può essere ogni giorno e ovunque!

La manifestazione nazionale di ieri a Susa per celebrare i 10 anni dalla liberazione di Venaus ha visto scendere in piazza 20000 persone, tantissimi i valligiani e molte anche le delegazioni che da tutta Italia si sono unite al popolo No Tav per ricordare che ci siamo ancora e che siamo determinati a continuare questa lotta fino a quando questo progetto non vedrà definitivamente la sua fine, sia qui che altrove.

Nei giorni precedenti all’8 dicembre tante sono state le iniziative organizzate in Val di Susa per continuare questa resistenza che giorno dopo giorno prosegue: da passeggiate notturne, dove come sempre la polizia dimostra con quanta arroganza e violenza protegge il cantiere della distruzione e della mafia, ad una resistenza prolungata  nei pressi del cantiere con persone di ogni età, alla proiezione di video, presentazione di libri e disegni fino all’assemblea dei Comitati che si battono per la difesa dell’ambiente, che ha visto partecipi anche noi come comitati che si battono contro il Tav Brescia-Verona.

Un decennale che ha ci ricorda che la lotta No Tav è ben lontana da quello che la stampa vorrebbe farci credere, che vede unione, condivisione, confronto e solidarietà come basi per poter continuare a lottare così a lungo negli anni.
E che questa valle sia un esempio a cui ispirarsi non c’è alcun dubbio perchè se continueremo ad accettare di essere schiacciati da queste decisioni dall’alto, che al di là del Tav in tanti modi diversi riguardano ognuno di noi, ci toglieremo non solo un presente dignitoso ma creeremo le basi per un futuro ancora peggiore per chi verrà dopo di noi.
La possibilità di capire che ognuno di noi è importante per cambiare la cose, la voglia di crescere e imparare insieme, anche dagli errori, come portare avanti a testa alta il nostro NO fan si che 10 anni dopo i No Tav sono ancora qui, in un clima di festa e gioia ma senza mai perdere la determinazione e la voglia di lottare che prima di quell’8 dicembre 2005 e fino ad oggi aleggia nell’aria.

10 anni dopo la liberazione di Venaus ci siamo anche noi, che da poco più di 1 anno abbiamo iniziato un percorso per fare la nostra parte per inceppare questo sistema delle grandi opere inutili ed imposte, per dire di NO ad un nuovo sperpero di risorse pubbliche, per dire NO alla distruzione della nostra terra e a portare alla luce tutte quelle opere essenziali che servirebbero davvero ai nostri territori al posto di mafia e speculazione.

E così oggi come allora continuiamo a lottare e resistere fino alla vittoria, perché fermarlo non è stato possibile solo nel 2005 a Venaus ma lo può essere ogni giorno e ovunque!

 

VICENZA: 500 IN CORTEO PER DIRE ” BASTA IMPOSIZIONI “

vicenza 1

Oltre 500 persone, nonostante la pioggia battente,  hanno partecipato alla manifestazione ” basta imposizioni per Vicenza ” di venerdi 16 gennaio promossa da No Tav e No Dal Molin. Presenti anche i comitati di Brescia e Verona. Giovedi 22 assemblea al CS Bocciodromo di Vicenza per rilanciare le prossime iniziative.

http://www.nodalmolin.it/16-gennaio-la-pioggia-non-ferma-la#.VLpMzSuG9Lc

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9 ottobre, la furia dell’acqua

terzo valico frana

Un giorno di pioggia intensa e a Genova si manifesta, per l’ennesima volta, l’intesa perfetta tra urbanizzazione e stagione delle piogge. L’ennesima, repentina, alluvione. Un deja-vù. A una quantomeno strana estate, è seguito un torrido settembre e, così, nel giro di pochi giorni, i primi giorni di piogge, torrenziali, hanno di nuovo bussato alla porta di Genova. Continua la lettura di 9 ottobre, la furia dell’acqua