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Quanto valgono gli espropri per Cepav 2?

Dopo quasi 6 mesi è giunta la risposta all’interrogazione, presentata dal consigliere Manuel Brusco, della Regione Veneto in merito al loro parere favorevole sul reitero dei vincoli d’esproprio per i terreni interessati dal passaggio del TAV Brescia – Verona. Il reitero è arrivato attraverso una delibera del Cipe che di fatto vincolerà per altri 6 anni i terreni da espropriare. In totale quindi questo vincolo urbanistico, che impedisce ai proprietari qualsiasi intervento sul proprio fondo (come ad esempio il semplice impianto di un vigneto), raggiungerà la durata record di 19 anni. Ovviamente nessun rimborso per chi sta subendo quest’ingiustizia in favore di un’opera dalla copertura finanziaria dubbia, la quale difficilmente vedrà mai un completamento. Un passaggio in questa risposta, però, è particolarmente significativo, riprendendo la delibera del Cipe:

“(…) che il soggetto aggiudicatore ha dichiarato che il valore delle aree oggetto di esproprio, valutato in sede di progettazione definitiva, è già compreso all’interno delle somme a disposizione del quadro economico e che l’importo – stimato in € 10.432.800,00 – da riconoscere ai proprietari (…)”

Dunque Cepav 2 ha già valutato che gli oltre 1000 espropri che dovrà compiere per realizzare questa tratta valgono poco più di 10 milioni di euro. Una cifra che diventa subito irrisoria se si pensa che in quasi ogni comune sono previsti abbattimenti di caseggiati, cascine e capannoni e molte persone perderanno così la propria casa. Nel solo comune di Desenzano si parla di 15 abbattimenti e al conteggio manca ancora il capitolo riguardante l’uscita ad Est dalla città di Brescia, sulla quale manca ad oggi un progetto. A questo andrebbe aggiunto anche l’altissimo valore fondiario dei terreni del Basso Garda, in particolare di quelli già vitati e produttivi, inseriti nell’areale della Doc del vino Lugana, ma anche Custoza e Grana Padano Dop. Quindi nessun extra per chi perderà pezzi fondamentali e non rinnovabili della propria attività agricola, come i vigneti. Per intendersi, la resa di un ettaro di vigneto Lugana è di 120 quintali/ettaro, la quotazione dell’uva Lugana non lavorata si attesta oggi sui 200 euro al quintale, il resto del conto si fa presto a farlo e da l’idea del danno economico che subiranno le aziende che perderanno i propri terreni.

Non c’è da stupirsi della risposta della Regione Veneto del leghista Zaia. D’altronde stiamo parlando della regione del Mose e dove si aumentano le tasse ai cittadini per coprire i buchi lasciati dai privati per la realizzazione della “Pedemontana Veneta” (qui). Sul reitero del vincolo d’esproprio è stato presentato da comitati e cittadini un ricorso al Tar del Lazio, dal quale si sta attendendo risposta. La battaglia sarà lunga e l’arroganza di chi vuole imporre queste grandi opere inutili non ha veramente più limiti.

Luca Lotti deve rinunciare (almeno) alla delega al CIPE!

Il recentissimo scandalo che riguarda Consip (Concessionaria servizi informativi pubblici) e che ha portato all’arresto per corruzione dell’imprenditore campano Romeo, ha coinvolto anche diversi esponenti politici. Tra i vari indagati, oltre al padre del ex-premier Renzi, è spuntato il nome dell’attuale Ministro dello Sport Luca Lotti, fedelissimo renziano. Aldilà delle responsabilità che spetterà alla magistratura accertare, vorremmo sottolineare come il ministro copra il ruolo di segretario del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica), organo che gestisce gli investimenti per le 25 opere identificate dal Ministero delle Infrastrutture come prioritarie per un costo di 94 miliardi di euro. Tale ente è formato da 13 ministri ed è presieduto dal presidente del consiglio. Ma, in realtà, il ruolo più importante è quello costituito dal Segretario. Ai sensi di legge, questo svolge le seguenti funzioni: ” Art. 10. (Segretario della programmazione) Il segretario della programmazione attende alla preparazione dei documenti programmatici, impartisce le direttive tecniche all’istituto di studi per la programmazione economica in ordine all’attività’ da svolgere ai sensi dell’articolo 19 e dirige la segreteria della programmazione. L’incarico di segretario della programmazione e’ conferito con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per il bilancio e per la programmazione economica. Nelle stesse forme l’incarico può essere revocato. L’incarico e’ incompatibile con ogni altra attività” “. In sostanza, questo svolge una funzione di supporto e coordinamento tra il presidente del Cipe e la struttura organizzativa del Dipe (Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica) e amministra la fase istruttoria delle delibere. In pratica decide quali opere debbano partire ed essere finanziate.

Ci si chiede quindi, alla luce delle indagini che lo coinvolgono, aldilà delle sue possibili dimissioni da ministro dello sport, se possa essere opportuno che Luca Lotti mantenga la delega al Cipe?

Riflessioni a caldo sull’incontro “TAV e turismo sul lago di Garda”

Ieri si è svolto a Rovizza di Sirmione un’interessante confronto pubblico che ha visto protagonisti, oltre al comitato no tav di Desenzano, anche il consorzio tutela Lugana DOC, l’associazione albergatori, l’associazione ristoratori e, nientemeno che, l’assessore regionale al turismo Mauro Parolini. La sala era gremita e oltre ad attivisti, tanti espropriandi, operatori agricoli, associazioni e amministratori locali (non tanti, qualcuno). Aspettando quello che i giornali scriveranno sui quotidiani, possiamo notare come nessuno dei relatori presenti, né nessuno di coloro che è intervenuto al dibattito ha espresso parere favorevole a quest’opera e a questo progetto. Del resto, dopo la stroncatura inserita nel verbale del Consiglio nazionale sui lavori pubblici che si unisce a una lunga sequela di prescrizioni, difendere il progetto dell’Alta Velocità è divenuto impossibile a tutti. Perfino all’assessore Parolini, che per anni ha invocato un’accelerazione per l’inizio dei lavori dell’opera, è scappato di essere contrario a questo progetto. D’altronde, da personaggio politico e navigato, non può non aver intuito che la realizzazione di questa tratta comporterebbe un disastro per il Basso Garda e che ormai, in questo territorio, non c’è più nessuno in grado di sostenere un tale intervento. Nemmeno la sua proposta di realizzare una fermata Tav sul lago di Garda ha trovato riscontro, anzi è stata smontata pezzo per pezzo da interessanti interventi, ovviamente fatti da coloro che questo territorio lo vivono quotidianamente. Una frase del discorso di Parolini ci pare degna di nota, ossia che al Cipe, per il mese di Marzo, non è stata depositata nessuna richiesta per discutere l’approvazione del progetto definitivo del Tav Brescia-Verona. Ovviamente è un’affermazione sulla quale si vigilerà con attenzione, ma lascia trasparire come le affermazioni e le sparate recenti dell’ad Gentile e del sottosegretario De Caro siano state fatte senza conoscere l’argomento in questione, ignorando inoltre (fatto grave per dei funzionari pubblici) quali siano i passaggi compresi nell’iter autorizzativo che Cepav 2 (il general contractor) dovrà compiere prima di poter avviare i cantieri: dopo l’eventuale approvazione del Cipe, il progetto dovrà essere infatti sottoposto all’esame della Corte dei Conti. Così come i ricorsi presentati dai vari comitati potranno causare ulteriori ritardi e slittamenti, se non addirittura fermare questo progetto. Ovviamente fermare il Tav è sempre più possibile anche se non sarà una battaglia semplice, serve l’impegno e la determinazione di tutti.

Qua sotto riproponiamo un testo scritto da un attivista No Tav che riassume in maniera efficace la vicenda generata dalle ultime dichiarazioni uscite sui giornali:no-tav-san-martino

BASTA FROTTOLE. IL CARNEVALE È FINITO!

All’inizio c’era il TAV, poi hanno inventato la TAV (la treno alta velocità), dopodiché si è pensato al TAC (treno alta capacità, da non confondere con Tomografia Assiale Computerizzata, che è un’altra cosa), ma anche quest’ultimo non regge. Non esiste al mondo una linea dedicata/veloce che possa trasportare le merci. Tutti i governi in Italia che si sono succeduti dagli anni del boom economico a oggi, hanno favorito spudoratamente il trasporto su gomma a sostegno dei soliti noti. Lo Stato che penalizza se stesso in appoggio d’interessi privati. In questi anni il trasporto merci è talmente crollato che chissà quando potrà riprendersi a livelli apprezzabili. L’industria italiana negli anni ’80 aveva partorito il miglior treno mai costruito, il Pendolino, ma il governo italiano ha preferito investire nell’alta velocità e ha svenduto il progetto alla Francia. Ancora oggi la Alstom francese continua a produrre il nostro treno e lo vende a nazioni come la Svizzera che in fatto di ferrovia: chapeaux.
Tornando al TAV e nel nostro caso alla tratta Brescia-Verona, inizialmente hanno pensato allo shunt in direzione di Montichiari per collegare l’aeroporto (ma non si voleva far concorrenza all’aereo per inquinare di meno…). Ora lo shunt è stato congelato in cambio dell’uscita da Brescia sulla linea storica e l’abbattimento di qualche palazzina per un totale di circa 200 unità abitative. Da Brescia a Verona comunque tra espropri di terreni, abitazioni, stabilimenti e d aziende agricole sono poco meno di un migliaio i soggetti interessati al passaggio della nuova linea. Un discorso particolare è da dedicare all’elettrodotto da 30.000 volt che attraverserà la campagna di Lonato e giungerà al confine con il comune di Calcinato: un lavoro del genere prevedrebbe l’interramento dei cavi elettrici, per la potenza trasportata, ma ciò inciderebbe troppo sul costo dell’opera ed allora si è preferito la soluzione en plein air. La galleria sotto il territorio di Lonato creerà una barriera per il deflusso delle acque di falda verso il territorio mantovano, a grave discapito delle produzioni agricole locali. Il territorio di produzione del Lugana sarà decisamente ridimensionato con ricadute negative sul fatturato complessivo delle aziende vitivinicole gardesane. Il laghetto del Frassino, nel comune di Peschiera, a causa della galleria che scorrerà nel sottosuolo, in pochi anni sarà prosciugato interamente e quest’oasi di particolare interesse faunistico, oltremodo protetta dall’Unesco, avrà una sorte sicuramente misera. A prescindere dalle dichiarazioni esilaranti e sicuramente veicolate da qualcheombretta di troppo del sottosegretario del ministero delle Infrastrutture e Trasporti Umberto Del Basso De Caro (un nome-un programma) al Samoter di Verona della settimana scorsa, dove si è paventato il completamento dei lavori per la Bs-Vr in 36 mesi con una spesa di soli 1,5 miliardi di €. Peccato che il cronoprogramma per la realizzazione dell’intera tratta parli di ben 7 anni e 4 mesi e si sono già stanziati ben più di 2 miliardi di €. Umberto Del Basso De Caro ha voluto concorrere con il nostro Mauro Parolini che, in un periodo non carnevalesco, ha lanciato la proposta di una stazione ferroviaria a S. Martino della Battaglia, questo per favorire l’afflusso di turisti sul Garda, provenienti sia da Lisbona che da Kiev. Parolini aveva già parlato anche della denominazione da dare alla stazione, chissà che non avesse già contattato Calatrava per un semplice e funzionale progetto, tutto cristalli ed acciaio. Al turista-straniero-tipo gardesano interessa un trasporto locale efficiente, sicuro, comodo, puntuale per visitare il Capitolium e S. Giulia a Brescia o l’Arena e la casa di Giulietta a Verona e se le carrozze fossero anche pulite avremmo raggiunto l’apoteosi. Un treno ad alta velocità che parte da Brescia impiega 15 minuti per raggiungere la velocità di punta, nella galleria di Lonato deve rallentare notevolmente, a S.Martino ferma, sotto il Frassino di nuovo rallenta anche perché nel sovrastante santuario stanno celebrando i Vespri; a Verona non può altro che giungere dietro il regionale partito dieci minuti dopo. Sta di fatto che l’attuale linea è sottoutilizzata, potrebbero transitare attualmente ben più di 120 treni al giorno, senza nessun tipo di implementazione. Il Magnifico Rettore dell’Università di Brescia, Massimo Tira e altri esperti in trasporti, già parecchio tempo fa, hanno proposto soluzioni alternative e ben più economiche del TAV, senza mai esser presi seriamente in considerazione. Come non è mai stata presa in considerazione l’opzione zero. In questo modo certamente alle cosche mafiose non potrebbe giungere quell’inesauribile fiume di denaro che con frenesia stanno attendendo.
NESSUNO PRESTÓ ASCOLTO ALLE LORO PAROLE E NESSUNO FECE NULLA… NESSUNO FECE NULLA!
FERMARLO
È POSSIBILE, FERMARLO TOCCA A TUTTI NOI!

 

Cipe ammette: “i soldi non ci sono”. Interrogazione alla Commissione UE

FrecciarossaCon una delibera dei primi di maggio, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale ad agosto, il Cipe rinnova il vincolo d’esproprio per terreni e residenze interessate dal progetto dell’Alta Velocità tra Brescia e Verona. Un’operazione vergognosa visto che il vincolo d’esproprio è stato continuamente rinnovato dal 2003 in poi, senza tenere in considerazione i diritti dei proprietari di quei fondi o di quegli immobili. Ma, quantomeno, il Cipe stesso ammette l’indisponibilità dei finanziamenti, confermando quanto da anni i comitati denunciano, nonostante gli slogan dei politici locali. Per chi volesse approfondire l’argomento consigliamo la lettura di questo articolo a cura di Erasmo Venosi.

Intanto è stata presentata un’interrogazione alla commissione UE da parte dell’europarlamentare cinque stelle David Borrelli rispetto alle gravi violazioni della normativa comunitaria nella fase di approvazione del progetto dell’ Alta Velocità. Qua sotto riportiamo il testo dell’interrogazione:

“In Italia è in corso da molti anni il procedimento amministrativo di approvazione del progetto di realizzazione della linea ferroviaria AV/AC lotto Brescia-Verona, in seno al quale è stato recentemente (in data 5 febbraio 2016) reso parere favorevole sulla VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) da parte della competente Commissione, come previsto dalla direttiva 85/377/CEE (ora 2011/92/UE). Tale parere favorevole, tuttavia, è stato reso senza esaminare né l’“opzione zero” né alcun progetto alternativo, nonostante con tutta evidenza l’opera sia grandemente impattante. Si segnala, inoltre, che il Piano Generale dei Trasporti per la linea Brescia-Verona non è mai stato sottoposto a previa VAS (Valutazione Ambientale Strategica) come invece imposto dalla direttiva 2001/42/CE. A ciò aggiungasi, infine, che l’affidamento dell’opera è avvenuto con convenzione sottoscritta tra TAV S.p.A. e General Contractor in assenza di una procedura di evidenza pubblica, con violazione della relativa disciplina comunitaria e in particolare dei principi di libertà di stabilimento, libera prestazioni dei servizi, libera concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità, pubblicità e del divieto di restrizione ai movimenti di capitali (1). Tutto ciò premesso, quali iniziative intende intraprendere la Commissione per reagire alle suesposte violazioni del diritto comunitario?”

10 MAGGIO: UNA COCCARDA IN SOLIDARIETA’ A CHIARA, CLAUDIO, NICO E MATTIA!

Il 10 maggio in concomitanza con la MANIFESTAZIONE STOP BIOCIDIO BRESCIA ci sarà a Torino una grande manifestazione contro la repressione e in solidarietà a Chiara, Claudio, Nico e Mattia, i 4 ragazzi arrestati ingiustamente e accusati di terrorismo.
Dalla Valle arriva l’appello durante la giornata del 10 di indossare una coccarda fatta con un nastro rosso e uno bianco, i colori della bandiera no tav, per far sentire la nostra solidarietà a chi è come noi, perchè se loro sono terroristi, lo siamo anche noi in ugual modo.
NOI NE PREPAREREMO UN PO’ DA DISTRIBUIRE DURANTE LA MANIFESTAZIONE, E’ UN GESTO SEMPLICE MA MOLTO IMPORTANTE!
Perchè se terrorista è chi cerca di far fare o non far fare qualcosa al governo, allora di terroristi ce ne sono tanti altri tra di noi.
Se accettiamo che questi quattro no tav vengano accusati di terrorismo, accetteremo il fatto che tutte le forme di protesta possano essere considerate un attentato con finalità di terrorismo: questo vorrebbe dire reprimere ogni forma di protesta accettando tutto quello che dall’alto ci viene imposto.
Se i partigiani sono diventati degli eroi è perchè hanno vinto, altrimenti sarebbero stati cancellati dalla memoria di tutti perchè considerati banditi, facinorosi o violenti.
Ma i partigiani, che tanto ammiriamo, altro non erano che combattenti armati che appartenevano a un movimento di resistenza che combatteva una guerra di difesa di natura civile contro un’occupazione militare, la conquista o la colonizzazione di un territorio.
Ciò che contraddistingue il partigiano dal soldato non è solo l’impegno politIco ma anche e sopratutto la sua natura territoriale, legata alla difesa di un’area geografica coincidente con l’area culturale di appartenenza.
E’ una descrizione che mi pare caratterizzi ognuno di noi, chiunque lotti e protesti, a diversi livelli, per la propria terra, per la salute e il futuro di tutti.
Dobbiamo quindi essere considerati partigiani o terroristi? La risposta la scriveremo cambiando la storia!
#10maggio #notavliberi #liberitutti #terroristaèlostato#sostienilaresistenza #stopbiocidiobrescia #notav #notavbrescia

APERITIVO RACCOLTA FONDI PER LA VAL SUSA: TERRORISTA è LO STATO

Leggiamo in questi giorni l’appello di appoggio e solidarietà mandato dalla Val Susa riguardo l’aiuto concreto che serve per affrontare il risarcimento di 214.180,40 euro a Ltf per aver ostacolato i sondaggi della ferrovia Torino- Lione, pena palesemente usata al fine di stroncare la lotta NO TAV sulla quale già gravano ingenti spese per sostenere le difese legali.

Con molta umiltà, ma altrettanta dignità e fiducia, dalla Valle chiedono quindi a tutti di dare un concreto appoggio aiutandoli economicamente, ed è per questo che abbiamo deciso di raccogliere fondi anche nella nostra città e provincia da mandare per sostenere la lotta!

Anche a Brescia, come in tutta Italia , parte quindi la campagna di raccolta fondi in solidarietà alla lotta della Val di Susa.

Vi invitiamo DOMENICA 9 FEBBRAIO alle ore 19,00 a partecipare all’aperitivo di raccolta fondi presso ”La Zona” in via San Francesco d’Assisi a Collebeato (Bs)

Qui l’evento facebook della serata a Collebeato: https://www.facebook.com/events/646531748747554/

Per gli altri punti di raccolta fondi da Brescia visitate questa pagina!

Chi tocca uno tocca tutti e Alberto, Loredana e Giorgio non saranno soli, ma sostenuti da un popolo intero!

#20 GENNAIO – BRESCIA SI SOLLEVA: ASSEDIAMO L’INCENERITORE!

20gennaioNella settimana di mobilitazione e lotta nazionale, che inizierà il 15 gennaio, la giornata del 20 gennaio sarà per Brescia, come per tante altre città, una giornata in cui si potranno connettere le lotte. Dal diritto alla casa al trasporto pubblico, alla salute, allo studio, al reddito, alla difesa dell’ambiente e del patrimonio pubblico, all’accoglienza e alla libertà di movimento.

Sarà una giornata di lotta per una diversa qualità della vita che vada a denunciare nuovamente una sofferenza e un disagio profondi, verso questa condizione di precarietà che pesa sulle vite di tutt*.

La giornata del 20 gennaio nasce a livello nazionale come giornata della “rabbia metropolitana e dei territori” , giornata da impiegare in scioperi e assedi in difesa della nostra terra contro le grandi opere, con blocchi della produzione e rifiuto a un lavoro precario, con la richiesta del riconoscimento dei diritti di cittadinanza, allo studio, alla salute, alla dignità.

E proprio nella nostra città, partendo da questi presupposti come non colpire e denunciare l’inceneritore di Brescia, il più grande d’Europa? Il 22 gennaio si svolgerà’ la Conferenza dei Servizi in Regione per discutere la richiesta da parte di A2a di bruciare su tre linee 800.000 tonnellate di rifiuti senza più distinguere tra rifiuti speciali e urbani e senza fissare alcun limite ai rifiuti speciali da bruciare. Siamo, inoltre, venuti a conoscenza del fatto che già oggi vengono importate 350.000 tonnellate di rifiuti provenienti da tutta Italia per far funzionare a pieno regime l’inceneritore a fronte di una produzione bresciana di rifiuti urbani che si assesta attorno alla stessa cifra. La richiesta è contenuta nel procedimento per il rinnovo dell’AIA per l’inceneritore di Brescia che verrà discussa in Regione.

Prendendo atto di ciò, vorremmo porre l’attenzione su quello che da alcuni anni sta succedendo nei martoriati territori della provincia bresciana dove abitiamo. Si sono infatti moltiplicate in Regione le richieste, sia di ampliamento sia di nuove installazioni, per impianti di trattamento di ceneri e rifiuti speciali provenienti in larga parte anche dall’inceneritore di Brescia. Si tratta di progetti molto controversi che insistono su una provincia già fortemente martoriata per la presenza di discariche (68 per la precisione) e di grossi impianti industriali dannosi e nocivi, il sito Caffaro ne è un esempio. Progetti contro i quali siamo costretti a lottare perché costituiscono una minaccia seria e gravosa per la salute e per le possibilità di vita di chi abita questi territori.

Alla luce di questi fatti risulta evidente che l’incenerimento non è una soluzione al problema della gestione dei rifiuti, ma anzi, come testimoniano le vicende che ci troviamo ad affrontare, ne aggrava ulteriormente la situazione. Noi siamo assolutamente convinti che il problema dei rifiuti lo si possa risolvere solo valorizzando pratiche virtuose di riciclaggio e riuso dei materiali (ad esempio con la raccolta differenziata porta a porta).

Non possiamo più tollerare che vengano importate da tutta Italia centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti speciali, per mantenere in vita un impianto evidentemente mal funzionante e sovrastimato, alimentando così un circuito che devasta la nostra provincia e la nostra salute!

LE 800.000 TONNELLATE DI RIFIUTI BRUCIATI OGNI ANNO SI DIVIDONO IN:
CIRCA 350.000 URBANI BRESCIANI
CIRCA 100.000 SPECIALI BRESCIANI
CIRCA 50.000 URBANI IMPORTATI
CIRCA 300.000 SPECIALI IMPORTATI

PRETENDIAMO QUINDI LA CHIUSURA IMMEDIATA DELLA TERZA LINEA, COME PRIMO PASSO VERSO LA CHIUSURA DELL’INCENERITORE!

DICIAMO NO ALL’IMPORTAZIONE DI RIFIUTI DA FUORI!

DICIAMO SI ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA!

VI ASPETTIAMO LUNEDI’ 20 ALLE ORE 9:00 IN VIA CODIGNOLE, DAVANTI ALL’INCENERITORE!

ASSEDIAMOLINCENERITORERete Antinocività Bresciana

Comunicato Stampa. Sabato 22 febbraio 2014. Giornata Nazionale di Lotta

Comunicato Stampa

13 gennaio 2014

Sabato 22 febbraio 2014

Giornata Nazionale di Lotta

IL COORDINAMENTO DEI COMITATI NO TAV

riunito a Villar Focchiardo mercoledì 8 gennaio 2014

ha valutato attentamente

la gravissima situazione giuridica venutasi a creare con gli ultimi arresti di Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò, per i quali è stato costruito un castello accusatorio studiato apposta per intimorire  tutte le sacrosante lotte che anche grazie al Movimento NO TAV stanno crescendo in tutto il Paese.

Ha infatti  rilevato

che nelle carte dell’inchiesta gli inquirenti, forzando il piano strettamente giuridico, hanno sostenuto una tesi squisitamente politica. Infatti, dopo aver fatto una breve storia degli atti legislativi e dei vertici internazionali che hanno portato all’installazione del cantiere di Chiomonte, i magistrati sostengono che si tratta di procedure democratiche.
Quindi l’azione contro il cantiere – assieme allo stillicidio di pratiche di contrasto di cui il faldone giudiziario fornisce un ampio elenco – viene definita “terroristica” non tanto per le sue caratteristiche specifiche, ma in quanto si oppone alla democraticità di una decisione intergovernativa.
Se tutte le imposizioni dello Stato hanno un involucro legale, cioè sono formalmente basate sul Diritto, tutto ciò che mette realmente in discussione un progetto statale è dunque passibile di “terrorismo”. Con questa impostazione rimane solo   la possibilità di  dissentire in modo platonico, di diventare un movimento di opinione.
Dare invece concretezza al proprio NO, che in fondo è la caratteristica essenziale del movimento no tav, risulta quindi antidemocratico : il totalitarismo parla oggi un linguaggio diverso. “Non ti stanno bene le nostre imposizioni democratiche? Dunque sei un terrorista, ti sbatto in galera e butto via la chiave”.
Ricordando
che nei momenti epocali,  lo Stato ed i “poteri forti” attaccano frontalmente il nemico nei suoi punti di forza e non in quelli più deboli, diventa evidente che l’impiego della categoria di terrorismo contro il movimento no tav – per ciò che questo esprime e che simboleggia – è un avviso per tutti, per qualsiasi movimento di lotta.
Diventa  terrorista dunque  chiunque contesti le decisioni dello stato e viene smantellato il patto sociale pensato dalla costituente.
A seguire fino in fondo la logica della procura torinese, la natura “terroristica” della lotta contro il TAV non sta in un suo preteso “salto di qualità”, bensì nelle sue stesse premesse: in quel NO di cui vent’anni di esperienze, saperi, confronti, azioni non sono che il coerente sviluppo.
Non essersi rassegnati nemmeno di fronte ai manganelli, ai gas, alle ruspe, ai Lince, agli arresti, al terrorismo mediatico: questo è il crimine che contiene tutti gli altri.
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Per questi motivi il Movimento NO TAV
INDICE E PROPONE PER IL 22 FEBBRAIO
UNA GIORNATA NAZIONALE DI MOBILITAZIONE E DI LOTTA
OGNUNO NEL PROPRIO TERRITORIO
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a tutte quelle realtà che resistono e si battono contro lo spreco delle risorse pubbliche, contro la devastazione del territorio, per il diritto alla casa, per un lavoro dignitoso, sicuro e adeguatamente remunerato. Una giornata nazionale di lotta, territorio per territorio in difesa del diritto naturale e costituzionale di opporsi alle scelte governative che tengono solo conto degli interessi dei potentati, delle lobby, delle banche e delle mafie a danno della popolazione.
Una mobilitazione comune contro il delirante utilizzo delle leggi da parte della procura e della magistratura torinese e in solidarietà ai compagni di lotta incarcerati, ai compagni di lotta già condannati, a quella innumerevole schiera di resistenti che ancora deve affrontare il giudizio per aver difeso i beni comuni, una giornata di lotta alla quale seguirà nella metà di marzo un appuntamento a Roma per la difesa e la legittimità delle lotte sociali.
In preparazione della giornata di lotta si invita ad effettuare assemblee sui territori per sensibilizzare la popolazione sia su questi temi sia sui progetti che si contrastano.
In Valsusa sui progetti di spostamento dell’autoporto di Susa a San Didero, di spostamento della pista di Guida Sicura da Susa ad Avigliana e della ferrovia nel territorio di Borgone.

Proposta approvata dal coordinamento dei comitati del Movimento NO TAV.

NO-TAV-TORINO-LIONE

Articolo tratto da: http://www.tgvallesusa.it/

 

Esposito non parla a Brescia: la Val Susa ringrazia i bresciani.

Doveva essere una serata “in famiglia” dedicata al Tav, al piccolo Teatro di Sanpolino più per ascoltare le solite panzane sottoforma di slogan mal formulati di “Bingo” Esposito e convincersi che la Torino-Lione è bella e buona.

La sede era piccola perchè di questi tempi il Pd ha imparato a non aspettarsi le folle ma i No Tav bresciani, non invitati, l’hanno riempita e altri si assiepavano fuori surclassando cosi il numero degli spettatori con tessera (c’era anche Fiorenzo Bertocchi di PRC, “a titolo personale” – ci tiene a dichiarare) per fare il contradditorio. Dietro lo striscione «L’unica velocità che vogliamo è quella delle bonifiche», i No Tav spingevano per entrare ostacolati da una decina di Digos e un drappello di agenti che però non hanno potuto impedire l’entrata in massa e la fragorosa battitura sulle pareti.

“Bingo” è arrivato con la sua auto blindata e ha sfoggiato il consueto facile builismo da dietro la scorta, anche un po’ bluffando (i bresciani non sanno come corre con o senza scorta), visto che giocava fuori casa: “Sono stato più volte nell’occhio del ciclone in Val di Susa, figuriamoci se mi faccio problemi per un pugno di No Tav».

Sta di fatto che dopo un’ora di tentativi, la bella riunione si è sconvocata per tempi migliori. Il Nostro non l’ha presa bene: «Ogni volta che mi muovo per partecipare a dibattiti sul tema, qualcosa succede regolarmente, ma non mi era mai successo di andarmene», (bugia!) ha commentato prendendosela anche un po’ con gli organizzatori.

La Val Susa ringrazia i bresciani.

 

Articolo tratto da: http://www.tgvallesusa.it

16 dicembre: Esposito se ne va senza mettere in scena il solito teatrino Si Tav del PD

Non sono nemmeno passate 2 ore dal presidio NoTAV al Piccolo Teatro Libero di San Polino e già cominciano le mistificazioni… Gli attivisti NoTAV Brescia sono stati bloccati ancora prima che cominciasse l’incontro, non perché la capienza della sala era già stata raggiunta ma perché la polizia aveva ordini in tal senso… Così Esposito, che usa con leggerezza parole come “democrazia” (e dopo dovrebbe sciaquarsi la bocca) può farsi lo stesso il suo spot elettorale sui manifestanti violenti. Continua la lettura di 16 dicembre: Esposito se ne va senza mettere in scena il solito teatrino Si Tav del PD